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 Matt intervista Georg Maag... "in progress"

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V I S U A L I Z Z A    D I S C U S S I O N E
Matt 75 Posted - 24/11/2005 : 13:42:15
bene! Quando Georg c'è, io sono qui che lo aspetto! Anche gli altri utenti possono fare domande!
45   U L T I M E    R I S P O S T E    (in alto le più recenti)
Matt 75 Posted - 08/01/2008 : 17:50:11
Bene, grazie mille Georg!! Ora come ora ho il PC rotto e scrivo da un Internet Point quindi sono piuttosto di fretta XD Comunque quando lo avrò riaggiustato vi farò sapere ;) Ci sentiamo!!
Georg Maag Posted - 31/12/2007 : 18:43:46
Allora, Matt, ora è passato un sacco di tempo e posso dirti che con "21" non abbiamo vinto niente, nemmeno una nomination.
In verità dovrei essere arrabbiato, perché è tra i più bei libri che abbia mai scritti, e la mia co-autrice Valentina Oliva è stata ampiamente all'altezza. E soprattutto sarebbe un libro che fa molto bene ai ragazi delle Medie, quelli che non leggono mai niente perché non hanno mai trovato un libro che "piglia" il lettore, mentre "21" piglia proprio forte.
Si vede che il tema fa paura agli insegnanti. Senza un insegnante interessato, il libro non entra nelle scuole. E' lui a doverlo proporre come lettura per l'anno venturo.
Sai quanti lo hanno proposto?
No, lasciamo stare, altrimenti mi viene la depressione.
Comunque le buone notizie sono che forse uscirà l'anno venturo in Germania, in tedesco. Là, quasi sicuramente, avrà maggiore successo...
Comunque niente di importante, volevo solo darti il "via" per le tue fatiche di Ercole su Wiki...

Un saluto
Georg
Matt 75 Posted - 17/06/2007 : 17:56:45
Sì sì, tanto non cambierà nulla.
Scusa se per il momento non ti faccio altre domande ma sto cercando di mettere su un bozzetto su Word
E poi ho da finire quella specie di mini-libro sulla Mafia, mamma ancora ne ho di "lavoro" da fare Tastiera alla mano!
Matt
Georg Maag Posted - 17/06/2007 : 17:41:31
Tanto puoi completarlo a pezzettini, giusto? Così non devi lavorare troppo in una volta sola! E se poi succedesse qualcosa ai concorsi per "21" lo metti dopo, ma guarda che passeranno due o tre mesi prima che si sappia qualcosa... se mai si saprà!
Ciao
Georg
Matt 75 Posted - 17/06/2007 : 13:17:20
Benisismo!! Allora attenderò un po' prima di "ultimare" quest'articolo, almeno potrei aggiungere qualcosa riguardo "21"!
Buona fortuna, comunque
Georg Maag Posted - 17/06/2007 : 12:38:19
Ah, dimenticavo: con "21" partecipiamo a ben 3 concorsi! Speriamo! Sono abbastanza curioso vedere cosa succede... e anche un po' teso!
Georg
Georg Maag Posted - 17/06/2007 : 12:35:27
Ciao Matt,
grazie che sei tornato all'attacco. Sono presissimo, ma il tempo per rispondere lo trovo!
Dunque, il primo libro? E' stato un western, ma ti giuro che non mi ricordo più il titolo, dovrei andare a cercare nelle scatole polverose in stanza degli ospiti (che non potrebbero mai entrarci per via delle scatole). Dunque non posso essere di gran aiuto.
In verità il primo western pubblicato era il secondo che ho scritto. Il primo era per scommessa, che ho vinto, perché l'editore mi ha scritto subito dicendo che andava bene come stile e come idee, ma che avrebbero voluto incontrarmi per parlare della serie nella quale avrei poi scritto (e dove è uscito il primo western stampato), e per insegnarmi i trucchi con l'aiuto del loro capo-redattore, a Monaco di Baviera...
Va bene così?
Ciao
ritorno a lavorare
Georg
Matt 75 Posted - 16/06/2007 : 13:17:19
Ecco, l'introduzione potrebbe venire:
"Georg Maag è uno scrittore di libri per l'infanzia, che ha visto il suo libro "Il Giardino" arrivare tra i finalisti per il premio andersen nel 2004".
Ecco, poi si potrebbe fare:
"Storia"
Georg Maag nasce nel 1955..."

E credo di mettere il pezzo in "Cartella delle domande che volete fare a Georg", quello in cui spieghi di essere nato in un treno...
Metterò poi il pezzo in cui mi dici che già da bambino avevi la passione di "documentare" qualcosa, e allungando grazie alla tua risposta esaudiente.
Poi avrei intenzione di parlare del tuo primo libro, e potrebbe venire:
Il primo libro
Un bel giorno, Georg Maag fece una scommessa con...

E scrivo tutto.

E credo che già una buona parte potrebbe venire; ora mi verrebbe pensato di scrivere qualcosa tipo:
L'esordio vero e proprio: ...
E quindi mi spunta un'altra domanda:

Quale fu il primo libro che pubblicasti?

Rispondi quando hai tempo ;)
Georg Maag Posted - 22/05/2007 : 20:05:49
Matt, ti sei perso?
smile98 Posted - 14/05/2007 : 11:58:34
Però, BRAVISSIMOOOOOOO!mannaggia al flood control!!!
smile98 Posted - 14/05/2007 : 11:56:10
Matt, un piccolo consiglio per l'articolo. Se lo vuoi fare stile giornale, devi sempre parlare in terza persona. Cioè, non devi mai dire 'ci' o 'io', 'noi'... insomma, devi "impersonalizzarti". I lettori non devono capire che c'è una persona che dietro scrive, che c'è Matt 75. Se ci fai caso,su tutti i giornali leggi, per esempio: << gli alunni della 4° B, si sono recati...>> invece che: << io, con la mia classe, mi sono recato>>.
I giornalisti non scrivono come se loro avessero vissuto quell'esperienza, o come se si fossero recati in un posto o da qualcuno per intervistare, ma è come se qualc'un altro abbia raccontato loro ciò che è successo.
Facci caso: sul Mattino, per esempio.
Se non era un articolo tipo per un giornale, il mio consiglio è completamente inutile, ma spero che in un modo o nell'altro servirà!

Smile98, the fantastic and perfect girl!!!
Georg Maag Posted - 13/05/2007 : 20:05:48
No, Matt, nessun premio.
Non è che i miei libri abbiano partecipato a tanti concorsi, ci vogliono editori grandi e forti, io pubblico con editori piccoli e autonomi, che spesso perferisco perché ti lasciano scrivere quello che vuoi, ma il prezzo da pagare è quello di non vincere facilmente dei premi.
"Il giardino" è entrato nei finalisti del premio Andersen (il più importante d'Italia), quando era uscito 3 anni fa, ma basta.
Georg
Matt 75 Posted - 12/05/2007 : 13:24:26
Bene, quindi il primo problema è risolto, ora, seguendo un pochetot lo stile di wikipedia, mi viene spontanea una domanda:

Hai mai ricevuto dei premi grazie ai tuoi libri?

Perché se ad esempio hai ricevuto "Premio miglior libro"

Potrebbe venire:

"Georg Maag è uno scrittore di libri per l'infanzia ed ha vinto nel 2000 il premio miglior libro dell'anno".

Hai mai ricevuto dei premi grazie ai tuoi libri?
Georg Maag Posted - 10/05/2007 : 23:28:32
Managgia, Matt, che domanda?!
Sono uno scrittore per l'infanzia.
Dire solo per bambini non basta, "21" è per le Medie, dunque la prima è quella buona. Poi, all'interno della definizione, posso scrivere romanzi, favole, gialli storici, libri su temi difficili, libri di interculturalità... insomma, un po' di tutto.
Ok?
Ciao,
Georg
Matt 75 Posted - 10/05/2007 : 19:51:21
Allora, dato che, parlando con georg, mi ha "acconsentito" di mettere qualcosa sulla sua vita su Wikipedia, ecco un po' come sarà lo schema:
Wikiipedia ha un stile, bisogna essere ordinati. Penso prima di fare un'introduzione, ad esempio:
"Georg Maag è uno scrittore di..."

E' già qui una domanda:

Di cosa posso definirti scrittore? Gialli? Romanzi??
Quindi partiamo con la prima domanda, che servirà per la prima frase:

Georg, quali sono i tipi di libri che scrivi?
Matt 75 Posted - 23/02/2006 : 18:55:39
Molte molte molte molte molte molte molte grazie grazie grazie grazie grazie grazie grazie grazie grazie...
Matt75, Halo is Here.
Annina Posted - 23/02/2006 : 18:54:15
Wow! Un lavoro interessante e davvero impegnativo, in bocca al lupo
Matt 75 Posted - 23/02/2006 : 18:44:57
Naaaa, devo fare ancora molta strada prima di arrivare al tuo livello...
Grazie comunque per il tuo commento.
E' il secondo ^^
Comunque, grazie di nuovo!!!!!!!!!

Matt75, Halo is Here.
P.S.: Infatti da grande voglio fare il giornalista...

Matt75, Halo is Here.
Annina Posted - 23/02/2006 : 18:38:51
Bella quest'intervista, complimenti!
Potresti fare il giornalista da grande! Te la cavi molto bene con gli articoli info-giornalistici, credo che riusciresti a prendere un voto piu' alto di me facendo queste cose a scuola, la mia prof mi dice che in quelli che faccio manca qualcosina che lo renda perfetto...bah..
Comunque molto bravo! Complimenti!

Annina
Matt 75 Posted - 22/02/2006 : 18:51:53
Scusate, ora mi direte che sono esigente, ma di quest articolo ho ricevuto solo un commento.
Mi piacerebbe riceverne altri e alcune critiche, devo sapere dove ho sbagliato e dove devo migliorarmi.
Grazie per la vostra collaborazione.
Matt75, Halo is Here.
Matt 75 Posted - 26/01/2006 : 17:00:37
L'ho modificata!
In effetti era un pò brutta come espressione! Grazie per la tua critica!
Matt75, halo is Here.
claire bellina Posted - 26/01/2006 : 16:58:06
molto bella solo una cosa
non mi piace quando dici: quello che ne è risultato è ciò
io avrei messo: ecco il risultato dell'intervista, o: ecco cosa ne è risultato
non so se dico bene
Matt 75 Posted - 26/01/2006 : 16:49:13
Intervista a Georg Maag
Il celebre scrittore intervistato da Matt75.

Di Matt75
--------------------
E finalmente ce l'abbiamo fatta!
Dopo molto tempo passato a preparare questo articolo, siamo riusciti ad intervistare Georg Maag, lo scrittore più celebre di questo forum.
Egli ci ha raccontato della sua vita, che si è mostrata incredibilmente interessante.
Questo è cio che ne è risultato:
Georg Maag nasce nel 1955 in Germania. La sua nascita è un pò particolare, visto che ha deciso di venire alla luce dentro un treno. Una nascita interessante per un storia altrettanto interessante.
la prima domanda che gli è stata fatta è stata quella più ovvia, cioè se aveva già da bambino il dono della scrittura.
Egli non lo sapeva ancora, ma avrebbe voluto visitare posti nuovi e registrare ciò che vedeva.
"Questa idea" dice "Mi era forse venuta guardando dalla finestra di casa dei nonni, dove si poteva vedere il Reno scorrere ampio e maestoso compiere una larga curva".
Queste le parole dell'intervistato, che all'inizio hanno voluto dare un tono di serenità a questo suo sogno.
"Ma quando ho scoperto di soffrire terribilmente il mal di mare il mio sogno non si è avverato!"
pronunciando queste parole, si è voluto far capire un senso di profondo amareggiamento.
Ci ha spiegato che ha tentato di partecipare all'Università.
Bisogna sottolineare quel tentato visto che, da come ci racconta, non gli piaceva affatto, visto il modo in cui venivano spiegate le cose.
Ma il destino ha voluto che proprio lui,che non digeriva come si lavorava all'Università di germania, insegni da ventun anni come lettore di Tedesco proprio nell'Univesità.
Georg Maag, dopo averci raccontato della sua vita privata, ha risposto ad altre nostre domande riguardo le sue aspettative.
"Sono certamente contento di alcune cose che ho pubblicato, quali il libro Il Giardino, che reputo sia quello più toccante che abbia mai scritto, o anche Se all'improvviso la Luna e le Stelle."
Il suo libro che ha avuto più successo è stato "Federica e la Magia dell'Antico egitto"
Gli abbiamo poi chiesto se è stat dura per lui o no diventare uno scrittore di fama.
Ci ha risposto ironicamente per dimostrare che è una persona modesta. D'altronde si è definito uno scrittore di "fame" anzichè di fama!
A parte scherzi, dalla sua risposta, ha fatto capire di essere una persona tenace.
"Non smetto e non mollo. Mai. D'altronde è l'unico modo per scrivere oggi in Italia."
E su questo dobbiamo dargli ragione, da come ci ha detto anche lui, se non ti sei fatto una reputazione all'estero, vedere il tuo libro pubblicato al primo tentativo è praticamente impossibile.
Ci ha anche fatto un esempio a dei libri di Madonna, i quali quasi certamente sono stati scritti da un'altra persona a cui però non viene attribuito alcun merito.
Infine, abbiamo parlato di fatti più recenti:
lo scrittore ha dichiarato di aver partecipato alla fiera del libro di torino, dove vi era anche un suo libro uscito verso il Febbraio dell'anno scorso, "Federica e la magia dell'antico Egitto".
Gli è stato anche chiesto quanti libri ha scritto.
"In Germania 37, credo"
A questa domanda si è aggiunta anche quella del suo primo libro, scritto durante una scommessa con uno scrittore di western.
La scommessa consisteva in questo: se Georg avesse fatto un buon libro di western, l'amico gli avrebbe pagato una birra. E Georg ha vinto la scommessa.
Ha dichiarato che il suo prossimo libro sarà "Teo Corre Veloce", anche seè ancora da finire.
Come ultimo argomento, ci ha parlato dei viaggi che ha fatto al di fuori di Torino.
Ha detto di averne fatti molti,soprattutto per degli incontri con le scuole, le quali lo "trovano" mandandogli delle e-mail, avendo sentito parlare di lui o avendo letto un suo libro.
E questa era l'intervista a Georg maag, lo scrittore più amato del forum.



admin Posted - 22/01/2006 : 18:47:17
Rispondo alle due domande assieme.
Per Claire:
Non dipende da me dove vado. Dipendesse da me andrei a mano a mano in tutti i posti belli dell'Italia!
Invece dipende dalle maestre e dalle direttrici delle scuole. Loro mi "trovano" (mi scovano) per sentito dire, o perché amiche hanno sentito di me o letto qualche libro, o perché sono finiti qui sul sito e capiscono che si possono fare dei bellissimi corsi.
E mi contattano per mail.
E io rispondo a tutti.
E poi qualcuno di loro mi risponde subito che non ci sono fondi, altri parlano con le colleghe, vedono se ci sono fondi, ecc. E solo dopo aver verificato se ci sono fondi e soldi si scende nei dettagli e poi m'invitano nella loro scuola.
Dunque: nessuno della Val d'Aosta mi ha mai scritto o invitato. Probabilmente non sanno che esisto. Tutto qui.

Per Sara98:
Il prossimo libro, in ordine di apparizione, sarà probabilmente "Teo corre veloce". Devo ancora terminarlo, mancano 100 pagine buone, e devo ripassare sui capitoli iniziali.
Non per niente l'ho messo nel forum da poterlo leggere! Mi servono i vostri commenti spassionati! (Se non avessi ancora letto "Teo" potresti farlo e lasciarmi dei commenti. Ce ne sono pochi, per il mio gusto, e mi servono critiche...
Poi sto lavorando su un libro delle vacanze per le Medie e su un corso di Teatro per Elementari e Medie. E dopo su un libro di scrittura di una sceneggiatura. E su un libro di poesie di un poeta tedesco morto nel 1930.
Come vedi, di idee e lavoro ne ho da vendere!
Sara98 Posted - 22/01/2006 : 16:49:22
quale sarà il tuo prossimo libro?
Matt 75 Posted - 22/01/2006 : 15:58:35
Grazie georg!
Risposta puù che esauriente!
Ora so tutto, ma proprio tutto...
Matt75, Halo is Here.
claire bellina Posted - 22/01/2006 : 14:31:47
e in Valle d' Aosta?
admin Posted - 22/01/2006 : 14:23:48
Certo, succede, e succede abbastanza spesso.
Diciamo che mi si chiede di andare almeno in tre o quattro posti "lontani" da Torino, e poi valuto, sento gli organizzatori, propongo un ordine agli incontri.
E poi, inevitabilmente, si parla di soldi. Ovviamente non posso andare a viaggiare, dormire e mangiare a spese mie per fare un'ora e mezza in una scuola a Roma. Sarebbe un costo enorme, mi tiene lontano dal PC e dai miei libri per due o tre giorni, e non è possibile (a parte non viaggio molto volentieri per lavoro, è sempre un po' stressante, vedi mille persone, dormi male, all'inizio non conosci nessuno e niente e non hai tempo per vedere qualcosa di bello del luogo dove sei con la necessaria calma). Chiaro che i costi, alla fine, per due giorni pieni di lavoro, sono abbastanza alti per una scuola, perché sicuramente nessuna classe avrebbe mille Euro da spendere di tasca propria, e allora l'Istituto deve deliberare questa spesa straordinaria per due o tre classi, ma nel frattempo le maestre delle altre classi si arrabbiano perché loro non avranno nulla e la collega un corso con me, e spesso tutto salta all'ultimo per queste faccende di "budget", di finanze. Purtroppo in Italia le scuole sono molto malmesse.
Così, alla fine dei preparativi e delle lunghe lettere, vado poi due volte all'anno in giro. Di norma sto tre giorni, a volte due o quattro, così posso fare due giorni di interventi con le classi nelle scuole, e il pomeriggio e la sera tengo spesso corsi di aggiornamento con un gruppo di maestre e insegnanti (che si divertano quasi sempre più dei bambini a fare i bambini, anche se vi sembrerà strano ). Questi corsi servono alle maestre per capire meglio come tenere i corsi a loro volta. Una cosa è sapere scrivere, un'altra e saper insegnare a scrivere, e poi voglio che i miei corsi siano divertenti ed interessanti. Odio la noia!
Sono stato in Liguria, a Genova (vero, Annylaury? ), a Fregene (Roma), a Belluno e qualche altro intervento più breve in altre Regioni, e tra qualche mese andrò in Sardegna e forse a Vicenza.
Va bene?
Matt 75 Posted - 21/01/2006 : 20:27:23
Post precedentemente inserito in una discussione sbagliata
---------------------------------
Caro Georg,
Durante le tue numerose visite alle scuole, ti è mai capitato di spingerti anche in regioni più in basso in confronto al Piemonte (tipo le Marche?)?
Se sì, verrai un giorno nelle Marche?
Mi piacerebbe molto conoscerti, e farti conoscere, anche se penso che sarà difficile.
La mia è solo una domanda.
Matt75, Halo is Here.
P.S.: L'articolo è rimandato,in atesa che Georg risponda.
P.P.S.:Questa domanda la scriverò nell'articolo, ma non fa parte dell'intervista!
Ri-Matt75, Halo is Here.
Tillin@ Posted - 10/12/2005 : 20:17:10
Grazie Mille Georg!
admin Posted - 10/12/2005 : 18:45:08
1) Georg, volevo chiederti se tu sei andato alla fiera del libro del libro di Torino?
Quest'anno sono andato, ma solo da spettatore. C'era un mio libro uscito a febbraio, "Federica e la magia dell'antico Egitto" nella "Biblioteca della Volpe" della Capitello, ma loro non ci hanno pensato di fare una piccola presentazione. Peccato, loro a quanto pare non lo fanno mai. Secondo me, invece, sarebbe stato un bel successo fare una presentazione alla Fiera proprio nella "mia" città, dove mi conoscono migliaia di bambini dai corsi di scrittura e dalle visite nelle classi. Pazienza...
L'anno scorso, invece, c'era stata la presentazione nell'"Arena Ragazzi" del libro "Il Giardino". Se andate nel forum "scrivi allo scrittore" sulla discussione de "il giardino" http://www.piccoliscrittori.it/forumita/topic.asp?TOPIC_ID=106, vedete persino una foto presa durante la presentazione. Sulla foto c'è anche Irene Bedino e poi un mio amico psicologo e la direttrice della Lapis.
E' stata una bellissima presentazione, c'era gente persino in piedi...


2) Quando ti è venuto in mente di diventare scrittore? Perchè?
Guarda la risposta sopra, dove parlo del mio primo libro. Credo sia esauriente.

3) Ami più scrivere libri realistici, fantastici, d'avventura o horror?
Sicuramente l'orror non mi piace moltissimo, almeno non da scrivere, semmai da leggere. I libri realistici li trovo un po' noiosi, almeno a volte. Una menzione d'onore, in questo gruppo, va alle biografie e autobiografie. Lì sì che mi piace il realismo, ma perché è comunque filtrato dal pensiero e dal vissuto di una persona, e certe volte la vita tiene in serbo sorprese maggiori che non una invenzione in un libro di avventura. Adoro le autobiografie e le biografie se sono scritte bene e se trattano persone aperte, interessanti. Se vi dico "Anna Frank" credo che avete tutti capito di cosa parlo!
Dunque rimane l'avventura, che adoro, sicuramente più del fantasy, che mi annoia spesso un po'. L'avventura è un amore che mi porto dietro da quando ho 5 o 6 anni, quando ho iniziato a leggere da solo e tantissimo, tutti i giorni, ore e ore, persino di notte sotto le lenzuola con la pila elettrica! Infatti, "Il misterioso viaggio nel Medioevo" e "Federica e la magia dell'antico Egitto" sono avventure come piacciono a me, dove (spero) il lettore rimane spesso con il fiato sospeso per sapere come andrà avanti la storia, e se Federica ce la farà ad uscire viva, o a ritornare, o se Sade morirà decapitata... Chi di voi ha letto uno di quei due libri conosce il mio stile. Vorrei avere più spazio presso qualche editore per questo tipo di avventura, ma non me lo chiede nessuno!

4) Quanti libri hai scritto? Quali sono?
Quando ancora abitavo in Germania ne ho scritti, credo, 37. Più traduzioni dall'Inglese e una dall'Italiano, ma erano libri di altri.
Poi, da quando ho ripreso a scrivere, ma cambiando Lingua, credo di avere pubblicato sette o otto (dovreste vedere sulla pagina "i libri di Georg Maag", lì sono elencati tutti.
Poi però ho un certo numero di libri non pubblicati. Alcuni forse potrebbero uscire in futuro (tra l'altro c'è una possibilità per "Teo corre veloce" di uscire con i caratteri SEI di Torino! ) per vari editori, ma ammetto che non sono molto bravo nel contattare loro. Non so perché, è più forte di me!
Qualcuno vorrebbe farmi da manager???
Ne avrei bisogno!
Tillin@ Posted - 10/12/2005 : 10:20:42
1)Quando ti è venuto in mente di diventare scrittore?Perchè?
2)Ami più scrivere libri realistici, fantstici, d'avventura o horror?
3)Quanti libri hai scritto?Quali sono?


Per favore rispondimi Georg. Grazie.
Tillin@
claire bellina Posted - 06/12/2005 : 16:22:16
Georg volevo chiederti se tu sei andato alla fiera del libro del libro di Torino?
Io sono andata con la scuola l'anno scorso
admin Posted - 03/12/2005 : 17:22:10
Il primo libro l'ho scritto a 18 anni, mentre andavo ancora alle Superiori nella Foresta Nera. E' nato come scommessa con uno scrittore di Western e di storia dei Cowboy che conoscevo e che abitava a 10 km da me.
Siccome aveva avuto la patente ritirata (beveva volentieri ed era un grande raccontatore di barzelette e storielle vissute) per qualche mese mi aveva chiesto se - pagandomi la benzina - avessi fatto da chauffeur per lui per andare alle serate dove lo invitavano, perché era anche un esperto per armi da fuoco e per la difesa personale.
Ovviamente l'ho fatto volentieri, e così eravamo spesso insieme in macchina a chiacchierare, lui dietro con la pipa e io davanti a guidare.
Lui aveva cominciato scrivendo western, da giovane. E parlando dello scrivere, devo aver detto qualcosa tipo: "certo non dev'essere tanto difficile scrivere un western".
Lui mi rispose: "provaci!"
Così abbiamo scommesso una birra. E mi sono messo i pomeriggi a scrivere su una vecchissima macchina meccanica tutta nera e pesantissima. E in un mese avevo finito il mio primo Western.
Lui lo lesse e mi disse: "Avevi ragione. Sei bravo." Mi pagò la birra e mandò il manoscritto ad un editore a Monaco, che lo pubblicò.
Ecco come ho cominciato con i libri.
Ma prima scrivevo già qualcosa, qualche articolo per le pagine di cronaca del quotidiano della zona. Ma niente di importante.

Ovvio che a mano a mano che si scrive si migliora. Si migliora sempre, a patto che ci si impegna e chi si abbia qualcosa da dire. Scrivere solo per riempire una pagina non è divertente e non serve.
Si scrive sempre per esprimere qualche sentimento che si ha dentro. E se esce bene, si scrive meglio.

Georg
claire bellina Posted - 30/11/2005 : 18:28:28
a quanti hanni hai scritto il tuo primo libro? Ti senti migliorato da allora?Non so se è una domanda furba
Matt 75 Posted - 30/11/2005 : 18:17:50
Molto bene!! Grazie per questi dati.
Io avrei finito, perchè vorrei che anche gli altri partecipino, quindi aspetto gli altri dati.
P.S.: E' quasi sicuro che prenderemo "Pensare un mondo", per ora scaricherò il primo capitolo con un' insegnante.
admin Posted - 30/11/2005 : 08:25:56
Metterei la tua domanda:
- Ai giovani aspiranti scrittori, quale consiglio daresti?
alla fine dell'intervista.
Però ci vuole un certo ordine nelle interviste. Si comincia, per esempio, da domande sulla vita privata (seguendo anche qui un ordine cronologico se ci sono più domande) per poi passare al gruppo di domande sul lavoro, o viceversa.
Un terzo gruppo di domande potrebbe essere sui "punti di vista" dell'intervistato, come si pone su determinati argomenti o temi ecc.
L'intervista è una forma molto bella di scrittura. C'è chi è bravissimo a fare interviste, chi di meno. Dal vivo alla tivù sono più complicate, perché bisogna essere pronti a deviare dalla scaletta se l'intervistato va a finire su un tema diverso che non si vuole perdere, e poi bisogna riprendere il filo della scaletta con intelligenza e senza strappi.
Le interviste scritte ovviamente non possiedono quella difficoltà.
Vi invito a leggerne qualcuna per vedere quante differenze ci possono essere tra un'intervista e un'altra. Di norma si trovano sulle pagine della cultura dei quotidiani e sulle riviste e sui magazine.
Aspetto altre domande!
Georg
admin Posted - 29/11/2005 : 19:38:00
-Il tuo cammino per diventare uno scrittore di fama, è stato difficoltoso? Hai mai trovato degli ostacoli che hanno messo in dubbio di poter continuare a scrivere? O è stato tutto estremamente semplice?

Non credo di essere uno scrittore di fama. Piuttosto di "fame"
Ho dalla mia la forza di perseveranza. Non smetto e non mollo. Mai. Se sono convinto di qualcosa che scrivo, lo faccio anche senza avere un contratto pronto con un editore. Questo, per esempio, è successo con "il giardino". L'ho scritto e poi, con l'illustratrice Irene Bedino, abbiamo lavorato insieme per mesi su come mettere insieme le tavole al testo. Solo dopo aver trovato la risposta ci siamo rivolti ad un editore, che, grazie al cielo, ha accettato. Ma è un caso rarissimo in Italia. Sicuramente siamo stati fortunati, ma siamo stati fortunati perché siamo stati bravi. Altrimenti non l'avrebbe pubblicato.

D'altronde è l'unico modo di scrivere oggi in Italia se non si è famosi. Gli editori danno libri in ordinazione solo a scrittori veramente conosciuti, persone che hanno venduto decine e decine di migliaia di copie. Meglio ancora centinaia di migliaia. Meglio del meglio se le hanno vendute all'estero.
Tra questi scrittori "consolidati" dalle vendite all'estero e uno scrittore sconosciuto italiano, gli editori sceglieranno quasi sempre quello da tradurre all'estero. Spendono sì soldi per acquistare i diritti, ma sanno che il nome ormai conosciuto farà da traino e se spenderanno moltissimi soldi in battage pubblicitario sanno che avranno i risultati, perché venderanno tantissime copie. Harry Potter forse è l'esempio più visibile: pensate solo a quanti articoli sono usciti su tutta la stampa prima di ogni nuovo libro. Non c'è stato quotidiano o rivista che non abbia coperto l'avvenimento Harry Potter con almeno uno o due articoli a mezza pagina.
Dovete però sapere che buona parte di questi articoli o delle recensioni sono stati "a pagamento", nel senso che l'editore avrà pagato per avere quell'articolo sul giornale. Così si crea un "caso letterario". Aver creato un caso letterario significa vendere libri a palate, e dunque guadagnare soldi. Perché se una volta gli editori andavano alla ricerca di scrittori sconosciuti e bravi per prenderli a scrivere per la propria casa editrice, oggi preferiscono non rischiare e prendere gente già affermato all'estero.
Nelle settimane prima, durante e dopo la "Fiera del libro" di Torino, gran parte degli spazi per recensioni dei libri nuovi sono già stati "assegnati" ai vari editori ("assegnati" vuol semplicemente dire che gli editori hanno pagato per averli), così sono sicuri che i loro libri verranno recensiti e non sapriranno nel dimenticatoio.
Non è un bene. Di norma, o almeno una volta, le recensioni venivano fatte da giornalisti e studiosi dei libri seri, che recensivano un libro perché volevano dire qualcosa su questo libro: lodarlo, criticarlo, parlarne. Oggi è più un interesse finanziario che spinge il mondo delle recensioni. Secondo me un grande peccato.
Un altro esempio interessante (ma anche un po' triste ), almeno secondo me, sono i due o tre libri per bambini di Madonna. L'editore ha pagato un occhio della testa per queste storie, e ha stampato centinaia di migliaia di copie, sicuro delle vendite per il semplice fatto che in Italia tutti sanno chi è Madonna. Soprattutto la fascia d'età delle mamme che oggi hanno bambini sui 10 anni.
Invece non è detto che una cantante sappia scrivere. E' probabile che in molti casi del genere (libri autobiografici di musicisti o politici) ci sia lo zampino di un povero scrittore che è stato pagato per scrivere il libro, ma sulla copertina appare poi il nome del musicista o del politico, non il suo. Nel gergo letterario questo poverette sconosciuto viene chiamato ghost-writer.
Insomma, per curiosità ho letto i due libri di Madonna, e ho capito perché non ne hanno venduti poi tante copie. Sarà pur bravissima come cantante e ballerina, ma scrivere per bambini è un mestiere, e anche serio. Non ci si può inventare. E lei proprio non mi piace per niente.
E' come se volessi fare il pasticciere senza aver frequentato la scuola di arte bianca. Farò qualche biscottino buono, ma non saprò mai i suoi trucchi, e forse mi manca anche l'amore per quello che lui, appunto, fa con il cuore.
Scrivere si fa con il cuore. Poi con la testa. Ma mai con il portafogli in mente. Diventa brutto e contraproducente scrivere senza sentire dentro di se la spinta di dire qualcosa di importante. Non è diverso, credo di ricordarmi, come snocciolare numeri durante la lezione di storia, senza sentire interesse e senza sapere cosa e chi stava dietro quei numeri.

Insomma, torno alla domanda: hanno tradotto un mio libro in polacco (il giardino). Ragazzi, vi giuro che sono contentissimo. Ovvio, speravo che uscisse in tedesco o in inglese (quei due mercati sono ricchi, nel senso che ci stanno milioni di lettori che veramente leggono tanto), ma sono comunque lusingato che questo libro sia uscito in un'altra lingua.
Tra un anno, invece, uscirà "Se all'improvviso la luna e le stelle..." in Germania e, se tutto va bene, l'anno dopo seguirà "Pensare un mondo". Se tutto va benissimo avrò una prefazione di Hans-Magnus Enzensberger (quello che ha scritto "il Mago dei numeri" edito dalla Einaudi in Italia). Ma questo non dovrei nemmeno dirlo. Anzi, facciamo le corna !

Ma per arrivare a questo punto ho lottato per anni, ho rinunciato a molte altre cose, ho guadagnato poco o pochissimo, ho fatto uscire due miei libri senza editore, rischiando i miei soldi per far stampare le copie, non avere un distributore. Vado in Internet alle 6 del mattino gratis per voi , insomma: più problemi che guadagni veri. Una vita da scrittore più di ostacoli che di arrivi (ma tanto, come scrittore non si arriva mai! Si lavora tutta la vita, non si va in pensione, niente!)...
Ma la soddisfazione quando sei riuscito a scrivere qualcosa che veramente ti convince è sicuramente unica tra tutti i lavori del mondo. Perché non viene da sola, è frutto di lunghi anni di allenamento, di prove, di miglioramenti.
Perché pensate vi scrivo sempre che bisogna lavorare su quello che si ha scritto? Perché è l'unico modo di migliorare. Se pensi che butti giù una pagina in fretta ed è perfetta sei un pazzo da legare. Nessuno riusciva, forse solo qualche genio come Hugo o Dickens, ma loro scrivevano 12 ore al giorno, e dopo anni di questa vita hai un tale mestiere nelle mani che forse riesci ad essere quasi perfetto a prima stesura. Ma anche Dickens rileggeva tutto quello che scriveva, anche a costo di non dormire per due giorni di seguito!

Va bene così?
Georg
Matt 75 Posted - 29/11/2005 : 13:33:19
Ok, scusa! Non ti metto fretta, rispondi alle altre quando più ti fa comodo.
admin Posted - 28/11/2005 : 18:04:00
Matt,
troppe domande di botto. Non va bene. Non ce la faccio, non ho tutto quel tempo!
Andiamo per ordine:
-Questo tuo lavoro, ti ha dato ciò che ti aspettavi? Cioè, sognavi quando eri uno scrittore in erba di raggiungere questo livello?
Dipende cosa intendi con "livello", e le aspettative sono un fattore molto soggettivo.
Si può scrivere ad un livello "ottimo" ed essere ricchissimi, oppure rimanere sconosciuti. Più facile rimanere sconosciuti. Solo pochissimi scrittori raggiungono la fama, piuttosto hanno "la fame".
Io adoro scrivere, mi piace molto e mi dà soddisfazioni che pochi altri mestieri ti possono dare. Infatti scrivo anche senza che ci sia, dall'altra parte della bilancia, un guadagno importante. Non è quella la molla che mi spinge a scrivere.
Sono certamente contento di alcune cose che ho pubblicato.
-Quale tuo libro ha avuto più successo di tutti?
Tra i miei libri per bambini più venduti c'è "Il misterioso viaggio nel Medioevo". Ha raggiunto, credo, il massimo delle vendite all'interno della collana della Capitello/Piccoli negli ultimi 8 o 9 anni, ed è ormai alla settima edizione. Se il successo si conta con i numeri delle vendite, è questo il libro con più successo.
Il più toccante di tutti, quello di cui forse vado maggiormente fiero, è invece "il giardino", uscito un anno e mezzo fa alla Lapis. Solo che parla di un tema toccante e difficile, e non ha avuto un gran successo di vendite. C'è in tantissime biblioteche in Italia, è stato eletto tra i 100 libri più belli del 2004 dai bibliotecari italiani, ma non ha venduto moltissimo.
Qual è la casa editrice di Pensare un Mondo?
"Pensare un mondo" è uscito in autofinanziamento. Nel senso che non l'ho voluto dare a nessun editore e ho deciso di farlo uscire da solo, investendo soldi nella stampa. Lo svantaggio è che non ha distribuzione tranne attraverso il sito e per le persone che lo hanno letto e che ne sono contentissimi. Ma trovarlo in librerie fuori di Torino è quasi impossibile, e non avendo un ISBN non lo si trova nemmeno nelle biblioteche. Eppure è alla terza edizione in due anni.
Di norma basta mandarmi una Mail per ordinarlo.
Bene, per ora basta. Poche domande, ordinate e logicamente suddivise, ok?
Georg
Matt 75 Posted - 28/11/2005 : 14:57:32
Bene, questi dati mi saranno utili, ma passiamo oltre:
-Questo tuo lavoro, ti ha dato ciò che ti aspettavi? Cioè, sognavi quando eri uno scrittore in erba di raggiungere questo livello?
-Quale tuo libro ha avuto più successo di tutti?
-Ai giovani aspiranti scrittori, quale consiglio daresti?
-Il tuo cammino per diventare uno scrittore di fama, è stato difficoltoso? Hai mai trovato degli ostacoli che hanno messo in dubbio di poter continuare a scrivere? O è stato tutto estremamente semplice?
Bene, ora devi dirmi una cosa:
Qual è la casa editrice di Pensare un Mondo??
Perchè se lo dico alla mia professoressa, lei lo va a cercare in delle biblioteche. Casomai lo ordinerò tramite Internet.
Grazie
Matt 75
admin Posted - 27/11/2005 : 17:42:10
No, non sapevo affatto di avere il dono della scrittura.
Già da piccolo avevo però l'idea di viaggiare su una nave, visitare Paesi lontani, e durante lo spostamento da un porto all'altro, da un Paese all'altro, avrei scritto quello che avevo visto e visitato. Insomma: un sogno a metà tra il giornalismo e lo scrivere. Forse mi era venuto guardando dalla finestra di casa dei nonni, dove davanti scorreva il Reno, grande, largo e maestoso, compiendo una vasta curva prima di scivolare via sull'orizzonte per andare verso l'Olanda. Mi ha dato l'idea del viaggiare, della bellezza della natura, del potersi spostare.
Siccome ho scoperto presto che soffro orribilmente il mar di male, il sogno non si è avverato!

Sì, ho "partecipato" all'Università, in Germania, ma per pochissimo. Non mi piaceva quello che si doveva imparare e ancora di meno come lo si doveva imparare. Mi sembrava che all'Università rendessero tutto molto più complicato di quanto fosse in verità.
Ma ho sempre avuto problemi per imparare. O la materia mi piaceva, o trovavo qualcosa di interessante, per cui l'interesse veniva da solo, oppure ero una frana. Ero proprio imbranato se si trattava di imparare da un libro. Doveva essere spiegato bene, facile, interessante, scorrevole, pieno di appigli mentali, ma quei libri erano semplicemente brutti, scritti da professori che non nutrivano amore per la loro materia.
Per qualche anno, una volta arrivato in Italia, ho pensato se magari sarebbe stato il caso iscrivermi all'Università per conseguire una laurea (per me) facile, tipo Lingue (Inglese e Tedesco), ma non ho più avuto tempo e i soldi necessari per iscrivermi, e inoltre come straniero non era affatto facile: riechiedevano una sfilza di documenti, permessi, traduzioni consulari dei dimplomi ecc. Una pizza tremenda. Così dopo due anni di tentativi ho lasciato perdere, ma posso dire che francamente non mi manca per niente.

Fa ridere che lavoro per l'Università da ventun anni come lettore di Tedesco, proprio per loro che all'epoca mi facevano mille problemi per iscrivermi. Ma la vita è così, un po' buffa, un po' triste, un po' assurda e a volte così strana che mi viene proprio da ridere...
Posso dire che quel poco che so l'ho imparato da solo, leggendo tanto, scambiando idee e pensieri con altre persone. Ho tantissime cose che mi interessano, sicuramente perché ho la testa da scrittore, e chi scrive deve avere tanti interessi, deve essere innamorato del mondo e delle persone, deve ascoltare gli altri, guardare gli altri, imparare da tutto quello che lo circonda.
Dunque niente laurea.

Preferisco di gran lunga aver scritto alcuni libri come "Il giardino" o "Se all'improvviso la luna e le stelle" invece di non averli scritti e avere una laurea ingiallita nel cassetto della scrivania!
Matt 75 Posted - 26/11/2005 : 15:21:58
Dunque:
-Sin da bambino avevi questa dote di saper srcivere? O te ne sei accorto dopo?
-Quale mestiere avevi in mente di fare?
-Prima di iniziare a scrivere a tutti gli effetti, hai parteciapato ad Università? Hai preso diplomi o lauree?
Bene, queste sono le prime, ora ti attendo!
admin Posted - 24/11/2005 : 18:21:37
Bene.
Non so se avrò sempre tempo per rispondere, però se mi lasci del tempo ce la facciamo.
Ciao
Georg
Matt 75 Posted - 24/11/2005 : 13:44:49

Penso di mettere all inizio alcune domande introduttive, sulla tua vita prima di diventare scrittore a tutti gli effetti, poi aggiungere domande su come ti trovi ora con questo lavoro ed altre sui tuoi libri.
Poi se ti va bene, possiamo mettere alcune curiosità sulla tua vita invece di parlare solo ed esclusivamente di scrittura.
Se questa scala regge, ho un'idea su come organizzarci: Per le domande facciamo, come hai suggerito tu, una discussione apposta, con quelle degli altri utenti del forum. Poi, se mi dai un perido di tempo, parlerò di questa intervista su forum News, dove farò una introduzione e poi approfondirò.
visto che è stata approvata, cancello quella su "Cosa c'è di nuovo sul Forum".
Okay? Ti sta bene

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