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 "21", libro su bambini con la sindrome di Down
 "21" Libro di racconti dal mondo dei bambini Down
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admin
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Inserito il - 03/12/2006 :  07:41:07  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
...il consiglio generale è quello di stimolare l'attività intellettiva del soggetto fin dalla tenera età. Un ruolo importantissimo è affidato ai primissimi educatori, ai genitori e ai familiari stretti, che non devono mai smettere di insegnare anche le cose più ovvie. A causa dell'ignoranza della massa di persone che stanno attorno ai Down, questi vengono isolati e a volte allontanate dalle classi che frequentano, ed emarginati dai gruppi. Tale comportamento, oltre ad essere incivile e inumano, è una delle cause principali dell'infelicità del ragazzo.
da: Wikipedia




è uscito



21
una parte di mondo

Georg Maag e Valentina Oliva
editore Gagliotta, Napoli
con illustrazioni di Ilaria Pigaglio

ISBN ISBN 9 7888-89945-02-5 e costa 10,90 €.


dagli 11 anni (mi spiace un po' per i più piccoli, ma avete tutti gli altri miei libri da leggere...)



Odio e amore, egoismo e solidarietà, tristezza e gioia, pregiudizio e comprensione: sono i sentimenti che si intrecciano nei racconti di questo libro.
21 storie narrano in diversi stili e con estrema sensibilità di un mondo parallelo, spesso invisibile, quello della sindrome di Down. Racconti di disagi e paure, cattiverie e gentilezze, delusioni e speranze. Un percorso alla scoperta della sensibilità e dell’estrema dolcezza che caratterizzano gli abitanti di un mondo a parte.
Gli autori hanno creato un caleidoscopio di forti emozioni, un alternarsi repentino di risate e commozione. Sensazioni che si rispecchiano nelle suggestive tavole di Ilaria Pigaglio.
21, però, non è un libro scritto appositamente per ragazzi, ancora di meno un testo specifico per genitori o educatori di persone Down.
È molto di più, e lo si capisce fin dalle prime pagine: è un libro coinvolgente per tutti e per tutte le età. Il tema affrontato fa diventare "21" un testo che avvicina e sensibilizza i lettori al tema dell’handicap, diventando un incantevole percorso di convivenza civile.
E così impariamo a conoscere da un punto di osservazione del tutto nuovo questa "parte di mondo"...



E' stato un progetto lungo e duro, nato nell'agosto del 2005 quando mi giunge una lettera dell'editore Gagliotta. Mi chiedeva se poteva far uscire i miei due testi di didattica "Se all'improvviso la luna e le stelle..." e "Pensare un mondo" in edizione scolastica, e, successivamente, se fossi d'accordo di scrivere un libro per le Medie e le Superiori sul tema dell'handicap, e nel caso specifico, su persone con la sindrome di Down.
Per prima cosa gli avevo risposto con un secco no. Mi sembrava che con "il giardino" per la Lapis avessi già toccato abbastanza da vicino un tema "difficile" e scomodo, e non volevo continuare su questa strada.
Poi, però, attraverso lunghe lettere di ragionamenti, l'editore ha saputo convincermi che il progetto sarebbe diventato un libro non solo necessario ed interessante, ma che avrei avuto la massima libertà nell'impostarlo.
Nel frattempo avevo terminato "il piccolo porcellino", fiaba all'incontrario, un libro leggero e spiritoso, e con il passare del tempo ero più riposato dopo "il giardino".
Ci ho pensato ancora a lungo, e alla fine mi è venuto un'idea di come avrei voluto scrivere questo libro: "21":
un libro di racconti, 21, per l'appunto, tanti racconti quanto il numero del comosoma che, per qualche "scherzo" della natura, in alcune persone è triplicato in ogni loro cellula, dando così origine genetica alla sindrome di Down. Insomma: non c'erano problemi per il titolo!

Sapevo che avrei avuto bisogno di aiuto. Non si scrive un libro così senza sapere nulla e senza l'aiuto di una persona molto valida e preparata, con cui misurarsi, aiutarsi a vicenda, discutere, dividere e suddividere le ricerche, gli incontri, le interviste ecc. Così mi sono messo alla ricerca di un co-autore valido. Per un enorme colpo di fortuna l'ho trovato in Valentina Oliva, una bellissima persona che studia filosofia a Torino.
(Se volete sapere qualcosa su Valentina: http://www.fantasiofestival.it/personaggi/valentina_oliva.html Ma potete anche fare domande direttamente a lei proprio in questa discussione, vi risponderà sicuramente! )

Abbiamo stilato un progetto, l'abbiamo spedito a Gagliotta, aspettandoci un secco "NO!" Invece ha detto di sì, così non ho più potuto tirarmi indietro!


21 uscirà in edizione scolastica, con un allegato di altrettante schede di lavoro da svolgere in classe. Verso la fine dell'anno uscirà probabilmente in edizione per la "varia", da comprare - o ordinare, qualora non ci fosse - in qualsiasi libreria).

Il 22 aprile 2007 saremo a Perugia al Fantasio Festival, invitati da Moony Witcher, a presentare "21": Valentina Oliva, s. Gagliotta ed io.

Ma voglio aprire questa discussione soprattutto per dare uno spazio a tutti, tra cui ad una classe di ragazzi delle Medie vicino a Napoli. Hanno lavorato su alcune delle storie di "21" assieme alle loro insegnanti, e ci hanno inviato i loro temi che ci hanno entusiasmati.
"21" è più di un semplice libricino per le scuole: è un romanzo "vero", una raccolta di tante storie, ciascuna scritto in uno stile diverso. Un libro ch fa pensare, che fa venire i brividi o che farà piangere per le scene belle e per le scene brutte, ridere per le scene buffe.
Non volevamo infatti scrivere il "solito" libro sull'handicap (già ce ne sono pochini, a quanto so, e hanno spesso un taglio che "puzza" di scuola", di qualcosa che bisogna fare per forza perché l'insegnante l'ha deciso così.
"21" è un libro diverso: vi farà venire voglia di leggere da soli, non perché l'insegnante ve lo ha ordinato! (Questo almeno è stato il nostro intento)
- è composto da storie brevi, che parlano di temi come l'amicizia, l'amore, l'odio, i preconcetti, ma anche di quello che tutti noi pensiamo, ma forse non diciamo a nessuno.
Soprattutto, questo lo posso dire senza falsa modestia, è sicuramente il libro più "vero" che abbia mai scritto dopo "il giardino".

Qui sotto trovate una delle 21 storie, così tutti potete leggerla e vedere se vi piace. Più giù ce n'è un'altra ancora.
Ho aperto la discussione per tutti i piccoliscrittori del sito e anche per i ragazzi di Napoli, magari a loro viene voglia di raccontare le loro sensazioni e i loro pensieri alla lettura delle prime storie.
Se avete domande, se volete lasciare qualche vostro pensiero sul tema, questo è il posto giusto...

Un saluto da
Valentina
e
Georg



Ecco una delle 21 storie di "21", in anteprima mondiale:


Farfugl(i)amenti


Per adesso non voglio parlare di me. Garantisco che nel mio piccolo, nelle quattro mura di casa nostra, assieme a mia moglie e mio figlio, sto benissimo.
Anzi: stiamo benissimo. Abbiamo qualche momento di tensione, di stanchezza, qualche volta ci mettiamo a litigare furiosamente, uno di noi può alzare la voce, capita, l’altro magari si deprime per un po’, ma dopo facciamo la pace, un po’ come succede in tutte le case, in tutte le famiglie. Ridiamo, guardiamo la tivù, discutiamo, giochiamo, dormiamo, ci laviamo, ci vestiamo, facciamo la pipì, cambiamo le lenzuola e cuciniamo come tutte le persone.
Il problema per noi non è stare a casa, è uscire di casa. Mettere il naso fuori, affrontare il mondo esterno. Perché fuori ci siete voi, una marea di voi, tutti così tremendamente perfetti, tutti attenti a stare perfetti, a fare finta di essere più perfetti degli altri e nei vostri occhi vedo quella tremenda paura di non esserlo, di non essere perfetti nonostante tutti gli sforzi. Qualche volta ve la caccerei in gola, quella vostra schifosissima paura, fino a farvi soffocare della stessa paura che vi invade come un virus. Siete così impauriti che avete smesso di guardarvi intorno per vedere con i vostri occhi. Guardate, ma non vedete. Bella differenza!
Da dove sia uscita fuori questa faccenda che dobbiamo tutti essere uguali, tutti perfetti, non lo so. Ho cinquantacinque anni, mio figlio ne ha ventisette, e mio padre più di ottanta. E quando era giovane lui, me l’ha raccontato svariate volte, non c’erano né tempo né soldi per fare finta di essere diversi ed essere perfetti. Erano vestiti più o meno tutti male uguale, i vestiti passavano dal figlio maggiore al secondo, dal secondo al terzo e così via. Soldi ce n’erano pochi, e se c’erano, servivano per cose fondamentali, non per comprare orribili scarpe da tennis fluorescenti, costosissimi jeans con strappi, scritte e toppe, diari della Barbie e di sicuro non per una vacanza alle Maldive. Mentre i vestiti spesso erano brutti, lisi e usati, servivano a tenerti caldo d’inverno, ma le persone dentro i vestiti erano ciascuno diverso dall’altro. Almeno un po’, a sentire mio padre. Ciascuno aveva la sua testa, e diceva quello che pensava in base alla propria testa, che ti andasse bene oppure no.
Oggi invece dicono tutti di pensare ai problemi della globalizzazione, alla guerra in Medio Oriente, sono occupati a trovare e ad esprimere il loro io interiore, la loro sensibilità e unicità, a sentire musica tutta uguale senza ascoltarla, a mangiare pesce crudo in quel ristorantino giapponese tanto di moda. Invece tutto quello che fate lo fanno tutti, siete tutti vestiti perfettamente ma vestiti uguali, e i vostri figli sono ancora più perfetti che a vederli ti sembra che vadano in passerella per una sfilata di alta moda invece che a scuola a imparare ad essere loro stessi.
Siete troppo presi ed affannati dalla corsa ad essere perfetti per rendervi conto di stare bene, e chi non sa di stare bene in verità sta male. Anche se siete capaci di parlare ed esprimervi, mi sa tanto che non parlate veramente, non vi esprimete veramente. Esprimere vuol dire avere una tua idea e tentare di farla capire ad un'altra persona. Non basta dire parole e muovere la bocca. Riempite l’esterno e non vi accorgete che così inaridite l’interno. Avete le ali, potreste volare, invece strusciate come invertebrati infelici. Obietterete: “almeno siamo alla ricerca del proprio io e siamo vestiti benissimo.”
Come dicevo, non volevo parlare di me, non ce l’ho con nessuno. Forse avete ragione, forse ho torto io. Vorrei semplicemente vedere cosa fareste voi al posto di mio figlio. Ogni tanto questo pensiero mi assale come una mano fredda che mi afferra da sotto mentre nuoto nel mare.
Meglio che spieghi.
Francesco ha imparato a camminare a due anni e mezzo, e per anni e anni ha solo farfugliato, invece che parlare. Partecipava, sì, partecipava eccome, ma se farfugli parole quasi incomprensibili è difficile esprimerti liberamente. A scuola, quando tutti i compagni di classe hanno imparato a leggere e a scrivere, lui non ce l’ha fatta. Non capiva, non riusciva, si sforzava, si impegnava con tutte le sue forze, ma era inutile. Lo si leggeva nei suoi occhi ogni momento del giorno, tutto l’anno.
Immaginatevi come si è sentito dentro, seduto con i compagni che facevano progressi giorno dopo giorno, e lui fermo, incapace di comprendere le regole e i meccanismi che ci aiutano ad imparare a leggere e a scrivere.
Ogni giorno che passava, la differenza tra lui e gli altri, quelli normali, si faceva sempre più grande. E con ogni giorno la sua disperazione cresceva. Si è impegnato, e noi l’abbiamo spinto a dare ancora di più. Riempiva quaderni su quaderni con lettere e parole una volta tornato a casa da scuola, e tutte le sere dopo cena. Ha riempito una catasta di quaderni così alta che ad un certo punto è sparito dietro. Mille quaderni inutili lo hanno isolato dal mondo, dall’aula, dagli altri. Nemmeno l’aiuto dell’insegnante di sostegno gli è servito, così come nei primi anni le visite dal logopedista non hanno dato i risultati che ci aspettavamo.
Con questo non voglio dare nessuna colpa all’insegnante di sostegno o al logopedista, per carità. Ci hanno messo grande volontà e infinita pazienza, e noi siamo grati per questo, ma pensando indietro mi sa tanto che non avevano le idee veramente chiare, così come tantomeno noi genitori avevamo le idee chiare. Avevamo fiducia nei medici e nei libri che ci facevano leggere, eravamo senza esperienza, Francesco era il nostro primo e unico figlio. Nemmeno quelli che scrivono i libri su come si deve far crescere un figlio down hanno sempre le idee chiare, ora lo so con sicurezza. L’avessi capito prima! Ma per mio figlio ormai è tardi. Guardandomi indietro su i suoi anni di scuola so che sarebbe stato meglio non insistere così, facendogli venire la nausea per lo stress senza fargli mai raggiungere il minimo risultato. Era come costringere qualcuno che ha appena mangiato antipasto, primo, secondo e dolce a mangiare un piatto colmo di qualche cibo maleodorante e poi arrabbiarsi se non ti dice “grazie, che buono”. Francesco ha fatto indigestione della sua stessa malattia, di quello che noi “sani” decidevamo che sarebbe stato giusto per lui fare, e che non è riuscito a fare, per tutti gli sforzi inutili e tutta la disperazione che ne è uscita.
Volete sapere una cosa bella? Quel pochissimo che vi ho raccontato adesso su di lui dovrebbe bastare per capire quanto abbia sofferto. È stato un bambino che ha passato gli anni di scuola chiuso dietro ad un muro di quaderni inutili riempiti con la forza della disperazione, senza fare progressi, ha fatto la pipì nel letto tutte le notti fino agli otto anni, ma nonostante questo non ha mai pianto. Non l’ho mai visto versare una sola lacrima in trent’anni di vita.
Vi dirò di più: ride spesso, Francesco. Anche negli anni più bui delle Elementari e Medie è sempre stato pronto a ridere, quel suo faccino troppo pallido si illuminava e ci ripagava mille volte della nostra disperazione. Perché si può anche ridere se non si sa leggere e scrivere.
A proposito di leggere e scrivere: Francesco, non so per quale meccanismo suo personale, forse perché si è a mano a mano reso conto del significato e dell’importanza della scrittura, ha poi cominciato ad imparare. Praticamente ha imparato da solo. Era già grande, aveva più di vent’anni, all’improvviso si è messo a scrivere le prime parole. Credo che facesse esercizi di nascosto in camera sua, magari a notte tarda. Le scriveva sui Post It e poi le appiccicava sulla porta della nostra camera da letto, o sul frigo. Erano messaggi brevi, all’inizio pieno di errori di ortografia, ma ci hanno riempito il cuore per il significato che stava dietro a quei bigliettini gialli, non tanto per quello che era scritto sopra. All’inizio li abbiamo tenuti tutti, ridete pure. C’è chi tiene le belle pagelle dei propri figli in un cassetto, noi i Post It del nostro Francesco. Oggi riesce a leggere e scrivere. Non benissimo, ma ce la fa. Ha semplicemente aspettato il suo momento per farlo. Ha deciso lui, non ha voluto o potuto quando erano gli altri a decidere su di lui. Visto i risultati, mi va benissimo così.
Ancora una cosa. Voglio che sia ben chiaro: non ce l’ho con voi, voi che state bene. So bene che avete il diritto di stare bene, ci mancherebbe ancora che desidero del male per tutte le persone attorno a me. Meglio state, meglio è. Lo giuro. Vorrei solo che qualcuno si rendesse conto, ogni tanto, quanto sta bene veramente.
Se qualcuno mi chiedesse se considero di aver vissuto una vita facile o una vita difficile (nessuno dei miei conoscenti o di chi sa di Francesco oserebbe mai farmi una domanda così!), non avrei nessun dubbio nel rispondere che ho passato una vita molto difficile, almeno da quando è nato Francesco.
Ma non me ne vergogno. Proprio per niente. Perché non faccio finta. Anzi, oggi come oggi posso dire dal profondo del mio cuore che quel poco che ho capito veramente della vita, del valore dei sentimenti, dell’amore e della gioia, lo devo ai problemi che ho dovuto affrontare in questi anni.
E soprattutto lo devo a Francesco.
Ne vado fiero e sono contentissimo.
Non lo cambierei con nessun bambino al mondo, il mio Francesco.



"Farfugl(i)amenti" è una dei 21 racconti contenuti nel libro "21.
© Copyright Georg Maag/Valentina Oliva/Gagliotta Editore, Napoli 2006.
© tavola: Ilaria Pigaglio/Gagliottta Editore, Na.
Vietato ogni pubblicazione o utilizzo non concesso dagli autori o dall'editore.

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Inserito il - 10/12/2006 :  16:58:58  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Qui di seguito trovate alcune considerazioni scritte da ragazzi di una scuola media di Napoli relativa alla storia "farfugl(i)amenti contenuta nel libro "21":

Tema:

Dopo che ho sentito questa storia, forse riuscirò a comprendere che, agli occhi di qualcuno, sono una persona privilegiata. Privilegiato ad essere nato "normale". Perché io non riuscivo a capire quanto sono privilegiato, almeno fino a dieci minuti fa. Dopo che ho ascoltato questa storia non riuscirò a guardare un disabile come prima. Conosco delle persone Down, ma non mi ero posto mai i loro problemi, e, sinceramente, me ne pento.
Se lo avessi fatto prima, avrei capito che la loro vita è una continua nascita di problemi, uno dopo l'altro.
Ci lamentiamo noi adolescenti per stupidaggini, tipo il vestito che vorremo avere. Loro questi problemi non se le pongono, perché ne hanno di peggiori. Io l'ho capito adesso. E, ripeto, me ne pento amaramente, perché se l'avessi fatto, ora non mi sentirei così "scioccato". Scioccato da un mondo i cui problemi avevo mai approfondito, anche se ho vissuto in questo mondo per tanto tempo.
Ora, per come la vedo io, sono un privilegiato e fino ad ora non l'avevo capito.
A me è piaciuta moplto questa storia, perché mi ha aperto gli occhi.
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admin
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Inserito il - 10/12/2006 :  17:06:36  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Riflessione:

Io non riesco a capirlo in pieno ma un po' forse lo capisco; anch'io ero nato con un problema, sicuramente più piccolo del suo. Anch'io, come lui, quando ho imparato a camminare mi sentivo diverso ma essere diversi non vuol dire non essere niente.
Io camminavo sulle punte, lui non sapeva né leggere né scrivere. Ascoltando questa storia mi sono ricordato di tutti quei momenti che mi sentivo dire "cammina bene, non sulle punte".
Ora chi mi vede mi dice "bravo, ce l'hai fatto a non camminare sulle punte."
Io ora credo di capire quel padre che ha parlato nella storia scritta da Georg Maag, perché ho capito quanto si può essere orgogliosi per un piccolo passo che per gli altri è semplice, ma per te è così difficile come scalare una montagna forse irraggiungibile.
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Matt 75
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Inserito il - 10/12/2006 :  20:36:56  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Bene, sono contento che finalmente uscirà un libro che parla di questi problemi: in effetti, tante persone si lamentano dei propri problemi, che alla fine, sono davvero sciocchi.
Questi ragazzi hanno problemi sin dalla nascita, ed è arrivato il momento di avvicinarci di più a loro.
Non capisco, facciamo tanto, tanto per gli stranieri che arrivano dagli altri paesi e vengono qua, dove nelle nostre scuole hanno corsi di alfabetizzazione appositi per loro, per fare in modo che si ambientino nella nostra società.
Sarà anche vero che ci sono gli insegnanti di sostegno, ma questi ultimi non mi sembra facciano poi molto per ambientare questi ragazzi che vengono allontanati quasi dai loro compagni di scuola!
Sì, io credo che ci voglia l'aiuto si questi insegnanti, ma una delle "medicine" migliori, sia lasciare un po' questi bambini con i loro cpompagni di scuola.
Un'altra cosa, sarebbe però mettere questi ragazzini con altriragazzi ragionevoli.
Basta guardare gli ultimi fatti: "ragazzi picchiano ragazzo down."
Questi ragazzi, vengono messi in classi anche con bulli, che si approfittano di queste povere menti.
Il fatto è che ultimamente l'Italia è letteralmente in casino:
la giustizia fa letteralmente schifo, non sappiamo come bisogna gestire i problemi, ci preoccupiamo più di togliere le luci di Natale dalle case per il rispetto di chi non è cristiano... Così creiamo altri problemi, come se già ne avessimo pochi...
Il fatto è che nessuno sa più come comportarsi: e quel ministro toglie tot ore alla scuola, quell'altro riduce l pene ai carcerati di 3 anni, quando là in mezzo ci sono pure psicopatici che quando escono di casa possono uccidere altra gente...
Non sappiamo più dove attaccarci e se qui non ci diamo una mossa...
Comunque, apprezzo il fatto che sia stato scritto un libro su questo argomento, per di più dallo scrittore admin del forum a cui partecipo :) adesso me ne vanto con gli amici xD
CComunque spero che potrò acquistare il lirbo.
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Inserito il - 10/12/2006 :  22:38:59  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Grazie Matt.
Mi ha fatto molto piacere leggere le tue parole belle e sentite. La vedo come te, ma se mi avessero fatto questa domanda alla tua età, non avrei saputo rispondere così bene, sul serio!
Bravo.
Invito te e tutti gli altri piccoliscrittori a scrivere un commento a caldo sulla storia che ho messo in anteprima. Mi piacerebbe molto sapere cosa vi passa per la testa appena letto Farfugl(i)amenti.
Grazie
Georg
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Inserito il - 10/12/2006 :  22:44:17  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Tema:

Questo testo è scritto da una persona, secondo me, molto umile, che ne ha passate di tutti i colori e proprio per questo ha capito il vero senso della vita.
Penso che se si passa un periodo o tutta la vita piena di difficoltà e di ostacoli, prima o poi, i momenti belli arriveranno e anche un sorriso ti può rendere felice.
Tutti dovremmo prendere esempio non solo dal padre di questo ragazzo che ha avuto la forza di andare avanti, ma soprattutto da Francesco, che ha aspettato il suo momento, magari anche provando invidia nei confronti dei compagni, ma alla fine era lui l'unico da invidiare perché si è saputo distinguere.
Questa riflessione mi è piaciuta molto e mi ha aiutato a capire l'importanza di certe cose a cui non facevo proprio caso, ma soprattutto mi ha insegnato che ognuno di noi ha i suoi tempi.
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admin
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Inserito il - 11/12/2006 :  08:11:17  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Altro tema da Napoli:

E' una riflessione molto profonda. E' vero, io, come tutta la maggior parte della società, non penso mai a chi è meno fortunato di noi.
Per noi conta l'apparenza più che l'essere. Cerchiamo una propria individualità comune. A nessuno interessa riempirsi dentro, ma tutti vogliono solo apparire fuori.
E' veramente bello come questo ragazzo con problemi s'impegni con tutto se stesso per superarli. Trovo veramente commovente questo sfogo del padre e anche utile, perché mi ha fatto pensare. Per comprendere tutto ciò non sono riuscito a fare a meno di immedesimarmi sia in Francesco, sia nel padre.
Solo così riesco a imaginare tutte le difficoltà di questa famiglia nei confronti del mondo esterno.
Napoli
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Matt 75
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Inserito il - 11/12/2006 :  15:05:25  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Oh scusa, non mi ero accorto che uno di quelli sul tuo messaggio inziale fosse un racconto di "21".
Comunque ora che l'ho letto, posso solo dire che questo libro, da ciò che ho letto sul primo racconto, non sarà un libro qualsiasi sull'handicap: questa sarà un liro che per la prima volta, raccoglie testimonianze di chi, queste esperienze, le ha vissute, dal vivo, o indirettamente.
Bello, bello davvero, è la prima volta che leggo queste riflessioni, questi pensieri... Davvero molto bello.
Di ragazzi diversamente abili nella nostra scuola, ne abbiamo 5-6, tra cui uno down.
Ecco, tutti quanti mi fanno tenerezza: il povero Edoardo, con difficoltà di parola, che urla correndo in giro per tutta la scuola; valentina, che si affeziona a tutti, anche con gli insegnanti che non conosce per esperienza scolastica, Antonio, che però è un ragazzo di vent'anni sulla sedia a rotelle... E Michele.
Michele è un ragazzetto Down che mi ha colpito molto.
Incontrandolo, la prima impressione sarebbe di paura, peril fisico e per il carattere:
Alto, robusto, faccia leggermente deformata, carattere da duro: mette paura.
Ecco, sul carattere mi soffermo.
E' sempre, sempre aggressivo. Mi chiedevo il perché, fino a poco tempo fa, poi ho cominciato a capire:
ragazzi che gli tirano schiaffi, che gli urlano davanti "Tu Si Daun!"
ragazzi che lo insultano chiamandolo Michela, che sottovoce dicono "handicappato".
Da quel giorno, ho capito la sua aggressività. E faccio il tifo per lui, contro gli altri stupidi delle altre classi.
Lui non capisce cosa lo rende diverso dagli altri, ma quelle parole lo fanno soffrire, di certo.
Ma Michele tiene duro. Michele soffre dentro, ma, nonostante l'essere diversamente abile, tenta di sembrare indifferente agli insulti degli altri.
Michele insulta anche gli insegnanti.
Sì, perché anche loro, con il loro modo di fare, lo fanno sentire ancora più diverso dagli altri.
Ma Michele non ci sta. Non ci sta a volere essere diverso dagli altri.
Allora, per reagire, si incattivisce anche contro chi non ce l'ha con lui.
Perché Michele capisce, capisce che anche chi non lo insulta davanti, ma quando lo vede in faccia e guarda spaventata, e perché lo considera diverso.
E lui non si vuole sentire diverso, allora si guadagna la fama di cattivo, perché così lui crede di essere come gli altri, di guadagnarsi un po' di rispetto.
Ecco cosa vuole Michele, vuole il rispetto.
Quel rispetto che però non si è guadagnato, nonostante lui ci provi e ci riprovi continuamente.
Eppure lui ora ha una soddisfazione: quando la gente che non lo conosce lo guarda, loro lo evitano: lui, si sente soddisfatto, perché sa che così tutti lo temono.
E oramai, non gli importa nulla dell'amicizia: tutti lo evitavano già prima, ma perché lo consideravano diverso: ora, almeno, lo evitano, perché hanno paura di lui.
E lui, è contento, anche senza amici: perché si è vendicato, dimostrando che non importa come si è, e Down o no, si può essere come gli altri, cattivi come gli altri, il modo in cui si comporta Michele, o uguali agli altri, come potrebbe comportarsi ogni altro ragazzino.
Infatti, Michele si è incattivito anche perché, stando con le cattive compagnie, che davanti lo fanno sentire grande e dietro lo sbeffeggiano, ha imparato a diventare come loro, cattivo, ignorante, aggressivo.
"Chi va con lo zoppo, impara a zoppicare" dice un proverbio.
Allora, se la cattiveria è diventata la mentalità di michele, perché stando sempre con dei cattivi, cosa ci costa a noi "buoni" avvicinarci agli altri che non sono come noi?


Questo era un mio pensiero, una specie di raccontino, come il tuo Georg, sulla vita di un ragazzetto Down...
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Inserito il - 12/12/2006 :  08:48:34  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Grazie, Matt, per il tuo racconto.
Certo, ogni persona con la sindrome di Down è diversa l'una dell'altra. Mi dispiace per il Michele, si vede che ovviamente non possiede altri mezzi per difendersi dal mondo. Posso però dire che solo molto di rado capitano casi di violenza. Normalmente sono persone docili, piene di affetto e estremamente indifese. Chissà cosa non è successo a Michele per essere diventato così.

Georg
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admin
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Inserito il - 30/01/2007 :  11:41:54  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Commento da Napoli:

Questa storia mi ha fatto capire due cose molto importanti: la prima è che dai problemi si ricavano situazioni positive e che senza problemi non si può capire il "senso della vita", senza difficoltà penso che quest'ultima sarebbe monotona, noiosa e soprattutto non guadagnata. La seconda cosa importante è che nella vita non ci si deve accontentare di quello che si ha, ma essere felici, e se non lo si è, lottare per esserlo.
Questa storia mi è piacuta molto, perché mi ha fatto pensare e capire delle cose a cui prima non avevo dato importanza[/b]!
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admin
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846 Messaggi

Inserito il - 30/01/2007 :  11:50:59  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Riflessione da Napoli:

A me questa storia è piaciuta perché in fondo Francesco non ha mollato mai e non importava se i suoi compagni erano più bravi di lui e riuscivano a fare cose che lui non sapeva fare.
Anch'io a volte non sono me stessa e cerco di apparire come vogliono gli altri, anche se so che non lo devo fare!
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Inserito il - 13/02/2007 :  13:01:55  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
In data 21 marzo c'è la "giornata italiana sindrome di Down".
La AssDown di Torino ci ha chiesto di presentare "21" con il patrocinato del Comune e della Regione Piemonte.
Non appena abbiamo dettagli sul luogo e l'ora, lo scriverò qui nel forum.
Georg
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Tillin@
Gran Capo tra i piccoliscrittori


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Inserito il - 13/02/2007 :  18:07:13  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Ho letto sia il racconto del padre di questo Francesco e il racconto di Matt sul suo compagno Michele.
Devo dire che io ho avuto a che fare con un 'diversamente abile' solo una volta.
Un bambino a cui tutta la mia classe delle elementari era affezionata, lo conoscevamo dalla materna.
In 4° elementare è andato in un'altra scuola.
Non sapete quanto avevo pianto.
Mi rinfaccio solo una cosa: non averci mai giocato.
Avevo paura di non capirlo, di non riuscire a far qualcosa con lui. Forse ero troppo piccola. Non lo so.
Lui stava su una sedia a rotelle, non poteva parlare ne muoversi diciamo. Per esempio muoveva le braccia sì, ma così...nell'aria. Non era in grado di prendere un oggetto.
Per farci capire cosa voleva dirci usava una tabella con varie lettere e le segnava con gli occhi.
Aveva due insegnanti di sostegno: una gli dava la merenda e l'altra scriveva i compiti sul quaderno.
Era intelligente e molto, molto dolce e tenero.
E' da anni che non lo sento...=(!
Una cosa che mi sono sempre chiesta su di lui è se era nato così o no...Perchè mi ricordo che la madre aveva dato alla maestra una sua foto di lui in piedi su un tavolo e ai lati della foto si vedevano delle mani che lo tenevano...Chissà.
Poi ho conosciuto anche un altro disabile con gambe paralizzate, non poteva parlare e credo anche non sentire.
Era un mio vicino di casa, e da piccola mia mamma mi lasciava a casa da loro...Lui era steso su un letto con una specie di flebo per passargli il cibo.
Non ho mai avuto contatti con lui. Non l'ho mai conosciuto, diciamo!
E anche su di lui ho visto foto dove stava in piedi, credo che questo problema sia nato in lui molto dopo la nascita. Un po' di anni dopo, diciamo.
Sinceramente mi dispiace molto per queste persone, ed è da molto tempo che mi rendo conto di quanto io sia fortunata.
Lo so, questi due ragazzi di cui ho raccontato quel che so non sono Down, ma sono sempre storie di diversamente abili.
Questo libro mi interessa molto, spero che tu Georg possa pubblicare sul sito altri brani...Altrimenti lo cerco in libreria!
Tillin@
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Inserito il - 14/02/2007 :  16:50:44  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Ecco, in via eccezionale, anche un secondo racconto tratto da "21":


Carrelli invisibili


Olga esce dallo spogliatoio e va verso la cassa, tra poco inizia il suo turno di lavoro. Cammina lentamente a causa dei dolori alle gambe che la assillano da giorni. Le medicine che le ha prescritto il medico non servono a nulla. Proprio come i dottori, completamente inutili. In compenso entrambi le fanno venire mal di stomaco. Come se non bastassero i dolori, ieri ha anche litigato con il capo, che le ha negato un permesso. «Sta scherzando, Olga? Un pomeriggio libero poco prima di Natale? Non se ne parla nemmeno!» Che faccia tosta! Olga non scherzava affatto. Chi va a prendere suo figlio che torna dalla gita alle tre di pomeriggio? Ha bisogno di quel permesso e se lo prenderà, che al suo capo piaccia oppure no.
Dà un’occhiata in giro. Anche oggi il corridoio dell’entrata è pieno di gente: famiglie che vanno al supermercato con uno stormo di bambini maleducati, casalinghe affannate e donne manager sempre di corsa, uomini spaesati con la lista della spesa in mano, indecisi su quale corsia imboccare.
Guarda distrattamente la fiumana di persone che le passano accanto senza interruzione. Queste persone trascorrono qui il loro tempo libero mentre Olga non vede l’ora di andare a casa il prima possibile. Si chiede come facciano a chiudersi in gabbia per pomeriggi interi ed esserne anche contenti! Spesso si sofferma a guardare qualcuno con più attenzione, per cercare di capire che tipo di persona è, qual è il suo carattere. Tenta di capire qualcosa di più cogliendo l’espressione del viso o i movimenti del corpo, il modo di camminare o di spingere il carrello. Vi sembra buffo poter capire qualcosa di una persona guardando come spinge il carrello? La prossima volta che andate al supermercato provate a guardarvi intorno e capirete!
Improvvisamente, mentre guarda distrattamente verso il corridoio, qualcosa cattura la sua attenzione. Un signore sui cinquant’anni, alto, magro, spinge con passo tranquillo un carrello della spesa vuoto. Parla con una ragazza giovane, che cammina al suo fianco. Deve essere sua figlia, perché si somigliano molto, hanno entrambi la faccia rotonda e le labbra della medesima forma. La ragazza, però, ha un taglio di occhi particolare, molto allungato, e un piccolo naso a patata, dolcissimo. Cammina ancheggiando. È parecchio cicciotella, ha i capelli neri, lunghi e lisci e indossa un cappotto rosso che l‘avvolge fino ai piedi e la fa sembrare un’enorme caramella. Ogni tanto l’uomo dice qualcosa e poi ridono di gusto tutti e due. Si capisce che si divertono un mondo.
Olga non sente che cosa si dicono, coglie solo il nome della ragazza quando il papà la chiama: Stefania.
La ragazza avanza tenendo le mani chiuse a pugno davanti a sé, come se stesse guidando un carrello invisibile. Deve aver bene in mente le misure del suo carrello, perché si ferma a distanza quando qualcuno le taglia la strada e fa attenzione a non urtare gli altri carrelli.
Olga rimane affascinata dalla strana coppia. Per fortuna non c’è ancora nessuno alla cassa e ha tempo di seguirli con lo sguardo.
A un tratto Stefania si ferma, chiama suo padre e gli fa cenno di aspettare. Prende la borsetta rossa che porta a tracolla e la apre. O, meglio, tenta di aprirla. Dev’essersi incastrato un pezzetto di stoffa nella cerniera. È bloccata e non vuol saperne di aprirsi. Stefania cerca in tutti i modi di sbloccarla, ma i suoi piccoli sforzi non servono a nulla. Perde la pazienza e sbuffa, comincia a tirare sempre più forte. Tutto inutile. Suo padre vorrebbe aiutarla, ma sua figlia si intestardisce. È una questione tra lei e la sua borsa, tocca a lei risolverla.
Stringe la borsetta tra le gambe e s’accanisce contro la cerniera con le mani paffute. Diventa rossa come un peperone, ormai non ce la fa quasi più, sta per mollare quando all’improvviso la cerniera cede, la borsetta schizza verso l’alto e ricade a terra rovesciando tutto il suo contenuto. Una miriade di oggetti si sparpaglia sul pavimento.
Stefania borbotta qualcosa tra sé e sé mentre li raccoglie impazientemente. Riposto tutto nella borsetta, continua a guardare per terra con aria perplessa, come se mancasse qualcosa.
Ma sul pavimento non è rimasto nulla. Fruga con agitazione nella borsetta, nelle tasche del cappotto, per essere sicura lancia persino un’occhiata nel carrello invisibile. Niente.
Olga incrocia le braccia sul petto; un leggero sorriso compare sul suo viso. In tanti anni di lavoro non ha mai visto uno spettacolo del genere. Non vuole perderselo.
«Cosa ti è successo?» chiede il padre a Stefania.
Stefania non risponde. Con gli occhi fissi a terra e le mani che continuano a muoversi nelle tasche, sgambetta intorno al punto in cui le è caduta la borsetta, in cerca di qualcosa.
«Si può sapere cosa stai cercando?»
Finalmente gli risponde: «La lista della spesa, papà! Invece di parlare, aiutami».
«Ma ce l’ho io, eccola qui.» Le mostra un foglietto stropicciato.
«Non quella che hai tu, papà. Sto cercando quella vera.» Lo guarda con occhi indulgenti, come se avesse davanti un bambino cui deve spiegare tutto.
«Quella vera? Ma se è questa la lista!» esclama il papà irritato, agitando il foglietto.
«Papà, quanta pazienza ci vuole con te.» Le riesce proprio bene imitare la mamma. Aggiunge seccata: «Devo proprio spiegarti tutto ogni volta? La lista che hai in mano è per te. La mamma e io ne prepariamo sempre due. Lo sai che non ci si può fidare…» Si interrompe e arrossisce, fa finta di tossire e, con indifferenza, ricomincia a cercare la sua lista per terra. Si inginocchia persino per sbirciare sotto uno scaffale.
Il papà scuote la testa. «Non ci si può fidare… di chi? Aspetta un attimo. Non fare finta di niente. Spiegami un po’, puffetta…» Il papà le si avvicina con aria interrogativa, le mani sui fianchi.
«Dai, paparino, non fare così. Non devi prendertela…» Stefania gli rivolge un sorriso a quarantadue denti spudoratamente finto.
«Scusa, forse stai cercando questa?» È Olga che parla. Si è avvicinata mentre i due discutevano. Era troppo attratta da quella bizzarra scena per restare in disparte. Porge a Stefania un foglietto invisibile. «Qui vedo una lunga lista di cose da comprare. Mi sa tanto che è tua.»
Sorride.
«Vediamo un po’… Sì, è la mia!» esclama Stefania con gli occhi spalancati per la contentezza. «Grazie mille, signora! È da dieci minuti che chiedo a mio padre di aiutarmi a trovarla, ma sa come sono gli uomini!»
Punta con il pollice alle sue spalle e continua, a bassa voce: «È testardo e inaffidabile. La mamma mi dice sempre di stargli dietro e di fare attenzione a non perderlo di vista neanche un attimo. Non si sa mai cosa può combinare».
Olga le fa l’occhiolino. «Capisco, non deve essere facile tenere a bada un papà.» Non riesce a trattenere una risata.
«Grazie, ora devo proprio andare. Ciao!»
Olga saluta con la mano. Per qualche minuto Stefania le ha fatto dimenticare i suoi mille problemi. Si sente sollevata e anche le gambe le sembrano più leggere.
Stefania ritorna da suo padre con aria trionfante. «Ora possiamo andare, papà. Guarda, quella signora ha ritrovato la mia lista», dice, e si allontana soddisfatta, alla guida del suo carrello, sventolando nell’aria la lista invisibile.
Il papà fa un bel sorriso complice a Olga, poi si volta.
«Aspettami puffetta!»
Prende il suo carrello visibile e si affretta dietro a Stefania, che sta riempiendo il suo invisibile carrello di prodotti altrettanto invisibili.




"Carrelli invisibili" è uno dei 21 racconti contenuti nel libro "21.
© Copyright Georg Maag/Valentina Oliva/Gagliotta Editore, Napoli 2006.
© tavola: Ilaria Pigaglio/Gagliottta Editore, Na.
Vietato ogni pubblicazione o utilizzo non concesso dagli autori o dall'editore.

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Inserito il - 14/02/2007 :  17:01:41  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Ragazzi, c'è un piccolo segreto nascosto tra i 21 racconti di "21". Non abbiamo mai messo di chi è il racconto: di Valentina o di Georg!

Non pensiamo di svelare il mistero. Però potete sempre giocare ad indovinare. E' vero, per capirlo dovreste conoscere molto bene i miei libri ("21" è il primo di Valentina, dunque non avete appigli! Ma non sarà il suo ultimo libro, questo è certo...), e anche così non sarà facile azzeccare l'autore.
Buon divertimento. Siamo curiosi vedere cosa pensate.

Valentina e Georg
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Matt 75
Gran Capo tra i piccoliscrittori


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Inserito il - 14/02/2007 :  19:29:14  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Mah, basandomi su quello che ho letto in "Two corre veloce" azzarderei a dire che questo è di Valentina, non mi sembra il tuo stile...
Cercherò di capire perché...
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eu96
Capo tra i piccoliscrittori


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Inserito il - 15/02/2007 :  14:53:23  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Io azzerderei che sia stato tu a scrivere questa storia.
Chi dei due l'abbia scritta: complimenti!!
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Inserito il - 20/02/2007 :  10:41:13  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Fiaba ittita

A sei persone che non avevano mai visto un elefante dissero che in una stanza buia ce n'era uno e ciascuno di loro aveva diritto di entrare e di toccare quello strano animale per sapere come fosse fatto.
I sei andarono uno alla volta per scoprire com'era fatto l'elefante. Il primo toccò la proboscide, il secondo una zanna, il terzo un orecchio, il quarto una zampa, il quinto la pancia, il sesto la coda. E uscritono tutti, convinti di sapere esattamente come era fatto un elefante.
Cominciarono a descriversi vicendevolmente l'elefante. "Oh, è fantastico", disse il primo, "così lento e morbido, lungo e forte"'.
"No!" disse quello che aveva toccato la zanna, "è corto, e molto duro".
"Avete torto entrambi", disse il terzo, che aveva tastato l'orecchio, "l'elefante è piatto e sottile come una grande foglia".
"Oh no", disse il quarto che aveva toccato la zampa, "è come un albero".
E anche gli altri due intervennero: "E' come un muro".
"E' come una corda".
Discussero e discussero, fino a litigare e a fare a botte.
Finalmente qualcuno portò l'elefante fuori dalla stanza in piena luce e i sei si resero conto che avevano tutti un poco di ragione: tutte le parti che avevano descritto, messe insieme, formano l'elefante.

Discussione: in che modo la nostra immagine di chi è diverso da noi è analoga all'immagine dell'elefante che si sono formata quei sei?

da: Tolerance.it di Umberto Eco
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Inserito il - 21/02/2007 :  19:03:52  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Allora, è stato fissato luogo e ora per la presentazione di "21" a Torino, mercoledì 21 marzo, giornata italiana della sindrome di Down:

Biblioteca comunale A. Della Corte presso la Villa Tesoriera di Corso Francia 192, in Torino.
La presentazione si terrà alle ore 16.

C'è il patrocinio del Comune di Torino e della Regione Piemonte.
Presente in sala saranno l'assessore all'Istruzione, dott.ssa Pentenero, noi due autori, probabilmente l'illustratrice Ilaria Pigaglio, nonché la direttrice della Associazione Down e il direttore della Air Down di Torino e alcuni educatori.

Sono invitati allievi e studenti delle Medie di Torino, insegnanti, familiari e chi nutre interesse per il tema della sindrome di Down e del bullismo.
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Matt 75
Gran Capo tra i piccoliscrittori


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Inserito il - 21/02/2007 :  19:36:30  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
mamma, ho letto il brano qua sopra e...
Mi ha colpito.
E' sorprendente... Cioè, qualcosa, anche se non so cosa, mi ha colpito, mi ha fatto capire che... Oh, mi ha fatto capire tante cose, m non saprei direcosa. Sono quelle di cui rimani sorpreso e non capisci il perché...
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admin
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Inserito il - 22/02/2007 :  07:52:49  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Ti riferisci alla fiaba Ittita, credo.
Quando ci succede quello che descrivi, bisogna sforzarsi a capire...


Non è che la vita, per tutti noi, è un po' come l'elefante dentro la stanza buia? E se poi non ti rapporti con gli altri, rischi di rimanere attaccato alla coda dell'elefante credendolo una corda!
Georg
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Matt 75
Gran Capo tra i piccoliscrittori


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Inserito il - 22/02/2007 :  13:55:58  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Beh, ecco, la tua frase era proprio quello che cercavo di dire
mamma, devo darmi all'ippica
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admin
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Inserito il - 01/03/2007 :  20:45:13  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Se interessa la rete commerciale di Gagliotta editore:
http://www.gagliottaeditore.it/retecomm.htm
per contatti:
info@gagliottaeditore.it
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Inserito il - 16/03/2007 :  19:21:48  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Allora, è stata fissata la data della presentazione di "21" presso la libreria
ZERO IN CONDOTTA
Via Po 18/bis/d
Torino

La data è 14 aprile,
ore 17.00

Alcuni racconti verranno letti da un attore professionista in presenza degli autori, della illustratrice, e qualche bottiglia di vino, e, si spera, di qualche salame.
Georg
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admin
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Inserito il - 27/03/2007 :  16:09:36  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Martedì 15 maggio presentiamo "21" ad
Alba
Scuola Gianni Rodari,
Corso Europa 134

ore: 17.30 - 19.00
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Georg Maag
Georg


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Inserito il - 03/04/2007 :  07:54:47  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
L'ultima, bellissima novità:

Siamo, su invito della Regione Piemonte, anche a presentare "21" alla Fiera del Libro di Torino!
Sabato 12 maggio, ora 18.00
PADIGLIONE 5
SALA STOCK


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Georg Maag
Georg


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Inserito il - 20/04/2007 :  08:53:37  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
A recitare due o tre storie di "21" alla Fiera del libro ci sarà l'attore Pasquale Buonarota.
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Georg Maag
Georg


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Inserito il - 01/05/2007 :  22:09:00  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Al link seguente trovate l'intervista a Valentina e Georg fatta la sera della presentazione di "21" a Perugia, alla Rocca Paolina:
http://www.unoinpiu.org/tv/?p=42
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Georg Maag
Georg


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Inserito il - 10/05/2007 :  07:06:33  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Qualche volta le testimonianze che ci giungono da chi ha letto il libro sono commoventi, e ci toccano il cuore:

Volevo farvi sapere che ho apprezzato molto il vostro libro. Attraverso la lettura di brevi flash, mi sono inoltrata in un mondo che conoscevo assai poco: sono entrata con discrezione, divertimento, qualche volta sofferenza in questo mondo dove voi avete voluto condurre noi lettori, senza mai imbattermi nella banalità o nella retorica.

Grazie.

E’ stato un viaggio delizioso, del resto è proprio vero: leggiamo per sapere che non siamo soli.

Mi capita a volte di immaginare quel divano rosso e di vedere una donna piccina piccina che fa la maglia e tiene sotto il braccio, ben custodita, l’anima gentile di chi le siede accanto con amore e devozione per tutto il tempo che viene loro dato di stare così, senza parlare: le parole sono fonte di malintesi. Immagino un amore così e lo auguro a tutti, ai miei figli, a tutti coloro che comprenderanno che non c’è nulla di più ardito su questa terra della semplicità.

Ancora grazie e a presto.

MariaRita
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Georg Maag
Georg


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Inserito il - 13/05/2007 :  19:01:39  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Altre due date per vedere "21" presentato:

San Carlo Canavese
mercoledì 30 maggio
ore 21.00


l’incontro a Cuneo
sabato 26 maggio
ore 18
in piazza Europa nello spazio incontri di LiberAmente
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Georg Maag
Georg


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Inserito il - 16/05/2007 :  22:57:06  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Un bellissimo commento da parte di un giornalista di Alba che è stato presente durante il nostro incontro con il pubblico alla scuola Rodari di Alba. Lo pubblico veramente con grande felicità, anche perché la presentazione è stata molto bella.
Georg


Ad ogni modo, grazie per il vostro libro! Mi avete fatto ridere, e piangere. Preferisco i lieto-fine, e molti vostri racconti mi hanno invece lasciato con il cuore pesante, ma... grazie comunque. Occorre smuovere le coscienze e fare riflettere, soprattutto i ragazzi. Credo che il mondo abbia bisogno di belle storie che non aspettano che di essere raccontate... alcune sono finite nel vostro "21", altre aspettano ancora di essere messe nero su bianco. L'importante è dare al mondo una speranza, non smettete mai di crederci!
A presto,

Pietro Ramunno
.



L'articolo è qui: http://www.grandain.com/informazione/dettaglio.asp?id=9723


Sulla Gazzetta di Alba, invece, è uscito questo articolo (che pubblichiamo sul sito molto volentieri, ringraziando anche ul giornalista!):

21, un libro "duro" dal sapore molto dolce


La presentazione di un libro è caso raro in una scuola; ancora più raro è che l'appuntamento sia costellato da momenti di emozione alternati da altri in cui domina il sorriso. Ma così è successo alla scuola elementare Rodari di Alba, martedì scorso, per 21. una parte di mondo, la raccolta di racconti scritta da Georg Maag e Valentina Oliva. Lui è lettore di tedesco all'università di Torino e ha all'attivo altri libri; lei è una dottoressa in filosofia. Insieme hanno messo insieme una raccolta che deve il titolo alla trisonomia 21, o sindrome di Down.
E ventuno sono i racconti che compongono il libro: diversi, molto ruvidi, altri commoventi e divertenti. Tutti però coinvolgono nelle storie di bambini e ragazzi (e dei loro genitori e amici) che devono convivere con questo handicap, o meglio, come si dice oggi, con l'essere "diversamente abili", qualche volta facendo progressi nel loro percorso, altre ricevendo rifiuti, o peggio. << I ragazzi Down sanno di essere diversi dagli altri, a un grado diverso l'uno dall'altro. Non è facile>> ha detto Valentina Oliva.
Il libro, edito da S.Gagliotta e illustrato da Ilaria Pigaglio, era stato accolto con scetticismo dallo stesso editore, ha raccontato Georg, perchè pensava fosse troppo duro. però ha cambiato idea quando ha fatto leggere alcuni racconti agli allievi di una scuola media in una zona difficile del circondario di Napoli.<< I ragazzi si sono messi a piangere. E poi hanno scritto un tema bellissimo; sgrammaticato, ma pieno di contenuti>> ha raccontato Georg. << Sarei uno degli scrittori più contenti del mondo se i ragazzi delle medie leggessero il nostro libro>>.
l'intenzione, riuscita, dei due autori era di scrivere, in 21 storie, tutte le sfaccettature del "mondo" down, fatto di persone che hanno molto da dare al prossimo:<< Ci fanno crescere e noi li aiutiamo a vivere>>
Per una volta, poi, si è sentita, da parte degli autori, un elogio della scuola italiana, che al contrario di quanto è previsto in molti altri paesi, trai quali la Germania, non prevede più scuole differenziate per i disabili e i "normali". Una fortuna per i bambini down, ancora di più per gli altri.

Paolo Rastelli
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Rita
Piccoloscrittore appena arrivato


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Inserito il - 22/05/2007 :  11:41:12  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Ciao io sono una delle ragazze di Napoli che ha letto questo libro sono quella che ha scritto che camminnavo sulle punte vorrei sapere se qualcuno sa se a Napoli è già uscito questo libro?
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Georg Maag
Georg


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Inserito il - 22/05/2007 :  12:40:41  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Ciao Rita,
mi fa piacere "conoscerti", e grazie ancora per la tua bella esposizione che ci ha toccata e ci fa piacere avere sul forum!
Per avere il libro a Napoli, prova contattare il numero di telefono qui sotto, o scrivi una mail - dovrebbero poterti dire tutto:

CAMPANIA
S. Gagliotta Editore
c\o Editori Campani scarl
Via Ciccarelli, 164
80147 - Napoli
tel. e Fax. 081.5770320
e-mail: gidg@liguori.it
sito web: www.gagliottaeditore.it


Un saluto,

Georg
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Georg Maag
Georg


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Inserito il - 23/05/2007 :  07:33:00  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Un servizio su "21" con un'intervista a Valentina e me è stato mandato in onda il 22 maggio sulla RTSI (Radiotelevisione Svizzera Italiana) durante il programma "Buona sera".
Il servizio è scaricabile in podcast a questo indirizzo:
http://www.rtsi.ch/?idChannel=2330&idModule=2737#m2563
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Rita
Piccoloscrittore appena arrivato


4 Messaggi

Inserito il - 23/05/2007 :  17:20:43  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Grazie per l'aiuto quindi potrò trovarlo anche nelle librerie di Napoli? (spero di si)
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Georg Maag
Georg


1479 Messaggi

Inserito il - 24/05/2007 :  07:30:24  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Scrivi una mail o telefona al numero che ti ho dato sopra. Così sai in quale libreria lo trovi, ok?
Ciao
Georg
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Rita
Piccoloscrittore appena arrivato


4 Messaggi

Inserito il - 03/06/2007 :  18:56:58  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Grazie l'ho trovato il libro è bellissimo l'ho letto in mezza giornata.
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Georg Maag
Georg


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Inserito il - 03/06/2007 :  23:14:08  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Sono contento!
Se hai altri commenti, se vuoi raccontare quello che ti è passato per la testa mentre leggevi il libro, questo è il posto giusto per scriverlo...
Un caro saluto,
Georg
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Georg Maag
Georg


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Inserito il - 05/06/2007 :  13:37:29  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
La co-orgaizzatrice della presentazione di "21" a San Carlo Canavese mi ha mandato questa recensione/riflessione molto bella:

“21”
una parte di mondo


E’ un sabato pomeriggio qualunque qui a San Carlo; l’incontro di catechismo è iniziato da poco e stiamo riflettendo insieme sul significato della parola “prossimo”…chi è il prossimo? E soprattutto, riusciamo sempre a vedere Cristo nel nostro prossimo?
Sappiamo amare come Gesù ci ha amato?
Lancio un’occhiata ai bambini attorno a me e penso: “Poverini, che domande difficili! Quante volte anche noi grandi ci dimentichiamo di questa parola! Quante volte evitiamo di vedere, per paura o per ipocrisia, chi è “diverso”, chi ci obbliga ad abbandonare la sicura trincea delle nostre certezze!"
...E all’improvviso mi torna alla mente un libro letto da poco, una serie di racconti che affrontano il tema della sindrome di Down e del modo di rapportarsi a questa “parte di mondo” per lo più sconosciuta.
Chi l’avrebbe mai detto? Il mio professore di tedesco (già, proprio lui, quell’uomo serio e rigoroso, dallo sguardo “teutonico”, che urla in continuazione quando sbagliamo la declinazione dell’aggettivo!) ed una giovane studentessa di filosofia con l’aria da sognatrice sono riusciti a scrivere uno dei libri più toccanti che abbia mai letto… Ho iniziato a sfogliarlo per curiosità e l’ho letteralmente “divorato” in pochi giorni: mi sono commossa, emozionata, divertita... C’è tanto amore in queste pagine... stile semplice, lineare, ma contenuto impegnativo e soprattutto – grande valore in ogni opera letteraria – tanti spunti di riflessione.
Mi piace questo ribaltamento di prospettiva: la sindrome di Down (come ogni altra diversa abilità) è un problema per noi, perché ci spaventa, ci obbliga a metterci in gioco e, soprattutto, ci apre gli occhi, rivelandoci una verità che non vogliamo mai ammettere: siamo fortunati, immensamente fortunati, e non ce ne rendiamo conto, preoccupati soltanto di “rilevanti” sciocchezze.
Questo libro accoglie in sé un progetto ambizioso e si pone un obiettivo encomiabile: abbattere il muro di indifferenza e affrontare questa realtà; è l’inizio di un lungo cammino, una presa di coscienza... forse è poco, ma è già qualcosa...

Guardo di nuovo i bambini: chissà se un giorno, quando saranno più grandi, potrò leggere con loro uno di quei racconti, chissà come si confronteranno con chi è diverso…
L’incontro è finito: li saluto e spero, nel profondo del cuore, che si ricordino sempre che il loro prossimo può anche avere “gli occhi a mandorla”...
Francesca

P.S. Valentina e Georg hanno presentato il loro libro qui a San Carlo mercoledì 30 maggio. Ringrazio di cuore quella cinquantina di persone coraggiose che hanno rinunciato ad una tranquilla serata davanti alla tv, preferendo dedicare qualche ora alla letteratura e soprattutto alla riflessione.
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Matt 75
Gran Capo tra i piccoliscrittori


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Inserito il - 23/07/2008 :  17:52:04  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Caro georg, volevo farti sapere che molto probabilmente andrò in libreria e indovina che libro ordinerò...? Già, credo che farò ordinare "21", e anche molto presto, quindi ti farò sapere...!!
Scusa per l'off-topic.
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Georg Maag
Georg


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Inserito il - 29/07/2008 :  18:26:15  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Matt,
non è affatti off-topic, anzi, mi fa veramente piacere!
Georg
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scrittirì
piccolissimo scrittore


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Inserito il - 06/08/2008 :  10:04:37  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
li ho letti,mi hanno fatto veramente riflettere...e emozionare...
più di tutti mi è iaciuto il primo,veramente commovente....pensare che ci sono persone(anche della nostra età!!!)che devono affrontare quei problemi...e non solo,ci i mettono pure quelli che li prendono in giro...a votle persino i genitori...
il secondo invece mi è sembrsto un po' strano...
il terzo invece mi ha fatto molto riflettere,e mi ha ricordato quella spece di quadrato diviso in 9 quadrati,che ognuno deve dire secondo lui quanti quadrati ci sono.chi dice 1,chi 9,chi 14...
però alla fine tutti hanno ragione...
p.s.presto lo ordinero...
baci
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Georg Maag
Georg


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Inserito il - 27/09/2008 :  10:22:19  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Matt, sei riuscito a trovarlo?
Se proprio non riuscite a trovare "21" in libreria, scrivetemi una mail, ok?
Ciao
Georg
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Matt 75
Gran Capo tra i piccoliscrittori


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Inserito il - 15/10/2008 :  14:30:08  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Georg il libro vado ad ordinarlo uno di questi giorni insieme ad un amico, lui prende "L'inventore sei sogni" di Ian McEwan e io mi butto su "21" NOn so dirti di preciso quando vado ad ordinarlo, ma ti tengo informato, e che lo prendo è poco ma sicuro
Matt
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Georg Maag
Georg


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Inserito il - 17/10/2008 :  09:56:27  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Ok, perfetto. Credo sarai il primo del sito a leggerlo!
Se in libreria ti dicessero che non possono ordinarlo, me lo fai sapere (anche mail privata)?
Grazie
Georg
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Matt 75
Gran Capo tra i piccoliscrittori


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Inserito il - 19/10/2008 :  11:49:03  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Georg ieri sono andato ad ordinarlo ma, nonostante io sia stato in due librerie diverse, entrambe, dopo aver cercato il titolo del libro, mi hanno detto che a loro segnava che "non è procurabile", a differenza di altri tuoi libri.
E quindi per averlo devo comprarlo via Internet obbligatoriamente??
Matt
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Georg Maag
Georg


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Inserito il - 21/10/2008 :  09:48:27  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Matt,
mi spiace sentire quanto ti è successo in libreria. Ovviamente non mi fa nessun piacere che uno dei miei ultimi libri sia praticamente introvabile...
No, non è necessario comprarlo via internet. Volendo te lo posso spedire via posta.
Se ti va, mandami una mail privata e ti indico come farlo, ok? Costa 12 € e in 3 giorni ce l'hai a casa tua.
Un saluto
Georg
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Georg Maag
Georg


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Inserito il - 26/01/2010 :  09:46:45  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Qui si possono vedere due rappresentazioni teatrali basati su altrettante storie die "21":

http://www.unoinpiu.org/blog/?p=33

Basta cliccare in basso su uno dei due titoli.
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Georg Maag
Georg


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Inserito il - 18/06/2012 :  18:44:10  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Difficile che lo trovi ancora, purtroppo l'editore ha pensato bene di ritirarlo dal mercato. Ovviamenmte sono molto arrabbiato!
Se vuoi una copia, scrivimi una mail. Ho qualche libro ancora a casa proprio per casi come il tuo:
georg@picoliscrittori.it

Ciao
Georg
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Georg Maag
Georg


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Inserito il - 02/07/2012 :  08:19:20  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Grazie, sono contento!
Un saluto
Georg
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