il sito della Scrittura Creativa e della filosofia per bambini.
il sito della Scrittura Creativa e della filosofia per bambini.
Home | Profilo | Registrati | Discussioni Attive | Utenti | Cerca | FAQ
Nome Utente:
Password:
Salva Password
Password Dimenticata?

 Tutti i Forum
 Forum per gli insegnanti
 FORUM PER INSEGNANTI E MAESTRE
 LABORATORIO FILOSOFIA CON I BAMBINI
 Nuova Discussione  Rispondi
 Versione Stampabile
Autore Discussione Precedente Discussione Discussione Successiva  

clod
piccoloscrittore impegnato


66 Messaggi

Inserito il - 25/05/2006 :  16:01:36  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
La facoltà di Scienze della Formazione Primaria di Torino, nell'anno accademico in corso (2005/06), ha attivato due laboratori affiancati al corso di Didattica generale del prof. Mario Castoldi, durante i quali si è parlato di "FILOSOFIA CON I BAMBINI".
Hanno partecipato in tutto una quarantina di studenti, futuri insegnanti e insegnanti già in servizio. Insieme abbiamo discusso le caratteristiche di queste attività didattiche e abbiamo passato in rassegna le varie proposte esistenti, valutandone i pro e i contro.
Verso la fine del percorso (il 24 maggio) abbiamo avuto la possibilità di incontrare Georg Maag e Dario Leccacorvi e parlare con loro di "Pensare un mondo".
Come conduttore dei laboratori sono molto soddisfatto di come si sono svolti e mi è sembrato di notare un buon riscontro da parte degli studenti, che sono spesso intervenuti con commenti e critiche molto preziose. In particolare, l'incontro con Georg e Dario mi pare abbia sollevato un interesse speciale.
Credo sia importante condividere le riflessioni che questa esperienza ha suscitato in noi... e più in generale mettere in rete idee e suggerimenti sulle attività di filosofia con i bambini.
Apro questa discussione proprio per raccogliere questi interventi da parte di chi ha partecipato ai laboratori, ma anche di chiunque voglia dare un suo contributo in tal senso.

Claudio Calliero

admin
Forum Admin


846 Messaggi

Inserito il - 25/05/2006 :  21:23:52  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Inutile dire che saremo molto contenti ricevere più commenti (ma anche critiche, suggerimenti, idee) possibili da chi ha partecipato ai laboratori!
Come avevo detto durante l'incontro: il libro è perennemente "in progress", non può e non vuole essere un libro finito e chiuso. E' troppo attivo e viaggia troppo per fare una fine ingloriosa del genere.
E dunque le vostre impressioni saranno preziose.
Grazie per ogni vostro commento,
e buona fortuna nella vostra futura professione!
Georg Maag
Torna all'inizio della Pagina

clod
piccoloscrittore impegnato


66 Messaggi

Inserito il - 14/06/2006 :  20:22:28  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Nell’ultimo incontro del laboratorio ciascun partecipante ha scritto un proprio commento sull’argomento trattato. A nome di tutti inserisco qui di seguito i pareri raccolti. Mi sembra rappresentino un bel ventaglio di riflessioni profonde e critiche, con lo sguardo concreto del maestro. Ci sono spunti molto interessanti, soprattutto circa l’applicabilità delle attività filosofiche a scuola. Ringrazio tutti gli studenti per l’adesione attiva e brillante, e un grazie ancora a Georg e Dario per la collaborazione e per l’intervento “illuminante”. Se qualcuno, partecipante o no al laboratorio, volesse aggiungere altre riflessioni… benissimo! Sarebbe un ulteriore arricchimento.
Un saluto cordiale.
Claudio Calliero
Torna all'inizio della Pagina

clod
piccoloscrittore impegnato


66 Messaggi

Inserito il - 14/06/2006 :  20:25:01  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Il laboratorio mi ha interessata, anche se all'inizio mi ha trovata un po' impreparata ad affrontare un argomento così complesso come la filosofia. Devo riconoscere che attraverso di esso sono riuscita ad aprire la mia mente ad un nuovo modo di intendere la filosofia, riuscendo a percepirne un senso (ed un'utilità) che fino ad ora non ero riuscita a cogliere. Non so se porterò mai la filosofia a scuola, ma è sicuro che quest'esperienza mi farà riflettere e sicuramente mi aiuterà a rivedere alcuni rapporti dialogici con i bambini. Sono una persona aperta alle esperienze e al confronto e questo laboratorio è stata per me un'opportunità per arricchire la mia conoscenza e per mettermi in discussione. Grazie.
Odette Alloati
Torna all'inizio della Pagina

clod
piccoloscrittore impegnato


66 Messaggi

Inserito il - 14/06/2006 :  20:29:06  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Inizio dicendo che questo è stato per me un bellissimo laboratorio, in cui ho imparato tante cose nuove in ambito educativo! Ammetto che durante la prima lezione rimasi un po’ perplessa quando ci venne chiesto di scrivere su un foglietto che cosa intendessimo noi per filosofia e quale legame potesse avere con la pedagogia; questo ovviamente perché non sapevo ancora quale argomento avremmo trattato durante queste 20 ore! Io stessa ho imparato una nuova concezione di filosofia, non ridotta soltanto ai grandi pensatori, alla “Storia della Filosofia”, ma una “Filosofia Pratica”, CHE SI FA, NON CHE SI DICE!
In ambito scolastico, il progetto di filosofare nasce con l’intento di sostenere i bambini nella formazione e nello sviluppo del pensiero complesso, attraverso un’attenta e consapevole riflessione. Tale finalità viene perseguita essenzialmente attraverso il "dialogo filosofico" in classe. Lo specifico del dialogo filosofico consiste nell’attivare processi di riflessione e di interpretazione della vita e delle sue manifestazioni. Pertanto esso si presenta al bambino che apprende “significativamente in sé” per il grande contributo che può fornirgli nel difficile compito di comprendere se stesso ed il mondo di cui è parte. Oggetto del dialogo sono le domande che i bambini si pongono in relazione a ciò che accade e li stupisce, anche in riferimento ai contenuti dei processi di apprendimento scolastico: non c’è filosofia senza domande; non ci sono domande se niente ci meraviglia! La filosofia a scuola non si riduce ai contenuti né alle forme tradizionali di comunicazione e pratica disciplinare. Si può anche partire dal quotidiano, magari quello più spicciolo, per poi giungere ad astrazioni di più ampio respiro. Oppure si può iniziare adoperando storielle fantastiche, in cui gli oggetti costruiti dall’uomo si animano, si ribellano, le macchine non si rompono mai, dove la magia regna sovrana! Tra le forme comunicative possibili troviamo appunto la favola, ma anche la recitazione, la drammatizzazione in generale o qualunque altro tipo di rappresentazione. Il Bencivenga afferma provocatoriamente, che la filosofia può essere considerata in qualche senso un «gioco» ed è in genere consigliabile lasciarsi un po’ di tempo per giocare alla filosofia, «attività ludica straordinariamente seria», poiché comunque, da qualunque punto e in ogni modo essa cominci, si giunge in ultima istanza ad aver a che fare con cose come la vita e la morte, il bene e il male, il tempo e l’eternità.
La struttura scolastica promuove in genere atteggiamenti sociali altamente individualistici e per questo è orientata verso l'insegnamento di argomenti "accademici", adatti a un flusso informativo unidirezionale, dall'insegnante agli allievi. Le domande e i reali interessi dei ragazzi vengono spesso ignorati, mentre costituiscono il nucleo stesso del coinvolgimento emotivo, presente in ogni percorso di apprendimento e di crescita promosso all'interno della scuola. La pedagogia contemporanea, a partire da Dewey, ha colto e sottolineato la centralità dei dubbi e delle domande nel processo di apprendimento, che solo a partire dalle proprie domande può diventare "un fatto personale", e dunque coinvolgente. Un cammino di crescita sostenuto da domande vive, sentite, sarà un cammino costellato di piccole e grandi intuizioni, scoperte, riflessioni che diventano parte di sé, che non saranno dimenticate: solo così un percorso educativo può innanzitutto formare, e non solo informare.
Ritengo che questo sia stato un laboratorio molto utile, in quanto non ci è stata spiegata solo e soltanto la teoria, ma attraverso numerosi esercizi e letture abbiamo anche noi potuto toccare con mano questo tipo di lavoro! Sono rimasta molto soddisfatta, contenta e ripeto: HO IMPARATO MOLTO! Una lezione che mi ha molto colpita è stata quella in cui vennero a parlarci DARIO LECCACORVI & GEORG MAAG, autori del libro: “PENSARE UN MONDO” con cui abbiamo potuto avere un riscontro diretto rispetto agli argomenti affrontati fino a quel momento.
Alessia Arena
Torna all'inizio della Pagina

clod
piccoloscrittore impegnato


66 Messaggi

Inserito il - 14/06/2006 :  20:31:20  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Mi è dispiaciuto molto non poter partecipare all'incontro di mercoledì 24 maggio, credo sia stato interessante poter ascoltare gli autori e poter interagire con loro riguardo i temi proposti sul loro libro e su alcune tematiche affrontate durante il laboratorio. Questo è stato il primo laboratorio a cui io ho partecipato e mi è piaciuto molto il tema trattato. Fare filosofia con i bambini apre la possibilità di poter instaurare nuove forme di dialogo con loro, proponendo attività mirate ad affrontare temi filosofici o semplicemente la possibilità di dare delle risposte alle eventuali domande che i bambini propongono quotidianamente. E' coinvolgente mettersi in gioco con i bambini nel tentativo di trovare insieme a loro delle soluzioni. Credo sia utile, dove sia possibile, abituare i bambini a lavorare dialogando e affrontare tematiche diverse che possano interessarli, che possano coinvolgerli a riflessioni personali, al confronto con i loro compagni.
Eleonora Avena
Torna all'inizio della Pagina

clod
piccoloscrittore impegnato


66 Messaggi

Inserito il - 14/06/2006 :  20:33:29  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Interesse medio durante le lezioni; alto durante l’incontro con gli scrittori.
Riflessione personale: vedere i bambini come grandi e trasformare i grandi in bambini.
Valentina Bassan
Torna all'inizio della Pagina

clod
piccoloscrittore impegnato


66 Messaggi

Inserito il - 14/06/2006 :  20:35:50  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Premessa: io mi sono iscritta al laboratorio di didattica per caso, diciamo che aveva un orario compatibile con il mio lavoro anche se non è del tutto vero, ma non importa, un po’ di sacrifici bisogna pur farli!!! Quindi non mi aspettavo niente da questo lab., sinceramente speravo mi potesse essere d'aiuto per l'esame di didattica, ma non l'ha fatto, l'unica cosa che speravo era che fosse “indolore” cioè non noioso. Di fatto non lo è stato. Mi è parecchio piaciuto l'approccio iniziale, ha saputo cogliere la mia, penso nostra attenzione, ci ha incuriosito, e personalmente mi ha fatto pensare parecchio, alcune lezioni sono state al centro dell'attenzione di discorsi con amici.
Tirando le somme questo laboratorio mi ha dato delle cose, diciamo degli spunti, anche se sono ancora così lontana dal mio futuro da maestra , spero di poter mettere a frutto ciò che di buono sono riuscita a cogliere da questa esperienza.
Ah dimenticavo, rimango a completa disposizione per chiarimenti sulla definizione: FILOSOFIA CONCRETA!!!
Caterina Canova
Torna all'inizio della Pagina

clod
piccoloscrittore impegnato


66 Messaggi

Inserito il - 14/06/2006 :  20:38:16  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
L’argomento del laboratorio mi è sembrato particolarmente interessante. Non conoscendo l’esistenza di questa metodologia didattica, sicuramente questo laboratorio mi è servito ad arricchire di strumenti la mia “valigia” di educatrice. Penso che utilizzerò questo strumento, soprattutto indirettamente, per potenziare le capacità comunicative e logiche dei bambini, ma non escludo che nel mio percorso di insegnante possa anche usufruirne direttamente, se mi sembrerà che la situazione lo richieda.
Ritengo, come già sostenuto durante il laboratorio, che percorsi di educazione al dubbio vadano accompagnati da percorsi di educazione alla scelta per non rischiare di far crescere generazioni di persone sempre più indecise e incapaci di decidere.
Concetta Ciampa
Torna all'inizio della Pagina

clod
piccoloscrittore impegnato


66 Messaggi

Inserito il - 14/06/2006 :  20:42:46  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Ecco le mie impressioni sul laboratorio! L'argomento era per me nuovo, anzi sconosciuto.
L'idea della filosofia e della didattica della filosofia della nostra Scuola italiana è così strettamente legata alla storia della filosofia che ero parecchio lontana dal riuscire a pensare che questa disciplina potesse essere proposta, in modo totalmente differente, ad adulti, ma soprattutto a bambini.
Credo sia importante provare a fare filosofia con i bambini perché li aiuta a tirare fuori problematiche, dubbi, vissuti profondi, che solitamente non si ha il tempo di sviluppare in altre discipline e a condividerli con altri. Questo può essere un buon punto di partenza per vincere il timore ad esprimere le proprie opinioni e, allo stesso tempo, per rendersi conto che esistono posizioni di pensiero diverse, sulle quali si può o non si può essere d'accordo o dalle quali si parte, come input, per altre riflessioni. In ultimo, ma non per importanza, ritengo che un'abitudine a discussioni di questo tipo, se ben condotte, può portare, anche nei bambini, allo sviluppo di capacità di pensiero più analitiche, critiche e consapevoli della realtà che li circonda e dei propri vissuti, fornendo loro un approccio più riflessivo, articolato e completo alla realtà.
Ho apprezzato molto poter visionare libri di filosofia per bambini con relativi esercizi, anche se alcuni mi sono parsi decisamente complessi per poter essere proposti nella Scuola Primaria.
L'intervento di Maag e Leccacorvi mi ha dato molto e, per questo, come proposta per futuri laboratori si potrebbero pensare, dopo alcune ore introduttive di teoria, molti più incontri con persone che praticano sul campo la filosofia per i bambini, anche gruppi di insegnanti che raccontino le loro esperienze con relativi punti di forza e di debolezza, per un “assaggio” più pratico e diretto di tutto il discorso.
Un grazie per avermi dato l'opportunità di conoscere un campo della didattica nuovo, stimolante e credo molto arricchente, per l'insegnante che lo pratica e per i bambini che ne sono diretti protagonisti!
Laura Cortese
Torna all'inizio della Pagina

clod
piccoloscrittore impegnato


66 Messaggi

Inserito il - 14/06/2006 :  20:55:51  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Scrivo due righe per commentare il laboratorio. L'ho trovato molto interessante in quanto tende a sensibilizzare i prossimi insegnanti ad un dialogo con i bambini. Ho sempre pensato che l'insegnante debba essere prima persona e poi professore. Cioè non basta sapere per insegnare ma ci vuole prima il lato umano quello che ci rende sensibili alle differenze e alle problematiche che ogni bambino o alunno può avere.
Ho a cuore questo discorso proprio perché il mio percorso formativo è stato molto difficile dato che appunto ho incontrato maestri e professori che pensavano solo alle loro unità didattiche senza mai uscire dal loro contesto o senza mai andare incontro alle esigenze degli alunni, senza mai ascoltarli, dove il valore umano non contava nulla.
Tutto questo mi portò ad allontanarmi dalle scuole molto presto facendomi "odiare" questa categoria. Ora può sembrare un controsenso che io faccia questo percorso formativo per diventare un maestro, ma è proprio dalla mia esperienza negativa che ho capito che altri bambini come un tempo noi, debbano avere più spazio nella loro crescita ed avere più autostima di loro stessi e questo lo si può dare solo attraverso il dialogo e alla comprensione. Noi possiamo cambiare questa tendenza, dare più spazio all'ascolto, e al dialogo al bambino stesso come persona, aiutandoli nel loro percorso formativo.
Questo mio ultimo pensiero nasce proprio grazie al fatto di aver conosciuto degli insegnanti alle serali che non erano dei professori ma degli amici, dei fratelli maggiori, dove esisteva quella giusta complicità per riuscire meglio nel fare le cose. Grazie a loro ho imparato ad amare la scuola, lo studio ed i "professori". Ecco allora, quando trovi delle persone così che ti possono dare tanto e farti conoscere i lati positivi di un qualsiasi contesto in cui noi viviamo, allora possiamo riuscirci.
L'incontro con i due autori, invece mi ha lasciato un po’ così perplesso o meglio mi immaginavo che parlassero più del loro libro che delle loro esperienze personali.
Detto questo spero di non aver annoiato con la mia esperienza personale e che questo mio commento magari poco critico possa andare bene.
Massimo Cosola
Torna all'inizio della Pagina

clod
piccoloscrittore impegnato


66 Messaggi

Inserito il - 14/06/2006 :  20:59:17  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Non avevo mai sentito parlare della Philosophy for Children; il laboratorio è stato un’ottima occasione per conoscerla. Inizialmente ero un po’ scettica, pensavo a una materia aggiuntiva e non vedevo l’utilità pratica di fare filosofia con i bambini. Al termine del percorso penso che questo tipo di attività sia arricchente in modo particolare per l’insegnante. L’insegnante facendo filosofia con i bambini, praticandola insieme con i bambini, discutendo con loro, può imparare dai bambini stessi, dalla loro semplicità e dalla loro curiosità.
Una quindicina di giorni fa un bambino mi ha chiesto perchè la luna e il sole non cadono? Sicuramente senza questa esperienza avrei detto semplicemente non lo so o forse avrei provato a rispondere in qualche modo, invece è stata occasione per aprire un cerchio. E’ stato un momento piacevole e divertente, ho chiesto ai bambini se avevano voglia di parlare un po’ per aiutare il compagno. E’ nato un bel dialogo, tutti in modo molto serio, hanno dato la loro opinione.
(E’stata accettata la risposta di una bambina che ha detto che la maestra che si parla di Gesù ci ha detto che è stato il suo papà a fare tutto così è lui che ha deciso di fare che non cadeva.)
Particolarmente arricchente è stato l’incontro con gli autori di “Pensare un mondo” di mercoledì 24. Sono stata colpita dall’entusiasmo di entrambi gli autori e dal loro modo di comunicare le emozioni che hanno vissuto lavorando con i bambini.
Luisa Cinzia Costa
Torna all'inizio della Pagina

clod
piccoloscrittore impegnato


66 Messaggi

Inserito il - 14/06/2006 :  21:01:46  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
In questo laboratorio penso sia stato interessante scoprire che è possibile fare filosofia con i bambini. Inizialmente mi preoccupava l'ora, perchè pensavo che sarebbe stato pesante dopo tutta la giornata partecipare a questi incontri. Ma dopo mi sono dovuta ricredere: mi ha incuriosito pensare a come parlare di filosofia con i bambini. Sono convinta che siano emersi dei bei esempi e stimoli per iniziare a far confrontare gli alunni su questioni di vita e domande che emergono dalla loro esperienza. Non avevo mai pensato che in fondo quelle domande, che fin da più piccini ci poniamo, sono le stesse questioni a cui i filosofi di tutti i tempi hanno cercato di rispondere!
Penso che un bambino che fa certe domande di vita non deve essere lasciato con i suoi dubbi, perchè in quel momento egli sta cercando di risolvere quel problema, e difficilmente riuscirebbe a seguire altri argomenti. Probabilmente il confrontarsi e il cercare risposte è utile e può aprire la mente ad altre nuove cose da scoprire e da interpretare. Ovviamente è compito dell' insegnante cercare di rendere il dialogo il più sereno possibile: ecco la sfida che i più piccoli ci lanciano, riflettere su cose che spesso allontaniamo dai nostri pensieri o sottovalutiamo.
Sonia Costamagna
Torna all'inizio della Pagina

clod
piccoloscrittore impegnato


66 Messaggi

Inserito il - 14/06/2006 :  21:03:58  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
FILOSOFIA : Il termine filosofia deriva dal greco e significa “amore della sapienza”, filia: amore, e sophia: sapienza.
Quindi il filosofo non è il sapiente ma è colui che, consapevole di non possedere il sapere, lo ricerca.
Le definizioni di filosofia sono però innumerevoli per il fatto che ogni filosofo ha il suo modo di procedere.
Il sapere è il tema chiave del periodo ipotetico-deduttivo del bambino, che pone a se stesso continue domande le quali, poi, non trovando risposta, vengono rivolte alle persone circostanti (come genitori, fratelli maggiori…).
MA ALLORA IL BAMBINO E’ UN FILOSOFO?
I bambini per la loro ingenuità e la poca esperienza del mondo e la scarsa capacità di creare rappresentazioni mentali persistenti, riescono in maniera notevolmente più ampia rispetto all’adulto a coltivare e far emergere un ingrediente importante per la filosofia che è la FANTASIA!!!
FANTASIA: dal greco phantasia, che significa sia l’immagine che l’immaginazione, sia il prodotto che l’attività per mezzo della quale essa si forma nello spirito.
Immagine e immaginazione nel contesto della filosofia antica avevano un carattere di mera riproduzione.
Solo a partire dal XVII secolo la filosofia assume il significato di IMMAGINAZIONE creatrice, prima guardata con sospetto, perché produttrice di visioni strane, capricciose, false o inattendibili, poi salutata con entusiasmo, come segno di libertà spirituale propria della genialità del poeta e dell’artista.
Furono soprattutto i romani a valorizzare tale capacità, essi distinsero la filosofia dall’immaginazione propriamente detta;quest’ultima si limita a combinare elementi senza propriamente inventare.
La fantasia è importante per la filosofia perché è questa che produce le idee che poi il ragionamento controlla….
MA ALLORA PER I BAMBINI LA FANTASIA E’ IMPORTANTE?
I bambini hanno bisogno di un loro mondo fantastico per crescere più sereni, più equilibrati e più felici.
Ma il mondo di oggi favorisce il crescere di questo ingrediente importante per lo sviluppo dei bambini?
La visione dei reality-show, della cronaca in diretta e della guerra in tv, l’eccesso di raziocinio e il bombardamento di immagini, legate alla realtà, stanno uccidendo la fantasia.
Un’ infanzia senza fantasia può trasformare i piccoli di oggi in adulti tristi, fragili e pieni di ansie e paure, attenzione però!!!Le favole di una volta non sono più attuali e servono quindi nuove fiabe: Cenerentola, Pinocchio, Il principe azzurro sono troppo lontani dal loro mondo attuale e dal loro linguaggio.
Da tv e video giochi si devono prendere gli spunti per imbastir favole nuove, in cui anche i più piccoli possano riconoscersi.
Da uno studio condotto da Eta Meta Research, attraverso interviste a 50 psicologi, pedagogisti ed educatori, risulta che i rischi di una crescita senza fantasia sono innanzitutto per gli esperti la predisposizione a frequenti paure 32%, ma non basta, il bambino può diventare anche un adulto asociale 23%, o un uomo con costante senso di inadeguatezza di fronte alle responsabilità 19%.
Il segno di un infanzia legata al reale può far sentire i suoi effetti anche sul piano dell’umore : il 15% percento segnala il rischio di adulti tristi e depressi.
Insomma la fantasia fa bene ai piccoli e ai grandi di oggi e di domani, è lo stimolo fondamentale per la crescita in qualsiasi fase, togliere o anche solo limitare la fantasia vuol dire mettere la parola fine all’era dell’uomo, e il rischio di trovarsi di fronte a generazioni di adulti incapaci di affrontare la vita e di avere stimoli per andare avanti.
La fantasia però, a mio parere, non può essere stimolata negando la tv, i videogiochi e i fumetti ai bambini.
La tv come il resto è un mezzo importante da sfruttare al meglio per ri-attualizzare le fiabe, il mondo televisivo è quello più proprio da cui attingere nuovi stimoli perché, per i codici e i ritmi, è quello che i bambini sentono più vicino.
Tra i generi televisivi che maggiormente mettono a rischio lo sviluppo della fantasia dei bambini, gli psicologi e gli esperti intervistati non hanno dubbi:
-Il primo posto spetta ai reality show che per cosi dire hanno “invaso” il piccolo schermo.
- seguono le trasmissioni basate sulla cronaca
- e in fine i contenitori domenicali.
NO anche ai talk show e agli stessi tg, programmi che non sono pensati certo per i bambini ma che di fatto vengono visti anche dai più piccoli.
Però non tutti i programmi televisivi vanno messi sotto accusa, in quanto ci sono veri programmi “salva fantasia”, documentari e varietà pensati proprio per i più piccoli che sviluppano la loro creatività, e che presentano quelli che possono essere i nuovi protagonisti delle favole dei tempi moderni, personaggi che appartengono ad un mondo fantastico e che hanno il ritmo e il linguaggio in cui i bambini possano facilmente riconoscere.
OPINIONI PERSONALI SUL LABORATORIO
Ho ritenuto sia stato molto interessante l’argomento affrontato durante il laboratorio, è stato produttivo il poter partire da una nostra rappresentazione mentale della filosofia, data dalla nostra esperienza scolastica, e poi addentrarci in un percorso nuovo e a mio parere inaspettato.
Penso che la possibilità di poter consultare dei libri, di analizzarli anche se in modo superficiale dato il tempo a disposizione sia stata un’iniziativa efficace per il nostro futuro mestiere, sono certa che le cose apprese in queste 20 ore mi ritorneranno utili per una mia futura programmazione didattica.
Mi è dispiaciuto molto il non poter partecipare all’incontro con gli autori, perché penso sia stata una bella opportunità di crescita poter ascoltare quello che avevamo preparato per il nostro gruppo di laboratorio.
Federica Femia
Torna all'inizio della Pagina

clod
piccoloscrittore impegnato


66 Messaggi

Inserito il - 14/06/2006 :  21:09:49  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Il laboratorio è stato interessante perché ho imparato una cosa nuova, che non ho mai trovato sui testi d’esame. Ho avuto utili suggerimenti di attività da condurre in classe. L’interesse è stato costante. Inizialmente ero molto incuriosita perché non riuscivo a capire in che senso e in che modo si potesse fare filosofia con i bambini. Le esercitazioni (le letture) effettuate nei lavori di gruppo sono risultate stimolanti.
Marzia Gallo
Torna all'inizio della Pagina

clod
piccoloscrittore impegnato


66 Messaggi

Inserito il - 14/06/2006 :  21:11:56  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Ho trovato il tema della filosofia con i bambini davvero molto interessante, anche perchè non ne avevo mai sentito parlare prima.
Penso che la dimensione della riflessione e del ragionamento "filosofico" sia molto importante per i bambini, perchè li aiuta già in tenera età ad interrogarsi sul mondo e sul perchè dei fatti, cosa che secondo me oggi è volutamente tralasciata ed evitata un po' da tutti. I bambini, poi, riescono a cogliere degli aspetti così interessanti e originali della realtà che in ogni caso fanno riflettere gli adulti, e loro stessi, su questioni anche molto profonde e grandi.
Mi è piaciuto molto dunque frequentare questo laboratorio, sia per il tema affrontato, sia per la struttura del corso, perchè noi studenti abbiamo potuto interagire tra di noi e con il professore, in un confronto sicuramente formativo e arricchente per tutti. Ho trovato anche molto piacevole l'incontro con i due filosofi e autori del testo “Pensare un mondo”, perchè ascoltare le loro divertenti esperienze concrete fatte a scuola mi ha dato la speranza di poter proporre un percorso di quel tipo nel mio futuro lavoro da insegnante.
Luisa Gentile
Torna all'inizio della Pagina

clod
piccoloscrittore impegnato


66 Messaggi

Inserito il - 14/06/2006 :  21:14:02  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
All’inizio non mi aspettavo che il laboratorio parlasse di filosofia e sono rimasta da subito piacevolmente colpita, in quanto già al liceo, quando non si faceva storia della filosofia, ma si ragionava su questioni più generali, ero molto interessata. Il mio interesse è andato via via aumentando anche per come è stato trattato il corso, che ha cercato di equilibrare bene teoria e pratica.
Credo che un’attività del genere non sia facilmente applicabile in una scuola, se non inserita in altre materie, dove invece credo sia INDISPENSABILE farlo per evitare un sapere solo ed esclusivamente nozionistico. È auspicabile che nella scuola del futuro sia lasciato più spazio a queste attività, che magari non promuovono nulla di pratico, ma sviluppano molte altre competenze, a mio parere più utili e durature per i bambini.
Rita Gheller
Torna all'inizio della Pagina

clod
piccoloscrittore impegnato


66 Messaggi

Inserito il - 14/06/2006 :  21:21:06  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Mi ha suscitato una curiosità iniziale molto forte perché non mi sono mai posta la questione di affrontare con dei bambini argomenti filosofici. Ho scoperto che non solo è fattibile, ma sicuramente utile.
Il laboratorio è risultato complessivamente molto interessante perché l’agire pratico e il confronto delle nostre opinioni è più stimolante che non la semplice trasmissione nozionistica. Particolarmente gradevole è stato l’incontro con i due autori. L’insegnante ha saputo mantenere vivo in modo costante l’interesse, esponendo chiaramente i concetti chiave.
Antonella Giorgio
Torna all'inizio della Pagina

clod
piccoloscrittore impegnato


66 Messaggi

Inserito il - 14/06/2006 :  21:23:29  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Il tema del laboratorio, la “filosofia coi bambini”, sin dal primo incontro ha fatto scemare l’iniziale scetticismo insito per natura nella sottoscritta.
L’interesse è aumentato in maniera esponenziale via via che gli incontri si susseguivano e il “barlume di speranza” di poter applicare la parola filosofia ai bambini è diventato certezza grazie all’incontro con i proff. Leccacorvi e Maag.
Il laboratorio ha sortito un entusiasmo e un desiderio di poter proporre ai miei alunni interazioni di questa natura, non previsti.
Maria Elena Gravagno
Torna all'inizio della Pagina

clod
piccoloscrittore impegnato


66 Messaggi

Inserito il - 14/06/2006 :  21:27:35  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Premetto che questo è un argomento di cui ignoravo l’esistenza prima dell’inizio del laboratorio. Ma già dalla prima lezione mi è subito interessato e l’interesse si è mantenuto vivo fino ad ora. Sicuramente ha un’alta applicabilità nelle scuole, anche se probabilmente necessita prima l’instaurazione di un buon rapporto coi bambini. Siccome io già insegno, ho provato ad applicare alcune delle questioni venute fuori durante il corso e ne è nato un dialogo molto bello coi bimbi, e discutendo insieme sono riusciti a trovare una soluzione ad un problema che si era creato durante il pranzo.
Sicuramente una delle cose più interessanti è stato l’incontro con i due autori del libro “Pensare un mondo” perché, oltre a dire cose molto coinvolgenti, traspariva dal loro modo di parlare AMORE sia per i bimbi che per la filosofia e questo sicuramente sono riusciti ad infondercelo
Iberti Ivana
Torna all'inizio della Pagina

clod
piccoloscrittore impegnato


66 Messaggi

Inserito il - 14/06/2006 :  21:29:42  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
L’interesse iniziale per me era capire qualcosa di concreto di didattica, poi si è svelata la filosofia per bambini che per me era quasi nuova, e sono contenta di aver seguito perché penso che faccia parte dell’apprendimento e sia utile per gli insegnanti.
Per quanto riguarda l’applicabilità penso che in certi casi possa essere rivolta direttamente ai bambini più grandi, e indirettamente ai bambini più piccoli.
Pensavo fosse inutile la filosofia, soprattutto per i bambini più piccoli, ma ho scoperto che è importante e non così astratta come pensavo.
Per me quindi il laboratorio è servito, ma penso a tutti perché abbiamo affrontato temi fondamentali per l’apprendimento e per il ruolo dell’insegnante.
Edlira Kopani
Torna all'inizio della Pagina

clod
piccoloscrittore impegnato


66 Messaggi

Inserito il - 14/06/2006 :  21:32:16  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Avviene sempre che i libri ci insegnino le teorie, le metodologie..di tutto e di più su cosa ci sarebbe da sapere sull'insegnamento soprattutto dal punto di vista didattico. Ma pochi libri si soffermano sul come parlare ai bambini, sul cosa rispondere alle loro domande strane,curiose a volte sorprendenti, né tanto meno sul dialogare con loro, sul farli ragionare. Infatti prima di questo laboratorio non avevo mai sentito parlare di questo dialogo filosofico che se ci pensiamo avviene seppur minimamente ogni giorno con i bambini. Per questo motivo trovo che questo laboratorio sia stato davvero utile ed interessante perché mi ha fatto riflettere su quell'aspetto dei bambini che viene un po' trascurato dai libri (almeno i libri che fin'ora ho studiato nel corso di Formazione Primaria) e cioè il loro modo di vedere il mondo, la vita, noi "grandi", nel loro porsi domande che ci sembrano "infantili", diciamo noi, e che in realtà invece nascondono un mondo dietro loro. Perciò cercherò di non sottovalutare anche le più piccole, strane, umili domande che mi si rivolgeranno e se non saprò rispondere non mi preoccuperò di mostrarmi perfetta e di trovare per forza una risposta, ma potrò sempre chiedere a loro di provare a rispondersi da soli e forse insieme troveremo una risposta convincente per entrambi. D'altronde anche questo deve essere capace di fare un'insegnante, dialogare con il bambino per aiutare lo sviluppo della sua capacità di ragionamento, del suo linguaggio, del suo modo di esprimersi. Li faro parlare molto perciò!
Francesca Levrone
Torna all'inizio della Pagina

clod
piccoloscrittore impegnato


66 Messaggi

Inserito il - 14/06/2006 :  21:35:12  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
La tematica affrontata in questo laboratorio è senz'altro stata molto interessante, anche perchè io non ne sapevo nulla, quindi per me nuova. Ringrazio per avermi fatto scoprire questa nuova metodologia didattica ed aver potuto conoscere i due "filosofi" che sono venuti nell'ultimo incontro, veramente mi hanno incuriosito.
Giulia Lingua
Torna all'inizio della Pagina

clod
piccoloscrittore impegnato


66 Messaggi

Inserito il - 14/06/2006 :  21:37:20  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Questo laboratorio mi è piaciuto per motivi specifici. Non ho mai avuto interesse particolare per la filosofia proprio perché non l'ho mai guardata da un certo punto di vista. Ho colto un altro lato della filosofia riguardante i bambini; le loro domande sulla vita e su quegli argomenti che alcune volte non si sa (cosa o come) rispondere possono essere affrontate in modo più diplomatico e più semplice.
Geetha Lizza
Torna all'inizio della Pagina

clod
piccoloscrittore impegnato


66 Messaggi

Inserito il - 14/06/2006 :  21:39:26  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Questo laboratorio mi ha insegnato che, anche se la tentazione è forte, è importante non inculcare dei pensieri/ideologie nei bambini, ma è bene discutere, parlare, riflettere, essere pronti a vedere le cose da un altro punto di vista rispetto al nostro.
Il giudizio complessivo quindi è positivo, anche se la filosofia in generale non mi ha mai entusiasmato, quindi l’argomento per me, soprattutto all’inizio, annoiava un po’.
Marta Lomello
Torna all'inizio della Pagina

clod
piccoloscrittore impegnato


66 Messaggi

Inserito il - 14/06/2006 :  21:41:30  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
L’argomento “filosofia con i bambini” è stato molto interessante, tanto da pensare di approfondirlo.
Frequentando queste lezioni, mi sono resa conto di quanto sia importante trattare la filosofia in ambito scolastico, perché dà l’opportunità ai bambini di pensare finalmente con la propria testa e non sempre con le regole dettate dalla società con secondi fini.
Devo però aggiungere che le persone che si cimentano in questo percorso devono essere molto motivate e con una certa “plasticità” mentale.
Enza Magheta
Torna all'inizio della Pagina

clod
piccoloscrittore impegnato


66 Messaggi

Inserito il - 14/06/2006 :  21:43:34  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
All’inizio ero indecisa se frequentare o no il laboratorio per motivi di tempi e orari, adesso sono molto soddisfatta della scelta che ho fatto. Spesso quando ci iscriviamo ai laboratori lo facciamo senza sapere di cosa tratteranno interessandoci soprattutto ai crediti, invece, tra i tanti penso che questo laboratorio mi abbia realmente lasciato del materiale utile su cui riflettere adesso e magari mettere in pratica in futuro. Mi ha colpito molto il tema della filosofia proposta ai bambini. A scuola e nel tirocinio stiamo discutendo sull’importanza di non fornire ai bambini conoscenze preconfezionate ma di portarli a riflettere su quello che fanno e che vivono già dai primi anni di scuola e di come questo esercizio gli risulterà sempre più utile con il passare degli anni,credo che questa sia un’ottima attività per avvicinarli a questo fine e renderli più consapevoli. Come ci ha detto Maag: “usare la mente è GRATIS!”.
Sara Mandrile
Torna all'inizio della Pagina

clod
piccoloscrittore impegnato


66 Messaggi

Inserito il - 14/06/2006 :  21:45:45  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Ammettendo di aver avuto qualche dubbio, all’inizio, sull’interesse di questo laboratorio, affermo di essere molto contenta di avervi partecipato, in quanto mi ha offerto ulteriori stimoli al lavorare con i bambini, facendomi “crescere” professionalmente e arricchendomi personalmente. Nel corso di quest’anno scolastico ho partecipato a un ciclo di otto incontri con cadenza mensile, ad Asti, organizzati dall’A.I.M.C., intitolato “Il maestro è nell’anima”. Proprio nell’ultimo di questi incontri il professore Pietro Borsello, docente presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, parlando di educazione ambientale e necessità di una convivenza tra le diverse culture, ha nominato il movimento della “Philosophy for children” e ha parlato di Lipman. Ho così avuto ulteriore conferma dell’attualità del “fare filosofia” con i bambini, argomento del laboratorio di didattica frequentato.
Alessandra Monticone
Torna all'inizio della Pagina

clod
piccoloscrittore impegnato


66 Messaggi

Inserito il - 14/06/2006 :  21:47:49  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Il laboratorio si è rivelato molto interessante e mi ha permesso di avere una visione nuova della filosofia. Non avevo mai pensato a questa disciplina in questi termini ne che si potesse trattare con i bambini. Penso che sia un bel metodo per sviluppare il senso critico nei bambini e allo stesso tempo dar spazio alle loro opinioni e farli sentire importanti. Troppo spesso infatti credo che non vengano molto ascoltate le idee dei bambini sia a scuola per fretta di finire il programma che a casa dove i genitori non hanno tempo o forse voglia di ascoltarli. Queste attività credo che sarebbero molto proficue e mi piacerebbe poterle anche sperimentare un giorno.
Grazie ancora per la conduzione del laboratorio e per l'intervento dei due autori.
Elisa Peano
Torna all'inizio della Pagina

clod
piccoloscrittore impegnato


66 Messaggi

Inserito il - 14/06/2006 :  21:49:56  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
L’interesse per l’argomento non è mai venuto meno poiché ritengo fondamentale poter instaurare un dialogo con gli allievi (di qualsiasi età). Penso che non sia, però, facilmente attuabile un collegamento con tutte le materie; lo vedrei meglio come un laboratorio scolastico a parte. Mi è piaciuto molto il confronto diretto con le idee e le esperienze delle altre persone, poter conoscere teste di cui non sapevo nulla. Purtroppo non ho potuto assistere all’incontro con gli autori del libro perché penso che l’idea di incontrare e potersi confrontare con queste persone sia decisamente valida.
Sicuramente è stata un’esperienza molto valida che vorrei poter proporre in futuro ai miei allievi.
Lucia Peretto
Torna all'inizio della Pagina

clod
piccoloscrittore impegnato


66 Messaggi

Inserito il - 14/06/2006 :  21:52:13  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Questo laboratorio mi è piaciuto molto, soprattutto perché il mondo della filosofia per bambini era una realtà a me totalmente sconosciuta.
E’ stato interessante conoscere la filosofia, non come un qualcosa da studiare a memoria, ma come uno strumento per praticare il dialogo e confronto all’interno della classe. E’ importante per i bambini trovare uno spazio accogliente, dove possano liberamente esprimere le loro idee senza paura di essere giudicati, ma soprattutto liberi dal meccanismo, presente nella scuola, di valutazione e giudizio. Anche nella Filosofia per bambini, troviamo la valutazione e/o autovalutazione, ma non sulla sostanza di quanto si dice, infatti è importante ricordare che ognuno è portatore di una sua verità, ma sulle modalità di dialogo, rispetto, accettazione delle idee altrui…
La Filosofia per bambini mi sembra anche un bel modo per affrontare i grandi perché di cui i bambini sono genuini portatori, senza banalizzare le domande e condividendo le risposte.
In una società ormai sempre più variegata, con incroci di popolazioni, religioni e dove il contatto con il “diverso” è sempre più frequente, credo che la Filosofia per bambini possa rappresentare una buona base per imparare a convivere e crescere in un mondo multiculturale.
Coinvolgente è stato anche il penultimo incontro con gli autori di “Pensare un mondo” Dario Leccacorvi e Georg Maag, dove abbiamo avuto l’opportunità di conoscere gioie e dolori della conduzione di gruppi di Filosofia per bambini, ma soprattutto di respirare l’entusiasmo e la passione verso questo filone di pensiero.
Nadia Ravera
Torna all'inizio della Pagina

clod
piccoloscrittore impegnato


66 Messaggi

Inserito il - 14/06/2006 :  21:54:16  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Interesse iniziale: titubante dal momento in cui ho sentito parlare di “filosofia con i bambini”. Il mio primo pensiero è stato: “poveretti”. Questo perché la mia idea di filosofia era scolastica. Ciò che mi ha affascinata è stato il modo di FILOSOFARE con i più piccoli; penso che sia più utile partire da un problema concreto più che da una storia allo scopo di invitarli a ragionare maggiormente.
Valentina Rosa
Torna all'inizio della Pagina

clod
piccoloscrittore impegnato


66 Messaggi

Inserito il - 14/06/2006 :  21:56:19  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Non pensavo che un argomento come la filosofia si potesse prestare ad attività da svolgere nelle scuole primarie. All’inizio, sentendo il tema “filosofia” mi è preso male perché non mi piace come argomento, poi mi sono appassionata forse perché ho iniziato a scoprire cose nuove. Penso che la filosofia coi bambini si possa applicare a scuola… ma come inserirla nella programmazione? È stato comunque uno stimolo a pensare ad attività alternative e allo stesso tempo utili come quelle dei programmi.
Elena Scaglia
Torna all'inizio della Pagina

clod
piccoloscrittore impegnato


66 Messaggi

Inserito il - 14/06/2006 :  21:58:23  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Ho trovato l’argomento particolarmente interessante, perché conciliava due temi a me cari: la FILOSOFIA (che avevo studiato con piacere alle superiori) e i BAMBINI.
Mi è piaciuta l’opportunità che ci è stata data incontrando Maag e Leccacorvi perché mi ha fornito un riscontro in più sull’applicabilità di questo tema con i bambini.
Mi piacerebbe molto poter trattare di filosofia con i bambini come ne abbiamo parlato in questo laboratorio perché penso sia stimolante, divertente e sorprendente (date le risposte che alcuni di loro danno!)
Luana Scarcella
Torna all'inizio della Pagina

clod
piccoloscrittore impegnato


66 Messaggi

Inserito il - 14/06/2006 :  22:00:30  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Parlare della filosofia con i bambini è stato sicuramente un tema interessante e soprattutto nuovo per me. Non avevo mai pensato, infatti, ad un approccio del genere o, meglio, non avevo mai pensato di poter trattare questioni “filosofiche” di proposito se non come risposta a qualche richiesta o fatto avvenuto in classe. Premetto comunque che la mia esperienza con i bambini è ancora abbastanza ridotta, sono al secondo anno di corso e, come penso per molte delle mie compagne, ai primi percorsi del tirocinio, quindi ho sempre dovuto far riferimento a situazioni che immaginavo potessero crearsi con i bambini, senza aver mai sperimentato nulla in prima persona. Per questo più che dalla parte teorica letta sui libri ero interessata dai racconti di esperienze dirette che lei ci riportava o da quelle di alcune colleghe che già lavorano.
È stato molto interessante anche l’incontro con i due autori Maag e Leccacorvi, soprattutto vedere la naturalezza e la passione con cui raccontavano ciò che avevano costruito in questi anni, mescolando momenti di “ubriachezza” con questioni molto più serie e difficili da spiegare, come loro stessi dicevano.
Lorena Somale
Torna all'inizio della Pagina

clod
piccoloscrittore impegnato


66 Messaggi

Inserito il - 14/06/2006 :  22:02:34  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Che dire su questo laboratorio… Credo che l’argomento affrontato sia stato piuttosto interessante e coinvolgente. Discutere e affrontare con i bambini tematiche anche un pochino più impegnative, infatti, non è cosa da poco, e soprattutto non è cosi semplice per noi “principianti”. Con il tirocinio infatti più volte mi sono trovata un po’ impacciata nel rispondere a domande di bambini, che arrivano quando meno te lo aspetti, e di fronte alle quali spesso si cerca di far finta di niente, di cambiare discorso, o più semplicemente di soddisfare il bambino con risposte preconfezionate. Sono proprio quelle invece le domande dalle quali partire per intraprendere discussioni costruttive, o sulle quali stimolare il pensiero dei bambini. Credo comunque, che per portare avanti e “guidare” queste discussioni ci sia bisogno anche di una certa esperienza: io per prima non so se ne sarei all’altezza.
Dunque l’argomento affrontato durante questi incontri è stato, come già detto, interessante e ricco di stimoli e imput.
Voglio aggiungere ancora due righe sull’incontro con Georg Maag e Dario Leccacorvi, nei confronti dei quali ho maturato una grande stima. L’incontro è stato molto interessante: con semplicità e spontaneità hanno davvero saputo farci calare concretamente nel significato di fare filosofia con i bambini. Grazie alle loro parole ho capito come con i bambini non bisogna tacere su nessun (o comunque quasi nessun) argomento. Dietro alle loro parole intravedevo una grande esperienza, che spero un giorno anch’io di poter acquistare.
Valeria Stellino
Torna all'inizio della Pagina

clod
piccoloscrittore impegnato


66 Messaggi

Inserito il - 14/06/2006 :  22:04:38  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Mi sono iscritta al laboratorio, pur non sapendo l’argomento, perché attratta dalla parola “didattica” e avendo già sostenuto l’esame di didattica generale mi sembrava una buona idea. Al primo incontro, però, mi sono subito pentita e mi sono chiesta “ma perché oltre ai dati logistici non viene comunicato anche l’argomento?”. Questo perché la filosofia non mi affascinava. Ma ho resistito perché non è mia abitudine lasciare le cose a metà e devo dire che ho fatto la scelta giusta. Mi sono ricreduta proprio come le insegnanti che all’inizio di intraprendere un percorso di filosofia con i bambini non erano convinte e alla fine sono rimaste entusiaste.
Gisella Stringat
Torna all'inizio della Pagina

clod
piccoloscrittore impegnato


66 Messaggi

Inserito il - 14/06/2006 :  22:06:41  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Fin dall’inizio c’è stato un interesse verso questo laboratorio e quest’elevato interesse è rimasto fino alla fine. Esso è servito molto, poiché dietro mi porto delle notizie utili da poter riutilizzare dopo, quando avrò un approccio con i bambini. È stato utile capire come rapportarmi con i bambini nella trattazione di alcuni argomenti.
Elena Tunno
Torna all'inizio della Pagina

clod
piccoloscrittore impegnato


66 Messaggi

Inserito il - 14/06/2006 :  22:11:19  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
L’argomento è molto originale. Inizialmente ero colpita dall’argomento ma non da come veniva trattato. La parte finale è stata molto più piacevole e ha fornito spunti per un’applicabilità diretta (possibilmente sfruttando ore di compresenza). Una trattazione realmente pratica era impossibile, però ha stimolato la voglia di mettere in atto la metodologia appresa (anche se temo che per farlo dovrò aspettare anni… non credo sia permesso a una supplente temporanea).
Elisa Zanotto
Torna all'inizio della Pagina

clod
piccoloscrittore impegnato


66 Messaggi

Inserito il - 14/06/2006 :  22:13:25  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Ho trovato l’argomento completamente nuovo. All’inizio mi sembrava che non si potesse fare filosofia con i bambini. Poi, grazie al laboratorio che abbiamo frequentato, mi sono resa conto che questo tema poteva avere una sua applicabilità e meritava di essere esplorato.
Vorrei davvero un giorno riuscire a raggiungere un risultato così gratificante… allora sarei davvero sicura che ho aiutato i miei bambini a provare a chiedere, rispondere, fare ancora domande, dialogare, collaborare per raggiungere un obiettivo comune.
Domenica Zappino
Torna all'inizio della Pagina

clod
piccoloscrittore impegnato


66 Messaggi

Inserito il - 14/06/2006 :  22:15:52  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
[Qui di seguito leggiamo un intervento di Odette Alloati, un'insegnante che ha partecipato al laboratorio. Voglio sottolineare l’originalità e la completezza della proposta e invito a leggerla con attenzione. Particolarmente interessante anche perché si rivolge a bambini molto piccoli, della scuola dell’infanzia.
Claudio]


LA FILOSOFIA E I BAMBINI

Frequentando questo laboratorio mi è capitata l’occasione di riflettere sul significato della filosofia e sulla sua applicabilità nella scuola di oggi. Se devo essere sincera sono partita un po’ scettica, forse perché il mio rapporto con la filosofia a scuola non è mai stato coinvolgente e pertanto non ho mai né valorizzato né coltivato questa disciplina.

Dopo quest’esperienza di gruppo, stimolante anche se a volte un po’ difficile e faticosa, penso di aver elaborato il concetto di filosofia in maniera molto positiva ed ora mi metto in discussione per capire se, come insegnante di scuola dell’infanzia, sarò in grado di cogliere questo stimolo ed elaborarlo dentro di me in maniera tale da trasferirlo un giorno ai miei bambini. Non posso rispondere ora a questo dubbio, ma so dentro di me che può valer la pena fare il tentativo e vedere cosa succede.

Sovente mi immagino un setting e vivo astrattamente questo momento di dialogo. Mai me lo rappresento perfetto, né credo che a questo proposito possa esistere la perfezione, come non esistono la certezza e neppure la programmazione dialogica ! Ma ne ricevo una sensazione di piacevole atmosfera, di clima rilassato e stimolante e sento che si crea una sinergia fra di me e gli allievi (anche se molto piccoli) piuttosto accattivante.

Ho letto e riflettuto sulle varie metodologie teorizzate ed attuate e penso che possano sicuramente essere un supporto utile per non dire indispensabile, almeno per iniziare questo difficile lavoro. Parlo ovviamente senza esperienza e quindi le mie affermazioni o supposizioni sono prive di presunzione, sono pure e semplici riflessioni desunte da domande che pongo a me stessa.

Credo che sia importante, per avviare un setting filosofico, essere preparati in linea generale sull’argomento da trattare, avere molte domande pronte (più che risposte) e una grande concentrazione, per non lasciarsi sfuggire nulla, perché anche il più piccolo dettaglio, credo, è utile e da annotare.

Dovessi avviare un dialogo con i bambini vorrei scegliere uno spazio adatto e silenzioso dove anche i bambini non abbiano distrazioni e riescano a concentrarsi meglio. Vorrei un sottofondo musicale a bassissimo volume, musiche tratte da repertori classici o new age che aiutino a creare una certa atmosfera iniziale. A mano a mano che il dialogo viene avviato tale sottofondo musicale dovrebbe essere quasi annullato per lasciare il posto alla parola ed eventualmente riemergere nei momenti di pausa meditativa per aiutare a recuperare la concentrazione qualora si fosse un po’ dispersa. Io amo molto la musica, la uso molto con i bambini e credo che possa tornare utile anche in un lavoro del genere. L’ambiente non dovrebbe avere arredi troppo vistosi, non avere luci forti ed essere calato in un’atmosfera piuttosto tenue e delicata. Potrebbe essere simpatico pensare a due conduttori che lavorano assieme e presentano ai bambini questo lavoro nuovo, curioso e pieno di mistero. L’idea dei due insegnanti potrebbe aiutare i bambini a concentrarsi meglio e a far durare maggiormente nel tempo la loro attenzione e partecipazione al dialogo.

Ricordo che stiamo parlando di bambini di 4 e 5 anni, quindi molto piccoli e facili alla distrazione. Altra cosa è lavorare con bambini della scuola primaria, già addestrati all’ascolto, già allenati ad elaborare concetti e disciplinati all’attenzione, modalità operative che non appartengono molto ai bambini della scuola dell’infanzia.

Mi piace immaginare il setting per terra, con i bambini seduti in cerchio a gambe incrociate su un tappeto accogliente e con l’insegnante e il suo aiuto al centro.

La seconda persona di supporto potrebbe svolgere diverse funzioni :

· Contenimento dei bambini in caso di distrazione di qualcuno

· Intervento sul singolo qualora questi abbia impellenti esigenze personali che richiedono una risoluzione immediata e che, se gestite dall’insegnante-conduttore, rovinerebbero l’atmosfera e richiederebbero il più delle volte l’interruzione del lavoro e la ripresa in altro momento

· Recupero di attenzione con gesti del corpo o mimo (ovviamente pertinenti al contesto), interventi che solitamente catturano immediatamente l’attenzione dei più piccoli e dei più distratti

· Ripetizione o riformulazione della domanda espressa dall’insegnante, senza però elaborare risposte che devono invece venire dai bambini

· Isolamento e contenimento del o degli elementi disturbatori (questo soprattutto nella fase sperimentale iniziale in cui si devono valutare i bambini in grado di affrontare bene quest’esperienza ed escludere quelli troppo immaturi o disinteressati)

· Controllare i tempi del lavoro, che potrebbero sfuggire all’insegnante impegnato nella conversazione

· Annotare o registrare o videoregistrare il setting.

Ritengo che non sia molto facile arrivare a coinvolgere tutti i bambini allo stesso modo, alcuni sicuramente faranno resistenza e risulteranno ingestibili perché troppo vivaci ed incapaci di mantenersi concentrati e silenziosi. Quindi, in una fase iniziale, diversificherei i gruppi, escludendo (non a scopo discriminatorio ovviamente ma puramente funzionale) gli elementi ritenuti al momento non idonei. In un secondo tempo, una volta consolidato il gruppo, proverei a reinserire uno alla volta gli elementi meno motivati. In un tempo di lavoro che potrebbe coprire l’intero anno scolastico sarebbe auspicabile aver accolto nel gruppo tutti i bambini pertinenti per fascia di età.

Nel portfolio dei bambini, a fine anno, potrebbe essere espresso un giudizio su questo lavoro, allegando documentazione significativa, e ciò contribuirebbe ad arricchire il profilo del bambino stesso con elementi di valutazione piuttosto rilevanti.

Pensando ai possibili temi da affrontare partirei da argomentazioni concrete per giungere progressivamente a concetti astratti e non l’inverso, perché non penso che bambini così piccoli abbiano, almeno per la maggior parte, una capacità immediata di astrazione. A volte parlano di cose astratte, ma quasi sempre le legano ad oggetti concreti della loro quotidianità, e questo perché, com’è ovvio, hanno bisogno di riferimenti, di certezze e di risposte tangibili.

Pavento un po’ i momenti in cui come insegnante non fossi in grado di dare risposta ai quesiti dei bambini, ma credo anche che se si affronta questo lavoro con serenità si riescano a superare i momenti di difficoltà e perché no di imbarazzo mettendosi in gioco con i bambini e immedesimandosi in essi. Ritengo importante fornire sicurezze ai bambini ed essere per loro un punto di riferimento solido, ma sono convinta che si debba sfatare l’immagine di infallibilità del maestro spiegando con tranquillità ai piccoli filosofi che non a tutto c’è risposta, soprattutto per quanto riguarda “quelle cose che sembrano un po’ misteriose o magiche …”.

Sono altresì convinta che il risultato più interessante di questo lavoro sia quello di riuscire a stimolare domande nei bambini più che elaborare risposte.

Penso anche che potrebbe essere carino creare, a fine setting, un cartellone che riproduca le risposte più significative date dai bambini (con il loro nome) affiancate da un disegno esplicativo fatto da loro. Questo per valorizzare gli interventi e far giungere ai bambini il messaggio che “non importa cosa essi dicono e come lo dicono, l’importante è che essi pensino e partecipino attivamente”.

Probabilmente anche durante il setting potrebbe essere interessante ed utile creare un momento in cui i bambini elaborino graficamente (con disegni, parole, simboli o altro) ciò su cui si sta discutendo, dopodiché si potrebbe proseguire con la discussione interrotta, magari avendo recuperato energia e concentrazione, e con uno spunto ulteriore non indifferente, che potrebbe essere quello di dare risposte o riformulare domande attraverso i disegni eseguiti.

Immagino che gli argomenti per loro più accattivanti siano quelli legati alla loro nascita, alla creazione del mondo, al perché siamo diversi dagli animali, al perché noi parliamo e gli animali fanno dei versi ecc., ma credo anche che se si chiede ad un bambino piccolo chi è Dio lui a modo suo sia in grado di elaborare una risposta perché sicuramente ha un’idea di ciò dentro di sé.

Ripeto, sono tutte supposizioni che andrebbero verificate. La mia esperienza di insegnamento coi bambini di questa fascia di età mi porta a formulare queste considerazioni, ma confesso che sarei curiosa di dimostrare a me stessa con la pratica se quanto ho detto può avere un fondamento o se si tratta di teorie infondate che vanno completamente rivedute e corrette. Spero di potermi dedicare presto a questo lavoro, magari in una situazione, come mi auspico a dire il vero da tempo, di classi più omogenee …

Per ora ringrazio chi mi ha dato l’opportunità di rivedere la filosofia sotto un profilo sicuramente più stimolante e mi riprometto di tenerlo aggiornato sulle mie esperienze se mai riuscirò a mettere in pratica questo progetto di lavoro, che mi auspicherei trasferire in seguito, dopo averlo sperimentato, anche alle mie colleghe.

Odette Alloati
Torna all'inizio della Pagina

clod
piccoloscrittore impegnato


66 Messaggi

Inserito il - 22/06/2006 :  18:47:50  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Inizialmente non conoscevo la tematica di cui si sarebbe occupato il laboratorio ma scoprendo di volta in volta che avremmo parlato di filosofia per bambini l’argomento mi ha subito incuriosito in quanto non pensavo che un argomento così complesso come la filosofia potesse essere trattato e utilizzato con bambini delle scuole elementari. Questo laboratorio mi è stato molto d’aiuto per conoscere una materia da riproporre nel mio futuro da insegnante e per venire a conoscenza di questo nuovo filone culturale del “fare filosofia con i bambini” che si sta espandendo anche in Italia. Il laboratorio mi ha dato l’occasione di ripensare al mio lavoro come docente e di avere un atteggiamento più aperto rispetto ai quesiti dei bambini, lasciando più spazio per la discussione libera e guidando le loro domande stimolandoli nella loro innata capacità di ricerca.
Ho scoperto infatti che uno dei propositi della filosofia con i bambini e quello di proporre esperienze dialogiche che accompagnano il bambino in un esercizio a lui congeniale come quello di porre domande, chiedersi il perché ed escogitare soluzioni. Queste però non devono essere uniche e definitive anzi e proprio la consapevolezza del “sapere di non sapere” socratico che fa sì che il tutto non si esaurisca ma che ci spinge a rimetterci in gioco e trovare altre possibili alternative alla comprensione del problema a cui è impossibile dare risposte preconfezionate.
Più volte ci siamo dibattuti in sedute di problem solving chiedendoci se sia più giusto fornire ai bambini certezze o dubbi sui quali riflettere. A questa domanda quasi all’unanimità abbiamo convenuto sul fatto che i bambini nella maggior parte dei casi hanno già in mente una possibile risposta e che semplicemente basta stimolarli con un “ secondo te…?” per farli giungere ad una conclusione.
La condivisione delle esperienze lavorative e di vita è stata la base costante del nostro laboratorio sia per discutere i testi che ci sono stati proposti sia per provare a progettare un tipo di attività filosofica con un eventuale gruppo classe.
Abbiamo scoperto così che fondamentale per svolgere questa attività, ma non solo, è il DIALOGO centrale per il nostro cammino di ricerca e la CREATIVITA’ che deve essere sempre stimolata.
Questa esperienza per me è stata molto stimolante soprattutto per l’ultimo incontro svolto con i due autori di libri per bambini che ci hanno potuto raccontare la loro esperienza in cui hanno attuato “il fare filosofia con i bambini”. Questo incontro ha reso il corso più concreto e ha aggiunto quell’elemento di riscontro che mancava. Siamo venuti a conoscenza così di come può essere attuato un percorso di filosofia, sul come si svolge, i tempi, le dinamiche, i risultati e soprattutto le risposte a lungo termine dei bambini ad un tipo di attività così innovativa.
Devo ammettere che il laboratorio è stato per me lo spunto per iniziare sicuramente qualcosa di importante con i bambini che sono sempre delle risorse naturali di conoscenza. Mi piacerebbe infatti provare a progettare un percorso di filosofia per bambini della scuola dell’infanzia partendo magari da due domande interessanti che mi sono state proposte dai bambini stessi e alle quali ho scoperto di non saper dare una risposta.
Le domande erano inerenti al perché i bambini ad un certo punto della loro vita decidono di nascere e lo fanno proprio in un determinato giorno ed ora e un’altra domanda era riferita al perché esiste il topino dei dentini che nella notte si porta via i denti che sono caduti. La verità è che a queste domande non ho saputo dare risposte ma i bambini ai quali ho rigirato la domanda avevano già una loro risposta.
Concludo dicendo che a volte gli adulti pensano di dover dare chissà quali risposte, ma i bambini ci insegnano che a volte le risposte le conosciamo già, basta solo GUARDARCI DENTRO.
Sara Casarin
Torna all'inizio della Pagina

clod
piccoloscrittore impegnato


66 Messaggi

Inserito il - 22/06/2006 :  19:17:12  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
In questo breve lavoro, si vuole accostare la possibile esperienza di “filosofare” con i bambini a ciò che essi stessi, con noi, creano: un processo reciprocamente costitutivo tra il mentale e il sociale, insomma, un gruppo.
Non importa quanto fluida, informale e transitoria sia questa “reale” forma della vita associativa umana, essa, il gruppo, costituisce un luogo concreto in cui situare alcuni aspetti di questo processo.
Non si desidera, in questa sede, analizzare il problema generale dell’articolazione tra lo psichico e il sociale ed effettuare revisioni di alcuni costrutti di ordine psicosociale ma rivolgere l’interesse al concreto delle condotte sociali in relazione agli individui da cui promanano ed al contesto in cui si sviluppano.
Infatti, nella specificità del tema trattato, il gruppo funziona come un fattore collettivo di rielaborazione del sociale e, quindi, almeno per certi versi, come un possibile elemento di innovazione, nel senso di contribuire alla produzione di rappresentazioni e di valutazioni sociali nonché di azioni che ne conseguono.
Nel gruppo, la contemporaneità, o compresenza, di componenti diverse ed il valore dinamico della loro integrazione e della loro interferenza scaturiscono, secondo me, gli elementi dinamici più significativi.
Ancora, la circolarità causale è da intendere come fondamento reattivo degli eventi del gruppo, fra i quali il più fertile di reazioni è costituito dall’introduzione dell’osservazione, per cui, l’atto di osservare di per se possiede sempre, quando sia noto o evidente (o “invadente”), la caratteristica di modificare ciò che avviene nel gruppo secondo un criterio di reciprocità, come fu descritto da Lewin nella sua teoria del campo applicata ai gruppi.
In breve, l’ottica lewiniana impose l’abbandono dell’illusione di poter osservare ciò che avviene in un gruppo senza interferire nelle sue vicende e mise in evidenza le modificazioni che l’osservazione induce in termini di scopo, clima, leadership, contenuti interattivi, sviluppo, schemi cognitivi ed emotivi.
Spesso, le qualità più rilevanti sviluppate dai gruppi in questo senso sono, a mio parere, costituite dalle percezioni e attribuzioni che il gruppo produce sulla persona dell’osservatore (dell’insegnante, del referente di un laboratorio), dalle intuizioni delle sue concezioni scientifico–ideologiche, come vengono ricavate dall’appartenenza etnica comune; cioè, dai livelli mentali istituzionali ed etnici.
Infatti, proprio affinché il lavoro di fare filosofia con i bambini appaia proficuo sarebbe opportuno ridurre, per quanto possibile, ai minimi termini, le interferenze da parte delle figure adulte; a tal proposito, risulterebbe positivo un approccio che si avvalorasse di un ritorno alla socratica “arte della maieutica” o alla più recente “non–direttività” presa in prestito dalla teoria del Counselling di Carl Rogers.
In questo ambito, le dinamiche motivazionali vanno considerate quali modalità espressive di adattamento ad un contesto di tipo organizzativo: sono, cioè, le manifestazioni proprie dei soggetti che si pongono in una relazione organizzata in prospettiva trasformativa; in tal senso, la funzione dell’organizzazione è quella di fornire occasioni e modalità di rapporto atte alla gratificazione di tutte le componenti motivazionali evocate nel rapporto sociale, e ciò per consentire la stabilità dell’organizzazione e della partecipazione ad essa di tutti i suoi membri.
Nonostante, all’inizio, io abbia definito il gruppo come “reale” forma della vita associativa umana, non è contraddittorio aggiungere che esso sia al contempo una “finzione” organizzativa ed istituzionale; esso può facilitare la destrutturazione delle categorie di pensiero.
La “finzione” serve, infatti, come dichiarazione di voler affrontare l’ignoto; per consentire una evoluzione non prevedibile della situazione, per facilitare il cambiamento quale strategia di comportamento e di pensiero di fronte all’ignoto; ed in questo differisce dalla “bugia”, che vuole escludere ogni problema che l’ignoto stesso può porre: la bugia, cioè, serve per ridurre l’ignoto al noto, mentre la finzione vuole essere la premessa per esplorare l’ignoto, là dove sarebbe possibile evolvere entro lo spazio rassicurante di ciò che è noto.
Il gruppo, grazie alle specifiche connotazioni del setting che lo caratterizzano (in questo caso, ambiente scolastico, classe…), è il luogo ove si confondono i livelli organizzativo ed istituzionale della relazione sociale, e dove si dispiega quella modalità di pensiero divergente, di pensiero “anzi”, che fonda il cambiamento: ciò consente una più elevata articolazione del reale, una più complessa differenziazione dell’interazione sociale perché esso, il cambiamento, non viene affatto elaborato in funzione di uno “stato terminale” statico, predefinito e direzionato.
Pertanto, questa configurazione della pratica di gruppo implica il superamento della “finzione” che ne condiziona il processo istituente: quando ciò non avviene, il lavoro del gruppo è preso nelle maglie della finzione stessa, e l’interazione può reificare quelle dimensioni organizzative ed istituzionali che il gruppo dovrebbe assumere soltanto al fine di una loro sconferma e di una loro rielaborazione.
Tale vanificazione della pratica di gruppo è, a mio parere, più frequente di quanto non si creda, derivando dalla credenza che il gruppo si possa costituire “mettendo assieme delle persone” con un fine legittimato quale la formazione, la discussione tematica, la “sensibilizzazione”, etc…
In altri termini, il gruppo, posto sotto l’ottica di una concezione olistica, è uno strumento efficace per il cambiamento sociale, si propone quale luogo di crisi del cambiamento orientato e pro–gettato; esso è, infatti, il luogo della ripetizione e della sconferma.
Ritengo sia fondamentale, non solo per gli insegnanti e per gli “addetti ai lavori” che si occupano esplicitamente di questo argomento, interrogarsi comunque sulla dimensione “gruppo” come oggetto e come metodo del proprio operare.
Anzi, del proprio essere nel mondo.
Maria Elena Gravagno
Torna all'inizio della Pagina

clod
piccoloscrittore impegnato


66 Messaggi

Inserito il - 29/06/2006 :  13:14:31  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Alla domanda “che cos’è la filosofia” posta all’inizio del laboratorio alcuni di noi hanno dato una risposta prettamente scientifica, altri in base a cosa ricordavano o a cosa suscitava la disciplina quando era stata studiata alle superiori. La filosofia, di per sé, è una disciplina difficile da comprendere, molto astratta, di conseguenza quando il professore ci ha chiesto se si può far filosofia con bambini che vanno dai quattro ai dodici anni ho risposto subito di no. In realtà mi sono dovuta ricredere… La filosofia, infatti, va al di là dello studiare gli autori e interpretare i loro pensieri. Se ci soffermiamo a pensare un attimo, chi meglio dei bambini “filosofeggia”? Stupirsi, mettere in dubbio, analizzare le cose con curiosità sono espressioni tipiche della filosofia che i bambini posseggono in dote naturale. Una frase che mi è rimasta particolarmente impressa è: «Stimolare la sensibilità filosofica nei bambini a scuola può far meglio cogliere la relazione tra le parti e il tutto nei vari campi del sapere».
Erika Gazzera
Torna all'inizio della Pagina

elfie
Piccoloscrittore appena arrivato


1 Messaggi

Inserito il - 11/07/2006 :  17:01:03  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Buongiorno a tutti sono appena entrata in questo meraviglioso sito e visto che non mi conoscete faccio una breve presentazione di me stessa. Mi chiamo Sarah ho 32 anni sono laureata in filosofia a Padova e ho fatto la tesi in Philsophy for children. La proposta didattica di Matthew Lipman. Da quando ho conosciuto tale curricolo formativo me ne sono appassionata a tal punto da applicarlo nel mio lavoro. Io sono una maestra di scuola dell'infanzia e applico tale metodo da 3 anni. Quest'anno mi sono iscritta al corso di perfezionamento di philosophy for children a Padova e a Settembre discuteremo le nostre tesine.Ritengo il fare filosofia con i bambini una proposta educativa davvero unica e meravgliosa. Si applica partendo da una manualistica e una serie di racconti che stimolano il pensiero , le emozioni dei bambini ma anche di noi adulti. Fare filosofia con i bambini non significa insegnare storia della filosofia ma vedere l'essere umano in quanto soggetto individuale che si dispiega nella costruzione sociale delle sue idee e contemporaneamente nella responsabilità delle sue azioni. E questo può essere fatto anche dai bambini! Vi posso garantire che loro sono delle fonti inesauribili di idee di pensieri di emozioni che con i giusti mezzi noi possiamo fare emergere. Per tale motivo scrivo a chi soprattutto ha dei dubbi in merito a tale metodo che è il miglior curricolo formativo esistente al mondo per far pensare e per insegnare loro a prendere coscienza del fatto che le loro azioni e le loro emozioni hanno una valenza anche se sono piccoli. Un saluto a tutti Sarah
Torna all'inizio della Pagina

Georg Maag
Georg


1479 Messaggi

Inserito il - 03/07/2012 :  09:49:18  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Per chi abbia avuto esperienza di insegnamento con i bambini potrebbe utilizzare questa discussione per raccontare qualcosa dei corsi, dei dubbi e delle certezze, della metodologia e postare anche eventuali domande.
Mi pare una buona idea!
Un saluto
Georg
Torna all'inizio della Pagina
  Discussione Precedente Discussione Discussione Successiva  
 Nuova Discussione  Rispondi
 Versione Stampabile
Vai a:
il sito della Scrittura Creativa e della filosofia per bambini. © 2003 Georg Maag Torna all'inizio della Pagina
Tradotto Da: Vincenzo Daniele & Luciano Boccellino- www.targatona.it Distribuito Da: Massimo Farieri - www.superdeejay.net Powered By: Snitz Forums 2000 Version 3.4.03