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 i disturbi dell'apprendimento - la dislessia
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Germana72
Piccoloscrittore appena arrivato


6 Messaggi

Inserito il - 15/03/2004 :  12:19:42  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Sono un educatrice professionale e lavoro "in prima linea" con ragazzi da 8 a 16 anni in un Centro di aggregazione giovanile (CAG). Mi occupo insieme ai miei colleghi di vari laboratori all'interno delle scuole elementari e medie di un piccolo comune in provincia di Bari.
Chiedo l'aiuto di insegnanti che si sono trovati ad affrontare problemi come il disturbo dell'apprendimento e il disordine del linguaggio, ovvero DISLESSIA, DISGRAFIA E DISCALCULIA!
La dislessia sembra essere presente nel 4% della popolazione scolastica(un bambino su 3 è dislessico) ed essendo un disturbo INCURABILE, che metodo di insegnamento avete utilizzato?Come è avvenuta la valutazione del disturbo?Quali strumenti sono più utili in caso di bambini dislessici?
Vorrei attivare un laboratorio di sostegno extrascolastico, insieme a figure professionali preparate sull'argomento, perchè molti genitori di bimbi dislessici non sono in grado di affrontare l'esosa spesa di un intervento di sostegno quotidiano e molti insegnanti del comune dove lavoro ci richiedono un ulteriore aiuto per questi alunni molto speciali.

Vi ringrazio

paola
Georg


111 Messaggi

Inserito il - 15/03/2004 :  15:12:33  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Cara Germana.
il problema dei disturbi specifici dell'apprendimento, DSA è un problema sottostimato.
Che io sappia occorre stabilire precocemente la presenza del disturbo. Un intervento logopedico precoce aiuta a non cadere nei disturbi psicologici che molte volte sono la conseguenza dei DSA e non la causa.Moltissimi sono gli insegnanti che scmbiano per distrazione svogliatezza alunni che presentano problemi di questo tipo
Ho molto a cuore il problema e appena possibile ti invierà notizie in merito.
Per ora mi complimento con voi Ciao
Paola Oggero
Torino
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Georg Maag
Georg


1479 Messaggi

Inserito il - 15/03/2004 :  17:38:05  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Cara Germana,
ho visto con enorme piacere che la discussione sulla dislessia è stata aperta e si è pure allargata ancora prima che avessi il tempo di tornare dalle scuole a casa, il che è un ottimo segno.
Mi fa piacere che nel forum delle maestre nasca uno scambio di opinioni, un luogo di domande e di risposte, anche ben al di fuori della mia piccola attività di scrittura creativa!
Dunque, chi avesse notizie in merito, o idee, o suggerimenti, o chi sappia di Enti o gruppi che possano aiutare, è pregato di farlo sapere a tutti tramite questa discussione.
Grazie mille
Georg Maag
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paola
Georg


111 Messaggi

Inserito il - 16/03/2004 :  09:44:44  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Cara Germana,
se sei giunta su questo sito penso che tu abbia avuto la possibilità di leggere almeno l'inizio di "SE 'ALL'IMPROVVISO..." .
Questo testo mi ha dato lo stimolo necessario per reinventare il lavoro con i bambini.
Io lavoro nella scuola elementare, nell'ambito linguistico e il problema si evidenzia fin dalla prima.
Non c'è un metodo specifico, di mia conoscenza, che vada bene per tutti.
Il problema dei disturbi specifici dell'apprendimento è vasto e si presenta nelle forme più svariate, disortogrfia, disartria fino a disturbi importanti che limitano l'apprendimento strumentale dell scrittura e della lettura pregiudicando la carriera scolastica della persona.
Per una conoscenza del problema il sito specifico è http://www.dislessia.it/index.htm che ti rimanda aal pagina iniziale dell'associazione italiana dislessia.
Come semplice maestra, posso dirti che il primo approccio, con questi bambini del tutto normali, è farli sentire come gli altri.
Come chi porta gli occhiali o l'apparecchio per i denti, questi bambini non riescono a leggere, non per deficienze cognitive.
Quindi, non li si deve far leggere ad alta voce in nessun caso, non raggiungeranno mai una velocità di lettura adeguata, lo scopo non è la velocità, ma la comprenzione.
Buona norma sarebbe leggere loro i testi di qualsiasi tipo, evitare di accanirsi con il corsivo o con la correzione ortografica degli errrori. Dovremmo essere noi i loro occhiali, leggere al posto loro. Se si avesse la fortuna di avere un computer, senza prestese eccezionali, si potrebbe evitare la fatica di scrivere per conto proprio. Questi bambini compiono un doppio sforzo rispetto agli altri. Infatti, prima si devono impegnare con tutte le loro forze a decodificare i segni e, dopo questo lavoro, devono mettersi a lavorare sull'elaborazione e la comprensione.
Nel mio piccolo, ho avuto la possibilità di stimolare i bambini con il Corso di Scrittura Creativa e ho sostituito l'aspetto di puro scrittura strumentale con l'uso del computer. E' un lavoro lungo e faticoso, ma che produce i suoi frutti.
Per quanto riguarda il riconoscimento dei DSA ci deve essere un'attenta valutazione logopedica, svolta da personale competente che sappia individuare il vero problema.
Spero per ora di avervi dato alcuni spunti, in qualsiasi caso magari chiedetemi qualcosa di più specifico e se posso, cercherò di attivarmi il più possibile.
Ciao
Paola

Modificato da - paola in data 26/03/2004 11:51:46
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Adri
Piccoloscrittore appena arrivato


4 Messaggi

Inserito il - 20/03/2004 :  19:52:30  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Cara Germana,
sono anch’io maestra di scuola elementare e mi occupo dell’aerea linguistica. La problematica sulla quale tu intervieni è veramente coinvolgente per noi insegnanti perché spesso incontriamo bambini che hanno difficoltà scolastiche.
Da qualche anno, grazie ad una mia collega bravissima, Lucia, che dopo la laurea ha seguito un corso di specializzazione a Padova con l’equipe di Cornoldi, ho cominciato a formarmi idee un po’ più chiare e ad esmpio ho capito che è importante la distinzione tra due definizioni: difficoltà di apprendimento e disturbi di apprendimento.
La prima si riferisce a qualsiasi difficoltà che un bambino può incontrare nelle sua carriera scolastica e comprende sia i bambini con basso rendimento scolastico, i bambini “lenti” , bambini che provengono da uno svantaggiato ambiente socioculturale sia bambini con problemi di tipo emotivo-motivazionale o bambini che hanno scarsa autostima. Non è facile per noi insegnanti capire se i problemi emotivo-motivazionali favoriscono e causano difficoltà di apprendimento o viceversa.
Poi ci sono i veri e propri disturbi dell’apprendimento e qui noi insegnanti ci troviamo ancora più spiazzati. Nelle scuole non disponiamo di figure professionali che ci possano dare un aiuto: psicologi, psicopedagogisti, ma anche nelle Asl il personale è di numero ridotto rispetto alle necessità.
So che esistono prove standardizzate e test per diagnosticare questi disturbi, alcuni dei quali possono essere utilizzati dagli insegnanti.
Recentemente per la prima volta in una rivista scolastica per insegnanti alla quale sono abbonata, ho letto un riferimento ai materiali prodotti dal gruppo MT di Padova (Cornoldi) utili per un primo approccio diagnostico fattibile da noi a scuola.
Riguardano diverse aree di analisi:
#1632; Analisi e memoria visiva
#1632; Lavoro seriale da sinistra a destra
#1632; Discriminazione uditiva e ritmo
#1632; Integrazione visivo-uditiva
#1632; Memoria uditiva sequenziale e fusione uditiva
#1632; Globalità visiva

La bibliografia citata nella rivita è
C. Cornoldi, L. Miato aMolin e S. Poli PRCR2 Prove di prerequisito per la diagnosi delle difficoltà di lettura e scrittura O:S: Firenze 1999
C: Cornoldi e gruppo MT La prevenzione e il trattamento delle difficoltà di lettura e scrittura O:S: Firenze 1994

Mi sembra un progetto molto importante quello al quale accenni nella tua mail. Chiederò anche alla mia collega Lucia, che è molto preparata in materia, di darti consigli e suggerimenti
Ciao
Adriana

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paola
Georg


111 Messaggi

Inserito il - 21/03/2004 :  14:33:26  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Cara Adriana,
mi interesa sapere qualcosa di più dei materiali prodotti del gruppo che hai segnalato.
Di questo gruppo, conosco le prove di Lettura e Comprensione graduate dalla prima alla terza media che anche noi insegnanti possiamo sommininistrare.
Tra l'altro so che in questi giorni si tenva un convegno a Montecatini mi pare interessantissimo sul problema dei D.S.A. e toccava argomenti specifici .
Attendo anche io che la tua collega ci possa offrire degli spunti.
Grazie
Paola
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Germana72
Piccoloscrittore appena arrivato


6 Messaggi

Inserito il - 22/03/2004 :  20:44:41  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Cara Paola e gentilissimi insegnanti

il problema è che, come ben sapete, non esiste una cura o un metodo che può essere utilizzato per tutti i bambini che hanno un disturbo d'apprendimento e questa malattia inguaribile (definita così anche dal Prof. G.Stella) non è ancora riconosciuta come tale (dice bene Paola).
Voi insegnanti dovete affrontare non solo i tempi diseguali all'interno del gruppo classe dovuti alla presenza di un dislessico, ma anche i genitori feriti dalla scoperta di un problema cognitivo da parte del loro bimbo TANTO INTELLIGENTE.Vi premetto che sono iscritta all'AID di Bari ma purtroppo nel sud Italia, dove vivo e lavoro, non ci sono nè Centri abilitati alla prevenzione e trattamento del disturbo, nè (per quanto ne sappia) scuole di specializzazione per la formazione di tecnici per il trattamento di questa malattia. Quindi a parte qualche libro universitario e qualche sporadico convegno si è costretti a sperimentare il tutto sulla pelle dei bambini....!PER PIACERE FATEMI SAPERE NOTIZIE SU CORSI, CONVEGNI, SCUOLE DI SPECIALIZZAZIONE (possibilmente nella mia zona).
Comunque vi consiglio di utilizzare "Prevenzione della dislessia e della disortografia" di Girolami Boulinier Andrée Ed. Omega. E' una scrittrice francese che ha pubblicato questo libro nel '90 ed è utilissimo per gli insegnanti (www.ibs.it; cercate prevenzione dislessia). Oppure ci sono molti testi dell'Erickson che propongono dei piccoli laboratori del linguaggio e dei software di sostegno al vostro lavoro.il sito è www.erickson.it.
Vi ringrazio di cuore per le vostre risposte.
Buon lavoro

Germana

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paola
Georg


111 Messaggi

Inserito il - 22/03/2004 :  21:30:07  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Cara Germana,
grazie per la tua risposta. "Sento" dalle tue parole la difficoltà che incontri ogni giorno. Se io la sento come maestra penso che sia ancora più difficile affrontarla come genitore, ne sono perfettamente consapevole
Il testo d Girolami-Boulinier,l'ho consultato, mi è sembrato utile anche se c'è il limite delle differenze tra la lingua francese e quella italiana. Più che quel testo mi è parso fondamentale leggere "La dislessia spiegata agli insegnanti" mi pare proprio edito dall'AID, non vorre dire una sciocchezza, ho imprestato il testo e non ho i riferimenti sotto mano.
Che io sappia, neamche a Torino, ci sono scuole di specializzazione specifiche, se non la scuola che prepara i logopedisti. Anche a Torino, poi, mi sono scontrata con l'ignoranza di alcuni operatori che non erano in grado di valutare correttamente il disturbo, sottolineo non cognitivo.
La maggior parte dei colleghi, non pensano neanche all'esistenza del problema scaricando "la colpa" sulla disattenzione dei bambino o al suo carattere esuberante.
Esiste, secondo me, un vuoto legislativo su questo problema, posso dirti che neanche gli insegnanti di sostegno riescono, a volte, a capire come intervenire se si ha la possibilità di chiedere loro consiglio.
Il lavoro che ho fino ad ora condotto è solo frutto di interesse personale, capisco la tua amarezza.
Posso dirti che esistono altri siti specializzati oltre a quelli da te citati e anche un sito che spiega i vari strumenti legati all'uso del computer per aiutare questi alunni.
Mi sto interessando per reperire notizie più specifiche sulla tua richiesta che adesso è molto più diretta e chiara
Continuo a complimentarti con te, anche se sono parole, sono sincere.
Ciao Paola

Modificato da - paola in data 22/03/2004 21:32:59
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lucia
Piccoloscrittore appena arrivato


2 Messaggi

Inserito il - 23/03/2004 :  20:58:25  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Sono Lucia, la collega “tirata in ballo” da Adriana. E’ difficile dire in due righe qualcosa di sensato sui DSA, anche perché è un argomento molto vasto. Innanzitutto i disturbi specifici d’apprendimento sono cosa diversa dalle “difficoltà”: nelle difficoltà, ad esempio, troviamo quella della comprensione del testo o della soluzione di problemi matematici. Tra i disturbi dell’apprendimento rientrano invece la più conosciuta dislessia (problema legato alla decodifica del testo), la disortografia e la discalculia. A volte i tre disturbi sono concomitanti, a volte no. Per la diagnosi di questi disturbi sono necessari dei test, alcuni dei quali, in un primo screening, possono essere somministrati dagli insegnanti (le prove MT del gruppo di Cornoldi). Occorre però anche una valutazione clinica fatta da psicologi, neuropsichiatri o logopedisti per escludere altri fattori come danni percettivi o ritardo mentale. Perché, come dice bene Paola, gli alunni dislessici sono bambini intelligenti che hanno questo “difetto”, un po’ come se fosse un difetto visivo per cui bisogna ricorrere agli occhiali. Spesso vengono confusi con bambini che non si impegnano a sufficienza ed il più grave danno che si possa fare loro è quello di farli sentire in colpa e demotivarli.
Le cause sono per lo più genetiche: infatti per tali patologie si riscontra familiarità.
Dalla dislessia non si guarisce ma si può migliorare, offrire delle strategie compensative e sicuramente cercare di conoscere e comprendere il problema. Naturalmente il tutto è da valutare caso per caso.
Sui DSA esistono due “scuole di pensiero”, almeno qua in Italia: quella del prof. Cornoldi e quella del prof. Stella. In realtà, per parecchi aspetti le due scuole sono molto vicine e collaborano sovente tra loro.
Su eventuali corsi, esiste il corso di perfezionamento sui disturbi dell'apprendimento che si tiene a Civitanova Marche gestita dal gruppo di Cornoldi (quello che ho frequentato io). C'è poi il master in psicopatologia dell'apprendimento che si tiene direttamente presso l'Università di Padova. Un corso analogo si può frequentare a San Marino con il gruppo del prof. Stella.
Se volete vi inserisco ancora qualche indicazione bibliografica. Ciao
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did
piccolissimo scrittore


26 Messaggi

Inserito il - 24/03/2004 :  10:01:31  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Buongiorno ho letto tutti i vostri post e mi emoziono pensando a come da una parte, persone preziose come voi stiano facendo il possibile per capire un problema, e dall'altra, permettetemi di condividere l'ansia che noi genitori di dislessici dobbiamo invece affrontare quotidianamente per far fronte alle difficoltà che spesso incontriamo nelle nostre strutture scolastiche.
Ho scritto ad ognuna di voi (laddove trovavo l'opportunità di inviarvi una mail) per trovare spero, interesse a quanto vi stò proponendo. Non essendo riuscito a farlo con la Paola (mi scusi per il tu confidenziale) vorrei lanciare questo appello:
nel forum libero di www.dislessia.it gradiremmo moltissimo avere la presenza di insegnanti con una disponibilità pari a quella che dimostrate e gradiremmo poter sentire i vostri pareri in rapporto alle difficoltà che viviamo. Gradirei soprattutto si potesse realizzare un obiettivo che alcuni genitori si sono prefissati e cioè quello di rendere pubblica una circolare della Emilia Romagna che invita il corpo docente a prendere atto del problema dislessia e organizzare corsi con l'ausilio della Associazione Italiana dislessia: ente accreditato per la formazione degli insegnanti nelle scuole italiane.
Il convegno di Montecatini sulla Dislessia e PDA ha senza dubbio lavorato anche in questo senso e sono certo che unendo le nostre aspettative si possa raggiungere degli ambiti traguardi.
Alcuni genitori come il sottoscritto, non contenti di un post scritto su di un forum si sono organizzati da pochi giorni a questa parte su di una chat che viene offerta scaricando il programma messenger e aggiungendo ai contatti la mia e-mail: didmai@hotmail.com potrei, come vi prego di fare, mettervi in contatto sia con dislessici adulti, sia con genitori che hanno bisogno di essere incoraggiati dalla presenza qualitativa di insegnanti come voi, sia informarvi passo dopo passo sugli sviluppi del lavoro che stiamo svolgendo, in accordo con alcuni Presidenti di Sezione della associazione sopra menzionata. Distinti saluti. Orlando Didier
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Germana72
Piccoloscrittore appena arrivato


6 Messaggi

Inserito il - 24/03/2004 :  11:37:18  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Care Paola e Lucia
vi ringrazio per le vostre risposte e le vostre utili indicazioni. Mi rendo conto che le difficoltà che sto incontrando non sono solo le mie e che le mie richieste di aiuto sono giunte anche alle famiglie che vivono questo problema.
Carissimo Orlando nella mail che ti ho inviato ti ho spiegato le difficoltà e le richieste dei genitori della mia provincia, ma l'obiettivo principale da raggiungere è quello della tutela dei diritti del dislessico. Come ben sapete l'insegnante di sostegno non è sempre la migliore soluzione al problema specie se si tratta di dislessia lieve. Dobbiamo tutelare i ragazzi affinchè, nel loro futuro, si possano collocare senza difficoltà ne pregiudizi all'interno della società e anche nel mondo del lavoro.
Il mio passo sarà, oltre la mia formazione e informazione del problema, un sostegno alle famiglie e ai bambini con un programma di prevenzione e sensibilizzazione.Poi creare un Centro di sostegno extrascolastico e di aggregazione per i bambini e le famiglie.
Comunque sono pienamente disponibile a qualunque vostra iniziativa e accolgo ogni vostra proposta suggerimento e contributo sull'argomento.
Vi ringrazio ancora

Germana
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lina lista
piccolissimo scrittore


32 Messaggi

Inserito il - 24/03/2004 :  14:55:58  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
ciao Germana
la tua richiesta di aiuto mi fa scattare poichè è una lunga strada che ho percorso con sofferenza e a volte, non lo nascondo, con impotenza. La nostra cultura scolastica ed i nostri continui corsi di insegnamento, non ci forniscono conoscenze idonee ad affrontare questo, sempre più frequentissimo problema, perciò come la nota poesia di Pascoli "DA ME DA SOLA ,SOLA E FAMELICA PER L'ERTA MOSSI E...
I corsi spefici sull'argomento spesso non ci permettono la frequenza per mille impegni. Io mi occupo dell'area linguistica. Ti riporto qui la mia esperienza spero possa esserti utile è vero sono molto spesso scambiati per alunni molto in gamba ma..."scansafatica" ma con uno sguardo attento che contraddistingue tutte noi,(VANTIAMOCI VISTO CHE RICONOSCIMENTI E MEDAGLIE NON SONO PER NOI) ci accorgiamo del problema e ci aggrappiamo a tutto. Posso dirti che il vero aiuto ci è dato dalla famiglia che riconosce l'esistenza del problema ,dalle logopediste e dalle psicologhe e per finire dai mille libri a cui attingiamo. Nel mio caso supportata dagli aiuti esterni e da una modesta illuminazione notturna ho quasi superato il problema.Mi sono inventata tanti personaggi fantastici che a volte comunicano oralmente a volte scivendo, così chi ha difficoltà di decodificazione, non chiedermelo non lo so, riesce a ripertermi in sequenza ciò che il personaggio, di volta in volta, riferisce e lo scrive al computer La scrittura creativa scoperta quest'anno oggi permette di scrivere con successo anche a questi bambini. Se posso esserti utile scrivimi pure sarò lieta di aiutarti ed essere aiutata,se vuoi posso inviarti le storie scritte al computer (AIUTO VALIDISSIMO)da questi bambini.
Ti auguro un proficuo lavoro e GRAZIE per avermi dato questa possibilità
LINA da TORINO
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did
piccolissimo scrittore


26 Messaggi

Inserito il - 25/03/2004 :  09:06:06  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Ringrazio sentitamente chi mi ha risposto alla mia e-mail e approfitto anche della disponibilità della Lina di Torino perchè sarei interessato alle storie scritte al computer. La mia e-mail è didmai@hotmail.com utile anche per chi fosse interessato, a incontrare su messenger genitori di dislessici, insegnanti, e chi intenzionato a darci una mano. Grazie ancora. Orlando Didier
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Germana72
Piccoloscrittore appena arrivato


6 Messaggi

Inserito il - 25/03/2004 :  20:50:05  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Carissima Lina
mi consola che la tua cultura sull'argomento scaturisce dalla esperienza sul campo e dalla consultazione di libri,per me è molto importante ciò che mi hai detto perchè significa che in fin dei conti la strada che ho intrapreso per cercare di aiutare i miei ragazzi in difficoltà, non è sbagliata! Ho solo bisogno di qualche suggerimento.Se mi invii i racconti scritti dai tuoi bambini te ne sarei grata.La mia mail è CGermana72@libero.it
Vi suggerisco di visitare il sito che vi proponeva Orlando (did), leggerete le esperienze che i genitori hanno con i propri figli dislessici e i vari metodi di trattamento. Io per esempio non conoscevo il metodo Davis.

RINGRAZIO ANCORA TUTTI PER LA DISPONIBILITA' E L'AFFETTO!
Germana
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anto2
Piccoloscrittore appena arrivato


4 Messaggi

Inserito il - 25/03/2004 :  21:08:41  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Marco ha 7 anni seconda elementare, dislessico in modo medio grave riconosciuto un anno fa da test che gli ha fatto il prof.Giacomo Stella, sta recuperando molto, e oggi dopo un anno riesce a scrivere il suo breve nome e leggere brevi frasi grazie all'aiuto di una logopedista eccezionale, che e' riuscita ad entrare in "sintonia" con lui e, e lui si fida molto, tanto che da' tutto qullo che riesce anzi........ forse di+!!!
Oggi Marco ha fatto una verifica di italiano......
descrizione del......... topo....
in gruppo, lui con una bimba, Fatima, nn italiana.........
accoppiata pefetta!!!
lei sa un po' la nostra lingua, ma insieme nn hanno certo fatto un buon lavoro.
giudizio della CARA maestra: POTEVI IMPEGNARTI DI PIU' E HAI ESEGUITO IL LAVORO IN UN ORA EMMEZZA DI TEMPO, INSUFFICIENTE!!!!!
premetto che lei sa tutto e che Marco ha una cerificazione, che certo nn deve essere giustificativa ma che almeno, possa essere una attenuante.
Sono allibita dalla poca sensibilita' di questo episodio che sicuramente nn sara' l'ultimo, e' un atteggiamento a dir poco, destabilizzante, sia x Marco che x Fatima, che come penso, hanno fatto tutto cio' che era nelle loro possibilita', nn capisco il motivo di tutto cio'!!!
Ci abbiamo guadagnato che Marco rifiuta ogni compito che deve svolgere x le sue materie.
Sono anchio un genitore cone DID, che spesso interviene nel forum libero dell AID.
Stiamo cercando di costruire un futuro migliore x i nostri figli, ma e' tanto difficile.......
Ho voluto scrivervi nn x incolparvi di essere insegnanti, anzi........ leggendo i vostri post reputo che siate persone veramente speciali e sensibili, ma volevo farvi capire che poi in realta le cose vanno in un altro modo, e a fare i conti ci sono i nostri piccoli, che hanno il diritto di essere riconosciuti veramente x le capacita che hanno, e....... ne hanno davvero tante!!!
Scusate lo sfogo....ma ne avevo bisogno...

Anto2

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lina lista
piccolissimo scrittore


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Inserito il - 26/03/2004 :  11:49:30  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
cara Anto2
sono veramente onorata di poter rispondere ad una lettera come la tua, il tuo non è uno sfogo, ma un diritto all'ascolto sono commossa e nello stesso tempo molto adirata, con chi nel nostro lavoro privilegia i normodotati (parola che detesto la professionalità di un insegnante ,si valuta dal lavoro svolto con chi ha più bisogno. Io come insegnante e come mamma di un neopapà ,mi sento di urlare a tutti che il nostro lavoro ,poco riconosciuto è uno dei più importanti.Io nella mia programmazione di lingua ho inserito un progetto sui sentimenti (tanto amato dagli alunni )che ho chiamato "IO HO TALENTO" ogni obiettivo raggiunto, si mette da parte una pietra preziosa, perchè prezioso è ciò che ogni bambino ha dentro ,di a tuo figlio che tutto il suo tesoro, potrà riempire il mondo che anche noi attigeremo da lui.Quando hai bisogno scrivimi accetto e mail anche da altri La mia e mail è carmen.lillY@fastwebnet.it
un caro saluto e sappi che non sei sola
LINA da TORINO
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paola
Georg


111 Messaggi

Inserito il - 26/03/2004 :  12:23:05  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Cara Anto2,
sono perfettamente consapevole delle difficoltà incontrate da tuo figlio.
Come maestra, sono avvilita del comporatamento della collega.
Il suo atteggiamento mi sembra discutibile.
A parte l'argomento del testo che fa veramente pensare
"Descrivere il topo"
Ogni giorno ho a che fare con queste brave maestre che poi diventano brave professoresse. Io mi sono personalmente documentata sull'argomento leggendo un'infinità di testi tra cui " la Didattica del pensiero a cura d C. Antoniotti e il libro di Davis,
Alla fine avevo una tale confusione in testa che non sapevo da dove incominciare.
Il problema della dislessia è rilevabile fin dall'ultimo anno della scuola materna, mi hanno detto alcuni logopedisti ( è vero??). Per quello che ti può servire ti posso riferire la mia esperienza.
Ho voluto com-patire il dolore di due di meravigliosi genitori.
Quando ho manifestato i miei dubbi sull'eventualità che il loro bimbo di 7 anni avesse problemi di DSA (dopo avere letto la marea di testi per non prendere lucciole per lanterne e, quindi, danneggiare il bambino.)si sono subito attivati.
Gli aiuti da dove sono arrivati? Anche io posso dire dai genitori, da me stessa, dal fatto che ho avuto il permesso di poter partecipare alle sedute logopediche (logopediste serie e preparate)per capire i problemi del piccolo e quindi aiutarlo nei suoi lavori e aiutare i colleghi più sensibli.
Alla fine, non ho adottato nessun metodo specifico perchè non ho la competenza necessaria per applicarne uno rispetto all'altro.
Il metodo Davis mi sembra piuttosto un 'aiuto a sviluppre l''autostima, il pensiero positivo. La scuola STATUNITENSE primaria ha notevoli differenze dalla nostra OLTRE ALLA DIFFERENZA NON TRASCURABILE DELL LINGUA.
L'inglese è più difficile per un bambino con DSA.
Ho rivisto il mio lavoro in funzione del mio alunno. Ho scoperto che altri bimbi presentavano più o meno problemi di disortografia di disgrafia , e il lavoro, nel primo ciclo si è concentrato sulla pronuncia e sulla grafia corretta delle parole.
Abbiamo "giocato" a scandire le parole lettera per lettera, a contare il numero delle lettere presente in ogni parola, a scoprire quale parola fosse più lunga rispetto alle altre. Non ho quasi mai fatto leggere ad alta voce, non ha senso in primo ciclo.
Tutti avevano una per tabella da consultare per le difficoltà ortografcihe come poi la tavola pitagorica per le moltiplicazioni (2 Ciclo).Abbiamo utilizzato, in classe, il computer e ci sono programmi specici per la letto- scrittura (C.A.R.L.O.II)
Un lavoro lunghissimo che ha messo in crisi me e la mia collega, ma ha dato i suoi frutti. Il nostro alunno è sbocciato con risultati per alcuni versi sorprendenti.
Eppure le mediemi preoccupano, sono un buco nero. Non so se ti do dato informazioni utili, poichè come hai letto non ho seguito un metodo rispetto ad un altro .
Comprendo benissimo il disagio tuo e di tuo figlio. Mi fa male pensare che, a 7 anni, un bimbo rinunci a quello che è la sfida più importante, quella di riuscire ad imparare e dimostrarlo.
Purtroppo il fallimento è dell'adulto, ma chi ne subisce le conseguenze è il bimbo.
Se posso essere di aiuto dimmelo.
Ciao Paola
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lucia
Piccoloscrittore appena arrivato


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Inserito il - 26/03/2004 :  14:18:53  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Care colleghe e cari genitori,
anch'io sono avvilita per il comportamento di certe colleghe che etichettano negativamente e senza rispetto i lavori che i bambini svolgono(i "normodotati" come gli alunni in difficoltà).
L'anno scorso ho incontrato un alunno in difficoltà con una forma di dislessia (in realtà si trattava più di una disortografia). Era un bambino dallo sguardo arrabbiato e che spesso rifiutava le mie proposte di lavoro. Nella sua classe i compagni lo chiamavano "scansafatiche" e questo perchè una delle sue insegnanti continuava ad apostrofarlo in quel modo. Prima di tutto ho dovuto aiutarlo a recuperare autostima: non ho adottato nessun metodo particolare, mettevo solo in evidenza i suoi punti forza (ad esempio, pur leggendo male, riusciva a comprendere il significato di un testo)
Ho parlato anche con le sue insegnanti e man mano hanno considerato il problema del bambino in modo diverso. Oggi questo bambino, pur continuando a commettere molti errori soprattutto nella scrittura, è felice di andare a scuola ed è "fiorito".
Per quanto riguarda i test per la prevenzione della dislessia - in realtà più test di prerequisiti per l'apprendimento della letto-scrittura - di cui parla Paola, io conosco le prove "PRCR 2" del gruppo di Cornoldi che permettono, già all'ultimo anno della materna, di evidenziare eventuali problemi che potrebbero sorgere più avanti.Le PRCR 2 analizzano varie aree, da quella visiva a quelle di memoria uditiva e segmentazione fonemica. Esiste poi il cosidetto "protocollo Stella", frutto di una lavoro di scuole valdostane con il prof. Stella.
Mi permetto infine di aggiungere un'ultima riflessione.
Ho letto nei vari libri su cui ho studiato che per una corretta diagnosi di dislessia sarebbe opportuno attendere la fine della Seconda elementare/inizio Terza, proprio perchè questi primi anni, viste le eterogeneità degli sviluppi dei bambini, sarebbero necessari per automatizzare i processi di letto-scrittura. Io mi domando cosa succederà con l'applicazione della riforma scolastica (penso che le colleghe siano a conoscenza di questo aspetto), quando ciò che è un obiettivo per un bambino di 8 anni, lo si richiederà alla fine della Prima. oltre a ciò, dovremmo tener presente i cosidetti "anticipi", bambini che inizieranno a frequentare la Prima a cinque anni e mezzo. Io mi chiedo se questo sia veramente rispettare i tempi di apprendimento dei nostri alunni. Un saluto Lucia
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Germana72
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Inserito il - 26/03/2004 :  22:32:46  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Cara Anto2
nel leggere quello che è successo al tuo piccolo Marco ho avuto la stessa sensazione che provo nel vedere una mamma o un papà che schiaffeggia il proprio bambino.
A CERTA GENTE DAREI LA PENA DI MORTE!(scusate per la crudeltà ma non è altrettanto crudele prendersela con un bambino?)
Non posso concepire che noi "operatori sociali" siamo responsabili di tutto quello che accade nel nostro Centro e le maestre non sono responsabili dei danni che provocano, sono segni che ti porti per tutta la vita.
Ricordo ancora i rimproveri della mia maestra di scuola elemetare, immagino come si è potuto sentire Marco!
Voglio solo pensare, o meglio spero che la maestra di Marco abbia avuto solo una giornata storta e che poi si sia resa conto del male che ha fatto!

UN BACIONE A MARCO

Germana
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Pablo
Piccoloscrittore appena arrivato


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Inserito il - 27/03/2004 :  11:55:40  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Ciao Anto2, sono convinto che per una così, ce ne sono 100 migliori.Credo che gli insegnanti facciano un lavoro importantissimo, che va al di la della professione, ma che dire delle istituzioni che vedono solo la competitività della scuola?Non dimentichiamo che la vita non si risolve in un lavoro remunerato, ma in primo luogo con la possibilità di star bene con noi stessi.
Le maestre pongono le basi dell'atteggiamento dei nostri figli nei confronti del mondo, delle loro capacità, del rispetto delle istituzioni, della società!
Non venga mai a meno la consapevolezza profonda degli insegnanti, di svolgere uno dei lavori più nobili, più importanti e di lavorare con materiale vivo; anche quando le difficoltà materiali, la stanchezza, la distanza delle istituzioni possono fiaccare l'insegnante più aperto, credo che la consapevolezza che l'affetto e la riconoscenza per un opera svolta con passione, non vengono mai a meno.Ches sia questo lo sprone fondamentale per andare avanti.Quindi chiedo a tutti i genitori come me, come te, di stare vicini agli insegnanti, far loro sentire il calore della riconoscenza che paga la loro dedizione.Spero saprai risolvere le incomprensioni con questo brutto esempio al più presto, ma la risposta indignata di tanto corpo insegnante e non, ti fa capire che la sensibilità non è certo in difetto.
Auguri e buon lavoro a chi insegna con passione.
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paola
Georg


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Inserito il - 27/03/2004 :  14:08:22  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Cara Germana,
posso capire il tuo risentimento nei confronti delle insegnanti. Tuttavia, questo, non mi sembra il luogo adatto per mandare invettive.
Questo sito, come genitore, come maestra, mi è piaciuto subito per il rispetto delle varie posizioni. E' un sito per e dei bambini, in primis, è per loro che cooperiamo in maniera costruttiva, senza dimenticare il dialogo.
La critica costruttiva aiuta a crescere.
Aiutiamo i nostri figli, i nostri alunni a tirar fuori le potenzialità che hanno, a metterle in atto, senza lasciarsi abbattere dalle difficoltà.
Insegnamo loro ad affontarle con il nostro aiuto.
Accompagnamoli nella loro crescita.
Paola
(soprattutto) mamma e (dopo) maestra

Modificato da - paola in data 27/03/2004 15:04:12
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anto2
Piccoloscrittore appena arrivato


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Inserito il - 28/03/2004 :  14:07:59  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Scusate se nn ho risposto prima, ma ho avuto veramente dei giorni impegnativi e difficili, nel frattempo ho avuto un incontro con il preside della scuola, che si e' mostrato molto disponibile e comprensivo al problema,nn ho voluto menzionare l'episodio spiacevole, accaduto x la verifica, anche xche' vorrei che nn si creasse dell'astio con le insegnanti e nn aggrvare di piu' la situazione, ho semplicemente spiegato che Marco come qualsiasi bambino con DSA abbia bisogno di supporti e programmi specifici, che i docenti devono essere sensibilizzati in prima persona su come comportarsi in presenza di bambini con disturbi di apprendimento e che come direttore didattico e' tenuto a far frequentare agli insegnanti, dei corsi che illustrino bene le problematiche ed eventuali metodi da addottare.
In Emilia Romagna e' stata distribuita una circolare dall'URS (vedi forum libero del sito www.dislessia.it)a tutti gli istituti della regione, ma stranamente nella scuola di Marco nn e' mai stata ricevuta (sono di reggio emilia) nella quale informava un corso di formazione x tutti i diretti interessati, e confidando nella sua buona fede, spero che qualcuno aderisca a questa iniziativa.
Grazie ancora x la comprensione, penso solo che Marco come altri bambini nn sia stato fortunatissimo nell'avere certe insrgnanti, ma che altri lo siano con voi vicino, spero che le cose possano presto cambiare x tutti, che perlomeno ci sia piu' informazione, piu' altruismo e sensibilita', le cose fatte col cuore sono sempre quelle che danno maggiori soddisfazioni a livello personale e professionale.
grazie ancora!!
anto2
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paola
Georg


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Inserito il - 28/03/2004 :  14:58:46  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Cara Anto2,
ho pensato molto a te in questi giorni. E' vero che un insegnante può rovinare la vita, ma tuo figlio ha il tuo appoggio e tu puoi aiutarlo.
Perchè non provi a fargli scrivere delle storie brevi magari fantastiche (sul topo,se vuoi tanto per esorcizzare il testo della verifica, lascia ovviamente decidere a lui).
Così,si tira fuori dall'angoscia di dovere fare i compiti d'italiano e vede che c'è altro oltre alla scuola.
Se ti va, puoi fargli scrivere sul computer una breve frase d'inizio, la seconda per caratterizzare il personaggio, la terza in cui succede qualcosa,la quinta in cui interviene un aiuto, segue la risoluzione del problema ed infine la fine della storia ed inviarcela su questo sito).
Se ti va potresti aprire una discussione del tipo storie di Marco in cerca di amici sul forum dei bambini e noi gli rispondiamo, noi o chi è interessato alla discussione.
Cosa ne pensi?
Ciao
Paola
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lina lista
piccolissimo scrittore


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Inserito il - 28/03/2004 :  17:49:00  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Ciao Anto2
ache io concordo con Paola inviare sul sito storie scritte dai nostri bambini in difficoltà sarà un 'esperienza gratificante per Marco e esaltante per i nostri che leggeranno le loro storie in internet , spesso i bambini lo associano ad un lavoro DEI GRANDI,ed inoltre di a Marco che guadagnerà tante pietre preziose e saremo lieti di offrirgli il nostro scrigno magico (Ricordi?Il lavoro che faccio con la mia classe?)e farà parte dei pirati della 3G,come li chiama GEORG MAAG. Sono felice di questo scambio e ancora di più poter aiutare un bambino che non è mio alunno.

un affetuoso saluto a Marco e tanta serenità a te
LINA 3G TORINO
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Germana72
Piccoloscrittore appena arrivato


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Inserito il - 28/03/2004 :  18:47:59  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Cara Paola
mi dispiace che il mio messaggio l'hai interpretato così male, non era nelle mie intenzioni.
In fin dei conti non penso di aver usato un linguaggio inadeguato al sito e poi credo che alcuni bambini sentono a volte di peggio proprio dalle persone che li educano.Infatti, ieri sono stata ad un gruppo di auto aiuto di genitori con figli dislessici e ne ho sentite delle belle. A partire da una maestra di scuola privata che davanti a tutta la classe ha indicato un bambino dislessico come malato di mente a finire a un bambino di prima media dichiarato dislessico dal prof. Stella la cui diagnosi non viene riconosciuta dal Preside della scuola che frequenta. E' questo che deve spaventare i vostri/nostri figli!E voi pensate che questi bimbi tornati a casa dicano tutto quello che è accaduto, proprio tutto, alle loro mamme?o preferiscono guardare dritto negli occhi i propri genitori e dire "in quel posto non ci vado più!".
La scuola è un luogo di accoglienza ed è vero che su una insegnante così ce ne sono altri 100 formidabili. Però è quell'unica insegnante che poi fa la differenza, per quei bambini!
Questo è un sito in cui i bambini hanno libero accesso ma questa non è una sufficiente giustificazione per non dare spazio alle opinioni di persone che, con ENORME RISPETTO DI TUTTI, la vedono diversamente e che comunque non usano nè linguaggi osceni nè dicono il falso, ma danno spazio solo ai sentimenti che hanno assorbito, come una spugna, da chi da MOLTI ANNI non trova nessuno che dica loro "miei cari genitori non è colpa vostra, vostro figlio è intelligente,ha solo bisogno di una mano!"E DIAMOGLIELA QUESTA MANO!
Questo messaggio NON è assolutamente rivolto a chi fa il proprio lavoro con COSCIENZA. Non voglio offendere nessuno e non ne ho mai avuto intenzione.
Mi scuso ancora (anche se non so perchè)!

Germana
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Georg Maag
Georg


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Inserito il - 28/03/2004 :  21:22:26  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Gentile Germana,
mi introduco per un breve momento nella vostra discussione, solo per dire che ho estremamente apprezzato la proposta di Paola e la risposta di Lina.
Dato che questo è un sito per bambini, e in particolare dedicato alla creatività, l'idea di far scrivere qualche storiella a tuo figlio potrebbe esorcizzare l'accaduto e dare una nuova spinta, positiva, a chi magari ha sofferto ingiustizie.
Puoi dire a tuo figlio che sono assolutamente interessato, che non vedo l'ora di leggere la sua (anche breve) storia, e che sicuramente gli risponderò personalmente.
Sperò che questo lo possa spronare.
Georg Maag
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lina lista
piccolissimo scrittore


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Inserito il - 29/03/2004 :  14:40:45  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
ciao Marco sono Lina di Torino,ti invio la storia scritta dalla mia alunna Rebecca, l'ha scritta da sola ed anche con errori che volutamente non ho corretto.
Il castello
In un catello c'erano tante ideeche ciravano vino alla sera , ma un giorno evenuta una pincipessa che si chiamava Luna,ma era vinuta ance una bambinache aveva più idee della principessa ma inprovisamente le ide scomparsero e da quel giorno le idee vagano..
Da quando Georg è venuto nella nostra classe Rebecca vuole inventare nuove storie ,come i suoi compagni.Un caro abbraccio Marco anche alla tua coraggiosa mamma
LINA
Domani Rebecca ti invierà i suoi racconti al computer, quando arriva FANTASIA, uno dei personaggi inventati da me.CIAOOOOOO
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anto2
Piccoloscrittore appena arrivato


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Inserito il - 29/03/2004 :  22:11:19  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
ciao sono marco ecco la mia storia
c'era un drago che combatteva con tutti i cavalieri ,i teschi in vita, attaccano il drago piu feroce,tutti i cavalieri infilzatie il drago vince
io mi sento un drago, forte ma sciocchino, ma vinco sempre

Ho aiutato marco a scrivere ma solo xche' ancora nn conosce bene la tastiera, ma e' tutta da interpretare..........
ciao
anto2 e marco
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lina lista
piccolissimo scrittore


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Inserito il - 29/03/2004 :  22:50:03  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
ciao Marco
sono LINA sai che sei stato bravissimo ,è una bella storia che domani farò leggere anche a Rebecca ed Erika ne saranno liete, aspettiamo ancora storie o se vuoi una letterina, sai le femminucce come sono eh!!!!
Ti voglio bene anche se non ci conosciamo

LINA 3G
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paola
Georg


111 Messaggi

Inserito il - 31/03/2004 :  10:51:36  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Sei bravo Marco,
usare la tastiera non è così facile, ancora adesso, io commetto errori. Basta solo avere pazienza e tanta voglia di giocare.
Battere sui tasti, per formare una parola, è come giocare alla ricerca delle lettere nascoste. Se vuoi ti spiegherò il gioco, adesso, alcuni miei alunni vorrebbero dare qualche consiglio per rendere la tua storia più avvincente.
Ciao
maestra Paola

Ciao Marco
Siamo ALESSIO,ALEXANDRO E RICCARDO.
VORREMMO INCORAGGIARTI A SCRIVERE, E' TROPPO BELLO.
Per dare alla tua storia un tocco di magia, puoi incominciare in qusto modo
Prime quattro frasi
Presenta il drago
Esempio:
- C'era una volta un drago triste e solo.
- Il drago era buono, forte e generoso
- Gli uomini lo consideravano sciocco e feroce.
- Così, stava sempre nascosto

Ora, prova a pensare ad altre frasi in cui succede qualcosa.
Fa sempre effetto incominciare in questo modo.
-Una mattina, quando decise di uscire dal nascondiglio non sapeva che...

Adesso ci è venuta un idea, tu continui, aggiungi qualche frase, dopo la invii e noi continuiamo il racconto con altre tre o quattro frasi e tu ci rispondi Che ne dici ?
Ciao da Alessio Alexandro,Riccardo
SECONDO NOI, LA TUA MAMMA DOVREBBE APRIRE UNA DISCUSSIONE SUL FORUM DEI BAMBINI INTITOLANDOLA "MARCO E LE SUE STORIE", SE TI PIACE. COSI', NOI SCRIVIAMO LIBERAMENTE I SU QUEL FORUM E NON PASSIAMO DAL FORUM DELLE INSEGNANTI
QUEL FORUM E' PROPRIO PER NOI
CIAO

Modificato da - paola in data 31/03/2004 11:08:13
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lina lista
piccolissimo scrittore


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Inserito il - 31/03/2004 :  16:30:55  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
cara Germana grazie per le tue incoraggianti parole, nella tua e mail, rispondo qui perchè se ancora qualcuno fosse inreressato al mio lavoro sull' autostima , potrà leggerlo.Ho una classe 3,di 23 alunni (con una certificazione) ma dalla prima ho impostato questo lavoro,che consiste nel far prendere coscienza al bambino di quante potenzialità sono in ognuno di noi .Si lavora presentando i nostri sentimenti :AMORE-ODIO,PAURA-CORAGGIO ecc...ogni volta che un bambino si scontra con questi, supera un ostacolo e raggiunge una meta, guadagnando una pietra preziosa.Spero di essere stata chiara buon lavoro anche a te
LINA 3G
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Adri
Piccoloscrittore appena arrivato


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Inserito il - 31/03/2004 :  19:43:30  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Cara Lina sono Adriana e direi che la tua risposta è indirizzata a me.
Grazie per ciò che mi dici. Mi piacerebbe tuttavia approfondire in quanto tutto il discorso legato alla sfera emotiva è come tu ben sai, importantissimo. Se ti va e se hai tempo, spiegami per favore come avviene la presa di coscienza del raggiungimento di un obiettivo: è singola, cioè di ogni bambino o è la classe (o l'insegnante) che sottolinea certi risultati, pone in rilievo certi traguardi raggiunti? Se ne parla e si socializza il tutto? Ci si dà degli obiettivi collettivi?
Grazie
ciao
Adriana
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Georg Maag
Georg


1479 Messaggi

Inserito il - 01/04/2004 :  08:50:30  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Caro Marco,
eccola, la tua storia. E come ti avevo promesso, ti rispondo personalmente. Magari ricevendo qualche "dritta" da uno scrittore ti può dare la spinta di continuare, di scrivere ancora, di esprimerti meglio.
Sai, anch'io non riesco quasi mai a "mettere su carta" proprio quello che ho in testa. Il passaggio dai pensieri alla carta è difficile per tutti, anche per uno scrittore. Tante idee vanno perse, tante idee cambiano forma prima di essere catturate, e delle volte il semplice fatto di dovere scrivere mentre si pensa ci tarpa le ali, e ne esce una forma molto, ma molto più brutta di quella che volevamo.
Ma non dev'essere quella la ragione per non scrivere. Così come all'inizio si deve imparare a legare i lacci delle scarpe, cosa affatto facile quando si è piccoli, così bisogna abituarsi alla scrittura.
Io, quando scrivo i miei libri o le storie, entro in uno stato di semi-coscienza: non bado troppo alla forma e all'ortografia, perché se ci penso troppo, le idee mi sfuggono! Dunque scrivo il più veloce possibile correndo dietro alle mie idee, scrivo, scrivo, corro, volo, non sento il telefono, non so dove sono, e scrivo. Il vero lavoro viene dopo: dare una forma buona a quello che ho scritto! Magari ci sto sopra due ore su una mezza pagina! Aggiusto, aggiungo, taglio, sposto, miglioro, valuto, riscrivo.

Gli aiuti sul contenuto della tua breve storia ti sono venuti da due piccoli scrittori in erba. Hanno fatto un grande lavoro, sono stati bravi, e credo che ti abbiano dato un mucchio di idee su come lavorare sulla tua storia.
Ti segui loro in quello che ti propongono. Se non ti sembra sempre quello che volevi tu, allora fai solo quelle parti che ti convincono.
L'importante è MAI annoiarsi, e SEMPRE scrivere le frasi come TU vorresti leggerle, se fossero scritte da un bravo scrittore.
Io rileggo le mie prime stesure sempre con nuovi occhi, così divento il migliore critico di me stesso.
Tutto chiaro? Spero di sì.
Non mi rimane altro che augurarti buon divertimento. Se ne esce una storia più ricca e bella, mandala qui, sul forum, o sul forum dei bambini. Sarai sempre il benvenuto tra i piccoliscrittori.
Ciao
georg
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did
piccolissimo scrittore


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Inserito il - 06/04/2004 :  10:25:11  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Buongiorno a tutti, ho letto con piacere che il post sulla dislessia è stato letto da molte persone, questo significa che, dal punto di vista di un genitore di una bambina dislessica, l'argomento suscita fortunatamente interesse e vi scrivo per lanciare un appello.
Noi genitori abbiamo bisogno dell'aiuto di quegli insegnanti che come voi si sono dimostrati sensibili al problema, in modo da poter far conoscere il problema all'interno di molte scuole dove purtroppo permangono problemi relazionali.
A questo proposito vi chiedo di poterci dare una mano: noi abbiamo bisogno di voi, che avete dimostrato la sensibilità necessaria per portare avanti il problema DSA e dislessia, nel modo più corretto e professionale, attraverso la formazione e l'approfondimento del problema. Senza volerci sostituire alle competenze specifiche di chi è preposto alla formazione, comunque noi genitori abbiamo una esperienza che ci porta di diritto a poterci sbilanciare e a scrivere lettere di appello come questa.
Aiutateci a farci conoscere, aiutateci a sensibilizzare chi di competenza, per il fatto che i bambini dislessici hanno ad esempio la necessità di studiare su dei libri di testo "riassunti" (In Inghilterra è già stato fatto). Carissimo Georg Maag, dalla sua esperienza, sarebbe possibile scrivere qualcosa a questo proposito? Spiegateci, care insegnanti, come possiamo interagire con i docenti delle diverse scuole in modo da essere propositivi e capaci di aiutare i nostri piccoli.
Collaboriamo in questo forum per trovare più persone che possano intraprendere questo cammino e ancora persone che se fossero ancora più disponibili, possano addirittura affiancarci al sito dei genitori che uno di noi stà alacremente strutturando.
Grazie a tutti voi e a Georg Maag per la disponibilità che sicuramente riscontreremo. Orlando Didier
e-mail didmai@hotmail.com
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lina lista
piccolissimo scrittore


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Inserito il - 06/04/2004 :  23:57:59  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Gentilissimo Did
il suo accorato appello, mi fa sentire il bisogno di risponderle con un umile ed imbarazzato "GRAZIE",lavoro da anni nella scuola elementare,mi permetta di dirle che un genitore non deve mai elemosinare un aiuto, ma è un suo diritto come è dovere dell'insegnante segnalare i casi agli esperti, senza aver la presunzione di farcela da soli; non so se dire, purtroppo o per fortuna ho avuto sempre classi molto difficili ,con alunni con gravi problemi. Dico non so, perchè da questi bambini e con questi bambini, ho imparato a lottare e spesso con gratificazioni, a volte ho anche fallito, ma non ho rimorsi, perchè la loro tortuosa strada l'abbiamo percorsa insieme. A volte vedo i loro occhi guardarmi con estrema fiducia e bisogno di ascolto, entrare in classe pieni di entusiasmo ed è questo che mi fa AMARE questo lavoro. NON sono gli alunni NORMODOTATI (odio questo termine)a gratificarci, sarebbe sciocco non ammetterlo, ma la gioia più grande ci è data da chi ha più difficoltà, ogni suo sforzo è sudato ed è felice e può dire urlando HO TALENTO ANCHE IO.Il corso di scrittura creativa ha permesso anche all'alunna certificata di scrivere (al computer) la sua breve storia. Domani la potrà leggere, la bambina si chiama Rebecca. Senza ombra di dubbio sarò lieta di continuare ad ascoltarvi, nei miei limiti cercherò di aiutarvi, il consiglio che posso darle DIVENTI UNA GOCCIA CHE CADE DA UN RUBINETTO DIFETTOSO,prima o poi con fiducia, l'idraulico, quello onesto, arriverà .Auguri e buon lavoro e SERENA PASQUA
LINA DA TORINO
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anto2
Piccoloscrittore appena arrivato


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Inserito il - 19/04/2004 :  14:37:13  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Scusate, ma ulimamente ho avuto poco tempo per rispondere, ringrazio tutti quelli che hanno in qualche modo dato un consiglio a Marco,ma credo che sia ancora un po' presto per renderlo autonomo nello scrivere un piccolo racconto, nn ha ancora quella scioltezza, o quella fantasia che sa esprimere molto bene col pensiero, ma nn con la parola e la scrittura, ma e' una cosa che proveremo a fare, magari durante le vacanze estive,anche se gli appuntamenti dalla logopedista nn si fermeranno anzi saranno intensificati, cercheremo insieme di, raccontare, di esprimere, sensazioni, emozioni, di una dolce e spensierata estate,e chissa' che il rientro alla scuola nn lo porti ad avere un autostima di se maggiore di quella che nn ha ora.
grazie ancora
ANTO2 e MARCO
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Georg Maag
Georg


1479 Messaggi

Inserito il - 19/04/2004 :  16:35:04  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Gentile Orlando Didier,
Lei qualche settimana fa ha pubblicato qui il Suo ultimo intervento, e poi mi ha anche spedito una lettera "privata".
In un certo modo butta una pietra nello stagno, e non nego che qualche onda l'ho avvertita.
Diciamo che io sono scrittore per bambini, ma mi muovo so due rotaie: libri di narrativa e libri didattici.
Questi ultimi, per ora sono due, ma presto dovrebbero aggiungersi altri. Un libro di sceneggiatura per bambini, e forse uno di teatro. Poi avevo in mente un volume sulla metodologia ludica, ma per ora sono ancora in fase di studio.
Certo che scrivere un libro di didattica per aiutare chi soffre di dilessia sarebbe una sfida enorme, ma altrettanto stimolante. Richiederebbe un gran lavoro di ricerca, di lettura, e anche di contatti con le persone che se ne occupano. E poi, se mai ne venisse fuori una metodologia eventualmente valida (tutto da verificare ma per niente certo), bisognerà scriverla, testarla, migliorarla; sempre con l'aiuto di gruppi di persone che lavorano a stretto contatto con i bambini. Un progetto enorme!
Ho scritto queste righe per gettare un altra pietra nello stagno. Chissà, magari questo piccolo forum potrebbe andare ancora avanti con questa nuova valenza di raccolta-materiale.
Vedremo.
Per ora ringrazio tutti voi che avete scritto, dedicato lavoro, tempo, impegno e amore. Mi sento onorato aver potuto viverlo su questo sito "in diretta".
Georg Maag
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did
piccolissimo scrittore


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Inserito il - 20/04/2004 :  09:55:02  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Un sentito grazie per la risposta alla mia lettera, Georg Maag e a chi mi scrive su questo forum e via e-mail, sono certo che a forza di buttare pietre nello stagno un giorno decideremo di gettare un masso più grosso e quello, se vorremmo, lo potremmo fare tutti assieme, in uno stagno di più grosse dimensioni, così che le onde che si propagheranno arriveranno a toccare una superficie più ampia.
Perdonatemi, dimenticavo che stò scrivendo in un forum di piccoli scrittori e nello specifico, in quello delle insegnanti, ho dimenticato del fatto che avevo un bel 4 (di media) in italiano e mi trovo a scrivere righe di getto, ma parlo con il cuore, probabilmente anche per conto di chi vorrebbe essere seguito con l'entusiasmo che merita, la mia piccola, i nostri figli ... Grazie a tutti e buon lavoro. Orlando Didier
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Vincenzo Aquilante
Piccoloscrittore appena arrivato


1 Messaggi

Inserito il - 28/04/2004 :  12:24:19  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
citazione:
Messaggio inserito da Germana72

Sono un educatrice professionale e lavoro "in prima linea" con ragazzi da 8 a 16 anni in un Centro di aggregazione giovanile (CAG). Mi occupo insieme ai miei colleghi di vari laboratori all'interno delle scuole elementari e medie di un piccolo comune in provincia di Bari.
Chiedo l'aiuto di insegnanti che si sono trovati ad affrontare problemi come il disturbo dell'apprendimento e il disordine del linguaggio, ovvero DISLESSIA, DISGRAFIA E DISCALCULIA!
La dislessia sembra essere presente nel 4% della popolazione scolastica(un bambino su 3 è dislessico) ed essendo un disturbo INCURABILE, che metodo di insegnamento avete utilizzato?Come è avvenuta la valutazione del disturbo?Quali strumenti sono più utili in caso di bambini dislessici?
Vorrei attivare un laboratorio di sostegno extrascolastico, insieme a figure professionali preparate sull'argomento, perchè molti genitori di bimbi dislessici non sono in grado di affrontare l'esosa spesa di un intervento di sostegno quotidiano e molti insegnanti del comune dove lavoro ci richiedono un ulteriore aiuto per questi alunni molto speciali.

Vi ringrazio

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did
piccolissimo scrittore


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Inserito il - 02/05/2004 :  22:29:34  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Buongiorno, con la presente vorremmo farvi conoscere la bozza del "Portale dei genitori sulla dislessia" con lo scopo di promuovere un incontro dibattimentale su tema che andremmo a trattare via internet il giorno 7 maggio, a questo scopo visionate i dettagli sulla pagina "volantino" al sito http://crea.html.it/sito/ilportaledeigenitori/9.htm
E' stato realizzato anche un file in power point che vi permetterà di conoscere i dettagli e le regole su come partecipare ai vari temi proposti alla voce "incontri" del sito.
La divulgazione dell'incontro è gradita, ma con la raccomandazione di attenersi alle regole comportamentali indicate sul file in power point che, potrete richiedere scrivendo a didmai@hotmail.com
Si prega di rispettare la data e l'ora di scadenza per la partecipazione dell'evento (sempre riportata sul sito) e di far pervenire le vostre richieste anche anticipatamente.
Firmato: un gruppo di genitori
e-mail di riferimento didmai@hotmail.com
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did
piccolissimo scrittore


26 Messaggi

Inserito il - 04/05/2004 :  10:15:31  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Buongiorno, scusate la mia solita irruenza. Avrete notato nel post precedente l'intento di voler trasmettere a quante più insegnanti possibili il messaggio incontro su msn messenger del 7 maggio. A questo proposito chiedo, a chi fosse disposto ad aiutarci, di comunicarmi l'elenco delle scuole che potete avvisare e inviarmi l'elenco degli indirizzi mail, in modo da poterli tenere aggiornati su ogni nostro incontro.
Sarebbe mio intento infatti, per chi non potesse seguire i dibattiti su msn messenger, di aprire un forum per la partecipazione di persone, in modo da approfondire i temi che tratteremo, ma in particolar modo vorrei anche che il tema trattato venisse lasciato a disposizione di chiunque sul sito dei genitori proprio per permetterne lo scarico e la divulgazione del foglio stampato.
In attesa di una vostra preziosa collaborazione, vi saluto cordialmente.

Orlando Didier
didmai@hotmail.com
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paola
Georg


111 Messaggi

Inserito il - 11/05/2004 :  08:23:23  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Buongiorno a tutti, a proposito di tirar pietre nello stagno, mi permetto di tirare un sassolino che potrebbe interessare per lasciare sempre in movimento le acque.
Girando per la fiera del libro, a Torino, nello stand della casa editrice Erickson, ho trovato un depliant su quella che sembra essere "la prima rivista italiana interamente dedicata alla dislessia e ai disturbi correlati" come recita la presentazione della rivista intitolata:
DISLESSIA
Giornale italiano di ricerca clinica e applicativo

La rivista è sotto la direzione del prof. Stella.
Non ho ancora visionato nulla del contenuto, ma tra gli argomenti segnalati ne trascrivo alcuni di quelli citati:
- Rassegna critica di alcuni trattamenti dell dislessia ( a cura della Dyslexia Association)- si parla anche del metodo Davis-;
-Approcci contemporanei all'insegnamento della lettura;
-Lo screening precoce nella scuola elementare...;
Se qualcuno ha già letto questa rivista spero possa darmi informazioni più dettagliate.
Grazie
Paola Oggero-To
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did
piccolissimo scrittore


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Inserito il - 13/05/2004 :  23:47:48  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Ecco quanto mi rispondono scrivendo a info@dislessia.it:

Il giornale di cui lei parla è "DISLESSIA" giornale italiano di ricerca clinica e applicativo, l'abbonamento si effettua versando l' importo sul c/c postale n. 10182384 intestato a:Edizioni Centro Studi Erikson, Loc. Spini,154-38014 Gardolo (TN) specificando il titolo della rivista.
Dislessia
-32,50 euro(individuale)
-43,50 euro(enti,scuole,istituzioni)
Cordiali saluti,
AID sede nazionale di Bologna
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paola
Georg


111 Messaggi

Inserito il - 14/05/2004 :  06:59:43  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Gent. sig Didier,
la ringrazio per l'informazione, mi scuso per non essere stata precisa.
Il mio interesse non è relativo alla modalità di abbonamento, ma sui contenuti degli articoli.
Consultando il depliant che ho trovato alla fiera del libro nell'aarea riservata a questa casa editrice, ho trovato indicazione,i titoli degli argomenti.
Volevo solo sapere se vi sono indicazioni interessanti o utili al mio lavoro, dove reperire bibliografia, aiuti su eventuali metodologie nuove, altre riviste specifiche.
Insomma, avrei bisogno di ulteriori informazioni per cercare di affrontare sempre al meglio il problema che conosco bene e che mi sta particolarmente a cuore .
Grazie
Paola Oggero
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did
piccolissimo scrittore


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Inserito il - 14/05/2004 :  10:38:36  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
A disposizione totale. Didier
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piccolissimo scrittore


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Inserito il - 16/05/2004 :  14:24:27  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Ho l'onore di presentarvi il risultato di un duro lavoro organizzativo, la relazione di una splendida persona, una Maestra che ha avuto modo di incontrarci su msn messenger il 7 maggio e ci ha intrattenuto con un argomento a noi molto caro: "Come essere propositivi davanti al problema dislessia tra genitori e insegnanti".
Finalmente abbiamo avuto modo di inserirlo nel sito dei genitori all'indirizzo:
http://crea.html.it/sito/ilportaledeigenitori/6.htm

Un sentito grazie da parte di chi ha permesso che tutto questo si potesse realizzare e il resto delle onorificenze vanno sicuramente alla Signorino Lucia, parlerà la relazione per lei e sarà uno strumento utile per far conoscere la sensibilità di molti insegnanti che, come lei, sanno come poterci essere a fianco in questo cammino certamente non semplice che dobbiamo affrontare, ma che insieme sapremmo meglio gestire.
Orlando Didier
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Georg Maag
Georg


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Inserito il - 22/05/2004 :  15:47:41  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Ho trovato informazioni sulla dislessia sul sito Engheben (http://www.engheben.it/), molto attivo nell'ambito didattico e scolastico:

Uno è un testo-opuscolo che incollo qui sotto.

1
ASSOCIAZIONE ITALIANA DISLESSIA
SEZIONE DI ROMA


Che cos'è la Dislessia Evolutiva (D.E.)?
"La Dislessia Evolutiva è una difficoltà selettiva nella lettura, in presenza di capacità cognitive adeguate e di adeguate opportunità sociali e relazionali, e in assenza di deficit sensoriali e neurologici". Spesso nella D.E. le difficoltà di lettura si associano a difficoltà nella scrittura e/o nell'aritmetica, anche se non necessariamente della stessa intensità, perché queste tre abilità (lettura, scrittura e aritmetica) presentano delle basi comuni.
E' frequente la D.E.?
La D.E. colpisce circa il 4% dei bambini in età scolare. Da questa definizione sono esclusi tutti quei bambini che hanno un disturbo di apprendimento come effetto secondario di una causa principale (scarsa stimolazione socio-culturale, problemi neurologici, sensoriali (della vista e/o dell'udito), ritardo di sviluppo, difficoltà cognitive): il disturbo di apprendimento di questi ultimi è infatti meno selettivo e più globale, riguardando le abilità cognitive in misura più generale. Una sottocategoria della D.E. riguarda i bambini con un precedente
Disturbo Specifico di Linguaggio (Dislessia Disfonologica), in quanto la lettura e la scrittura ripropongono al bambino, ad un livello più alto, le difficoltà che ha avuto nel linguaggio.
Quando dovrebbero diventare automatiche la lettura e la scrittura?
La lettura e la scrittura dovrebbero diventare automatiche generalmente dalla terza elementare. Da allora è possibile, per il
bambino, velocizzare la scrittura e personalizzare la grafia, e, nella lettura, avere l'impressione di accedere direttamente al significato. Il bambino, e poi l’adulto, legge usando due strategie, da un lato impara a riconoscere le singole lettere, trasformandole in suoni e poi fondendole fino a formare la parola (strategia fonologica), e dall’altro guarda la parola, la riconosce e la dice, scegliendola fra tutte quelle che conosce (strategia lessicale). La strategia fonologica viene usata, nella lingua italiana, quando si impara a leggere, o si legge una lingua straniera, o si legge senza capire. Generalmente, i bambini di lingua italiana già alla fine della prima elementare iniziano ad adottare una strategia lessicale di lettura. In entrambe queste strategie, soprattutto in quella lessicale, durante la lettura dei testi, ha un ruolo importante il contenuto, che permette di anticipare e prevedere una parola prima di leggerla.
Quando e come ci si accorge di questo disturbo?
Le difficoltà di lettura e di scrittura possono essere notate fin dall’ultimo anno di scuola materna (se si svolgono gli esercizi di pre-lettura, pre-scrittura) o in prima elementare, appena il bambino inizia a leggere e scrivere. Nei casi più lievi, tuttavia, i problemi si presentano solo dalla terza elementare, quando questi processi dovrebbero diventare automatici e non lo sono.
Che tipo di difficoltà di lettura ci sono nella D.E.?
Nella D.E. ciò che è disturbato della lettura è la decifrazione, cioè la correttezza e la rapidità con cui si legge. La comprensione del testo é variabile, generalmente può essere buona o sufficiente, dipende molto dalla qualità della decifrazione.
Riguardo la correttezza di lettura ci sono degli errori "tipici:
errori di tipo visivo, che consistono nello scambio di lettere che hanno tratti visivi simili o speculari ("e" con " a", "r" con "e", "m" con "n", "b" con "d", "p" con "q"), errori di tipo fonologico, riguardanti lo scambio di lettere che hanno la stessa radice("f" con "v", "c" con "g").
Ci sono difficoltà associate alla D.E.?
Di solito i bambini dislessici hanno difficoltà a mantenere a lungo l'attenzione a scuola, anzi spesso sono proprio queste difficoltà attentive che vengono rilevate dagli insegnanti. Bisogna distinguere, nella clinica, se esse sono primarie o se, come spesso accade in questi bambini, viene raggiunta una soglia massima di affaticamento per sovraccarico di risorse attentive ed essi quindi si sottraggono all'impegno per loro insostenibile.
Esistono altre difficoltà associate alla Dislessia?
E’ luogo comune sostenere che i bambini con DE hanno poca memoria e difficoltà nel mantenere l’attenzione, così come si è dato molto rilievo (soprattutto da parte dei mass media) alla presenza di difficoltà nell’organizzazione spaziale e/o temporale, alla lateralizzazione, ecc.. In realtà alla base del disturbo di lettura e scrittura è quasi sempre presente una difficoltà di tipo linguistico (evidente o sotterranea). Reali problemi di organizzazione spaziale e prassica sono presenti solo in una minoranza (circa un terzo) dei bambini con DE; una compromissione della memoria, quando presente, è limitata alla ripetizione immediata di elementi linguistici in sequenza (Memoria Verbale a Breve Termine) e non alla memorizzazione e recupero di informazioni a distanza di tempo. Molte difficoltà di “attenzione” e di “memoria” messe in luce da genitori ed insegnanti sono invece la conseguenza del maggiore impegno necessario a questi bambini per portare a termine i compiti scolastici, che si traduce in una facile stancabilità e/o in una tendenza a puntare alla correttezza dell’esecuzione del compito piuttosto che a incamerare attraverso di esso nuove informazioni.
In che cosa consistono le difficoltà di scrittura associate alla D.E.?
I disturbi di scrittura sono detti disortografie, cioè difficoltà nel realizzare i processi di correzione automatica del testo. Nei testi scritti di questi bambini si trovano, quindi, errori, che sono di vari tipi : di tipo fonologico (scambi, omissioni-aggiunte, inversioni di lettere), di tipo grafemico o comunque non fonologico (errori di "regole", doppie, attaccatura-staccatura delle parole. Sono questi ultimi gli errori più sensibili ad una modificazione con l'apprendimento). Spesso i bambini disortografici sono anche disgrafici, cioè hanno una calligrafia poco chiara, disordinata e difficilmente comprensibile. Una scrittura senza errori comporta un'integrazione contemporanea di tutte le componenti della scrittura, che così può diventare automatica. Nel caso dei bambini disortog rafici, l'incompiuta automatizzazione della scrittura richiede loro un'attenzione eccessiva sugli aspetti di ortografia, comportando una maggiore probabilità di errori e, spesso, un peggioramento della grafia, proprio per l'attenzione eccessiva che viene richiesta.
In che cosa consistono le difficoltà nell'aritmetica dei bambini con D.E.?
Le difficoltà che i bambini con D.E. possono avere nell' aritmetica riguardano il numero (cioè la struttura del numero, non la sua concettualizzazione)e, come nella lettura e nella scrittura, esse possono presentare aspetti fonologici (il bambino tratta i numeri come le lettere delle parole che legge o scrive, e li scambia, li omette o li inverte) o aspetti lessicali (riguardare cioè la la "grammatica" del numero: le decine, le centinaia, le migliaia). Possono rilevarsi nel contare all'indietro, nel dire velocemente quale numero viene prima o dopo un altro, nelle tabelline e nel calcolo orale veloce, che non diventano mai automatici, nei calcoli scritti, nella scrittura, lettura e ripetizione di numeri. Si parla, cioè, di discalculia evolutiva. La soluzione dei problemi matematici in genere è buona in questi bambini, perchè sono intelligenti, ma può essere compromessa da un eccessivo impegno del bambino nel calcolo e nel numero.
Quali sono le cause della D.E.?
Sulle cause della D.E. si è molto discusso in questi ultimi anni. I meccanismi che portano al deficit di lettura sono talvolta visti in chiave percettivo-sensoriale, mentre si sta abbandonando l’ipotesi di un disturbo relazionale come meccanismo causale. Rimane chiara l’influenza signficativa dei fattori ambientali (ambiente socio-culturale dei genitori e della scuola) nell'amplificare o contenere il Disturbo.
Le ricerche più recenti sull'argomento confermano l'ipotesi di un'origine costituzionale della D.E., anche se ancora non sono stati precisati i meccanismi esatti: ci sarebbe cioè una base genetica e biologica che dà la predisposizione al Disturbo.
A favore di questa ipotesi ci sono diverse evidenze:
-la tendenza della D.E. alla familiarità, cioè ad essere presente in più membri di una stessa famiglia, anche se con intensità diversa; Questo fenomeno si nota maggiormente, se si prendono in considerazione le famiglie con gemelli: se uno dei gemelli è dislessico, è molto più probabile che anche l’altro sia dislessico se è un gemello identico (omozigote) piuttosto che se si tratta di un gemello non identico (dizigote).
-la tendenza della D.E. a persistere nel tempo, modificandosi, attenuandosi in alcune componenti ma persistendo: in particolare, la correttezza di lettura migliora più facilmente della rapidità, e il processo di lettura fatica a diventare automatico.
Come si fa la diagnosi della D.E.?
La diagnosi della D.E. (e di un Disturbo di Apprendimento in senso lato), deve essere sia neuropsicologica che globale. Per formulare una diagnosi si deve prima di tutto escludere, con mezzi oggettivi, deficit sensoriali (della vista e dell’udito), neurologici, cognitivi ed emotivo-relazionali che possano essere sufficienti a causare il disturbo. Si procede poi ad quantificare la caduta specifica rispetto alla media nazionale delle componenti sia dell’apprendimento della letto-scrittura che linguistiche e neuropsicologiche. La difficoltà del bambino deve essere cioè analizzata nelle sue componenti per capire le sue aree di difficoltà, e soprattutto le strategie che usa, quelle che non usa e quelle che potrebbe usare. La diagnosi neuropsicologica deve riguardare quindi tutte le aree di "funzionamento" del bambino: le sue capacità cognitive, le abilità prassiche e spaziali, la memoria, il linguaggio, e l'apprendimento in senso stretto. E'inoltre molto importante considerare, da un punto di vista psicologico più generale, la personalità del bambino e come egli
vive la sua difficoltà.
E' quindi essenziale che la diagnosi sia il risultato del lavoro di una equipe multidisciplinare (neuropsichiatra, psicologo, logopedista, psicopedagogista clinico etc) e che ci sia collegamento tra chi fa la diagnosi, il terapista e gli insegnanti: che si costituisca cioè una rete intorno al bambino e che ci sia un approccio omogeneo, perché da questo dipende gran parte dell'esito degli interventi che si fanno.
Quali interventi possono aiutare una bambino con D.E.?
Nella prima fase del disturbo, soprattutto se il bambino è nel primo ciclo di scuola elementare, si consiglia una terapia di linguaggio o una terapia neuropsicologica. Nelle fasi successive, è generalmente consigliato un intervento più di tipo metacognitivo. E' molto importante la precocità dell'intervento: quanto più esso è precoce, tanto più si può intervenire sulla difficoltà del bambino, cercando, sia di ridurla, sia di stimolare strategie cognitive di compenso, prevenendone anche le pesanti conseguenze sul piano psicologico. E' altrettanto importante, inoltre, che anche l'ambiente vada incontro alle difficoltà del bambino che non si possono modificare, aiutandolo nella ricerca delle strategie di compenso e nella costruzione di un'immagine di sé non fallimentare.
La serie di scelte su quantità , tempi e modalità di interventi sia tecnici (sostegno, terapia, ausili scolastici) che di opportunità sociali deve essere verificata dall’equipe degli operatori sanitari insieme al team degli insegnanti e ai genitori in modo da verificare periodicamente gli obiettivi di lavoro.
Secondo un neurologo inglese, Critchley, il futuro di un bambino con D.E., è tanto migliore:
quanto migliori sono le sue capacità cognitive, quanto più precoce è l'intervento, quanto più il bambino e il suo disturbo vengono compresi dall'ambiente (evitando aspettative eccessive o colpevolizzazioni o rassegnazione), quanto più adeguato è l'atteggiamento didattico, infine quanto maggiore è l'equilibrio psichico del bambino stesso.
Sono elementi sfavorenti, invece, il bilinguismo, i frequenti cambiamenti di classe (e di insegnante), un numero elevato di assenze da scuola, atteggiamenti iperprotettivi sul bambino che possono non permettergli di affrontare le sue difficoltà.
Come può essere aiutato a scuola un bambino con D.E.?
Il percorso scolastico del bambino dislessico é in genere un percorso in salita irto di ostacoli, infatti già dalla prima elementare e negli anni immediatamente successivi, le difficoltà di lettura e di scrittura e di calcolo lo portano ad un gap con i compagni con i quali si deve confrontare e bisogna tener presente che i bambini con dislessia migliorano, ma contemporaneamente migliorano anche gli altri e le differenze permangono. I dati non evidenziano bocciature nella scuola elementare mentre il fenomeno di ripetenza assume proporzioni preoccupanti nella scuola media provocando in alcuni casi di svantaggio culturale, l’abbandono della scuola alla fine della scolarità obbligatoria. A fronte dell’entrata in vigore della legge dell’obbligo scolastico a 18 anni, si sente sempre più forte l’esigenza che sia la scuola a risolvere problematiche che consentano a tutti un buon percorso scolastico. Nel combattere, per quanto riguarda i casi di dislessia, la classificazione di handicap che ad oggi ha dato spesso nei casi più difficili la sicurezza di un insegnante specializzato, ma che ha creato spesso grossi disagi psicologi ci all’alunno e ai genitori, si guarda all’autonomia didattica come alla possibilità di far fronte nella maniera più corretta, concreta ed efficace al problema per restituire serenità ad insegnanti, genitori ed alunni in difficoltà. Gli insegnanti potranno ricevere grande aiuto da una diagnosi completa ed esaustiva che determini di conseguenza un progetto educativo e didattico il più mirato possibile. Esso deve tener conto dei bisogni educativi del bambino dislessico e del contesto dei bisogni formativi della classe nel quale il bambino è inserito.
Non esiste un metodo che sia la panacea di tutti i mali, esistono strategie didattiche che, per essere tali, devono essere estremamente flessibili, tali da potersi adattare a realtà diverse. Poiché alcune difficoltà del bambino con D.E., come detto prima, sono difficilmente modificabili, è importante che nella scuola abbia luogo un adattamento delle tecniche di insegnamento al bambino dislessico, disortografico, discalculico. In molti Paesi Europei la scuola tiene conto delle difficoltà dei dislessici adottando di prassi una serie di misure: per esempio, facendolo leggere a mente e non ad alta voce, concedendo tempi maggiori per l'esecuzione dei compiti scritti, anche durante gli esami finali, non correggendo gli errori di tipo fonologico nella scrittura.
Appare molto importante introdurre nella scuola mezzi alternativi di informazione: per esempio, l'uso del registratore per le spiegazioni, del computer per scrivere, della tavola pitagorica e della calcolatrice per la matematica, cercare soluzioni per fare scrivere i compiti ai bambini, in modo diverso dal copiarli dalla lavagna o scriverli sotto dettatura (come dei foglietti scritti e fotocopiati). Questi mezzi si possono adottare perché non rimarcano la difficoltà del bambino senza aiutarlo, ma gli forniscono un aiuto strumentale concreto.
Può avere disagi psicologici il bambino con D.E.?
Il bambino con D.E. ha quasi sempre un disagio psicologico, molto spesso conseguente al suo Disturbo. Egli, infatti, è il primo a percepire la propria difficoltà, vivendola; però generalmente non sa darsi spiegazioni e tutto ciò ha ripercussioni negative sulla sua autostima e in genere sulla formazione della sua personalità. Questo disagio può tradursi in disturbi di comportamento, atteggiamenti di disinteresse da tutto ciò che può richiedere impegno, o altri tratti psicopatologici. Ancora oggi, in un bambino con D.E., spesso vengono notate proprio le difficoltà psicologiche, prima delle sue difficoltà di apprendimento.
E' molto importante che l'ambiente in cui un bambino con D.E. vive (la famiglia, la scuola) non neghi o fraintenda la sua difficoltà, ma che lo aiuti ad affrontare la realtà: questi bambini devono sentirsi, cioè, capiti ed aiutati, e questo sia a casa che a scuola, concretamente.

Poi ci sono due link:

Bibliografia sulla dislessia: http://www.dislessia.org/bibliografia.htm

L'altro è un software. Magari potete dare uno sguardo:
http://www.dislessia.org/Istruzioni%20Sandro.htm

Ripeto, sonoinformazioni che ho preso sul sito "Engheben", e ovviamente non mi prendo responsabilità sui contenuti. Ma valeva, forse, una piccola segnalazione.
Georg Maag

Modificato da - Georg Maag in data 22/05/2004 21:14:49
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did
piccolissimo scrittore


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Inserito il - 03/06/2004 :  11:54:23  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Vi scrivo riguardo la relazione della Signorino Lucia e volevo comunicarvi che abbiamo terminato il secondo passaggio, quello relativo alle domande e risposte rese disponibili a quanti lo avessero voluto fare e ci apprestiamo ad intraprendere il terzo non facile passaggio: quello di sentire alcuni Dirigenti Scolastici piuttosto che persone di altro ordine e grado per terminare la relazione; infatti i passaggi che ho voluto rispettare sono stati: una relazione scritta, un forum di domande e risposte, il parere degli "esperti".
Con questo post sono speranzoso di trovare, tramite i vostri suggerimenti e i vostri contatti, le persone adatte a completare questa utile e preziosa relazione.
Questo in sintesi quanto ho scritto nel forum di www.dislessia.it

Grazie per il lavoro svolto a nome di tutti noi, grazie per averci tolto alcune perplessità e per averci dato modo di approfondire alcuni argomenti. Soprattutto per non aver fatto venire meno l'importanza di una auspicabile e fattiva collaborazione tra genitori, insegnanti e strutture varie compresa quella sanitaria che, lavorando in sinergia, dovrebbero arrivare ad alleviare le difficoltà che giornalmente i nostri bambini si trovano ad affrontare.
Spero di non aver sollevato una questione troppo difficile da gestire, con questa relazione on line, ma l'intento è quello di trovare la sinergia anche all'interno dell'AID, ampliare i contatti, approfondire i temi, fare un percorso di autoformazione su internet ed estenderlo a quante persone ritengano possa essere un giusto punto di partenza, fermo restando la opportunità che ognuno di noi può ottenere contattando il proprio Presidente di Sezione e con esso seguire le linee guida della Associazione stessa, ovviamente, questo contatto, rimane il segno più qualitativo ed evidente da seguire.
A questo punto la serie di domande e risposte su questo post, è terminata e passeremo ad un altro step: un'altra discussione, non dibattimentale e su invito, all'interno della quale chiederemo agli "specialisti" di affermare, scrivere il loro parere, approfondire quanto è stato scritto nella relazione. I tempi che seguiranno saranno "biblici", ma frutto comunque del lavoro di chi si stà dedicando a terminare questa relazione.
Un ultimo ringraziamento alla Signorino per il tempo che ci ha dedicato e la ringrazio personalmente per una lezione importante che mi ha lasciato: aver visto persone come lei, attente al problema dislessia quanto noi genitori, che la viviamo in prima persona, mi ha fatto capire che non è vero che la categoria insegnanti possa essere incriminata, additata come "individui da combattere", la vera distinzione stà tra chi conosce il problema dislessia in modo corretto e chi invece ad oggi si ostina a non volerlo affrontare, non esistono genitori da una parte e insegnanti dall'altra, bensì un unico corpo di persone sensibili e attente che desiderano garantire un futuro più dignitoso ai propri figli. Allarghiamo questa competenza verso chi oggi ancora non ci conosce.
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Adri
Piccoloscrittore appena arrivato


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Inserito il - 30/06/2004 :  23:22:52  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Ecco un piccolo episodio che ritengo significativo perché estremamente POSITIVO, incoraggiante.
E. frequenta la prima elementare ( o primaria come si deve chiamare ora).
È una bambina alta, magra, timidissima, raramente riusciamo a sentire la sua voce. I suoi occhi sono molto espressivi e il sorriso le illumina il volto. Presenta difficoltà nell’apprendimento: al termine dell’anno scolastico sa riconoscere la quasi totalità delle lettere dell’alfabeto, legge parecchie sillabe, ma poche parole anche se solo di due sillabe. Ha dimostrato sempre un grande impegno, tuttavia la sua timidezza è così potente che si sente pochissime volte la sua voce. Dimostra di essere intelligente, di comprendere benissimo ciò che ascolta e disegna molto bene.
Ad aprile è stato chiesto ai bambini di disegnare un autoritratto e di presentarsi scrivendo qualcosa di se stessi.
E. aveva già terminato il suo ritratto quando mi cercò con gli occhi per farmelo vedere: era ben fatto, curato, somigliante.
“Brava!”
Il sorriso la illuminò felice per il complimento. Poi gli occhi corsero alla parte di foglio ancora bianco: avrebbe voluto scrivere qualcosa, ma da sola non ce l’avrebbe fatta.
“ Se vuoi ti aiuto: dimmi che cosa vuoi scrivere e insieme cercheremo di capire quali sono le letterine che servono”
Gli occhi brillarono; “Voglio scrivere che MI PIACE LEGGERE”
Ora furono i miei occhi, forse un po’ lucidi, a ringraziarla. Forse E. è dislessica, ma la prima cosa che vuol raccontare di se stessa è che le piace leggere!
Forza E. sei in gamba e ce la farai!

Adriana
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blondiemail1
Piccoloscrittore appena arrivato


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Inserito il - 05/07/2004 :  12:45:46  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
citazione:
Messaggio inserito da Germana72

Sono un educatrice professionale e lavoro "in prima linea" con ragazzi da 8 a 16 anni in un Centro di aggregazione giovanile (CAG). Mi occupo insieme ai miei colleghi di vari laboratori all'interno delle scuole elementari e medie di un piccolo comune in provincia di Bari.
Chiedo l'aiuto di insegnanti che si sono trovati ad affrontare problemi come il disturbo dell'apprendimento e il disordine del linguaggio, ovvero DISLESSIA, DISGRAFIA E DISCALCULIA!
La dislessia sembra essere presente nel 4% della popolazione scolastica(un bambino su 3 c¡ dislessico) ed essendo un disturbo INCURABILE, che metodo di insegnamento avete utilizzato?Come c¡ avvenuta la valutazione del disturbo?Quali strumenti sono piu? utili in caso di bambini dislessici?
Vorrei attivare un laboratorio di sostegno extrascolastico, insieme a figure professionali preparate sull'argomento, perchc¡ molti genitori di bimbi dislessici non sono in grado di affrontare l'esosa spesa di un intervento di sostegno quotidiano e molti insegnanti del comune dove lavoro ci richiedono un ulteriore aiuto per questi alunni molto speciali.

Vi ringrazio

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blondiemail1
Piccoloscrittore appena arrivato


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Inserito il - 05/07/2004 :  12:49:34  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Salve. Ho letto dei lavori su questo disturbo, e utimamente ho letto "Le aquile sono nate per volare. Il genio creativo nei bambini dislessici"(edizioni la meridiana) che mi ? stato utile.
Spero che questa indicazione le possa servire
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did
piccolissimo scrittore


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Inserito il - 07/07/2004 :  14:31:32  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
COMUNICATO STAMPA
novità editoriale


Dislessia?! ...e se fosse creatività o genialità?




Perché in fondo cosa accomuna Leonardo da Vinci a Steven Spielberg, oppure Agatha Christie a John Lennon? Per chi non lo sapesse: la loro dislessia. Anzi, la tenacia con la quale sono riusciti a sprigionare tutte le potenzialità creative della loro dislessia. È ciò che emerge nella nostra ultima novità della collana Partenze, nel volume di Rossella Grenci dal titolo






Le aquile sono nate per volare
Il genio creativo nei bambini dislessici





A chi opera con i bambini dislessici e ai genitori di bambini dislessici, questo volume offre una guida con numerosi suggerimenti pratici per stimolarne le abilità. Mentre, a tutti gli scettici dedica la sorprendente galleria delle biografie di personalità illustri del passato e del presente, ritenute o accertate come dislessiche.

E' possibile consultare la scheda completa del libro su questo link http://www.lameridiana.it/catalogo/schedaLibro.asp?ISBN=8889197110
Vi prego, ove possibile, di darne notizia
L¹ufficio stampa rimane a completa disposizione per ulteriori informazioni sul volume.
Distinti saluti
Marilena Sallustio
------------------------------
Dott.ssa Marilena Sallustio
redazione - ufficio stampa
edizioni la meridiana
Via G. Di Vittorio, 7
70056 Molfetta (Ba)
tel. (+39) 080/334.69.71 - 080/397.19.45
fax. (+39) 080/334.03.99
e-mail redazione: edizioni@lameridiana.it
e-mail ufficio stampa: ufficiostampa@lameridiana.it
www.lameridiana.it
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Georg Maag
Georg


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Inserito il - 14/07/2004 :  16:28:37  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Andando a zonzo su Internet ho trovato un sito svizzero dove si tratta (direttamente e marginalmente) il problema di cui parliamo anche noi in questo forum.
Tra le altre cose, ho visto un numero spaventevole, che ora allego in copia:

Fatti & Cifre

600'000 persone in tutta la Svizzera fanno fatica a leggere e scrivere nonostante i nove anni di scuola dell’obbligo.

Chi ha problemi con le lettere dell’alfabeto nella vita quotidiana e in quella professionale si trova in difficoltà ma può scegliere di superare questo handicap.

- Secondo l'OCSE, nel 1995 dal 13 al 19% della popolazione adulta svizzera faceva fatica a capire e a leggere un testo semplice.
- Dallo studio PISA 2000 emerge che, al termine della scuola dell'obbligo, il 20% degli allievi svizzeri non riescono ad assimilare un testo semplice.
- La Conferenza svizzera dei direttori della pubblica educazione ha elaborato un piano d’azione per colmare queste lacune.


In sintesi

L’espressione illettrismo (analfabetismo funzionale) definisce l’incapacità di impiegare in modo adeguato le proprie competenze in materia di lettura e scrittura.

Nel cantone di Berna, l’associazione “Leggere e scrivere” offre da 16 anni corsi per adulti che hanno difficoltà a leggere e scrivere.

I corsi si indirizzano alle persone che hanno portato a termine la scuola dell’obbligo.

Oltre la metà dei partecipanti ai corsi ha finito un tirocinio professionale. Il 5% ha un diploma di scuola media.



Siti correlati

- "Leggere e scrivere per adulti" (in tedesco)

- Ufficio federale della cultura: Rapporto sulla lotta all'illetteratismo (in tedesco)

- Cos'è il rapporto PISA

- Conferenza svizzera dei direttori cantonali della pubblica educazione



L'indirizzo del sito è: http://www.swissinfo.org/sit/swissinfo.html?siteSect=2105&sid=4462180

Ho lasciato a loro l'Url di questa discussione. Non so se la metteranno, ma così ho buttato un altro sassolino nello stagno...
Georg Maag


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Bruno
Piccoloscrittore appena arrivato


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Inserito il - 15/08/2004 :  07:54:16  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Carissimi amici,
non avendo il computer mi servirò di mio figlio, il quale provvederà a tenermi in contatto con Voi.
Sono Emanuela, mamma, nonna e bisnonna. Ciò che ci accomuna è l'esperienza diretta con la dislessia poichè mi sono accostata a questo problema sin da giovanissima con la nascita del mio primo figlio.
Durante la mia esperienza in qualità di responsabile della conduzione di una scuola materna ho avuto modo nel tempo di conoscere molti bambini con caratteristiche diverse: bambini il cui apprendimento, sia pure sotto forma di giuoco, era scorrevole e piacevole, altri con pari intelligenza, ma con evidenti difficoltà psico-motorie più o meno evidenti. Affiancandomi alle insegnanti ho potuto dedicare ai piccoli in difficoltà il massimo del mio tempo libero.
Sono laureata in Pedagogia, ed ho partecipato a Corsi di Formazione in Neuropsicologia Evolutiva.
Oggi concentro tutte le mie energie allo studio delle problematiche che assillano i bambini dislessici e mi batto essenzialmente per la "prevenzione" al fine di affrontare il problema prima che i deficit si siano fissati.
La dislessia dell'età evolutiva, come sappiamo, può essere di natura genetica o traumatica per delle difficoltà perinatali e, in ambedue i casi, il piccolo manifesta dei disagi comportamentali sin dalla nascita, sicchè, per poterlo aiutare nell'età notoriamente più plastica, dovremmo essere in grado di evidenziarla subito.
Capisco quanto sia difficile, ma se cerchiamo insieme, abbiamo maggiori possibilità di riuscirvi.
Vicina ai genitori, puericultrici ed insegnanti di scuola materna o a chiunque sia in grado di percepire il problema, chiedo di ripensare alla prima infanzia dei bambini rivelatisi dislessici nell'impatto con l'apprendimento nella scuola dell'obbligo. Chiedo a Voi già esperti, di osservare i bambini nel quotidiano per scoprire cosa li accomuna o li differenzia, e qualora dovesse sorgere un certo dubbio, chiederci: "perchè mai quel particolare bambino non risponde alle stesse sollecitazioni di...?"
Pur nel pieno rispetto della individualità di ogni bambino, penso si debbano cogliere i messaggi sottesi che ci lanciano per giungere ad una diagnosi precoce finalizzata al recupero per l'acquisizione dei prerequisiti indispensabili all'apprendimento della lettura, scrittura e quanto altro verrà loro richiesto, riducendo così lo stress psicologico.
Sono convinta che quando saremo in grado di individuare quei segnali premonitori, avremo senz'altro maggiore capacità e possibilità di aiutare i nostri bambini.
Emanuela
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did
piccolissimo scrittore


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Inserito il - 28/09/2004 :  17:59:09  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Buongiorno a tutti e ben tornati al lavoro dopo la meritata pausa estiva.
Purtroppo per voi ho gia' necessita' di chiedervi un aiuto: ho porato la mia bambina alla visita di controllo all'ospedal Bambin Gesu' di Roma e ci hanno segnalato che per meglio seguire la bambina (11 anni frequenta la prima media) necessita la figura di un insegnante che possa darle un supporto fuori dalla scuola, in modo da aiutarla a completare le informazioni che assimila durante le lezioni mattutine.
Fortunatamente e, correttamente, io riprenderei il ruolo che piu' mi compete: il genitore.
Ritorna cosi' in piedi il post immesso da Germana (il primo) dove scrive appunto "come poterli aiutare? con che metodologia didattica?"
gradirei avere un vostro consiglio su come muovermi, se conoscete insegnanti che sensibili al problema dislessia e che vivano a Genova, possano aiutarmi, oppure stilando scrivendomi delle informazioni che possono riguardare la didattica, il metodo, su come lavorare in una classe mista di normodotati e no.
Ancora chiedo, come si puo' affrontare una spesa mensile di un insegnante "personalzzato" considerando che a mio parere dovrebbe invece essere garantito, ogni qual volta se ne ravvisi la necessita', da qualsiasi bambino con difficolta' di apprendimento?
Come si comportano i vostri dirigenti scolastici in tale circostanza? Esiste u a scuola che provvede a stimare ogni inizio anno la quantita' di alunni con difficolta' e li segnala alle autorita' competenti per ottenere dal comune delle insegnanti di appoggio, al di fuori della scuola. Per molte realta' territoriali scolastiche tutto questo sembra fantascienza.
Grazie. Didier
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did
piccolissimo scrittore


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Inserito il - 15/11/2004 :  09:39:16  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
I genitori del sito www.dislessia-genitori.org organizzano per il giorno
17 novembre 2004 ore 21,30
su internet (cliccare qui www.dislessia-genitori.org/partecipazione.htm per le istruzioni su come partecipare) un dibattito sul tema

DISLESSIA: “Come può essere così difficile”
Relatrice: IVANA TACCHELLA

L’INCONTRO vuole essere momento di discussione per tutti coloro che hanno avuto l’occasione di visionare la videocassetta distribuita dall’AID e di informazione, invece, per tutti quelli che non sono ancora riusciti a vederla.
Vuole essere anche un momento utile a tutti quei genitori e insegnanti che si sentono a volte un po’ soli con il proprio problema, ma che sono comunque e sempre alla ricerca di soluzioni.
L’incontro-dibattito offrirà anche l’opportunità di scaricare direttamente da internet il contenuto della relazione stessa, immediatamente dopo la presentazione del 17 novembre e di partecipare al forum che si aprirà come naturale sviluppo dell’incontro stesso. Il relatore stesso sarà disponibile a raccogliere e rispondere ad ogni quesito scaturito.
Inoltre l’occasione può rivelarsi utile per conoscere un’associazione di genitori che si muove cercando risposte alle proprie domande. Per conoscere quindi un LUOGO dove ci si incontra, ci si confronta e a volte ci si scontra!
A tal proposito vi sarà possibile leggere la recente Circolare del MIUR in difesa del problema dislessia nelle NEWS www.dislessia-genitori.org/news.htm del sito, e partecipare attivamente allo sviluppo della sezione SCUOLA www.dislessia-genitori.org/scuola.htm proponendo materiale utile per affrontare il difficile compito del disturbo di apprendimento.
Questo unicamente per il bene di quegli esseri che ci stanno veramente a cuore:
I BAMBINI.
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did
piccolissimo scrittore


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Inserito il - 20/11/2004 :  15:50:56  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Non credevate alla nostra tempestività? Cliccando su questo link potrete vedere la relazione dell' incontro tenuto con l'insegnante Ivana Tachella, che come tema aveva: discussione del video A.I.D. "Come può essere così difficile" www.dislessia-genitori.org/incontro2b.htm potrete anche rivolgerLe dei quesiti su questo argomento, ai quali Lei nel limite del possibile Vi darà risposta.

Didier
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did
piccolissimo scrittore


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Inserito il - 04/12/2004 :  15:21:02  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Rieccomi per un altro avviso. Noi genitori abbiamo prodotto un "Manuale della sopravvivenza" che è scaricabile nella home page del sito www.dislessia-genitori.org
Vorremmo poter pubblicare il suddetto manuale per poterlo divulgare anche fuori dal web. Avrei bisogno della vostra collaborazione, dei vostri consigli e se possibile anche di ulteriore materiale per incrementare la nostra sezione "scuola" del sito. Grazie
Did
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Georg Maag
Georg


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Inserito il - 01/05/2005 :  22:01:38  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
C'è una nuova iscritta e mamma che chiede lumi in questo stesso forum sotto il titolo "dislessia, disgrafia e... Inglese"
Se qualcuno può darle un aiuto?
Grazie
georg
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did
piccolissimo scrittore


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Inserito il - 13/07/2005 :  22:04:41  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
bUONA SERA A TUTTI, VI SCRIVO QUESTE RIGHE PER AVERE UN CONSIGLIO: FORSE AVRETE GIA' NOTATO LA MIA PRESENZA SU QUESTO FORUM SULLA MIA DEDIZIONE ATTRAVERSO IL SITO DEI GNITORI WWW.DISLESSIA-GENITORI.ORG MA ADESSO NON SO COME COMPORTARMI DAVANT AD UN DEBITO RICEVUTO DA IA FIGLIA CHE HA TERMINATO LA PRIMA MEDIA. lA MIA RAGAZZINA DI 12 ANNI HA PROBLEMI DI DISLESSIA E DISCALCULIA ED HA RICEVUTO UN DEBITO DOPO CHE PER UN ANNO ABBIAMO LAVORATO VERAMENTE MOLTO, CON ASSIDUITA', FERMEZZA E BUONA VOLONTA'. cOME FAR CAPIRE CHENON SONO I DEBITI A RISOLVERE IL PROBLEMA? COME SI FA A FAR CAPIRE CHE E' UMILIANTE RICEVERE UN DEBITO PERCHE' LA RAGAZZINA VEDRA' MENO I SUOI SFORZI. VEDRA' ASSIEME A LEI RAGAZZI VERAMENTE SVOGLIATI, NON RAGAZZI CON DISTURBI SPECIFICI DELL'APPRENDIMENTO. pERDONATE L SFOGO, MA OLTRE AL OSTRO CONSIGLIO VORREI SAPERE SE COME GENITORE POSSO IMPUGNARE QUESTO DEBITO E SE POSSO FARNE UN RICORSO. gRAZIE. oRLANO dIDIER
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Georg Maag
Georg


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Inserito il - 14/07/2005 :  09:51:47  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Caro Orlando,
mi dispiace leggere le Sue righe amare, e vorrei tanto poterLe essere di aiuto, ma sono "fuori" dai posti di potere, sono solo uno scrittore che tenta di cambiare qualche piccola cosa in un sistema spesso orribile, quasi mai giusto verso i bambini, ma lo faccio dall'esterno, non dall'interno del sistema. E posso collaborare soltanto lì dove qualche maestra o insegnante si trova nella stessa mia situazione, ne è conscia e sta cercando di offrire qualcosa di "diverso", una metodologia fuori dal coro.
Dunque non posso esserLe di grande aiuto, posso solo dire che mi dispiace sentire che ancora oggi succedono fatti così stupidi e gravi, che danneggiano bambini che andrebbero aiutati e invogliati. Mi dispiace sul serio.
Spero che qualcuno di quelli che leggono le discussioni del sito sia invece situato "all'interno" del sistema, possa muovere qualche bottone o leva e tentare di migliorare la situazione.
Qui a Torino qualcosa si è mosso ultimamente. Infatti entrerò per l'anno accademico prossimo in un Master di psicologia e pedagogia, visto che qualcuno si è accorto che i corsi di scrittura creativa (nel caso specifico, invece, era un corso di teatro con bambini di una scuola di Torino) ha dato dei risultati assolutamente insperati ed inattesi. Inoltre potrebbe darsi che comincio presto a scrivere assieme a Dario Leccacorvi un libro di antologia per le Medie (uscirà non prima del 2009), un altro modo per migliorare e cambiare il mondo dell'insegnamento e spostare i pesi all'interno della scuola sull'interesse degli allievi invece che lasciarle basato sulla rigidità e tradizione scolastica spesso obsoleta.
Ma con questo non aiuto Lei.
Vorrei invece copiare un breve passaggio di un libro bellissimo di Vittorino Andreoli, "Dietro lo specchio", BUR:

"E' drammatico considerare l'assoluta mancanza di attenzione che le attuali società hanno nel confronto della cultura. E' un segnale che non si è capito nulla, nemmeno dell'arte di governare.
Non è possibile educare senza cultura. Chiunque entri in un processo educativo deve essere considerato il centro dell'azione educativa, parte della relazione, del legame tra chi educa e chi viene educato. Non si tratta di impartire una lezione che potrebbe essere svolta da un apparecchio radiotelevisivo, ma è necessario far sentire che tra il maestro e il discepolo c'è un preciso rapporto e un legame attraverso cui passano i messaggi. E' più difficile relazionarsi che tenere un'omelia o pontificare con un po' di retorica. In questa circostanza si appaga il narcizismo e non si fa educazione. Anzi, si invia il messaggio dell'individualismo sfrenato, di chi parla dal podio come se recitasse davanti ad uno specchio. Invece di una relazione si danno voti, si creano gerarchie, forme anch'esse di narcisismo endemico. Si creano i bravi e i meno bravi, quelli da lode e altri appena sufficienti: un giudizio che non si differenzia da quello di un tribunale. In più è espresso da un giudice unico che non deve nemmeno mediare con altri giudizi e impressioni. La meritocrazia è coerente con il narcisismo di chi pensa di educare salendo su una cattedra. E l'alunno capisce presto che per raggiungere il merito non serve né sapere, né studiare. Il riconoscimento sta nella sensazione di venir notati, di esserci per quell'educatore e quindi per la scuola"
...
"La società attuale è giunta al paradosso di un sistema educativo che non riesce a far vivere l'esperienza del gruppo nonostante si vada a scuola dall'età di tre o quattro anni in classi programmate per venti-venticinque alunni. Il primo gruppo che i giovani sperimentano è quello dei pari età e il tutto accade al di fuori della scuola e nella prima adolescenza. Il mondo giovanile ha bisogno del gruppo, della forza che esso possiede per i processi di identificazione. E' follia lasciarne la dinamica in balia di qualche leader di strada improvisato. Dovrebbe essere l'insegnante, il maestro a tenere la leadership dei gruppi i quali dovrebbero attivarsi dentro la classe delle scuole dell'obbligo. La classe come gruppo e non come coacervo di giovani in guerra per le gerarchie del voto. Un segnale drammatico che si attua in una educazione senza che l'insegnante ne sia il suo vero motore."
"L'appartenenza presuppone l'affettività, oggi negate in nome della professionalità, centrata sulla razionalità e non sui sentimenti. Così si è imposto un modello robotico che trasmette messaggi senza il minimo coinvolgimento, attento soltanto a dare un'informazione corretta e una esposizione chiara."


Spero che Androli non ne ne voglia per aver copiato questo passaggio!
E' un libro-accusa contro i sistemi sbagliati di questa nostra società, e parla anche spesso e volentieri dei nostri figli e dell'educazione.
Cosa posso dirLe nel caso specifico? Ben poco. Immagino che abbia parlato con l'insegnante. Forse parlare anche con un psicologo (ma non per il problema della figlia, bensì per il problema che una scelta affrettata del genere da parte della maestra potrebbe far scatenare, e con quali conseguenze future), e tornare con queste informazioni nuovamente all'attacco? Non saprei.
Le auguro buona fortuna

Georg Maag

Modificato da - Georg Maag in data 14/07/2005 09:54:15
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