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 Piccoliscrittori scrivono a Georg Maag
 Da Foppette a Georg
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Bianca C
piccolissimo scrittore


19 Messaggi

Inserito il - 18/10/2004 :  17:32:23  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Caro Georg, ci interessa molto il libro che hai scritto, perche’ vorremmo diventare bravi inventori di storie. Per la verita’ siamo cosi’ divisi: a 13 piace molto scrivere, a 4 cosi’ cosi’, a Carlotta, Elisa e Silvia B. non piace per niente.
Siamo gli alunni di Bianca e ci siamo divertiti ad immaginarti un po’ piu’ scuro di noi di pelle, un po’ biondo, ma un po’ rossiccio di notte e un po’ alto, come Bianca, che scrivi anche di notte al buio a lume di una lampada che fa poca luce, che magari ti piace ascoltare la radio immerso in torri di libri per bambini. Hai gli occhiali? Noi siamo quasi certi di no.
Dal libro, da quello che ci ha raccontato Bianca e dalla risposta che hai dato ad Angelica che ti ha scritto sabato ci sembra che tu sia un tipo mo0lto simpatico!

Sibissibis e’ un personaggio molto interessante e la sua storia ci e’ piaciuta molto, ma, scusa se te lo diciamo, avresti dovuto dare un merito grosso anche al papa’ di Andrea perche’ se lui non avesse avuto L’IDEA del calendario, allora lo scrittore non avrebbe potuto scrivere la storia.
Era molto bella L’Idea della casa solitaria, a molti di noi veniva voglia di entrarci dentro.
A qualcuno leggere le scritture sconosciute sul tubetto di colla faceva venire nausea e mal di testa.

Riguardo al lavoro sulle idee ci e’ piaciuto, anche se gli esercizi a volte erano un po’ seccanti. Ripensando a varie IDEE che avevamo avuto abbiamo pensato che non sempre le idee sono belle e importanti come dici tu. Alcune possono essere belle, ma non importanti, altre il contrario. E poi le idee non sono immobili, cambiano e si modificano se nascono pietra possono anche diventare farfalla… E’ un po’ come diceva Miro’ le idee crescono e si modificano insieme a noi, lui parlava di dipinti, ma, secondo noi, puo’ essere la stessa cosa!

Ma Georg, quanti libri hai scritto?
Magari un giorno ti inviamo una storia scritta da noi, cosi’ ci dai dei consigli!
Non vediamo l’ora di leggere un altro dei tuoi racconti!
Perche’ non vieni a Milano anche d’inverno?
A prestissimo e ... rispondici!
IV A Foppette -Milano-

Georg Maag
Georg


1479 Messaggi

Inserito il - 19/10/2004 :  07:20:23  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Cari ragazzi,
vi risponderò non appena ho un po' di tempo. Ora devo scappare, perché vado in una Quarta elementare dall'altra parte di Torino a parlare di idee, di farfalle e di trote.
Strano, vero?
O ne sapete già qualcosa?
Vi scriverò non appena avrò mezz'oretta. Promessa da gran-capo-indiano-pellerossa "Parolaveloce"!
Un piccolo segreto: da qualche parte su questo sito c'è nascosta una mia foto (ma dovete essere un po' "filosofi" per scoprirla...
Ciao
Georg

Modificato da - Georg Maag in data 19/10/2004 07:22:06
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Georg Maag
Georg


1479 Messaggi

Inserito il - 21/10/2004 :  08:48:13  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Cari ragazzi,
ora ho un po' più du tempo, e risponderò alle vostre tante domande. Pronti?
Via!
Se a Carlotta, Elisa e Silvia B. non piace per niente scrivere, non vuol dire che sarà sempre così. Magari proprio perché non sono ancora molto brave a scrivere che non le piace? Potrebbe essere una soluzione.
Essere "bravi a scrivere" poi serve a tutti, nella vita. Vi do un piccolo compito: discutete in classe perché e dove ci potrebbe servire molto saper scrivere bene (e non rispondete: la lista della spesa, va bene?!)
Mi fa ridere leggere come mi immaginate. Sono di tutti i colori! Aiuto!
Avete trovata la mia foto sul sito? Non ancora? Pazienza, è proprio terribile, meglio non trovarla.
E' vero che il papà di Andrea è stato altrettanto importante nella nascita di Sibissibis, ma volevo rendere più veloce il passaggio, altrimenti scrivevo tre pagine solo su questo argomento. Ma lui è un mio carissimo amico, e lo sa già.
Mi dispiace per quella reazione terribile alle scrittura sconosciute. Questa non l'avevo ancora sentita! Ragazzi, sono tre lingue che esistono! Dunque quel bambino particolare dovrebbe evitare come la peste di andare in vacanze in uno dei Paesi dove si parla una delle tre Lingue! Tra l'altro, sapete che Lingue sono? Quali? E dove si parlano? In quali Paesi?
E' anche vero che le idee non sono immobili. Ho fatto solo un esempio, che persino qualcosa di immobile e grosso come una pietra può diventare un'idea!
Una volta, una bambina in una scuola dove stavo parlando mi ha detto che per lei le idee sono tantissimi palloncini, ognuno riempito di colori belli e diversi, e che questi palloncini volano sopra la terra, nel cielo, e ogni tanto uno si rompe, il colore cade per terra, e... hoplà!, che la persona che per caso si trova proprio sotto quel palloncino avrà improvvisamente quella particolare idea. Mi è piacuto molto.
Io credo che il mondo sia pieno di idee, che viaggiano invisibili come milioni di minuscole farfalle o uccellini, e se una persona non si accorge di un'idea, quella continua a svolazzare in giro fino a quando qualcuno finalmente la fa sua.
Sì, mandatemi poi una delle vostre storie. Mi farà molto piacere. Ma preparatevi: se ci saranno cose da migliorare, lo dirò. Sono un autore, e noi autori siamo dei bachettoni tremendi... Ma se nessuno dà dei consigli, è difficile migliorare, dunque vi darò tutti i consigli necessari.
Quanti libri? Tanti. In Germania più di trenta, e in Italia più di dieci, ma alcuni devono ancora essere pubblicati, altri li devo finire o migliorare. C'è sempre tanto lavoro, prima che esca un libro. So che Bianca tra poco vi leggerà "Il Ghiacciolo". Spero che vi piaccia, e spero anche che poi mi mandate le vostre impressioni su quel racconto. Ci tengo molto.
Ora vi devo salutare, perché tra poco andrò ad insegnare. Ma oggi a ragazzi grandi, anche se preferirei stare da voi a ridere e raccontare.
Buona giornata, e un salutone a Bianca,
georg

Modificato da - Georg Maag in data 21/10/2004 08:52:09
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Bianca C
piccolissimo scrittore


19 Messaggi

Inserito il - 03/11/2004 :  16:04:40  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Ciao Georg,
grazie della tua risposta e delle spinte a pensare, non siamo spariti, anzi, stiamo lavorando sodo con “Se la luna… “ e ci sembra di essere a buon punto. Purtroppo Carlotta, Elisa e Silvia B non si sentono ancora coinvolte nel lavoro , ma prima o poi, anche loro diventeranno inventrici di fantastiche storie.
Siamo al momento delle domande, della consequenzialità , della verosimiglianza, dell’ambiente, della caratterizzazione… un momento difficile per la maggior parte di noi che preferiamo scrivere le storie così come ci vengono mentre scriviamo, senza starci troppo a pensare prima!
Alcuni di noi stanno gia’ scrivendo delle storie, ma ci trovano sempre qualcosa da cambiare prima di inviartele!

In classe abbiamo letto “Il ghiacciolo” e ci e’ piaciuto tantissimo. E’ un bi-libro, un libro double-face, come hai fatto a catturare quell’idea?
E’ proprio vero, prima di giudicare dovremmo conoscere. Per esempio anche a noi, molte volte non piace mangiare le cose verdi tipo zucchine, insalata, fagiolini… Questo e’ un pregiudizio perche’ alcune volte non le assaggiamo neanche prima di dire che sono schifose! (Come avevano fatto i genitori di Stephan verso Stefano)
Tu quanti anni avevi quando sei venuto in Italia? Sapevi parlare italiano? Pensavi che gli italiani fossero tutti rumorosi e un po' maleducati? Nella nostra classe ci sono MaryRose, Miriam e Dharshaka che sono arrivati da noi senza sapere neanche una parola, all’inizio erano molto arrabbiati perche’ non capivano niente e si sentivano estranei, ora parlano, capiscono e sono felici! Poi c’e’ Andy, ma lui non vale, perche’ e’ cinese, ma e’ nato in Italia e non sa neanche parlare in cinese, a volte, quando suo nonno gli parla, lui non capisce.
Molti di noi hanno conosciuto bambini stranieri, oppure sono stati bambini stranieri in altri paesi, ma e’ stato comunque facile fare amicizia con altri bambini, anche se parlavano lingue diverse. L’importante e’ VOLER comunicare, il modo si trova! Pensa che alcuni di noi sono riusciti finanche a litigare in lingue diverse!

Siamo una banda molto curiosa e abbiamo un sacco di domande da farti…
Quanti anni hai? Sei sposato? Hai dei figli? Hai girato il mondo? Perche’ sei venuto a vivere in Italia? Come hai iniziato a scrivere e perche’?...
Grazie per i consigli che ci dai e… rispondici presto!

IV A Foppette








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Georg Maag
Georg


1479 Messaggi

Inserito il - 03/11/2004 :  16:46:04  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Be', ragazzi, quando vi mettete a scrivere, scrivete! E quando fate domande, le fate come se fosse una vera pioggia di domande.
Comunque mi avete fatto ridere con le descrizioni. Soprattutto Andy, il "falso" cinese, mi ha fatto ridere e anche un po' pena. Ridere, perché mai e poi mai avrei detto che "Andy" fosse un bambino cinese! Pena, perché sarebbe stato più fortunato sapere le due lingue, non solo una. Così ha le sembianze della lingua che non parla, se non vado errato... Salutatemelo tanto, il piccolo Andy!
Bisogna lavorare sui testi. Non vengono da soli. Possono venire le belle idee, come a me è venuta l'idea del "Ghiacciolo", ma poi ci ho lavorato sopra, e anche sodo, altrimenti non veniva bene.
Dunque rimboccarsi le maniche e... via con il lavoro. La verosimiglianza non è poi così terribile come la fate sembrare. E' vero, non è un bel nome da sentire o da scrivere. Ma se non ci fosse, i racconti sarebbero orribili, con salti, e strappi, e cose che mancano, e nessuno capirebbe nulla di quello che c'è scritto. Dunque coccolatevi questa parola e imparate, va bene? Promesso?
Non avete ancora risposto alla domanda sulle lingue che legge Sibissibis. Sapete quali sono?
Mi avete fatto ridere quando avete scritto di riuscire addiritura a litigare in una lingua straniera! Questa è veramente buona!
Io, ancora oggi, quando mi arrabbio, non mi vengono le parole giuste in italiano!
Bene, ora devo salutarvi. Un caro saluto a voi e a Bianca, e una mossa di Kung Fu ad Andy!
ciao
georg
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Bianca C
piccolissimo scrittore


19 Messaggi

Inserito il - 08/11/2004 :  20:07:36  Mostra Profilo  Rispondi Quotando

Caro Georg, vorrei tanto che venissi qui per raccontarci secondo te cosa si prova quando qualcuno ti scrive magari una lettera che non ti aspetti che ti venga scritta. Saluti Silvia C

Io sto bene, voglio salutarti e dirti che ho un piccolo problema quando Raffaello non vuole giocare con me. Luca E

Caro Georg, sono Andy e ti devo parlare riguardo al Kung Fu. Io lo pratico. Mi hai detto “falso” e mi sono molto stupito, mi hai fatto anche un po’ ridere allora ti dico “NIHAO” che in cinese significa ciao.
Io mi sento di piu’ italiano che cinese, sono nato in Italia, ma d’estate vado alla scuola cinese. Durante le vacanze vado in Cina e i miei genitori hanno un ristorante cinese e ora anche un po’ italiano. Ho un nome italiano che e’ Andy, ma il mio vero nome e’ Ye Wang
Nihao

Ciao Georg, sono Giulia e ti ringrazio per i molti consigli che ci stai dando per scrivere le nostre storie. Mi e’ piaciuto “il Ghiacciolo”. Noi ti abbiamo fatto un sacco di domande, ma tu non hai risposto! Io vorrei sapere quanti anni hai e se hai dei figli.
Giulia D

Caro Georg, ti auguro buona lettura e se disegni anche una buona pittura. Salutami i tuoi figli se ce li hai, perche’ loro sicuramente sono fortunati ad avere un papa’ che inventa le storie, anche tua moglie.
Elisa


Caro Georg, “Il ghiacciolo” era molto bello, io non ho mai conosciuto un bambino straniero cosi’ quando lo conoscero’ sapro’ come parlargli e se mio papa’ non vorra’ io staro’ con lui lo stesso. Mi hai aiutata molto con la tua storia.
Silvia B

Caro Georg, tutti mi chiamano Giulia Q. per non confondermi con Giulia D. e devo dire che mi piace molto, ma cosa sto dicendo, sto andando troppo in fretta… allora, sono molto alta, ho i capelli lunghi e castano scuro, da grande voglio fare l’attrice e avere tanti animali, questo non vuol dire che non mi piace scrivere storie. Georg, tu mi sei molto simpatico e credo che potremmo diventare buoni amici. Ti saluto Giulia

Caro Georg, perche’ non hai risposto a tutte le domande che ti abbiamo fatto? E poi noi lo sappiamo quali lingue erano quelle di Sibissibis. Quali altri libri scrivi? E leggi tanti libri per farti tante idee? Se si’, quali libri preferisci? Ciao Raffaello

Caro Georg, stiamo lavorando cosi’ tanto per diventare bravi scrittori! Quando Bianca ci ha letto “Il ghiacciolo” a me e’ piaciuto tanto. Un giorno devo fare un vero libro e fartelo vedere, ma prima devo imparare ancora meglio l’italiano. Io sono del Peru’. Tu pero’ non rispondi a tutte le domande. Vorremmo che tu venissi a trovarci per farci venire ancora tante idee per le nostre storie!
Ciao Miriam

Ciao, sono Carlotta, quella bambina a cui non piace scrivere. Sappi che la storia del Ghiacciolo mi e’ piaciuta tantissimo. E ci stavo anche entrando nella storia, pero’ i nomi si assomigliavano (Stephan e Stefano) e allora era difficile capire. Perche’ non ci hai risposto alle domande?
Ciao Carlotta

Io (Luca) sono andato in Francia e ho litigato con i francesi, ma anche tanto e poi i signori ci hanno fermato al punto piu’ bello, e ci hanno mandato in camera. A me e’ piaciuto il nome “falso cinese”e il saluto di Kung Fu.
Bene, ma torniamo a me, il giorno dopo del litigio, ho provato a chiedere scusa, ma mi hanno dato un pugno, un mio amico ci ha fatto calmare per non picchiarci e poi siamo andati sul bob.
Un francese era davanti a me e continuava a frenare per farmi rallentare, io gli ho dato un colpo, lui e’ andato fuori pista, cosi’ ho spinto al massimo e da 15° sono arrivato 2°!
Ma parliamo di italiano, nella storia del mostro ho fatto schifino. Ho raccontato a casa cosa stiamo facendo e mio fratello mi ha detto che siamo proprio fortunati a fare questo lavoro!
Ciao Luca M

Caro Georg, volevo sapere come ti sei sentito quando sei arrivato in Italia e come hai fatto a diventare uno scrittore. Anche io non sono italiana, io ho scritto qualche storia sulle spie e qualcuno di noi ha scritto anche altre storie.
Io non voglio diventare una scrittrice, pero’ mi piace scrivere e credo anche Elisa, Carlotta e Silvia diventeranno brave scrittrici.
Mary Rose

Caro Gorge, “Il ghiacciolo” e’ molto bello, aspetta un attimo, come mai non rispondi alle domande? Quanti anni hai? Noi comunque le lingue le sappiamo, sono il greco, il francese e l’inglese. Ciao, sono Pietro S

Sono Dharshaka, non lo leggere in nessun modo strano, te lo dico io, in italiano si dice Darsh.
Sai che anche io sto scrivendo una storia? E’ anche un po’ la mia storia. Ci sono dei sacerdoti con dei poteri speciali, alcuni buoni, altri cattivi, tutti rappresentano i miei compagni di classe, ma purtroppo c’e’ solo una femmina.
Te la mandero’ per il prossimo anno. Ciao Dharshaka

La storia del “ghiacciolo” e’ molto bella, anche se parla di pregiudizi. Una delle cose che volevo dirti e’ che sto scrivendo una storia e che mi farebbe piacere se tu mi dessi dei consigli.
Sto scrivendo la storia di un ragazzino di nove anni nell’epoca del MedioEvo e che fa dei giochi un po’ strani. Duello: un duello di spade vere. Salto: un salto da una sporgenza di due pezzi di 3 metri. Poi anche se il ragazzino e’ coraggioso si fa un bernoccolo sbattendo la testa contro un sasso… tanti saluti Georg! Nicolàs

Ciao Georg, sono Pietro, ti volevo dire che e’ vero che non abbiamo risposto alle tue domande, ma neanche tu alle nostre. Il lavoro che stiamo facendo e’ abbastanza facile… Ho visto una tua foto… beh, la verita’ e’ che sei un po’ ridicolo, poi con quegli occhiali e, per la verita’ ti immaginavo piu’ giovane.
Georg, devi venire assolutamente qui a Milano perche’ vogliamo una lezione da te! Non vorrei impicciarmi, ma da quanto tempo scrivi libri? Ciao da Pietro G , Spero che scriverai ancora tanti libri!

Georg, lo sai che Andy non e’ un falso cinese e che sa le mosse di KungFu e ne sa anche tante ed e’ cintura viola che e’ la seconda cintura del KungFu ???
Mi chiamo Alessio e alcune volte sono simpatico, anche io faccio Kungfu e sono cintura blu che e’ la terza cintura.
La storia di Sibissibis e’ stata molto divertente, soprattutto quando si incolla! Ciao Alessio.

Carissimo Georg
Mi hai fatto un ridere pazzesco quando hai detto “falso cinese” a Andy oppure quando lo hai salutato dicendogli ti devo una speciale mossa di Kungfu’!
Ci siamo messi tutti a ridere e ci stavamo per fare la pipi’ addosso dal ridere!!!!
Lo sai che alla mia sorellina di due anni le piacciono tanto le storie? Una volta stavo scrivendo una storia, e lei mi chiese uno yogurt, cosi’ e’ scoccata l’idea della paralisi, con uno yogurt!!
È pazzesco che con cose banali si possono creare idee fantastiche!
Qual’ è il tuo sport preferito?
Il mio il basket e appunto lo pratico!
Mi piace tanto lavorare con te e spero che continueremo a tenerci in contatto!
Ciao Filippo

Caro Gorge, io sono Francesca. Io adesso ti rispondo alle domande, ma poi tu rispondi alle nostre: PATTO.
Le lingue erano il graco, il francese e l’inglese. Beh, comunque la foto che Bianca ha appeso in classe e’ ridicola, sembri uno che ha la testa gigante e il mento minuscolo… vuol dire che sei uno dalla massima intelligenza!
Ciao, un cinque da Francesca

Caro Georg, sono Angelica e vorrei tanto sapere perche’ non hai risposto alle nostre domande, sono proprio curiosa di sapere il perche’, comunque passiamo ad un altro argomento: sai, il ghiacciolo mi e’ piaciuto tantissimo ma credo che la maggior parte degli italiani non sia come la immagina il papa’ di Stephan, spero proprio che tu la pensi come me. Sai, visto che io in montagna vado in Austria, di bambini austriaci ne conosco, ma nella casa ho avuto modo di conoscere una bambina un po’ piu’ grande di me, ma non sono riuscita ad identificare in che lingua parlasse, ma riuscivamo a capirci perfettamente!
Secondo me hai avuto un’idea pietra, perche’ il paesaggio in cui si svolgeva la storia era normale, bastava solo costruirci la storia attorno.
Ciao, un grande saluto Angelica
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Georg Maag
Georg


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Inserito il - 16/11/2004 :  13:18:01  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Cari ragazzi,
avete ragione: è da un po' di tempo che dovevo rispondere alla vostra lettera! Ma avete fatto così tante domande che non sapevo da dove iniziare.
Ma andiamo per ordine:
Per Silvia C.: può darsi che un giorno io venga da voi in classe. Non si sa mai. Tu di alla maestra di informarsi se esiste ancora il treno superveloce a 1 euro, ok? La tua domanda: dipende dalla lettera! Se è una fattura da pagare, non sono affatto contento! Se è una bella lettera interessante, allora sì.
Per Luca E.: succede che Raffaello non abbia voglia di giocare con te. Non mi sembra così grave. Tu hai sempre voglia di fare quello che ti chiedono i tuoi? Penso di no...
Per Andy: NIHAO anche a te! Anch'io ho fatto Kung Fu, ma solo per due anni, ed è vero che significa "duro lavoro"!!! Però mi piaceva moltissimo, solo che non ho tempo. Se vai in Cina ogni anno sei un ragazzo fortunato, perché vedi due Paesi così diversi. Sono certo che i tuoi compagni non ci crederanno a certi tuoi racconti dalla Cina, perché lì molte cose sono totalmente diverse. Questo è anche un bene per te, perché ti rendi conto già da piccolo quanto siano ridicoli certi preconcetti. Un bel "puffatilù" a te!
Per Giulia: ho 49 anni, e sono contento che il ghiacciolo ti sia piaciuto. Per me è un racconto molto dolce, e un po' speciale. E per te?
Per Elisa: va bene, porterò i tuoi saluti a Eleonora e a Carola. Eleonora ha 18 anni e studia Arte all'Università, e Carola va in Quarta e legge tantissimo.
Per Silvia B.: quando incontrerai un bambino straniero, tu regalagli un bel ghiacciolo. Non si sa mai, magari funziona anche per te?!
Per Giulia Q.: ma lo sai che per diventare attori e attrici bisogna leggere, leggere, leggere e leggere ancora? Il lavoro più duro dell'attore è la lettura, perché deve conoscere tanti libri, tantissimi pezzi teatrali, commedie, copioni, ecc. Dunque è meglio che tu ti impegni tantissimo anche a imparare a scrivere, perché le due cose vanno assieme. Promessa?
Per Raffaello: oltre a non voler giocare sempre con Luca, ora non puoi più dire che non rispondo alle vostre domande, vero? Le Lingue di Sibissibis sono il Greco, il Francese e l'Inglese. Poi ho finito appena appena un libro su un orsetto simpatico e molto innamorato, e sto scrivendo un libro per bambini sul teatro, dove insegnao come si fa a scrivere per recitare. Ma sono solo all'inizio.
Cara Miriam: sono stato in Perù, pensa un po', nel 1970, a Lima, con mio papà! Per il resto sono contento che tu abbia voglia di impegnarti, perché per imparare una Lingua bisogna proprio dare tutto. Ma vedrai, più scrivi in Italiano, meglio diventerai!
Cara Carlotta: scrivere, a volte, è difficile. Bisogna entrare dentro. Non puoi scrivere due frasi, con poca voglia, e pensare che la voglia venga da sola. E' come con tutte le cose belle al mondo: più si suda per averle, più si sarà contenti dopo. Ci hai mai pensato? Allora impegnati ancora di più. Scrivere, però, vuol anche dire divertirsi. Perché devi scrivere solo cose che prima, mentre li pensi, ti piacciono tanto. Non scrivere tanto per mettere lettere sulla carta, ma per INVENTARE E PER DIVERTIRTI! Ci proverai?
Caro Luca M.: la storia della Francia mi fa pensare che sei un tipino un po' irrascibile. Ma è anche vero che certi altri sono veramente noiosi! La storia del Bob mi ha fatto ridere. Ma lo hai proprio spinto fuori pista, il poveretto fifone? Per quanto concerne la scrittura... quella sì che sarebbe una bella storia da pensare bene e scrivere!
Cara Mary Rose: sentirsi "stranieri" non è mai bello, soprattutto all'inizio. Ma se tu saprai essere te stessa, e se non affronti tutti gli altri già pensando male di loro, ma essendo te stessa, le cose diventeranno sempre più semplici. Se non vuoi diventare una scrittrice, non è grave. Ci sono un milione di altri lavori nel mondo, si tratta solo di scegliere bene!
Per Pietro S.: be', le lingue li hai indovinate. Bravissimo. Alle domande ora rispondo, dunque non puoi più sgridarmi, d'ora in poi!
Per Dhashaka (detto Darsh): che nome difficile, devo dire che hai ragione. Ma portare un nome difficile è anche bello, dà soddisfazione, vero? Quando avrai finita la storia, la puoi mandare qui, in questa discussione, così tutti la leggono.
Caro Nicolàs: complimenti per la bella idea della storia. Anche tu potresti mandarla qui in questa discussione, una volta finita. Però prima bisogna lavorare sulla storia, qualche volta togliere, qualche volta aggiungere, fino a quando ti sembrerà perfetta!
Caro Pietro G.: meno male che ti ha fatto ridere la foto. Lo ha fatto anche a me. Scrivo libri da quando ho 19 anni. Poi, come già ho detto, un giorno verrò sicuramente a trovarvi...
Ciao Alessio: sì, lo so che Andy sa combattere bene. Meglio non farlo arrabbiare, direi!
Caro Filippo: sì, le storie belle nascono spesso da oggetti o situazioni un po' stupidi. Poi, dopo, si deve lavorare sopra per renderla credibile. Ma l'inizio è facile: basta mettere insieme due cose: un oggetto, per esempio due calzini sporchi, e un azione: vogliono cambiare padrone. E via con la storia dei calzini sporchi che una notte, quando il bambino già dorme nel suo lettino, ....
Cara Francesca: le Lingue ormai le sapete. La mia foto? Be', tentavo di assomigliare ad una patata! Ora vi do un compito: ciascuno di voi dovrà tentare di assomigliare a qualcosa di strano o di buffo!
Cara Angelica: sì, hai capito tutto: della storia, del tipo di idea, di come divertirsi con bambini che parlano l'Ostrogoto, o qualsiasi altra Lingua sconosciuta. Altro compito: inventatevi delle Lingue strane, e poi votate i migliori!
Un caro saluto da uno stanchissimo
georg
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Bianca C
piccolissimo scrittore


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Inserito il - 14/12/2004 :  10:44:35  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Caro Georg, eccoti un po' di lavoro da fare....
In classe abbiamo lavorato per la prima stesura dei racconti, una volta ultimati ne ho corretto la bozza dando suggerimenti, correggendo strafalcioni e indirizzando ad una seconda stesura che inviamo a te sperando nei tuoi affettuosi consigli...Sii clemente! (potremmo pubblicare nel forum dei racconti i risultati finali dei nostri lavori?)
Grazie
Bianca


Una africana in India
Di Pietro G.

Quando la gente credeva agli dei, c’era una signora di nome Gionni, molto credente, Gionni non era dell’India, era andata in India solo perché suo papà l’ aveva costretta, per salvarla dagli americani.
Lei, infatti, era di colore diverso da quello delle indiane, era di colore marrone, invece le indiane erano bianche e per questo veniva presa in giro.
Gionni viveva in un villaggio dove ognuno aveva la sua tenda.
Un giorno Gionni andò in biblioteca, prese un libro sugli dei e lo lesse: in quel libro c’era scritto che se qualcuno avesse infastidito un altro, il potere degli dei lo avrebbe sicuramente punito.
Gionni, anche se era molto credente, non riuscì a credere in quelle parole, si diceva fra sé e sé che dopotutto era solo un libro.
Quando Gionni tornò all’ accampamento ed entrò nella sua tenda, trovò tutto sotto sopra.
Pensò che erano state quelle cattive e smorfiose donne che fuori ridevano, ma ad un certo momento si sentì la tenda caderle addosso e in quell’ ambaradam sentì anche un ruggito. Gionni si spaventò, cominciò ad urlare in cerca d’ aiuto : arrivarono subito le guardie, che per prima cosa tirarono fuori lei, poi ammazzarono il leone.

Le guardie non avevano qualcuno che li guidasse, erano lì perché se a qualcuno serviva aiuto lo avrebbero aiutato, cosi’ arrestarono le due signore che avevano messo il leone davanti alla tenda di Gionni.

Questo fatto fece iniziare tutti a dirle che Gionni era crudele; lei si sentiva sola e in colpa. Gionni non le reggeva più, così decise di farle castigare.

Si ricordo’ del libro, corse in biblioteca, prese il libro, lo lesse e si stampò in mente le parole.
Tornò all’accampamento e sentì che stavano ancora parlando male di lei.
Quindi iniziò a ripetere le parole scritte sul libro: Gionni aspettò un po’ per vedere cosa succedeva ma c’era stato un malinteso, Gionni non aveva letto l’ultimo pezzo del libro che diceva che solo se il provocatore avesse usato le mani sarebbe stato possibile castigarlo.
Lei si aspettava che quelle donne si alzassero in aria e poi sbattessero contro un albero.
Gionni era così immersa nei pensieri che non si accorse che ciò stava succedendo a lei, se ne accorse solo quando scontrò contro un albero, ma le venne anche in mente una vocina che le diceva di leggere bene il libro. Così Gionni lo rilesse per la terza volta e questa volta lesse tutto il pezzo e capì perché la formula non aveva funzionato. Mesi dopo, un giorno che Gionni stava riposando nella sua tenda, si sentì un gran frastuono.
Gionni si alzò per vedere cosa stava succedendo e si trovò faccia a faccia con Elsa, la persona che le aveva messo il leone davanti alla tenda.
Elsa iniziò a spingerla e a picchiarla senza ragione: Gionni si ricordò allora le parole scritte sul libro e le recitò. Elsa venne sollevata e sbattuta contro un albero.
Gionni fu messa in galera per quello che aveva fatto, ma dopo due settimane arrivò suo padre a riprenderla.
Le guardie gli spiegarono che Gionni era in prigione perché aveva quasi ucciso una persona, il padre disse che se loro l’avessero rilasciata sarebbe stata giudicata in Africa.
Loro non vollero, allora il padre sguainò la spada e così le guardie videro lo stemma inciso sulla spada e capirono che era il Signore dei mari (colui che oltrepassò tempeste giganti, onde anomale e molte altre cose).
Le guardie spaventate dalla fama del Signore dei mari dissero subito che non c’erano problemi a rilasciare Gionni e così la lasciarono libera.
Gionni e suo padre prima ringraziarono le guardie e quindi tornarono in Africa dove vissero felici e contenti.


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Georg Maag
Georg


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Inserito il - 15/12/2004 :  10:57:23  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Caro Pietro,cari piccoliscrittori!

Grazie per la prima storia. Sono contento che l'avete mandata, perché così posso fare quello per cui esiste questo sito, e quello che mi piace fare: aiutare a chi impara a scricere.
Pero attenzione! Aiutare vuol dire spesso criticare. Se qualcosa non funziona nel racconto, sono io in quanto scrittore a dover esprimere delle critiche. Solo un racconto perfetto non ha bisogno di aiuto e di critiche, ma di racconti perfetti ce ne sono pochi, persino tra gli scrittori perfetti...
Dunque siete pronti per le critiche?

Vado per ordine:
Quando la gente credeva agli dei, c’era una signora di nome Gionni, molto credente, Gionni non era dell’India, era andata in India solo perché suo papà l’aveva costretta, per salvarla dagli americani.
Lei, infatti, era di colore diverso da quello delle indiane, era di colore marrone, invece le indiane erano bianche e per questo veniva presa in giro
.
Quando si inizia un racconto, a maggior ragione un racconto come questo, che contiene molte informazioni, bisogna introdurre il personaggio. Meglio cominciare con il personaggio principale, il protagonista:
Gionni, da quando era arrivata in India, si era sentita diversa. Era diversa nel colore della pelle, era diversa nel modo in cui si vestiva, era diversa nel modo in cui soffriva per il fatto che la gente del posto la prendeva in giro.
Era arrivata nella città di ... con suo padre, 20 anni fa. Stavano scappando dagli Americani, poiché avevano la pella scura, e all'epoca, in America, le persone che avevano la pelle scura se la vedsevano molto male. Così il caso volle che arrivassero in India.
.


Gionni viveva in un villaggio dove ognuno aveva la sua tenda.
Un giorno Gionni andò in biblioteca, prese un libro sugli dei e lo lesse: in quel libro c’era scritto che se qualcuno avesse infastidito un altro, il potere degli dei lo avrebbe sicuramente punito
.
Dovresti spiegare meglio cosa fanno Gionni e il papà in quel villaggio. Poi, mi sembra almeno di capire, il papà non c'è più. E poi, non è "il potere degli dei" che ti punisce, ma sono gli dei stessi a punirti. Non ho nemmeno capito bene in quale epoca hai messo questa tua storia. Se è l'epoca in cui le persone di colore avevano grossi problemi con gli Americani bianchi, deve trattarsi dell'epoca delle guerre di Secessione. E anche qui c'è un problema: in quegli anni non credo che un padre di colore riuscisse a prendere una nave per andare in India. Non avevano né soldi, né la libertà di spostarsi. E poi ancora: non credo che in India vivessero in tende. Quelli sono gli Indiani d'America, non gli indiani d'India!


Gionni, anche se era molto credente, non riuscì a credere in quelle parole, si diceva fra sé e sé che dopotutto era solo un libro.
Quando Gionni tornò all’accampamento ed entrò nella sua tenda, trovò tutto sotto sopra
.

Non è che uno legge le credenze di un altro popolo e non ci crede. Se leggo di una religione non mia, non vuol dire che ci debba credere io. Posso essere interessato, magari volgio capire di cosa parla questa religione, e dove è diversa dalla mia. Ma se questa povera Gionni leggesse un libro di Stephen King, ci crederebbe??!


Pensò che erano state quelle cattive e smorfiose donne che fuori ridevano, ma ad un certo momento si sentì la tenda caderle addosso e in quell’ ambaradam sentì anche un ruggito. Gionni si spaventò, cominciò ad urlare in cerca d’ aiuto : arrivarono subito le guardie, che per prima cosa tirarono fuori lei, poi ammazzarono il leone.

Se le donne del vilaggio sono smorfiose e cattive, allora devi parlarne prima. Non puoi spiegare dopo un fattaccio che erano state loro. Uno scrittore prima introduce i personaggi, e dà loro delle caratteristiche. Così, in questo caso, avrei messo all'inizio, quando spieghi come è il villaggio: "E non solo Gionni si trovò abbastanza male a vivere assieme agli indigeni, erano anche gli indigeni a trattarla male. Soprattutto le donne del villaggio non perdevano occasione di trattarla male, di ridere di lei, non solo dietro alla sua schiena, ma adirittura in faccia, quando Gionni camminava per strada. E lei era spesso infelice..."

Tutta la storia, se devo essere proprio onesto, ha qualcosa che mi convince poco.
Ma non è una critica, questa. E' soltanto il risultato di un piccolo errore, che i piccoli scrittori commettono spesso:
Non pensate fino in fondo alla storia, prima di iniziare. Non cercate abbastanza bene dentro alla vostra immaginazione, prima di cominciare. Magari non avete una gran voglia, o volete togliervi il compito in fretta per passare alla Play, o chessò io, e allora non usate bene la vostra testa.
Invece, facendo così, vi togliete anche la parte bello dello scrivere!
Scrivere invece significa inventare storie che piaciono a voi, in primo luogo. Solo dopo deveno piacere algi lettori.
Ma sarà nella vostra testa che deve svolgersi il lavoro di scegliere, di inventare, di scartare possibilità e inventare altre.
E tutto questo lavoro, se imparate a farlo bene, sarà divertentissimo!
Sul serio.
Perché non partite da qualche idea più facile? Una bella potrebbe essere quella di due calzini sporchi che vogliono scappare per trovare un nuovo proprietario. Q quella dell'ape che non voleva volare. O quella del computer che non si accendeva se tu non lo pulivi tutti i giorni. O quella della trota che cantava tutto il tempo. O quella dei capelli che volevano cambiare padrone. O quella degli spiritelli che rubano le iniziali di tutti i cartelli stradali.
Avete capito come si fa?
E poi, nel mio libro, spiego come si fa a trovare una buona idea di partenza.
Trovata l'idea, si va avanti. E si cerca di inventare quello che potrebbe succedere. E si controlla che quello che succede sia logico. Credibile. Che vuol poi dire che - a parte l'idea base della storia, che può pure essere irreale - il resto della storia deve essere logica. Le persone che incontreranno questo fatto strano devono stupirsi, se fa paura, dovranno avere paura, se fa ridere, dovranno ridere. Insomma: mettetevi nei personaggi e pensate alle reazioni che gli altri nella storia avranno.
Ogni inizio, o incipit, potrebbe andare avanti in mille modi. Però bisogna trovare la strada che la storia prenderà, e questa strada la potreste trovare anche assieme, inventando qualche storia assieme.
E ogni volta che qualcuno fa una proposta, chiedetevi: "è logico?" oppure "cosa faranno gli altri", "come reagiranno?"
La tua storia, Pietro G., non sarebbe nemmeno una brutta storia, ma c'è troppa carne al fuoco. Mi sembrerebbe una storia che ha bisogno di 100 pagine per essere scritte e descritta bene e a dovere. Ci sono storie che hanno bisogno di 200 pagine, altre di 300, perché tutto quello che bisognerà scrivere per essere logico, per spiegare, per descrivere, avrebbe bisogno di tanti capitoli, di tante pagine.
Voi, invece, dovete inventarvi una storia piccola.
Piccola piccola, ma divertente!
Non mettete troppe cose dentro, troppo problemi: cambiamenti di Paese, di colore della pelle, di Dio, degli déi, dell'ingiustizia della popolazione, delle guardie. E che più ne ha, più ne metta.
Pietro, so che saresti in grado di fare meglio.
Utilizza il lavoro che hai fatto finora per capire come fare una storia nuova, e come farla meglio. Senza sudore. Senza sbuffare. Deve divertire te, e vedrai che dopo divertirà anche gli altri.
Ma leggetevi le vostre storie in classe e discutete assieme. Non dico di discutere dei gusti. Quelli sono personali. Ma se manca la logica, se le reazioni non sono giuste, se mancano spiegazioni, se non ci sono le descrizioni necessarie, allora parlate assieme e cercate una soluzione.
Tante volte, una storia che si inzia, non finisce. Succede anche a me. Non ne vuol sapere di finire. E cosa faccio? La lascio infinita, e scrivo la prossima. Spesso ne esce una più bella, più divertente, più facile da scrivere.
Va bene?
No ve la siete presi per le critiche?
Be', insomma!!! Piccoliscrittori si diventa, non si nasce.
Un caro saluto
georg


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Bianca C
piccolissimo scrittore


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Inserito il - 15/12/2004 :  17:00:12  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Grazie per la tua lunghissima risposta, Pietro ne e' felice e domani profitteremo per studiarla a fondo , intanto eccoti il racconto di Giulia Q. che purtroppo e' ancora senza titolo... vuoi provare a trovarne uno tu?
Grazie ancora
bianca


-------------------------------------
di Giulia Q.

E’ sera tardi e ho voglia di accendere il computer, perciò lo accendo e gioco a video game, ad un certo punto sento una strana spinta dietro di me a causa di quella spinta entro nel computer.Quando ho sentito quella spinta ho avuto tanta paura,pensavo che mi succedesse qualcosa di brutto tipo: non rivedere più la mia famiglia, essermi fatta male…
Mi ritrovo in mezzo al videogame in cui stavo giocando , continuo a ripetere che è solo un sogno, chiudo gli occhi e li riapro ma non succede niente, ad un certo punto vedo il robot del videogame che viene verso di me con una faccia un po’ arrabbiata. Guardando quel robot venire verso di me, mi sono sentita un vuoto come se mi mancasse l’aria. Sono intenta a scappare ma non faccio in tempo che il robot mi prende… inizio gridare ma mi accorgo che non serve a niente!
Il robot mi porta verso un mare di fuoco e io capisco subito che vuole buttarmici dentro; allora gli sferro un calcio e lui mi molla così lo imprigiono con dei rami che ho trovato lì.
Mentre lo imprigiono inciampo in un ramo, picchio la testa e svengo.
Quando mi sveglio mi trovo in uno spazio bianco sembra di essere in un foglio. Ad un certo punto compaiono delle scritte come se qualcuno stesse scrivendo al computer.
Le scritte vengono verso di me e io mi metto a correre, ma dopo un po’ non ce la faccio più e mi fermo, vedo ancora le scritte venire verso di me , non so cosa fare, corro, corro e… ad un certo punto mi viene un’idea, posso schiacciare il tasto che cancella tutto , perciò mi avvio verso il tasto e lo schiaccio così si cancella tutto e io nello stesso momento sparisco e mi ritrovo davanti un sacco di fotografie e c’è solo un posto che pieno di fotografie è internet!
Sono nel panico , internet può essere pericoloso come andare fuori da soli, c’è un sacco di gente che non conosci come tutta questa gente nelle fotografie. Tutte queste persone iniziano a parlarmi e a dire:- ”Vieni a mangiare con me? Vieni a casa mia? Dammi l’oro! Dimmi il tuo nome !……”
Terrorizzata metto le mani nella tasca e trovo un pacchetto di fiammiferi e… mi viene un idea!
Incendio tutte le fotografie. Adesso che le ho infiammate sono circondata da un cerchio di fuoco perché tutte le foto volando mi circondano.
Ad un tratto sento la voce di mia mamma che mi dice : “Giulia, Giulia!!” e subito dopo mi ritrovo a casa mia seduta sulla sedia con il computer al video game e mia mamma che grida “ Giulia a tavola!” allora io spengo il computer con le gambe che ancora mi tremano e vado a mangiare tutta contenta di essere a casa!
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Bianca C
piccolissimo scrittore


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Inserito il - 15/12/2004 :  17:26:25  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Questo, invece, e' di Alessio... che ne pensi?

Il mostro spaventoso

Alle Haway tre simpatici amici vivevano insieme e si chiamavano Luca, Raffaello e Alessio …che sono io.
Vivevamo in una grande casa, una villa talmente grande che ci si poteva perdere, con la piscina e il cancello elettrico.
Un giorno siamo andati a visitare un hotel in città , dove abbiamo sentito da una televisione dell’ arrivo di un mostro che aveva divorato due palazzi con dentro Pietro S e Andy, due nostri carissimi amici.
Siamo corsi fuori dall’ hotel spaventati, ma, accidenti, abbiamo subito incontrato il mostro alto, brutto e spaventoso.
Lo avevamo di fronte ed era talmente orrendo che, a confronto, anche la più brutta delle mosche sembrava stupenda.
Siamo scappati più veloci del vento con il mostro alle costole.
Ad ogni passo che faceva il mostro, la terra tremava come se ci fosse stato un terremoto.
Scappando a più non posso ci siamo trovati davanti tre diverse strade e ognuno di noi ne ha presa una pensando che questo fatto mandasse in confusione il mostro.
Incredibilmente il mostro si e’ trasformato in tre, tre mostri più piccoli che si sono messi nuovamente ad inseguirci.
Non ce lo saremmo mai aspettati .
Le tre strade alla fine si sono congiunte in un parco dove ci siamo ritrovati insieme.
Su una panchina abbiamo trovato un pacco con dentro tre costumi da cane che abbiamo usato per travestirci.
Appena in tempo , i tre mostri si sono riuniti ritornando lo stesso mostro di prima.
Ci stava cercando arrabbiato,perché lui stava seguendo tre bambini e invece nel parco vedeva tre cani.
Il mostro se ne e’ andato a cercarci da un’altra parte e noi, scampato il pericolo ci siamo tolti i costumi.
Ma che sfortuna, eccolo di ritorno, aveva capito che eravamo noi i cani che aveva visto!
Allora via di nuovo di corsa per non farci mangiare e cercando di tornare verso casa.
Fortunatamente siamo riusciti ad arrivarci e con il telecomando siamo entrati e dopo aver chiuso il cancello abbiamo attaccato l’elettricità che passa sui muri intorno alla casa .
Il mostro si e’ attaccato al cancello e ha preso una fortissima scossa di elettricità più forte di quella che riesce a dare Pikachù il Pokèmon.
Il mostro ha perso tutta la pelle, ma non era pelle vera, era un costume e abbiamo visto cadere a terra, intontiti e con i vestiti tutti bruciacchiati Andy e Pietro.S.
Che sollievo, era solo uno scherzo e per farsi perdonare Pietro.S. e Andy ci hanno pagato un enorme e buonissimo gelato.










Modificato da - Bianca C in data 15/12/2004 17:27:34
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Georg Maag
Georg


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Inserito il - 17/12/2004 :  09:08:00  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Il racconto di Giluia Q.:
Hai scelto di scrivere nel presente, e non nel passato. Non è una brutta idea, se non altro per il fatto che non bisogna "lottare" con i verbi italiani nell'imperfetto!
Ma sicuramente usare il passato dà maggiore tensione a un certo tipo di racconto. Qui, nel tuo caso, comunque funziona abbastanza bene. Brava.
Ma ci sono dei "ma"!:

E’ sera tardi e ho voglia di accendere il computer, perciò lo accendo e gioco a video game, ad un certo punto sento una strana spinta dietro di me a causa di quella spinta entro nel computer.Quando ho sentito quella spinta ho avuto tanta paura,pensavo che mi succedesse qualcosa di brutto tipo: non rivedere più la mia famiglia, essermi fatta male

Prima cosa: fai dei punti! I punti si mettono quando, leggendo ad alta voce quello che hai scritto, fai una pausa. Prova a leggere quella lunghissima prima frase ad alta voce, facendo le dovute pause. Fatto? Allora, ogni pausa che hai fatto sarebbe un punto. Serve a questo.
Poi: "...ho voglia di accendere il computer, perciò lo accendo..."
E' ovvio. Bastava scrivere o la prima parte, o la seconda, non bisogna ripetere la stessa azione due volte. (Mannaggia, dopo "seconda" avrei dovuto mettere un punto!!!).
Spiega meglio quella "strana spinta". Noi lettori vogliamo sapere esattamente cosa senti. Scrivi una frase in più, una metafora, qualcosa che ci fa capire cosa senti. Non basta mettere la parola "strana" per farci venire i brividi. Tutto quel passaggio sarebbe da ripendare, da riscrivere, perché si capisce quello che vorresti dire, ma non "arriva" a noi lettori.
Come fare? Provate a discutere assieme, in classe. Ognuno che ha un'idea la può buttare lì, e vedete se funziona meglio. Magari iniziate on la sensazione di paura che ti coglie, e da lì spieghi che, senza volere, finisci nel computer. O prima ci finisci e poi ci spieghi come ci sei arrivata, e con quale paura. Ma deve scorrere di più.
Poi: come fai ad impriogionare un robot con dei rami??? Questa proprio non riesco ad immaginarmi. Ti metti in ginocchio e costruisci una casetta, mentre lui sta lì ad aspettare?
Devi trovare un modo convincente per bloccarlo, o per frenarlo, o per ammazzarlo. Pensa a tutti i film di azione, dove il cattivo alla fine muore, o viene catturato. C'è sempre qualche idea buona dello scrittore per rendere la scena tesa ed interessante.
Chiaro?
La parte del sogno invece scorre meglio, è più interessante. Secondo me basterebbe riscrivere bene la prima metà.
Ultimo: non ho "infiammato" le foto... Cerca una frase migliore, è quasi un peccato utilizzare male questo verbo in un passaggio bello e teso.
Comunque sei stata brava!
georg
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Georg Maag
Georg


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Inserito il - 17/12/2004 :  09:20:45  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Alessio!

Puoi dare sicuramente molto di più. Anche nel tuo caso, l'inizio della storia non funziona bene. Perché? Perché non ti sei preso abbastanza tempo per pensare, ripensare, migliorare, riscrivere!

Scrivere una storia vuol dire scrivere, riscrivere, ri-ri-riscrivere, migliorare, ripensare, ri-ri-ripensare...
Chiaro? Ogni passaggio devi chiederti: va bene così? Mi piace? O posso fare meglio?
Se puoi fare meglio, se non ti convince, ti siedi con calma, ripensi e riscrivi. Così si fa. Non è poi così noioso come pensi...

Alle Haway tre simpatici amici vivevano insieme e si chiamavano Luca, Raffaello e Alessio …che sono io.
Vivevamo in una grande casa, una villa talmente grande che ci si poteva perdere, con la piscina e il cancello elettrico.
Un giorno siamo andati a visitare un hotel in città , dove abbiamo sentito da una televisione dell’ arrivo di un mostro che aveva divorato due palazzi con dentro Pietro S e Andy, due nostri carissimi amici.
Siamo corsi fuori dall’ hotel spaventati, ma, accidenti, abbiamo subito incontrato il mostro alto, brutto e spaventoso.
Lo avevamo di fronte ed era talmente orrendo che, a confronto, anche la più brutta delle mosche sembrava stupenda.
Siamo scappati più veloci del vento con il mostro alle costole
.

Se la villa è immensa, racconta bene com'è. Ma non basta dire una piscina e un cancello elettrico! Metti un po' di cose che ci sono dentro, inventa cose esagerate, enormi: era così grossa che per andare dalla camera da letto in bagno bisognava prendere la bici, o qualcosa del genere.
Se il mostro è enorme, non puoi confrontarlo con una mosca!!! Usare come paragone di un mostro enorme una mosca fa ridere, non fa paura. Anche qui, esagera: "Ci sembrava così grosso che oscurava il cielo!" o qualcosa del genere, o parli dell'ombra che fa, o del sole che sparisce dietro al mostro.
Anche la parte del parco deve essere migliorata. Piuttosto che perdere del tempo prezioso nel parco a travestritvi da cani, sarebbe più credibile scappare e trovare la porta di un negozio aperto. Vi ci infilate e scoprite che è un negozio che affitta costumi per il teatro. Allora sì che funziona! Ma poi, il mostro vi scopre mentre andate per strada a quattro zampe. Meglio?
Bella invece l'idea del finale. Bravo!
Ma impegnati di più.
georg
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Bianca C
piccolissimo scrittore


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Inserito il - 17/12/2004 :  18:51:50  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Carissimo Georg, abbiamo letto e commentato le tue risposte. le tue critiche sono assolutamente costruttive e fino ad ora siamo concordi nel dire che hai ragione! Anzi, grazie per la pazienza e la costanza che hai nel leggerci e nel risponderci...
Eccoti altro lavoro!



La prodigiosa fuga
di Raffaello

Sono una foca e mi chiamo Pallina e ho la pelle grigia a pois bianchi e vivo al Polo nord .
Purtroppo prima di imbattermi nell’avventura che sto per raccontarvi non avevo nessuna amica con cui stare, ma ai ci ero abituata e poi stavo bene cosi’.
Un giorno in pieno sole, mentre stavo camminando verso il mare, venni catturata da alcune persone che mi rinchiusero in una gabbia. Cercai di farmi dare aiuto da alcune foche che erano li’ vicino, anche se non ero loro amica, ma non ci riuscirono, mi guardarono come se mi volessero dire addio. Le persone erano armate di fucili allora cercai di liberarmi dalla gabbia ma niente da fare, gli uomini mi presero e mi misero su un camion. Dispiaciuta pensai: “ Non rivedrò mai più una foca in vita mia!” e mi misi a piangere.
Dopo un bel po’ di tempo , in auto al caldo , mi misero per terra , ma ero ancora nella gabbia .
Ero in mezzo a un cantiere ero stupita di essere arrivata li’, di quanto fosse enorme il cantiere e di quanta ferraglia c’era .
Stando tutto il tempo a guardare mi venne un’idea .
Cominciai a muovermi e andare contro il muro dopo un po’ la gabbia si aprii e potetti uscire, anche se ero un po’ stordita .
Cercai di uscire .
Nascondendomi dietro le pareti , dopo un po’ vidi un secchio di pesci .E di scatto andai a prenderlo e con la stessa velocità anche se avevo un pesante secchio in bocca uscii dal cantiere felice.
Gli uomini si accorsero che ero scappata con i pesci , ma era troppo tardi ormai, in fondo erano solo pesci!.
In un battibaleno tornai dalle altre foche , loro furono molto contente di vedermi viva e con i pesci festeggiammo il mio arrivo e da quel giorno io e le altre foche diventammo per sempre amiche .




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Bianca C
piccolissimo scrittore


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Inserito il - 17/12/2004 :  19:07:18  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
e poi....


La notte di Halloween
di Angelica

Un giorno , un giorno non molto speciale, ma da non trascurare cioè la notte di Halloween , una bambina di nome Camilla con treccine bionde lentiggini e
occhi marroni con una famiglia piuttosto dura, ( “Fai quello che ti dico”) era sempre triste, ma non sapeva che cosa le sarebbe successo quella sera .
Dopo aver mangiato Camilla si sentiva un po’ appesantita .
Infatti tutta la cena era stata a base di zucca, e la zucca non le piaceva per niente.
Camilla non sopportava affatto la notte di Halloween. Quella notte la turbava molto, perché credeva che tutte le leggende spaventose di Halloween si realizzassero la notte stessa.
Camilla si rifugiò sotto le coperte , strinse la coperta a se e chiuse gli occhi stretti stretti. Improvvisamente dal soffitto apparvero una zucca , un fantasma e uno scheletro che si misero stranamente a ballare. Camilla li guardo’ stupefatti, non sapeva se ridere o piangere dalla paura… la musica era irresistibile e senza neanche rendersene conto… anche Camilla si mise a ballare. Finito il ballo il fantasma la portò in una stranissima casa, quando varcò la porta vide streghe , fantasmi e maghi………. che invitarono Camilla a mangiare e la fecero divertire con strani spettacoli!
Camilla non si era mai divertitatanto in vita sua ed al risveglio a raccontò la notte speciale al papà e alla mamma che si misero a ridere (finalmente!) Tutti insieme pensarono di andare a vedere un bel film sui fantasmi. E si fecero tutti una bella risata.
(Perché c’è sempre qualcosa che fa ridere)





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pattyluc
Piccoloscrittore appena arrivato


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Inserito il - 17/12/2004 :  22:25:19  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
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Georg Maag
Georg


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Inserito il - 18/12/2004 :  09:32:14  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Caro Raffaello,
hai scelto una bella storia "animalista", e ne sono contento (Lo sai che c'è una discussione qui sul sito dove si parla di animali, e dove puoi fare domande, se ne hai, su vari animali, o su come trattare/curare/fare star bene un tuo eventuale animaletto?)
Prima annotazione sulla tua storia:
hai scelto di scriverla in prima persona, cioè usando la forma "io". Non è una cattiva scelta, ma quando si scrive in prima persona, bisogna stare attenti su come si trattano e si descrivono gli sentimenti. Questo è molto più facile se si scrive in terza persona, mentre in prima si deve far capire le paure, le rabbie, le delusioni in modo diverso. Ma non te lo spiego. Come compito, cerca nella biblioteca della scuola due o tre libri (non devono essere lunghissimi, ma fa lo stesso) che parlano in prima persona, e leggi qualche pagina. Poi discuti con la maestra e con i compagni se riuscite a capire cosa cambia nel descrivere i sentimenti. Poi mi scrivete cosa avete scoperto, se ci sono differenze, ecc. (Magari la maestra stessa vi fornisce due o tre libri scritti così, per non perdere del tempo).
Poi:
Le persone erano armate di fucili allora cercai di liberarmi dalla gabbia ma niente da fare, gli uomini mi presero e mi misero su un camion. Dispiaciuta pensai: “ Non rivedrò mai più una foca in vita mia!” e mi misi a piangere.
Se tu sei circondato da uomini con i fucili, e ancora di più se sei dentro una gabbia, non cerchi di liberarti. Al massimo cerchi di scappare prima, quando si avvicinano. Ma una volta preso e in gabbia, è troppo tardi. A quel punto non è nemmeno importante che i cattivi abbiano fucili o patatine fritte, tanto, sei in gabbia!
Non pensi nemmeno di non rivedere mai più una foca in vita tua. Quel pensiero viene dopo. Il primo pensiero è un altro: cosa mi faranno? Perché mi portano via? Dove mi portano?

Dopo un bel po’ di tempo , in auto al caldo , mi misero per terra , ma ero ancora nella gabbia .

Devi fare più attenzione alle descrizioni. Con la prima virgola messa maluccio non si capisce se ti mettone per terra nell'auto o dopo, quando il camion si è fermato?! In più avrei speso almeno una frase sul viaggio e sul tuo stato d'anima, come era il camion, chi c'era dentro, se eri dietro, se eri davanti, se avevi paura, o se avevi il mal' d'auto...

La tua idea su come la foca si salva non funziona bene. Se la porticina della gabbia si apriva, potevi farlo prima, durante il viaggio (se eri dietro sul camion da sola nella gabbia).
Ultima cosa: se scappi a piedi (le foche vanno piano piano), è difficile pensare che gli uomini non ti raggiungano. Inoltre: non avevano i fucili? Allora perché non hanno sparato?
Insomma, è una bella idea, ma dev'essere ripensata bene, riscritta, ripensando ogni passaggio e ogni frase in modo che piaccia a te, che è scritta come la vorresti leggere tu se fossi il lettore di questa storia.
Ciao
georg



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Georg Maag
Georg


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Inserito il - 18/12/2004 :  14:08:17  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Per Angelica!

Devo dirti che la storia non è affatto male, anzi, mi piace abbastanza. Non però l'inizio. Si vede che dovevi ancora "scaldarti", mentre dopo stavi diventando una piccola scrittrice a mano a mano che continuavi a scrivere!
Ora ti spiego brevemente quello che vorrei dirti:

Un giorno , un giorno non molto speciale, ma da non trascurare cioè la notte di Halloween , una bambina di nome Camilla con treccine bionde lentiggini e occhi marroni con una famiglia piuttosto dura, (“Fai quello che ti dico”) era sempre triste, ma non sapeva che cosa le sarebbe successo quella sera .
Dopo aver mangiato Camilla si sentiva un po’ appesantita .
Infatti tutta la cena era stata a base di zucca, e la zucca non le piaceva per niente.
Camilla non sopportava affatto la notte di Halloween. Quella notte la turbava molto, perché credeva che tutte le leggende spaventose di Halloween si realizzassero la notte stessa
.


Qui si capisce chiaramente che hai delle ottime idee, ma non sei riuscita a trovare un ORDINE per mettere le idee. Così ti sei "rovinata" un inizio, un incipit. Ma non è mai troppo tardi per riscriverlo!

Io inizierei direttamente con l'ultima frase che ho riportato. Spieghi che Camilla odia Halloween (ma se uno odia qualcosa, non vuol dire che di quella cosa ha paura! Avrei preferito: "aveva una paura folle" di Halloween", o qualcosa del genere, e poi spieghi il perché di questa paura. Chiaro?
Poi continui, ma non è "un giorno, un giorno molto speciale". O è "un giorno", che significa che è un giorno tra tanti altri, oppure scrivi solo "quel giorno terribile". Non mischiare nella stessa frase due forme che non stanno assieme.
Poi: metti dei punti. I punti dividono due frasi che non sono collegate dalla stessa logica. Non spiegare sia Halloween, sia Camilla nella stessa frase. Ambedue hanno il diritto di una propria frase. (Le frasi sono un po' come le stanzette: metteresti i libri in cucina? Oppure il letto nel bagno?)
Per il resto, a parte qualche piccola miglioria, andrebbe benissimo!
ciao
georg
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Bianca C
piccolissimo scrittore


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Inserito il - 09/01/2005 :  17:30:11  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Questo e' il racconto di Andy...

UN’IDEA ACQUATICA
di Andy Chen
Una mattina io (che mi chiamo Andrè Chen ) sconvolto e stanco entrai nel laboratorio e i miei assistenti Raf des Russ (il più intelligente) e Aless Prine (il più testardo) corsero dietro a me ed io gli urlai :-“Perché mi seguite!!!!!!” e loro molto sconvolti mi dissero:-“ Scusa ma c’è un problema nel laboratorio” e io gli risposi:-“ Perché non me lo avete detto prima?” Velocemente ci precipitammo nel laboratorio , trovammo nella nostra grande vasca, resistente e indistruttibile un pesce, insieme ad un uomo.
Raf des Russ attivò la macchina per la fusione e ad un certo punto l’uomo nella vasca si fuse con il pesce, l’uomo diventò metà uomo e metà pesce .
Mi girai per non vedere l’orribile creatura e io andai sul tetto, salito sopra vomitai perché era come una gelatina e rientrai nel laboratorio ma mentre ero nelle scale vidi molta acqua , vidi una strana creatura che saltò fuori dall’acqua e io urlai disperatamente :- “Aiuto un mostro!” ma nessuno mi sentì e io mentre vedevo quella creatura viscida ritornai sul tetto e con il cellulare in mano chiamai i pompieri per soccorrermi sul tetto e poi arrivarono .Mi soccorsero ma ad un certo punto esplose l’edificio e crollò addosso a me e io urlai a squarciagola :- “AIUTO!!!!!!!!”…….
Sentì la sveglia e io ebbi molta paura nel sogno - incubo e mi venne un’idea di creare un edificio dove si vendevano i pesci e lo chiamai acquario.
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Bianca C
piccolissimo scrittore


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Inserito il - 09/01/2005 :  17:34:02  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
E questo e' il lavoro di Pietro S...

LA STORIA DEL PROFESSOR MELOGRANO
di Pietro S

Tutto cominciò una sera di tanto tempo fa quando il professor Melograno fu diviso in due parti dal prof. Caco per pura invidia .
Il Melo che genera un frutto molto buono che è la mela , il grano se da il pane è molto buono.
Ieri pomeriggio il sig. Melo ha ricevuto una lettera da il sig. Grano che diceva : “ Troviamoci al Duomo entro le 8:00 di stasera” . Passarono le ore una per una 4:00, 5:00, 6:00 ……… finchè arrivarono le 8:00 in punto , Melo era al Duomo e pure Grano , parlarono e alla fine Grano disse “ Vuoi tornare Melograno?” . Melo rispose di sì .
Tutti e due dovettero andare dal temibile prof . Caco .
Arrivarono e Caco disse: “ Se volete riunirvi dovete sconfiggermi a Uno”. Loro accettarono , pescarono e si ritrovarono in mano un : +4,+4,+4,+4,+4,+4,+4,+4 avevano praticamente vinto.
Toccava a loro ,fecero un anticipo di +4 e vinsero. Caco si arrese e di nuovo li trasformò nel professore Melograno.

Modificato da - Bianca C in data 09/01/2005 17:35:35
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Bianca C
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Inserito il - 09/01/2005 :  17:37:57  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
UN TOPO CORAGGIOSO
di Miriam

Nella terra dei topi c’era un topo che si credeva coraggioso ,si chiamava Willy.
Willy si era innamorato di una topina di nome Cristina , Willy quindi era distratto.
Mentre camminava si era scontrato con Cristina vicino al fiume ed erano caduti nell’acqua .
Willy è Cristina si erano allontanati tanto dalla riva del fiume .
Willy pensò subito cosa fare per salvare la vita sua e di Cristina, che aveva molta paura di morire perché la corrente del fiume era molto forte .
Per fortuna Willy vide un pezzo di legno nel fiume e prese subito la mano di Cristina per tenersi al legno .
Per miracolo Cristina è Willy si sono salvati la vita .
Dopo 3 giorni Willy è Cristina si sono conosciuti meglio .
Willy è Cristina giocavano tutte le mattine ed erano sempre felici
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Bianca C
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Inserito il - 09/01/2005 :  17:40:55  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
La notte di Giorgio
di Silvia C.

Nel cuore della notte, Giorgio dormiva tranquillamente nella sua stanza dentro la sua piccola casa di campagna.
Mentre dormiva sentì dei rumori provenire dal soggiorno.
Questi rumori non erano come quelli che di solito sentiva nelle notti precedenti, tipo le foglie che sbattono contro la finestra o i rami che si muovono.
Questi rumori erano dei rumori che non aveva mai sentito; erano strani, come se qualcuno russasse. Allora Giorgio scese le scale e intanto pensava “vorrei tanto che ci fosse qui con me Peddy, ma sicuramente sarà al calduccio nella sua cuccia in giardino”.
Arrivato in fondo alle scale sentì i rumori sempre più forti; allora andò in soggiorno, si avviò verso l’interruttore e accese la luce. Ebbe una sorpresa, Peddy era sul divano che ronfava così forte che si sentiva fino in camera di Giorgio, ma chissà come avrà fatto ad entrare Peddy…
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Bianca C
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Inserito il - 09/01/2005 :  17:42:45  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Missioni topi – gatti
di Francesca


Un giorno i topi si volevano ribellare contro i gatti .
I gatti continuavano a dare caccia ai topi perché avevano fame e volevano accumulare li cibo per l ’ inverno .
Ogni giorno i gatti rapivano 20 topi attirandoli con un pupazzo di topolini / topoline vestite con vestiti aderenti .
I topi seguivano i loro profumo e venivano attirati .
I gatti nel frattempo li portavano dentro le gabbie .
Allora i topi decisero liberare il gruppo dei topi 4AB5 perché ai topi piacevano i numeri in codice loro avevano questa sigla .
I topi andarono a comprare le divise militari su misura anche per i bambini e le mamme per essere sicuri di eliminare quei 10/ 11 gatti .
Le mamme cominciarono a cantare la NINNA – NANNA e li gatto di guardia alla prigione cominciò ad addormentarsi . Il gatto teneva le chiavi della gabbia vicino alla zampa . I piccoli topolini rubarono le chiavi senza farsi sentire e aprirono la gabbia .
I topolini dissero i uscire dalla gabbia velocemente mentre le mamme dei topolini continuarono a cantare .E riuscirono ad uscire e a rincontrare gli altri topi del gruppo . Il gruppo dei topi si chiamava 9909 e tutti insieme si misero le divise da militare e andarono a cercare di sconfiggere i gatti .
Ma loro non si scordarono del loro motto che era “ Senza armi ma con parole ”
E cominciarono a urlare parole a caso verso i gatti e i gatti rintronati decisero scappare da un bambino del loro quartiere che aveva già 2 gatti che erano tranquilli e si chiamava Giulia .
E tutti vissero senza armi per sempre .
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Bianca C
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Inserito il - 09/01/2005 :  17:44:02  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Una giornata nel bosco
di Silvia B

Un giorno una lumaca di nome Camilla e uno scoiattolo di nome Gigi passeggiarono lungo una
stradina.
Ad un certo punto si misero a giocare a nascondino .
Camilla contava e Gigi si nascondeva.
Giocarono per parecchie ore e non si accorsero che il tempo era trascorso velocemente e che si stava facendo sempre più tardi e buio.
Nel bosco c’ era talmente buio che non riuscirono più a trovare la strada di casa.
Ad un certo punto sentirono un rumore da una caverna proprio dietro di loro .
Camilla era molto impaurita e Gigi la fece salire sulla sua schiena .
Dalla caverna uscì fuori un’ enorme orso nero con occhi giganti ed denti che facevano venire i brividi.
I due amici scapparono e mentre correvano Camilla scivolò dalla schiena di Gigi .
Camilla lanciò un urlo dal terrore .
L’ orso che gli stava rincorrendo , vedendo Camilla a terra, così piccola , tremante e con le lacrime agli occhi si intenerì e la prese in braccio dicendole di non aver paura .
Gigi si accorse di non avere più Camilla sulla schiena, si girò e vide l’ enorme orso che fra le zampe teneva la sua piccola amica .
Si avvicinò all’ orso che gli disse di non aver paura e che non gli avrebbe fatto niente .
I tre diventarono amici e l’ orso gli aiutò a ritrovare la strada di casa.
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Bianca C
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Inserito il - 09/01/2005 :  17:45:15  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
La vigilia di Natale
di Giulia D


Era una mattina quasi come tutte le altre , erano iniziate le vacanze di Natale da due settimane e io ero andata a trovare i miei genitori in camera .
Quando sono entrata in camera dei miei genitori non c’era nessuno
Io dentro di me mi sono detta :-“Se non sono qui saranno in giro per casa.
Sono riandata nel mio letto e mi sono riaddormentata ,ad un certo punto ho sentito suonare il campanello ed era il postino che doveva consegnare un pacco per me .
Io ero curiosa di sapere cos’era e lo ho aperto , c’era una boccetta di vetro e c’era una targhetta con scritto Cantermina , ho preso un bicchiere e ho provato ad assaggiare , per un momento mi sono sentitastrana e ho cominciato a ballare e a cantare .
Dopo due ore mi sono stancata di ballare e di cantare , e si era fatta ora di pranzo e i miei genitori ancora non c’erano , ho provato a rintracciarli al cellulare ma era spento e mi sono fatta un panino e sono andata a riposare .
Mi sono svegliata e ho trovato mio fratello in cucina e gli ho chiesto :-“Sai dove sono mamma e papà?” mi ha risposto :-“No non lo so!!!.”
A un certo punto è suonato il campanello e sono andata ad aprire ed erano i miei ginitori con i biglietti dell’aereo eed io ero contentissima , siccome l’effetto della Cantermina non era finito ho cominciato a ballare e a cantare di nuovo .
Finalmente l’effetto della Cantermina era finito .
Siamo andati all’aereoporto abbiamo fatto il cekin e siamo partiti per Parigi , peccato era soltanto un sogno .
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Bianca C
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Inserito il - 09/01/2005 :  17:48:04  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
LE TRE PICCOLE SPIE

di Mary Rose

Un giorno 3 amiche che si chiamavano: Angelica, Francesca e Mary,
stavano studiando in classe. Loro erano amiche del cuore e erano anche vicine di casa, andarono a casa da sole. Alla sera c’erano 5 ladri che rubavano degli oggetti preziose nel museo vicino a scuola. Francesca era ancora sveglia stava guardando il telescopio quando ha visto dei ladri che rubavano e lei si messe a guardarli non la perdeva mai di vista. I ladri si chiamavano: Andy , Luca , Pietro, Filippo e Alessio l’inventore degli armi è delle ricerche scientifiche. Alla mattina Angelica e Mary aspettarono Francesca. Lei era uscita da casa sua e salutava le sue amiche. Francesca raccontava tutto alle sue amiche che cosa era successo l’altra. Andavano a scuola. Quando arrivarono a scuola le ragazze erano i anticipo così hanno parlato un po’ alla storia del museo. La campana stava suonando Angelica , Francesca e Mary sono andate nella loro classe poi è entrato l’allenatore e sono andate in palestra ad allenare. Quando era l’ora di andare a casa Angelica voleva invitare le sue amiche a casa sua e loro la accettarono. Angelica, Francesca e Mary andando a casa vide 2 poliziotti che stanno cercando dei ladri, Francesca si accorse che erano gli stessi uomini della sera scorsa. Francesca dice uno dei poliziotti che quelli erano gli stessi uomini che aveva visto. Le ragazze se ne andarono, erano arrivate a casa di Angelica, Francesca vide un biglietto e la leggono e c’era scritto “ Cara Angelica , oggi non ci saremmo a casa ne meno domani puoi invitare le tue amiche.” Dopo sono andati in camera di Angelica, poi Francesca viene in mente qualcosa. La sua idea la dice anche alle sue amiche, Angelica e Mary accettarono la sua idea e si misero subito a lavorare. È tutto il giorno che lavoravano e si fermarono a fare la pausa, Mary prese qualcosa da mangiare. Il sole stava tramontando Francesca e Mary e si accorgono di dire ai loro genitori che dormiranno a casa di Angelica sono andate subito a casa loro. E prendono i loro vestiti, le loro mamme si accorgono che, si ne vanno velocemente a casa. Ritornarono a casa di Angelica, era già sera Mary preparò subito da mangiare perché avevano fame Francesca preparava il tavolo invece Angelica stava guardando il telescopio rivide la banda dei ladri.
Angelica chiamò subito le altre, si misero la tuta da spia e le cose che la servivano, sono andate nel museo che era vicino nella loro scuola.
Quando erano arrivate nel museo si nascosero su un albero, dopo 5 minuti si addormentarono e mentre dormivano arrivarono i ladri essi rapirono Francesca mentre dormiva .
La mattina seguente Angelica e Mary che erano addormentate nell’albero dopo si svegliarono e si accorsero che non c’era Francesca e c’era un bigliettino che Francesca era in una fabbrica e le 2 ragazze andarono a liberarla e combattevano,evincono.
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Georg Maag
Georg


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Inserito il - 18/01/2005 :  13:47:23  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Caro Andy,
ho letto per prima la tua storia sul sogno/incubo.
Devo dire che l'inizio mi è piaciuto. Non è male come entri nella storia: di fretta, ma non senza almeno introdurre un po' i tuoi personaggi. Avrei comunque tolto tutti e tre le parentesi. Nessuna delle informazioni che ci hai messo ha una qualsiasi importanza nella storia. Le cose che non sono importante sono da togliere. Se questi personaggi fossero ritornati, magari all'interno di un racconto lungo, allora avresti dovuto introdurrli, tipo: "il dott. XY era un uomo piccolo e portava un paio di occhiali così spessi che i suoi occhi riempivano completamente le lenti." Si chiama la caratterizzazione, e dice da sola quello che significa. Chiedi alla maestra, in ogni caso...
Dopo, invece, il racconto precipita un po'.

Velocemente ci precipitammo nel laboratorio , trovammo nella nostra grande vasca, resistente e indistruttibile un pesce, insieme ad un uomo.
Se ti impegni, credo che tu potresti scrivere la frase molto meglio. Puoi anche fare due frasi invece di mettere troppa carne al fuoco.

Raf des Russ attivò la macchina per la fusione e ad un certo punto l’uomo nella vasca si fuse con il pesce, l’uomo diventò metà uomo e metà pesce.
Questa poi me la devi spiegare. Se un poveretto è caduto nella vasca del pesce, perché attivare la macchina per la fusione? Non mi sembra logico. O si tratta di scienziati cattivi, tipo il dott. Frankenstein, che cerca da tempo un uomo per fare un esperimento, e ora che c'è un poverette lo usa senza scrupoli, oppure non ha senso. Se fosse così, la devi però spiegare, scrivendo qualcosa sugli scienziati prima che capita quella scena. Chiaro?
Da qui in avanti, la storia si perde. Probabilmente non avevi nemmeno tu le idee chiare, oppure semplicemente stavi pensando al Kung Fu o qualcosa di più interessante, ma non hai fatto il "saggio cinese" come dovresti...!!!
La mia proposta è di riscrivere BENE la stessa storia, rendendola più comprensibile. Ce la puoi fare!
Allora, promesso?!
Un Puffatilu a te,
georg

Caro Pietro S
autore de: LA STORIA DEL PROFESSOR MELOGRANO

Hai una prima frase bellissima!:
Tutto cominciò una sera di tanto tempo fa quando il professor Melograno fu diviso in due parti dal prof. Caco per pura invidia. Mi piace sul serio, bravo.
Ma poi ti perdi subito un po':
Il Melo che genera un frutto molto buono che è la mela , il grano se da il pane è molto buono.
Ma mi puoi spiegare cosa hai scritto esattamente??? Non era il caso di metterti a pensare due minuti di più? Potevi iniziare: "Il prof. Caco era invidioso perché..." e poi spieghi tutto quello che ti è venuto in mente, ma in italiano comprensibile! Dopo un inizio così promettente, dispiace buttare via tutto quanto.
Poi:
Ieri pomeriggio il sig. Melo ha ricevuto una lettera da il sig. Grano che diceva : “ Troviamoci al Duomo entro le 8:00 di stasera” . Passarono le ore una per una 4:00, 5:00, 6:00 ……… finchè arrivarono le 8:00 in punto, Melo era al Duomo e pure Grano, parlarono e alla fine Grano disse “ Vuoi tornare Melograno?”.
Prima di cominciare con l'appuntamento (che tra l'altro non ha una grande importanza) potevi semplicemente scrivere che il Melograno, ormai diviso e separato, stava malissimo. Aveva mal di pancia. Aveva mal di schiena. Aveva una gamba sola e doveva saltellare, ecc. ecc. ecc..
Poi:
Melo rispose di sì.
Tutti e due dovettero andare dal temibile prof. Caco.
Arrivarono e Caco disse: “ Se volete riunirvi dovete sconfiggermi a Uno”. Loro accettarono , pescarono e si ritrovarono in mano un : +4,+4,+4,+4,+4,+4,+4,+4 avevano praticamente vinto.
Toccava a loro ,fecero un anticipo di +4 e vinsero. Caco si arrese e di nuovo li trasformò nel professore Melograno
.
Anche qui mi sa tanto che non ti sei spremuto troppo per cercare di rendere più avvincente la storia. Potevi inventare i problemi che avevano per potersi fare accogliere dal professore, o che lui scappava sempre, o non veniva mai alla clinica. Poi non mi convince la storia della partita. Perché dovrebbero giocare a "Uno" per essere di nuovo messi assieme? Devi dare una spiegazione, altrimenti la storia non va. Potrebbe essere che il prof. ha il vizio del gioco, e non riesce a rinunciarci. Ma lo devi spiegare un po' prima, non semplicemente far piovere le azione dal cielo senza che siano logiche.
Chiaro?
Spero di sì...
Anche a te faccio la stessa preghiera: riscrivere tutto tranne la prima frase! Ma scrivere con il cervello acceso, con gli occhi vispi e non pensando a chissà cos'altro. Pensa alle possibilità che la storia ti offre, non solo ad una, ma a tante. E' un gioco con la testa che non costa niente. E poi scegli la più bella.
OK?
salutoni e SVEGLIA!!! ai pigrissimi scansafatiche della Foppette!

georg

Modificato da - Georg Maag in data 18/01/2005 17:03:11
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Georg Maag
Georg


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Inserito il - 08/02/2005 :  07:25:26  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Ciao ragazzi,
scusate il ritardo. Mio nonno, quando ero piccolo e mi lamentavo di essere troppo stanco per fare i compiti (spesso) mi diceva: "lo scoiattolo si nutre con molta fatica".
Ecco, per me è un periodo di scoiattolo. Ho mille cose da sgranocchiare, buchi da fare e da tappare, da correre sugli alberi, da pulire il pelo. E dunque vi chiedo scusa per non avervi scritto prima, ma allo stesso tempo vi invito ad essere scoiattoli pure voi...
Ma veniamo al prossimo racconto, quello di Miriam:

UN TOPO CORAGGIOSO


Nella terra dei topi c’era un topo che si credeva coraggioso ,si chiamava Willy.
Ormai dovrebbe essere chiaro: per me, le prime frasi sono un'ossessione. Devono essere perfette, ma devono anche spiegare bene quello che vogliamo introdurre.
Se Willy era uno che si credeva corraggioso, devi spiegare meglio. Fai esempi. Strani o buffi, esagerate o piccoli piccoli. Come li fai, dipende dallo stile che vuoi dare al racconto.
"Era uno che si credeva estremamente corraggioso. Quando stava davanti allo specchio, in bagno, riusciva a farsi delle facce tremende senza avere paura della sua immagine."
O qualcosa di simile.

Willy si era innamorato di una topina di nome Cristina , Willy quindi era distratto.
Vorrei sapere di più. Come è Cristina? Cosa fa lui? Cosa sente lui? Come si comporta lui quando la vede? O quando pensa a lei?
Non devi mettere tutto quanto. Basta scegliere una di queste domande e rispondere, sempre in linea con lo stile che preferisci e con quello che hai scelto per l'esempio iniziale.

Mentre camminava si era scontrato con Cristina vicino al fiume ed erano caduti nell’acqua.
Questa scena avrebbe bisogno di qualche frase e spiegazione in più. Sicuramente non va bene iniziare con "mentre", ma sceglierei "Un giorno, mentre..." Già starebbe meglio, vero?


Willy è Cristina si erano allontanati tanto dalla riva del fiume .
Willy pensò subito cosa fare per salvare la vita sua e di Cristina, che aveva molta paura di morire perché la corrente del fiume era molto forte
.

Ma Willy non era uno che "si credeva corraggioso"?! Se lo crede solo, non lo è. E se non lo è, in una situazione del genere, invece che salvare l'amata Cristina, la lascia lì nel fiume e nuota a riva da solo.

Per fortuna Willy vide un pezzo di legno nel fiume e prese subito la mano di Cristina per tenersi al legno .
Per miracolo Cristina è Willy si sono salvati la vita
.
Non puoi mettere, in due frasi vicine, prima "per fortuna" e poi "per miracolo". Prova con "La fortuna volle che lì vicino passò un pezzo di legno...".
Ma Cristina non può allungare la manina da sola?

Dopo 3 giorni Willy è Cristina si sono conosciuti meglio.
Willy è Cristina giocavano tutte le mattine ed erano sempre felici

Qui non avevi più nessuna voglia di andare avanti. Così poca che non hai nemmeno più messo il punto finale!
E poi: dopo tre giorni si sono conosciuti? Pensa bene a cosa voglia dire veramente questa tua frase. Se non ci arrivi, fatti aiutare dagli altri, magari qualcuno ci arriva. (C'è un errore sia nel tempo del verbo che nella scelta di come spiegare questo fatto).
La storiella ha, dentro di se, la stoffa per essere bella e carina. Ma se non fai lo scoiattolo, rimarrà come l'hai lasciata tu: a metà, e un po' svogliata.
Prenditi il tempo e impegnati ancora una volta, ok?
Ciao
Georg
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Georg Maag
Georg


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Inserito il - 08/02/2005 :  12:20:17  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Ora parlo di: La notte di Giorgio

Cara Silvia C.

Nel cuore della notte, Giorgio dormiva tranquillamente nella sua stanza dentro la sua piccola casa di campagna.
Mentre dormiva sentì dei rumori provenire dal soggiorno
.
Non è male come inizio. Però se giochi meglio con le parole e con il loro suono, forse esce qualcosa di più interessante. E poi: se dormo, non sento rumori. Se sento i rumori, sono già stato svegliato...

Questi rumori non erano come quelli che di solito sentiva nelle notti precedenti, tipo le foglie che sbattono contro la finestra o i rami che si muovono.
Questi rumori erano dei rumori che non aveva mai sentito; erano strani, come se qualcuno russasse
.

Qui ti "partono i cavalli". Quante volte c'è la parola "rumore"? Troppe volte! Se hai voglia, puoi riscrivere il passaggio senza incappare in ripetizioni. Ripetere la stessa parola più volte nella stessa frase rende la stessa frase ripetitiva (Mi spiego?)

Allora Giorgio scese le scale e intanto pensava “vorrei tanto che ci fosse qui con me Peddy, ma sicuramente sarà al calduccio nella sua cuccia in giardino”.
Ma chi è Peddy? Se non ce lo dici, non partecipiamo alla tua storia. I personaggi, in linea di massima, devono essere presentati. Se Peddy è importante, allora presentalo all'inizio della storia, raccontando chi è e cosa fa.

Arrivato in fondo alle scale sentì i rumori sempre più forti; allora andò in soggiorno, si avviò verso l’interruttore e accese la luce. Ebbe una sorpresa, Peddy era sul divano che ronfava così forte che si sentiva fino in camera di Giorgio, ma chissà come avrà fatto ad entrare Peddy
Non male l'idea. Dunque era il vecchio buon Peddy a farlo spaventare. Ma ripeto: prima introduci questo Peddy (non sappiamo nemmeno ora, a storia terminata, chi fosse!), e poi lavora un po' sull'effetto sorpresa finale. L'idea è carinissima. Ma devi trasmettere anche a noi la tensione... facci venire i brividi, facci paura!!! Chiaro?
Ciao
georg

Modificato da - Georg Maag in data 08/02/2005 12:22:22
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Georg Maag
Georg


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Inserito il - 09/02/2005 :  06:48:58  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Ora parliamo di: Missioni topi – gatti
Cara Francesca,

Un giorno i topi si volevano ribellare contro i gatti .
I gatti continuavano a dare caccia ai topi perché avevano fame e volevano accumulare li cibo per l’ inverno
.

Carino come inizio. Hai scelto come antagonista e protagonista gatti e topi, un'idea niente male, perché sono già in natura l'uno contro l'altro. Dunque ti offrono molte scelte logiche per agganciare qualsiasi storia che tu voglia inventare (chiedi alla maestra di spiegarvi il mio "nuovo" capitolo 5, in caso che non l'abbiate ancora letto o non capito benissimo. Lì c'è tutto sulle scelte vincenti tra protagonista e antagonista).
L'unico appunto che ti posso fare fino qui: avrei cominciato la storia con la seconda frase, spiegando quello che succede, e poi avrei messo la prima frase, ossia: il fatto che i topini vorrebbero ribellarsi.


Ogni giorno i gatti rapivano 20 topi attirandoli con un pupazzo di topolini/topoline vestite con vestiti aderenti.
L'idea è carinissima, soprattutto quella dei vestiti aderenti (ma vestite con vestiti non mi suona un gran che!). Cosa non mi convince molto è che così sembra che i topi siano estremamente stupidi. Se i gatti attirano ogni giorno venti topi, sempre con lo stesso trucco, mi vengono dei dubbi sull'intelligenza dei topi! Inventa piuttosto un nuovo trucco ogni giorno. Scrivendo una storia, non sei nemmeno costretta a inventare veramente un trucco! Basta scrivere: ogni giorni rapivano un gran numero di poveri topini, utilizzando sempre nuovi e diabolici trucchi. O qualcosa del genere.

I topi seguivano i loro profumo e venivano attirati .
I gatti nel frattempo li portavano dentro le gabbie
.

Ma scusa: non li attiravano con i vestiti aderenti? Allora perché ora metti pure il profumo? E poi non c'entra il "frattempo". Non lo fanno ogni giorno? In tal caso non esiste un "nel frattempo". Quello vale per un'azione unica, irrepitibile. Mi spiego?

Allora i topi decisero liberare il gruppo dei topi 4AB5 perché ai topi piacevano i numeri in codice loro avevano questa sigla .
I topi andarono a comprare le divise militari su misura anche per i bambini e le mamme per essere sicuri di eliminare quei 10/ 11 gatti
.

Mamma mia! Qui sei partita con troppe idee. Hai messo - come si dice - troppa carne al fuoco, cara Francesca. Invece di spiegare bene quello che hai appena scritto sopra continui ad inserire nuovi fatti: vestiti aderenti; profumi; ora arrivano sigle e divise militari. Queste ultime due cosette non credo che abbiano un senso nella storia.
Infatti, da qui in avanti ti sei un po' persa.
Direi di ripartire dall'inizio con la tua storia, seguendo un po' quello che ti ho scritto. Spiega bene como sono i topi e le loro paure, e spiega bene come sono i gatti e le loro cattiverie. Ma da qui in avanti scrivila completamente da capo, usando bene la logica. Non inserire cose e personaggi che poi non ci sono più. Fatti aiutare da tutta la classe. Discutetene. Vedete insieme se riuscite a trovare un seguito carino.
Ok?
Ne verrebbe fuori una bella storia divertente, ne sono sicuro.
Ciao
Georg


Modificato da - Georg Maag in data 09/02/2005 06:56:40
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Bianca C
piccolissimo scrittore


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Inserito il - 10/02/2005 :  10:05:59  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Caro Georg, grazie per le tue golosissime risposte . Anche noi siamo in un periodo da scoiattoli, rosicchiamo grammatica e ci prepariamo all'evento schede di valutazione per sapere quante noccioline abbiamo meritato e come fare per meritarne di piu'!
Presto riprenderemo a sgranocchiare i tuoi consigli, nel frattempo aspettiamo tue notizie e ti auguriamo un allegro e saltellante lavoro!

P.S. ... e cosi' anche tu spesso non avevi voglia di studiare??!
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Georg Maag
Georg


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Inserito il - 12/02/2005 :  16:26:00  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Allora, vorrà dire che tutti assieme facciamo una bella banda di scoiattoli stanchi e un po' isterici. Ma sapendo che conoscono a memoria, mi sembra, qualcosa come 5.000 nascondigli, dovrebbero avere una bella memoria!

Ma parliamo della prossima storia:
Una giornata nel bosco

Cara Silvia B,

Un giorno una lumaca di nome Camilla e uno scoiattolo di nome Gigi passeggiarono lungo una stradina.
Ad un certo punto si misero a giocare a nascondino.
Camilla contava e Gigi si nascondeva
.
Fino qui, tutto perfetto. O quasi. Hai introdotto i due personaggi (parlando di scoiattoli, non potevo non scegliere questa storia!). Però avrei fatto attenzione:
Tra una lumaca e uno scoiattolo c'è una differenza enorme. Una va lentissima, è timida, si chiude in se stessa se attaccata; l'altro è velocissimo, estroverso e buontempone, ama gli scherzi e scappa come il vento tra gli alberi.
Renderli amici significa quasi chiedere troppo al lettore. Ma come è possibile? si chiederà. Come fanno a divertirsi?
Potrebbero invece diventare una bellissima accoppiata protagonista - antagonista! Tutte quelle differenze sono stoffa per una bella storia, e potevi far vincere uno dei due in base alle sue caratteristiche, o anche farli finire alla pari. Renderli amici è poco credibile, anche se non impossibile. Vediamo un po' se ci riuscirai...?

Giocarono per parecchie ore e non si accorsero che il tempo era trascorso velocemente e che si stava facendo sempre più tardi e buio.
Nel bosco c’ era talmente buio che non riuscirono più a trovare la strada di casa.
Ad un certo punto sentirono un rumore da una caverna proprio dietro di loro.

Fino a qui tutto bene, e ben scritto. E' possibilissimo perdere il senso del tempo quando si gioca. Ma se penso di giocare a nascondiglio con una lumaca, mi viene un po' male...

Camilla era molto impaurita e Gigi la fece salire sulla sua schiena .
Dalla caverna uscì fuori un’ enorme orso nero con occhi giganti ed denti che facevano venire i brividi.
I due amici scapparono e mentre correvano Camilla scivolò dalla schiena di Gigi .
Camilla lanciò un urlo dal terrore.
L’ orso che gli stava rincorrendo, vedendo Camilla a terra, così piccola, tremante e con le lacrime agli occhi si intenerì e la prese in braccio dicendole di non aver paura.
Gigi si accorse di non avere più Camilla sulla schiena, si girò e vide l’ enorme orso che fra le zampe teneva la sua piccola amica .
Si avvicinò all’ orso che gli disse di non aver paura e che non gli avrebbe fatto niente .
I tre diventarono amici e l’ orso gli aiutò a ritrovare la strada di casa.

Be', cara Silvia B., devo dire che te la sei cavata abbastanza bene (Tranne l'urlo di terrore di una lumaca... te l'immagini, quell'urlo?!).
Hai comunque trovato un bell'aggancio per il finale, basandoti sulla bontà e suoi buoni sentimenti di tutti quanti, e così va bene.
Dunque non ti posso dire che hai sbagliato nella scelta dei personaggi, no, non posso proprio. Chiedo umilmente scusa!
Ti inviterei però a scrivere un'altra storia, sempre con loro due, ma stavolta come antagonisti, studiandoti bene le loro caratteristiche e facendone leva per una bella e gustosa storia.
Ce la farai? Dai, forzzzzzza!!!
Georg

Modificato da - Georg Maag in data 12/02/2005 16:31:46
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Nicco
Gran Capo tra i piccoliscrittori


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Inserito il - 09/07/2005 :  15:27:13  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Io ho trovato la tua foto, Georg.
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Georg Maag
Georg


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Inserito il - 10/07/2005 :  07:26:16  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Be, sì, Nicco. C'è una sulla pagina dei miei libri, la stessa che c'è dentro il risvolto di "Pensare un mondo"... Credo che sia quella che vuoi dire, vero?
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Nicco
Gran Capo tra i piccoliscrittori


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Inserito il - 10/07/2005 :  08:57:16  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Sì.
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Bianca C
piccolissimo scrittore


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Inserito il - 15/09/2005 :  19:42:50  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Ciao Georg!
Siamo rientrati tutti dalle vacanze ed abbiamo faticosamente ricominciato a svegliarci presto al mattino... Fortunatamente siamo ancora un po' abbronzati e abbiamo scorte di energie da spendere per continuare il nostro viaggio insieme! Tu? Sei pronto?
Qui c'e' ancora qualcuno che aspetta i tuoi consigli su quanto ha scritto , ce la farai a rispondere?
Un grosso abbraccio da tutta la VA di via Foppette.
Buon lavoro!
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Tradotto Da: Vincenzo Daniele & Luciano Boccellino- www.targatona.it Distribuito Da: Massimo Farieri - www.superdeejay.net Powered By: Snitz Forums 2000 Version 3.4.03