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SCRITTURA CREATIVA: didattica, domande, risposte

Stampato da: il sito della Scrittura Creativa e della filosofia per bambini.
URL Discussione: http://www.piccoliscrittori.it/forum2003/topic.asp?TOPIC_ID=9
Stampato il: 21/05/2019

Discussione:


Autore Discussione: Georg Maag
Oggetto: SCRITTURA CREATIVA: didattica, domande, risposte
Inserito il: 01/09/2003 20:58:20
Messaggio:

Perché c'è questo sito?

L'idea nasce dalla voglia di far capire alle maestre e ai genitori che i ragazzi sono "il risultato di quanti stimoli si dà loro"
Un po' come capita con le macchinette del caffé negli uffici pubblici: se non metti 30 centesimi, il caffé non esce, nemmeno se ti metti a piangere o a prendere a calci la macchinetta, ci vogliono 30 centesimi.
Per avere ragazzi svegli e capaci di capire e di apprendere (e per diventare, in futuro, cittadini attivi che diventeranno i nostri politici, medici, insegnanti ecc), ci vogliono tanti, tantissimi stimoli. Sicuramente ci vogliono più stimoli che non sapere "puro".

Sono proprio loro, gli insegnanti e i genitori, a dover stimolare, a dare, a stuzzicare, a verificare, a insistere.
Purtroppo, oggi a scuola e a casa pochi stuzzicano e insistono con i allievi e con i propri figli. Manca il tempo, manca l'abitudine, mancano i soldi, manca la comprensione, mancano stimoli, nonni, momenti di calma e ormai persino la capacità di godere della calma.
Siamo nell'era della superficialità, dell'approssimazione totale, del non più verificare, del non volere (e, a forza di non farlo mai, del non potere più) approfondire.
E a soffrire sono i bambini.
Era interessante andare a vedere come stanno oggi le potenzialità dei bambini. Posso dirlo subito: le potenzialità ci sono ancora tutte. Viene a mancare, anno dopo anno, la capacità di mantenere la concentrazione. Un po' alla volta, ma inesorabilmente.
Vado spesso nelle scuole, molte classi ogni anno scolastico, tra inviti come autore e scrittore che insegna la scrittura agli altri. E ho visto con quanta avidità i bambini vogliono apprendere, desiderano di approfondire. Però bisogna avere voglia di mettersi in ballo. Con i bambini bisogna fare un po' come i musicisti rock che ad un certo punto si buttano giù dal palco e gli spettattori li prendono al volo, li tengono appesi in aria...
Bisogna dare fiducia, non partire dal concetto "è difficile" o "probabilmente non ce la farai mai!", ma dal contrario, dall'opposto: "Se ti dai da fare, puoi farcela!" E così nascono testi, idee, costruzioni meravigliose; nascono parole che vanno ben oltre le capacità presunte del bambino, nasce la prima stesura della loro prima storia, inventata, pensata, elaborata da solo.
Poi mi sono reso conto che non bastava ancora. Ci voleva un passo ulteriore, importante: far capire ai bambini che un racconto non è terminato con la prima stesura! Un concetto molto complicato, che fa venire i brividi alle maestre. Oggi bisogna sempre dire: "che bravo! Fantastico! Meraviglioso! Sei il migliore!" Come se le critiche fossero state abolite, come se facessero male. Invece le critiche sono importanti. Aiutano a migliorare, ad imparare, a crescere, tanto quanto era importante la prima stesura del racconto.
Dunque ho cominciato ad allungare l'iter degli interventi, andando a criticare, a leggere i singoli racconti ad alta voce, a dare suggerimenti, ma poi ad ascoltare i suggerimenti degli altri bambini, che inaspettatamente cominciavano ad arrivare dai banchi.
E per questa incredibile magia succede che le mie critiche sui testi non ancora finiti diano poi dei risultati e miglioramenti. Le storie decollano dopo le critiche, diventano vere, ricche. Prima, per abitudine, scrivono una storiella. Okay, ci ha dato qualche trucco, ora mi ci metto per dieci minuti e vediamo... Ma poi riappaio in classe e leggo ogni storia ad alta voce, dico critiche e lodi, faccio intervenire gli altri per miglioramenti, lessico, simbologia, contenuto. E puntualmente succede il miracolo.
Vi invito a voler leggere soprattutto tre storie del forum dei bambini, elencati sotto la scuola Vittorino da Feltre: Abeluccio, Sgrinfaracchia e Teste Dure. Sono i vincitori di un concorso della Circoscrizione 9 di Torino su 5 classi terze e quarte, e sono anche le storie che hanno beneficiate di questo ripasso critico.

Spero che con l'anno scolastico prossimo molte scuole partecipano alla scrittura creativa mandando le loro storie (anche senza la mia presenza) e che le maestre mi contattino sul forum per fare domande, per lasciare critiche, per avere aiuto e per scambiarsi informazione. Mi piacerebbe che questo sito sulla scrittura creativa diventasse ancora più vivo, vero, moderno e anticonformista. In fondo però m'importa che si dia più spazio alla creatività dei bambini, che vengano stimolati, che si metta in dubbio la didattica classica, che ancora in troppe scuole e classi ha visibilmente segnato il passo, se è vero che oggi i giovani non sanno più esprimersi nemmeno all'Università. Siamo arrivati alla situazione pazzesca che hanno dovuto istituire corsi di alfabetizzazione e di come si scrive un Curriculum!



“La scrittura è l’ignoto. Prima di scrivere non si sa niente di ciò che si sta per scrivere e in piena lucidità. E’ l’ignoto di sé, della propria mente, del proprio corpo. Non è neppure una riflessione, scrivere è una facoltà che si ha fuori di noi, parallelamente a noi, di un altro che appare e si fa avanti, invisibile, dotato di pensiero, d’ira, e che talvolta, per questo stesso motivo, è in pericolo di rimetterci la vita. Lo scritto arriva come il vento, è nudo, è l’inchiostro, è lo scritto, e passa come niente altro passa nella vita, niente di più, se non la vita stessa”.


(“Scrivere” di Margherite Duras, Feltrinelli, 1994)

In questo forum potete mandarmi le vostre domande su come impostare il programma di scrittura creativa, sui tempi e le modalità.
Metterò in questo forum - a mano a mano - anche suggerimenti su come migliorare lo svolgimento del corso e spiegherò alcuni nuovi giochi (scoperti assieme alle Maestre durante il primo ciclo dell'anno scolastico 2002/2003 e dell'anno scolastico 2003/2004 in corso).

Ogni vostro suggerimento è prezioso!

Perché nasce questo corso di scrittura?


(estratto di un mio articolo di un anno fa)


Da quando è uscito "Se all'improvviso la luna e le stelle..." sono perennemente invitato nelle scuole, come autore e come "insegnante" di scrittura creativa (che poi non è nient'altro che lo Scrivere di tutte le persone intelligenti e stimolati). Ecco, devo ammettere che mi è nata una rabbia dentro nel vedere l'abbandono spirituale dei bambini, la superficialità nell'insegnare "blocchi di nozione", la mancanza di volontà di rinnoarsi, di mettersi in dubbio e sicuramente anche il degrado fisico delle scuole stesse.
E pensare che io ho la fortuna di avere a che fare quasi esclusivamente con maestre "aperte" per il progetto di scrittura, persone che vogliono migliorare, imparare, vedere e capire cose e approci nuovi.
Ma nell'incontro con l'autore vedo realtà orribili, bambini lasciati a se stessi, una (nemmeno nascosta) propensione al livellarsi al più basso punto possibile per avere meno problemi possibili, un continuo subire la maleducazione di pochi bambini (in chiara rivoluzione - inascoltata, incompresa e perciò incurabile - contro i propri genitori, le maestre, il mondo intero e contro loro stessi) che distruggono quel poco di bene che la scuola dovrebbe tentare di difendere e mantenere. E in tutto questo, tante maestre e qualche maestro tristi, spesso rassegnati, incapaci di agire perché sanno che la loro battaglia è persa da tempo. Quante volte mi è capitato sentire le scuse delle maestre, dopo la mia lettura: "sa, bisogna capire, qui siamo in una realtà difficile..."
Più si va verso la periferia della città, più desolati sono spesso le realtà. Diventa visibile la forbice tra ricchi e poveri, tra speranze e rassegnazione, qui diventa tangibile che di speranza ce n'è poca rimasta, ed è nelle mani di insegnanti sottopagati, inermi davanti alla colossalità del loro compito, che spesso danno la vita - dannandosi la propria - senza ricevere mai nemmeno un "grazie" da parte dei genitori che aspettano vestiti a tutto puntino, tutti col cellulare all'orecchio, molti con un SUV, l'uscita dei propri figli con aria scocciata. Sì, perché gli stessi bambini passano la loro vita tra i banchi di scuola ed il televisore nella propria cameretta, a totale disposizione loro, mentre i genitori si guardano il Grande Fratello nel salotto. Loro hanno fatto la loro parte, vestendo i bambini con vestiti scomodi e cari e inadatti a giocare, dando a loro merendine industriali e l'uso libero del telecomando. C'è altro da dare ai bambini? Non hanno tempo di pensarci, temo.
Spariti sono il nonno, la nonna, spinti nell'isolamento delle case per vecchi, spariti i cortili dove una volta i bambini potevano giocare e dove ora regnano grosse macchine costose, spariti i discorsi a tavola tra genitori e bambini, sparite le critiche, i "non devi farlo, perché...". Rimasto è la televisone mangia-tutto, nella gara all'abbassamento e al ribasso, priva di cultura, di documentari (se ce n'è uno, allora mettono i rumori sotto come se fosse un film di azione tipo X-files!). Una televione centralizzata in un sistama che mira, così almeno sembra, all'abbassamento culturale e alla telepromozione. E noi a stare zitti. E i bambini a soffrire senza avere i mezzi per esternare la loro rabbia.
Se Orwell viveva oggi, nelle periferie nostre, non avrebbe lo stimolo per scrivere e far pubblicare i suoi libri. Si sarebbe dato alle sceneggiature di sit-in per finte coppie che sbraitano dei loro usi e costumi sessuali. Avrebbe pure guadagnato di più.

"Se all'improvviso la luna e le stelle..." viaggia molto bene nelle scuole. Alle maestre piace perché dà a loro la possibilità di impostare tutto un anno scolastico sulla metodologia. In fondo, imparare ad esprimersi... non è forse già il programma delle classi 3., 4. e 5. elementari? Solo che con il mio libro il programma si traveste, diventa un gioco, e non è percepito come "lavoro" e fatica. Invece di dire: dobbiamo imparare a scrivere, io con il libro dico: "potete scrivere, perché scrivere è un gioco. Basta imparare le regole, così come dovevate imparare ad allacciarvi le scarpe."
Se avete opinioni, lo spazio c'è. Dopottutto, questo è un forum!

Da due anni il libro è uscito anche in Germania, presso l'editore dtv Hanser:
http://www.amazon.de/dp/3423624140/ref=pe_53711_28377651_pe_vfe_dt1

Per l'editore segue anche un forum simile a questo sito:
http://www.dtv-schreibwerkstatt.de/


Grazie,
Georg

Risposte:


Autore Risposta: Georg Maag
Inserita il: 05/09/2003 09:13:02
Messaggio:

La capacità di riflettere, intuire ed esprimere quello che sentiamo osservando il mondo che ci circonda ha come obiettivo primario quello di comunicare agli altri ciò che pensiamo. Ciò che “siamo” in quel momento e in quella circostanza. E se il nostro apprendimento si manifesta anche attraverso il gioco, possiamo ben dire che in questa “libertà d’azione” la creatività e la fantasia possono sfociare liberamente.
Ma attenzione, imparare-giocando non significa appropriarsi di un metodo educativo “più facile” di altri, bensì è una precisa scelta pedagogica che richiede ampia e specifica preparazione da parte degli insegnanti che l’adottano.


Pensiero bambino, pensiero filosofico, la necessità di scrivere
di Moony Witcher


PROGETTI DI SCRITTURA CREATIVA PER LE SCUOLE

Georg Maag
Mail: georg@piccoliscrittori.it

Progetto di scrittura creativa per le scuole elementari, basata sul libro: “Se all’improvviso la lune e le stelle…” per le elementari.
Anno Scolastico 2008-2009


Descrizione del libro e della metodologia:

Il progetto consiste in un corso per ragazzi delle Scuole Elementari (classi terze, quarte e quinte) con l’utilizzo di un libro di testo “Se all’improvviso la luna e le stelle...” di Georg Maag (138 pagine, collana “L’ALTRA SCUOLA”, sesta edizione con numerose illustrazioni a colori).
Il corso segue una metodologia nuova, ormai consolidata grazie all’esperienza pratica e i continui miglioramenti apportati negli ultimi quattro anni in più di cento corsi tenuti nelle Elementari a Torino e in Italia. Il metodo ludico e l’interazione tra le lezioni del docente e i lavori in classe con l’insegnante forniscono all’insegnante a agli allievi passo dopo passo i mezzi e le conoscenze necessarie per poter prima ideare, poi strutturare e infine scrivere una propria storia. La modalità del percorso non richiede una conoscenza approfondita di scrittura creativa da parte dell’insegnante.
Lo scopo delle lezioni frontali sarà soprattutto quello di invogliare i bambini ad usare la propria fantasia e creatività, soprattutto nei periodi tra un intervento e l’altro dell’autore. Infatti il corso è stato ideato per un lavoro di approfondimento in classe durante le lezioni di Italiano. Proprio per questo, il libro fornisce agli insegnanti tutti gli strumenti utili per lo svolgimento da un minimo di 30 a un massimo di 100 lezioni di un’ora ciascuna. Gli interventi frontali con le classi saranno almeno quattro e verranno tenuti dall’autore stesso in presenza degli insegnanti. La distribuzione e le date dei singoli interventi verranno stabilite in concomitanza alle necessità degli insegnanti. L’autore parteciperà inoltre al lavoro svolto in classe grazie al sito Internet www.piccoliscrittori.it, dove gli insegnanti potranno in ogni momento del corso porre domande, chiedere suggerimenti e, più interessante dal punto di vista dei bambini, pubblicare a mano a mano i lavori e gli enunciati raccolti in classe (basta un file in formato Word per poter pubblicare sul sito).
Il progetto si appoggia a metodologie già da molti anni utilizzate in alcuni Paesi del nord Europa e degli USA, dove viene dato maggiore spazio all’espressione scritta ed artistica.

Il corso di scrittura creativa si inserisce così perfettamente nei programmi fondamentali di una classe del secondo ciclo delle elementari. Infatti, non è altro che un modo divertente per insegnare ai bambini l’utilizzo della lingua italiana, lavorare con le parole, ampliare le capacità espressive e del lessico e sviluppare nello stesso tempo l’abitudine a ideare e scrivere testi, seguendo criteri come l’incipit e lo sviluppo, ma anche temi più difficili come la logicità interna, la consequenzialità del racconto, trovare un finale appropriato ecc., sempre sotto forma di gioco. In ogni momento l’insegnante potrà decidere di fermarsi e/o aggiungere temi o materie affini per ampliare e approfondire in base alle proprie necessità. Il libro ed il corso diventano così una integrazione perfetta all’insegnamento della lingua italiana delle classi terze, quarte o quinte, facendo addirittura risparmiare tempo nello svolgimento del programma delle elementari (che altrimenti dev’essere studiato faticosamente “a pezzi”, tralasciando quasi inevitabilmente l’aspetto ludico, sul quale invece questa metodologia poggia).
Per facilitare la comprensione e stimolare la creatività dei ragazzi, all’interno del libro sono stati inserite sei storie fantastiche in stili e generi letterari diversi. Questo agevola psicologicamente il compito dell’insegnante, non trattandosi del solito libro di testo noioso ma di un libro di lettura. L’approccio del bambino sarà senz’altro migliore che con un libro di soli esercizi.
Il libro è suddiviso in 5 capitoli. Ogni capitolo tratta un tema specifico, che va dalla definizione di un’idea fino alla struttura interna ed esterna, seguendo un iter ormai consolidato di crescita logica adeguato alle capacità dei bambini.
All’inizio di ogni capitolo vengono trattati gli argomenti con stile informale e sempre corredati da esempi. Dopo la presentazione seguono ampi eserciziari che gli allievi possono elaborare sia in classe, sia come compito a casa. Molti esercizi svolgono la funzione di spunto per discussioni o di elaborazioni in gruppo. Spesso i bambini sono invitati a spiegare le ragioni delle loro scelte e/o risposte e dunque di metterle in discussione. Così si incentiva sia il lavoro in gruppo, sia la successiva espressione del proprio punto di vista.
Alla fine di ogni storia segue un eserciziario specifico che permette all’insegnante di valutare la comprensione del tema trattato nonché la capacità di trasporre le nozioni acquisite dallo stato teorico (la semplice lettura) alla pratica (l’elaborazione orale e scritta di un’idea personale). Questa valutazione serve all’insegnante per stabilire a mano a mano i tempi necessari per lo svolgimento del singolo capitolo/tema prima di proseguire con il capitolo seguente. In ogni momento durante il percorso del libro, l’insegnante potrà interrompere temporaneamente il corso per riprenderlo senza perdere la continuità della materia.
Soprattutto grazie a due giochi-chiave all’interno del libro egli potrà valutare, guidare e migliorare l’espressività del bambino. Altri giochi sono ideati principalmente per lo svolgimento in classe. Starà all’insegnante decidere se allargare il gioco e farlo diventare compito a casa. La natura stessa del libro rende comunque semplice l’ideazione di nuovi esercizi. Potrà liberamente aggiungere esercizi e compiti affini sulla falsariga di quelli proposti nell’eserciziario. Ambedue i giochi-chiave, invece, verranno svolti dall’autore nelle singole classi; un fattore importante per invogliare i bambini.
Questo stesso sito internet è nato appositamente per crreare un interfaccia tra autore e la classe che segue il corso di scrittura. Contiene più di 2.000 storie scritte da bambini e decine di discussioni create dalle singole classi. Infatti, gli insegnanti potranno “aprire” una “loro” discussione personalizzata nel forum (tipo: classe della scuola XY/anno scolastico) e ricevere in seguito suggerimenti e aiuti dall’autore o scambiarsi opinioni attraverso il forum stesso. Questo servizio rende ancora più facile lo svolgimento del corso durante l’anno.

Alla fine del corso, i bambini saranno in grado di elaborare una propria storia, partendo da un’idea che sarà stata pensata e sviluppata, culminando in un finale qualche volta persino “ad effetto”. Ma, più importante ancora, avranno sviluppato un spiccato senso critico verso la letteratura e verso il proprio enunciato.

Gli interventi:

L’autore Georg Maag potrà tenere da 4 a 6 interventi per ciascuna delle classi elementari. I primi due interventi saranno di 3 ore ciascuno, uno all’inizio del corso e l’altro a distanza di una o due settimane. Il primo intervento, da tenere verso metà ottobre, presenta ed introduce il corso e tratta delle idee, il secondo sarà circa due settimane dopo all’interno della Biblioteca Civica. Si tratta di un gioco da svolgere in biblioteca: i ragazzi dovranno leggere almeno 30 incipit di libri e infine trascrivere quello che maggiormente è piaciuto. Dopo, in presenza di tutti, si voterà l’incipit migliore e l’intervento proseguirà con l’autore che inventerà assieme a tutta la classe un certo numero di racconti. Con questi due incontri i bambini prenderanno coscienza dei propri mezzi, impareranno a giocare con le idee e a “inventare” incipit e situazioni, a svilupparli di seguito: un passaggio molto importante per scrivere non solo un proprio racconto, ma qualsiasi enunciato.
Il terzo ed il quarto intervento (dopo 10 - 12 settimane dal secondo, quando ormai le classi avranno finito di leggere il libro) saranno di due ore ciascuno e servono soprattutto per controllare, migliorare e consolidare il lavoro lessicale. Durante l’intervento, l’autore leggerà alcuni racconti dei bambini ad alta voce e darà suggerimenti per migliorarne il flusso del racconto, il lavoro sul contenuto e sul lessico, sempre coinvolgendo tutta la classe. In questi due incontri, i bambini impareranno a “lavorare” sulle parole e a non accontentarsi della prima stesura, come di solito avviene a scuola.
L’ultimo intervento, invece, sarà collettivo e servirà come “premiazione” dei racconti risultati vincitori nelle singole classi. Servirà dunque un luogo che possa contenere il numero complessivo di bambini e insegnanti, per esempio una sala della biblioteca. Di norma, la presenza di animatori è un’idea molto positiva, e renderebbe l’ultimo incontro a classi unite una grande festa per i bambini. Tutte le storie dei bambini verranno pubblicate all’interno di questo stesso sito, un fattore che si è dimostrato estremamente prezioso, perché invoglia i bambini ad impegnarsi nella stesura delle storie.

Esperienze dirette:

I risultati finora raggiunti in quasi cento corsi sono più che incoraggianti. Si è potuto constatare un sensibile miglioramento dell’espressione sia orale sia scritta dei ragazzi. In sostanza si può affermare che la metodologia del corso garantisce un buon successo per tutti i bambini coinvolti, aiutando però soprattutto quei bambini ritenuti “deboli” nell’espressività e/o nel lavoro corale. Particolare interesse suscita un fatto curioso e oggetto di vari studi: molti bambini dislessici hanno usufruito di questo corso con risultati ritenuti, prima del corso, impossibili.


Costo intervento orario: 50 Euro/ora lorde

L’acquisto di una copia del libro per ogni bambino potrà essere sostenuto dai genitori dei bambini partecipanti delle scuole elementari, oppure attraverso un aiuto della città (per i corsi finanziati dalle due Circoscrizioni di Torino 2003/4 e 2004-5, una volta le spese dei libri erano state a carico dei genitori).
Il costo di ogni copia è di 10,33 Euro/libro. I libri verranno portate ai bambini dall’autore che scriverà una dedica personale a ciascun bambino.
Bisogna calcolare l’acquisto di eventuali copie del libro per le maestre di compresenza.






Corsi “brevi” di propedeutica alla scrittura creativa
per la Scuola primaria 2006 - 2007

Descrizione del libro e della metodologia:
Il progetto consiste in un corso propedeutico di scrittura creativa per ragazzi delle Scuole Elementari (classi terze, quarte e quinte). La metodologia del corso è basata su un libro di testo di 138 pagine, “Se all’improvviso la luna e le stelle…” di Georg Maag, collana “L’ALTRA SCUOLA”, e i corsi verranno tenuti dall’autore stesso nelle varie classi in presenza delle insegnanti.

Nell’arco di due incontri di tre ore ciascuno, l’autore fornirà ai bambini in modo giocoso e semplice i mezzi fondamentali per poter prima ideare e poi strutturare una propria storia, ma lo scopo delle lezioni frontali sarà soprattutto quello di invogliare i bambini ad usare la propria fantasia e creatività anche dopo gli interventi frontali, quando assieme all’insegnante potranno continuare la lettura del libro e perfezionare a mano a mano i vari aspetti della scrittura e dell’espressività. Il progetto si appoggia a metodologie già da molti anni utilizzate nel nord dell’Europa e negli USA, Paesi dove da sempre uno spazio per l’espressione scritta ed artistica dei bambini viene considerato un investimento nell’intelligenza ed espressività interiore futura.

Nel caso specifico si tratta di una variante nuova ed abbreviata dei numerosi corsi annui che l’autore dal 2002 ha tenuto e tiene tuttora in molte scuole in Italia. Questa forma “breve” è nata appositamente su richieste specifiche di molti insegnanti, perché permette ad un numero maggiore di scuole di avviare alcune classi ad un percorso di scrittura creativa ad un prezzo ridotto in mancanza di fondi per corsi “estesi” su tutto un anno scolastico.

Oltre al costo delle ore frontali del docente, infatti, è necessario che ogni bambino acquisti una copia del libro di testo (prezzo 10,33 €). Il libro di scrittura creativa “Se all’improvviso la luna e le stelle…” non è altro che un percorso interessante per abituare i bambini ad un utilizzo ludico e divertente della lingua italiana. Allo stesso tempo il metodo indirizzerà loro verso un quotidiano gioco con le parole. Farà ampliare le capacità espressive e lessicali e svilupperà l’abitudine a ideare e scrivere testi, seguendo criteri come l’inizio, la logicità interna, la consequenzialità del racconto, il finale. Per aiutare la comprensione e stimolare la creatività dei ragazzi, all’interno del libro sono state inserite sei storie fantastiche per bambini, scritte dallo stesso autore del libro. Questo facilita psicologicamente il compito dell’insegnante, perché non si tratta di un noioso libro di testo ma di una lettura piacevole con molti giochi da fare in classe o in piccoli gruppi. L’esperienza degli ultimi anni ha ampiamente dimostrato che l’approccio del bambino è senz’altro migliore che non utilizzando un libro classico di esercizi.
Il corso ed il libro formano un’integrazione perfetta all’insegnamento della lingua italiana, facendo risparmiare tempo nello svolgimento del programma delle elementari (che altrimenti dev’essere studiato faticosamente “a pezzi”, tralasciando quasi sempre l’aspetto ludico).
All’inizio di ogni capitolo vengono trattati gli argomenti con stile informale e sempre corredati da esempi. Seguono ampi eserciziari che gli allievi possono elaborare sia in classe, sia come compito a casa, che svolgono la funzione di spunto per discussioni o di elaborazioni in gruppo. Spesso i bambini sono invitati a spiegare le ragioni delle loro scelte e/o risposte e dunque di metterle in discussione. Così si incentiva sia il lavoro in gruppo, sia la successiva espressione del punto di vista del singolo bambino.
Alla fine di ogni storia breve segue un eserciziario specifico che permette all’insegnante di valutare la comprensione del tema trattato nonché la capacità di trasportare le nozioni acquisite dallo stato teorico (la semplice lettura) alla pratica (l’elaborazione orale e scritta di un’idea personale). Questa valutazione permette all’insegnante di stabilire i tempi necessari prima di proseguire con il capitolo seguente. L’insegnante può interrompere il corso in ogni momento per riprenderlo senza perdere la continuità della materia.
Soprattutto grazie a due giochi-chiave all’interno del libro egli potrà valutare, guidare e migliorare l’espressività del bambino. Altri giochi sono ideati principalmente per lo svolgimento in classe. Starà all’insegnante decidere se allargare il gioco e farlo diventare compito a casa. La natura stessa del libro rende comunque semplice l’ideazione di nuovi esercizi. Potrà liberamente aggiungere esercizi e compiti affini sulla falsariga dei compiti contenuti nell’eserciziario. Un apposito sito internet per questo specifico corso di scrittura è aperto dal 2002 e contiene più di 2.000 storie scritte da bambini e decine di discussioni di singole classi. Infatti, le maestre potranno “aprire” una loro “discussione” personalizzata nel forum (tipo: classi della scuola XY/anno scolastico) e ricevere in seguito suggerimenti e aiuti dall’autore o scambiarsi opinioni attraverso il forum stesso. Questo servizio rende ancora più facile lo svolgimento del corso durante l’anno.
Alla fine del corso, i bambini saranno in grado di affrontare una propria storia, partendo da un’idea che sarà stata pensata e sviluppata, culminando in un finale qualche volta persino “ad effetto”.

Gli interventi:
I due interventi sono di 3 ore ciascuno, uno subito all’inizio del corso e l’altro a distanza di una o due settimane dal primo. Il primo intervento, da tenere possibilmente all’inizio dell’anno scolastico, presenta ed introduce il corso e tratta delle idee, come nascono, come catturarle e qualche consiglio su come portarle avanti.
Il secondo intervento sarà alcune settimane dopo, e l’autore spiegherà come inventare un racconto partendo da un’idea, introdurrà le poche regole che bisogna conoscere sul protagonista e sull’antagonista e come da quel momento in avanti bisognerà strutturare il racconto per arrivare ad un finale piacevole.
Tutte le storie dei bambini verranno pubblicati all’interno di questo stesso sito, un fattore invogliante per impegnarsi nella stesura delle storie.


Costi
- Due interventi dell’autore per classe. Durata dell’intervento: 3 ore ciascuno. Costo intervento orario: 60 Euro (più 20% di ritenuta d’acconto)
- L’acquisto delle copie del libro di scrittura per ogni bambino. Il costo di 10,33 Euro per ogni bambino normalmente viene sostenuto dai genitori.
- Viene garantito un aiuto didattico alle Maestre durante lo svolgimento del corso attraverso il sito internet.

Costi per 1 classe: 280,00 € circa
Eventuali costi per animatori/musicisti/copresenza dell’autore per una festa di fine corso (oltremodo auspicabile)





COME SEGUIRE IL CORSO DI SCRITTURA CREATIVA "A DISTANZA"


Se avete deciso di adottare il testo in classe, ma non siete a Torino e cintura, ovviamente diventa difficile potermi invitare in classe per incontrare i bambini. Come impostare il corso per raggiungere comunque i massimi risultati? Ecco qualche dritta (propongo comunque un bel giro nel sito, sia nel forum delle maestre, sia in quello per bambini)

Il libro è strutturato in modo tale che il corso di scrittura creativa può essere svolto in completa autonomia. Basta che ogni bambino abbia la sua copia personale (un punto fondamentale, visto che contiene sia i vari compiti, sia l'apparato didattico, e soprattutto le sei favole da leggere a casa). Se desiderate, potete mandarmi, assieme all'ordine dei libri, anche una lista dei nomi dei bambini. Firmerò personalmente le loro copie. So per esperienza che a loro piace moltissimo avere il libro firmato. Per avere una dedica, ovviamente mi servono i nomi dei bambini.
Non c'è bisogno di essere un professore laureato per tenere il corso in una classe. Però bisogna avere voglia, tanta voglia: di mettersi in gioco assieme ai bambini, di dover cambiare rotta in base alle loro esigenze e alla preparazione, di ascoltare sempre, di dare spazio ai più deboli (da loro arriveranno molte soddisfazioni!).
Il libro procede con logica, passo dopo passo, e l'insegnante darà spazio ai vari giochi proposti nel eserciziario e aggiusterà i tempi in base al progresso o alle difficoltà degli allievi.
Non è un corso da fare di corsa! Più tempo mettete in conto, meglio è.

All'inzio del corso, invece, conviene "aprire" una discussione in questo forum. Basta chiamarla con il nome della scuola e della classe, o anche dell'insegnante. Da quel momento in poi, per tutta la durata del corso, l'insegnante può collegarsi a questo sito, andare sulla discussione "personalizzata" e farmi tutte le domande necessarie. Risponderò quotodianamente all'interno della stessa discussione a tutte le domande, tentando di eliminare tutti i dubbi, dando suggerimenti e aiuti, ecc.

Per invogliare invece i bambini a partecipare maggiormente, gli insegnanti potrebbero:

a) utilizzare l'aiuto di qualche collega di un'altra classe, che funge da "esterno", nel senso che i bambini non lo conoscono (o solo di vista) e dunque si impegneranno di più. Questo soprattuto per la prima lezione, dove si elabora il concetto dell'idea e dove si andrà a cercare la tipologia delle idee. Qui, un intervento esterno sarebbe utile. La persona deve aver letto il primo capitolo e potrà parlare in generale delle idee, spiegare anche come personalmente elabora idee, ma il concetto importante è che tutti noi, senza esclusione, possiamo scrivere una storia carina e bella solo con idee "pietra", accessibili a tutti. Come fare?
Bisogna prepararsi, stilando mentalmente prima dell'incontro un piccolo elenco di libri, romanzi, storie, o favole, e spiegare, in parole povere, ai bambini l'idea semplice che sta sotto. Insomma, si tratterà di semplificare al massimo il contenuto. Esempio: Harry Potter, alla fine, è un bambino debole, che non sa di avere poteri speciali, che vive male con persone cattive, e che nonostante tutte le difficoltà, alla fine, diventerà una persona importante e giusta. Questa potrebbe essere una spiegazione dell'idea che sta sotto a ben 5 romanzi.
Altri aiuti arrivano dal mio testo. Potreste leggere ad alta voce la parte della tipologia delle varie idee e discuterne. E' sempre un ottimo ingresso al tema, e i bambini si renderanno conto veramente di cosa sia un'idea. Moltissimi, infatti, la confondono con una "scelta", e non sanno bene cosa siano le idee!
Di norma, le copie dei libri vengono date ai bambini alla fine della prima lezione.

b) andare a fare il gioco degli incipit all'interno di una biblioteca. Questo gioco durerà almeno un'ora e mezza. Poi si parte con lo spiegare su come partire da un'idea "pietra" per elaborare comunque delle ottime storie, lasciando che i bambini intrevengano spontaneamente nello sviluppo di alcune trame inventate su due piedi. Per avere idee, scrivetemi. Diventa sempre una delle più belle lezioni del corso!
Qui sarà il momento di far nascere le prime storie dalle idee (più saranno pazze, più saranno divertenti), elaborarle assieme, e poi discutere sulla logica interna che dev'essere a prova di bomba. Il mio racconto mi permette una cosa asolutamente folle (elefanti che volano, biscotti che parlano, calze che scappano, banane altezzose che diventeranno marroni, farfalle col singhiozzo), ma il resto del racconto deve essere logico, le reazioni dei altri personaggi di fronte a questo aspetto folle devono essere assolutamente credibile, altrimenti la storia non regge. Prendere "Dumbo" o "Toy Story" come partenza della logica appena spiegata funziona sempre bene.
A forza di fare esperienze dirette con tantissime classi, dalla quarta ristampa del libro (uscito a settambre) c'è un capitolo in più. Servirà soprattutto per come costruire l'ordine interno della storia. Praticamente spiego come bisogna distribuire, all'interno delle storie, i spazi tra protagonista e antagonista, inventandomi che bisogna riempire due scatole, una azzurra, una rossa, con i "buoni" e con i "cattivi", e che la storia inizia con la scatola azurra, poi arriva l'antagonista a "rompere le scatole" al protagonista, ci sarà uno scontro, e alla fine, il personaggio della scatola azzura - di norma - vincerà: e vissero contenti e felici...
Qui anche "Harry Potter" può servirci come buon esempio. Con questo aiuto in più possiamo tenere svariate lezioni, tutte interessanti e "facili" (ma per nulla inutili): lavorare su libri e film letti e visti, distribuendo in classe i personaggi nelle scatole (scoprendo che non sempre i buoni sono buoni, ecc.), poi lavorare con le proprie storie, tenendo conto della logica delle scatole e dell'ordine in cui devono apparire nel racconto, ecc.

c) portare ogni tanto gli allievi in sala computer, collegarsi al sito e far scrivere ai bambini (sempre all'interno della loro discussione del forum) le loro domande: in questo modo possono chiedermi suggerimenti su un inizio, o su passaggi delle loro storie, ecc. Ovviamente conviene far preparare in anticipo su "word" le domande che vorranno farmi (e attaccarli con con il buon vecchio metodo del copia/incolla), altrimenti si perderebbe troppo tempo. La maestra potrà poi stampare le mie risposte, appena le avrò aggiunte alla discussione, e portarle in classe per valutazioni ed elaborazioni.

I vantaggi saranno due: useremo (e impareremo conoscere) internet in modo intelligente e costruttivo, e i bambini si sentiranno seguiti "a distanza" e soprattutto "importanti", poiché i loro interventi saranno visibili in tutta Italia, persino in tutto il mondo! Un effetto invogliante da non sottovalutare.

Alla fine del corso, i racconti finali verranno prima votati (possibilmente da bambini di un'altra classe - ha un valore inestimabile il fatto di essere scelti da altri!) e poi pubblicati dalla maestra sul forum dei bambini, sempre all'interno di un solo forum, uno dopo l'altro con il clic su "rispondi" (risultando così uno di fila all'altro, ciascuno con suo nome), e chi li leggerà potrà aggiungere i suoi commenti, mettendo il titolo del racconto per riferimento. Questo rende visibile ogni singolo racconto in tutta Italia, un altro fattore positivo per invogliare i ragazzi per dare il loro meglio e per lavorare sul lessico e sulla stesura dei racconti.

Cosa ne pensate?
Avete altri suggerimenti su questo tema? Scrivete!

Ho raccolto un certo numero di domande che le maestre mi pongono spesso quando mi contattano per avere informazioni sul corso.
Ho pensato che aggiungere qui sotto una lista di FAQ con le rispettive risposte potrebbe essere un'idea buona
.


Domande frequenti e risposte per chi è interessato ad intraprendere un corso di scrittura creativa “a distanza”.

A partire da quale età può essere utilizzato il libro di scrittura?
Se si tratta di genitori che vogliono seguire i propri figli nel tempo libero, credo che si possa cominciare già in Seconda. Ovviamente in questo caso bisogna leggere gran parte dei testi ad alta voce e poi svolgere gli esercizi e i giochi parlando e coinvolgendo i bambini più sotto l'aspetto della lingua parlata. Gli esercizi potranno essere svolti come veri e propri giochi, e se il genitore lo desidera, potrà scrivere lui le storie inventate, o registrarle con un microfono per sbobinarle di seguito.

In classe direi che si può iniziare con le Terze, anche se a quell'età c'è molto da "lavorare" sull'espressione orale e da "sudare" per far produrre gli scritti. Ma per ora ci sono stati molte classi Terze, e sempre con ottimi risultati (basta andare a vedere sul forum dei bambini e leggere qualche discussione delle scuole, dove molti lavori sono stati raccolti in Terze).

Bisogna avere una preparazione specifica per poter affrontare in classe il libro di scrittura creativo “Se all’improvviso la luna e le stelle…”?
Il corso non richiede una preparazione specifica nel campo della scrittura. Basta quella voglia che una maestra deve possedere per svolgere bene il suo lavoro, oltre al buon senso ed un buon rapporto con la classe per saper guidare i bambini, staccare quando è troppo, approfondire o accelerare quando c'è bisogno, spronare oppure lodare nei momenti giusti, ecc.
La vedo così: non bisogna saper scrivere libri per insegnare a scrivere; non bisogna sapere scrivere poesie di valore mondiale per insegnare ad amare la poesia e per portare i bambini ad inventare piccole poesie simpatiche.
Per utilizzare con profitto il mio testo non sono necessarie conoscenze tecniche molto specifiche. Quello che c'è da sapere sul lato tecnico è elencato nel libro, descritto e spiegato con parole ed esempi facili, mirati più ai bambini che agli adulti. Ho tenuto in mente un “percorso” durante la stesura del testo, e le tante prove nelle scuole hanno dimostrato che funziona.

C’è qualche trucco per garantire una maggiore riuscita del corso?
Molte volte, durante i miei interventi in classe, ho notato con piacere che la maestra stessa si era messa dal lato dei bambini, dicendo: "Vediamo se capiamo bene quello che ci spiega l'autore?" Oppure (vecchio trucco): "qui non ho capito bene! Qualcuno può spiegarmi cosa l'autore intende dire qui?"
E ogni volta sono piovute risposte, idee, suggerimenti; il tutto in un ambiente piacevole e scherzoso.
Mi raccomando: non sottovalutate l'idea di utilizzare/ cambiare/ allargare alcuni esercizi del libro per "far ridere"! Se vi viene da allargare il testo, lasciatevi portare dall’istinto e dall’esperienza. Funziona con gli incipit, dove la scelta di allargare l’esercizio e metterla sul ridere può generare storie bellissime. Poi vale per il capitolo sulle metafore.
In linea generale, tra i tantissimi corsi che ho avuto la fortuna di poter seguire, quelli che hanno dato i risultati più sorprendenti e brillanti erano quelli dove la maestro o il maestro ha saputo “fare combutta” con i bambini, mettendolo quasi sul livello di una piacevole gara dove tutti partecipano per vincere, aiutandosi a vicenda, sudando assieme e assaporando assieme il piacere di vedere i risultati raggiunti alla fine del corso.

Il corso serve “solo” per imparare a scrivere? A prima vista ho l’impressione che possa invogliare anche alla lettura...
L'interazione tra parola scritta e la parola letta è automatica. Succede che dovendo scrivere per la prima volta nella vita, si scopra automaticamente la scrittura degli altri. S’innalza il livello di percezione, come in tutti i compiti difficili e seri che si affrontano e superano. Vedrà, alla fine dell'anno, quanto piacere avranno scoperto i piccoli scrittori per la lettura (In verità saranno diventati molto più piccoli lettori che non piccolo scrittori!) I giochi da fare in biblioteca alla ricerca degli incipit sono soltanto l'inizio di questo percorso di scoperta della lettura, e a mano a mano che il corso avanza s’incontreranno altri esercizi che sviluppano e rafforzano il rapporto con la parola scritta. Anche le verifiche dei propri lavori saranno logicamente compiti da “lettori” per chi legge o ascolta. Infatti, quando i bambini cominciano a leggere ad alta voce i propri incipit, svilupperanno persino uno spiccato senso della critica costruttiva. Ecco perché le fasi di discussione in classe degli incipit inventati (e poi delle prime stesure delle storie) sono estremamente importanti. Sarà in queste discussioni che scopriranno un loro diritto (e gusto) di criticare. Un lavoro che verrà affinato sia attraverso il lavoro di gruppo, sia soli, di fronte alla classe, a difendere un proprio punto di vista. Vedrete: prima o poi vi troverete nel bel mezzo di discussioni accese dove si discuterà di incipit di libri famosi, o sulle consequenzialità, o sulla logica interna di un racconto… discussioni che diventeranno la “ciliegina sulla torta” di un percorso meraviglioso!

Il corso mi pare leggermente prematuro per le classi II, non è vero?
Ho tenuto due corsi con classi seconde, l'anno scorso, ma è veramente nelle terze e quarte e quinte che il corso dà i risultati migliori. I piccoli dovrebbero "sgobbare" troppo, non avendo ancora raggiunto una padronanza della lettura autonoma. Meglio aspettare un anno, anche perché in seconda ne hanno da fare!

Come posso rendere appetibile il corso di scrittura ai miei allievi senza che Lei viene in classe a tenere gli interventi?
Se vuole "vincerli" per il progetto, credo che la cosa migliore sarebbe sottolineare che potranno interagire con me, un "autore vero", via Internet, che leggerò tutto quello che loro pubblicheranno sul sito nella "loro" discussione, e anche le storie finali saranno pubblicate nello stesso loro forum e saranno dunque leggibili anche per tantissimi ragazzi in tutta Italia. Potrebbe essere carino portarli in aula-computer e fare un giro sul sito, o stampare una delle discussioni già esistente del forum dei bambini e leggerla assieme in classe. Così si rendono conto delle possibilità che avranno. Tra le discussioni più ricche, accese e simpatiche dell’anno scolastico passato sono quella della RODARI http://www.piccoliscrittori.it/forumita/topic.asp?TOPIC_ID=73 (Avevano una maestra che sapeva coinvolgere i bambini, e dalla discussione si capisce), oppure la CLASSI III DEWEY/KENNEDY http://www.piccoliscrittori.it/forumita/topic.asp?TOPIC_ID=34 . (Per stampare una discussione, c'è l'apposito bottoncino in alto a destra, appena si aprono le discussioni.)




Per eventuali corsi di aggiornamento delle insegnanti che vorranno utilizzare il libro durante l'anno, contattatemi via Email.


Autore Risposta: Georg Maag
Inserita il: 14/09/2003 19:41:25
Messaggio:

Oggi mi è stato inviato un lunghissimo articolo su una ricerca fatta sulla scrittura creativa e i suoi aspetti sia strutturali, sia i risultati che si possono ottenere. Mi è sembrato molto interessante (a parte il linguaggio ovviamente un po' academico) questo passaggio, che tocca da vicino uno dei risultati più sconvolgenti che ho potuto notare in tutti i corsi di scrittura creativa che ho tenuto finora: il stupefacente miglioramento, durante il corso, di bambini con medio-alte e alte difficoltà di apprendere o di espressione vocale/scritta:

"Gli esempi di metodi didattici che migliorano la qualità della scrittura sono stati presi da studi sperimentali esaminati in una recente metanalisi di Gersten e Baker, condotta su una serie di studi empirici relativamente limitata ma significativa. Lo scopo comune degli studi considerati in questa metanalisi era insegnare agli studenti con difficoltà di apprendimento strategie e procedure per pianificare la loro scrittura, per stimolare il loro pensiero sugli argomenti da discutere, e per redigere una composizione o una storia coerente e organizzata. Alcuni di questi studi enfatizzavano anche le stategie o le procedure di revisione del testo. Il nostro scopo in questo articolo è mostrare come le indicazioni fornite da questi studi possano essere tradotte in pratica nelle situazioni di classe, nell'insegnamento sia curricolare che specializzato.
La ricerca recente sui metodi per migliorare il contenuto delle composizioni scritte
La ricerca sull'educazione specializzata ha contribuito in maniera sostanziale allo sviluppo di metodi validi per insegnare agli studenti con difficoltà di scrittura a comporre in maniera più efficace, proponendo strategie per strutturare i racconti di fantasia, per scrivere delle storie personali basate sulle proprie interpretazioni delle esperienze di vita, per comporre temi in cui esprimere le proprie opinioni su questioni di attualità, sociali e politiche e per redigere testi analitici, in cui mettere a confronto o in contrapposizione due o più concetti, oggetti, persone o eventi.
La metanalisi di Gersten e Baker a cui si accennava sopra ha individuato una serie di metodi didattici, basati sulla ricerca scientifica, che vengono raccomandati per l'insegnamento dell'espressione scritta. Abbiamo organizzato questi approcci in tre ampie categorie e presentiamo degli esempi per ognuna di esse:

1. insegnare esplicitamente le fasi del processo di stesura di una composizione o di un racconto ben fatti;
2. migliorare la qualità del testo scritto attraverso il feedback e la discussione;
3. insegnare agli studenti a comprendere le differenti strutture di testo e la loro relazione con il genere testuale."

E poi:
La scrittura espressiva fornisce un mezzo per estendere l'educazione specializzata includendo attività che sono sia cognitivamente impegnative che intrinsecamente motivanti, andando al di là del solo sviluppo delle abilità scolastiche di base, per quanto importanti esse siano. La scrittura è inoltre considerata essenziale per il successo nel lavoro, per cui appare particolarmente importante sviluppare questa competenza in tutti gli studenti. Questo articolo presenta degli esempi, basati sulla ricerca, di approcci didattici efficaci per migliorare la qualità del contenuto delle composizioni scritte prodotte dagli studenti con difficoltà di apprendimento.


Articolo DIFFICOLTÀ DI APPRENDIMENTO N. 1, OTTOBRE 2003, di: SCOTI BAKER, Eugene Research Instante; RUSSELL GERSTEN, University of Oregon; STEVE GRAHAM, University of Maryland


Insomma, senza volerlo (e senza possedere titoli academici), il nostro corso segue proprio le linee-guida di quanto affermano i tre studiosi. Avessero chiesto a me, avrei risposto che:
1) Bisogna catturare l'attenzione dei ragazzi, mettendo l'iniziativa come un bel gioco (L'introduzione sulle idee non è altro che uno strumento inventato per invogliarli, per non farli "accorgere" di essere a scuola ma che abbiano la sensazione nuova e piacevole di essere finiti in una specie di "work-shop", dove tutti possono e tutti devono intervenire);
2) Che, se si insegna implicitamente, attraverso un incontro di "brainstorming", tutti possono intervenire e inventare o migliorare uno scheletro di storia (proprio quello che succede sempre durante la lezione in biblioteca: dopo aver scelto l'incipit migliore si inventa un inizio, partendo tutti assieme);
3) Lavorare poi con il massimo impegno sulla prima stesura del racconto, sempre in gruppo, ad alta voce e lasciando spazio a tutti, discutendo assieme i criteri di logica del testo, di caratterizzazione, ecc. e insistere sul lavoro con il lessico, sempre con aperte critiche e lodi, nonché un obbligo di riprendere la prima stesura del proprio racconto per migliorarne la struttura, il lessico, le metafore...

...basta già di per sè a migliorare su tutta la gamma espressiva il livello dei ragazzi. Non per niente spero che molti di voi decidano di utilizzare il libro durante l'intero anno scolastico! Ma poi, vedrete, questo corso aiuta a creare un bel gruppo e abitua alla partecipazione creativa.


Autore Risposta: admin
Inserita il: 25/09/2003 09:37:37
Messaggio:

Informazioni generali su come si può lavorare con il libro "Se all'improvviso la luna e le stelle..."

Se siete arrivati fino a qui, avete già fatto un buon passo in avanti. Come ho strutturato il sito, e per come è il libro di scrittura creativa, non è necessario spendere soldi. Se i vostri allievi volessero pubblicare alcune storie, va benissimo, anche se non derivano dal "metodo" mio. Ci mancherebbe! So che molti di voi utilizzano Rodari "La grammatica della fantasia", o Propp, e sicuramente non c'è di meglio per impostare un corso di scrittura creativa. Dunque non vedo perché non dovreste anche poter far leggere i risultati raggiunti all'interno del forum dei bambini. Vi chiederei soltanto di spiegare la metodologia all'inizio delle storie, di raccontare come ci siete arrivati, quali problemi ci sono stati e cosa avete raggiunto.
Per farlo, ma anche per qualsiasi intervento all'interno dei due forum, basta iscriversi (trattandosi di un sito per bambini, è meglio mettere qualche sicurezza in più contro malintenzionati!) per poter "aprire" discussioni, attaccarsi ad una discussione già avviata (cliccando su "rispondi quotando" e poi togliendo però la quotazione con "seleziona tutto" ed "elimina/cancella") o fare domande all'interno delle varie discussione aperte.

Se invece volete prima assaggiare il mio libro di scrittura creativa, per vedere l'effetto che fa, per capire se può essere utile per le vostre lezioni, c'è il modo di farlo:

L'introduzione, la prima favola e buona parte del primo capitolo di "Se all'improvviso la luna e le stelle..." sono scaricabili gratis dal sito, passando per "libri di Georg Maag" e cliccando su "Se all'improvviso la luna e le stelle...". In fondo alla presentazione c'è un link attivo.

Se ci fossero problemi di soldi, potreste scaricare soltando l'inizio del libro, stamparlo, leggere la favola assieme ai vostri allievi, svolgere in classe la parte introduttiva "sulle idee" e poi far scrivere e pubblicare i commenti dei ragazzi nel forum. Mi è sembrata un'ottima idea per permettervi di capire come funziona il libro e che effetto fa sugli allievi.

Spero invece che ci siano i fondi per un corso completo (10,33 Euro a bambino) e che decidete di voler utilizzare il libro in classe! Chiaramente non guadagno nulla dall'utilizzo del sito. Lo si può frequentare e utilizzare gratuitamente. L'unico mio guadagno deriva da un eventuale acquisto delle copie del libro di testo, che di norma mando in un pacco unico, per contrassegno. In tal caso posso anche scrivere una dedica a ciascun bambino per ogni copia, prima di spedire il pacco, se mi mandate una lista dei nomi dei singoli ragazzi assieme all'ordine.

Così potete dare alcui degli esercizi di ogni capitolo come compiti a casa (l'eserciziario è molto ampio), utilizzare altri per discussioni e elaborazioni in classe e intraprendere, per esempio, il "gioco dell'inizio" andando con tutta la classe in una biblioteca vicina alla scuola. Ovviamente aspetto con ansia la pubblicazione dei racconti sul forum dei bambini alla fine del corso!

Il sito è soprattutto pensato per poter seguire "a distanza" una maestra che intende fare un corso di scrittura creativa durante l'anno scolastico. In tal caso, i bambini lavoreranno tutti con la loro copia del libro di testo, e possono poi pubblicare (nel forum dei bambini in una discussione aperta con il nome della classe e la città), a mano a mano che avanza il corso, i loro incipit, fare domande e pubblicare, alla fine del corso, le loro storie (c'è un bel esempio nel forum dei bambini: classe III, Vittorino da Feltre).
Io darò tutto l'aiuto che posso, rispondendo alle domande e commentando le loro storie.

Ecco, spero di essere stato abbastanza chiaro.


Autore Risposta: Georg Maag
Inserita il: 11/02/2004 14:38:41
Messaggio:

"L'immaginazione è più importante del sapere. L'intuizione è la sola via per nuove scoperte. Ma non hai veramente capito una cosa se non sei capace a spiegarla a tua nonna."

Albert Einstein


Che la scuola, oggi, non funizoni proprio tanto bene, lo sappiamo tutti. Che il governo non possa risolvere - o non abbia le possibilità di farlo - molti problemi del sistema è ovvio.
C'è un numero di persone che discute in modo innovativo della scuola nuova. Qui la Moratti non c'entra. Probabilmente non sa nemmeno di chi sto parlando.
Tra i personaggi che incontro viaggiando nella rete (si trovano molte cose interessanti, basta mettere come parole-chiave termini tipo "insegnamento" e "nuovo", "ricerca didattica" "metodologia", ecc.) è un certo Seymour Papert. Nonostante il nome un po' buffo (sembra uscito da un fumetto della Disney, oppure dalla piccola bottega degli orrori) quest'uomo, nel lontano 1997, ha rilasciata una intervista interessante, che sembra scritta ieri: http://www.mediamente.rai.it/home/bibliote/intervis/p/papert.htm
Un breve accenno a due punti di cui parla:

La scuola è una istituzione molto conservativa e può avvalersi delle nuove tecnologie per aggiornarsi. Una delle prime cose da fare è l'eliminazione delle classi definite per età: i processi di conoscenza non possono continuare a procedere per salti.
Inoltre ai bambini si dovrebbe insegnare ad imparare da soli e non li si dovrebbe semplicemente indottrinare.


Poi parla soprattutto sul tema della matematica, ma i concetti sono estremamente interessanti.

Invito le maestre ed insegnanti di volerci segnalare altri siti o links dove si trovano tracce di persone che pensano in modo diverso. Sarebbe un modo simpatico di aiutarsi a vicenda!


Autore Risposta: Moony Witcher
Inserita il: 14/03/2004 21:30:31
Messaggio:

Grazie per aver citato alcuni passi del mio progetto. Te ne sono grata. Anch'io, come saprai, mi occupo di scrittura creativa e quando posso svolgo le lezioni nelle scuole.
A presto
e...buona lettura e scrittura.
Moony


Autore Risposta: Georg Maag
Inserita il: 15/03/2004 09:22:17
Messaggio:

Cara Moony,
grazie a te per avermi scritto. So poco o nulla di te, ma le tue parole mi erano parse belle e sentite, e rispecchiano anche le mie convinzioni in merito ad un corso di scrittura e di creatività nelle scuole Elementari.
Aggiungerei anche che un corso del genere non tanto richiede una ampia preparazione da parte degli insegnanti, ma soprattutto richiede grande dedizione, duro lavoro e la voglia e la capacità di ri-inventarsi, come adulto, ogni volta che affronti questo corso. Se affronti un corso di creatività con la testa di un ragioniere, i bambini saranno poco trasportati. Dev'essere un fiume in piena, che trascina con sé te e tutti i piccoli scrittori, che cambierà il tuo e il loro modo di leggere, scegliere, esprimersi e scrivere. Non c'è nulla di immutato, di fisso, di stabile. Nemmeno la grammatica, perché preferisco sempre lasciare le storie sgrammaticate e lavorarci su più tardi che non frenare l'impeto con regole e regoline.
E un'ultima annotazione: Certamente qualche volta ho l'impressione di essere stato chiamato per "fare POF", insomma, per essere una medaglietta da appendere al petto, come per dire: "guardate che bella iniziativa che abbiamo fatto nella nostra scuola!"
Ma non è da vedere così, tutto il corso è un discorso ben diverso, che richiede attenzone, dedizione e lavoro, e le maestre si accorgono abbastanza in fretta, e di norma, dopo tutto fila liscio e bene.
Sui risultati invito tutti a leggere le storie pubblicate nel forum dei bambini. Credo che parlino per sé!
Se vieni alla Fiera del Libro di Torino, a maggio, magari ci possiamo incontrare?
Ciao
Georg


Autore Risposta: Moony Witcher
Inserita il: 19/03/2004 15:32:13
Messaggio:

Ciao,
sarò alla Fiera di Torino il 7 maggio, alle ore 10,30. Mi farà molto piacere incontrarti. Se vuoi puoi scrivermi alla seguente mail:
moonywitcher@libero.it.
A presto
Moony


Autore Risposta: Moony Witcher
Inserita il: 21/03/2004 11:21:34
Messaggio:

Purtroppo ci sarò solo il 7 maggio, fino al primo pomeriggio. Poi devo partire per il Veneto dove, il giorno seguente, ho un altro impegno legato ai libri.
In ogni caso, se ti interessa sapere come organizzo i corsi di scrittura creativa nelle scuole, teniamoci in contatto.
Grazie
Moony


Autore Risposta: Georg Maag
Inserita il: 29/09/2004 12:26:33
Messaggio:

Su la Stampa del 28 settembre 2004 c'era un articolo sulla creatività: "Creativi si diventa, ma non da soli", di Manuela La Ferla.

(...) Ma oltre che a dimostrare che la creatività è una sfida non solo necessaria ma possibile per tutti, il nostro Paese non mantiene più una posizione privilegiata in tale senso:
Rischiamo di vedere i nostri studenti nel giro di poco tempo soprpassati in tutto e per tutto da indiani, cinesi, giapponesi...", popolazioni che stanno puntando molto sulla Ricerca e l'Innovazione. Mentre da noi imperano modelli televisivi vuoti e superficiali, un sistema di valori che fa passare il messaggio del facile successo per cui per diventare ricchi e famosi basta andare in tv e rispondere a qualche domandina. Invece bisogna studiare, studiare e poi ancora studiare, poi chi ha talento emergerà."
"Attenzione, però, perchè" - sottolinea Anna Maria Testa - "per creare qualcosa di nuovo, bisogna prima conoscere il contesto nel quale un'idea nuova si inserisce. Creatività non è solamente sedersi a scrivere un racconto, ma leggere prima ciò che è già stato scritto. Ed è per questo che forse più che a scrivere sarebbe utile insegnare a leggere...
La cultura serve a produrre nuova cultura, ecco tutto. E senza cultura non c'è futuro.
"


Autore Risposta: Georg Maag
Inserita il: 09/10/2004 16:18:43
Messaggio:

Laboratorio di scrittura creativa

di M. G. De Judicibus


La creatività è una capacità intellettiva che si basa essenzialmente su tre caratteristiche:
- la flessibilità nell'adattarsi a situazioni ed ambienti socio culturali nuovi e diversi
- l'individuazione dei problemi e la messa in opera di soluzioni adeguate
- il transfer o generalizzazione di procedure
Naturalmente le tre caratteristiche sono strettamente collegate tra loro ed in un certo senso si potenziano a vicenda,in quanto se non c'è flessibilità nell'adattamento non può esserci la volontà e dunque la possibilità di analizzare e scoprire situazioni problematiche in ambienti diversi, viceversa mancando la capacità di "leggere" i problemi e farsene carico difficilmente si svilupperà sia la capacità di adattamento e dunque la flessibilità sia la capacità di trovare soluzioni inedite attraverso l'applicazione trasversale di procedure (transfer).
Dal punto di vista intellettivo, la creatività è la punta di diamante di un percorso che mira al recupero ed al potenziamento di tutte le facoltà preposte al percorso cognitivo in quanto è necessario "conoscere","comprendere" e dunque saper "osservare", "ascoltare", "leggere", "analizzare" per poter "elaborare" e "produrre" in modo "creativo" ovvero non meramente ripetitivo ma funzionalmente originale.


Autore Risposta: Georg Maag
Inserita il: 24/11/2004 10:17:03
Messaggio:

Sulla Repubblica del 17 novembre 2004, Fabio Gambaro ha potuto intervistare Daniel Pennac.

Pennac ha parlato anche di bambini e del rapporto con la lettura. Ecco cosa dice:




La lettura, dunque non deve essere un dovere, ma un piacere...

"Per la lettura non ha senso parlare di dovere. Come pure non ha senso dire che è meglio non leggere nulla piuttosto che leggere testi inutili, brutti o superficiali. E' un'idea tipica della società in cui viviamo, dove tutto dev'essere produttivo e rendere immediatamente. La lettura, invece, è un'attività che non rende nulla in termini quantificabili. Certo, sappiamo che essa prima o poi ci servirà a qualcosa, ma non sappiamo mai esattamente a cosa. E' per questo che non ha senso obbligare a leggere. Il che non significa che dobbiamo rinunciare a sperare che la lettura diventi una necessità per ogni persona."


Come fare?


"La scuola dovrebbe trasmettere questa necessità, innanzitutto mostrando che la lettura è un piacere. Naturalmente, il piacere della lettura non è solo il piacere dell'evasione, ma anche quello della comprensione che evidentemente implica uno sforzo. Chi inizia ad apprezzare il piacere della lettura diventa molto in fretta un lettore speleologo che s'inabissa volentieri nelle profondità del testo. (...) La sorpresa e la meraviglia di fronte ad un libro nascono sempre da una forma di perdita di coscienza. E' così per tutti, nessuno può negarlo."


Autore Risposta: Georg Maag
Inserita il: 26/09/2005 14:52:40
Messaggio:

Informazione importante:
A ottobre esce la sesta edizione di "Se all'improvviso la lune e le stelle...", con una veste tipo/grafica migliorata, stampa in offset con molte pagine a colori e finalmente una bella revisione dei testi.
Georg Maag

P.S.: Oggi (gennaio 2014) siamo all'ottava edizione!


Autore Risposta: admin
Inserita il: 18/02/2006 09:52:02
Messaggio:

Annamaria Manna scrive in un editoriale su Supereva:

Rosa Elisa Giangoia, insegnante e mia collega di mailing lista di Bombacarta si chiede a proposito del bell’editoriale di Antonio Spadaro del gennaio 2003:

“A scuola, attualmente, si ha come obiettivo il raggiungimento di competenze in ordine alla scrittura espositivo-argomentativa, mentre la scrittura creativa non è prevista. Questo, da quando, tra tardo Romanticismo e decadentismo, c'è stato il superamento della codificazione dei generi letterari e della loro formalizzazione normativa, cioè da quando è venuto meno l'insegnamento della retorica (scienza antichissima!) e della stilistica.
E' bene lasciare l'insegnamento della scrittura creativa alla libera iniziativa o ci si deve muovere perché le competenze di questo tipo vengano recuperate anche nella scuola per tutti?"


Ecco quello che penso in proposito
La scrittura creativa non solo dovrebbe essere coltivata nella scuola pubblica a tutti i livelli, ma dovrebbero essere formati gli insegnanti in primis e anche i genitori, perché No. La scrittura è un'attività espressiva del sé, innanzitutto, e in un mondo che tende all'omologazione delle coscienze, delle fantasie e delle paure, non può che giovare all'individuo che per sua natura è diverso dall'altro e vuole, come tale, cioè come essere unico e non clonabile, essere riconosciuto.
Un individuo che non viene aiutato, sostenuto e valorizzato nell'espressione di sé (attraverso la scrittura, il canto, la pittura, la musica, la danza, la scultura, la ginnastica artistica piuttosto che il giardinaggio, la gastronomia e chi più ne ha più ne metta) è destinato all'alienazione, alla solitudine a comportamenti masochistici, fino al suicidio.
In questa funzione primaria vedo bene la presenza della scrittura creativa nella scuola italiana fin dall'asilo, per finire all'ultimo anno delle superiori. Anche i genitori dovrebbero essere coinvolti almeno nella fase di motivazione a queste attività. (Non ce la faccio più a vedere gente che mette al mondo figli, pensandoli come corollario alla propria vita crono-sociale.
(…)
Spesso nelle scuole si chiamano degli scrittori o dei lettori professionisti per invitare al piacere della lettura e/o alla motivazione alla scrittura. Non voglio stare qui a fare l'elenco delle tante attività da me condotte a scuola, in istituzioni sociali e non, in cui ho cercato di facilitare l'espressione di sé attraverso la scrittura o la pittura. Dalla mia esperienza ricavo alcune cose di base: bisogna che il conduttore/insegnanti vesta i panni che più gli sono comodi: la congruenza con se stessi è fondamentale: È un poeta? Allora insegnerà ai bimbi ad amar scrivere poesie. È un favolista? I bambini con lui ameranno raccontare testi pieni di trame e personaggi fantasiosi. È uno psicologo? Userà la metafora perché i bambini esprimano desideri e paure. È un umorista balzano? I suoi alunni si divertiranno un mondo e ameranno vedere il lato inusuale delle cose.
Ogni insegnante dovrebbe avere questa consapevolezza del proprio genere di fondo e utilizzare questo talento per farne emergere un altro. Ma dovrebbe anche conoscere e riconoscere che ci sono talenti diversi dai suoi e chiamare a collaborare con sé altri insegnanti che siano più affini alle sensibilità diverse presenti in classe.

http://guide.supereva.com/scrittura_creativa/interventi/2003/01/128338.shtml


Autore Risposta: Georg Maag
Inserita il: 02/09/2008 11:24:06
Messaggio:

Purtroppo gli hacker che avevano distrutto il sito hanno lasciato i danni maggiori nel forum delle maestre, dove sono spariti molti post del 2007 e inizio 2008.
Comunque nell'anno scolastico scorso ci sono stati dei corsi, e ci saranno altri ancora nel 2008-2009.
Per informazioni sui corsi, costi e fattibilità, basta scrivermi:
georg@piccoliscrittori.it


Autore Risposta: Georg Maag
Inserita il: 21/01/2014 10:24:09
Messaggio:

Sulla rivista telematica "La Scuola Possibile" è apparso un bell'articolo che parla del primo capitolo di "Se all'improvviso la luna e le stelle...", scritto da Simonetta Melchiorre.

http://www.lascuolapossibile.it/articolo/la-forma-delle-idee

Dopo questa introduzione:
"Questa volta sono partita da alcune sollecitazioni tratte dal libro Se all'improvviso la luna e le stelle... di Georg Maag. Nell'introduzione egli (parlando direttamente ai lettori/bambini) afferma che per costruire delle belle storie occorrono solo tre ingredienti:
1. Almeno un'idea;
2. Un certo numero di parole che sviluppino quest'idea dall'inizio fino alla fine;
3. Un ordine in cui mettere queste parole.
Nel primo capitolo affronta l'argomento delle idee. La lettura di questo brano mi ha letteralmente emozionato! Distingue i differenti tipi di idee paragonandoli ad uccelli fantasma colorati, a farfalle rare, a trote guizzanti, a pietre sul pendio di una montagna... ero ormai rapita!
Mi sono chiesta "Ma quali forme hanno le mie idee, quelle persistenti che mi caratterizzano o quelle fugaci che ogni tanto mi prendono e mi portano da qualche parte in galassie affascinanti o terrificanti (dipende dall'idea) o quelle che non riesco mai ad afferrare fino in fondo, interamente e per sempre perché fuggevoli, velocissime e quali movimenti compiono?"."

Dopo l'autrice riporta le reazioni dei bambini alla domanda come loro si immaginano le idee.

Se avete cinque minuti, valòe la pena leggere l'intero articolo.

Un sentito grazie all'autrice!


il sito della Scrittura Creativa e della filosofia per bambini. : http://www.piccoliscrittori.it/forum2003/

© 2003 Georg Maag

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