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 Verzuolo III B 2007
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Verzuolo III B
piccolissimo scrittore


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Inserito il - 08/02/2007 :  16:14:35  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
I nostri racconti, le domande ecc

eu96
Capo tra i piccoliscrittori


822 Messaggi

Inserito il - 08/02/2007 :  16:20:37  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Ciao!!Aspetto con ansia le vostre storie, sicuramente saranno bellissime! Ciao, a presto!!

Modificato da - eu96 in data 08/02/2007 16:33:44
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admin
Forum Admin


846 Messaggi

Inserito il - 09/02/2007 :  08:46:39  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Ciao ragazzi,
sono Georg, e ci siamo visti appena ieri in biblioteca. Immagino che ora siete già al lavoro sugli incipit. State già preparando le tre medaglia per i vincitori?
Per la "Grande Gara Degli Incipit", ricordatevi di scambiarvi prima gli incipit con l'altra classe! Non vorrei mai che qualcuno votasse per simpatia del bambino che lo ha trascritto! Non servirebbe a nessuno, e nemmeno a me che vi seguo da casa per i prossimi mesi.

Dovete votare tre tra tutti gli inizi semplicemente perché questi tre incipit vi piacono di più degli altri. Basta.
Vedrete che i vincitori saranno quasi sicuramente incipit "aperti", con altre parole: inizi "veri", che vi danno già un'idea su come potrebbe andare avanti, o che vi danno voglia di sapere come andranno avanti!

Nel libro, ora che andrete avanti con la maestra, troverete un gran numero di giochi e di esercizi da fare in classe proprio sugli inizi. Tutto il capitolo 2 è sugli inizi di una storia: come può venire in mente, come dovrebbe essere per piacere di più, e poi vi do anche alcuni "trucchi del mestiere" di noi autori "veri".
Dove lo trovate un autore "pazzo" come me che vi racconta i trucchi del mestiere? Da nessuna parte!

L'esercizio 13) vi potrà sembrare un copione del nostro incontro in biblioteca. E' vero, per un certo verso. Però potreste pensarci seriamente di ritornare (anche negli orari fuori della scuola) in biblioteca, magari con i genitori o in un gruppetto di due o tre compagni di scuola) e rimettervi a sfogliare libri alla ricerca di inizi belli! Ieri abbiamo avuto pochissimo tempo a disposizione, e ci sono, dopo tutto, 20.000 libri, e voi avrete letto al massimo 30 incipit. Vi rimangono ancora tantissimi!
Così, alla fine della visita in biblioteca, magari vi viene anche voglia di prendere in prestitio un bel libro tra quelli che ci sono nella sala per ragazzi, dove ci siamo incontrati.
Ricordatevi solo di mettere sempre a posto ogni singolo libro!
Bene, non mi rimane che aspettare le vostre notizie.
Se volete sentirmi leggere una parte del mio penultimo libro, basta andare sulla home-page del mio sito. Sotto trovate "ascoltate Georg Maag leggere il piccolo porcellino".
Così mi potrete dire se l'incipit del "piccolo porcellino" vi è piaciuto.
Un caro saluto a voi, alle maestre e alla direttrice della scuola,
Georg
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Tillin@
Gran Capo tra i piccoliscrittori


2838 Messaggi

Inserito il - 09/02/2007 :  11:35:10  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Georg...Pensavo che anche noi potremmo fare un qualcosa sugli Incipit come fanno le classi che visiti, no??
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Verzuolo III B
piccolissimo scrittore


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Inserito il - 22/02/2007 :  18:02:49  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Ecco l'incipit vincente!
L'ha trascritto Marinela, dal libro "La signora in giallo" di Jessica Fletcher:


"In realtà, non mi fermai a guardarlo per quel motivo, bensì per l'abito rosso da Babbo Natale, gli stivali neri lucidi e la finta barba brizzolata. Però furono i suoi occhi a farmelo riconoscere..."

Ti scriviamo anche le nostre impressioni sugli incontri.
Quello che è piaciuto di più alla nostra classe è il secondo, quando siamo andati in biblioteca.
Molti compagni dicono che è stato bello leggere i libri dei grandi, solo a Nicola non sono piaciuti tanto, preferisce gli incipit che hai letto nella sala dei ragazzi.
La cosa che è piaciuta meno è stato il calcolo matematico sui libri che una persona legge in tutta la vita.
La maestra ci ha domandato anche cosa ci era piaciuto nel primo incontro, quello sulle idee...
Molti hanno risposto:"Sentire leggere la storia di Sibissibis da George" ed anche "Ricevere la dedica sul libro!"
Cosa non ci è piaciuto????
Simone: "Non capivo le idee di George"
Nicola: "All'inizio non riuscivo a capire cosa ci stava chiedendo..."
Arrivederci!!!
quelli della terza B
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admin
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Inserito il - 22/02/2007 :  23:11:00  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Ciao ragazzi,
grazie per avermi scritto.
Ma il secondo arrivato, e il terzo arrivato? Mi interessano anche loro, e il numero di voti che hanno preso i tre vincitori!
Oggi è tardi, sono troppo stanco per scrivervi più a lungo, ma se ce la faccio, vi rispondo meglio domani sera, o dopodomani, quando sono a casa.
Un saluto a tutta la banda di Verzuolo,

Georg
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Verzuolo III B
piccolissimo scrittore


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Inserito il - 27/02/2007 :  10:23:48  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Ciao George,
ti ringraziamo per la lettera e grazie anche per i consigli.
Abbiamo letto gli incipit della storia di Francesco.
Hai ragione,il terzo inizio è il più bello, perchè:
Loris:"... è più ricco di particolari"
Francesco:"... crea tensione"
Chiara e Nicholas:"... non è noioso"
Abbiamo provato anche a mettere in prima persona una storiella...
Ora stiamo inventando incipit diversi partendo da un fatto ed iniziando con la parola QUANDO....
Ti faremo avere i nostri lavori.

Ora ti mandiamo gli Incipit che si sono classificati al secondo e al terzo posto ( sono stati votati dall'altra classe)
II posto: Jessica
"Sull'automobile viaggiavano due uomini depressi: Il sole al tramonto, battendo sul para brezza polveroso, infastidiva i loro occhi. era l'estate di San Giovanni. Lungo la strada il paesaggio finlandese scorreva sotto il loro sguardo stanco, ma nessuno dei due prestava la minima attenzione alla bellezza della sera:"Autore: Arto Paasilina Titolo: L'anno della lepre

III posto: Giulia S.
"Vivevano una volta in un'isola in mezzo al mare due sole persone: un vecchio di nome Prospero e sua figlia Miranda, una bellissima fanciulla. Era così piccina quando Prospero l'aveva condotta ad abitare in quell'isola che non ricordava di aver mai visto altro volto umano oltre a quello del padre:"
Autore: Shakeaspeare Titolo: la tempesta.

Per il momento è tutto,
a presto
la banda della terza B
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admin
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Inserito il - 27/02/2007 :  23:56:02  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Cara III B,
grazie per avermi risposto. Mi fa molto piacere!
Allora:
Avete fatto bene ad inserire anche il secondo e il terzo arrivato. Non per niente qualche volta si preferisce i secondi o i terzi arrivati, c'è anche il gusto personale, e certi incipit fanno venire una voglia matta di contiuare, altri di meno!
E poi non sono due incipit da niente, sono due inizi bellissimi!

Ora però non correte troppo, piuttosto prendetevi tutta la calma necessaria, continuate prima magari i tre incipit vincitori, poi leggetele in classe, magari votate chi, secondo voi, ha scritto la continuazione migliore, e poi discutetene in classe sul perchévi è piaciuto, a cosa vi ha fatto pensare ecc. Vedrete, vi verranno tante idee che avete in testa ma che devono ancora uscire.
Poi inventirete i vostri incipit, e anche lì potreste giocare tutti insieme, scegliere quelli più belli e discutere perché sono più belli, e anche discutere perché altri vi sono piaciuti di meno.
E solo dopo, utilizzando con saggezza il "quando", i vostri incipit diventeranno bellissimi!
Vi auguro buon lavoro e buon divertimento,
un caro saluto
Georg
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Verzuolo III B
piccolissimo scrittore


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Inserito il - 06/03/2007 :  10:15:49  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Ciao George,siamo Loris e Matteo.Le nostre opinioni di questi due incontri: sono stati molto divertenti!!!
Matteo"Scusa, però l'idea che leggi 52 libri all'anno mi preoccupa un po'."
Loris"A me è piaciuto quando hai letto gli incipit in biblioteca"
Al prossimo appuntamento.Ci vediamo a scuola!!!!
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Verzuolo III B
piccolissimo scrittore


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Inserito il - 06/03/2007 :  10:18:15  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Ciao siamo Matteo e Chiara, come stai ?
Ci è piaciuto il gioco che abbiamo fatto in biblioteca SULL'INCIPIT
Ci è piaciuto,perchè erano libri dei grandi.
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Verzuolo III B
piccolissimo scrittore


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Inserito il - 06/03/2007 :  10:21:48  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Ciao George ,
siamo Jessica e Nicola, ti scriviamo per chiederti come stai?
Nicola:(A me é piaciuto quando sei venuto qui alla scuola elementare di VerzuoLo)[}
Jessica:(Mi è piaciuto quando siamo andati in biblioteca a fare il gioco sull'incipit.
A presto!!!!!!
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admin
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Inserito il - 10/03/2007 :  18:31:40  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Ciao ragazzi,
grazie per avermi scritto qualche considerazione "privata". Mi fa piacere.
Per Jessica e Nicola, Matteo e Chiara, Loris: sono contento che vi sia piaciuto l'incontro a scuola e in biblioteca, speravo proprio che vi interessasse, perché quando si incontrano altre persone, che la pensano diversamente da te, si impara sempre. Così io ho imparato qualcosa di voi, durante i due incontri, e voi avete imparato qualcosa da me, avrete sicuramente un sacco di idee in più, avete scoperto che ci si può divertire con gli incipit e con le proprie idee. Ma lo farete ancora di più, se vi impegnate un po'...
Per Matteo: tu non ti preoccupare se leggo tanto. In verità leggo sempre la sera, perché durante il giorno purtroppo ho tantissimo da fare, da insegnare, da scrivere, da rispondere, da correggere ecc. Ma la sera nessuno mi toglie un'oretta buona di lettura a letto, al calduccio sotto le coperte e il silenzio fuori dalla finestra. Credimi, è sempre un bel momento quando mi ci metto finalmente e prendo in mano il libro, e allora, se per fortuna il libro che leggo è bello e interessante, il tempo vola piacevolmente. Così si fa in fretta a leggere un libro alla settimana! Che poi sono 52 libri all'anno!
E poi credo che se tu giochi alla Play, e se contassi tutte le ore che passi ogni settimana a giocare, avresti una sopresa: passerai più tempo tu con la Play che io a leggere! Pensaci!

Ciao a tutti,
e fatemi sapere come procede il libro, il corso, se vi divertite, se la maestra non è troppo severa...
Georg
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Verzuolo III B
piccolissimo scrittore


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Inserito il - 15/03/2007 :  07:53:16  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Ciao Georg, abbiamo letto i trucchi per inziare un libro. Stiamo andando avanti sugli incipit che iniziano con il <QUANDO>.
Noi te li inviamo. Ma tu facci sapere se vanno bene!!!!
Matteo (IL segretario)!! HO il compito di registrare le votazioni degli incipit
"Quando entrai in cantina per prendere un barattolo di miele che era dietro le bottigle.Vidi un bottiglione nascosto ed incastrato nella dispensa. Il bottiglioneera era inpolverato,lo spolverai e intravidi un foglio molto antico.LO presi e andai in cucina e presi un paio di pinze e cercai di tirar fuori il manoscritto.Matteo Passet

“Quando, in casa , andai prendere una bottiglia di vino in cantina, spostando uno scatolone, ho trovato un antico armadio”…….. Simone

“Quando andai in soffitta era tutto buio , ad un certo punto toccai una lampada…” Loris

“Quando aprì quella scatola nel salotto una nuvola di polvere mi fece tossire , trovai un papiro scritto in egiziano: aahhf jhkhkjjh (o almeno così pensavo)” CHIARA P.

“In cantina iniziai subito a rimettere in ordine tutto; ad un certo punto spostai un vaso polveroso... Mi trovai davanti un piccolo teschio che pareva un piccolo sasso bianco. Cosa poteva ignificare?” Pietro

“Quando entrai in cantina per prendere una bottiglia di vino sollevai la bottiglia vidi un’ antica mappa: era giallastra con una scritta antica” Giulia.

Quando facevo i compiti mi alzai per prendere la gomma e trovai nel cassetto del tavolo un antico libro strappato, rovinato e polveroso. Chiara M.

Quando scesi in cantina trovai un antico vaso fatto di ceramica con antichi disegni. Allora lo portai in camera e “ op” saltò fuori un genio e mi disse Esprimi tre desideri poi io ritornerò nel vaso”. Allora ritornai in cantina e lo posai subito!… JESSICA

Quando andai in cantina per prendere un barattolo di miele, mi fermai a vedere la pergamena che papà diceva di non toccare. Io però lo presi subito! Francesco M

Quando entrai in cantina per prendere una bottiglia di vino,vidi un libro pieno di polvere, lo guardai; era vecchio con una scrittura antica” Marinela

“Quando entrai in cantina vidi un pentolone. Era sporco e rotto. Lo aprii e trovai una mappa antica...” Giulia S.

“Quando ero in Egitto, scavando fra le rovine di una piramide ho trovato un antico vaso polveroso...” Nicholas.

Alla prossima volta, il segretario Matteo.
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admin
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846 Messaggi

Inserito il - 17/03/2007 :  19:19:18  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Ciao ragazzi,
oggi ho un po' di tempo per rispondervi (anche se interrompo la scrittura di una favola a testa in giù della principessa sul pisello - ma può aspettare! )
Allora, vengo alle vostre idee, per cui, prima di tutto, vi ringrazio.

Matteo Passet "Quando entrai in cantina per prendere un barattolo di miele che era dietro le bottiglie. Vidi un bottiglione nascosto ed incastrato nella dispensa. Il bottiglione era era inpolverato, lo spolverai e intravidi un foglio molto antico. LO presi e andai in cucina e presi un paio di pinze e cercai di tirar fuori il manoscritto."

Dovete sempre lavorare con la logica. L'idea non è male, per niente, ma non "prende" nemmeno come alcune scene di Harry Potter. Prima di tutto, difficile che un bottiglione si incastri! Poi non farei, nella stessa frase, una descrizione per poi descrivere un'azione (Il bottiglione era era inpolverato, lo spolverai e intravidi un foglio molto antico.) Qui, se vuoi far crescere un po' di suspense, meglio fare un punto, e descrivere quello che senti: paura? Curiosità? Battucuore? Qualcosa che renda "vivo" questo passaggio importante nella storia.
Per chi conosce tra voi "Il misterioso viaggio nel Medioevo": andate a vedere la mia descrizione di quando trovano le bottigliette nel pozzo antico e abbandonato. Ci sono tante frasi che dipingono la tensione, la curiosità, quello che passa per la testa ai bambini, il luogo che fa venire paura ecc.
Questi trucchi servono per rendere più vincente un passaggio nella storia. Dunque, Matteo, ti inviterei a riscrivere con un po' di immaginazione e impegno l'inizio della tua storia (e mi piacerebbe rileggerlo qui nella discussione, appena l'hai riscritto e ne sei contento). Ok?
L'incipit di Loris... mi spiace dovertelo dire, Loris, ma è un po' misero. Si vede che non avevi voglia di pensare veramente. Se tutto è buio e poi tocchi una lampadina, non si tratta di nulla di molto strano nè di importante. E' normale che nelle soffitte ci siano le lampadine che penzolano. Sarebbe stato meglio mettere qualche frase, far crescere la paura, descrivere che non si vedeva niente, che c'era la pioggia che tamburellava sulle tegole, o il vento che ullulava, e poi, tutto d'un tratto, qualcosa ti sfiora la faccia...
L'incipit di Chiara: un po' come prima, quando scrivevo di Loris. Dovresti impegnarti di più. Capisco che l'idea del papiro è bella, ma se non ci dai qualche indizio di più, non vale molto. Sono le tue idee che lo renderanno interessante. Non metterlo in salotto, dov e non è molto logico trovare un papiro in una scatola, piuttosto nella casetta di campagna abbandonata dove cento anni fa viveva uno strano professore che poi era impazito o sparito per sempre. E poi, se vuoi sapere un trucco: non mettere lettere a casaccio, perché non fanno molta impressione. Poittosto descrivi che la persona che trova il papiro non ne capisce nulla. Funziona meglio per la storia!

L'incipit di Pietro: L'idea di trovare un teschio in cantina non è male, fa abbastanza paura. Ma perché faccia paura, dovresti descrivere meglio la scena, spendere qualche frase su quando, come, lo stato d'animo, inventare qualcosa che metta già in guardia il lettore: miagolare di gatti? Strani rumori? Fulmini e tuoni fuori? Mi spiego?

Giulia, Chiara M, Francesco M., Marinela, Giulia S.: No, così non basta proprio. Vale quello che ho detto finora per gli altri. Ci vuole una preparazione alle scene importanti. Immaginatevi la scena dentro la vostra testa! Per capire meglio, leggetevi il passaggio del mio libro, magari a voce alta in classe, oppure prendete vari passaggi un po' "tesi" di altri libri che qualcuno di voi ha già letti (e che vi potrà dunque segnalare) e leggeteli ad alta voce in classe, per poi scoprire tutti assieme perché vi fanno paura, quali sono le frasi che vi fanno paura, o semplicementeperché sono belli. Scoprirete esattamente quello che vi ho già scritto sopra, a proposito degli singoli incipit.
Solo che ora saprete perché una scena funziona, avrete capito il trucco!
Jessica: L'idea del genio è bella. Mi piace. Ma anche qui dovresti sprecare un po' di pensieri, giocare con le idee, inventarti, per esempio, che per un po' non apri il vaso, pensando che fosse normale, o perché te ne sei dimenticata. Ma poi, alle tre di notte, ti svegli all'improvviso, perché...
Nicholas: guarda che potresti dare di più anche tu. Se sei ai piedi di una delle piramidi e stai scavando, perché scavi? A che ora? Secondo te, è permesso scavare lì? Se non lo è, come fai a farlo senza il permesso? Inventatelo! Ma dev'essere credibile! E come ti sentiresti mentre lo fai? Avresti paura? Fretta? Saresti solo?
Sono solo alcune delle tante domande che ti devi porre quando scrivi una scena così.

Bene, spero che non ve la siete presi troppo. L'inizio è difficile per tutti gli scrittori. Ma come vedete, vi svelo a mano a mano i trucchi del mestiere.
Voi, metteteci la voglia. Giocare dentro la vostra testa è una cosa bellissima. Perché non farlo, se non costa nulla ed è pure divertente?
Un caro saluto

Georg
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Verzuolo III B
piccolissimo scrittore


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Inserito il - 02/04/2007 :  15:15:41  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Ciao Georg, grazie per i tuoi consigli sugli inizi con il “quando”.
Ci lavoreremo ancora per migliorarli e poi te li scriveremo.
Siccome alcuni di essi non erano molto chiari e logici, con la maestra abbiamo letto il terzo capitolo e abbiamo incontrato il secondo disegno di Andrea.
La maestra ci ha chiesto di osservarlo attentamente e scrivere i nostri pensieri, le nostre sensazioni….
Giovanni: ”Il disegno mi fa venire in mente un mostro con una corona sulla testa piccolissima, che cammina, a fatica, trascinando una zampa tutta piegata, mentre l’altra calza una scarpa con un tacco, nel quale ha infilato l’artiglio.il mostro del disegno non mi fa paura perché ha una testa piccolissima; questo mi fa supporre che non abbia un grande cervello e un mostro col cervello piccolo non dovrebbe essere tanto intelligente e, perciò, pericoloso. Inoltre non vedo occhi: potrebbe essere cieco. In ultimo, ho l’impressione che trascini una zampa: forse, essendo mezzo cieco, ha avuto un incidente”
Chiara. :” Questo disegno assomiglia al mostro di mio fratello ma assomiglia anche ad una spiaggia con delle palme….. Il mostro non mi fa paura, perché io e mio fratello lo usiamo nei giochi prima di andare a dormire:”
Jessica:”… a me sembra un pollo senza testa; mi fa tenerezza visto che penso che non veda niente.”
Matteo B.:”guardando il disegno di Andrea, la prima impressione è che mi fa ridere, sembra un mostro dalla piccolissima testa e con tre corna sopra; ha due braccia enormi con le dita che sembrano le foglie delle palme , inoltre ha due zampe con lunghe dita e unghione. Per me è un brutto mostro, ma non mi fa paura, perché non ha nulla di spaventoso. Mi fa tenerezza pensare che Andrea abbia disegnato una testa così piccola, sembra che voglia nasconderla in mezzo alle enormi braccia”
Simone:”…. Sembra un animale che sulle mani ha delle palme e i piedi sembrano delle radici di un albero con un uncino per difendersi. Sul dorso dell’animale spuntano tre uncini, piantati in un pallone gonfiato e sulle mani ha dei coltelli affilati e taglienti. A me fa paura, perché quegli uncini mi fanno senso. Ciò che mi fa meno paura sono i piedi a radice, perché mi ricordano le radici degli alberi e mi fanno pensare alla natura del bosco:”
Nicholas: “.. mi sembra un pappagallo senza cervello e non mi fa paura”
Nicola:”… mi sembra di vedere due galli che lottano per diventare capo del pollaio; non mi fa paura e mi incuriosisce”
Francesco M.:” il disegno mi sembra pauroso per la mano che ha al posto della testa; se si tolgono le spine che ha sulle mani e sui piedi sarebbe molto più bello. Con questo non voglio dire che sia brutto anzi con qualche ritocco sarebbe un vero capolavoro per i bambini dell’età di andrea:”
Matteo P: :” Il disegno mi fa tenerezza, se incontrassi questo mostro, lo inviterei a bere un tè a casa mia:”
Marco:”… … mi fa venire i brividi: se mi trovassi davanti ad un mostro del genere mi spaventeri molto”
Chiara P.” … il mostro è di statura media, con le gambe attaccate alle braccia. Al posto dei pollici ha due foglie, almeno credo. Protende le braccia in cerca di aiuto; ha una testa piccola con tre capelli, i due piedi, alla caviglia, hanno uno sperone, la faccia del mostro sembra una noce di cocco e questo mi fa molto ridere..!!!”
Ora partendo da queste impressioni proveremo ad inventare una storia.
A presto, i bambini della terza B
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Georg Maag
Georg


1479 Messaggi

Inserito il - 02/04/2007 :  19:23:05  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Cari ragazzi,
grazie per avermi mandato le vostre impressioni sul mostro di Andrea.
Devo dire che le ho lette tutte con molto interesse, e sono tutte belle e acute. Sicuramente ciascuno avrà visto qualcosa di diverso dell'altro e del suo compagno, ed è questo il punto: ciascuno di voi potrebbe partire per una piccola storia su quel mostro basandosi sulle proprie impressioni. A chi fa paura, a chi fa ridere, chi vorrebbe che fosse buono, chi cattivo...
E tutti avrebbero ragione!
Dipenderà dalle parole che scegliete se la "vostra" storia diventi bella ed interessante. E per farlo, dovete giocare con le vostre parole, non darvi subito per contenti con la prima idea che vi viene in mente. Girate le frasi nella testa, aggiungete dettagli, inventate personaggi da affiancargli, descrivete le loro reazioni, se hanno paura o se sono solo curiosi...
Di scelte ce ne sono tantissime!
Vorrei poi sapere cosa ne pensate della mia storia, ossia dell'idea che il mostro mi ha fatto venire.
Un caro saluto,
e buon divertimento a tutti!
Georg
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Verzuolo III B
piccolissimo scrittore


40 Messaggi

Inserito il - 08/05/2007 :  16:39:22  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Ciao Georg....
sta arrivando un carico di... storie!
Finalmente abbiamo finito il copione per lo spettacolo teatrale, te lo mandiamo e naturalmente siamo curiosi di sapere come lo trovi...


Scolorina a spasso nel tempo
PRIMA SCENA
SEI BAMBINI SUL PALCO ;fuori scena Scolorina , Pasticcino e Dorina.

Bambino 1 ” Ragazzi ,vi ricordate che abbiamo da fare una ricerca sugli uomini primitivi”?
Bambino 2 ”Ah, è vero me ne ero completamente dimenticato !”
Bambino 3 ”Possiamo andare in biblioteca a cercare dei materiali utili per la ricerca!
Bambino4 ”…oppure potremmo chiamare i nostri amici: la strega Scolorina,lo gnomo Pasticcino e la magica Dorina ,(pausa) avranno sicuramente qualche brillante idea !
Bambino 5 ” Benissimo , non abbiamo tempo da perdere, facciamolo subito”!

I ragazzi chiamano a gran voce: “Scolorina!! Dorina!! Pasticcino!!
Un bambino ”Potete venire un momento da noi a darci una mano “?

I tre personaggi entrano in scena ed esclamano:” Che cosa volete ragazzi”?

Bambino3 ”Dobbiamo fare una ricerca sugli uomini primitivi, avete del materiale da prestarci , o meglio ancora potete aiutarci ?Non sappiamo da che parte cominciare !
Un altro bambino”…Se è un grande aiuto, ancora meglio”!
Scolorina : ”Adesso che ci penso io ho un grande baule stregonesco pieno di mille cose : sicuramente ci sarà qualcosa che potrà servirvi !
Va a prendere il baule e uno per volta tira fuori i più strani oggetti commentando a voce alta e tirando ciò che non serve dietro le sue spalle.
Ad un certo punto trova un grande e strano orologio.
Scolorina ”Guardate , non mi ricordavo neanche più di questo orologio: certo che è ben strano! Al posto delle ore ha i milioni !E le lancette vanno solo indietro…
Poi sta per girare le lancette,ma viene fermata da un grido …..
Bambino 1 ” Ferma!! Prima di fare qualunque cosa , leggi bene le istruzioni, non vorrei che succedessero di nuovo delle cose strane e finissimo in qualche guaio!
Ma Scolorina non sente le raccomandazioni del bambinp e mentre inizia a girare le lancette un grande vortice la prende e la fa sparire ( gira ,gira sempre più velocemente e va fuori scena)Si sente in lontananza il suo grido : aii..uuuutoooooooooooo!
I bambini ,lo gnomo e Dorina si guardano intorno stupiti e spaventati:oooh…..ohh noo!
Pasticcino: “ Scolorinaaa , Scolorinaaa !! Dove sei andata a finire ? (Rivolgendosi ai compagni)Sembra proprio sparita nel nulla…non c’è più Scolorina !(con aria sconsolata)E adesso cosa facciamo?
Un bambino……:”Dobbiamo ritrovarla!
Dorina : “ Proviamo ad andare a chiedere consiglio al mio amico Zac Zeta, sembra un po’ strampalato , ma è un grande scienziato .
I bambini e lo gnomo :”Andiamo, andiamo,dobbiamo ritrovare Scolorina”!
Tutti escono dalla scena .

Scena 2
Nel laboratorio dello scienziato

I bambini entrano nel laboratorio dello scienziato Zac Zeta….
Un bambino maldestro fa cadere un alambicco, improvvisamente entra furioso lo scienziato.

Scienziato Chi siete??? Cosa state facendo??? Avete rovinato il mio esperimento numero 12345566!!!!
Dorina Ciao Zac Zeta, ti ricordi di me? Scusa per il disastro, sai, i miei piccoli amici sono dei pasticcioni nati!!!
Bambini Non è vero!!
Pasticcino Basta per favore, siamo qui, perché abbiamo bisogno di una macchina del tempo o qualche altro strumento per viaggiare nel passato e ritrovare Scolorina. Puoi aiutarci?
Scienziato MMMM, fatemi pensare un nanosecondo… Sì, direi proprio di sì! Devo cercare quel progetto ….

Lo scienziato inizia a tirare fuori attrezzi stranissimi, mentre sta cercando un pezzo finisce in testa ad un bambino.
Bambino Ma questo ci spezza in due!

Poi Zac Zeta tira fuori un foglio

Scienziato Dunque… mi serve il vortice temporale, poi la manovella spaziale contaepoca, il telescopio, la molecola aeriforme e l’uranio…Assistente!
Assistente Eccomi, eccomi (chissà cosa vorrà questa volta)
Scienziato Portami il pannello solare 4000 Giga
Assistente Oh no! Quel pannello pesa quintali!

Esce ed entra trascinando un pezzo a fatica.

Bambino Questo scienziato è pazzo da legare!
Dorina: Fidatevi, è un po’ strano, ma è veramente geniale!!!

Lo scienziato lavora al marchigegno, sbuffa, aggiunge, toglie…

Scienziato Bene … l’ho finita. Ora vi spiegherò il suo funzionamento: è molto semplice, dovete schiacciare il pulsante rosso… no, aspettate, mi pare sia quello verde. Poi dovete tirate la manovella del contaepoca indietro, anzi forse avanti…ops …non so più se avanti o indietro….Non importa, fate come volete… quel che succede succede, ora vi devo lasciare ho troppo lavoro da sbrigare!!!
Pasticcino Ohi ohi ohi, qui si mette male!
Bambini Coraggio Pasticcino, ce la faremo, saliamo sull’astronave!

Canzone: un’astronave blu



Scena 3
il Big bang

Fanno per scendere dall’astronave blu ,ma la porta si stacca :
Bambino 1: “OPs…la porta mi è rimasta in mano ! Zac Zeta si era raccomandato tanto …!!.Non aggiunge altro ,perché si sente un fortissimo rumore.
(Mentre c’è il balletto ,i bambini ,Dorina e Pasticcino osservano la scena con occhi stralunati ,qualcuno va un po’ avanti sul palco ,ma spaventato si tira subito indietro.)

Bambino 2 ”Ma dove siamo finiti? Cos’è tutto questo rumore assordante?
Bambino 4 E questa luce abbagliante che ci fa male agli occhi?
Pasticcino ”Trema tutto, rischiamo di andare a finire nel nulla ! Nel vuoto totale ! Stiamo indietro!
Bambino 3 : Mi sembra di conoscere questo fenomeno , l’abbiamo studiato a scuola : è il Big Bang!!
Bambino 2 Il Big Bang di Londra !! Ma cosa c’entra ?
Bambino 3: Non è la famosa torre inglese…, ma la grande esplosione di stelle che ha dato origine alla nostra galassia !
Dorina “Andiamocene! Riprendiamoci la nostra astronave blu,finchè siamo in tempo e viaggia ancora”.



Scena 4
Nascita della vita
Dopo la danza della nascita della vita entrano in scena i bambini, Dorina e Pasticcino
Bambino 1 Siamo sott’acqua.
Schiaccia il pulsante verde.
Bambino 2 A cosa serve?
Bambini Presto, schiaccialo e basta!
Bambino 3 Il pulsante verde trasforma l’astronave in un sottomarino fanta-nucleare.
Bambino 4 Cosa sono quelle cose verdastre che si muovono???
Bambino 3 Non vedi che sono delle alghe?
Bambino 1 Cosa sono quelle cose molleggiate.???.
Bambino 3 Hai gli occhi foderati di salciccia ??? Sono delle meduse.
Dorina Ce ne sono tantissime e sono giganti!
Guardate arrivano i pesci.
Bambino 2 Guarda guarda, le meduse vanno tutte verso Macs, il saputello
Pasticcino Ne ho le tasche piene di questa era.
Bambino 3 Questa era si chiama arcaica e ….
Bambino 4 Parla “mister enciclopedia”
Bambino 3 Sempre a protestare tu….!!!
Dorina Qui Scolorina non c’è, andiamo in un’altra era.
Bambini Andiamo…
Bambino 5 Ho il presentimento che ci cacceremo nei guai….
Bambino 4 Sei il solito fifone!!!

Escono tutti di scena


Scena 5
I dinosauri
I dinosauri entrano e sentono l’odore degli umani, poi si avvicinano minacciosi…
Bambino1 : “ E qui dove siamo ? Guardate che felci giganti !
Bambino2 :” La terra trema di nuovo , a terra!!
Pasticcino :” E questi rumori spaventosi ?
Bambino 3 “ Guardate ,guardate , enormi bestioni!!
Tutti insieme urlano spaventati : DINOSAURIIII !!!!!
I dinosauri si avvicinano facendo i loro versi …………….)
Bambino 1 “ Aiuto, che paura ci azzanneranno , mi si attorcigliano le budella e ho tutto un brivido per la schiena!!
Dorina : “ Ma no, non vi preoccupate ,per adesso siamo ancora invisibili!!!

Un grande boato ed il buio in scena!!


Scena 6
IL GUARDIANO DEL FUOCO

La scena viene illuminata solo da una luce centrale sul gruppo di bambini che rappresentano il fuoco acceso .
Poi danza tribale intorno al fuoco.
Intanto i bambini, Dorina e Pasticcino arrivano e si sistemano ai lati della scena in silenzio, guardando allibiti la scena .

Pasticcino Siamo finiti tra gli uomini primitivi!!
Bambino 1 “Nel ...Paleolitico!!
Bambino 3 Giusto ,hanno scoperto il fuoco!
Bambino 2 Va proprio bene è sull’argomento della nostra ricerca !
Pasticcino Ti sembra il momento di pensare alla ricerca ?
Dorina ”SSSSSSSSSSS, facciamo piano!Potrebbero essere pericolosi …ho sentito parlare di strane abitudini mangerecce , sapete ! Parlo di cannibali!!
Un bambino avanza piano piano nella semioscurità avvicinandosi agli uomini sdraiati a terra e pesta una punta di lancia : “ Aii, che male !!
Avvicina agli occhi l’oggetto di pietra e commenta piano ” E’ una selce scheggiata da mettere forse su una lancia !
Tutti ssssssssssssss

Uno dei primi uomini rivolgendosi al guardiano del fuoco
Primitivo 1 Questa notte tocca a te fare il guardiano del fuoco !

Donna primitiva Per noi il fuoco è molto importante,il dio ci punirà se non lo conserviamo per bene !!
Guardiano del fuoco: Lo prometto ,farò la guardia senza addormentarmi,starò sveglia per tutta la notte!!
Tutti si sdraiano ed il guardiano del fuoco:
“Adesso mi sistemo per bene qui vicino dove c’è un bel calduccio! Metto un bel po’ di legna qui a portata di mano per alimentare il fuoco : se lo lasciassi spegnere chissà che terribile punizione mi aspetterebbe !!Brr ,meglio non pensarci!!
Il guard. del fuoco per tenersi sveglio inizia a canticchiare con voce ora più alta ora più bassa ….

Uomo primitivo 2 : “Zzzzz ,fai un po’ di silenzio, dobbiamo dormire ,domani ci aspetta una lunga marcia per cacciare! Smettila di cantare!
Il guardiano del fuoco tenta disperatamente di stare sveglia ,la sua testa ciondola , si appisola e poi si sveglia di soprassalto più volte.
Lo osservano i bambini,lo gnomo e Dorina

Bambino 1 .Oh no! Guardate, il il guard. del fuoco si è addormentato !!!(Si avvicina per toccarlo , ma non ci riesce) : “ E’ vero non riesco a scuoterlo , perché siamo invisibili !
Pasticcino , puoi fare qualche cosa ? Altrimenti questa tribù perderà il fuoco !!
Pasticcino ” Non so proprio cosa fare ! Non ho con me le mie polveri magiche !
(Si tocca in tutte le tasche ) Aspettate, qui in fondo a questa tasca sento un po’ di polverina !Qui non ci vedo granchè!
Speriamo in bene !( Mentre tira fuori un pizzico di poverina bianca. La lancia verso il fuoco che subito si ravviva !) Meno male era la polverina giusta!!
Il guard. del fuoco si sveglia di soprassalto: ” Cosa c’è ,cosa succede? Dove sono ? Oh , come è ben acceso il fuoco ,meno male che gli spiriti della caverna me l’hanno conservato!!
Intanto i bambini,lo gnomo e Dorina si accorgono di non essere più invisibili .
Dorina : Guardate, ( poi si rivolge allo gnomo) la tua polverina magica non ha solo mantenuto acceso il fuoco , ma ci ha resi visibili !!
Attenti ci stanno osservando!
Infatti i primitivi si stanno avvicinando.


SCENA 7

Gli uomini primitivi scoprono la presenza dei bambini

Un uomo primitivo si avvicina puntando una pietra scheggiata contro i bambini

Bambino 1 Aiuto! Adesso cosa facciamo? Io scappo
Bambino 2 Forse non sono così cattivi, forse sono solo curiosi..

Un primitivo si avvicina a Pasticcino e tocca il suo cappello
Pasticcino Giù le mani dal mio cappello, scimmione!!
I primitivi si agitano…
Dorina Stai calmo, proverò a comunicare..
Scusate, noi siamo amici…a mi ci buo ni
I primitivi si guardano e dicono qualche sillaba, poi li annusano e fanno segno di “cibo”
Bambino 3 Ecco, adesso ci mangiano, questi pitecantropi non capiscono nulla… pensano solo a mangiare (trema)
Bambino 4 Sapevo che saremmo di nuovo finiti nei guai … grossi guai per colpa di Scolorina!
I primitivi ripetono la parola Scolorina, guardandosi e saltando di gioia…
Pasticcino Vuoi vedere che Scolorina è stata da queste parti?
Dorina Hai ragione… proviamo a ripetere il nome con loro..
Capo tribù Scolorina grande mago
Bambino 4 Bene …. si è fatta conoscere anche qui, speriamo che non abbia combinato nulla, altrimenti qui finiamo tutti nel pentolone !!
Bambino 5 Scusate gentili uomini, conoscete Scolorina e soprattutto sapete dirci dove si trova?
Capo tribù Grande caverna magica…. lontano … dentro la montagna! Noi portare voi là.
Dorina Evviva ci capiscono!!!
Bambino 6 Non sono così tanto primitivi, sanno parlare!!!
Pasticcino Ragazzi, venite, abbiamo finalmente trovato Scolorina …

Escono di scena

SCENA 8

SCOLORINA NELLA CAVERNA

Scolorina sta pestando con un grosso sasso dei minerali colorati per ottenere dei colori brillanti : sta usando anche erbe e fiori.

Scolorina: “Sto preparando dei nuovi colori per disegnare su queste pareti!
Certo che questi disegni sono venuti proprio bene : questi animali sembrano veri “!
(Ad un tratto smette di lavorare e ascolta …)
“Mi sembra di sentire dei passi…”!

Capo tribù: (Si rivolge ai bambini, Pasticcino e Dorina)
“Zitti,noi adesso entrare nella caverna magica della grande Scolorina !Non facciamola arrabbiare,altrimenti sono guai!!
(Entra nella caverna seguito dagli altri)
capo tribù .”Scolorina tu avere ospiti che vogliono vedere te!
La strega Scolorina osserva stupita gli ospiti :” Ohi ,ohi!!Per mille corbezzoli! Non credo ai miei occhi ! Non è possibile ? Ma siete proprio voi? Non ci credo !Sto forse sognando ? Magari ho bevuto troppa tisana e ho le allucinazioni!

Bambino n1:No ,non è un sogno ,siamo proprio noi in carne ed ossa !!
Scolorina: “ Ma come avete fatto ad arrivare fino a me “?
Pasticcino:”E’ una storia troppo lunga da raccontare adesso,abbiamo viaggiato su un’astronave blu passando tra molte ere giungendo fin qui e finalmente ti abbiamo ritrovata “!!
Dorina :” Ma tu come hai fatto a salvarti e a diventare così tanto rispettata dalla tribù?”
Scolorina :” Sono saggia sì o no?
Io appena scaraventata qui dall’orologio INDIETRO TEMPORALE ho capito subito il pericolo che correvo! Sapete potevo finire allo spiedo!
ED INIZIA A RACCONTARE…
“Quando sono arrivata e gli uomini primitivi mi stavano osservando stupiti senza sapere chi fossi ,per farmi capire ho iniziato a disegnare con un tizzone di carbone e …miracolo!!
Mi hanno considerata una grande maga che sapeva far uscire dalla roccia come per magia mandrie di animali, mammut e cacciatori e da allora hanno cominciato a venerarmi!
Da allora in questa caverna vengono tutti a danzare prima delle grandi battute di caccia!


SCENA 9
Ritorno al futuro


Pasticcino Sinceramente io ritornerei a casa.
Bambino 1 Non sarà facile scappare da questo posto, secondo me non hanno capito che veniamo dal futuro e non ci lasceranno andare facilmente..
Scolorina Ho un’idea, mentre io li distraggo con fuoco, voi salite sull’astronave blu.
Bambino Sì, presto, torniamo all’astronave, ma senza fare rumore…
Scolorina andate, io vi raggiungerò
A voce alta Scolorina parla agli uomini primitivi.
Scolorina Ascoltate!! Voi avete fatto molti progressi: avete imparato a vivere insieme, ad aiutarvi dividendovi il lavoro… e adesso… io grande mago vi donerò il segreto del fuoco, così non dovrete più sorvegliarlo e non avrete più paura degli spiriti della notte!!!
Eccovi le pietre che accendono il fuoco!!!
Gli uomini primitivi prendono le pietre e provano ad accendere il fuoco!
Capo tribù Grande mago… Scolorina, grazie …sei uno spirito buono. Ora tu torna al tuo villaggio con i tuoi amici.

Scolorina Sono diventata così buona che non mi riconosco più… boh!?
Dorina Scolorina, torniamo a Iroloc!


SCENA 10
Il giorno dopo, a scuola


Maestra Buongiorno bambini! Avete preparato la vostra ricerca?
Bambini Sììììììììììì
Maestra Molto bene, vediamo i vostri lavori.
Bambino 1 Ahi ahi ahi ! Ora scopre che abbiamo scritto la stessa ricerca, aiuto!!!
Bambino 2 Scusa, ma con tutti quei viaggi, dove trovavo il tempo di scriverla?
Bambino 3 Per fortuna che Mister enciclopedia ha lavorato anche per noi
Bambino 4 Già, però lo abbiamo sopportato …con tutte quelle aria da “so tutto io”
Maestra Devo dire che è proprio un bella ricerca, bravi ragazzi, avete lavorato insieme e poi ci sono informazioni molto interessanti. Dove le avete trovate?
Bambini Sapesse… signora maestra… sapesse…(risata finale)

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Georg Maag
Georg


1479 Messaggi

Inserito il - 08/05/2007 :  18:41:46  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Ciao Ragazzi,
grazie per aver pubblicato il vostro pezzo teatrale Scolorina a spasso nel tempo.
L'ho letto tutto di getto, e devo dire che è proprio bellissimo!
Mi è piaciuto tantissimo!
Siete stati bravi ad inventare e a distribuire le varie scene. Così lo spettacolo non potrà essere noioso, perché scivola via veloce ed è sempre interessante.
Inoltre ho notato che dà la possibilità di recitare a tanti bambini, così tutti nella classe avranno un bel ruolo!
Complimenti, sul serio, è proprio bello!
Ma con le vostre storie siete andati avanti? Mi aspetto sempre un carico di storie vostre da poter leggere e commentare...
Un caro saluto
Georg
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Verzuolo III B
piccolissimo scrittore


40 Messaggi

Inserito il - 18/06/2007 :  11:43:10  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Caro Georg,
la tua storia intitolata PTR mi è piaciuta tantissimo, così tanto che la maestra mi aveva dato da leggerne una parte e io l’ho letta invece tutta.
Il motivo è che l’inizio mi ha catturato: Robert Duvall è un protagonista coraggioso, che non si arrende e si dà da fare, mi piace immedesimarmi in lui.
Anche PTR mi è piaciuto: generoso, rischia di morire ustionato per salvare uno sconosciuto. Uno come PTR vorrei averlo come amico.
A proposito sono riuscito a decodificare il linguaggio di Pietro: mi hai capito, vero???
Giovanni
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Verzuolo III B
piccolissimo scrittore


40 Messaggi

Inserito il - 18/06/2007 :  12:06:43  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Un amico strano

Un giorno, passeggiando tra le vie di Verzuolo, vidi molte persone che correvano di qua e di là, tutti con aria agitata.
Perciò tornai subito a casa.
Qui trovai i miei anch’essi agitati, così domandai a mia madre: “Perché sono tutti spaventati, cosa è successo?”
Lei mi rispose con voce tremante: “E’ atterrata un’astronave proprio qui vicino; ma nessuno sa chi c’è dentro”.
Qualche giorno dopo, venne fuori dall’astronave un essere mostruoso e spaventoso: occhi rotondi come biglie di grosse dimensioni, orecchie piccolissime e naso rosso fuoco, graccia lunghissime con tre dita per mano: con un dito si grattava il petto e con l’altro si toglieva le caccole dal naso.
Le gambe erano corte cinque centimetri, ma i piedi lunghi come un giornale; ad ogni passo, faceva put…put.
Tutti erano chiusi in casa con finestre e persiane serrate.
Io, però, le persiane le lasciai aperte, sembrava che tutti fossero andati via da Verzuolo…invece alcuni uscirono e piano piano si avvicinarono al mostro, che disse: “Ncrc”.
Tutti spaventati indietreggiammo e tornammo a casa.
Il mostro cominciò a succhiarsi il terzo dito, allora a tutti noi si sciolse il cuore: era caro, tenero.
Capimmo che non voleva farci del male;tutti si diedero da fare per offrirgli qualcosa che gli piacesse; mamma portò un grissino con la marmellata ed egli lo divorò.
Poi gridò: “Antola, antola!”. Subito non capimmo, ma dopo scoprimmo che voleva dire :”Ancora, ancora!”.
Allora gli offrii tutto ciò che avevo nelle tasche, compreso un pezzo di cioccolato.
Così noi due diventammo molto amici.
Un brutto giorno, mi disse che doveva tornare sul suo pianeta , perché era in pericolo: così gli avevano ordinato i suoi genitori.
Ma Mathios, così lo chiamavo, non voleva andarsene, non voleva lasciarmi.
Allora i genitori per accontentarlo lo lasciarono libero e Mathios restò con me.
Francesco M.



Modificato da - Verzuolo III B in data 18/06/2007 14:42:19
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Verzuolo III B
piccolissimo scrittore


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Inserito il - 18/06/2007 :  12:09:12  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
SPONGE

Non so quanto tempo ero rimasto privo di sensi, dopo essere scivolato sul pedalò ed avere battuto la testa, prima di cadere in acqua….
L’ultima cosa che ricordavo era la sagoma del pedalò che si allontanava, mentre io andavo a fondo.
Quando riaprii gli occhi, ero in quella che mi sembrava una grotta e, nella semioscurità, intravidi una gigantesca sagoma verde chiaro, dalla consistenza molliccia: una spugna, pensai, una spugna enorme! Mi bastavano pochi istanti per mettere a fuoco la situazione: perché mi trovavo lì? E soprattutto cos’era quella cosa gigantesca?
La guardai meglio ed ebbi l’impressione che stesse facendo la stessa cosa: mi stava osservando….
In un attimo il terrore s’impossessò di me! Cercai di urlare, ma dalla mia bocca non uscì un filo di voce e i muscoli delle mie gambe erano paralizzati; questo mi obbligò a rimanere immobile, fermo a pensare e, pensando, capii che la spugna stava facendo la stessa cosa: cercava di mettersi in contatto con me.
Le nostre menti comunicavano!
Quello che io chiamai poi Sponge, mi stava dicendo di non aver paura, che mi aveva trovato svenuto sul fondale marino e che mi aveva portato lì.
In poco tempo diventammo amici e Sponge mi condusse, attraverso bui cunicoli, in altre grotte, dove vivevano esseri come lui: con lunghissimi arti sfilacciati e una testa priva di occhi, perché gli Sponge avevano un cervello evolutissimo e potevano vedere in un modo completamente diverso dal nostro.
Il mio amico mi spiegò che vivevano sulla Terra da quando il pianeta era ospitale; si erano rifugiati qui, perché il loro pianeta era diventato invivibile: troppo caldo a causa dell’inquinamento e la loro pelle era sensibilissima alla luce e al calore; per questo motivo avevano scelto, come rifugio, delle grotte sottomarine con sacche d’aria, che loro purificavano per mezzo di un’apparecchiatura complicatissima.
Con Sponge stavo bene, avevo tutto quello che mi era necessario per sopravvivere, ma dopo un po’ io cominciai ad avere nostalgia della mia famiglia.
Sponge lo capì subito e mi comunicò che avrebbe potuto riportarmi in superficie, nello stesso luogo in cui mi aveva trovato; però non dovevo parlare della loro esistenza: promisi!!
Prima di salutarmi mi diede una specie d’orologio, simile a quello che aveva lui, infilato in un tentacolo: sarebbe servito per metterci in contatto.
Ritrovai il pedalò dove l’avevo lasciato e, dirigendomi verso la spiaggia, capii che il tempo nella caverna sottomarina era trascorso lentissimamente: forse sapevano controllare anche il tempo!
L’avrei chiesto a Sponge e… molto presto!!!!
Giovanni

Modificato da - Verzuolo III B in data 18/06/2007 14:43:43
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Verzuolo III B
piccolissimo scrittore


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Inserito il - 18/06/2007 :  12:11:28  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Cappuccetto rosso a New York


C’era una volta a New York Cappuccetto rosso: un bambino furbetto, sempre vestito di rosso.
Un giorno la nonna gli regalò un aereo telecomandato e Cappuccetto lo usò e lo usò …
Un pomeriggio fece atterrare l’aereo in una zona oscura e disabitata, all’ombra di altissimi palazzi.
Quando Cappuccetto andò a riprenderlo, nel buio intravide qualcosa… - Che cos’è? – si domandò.
Sentì allora una voce strana anzi stranissima, si guardò intorno, ma non c’era proprio nulla.
Cappuccetto singhiozzò e tremò per la paura.
Provò ad ascoltare meglio e capì che dei passi si dirigevano verso di lui, allora si nascose nel cassonetto dei rifiuti: avrebbe urlato per il tanfo insopportabile, ma riuscì a trattenersi.
Poi provò a guardare fuori, da dove sentiva urla e grida.
Fu allora che vide il mostro: aveva l’aspetto di un lupo, ma il muso venne immediatamente “risucchiato” e il lupo diventò un uomo, normale, normalissimo.
L’uomo tirò fuori un ombrello, lo aprì e andò via.
Quando Cappuccetto capì che si era allontanato abbastanza, uscì dal cassonetto: finalmente si respirava meglio!
Subito dopo vide che c’era un bambino a terra, stordito e derubato; si avvicinò e scoprì che era un suo compagno di classe. Il mostro gli aveva preso il videogioco e i soldi per la gita scolastica.
Così lo accompagnò all’ospedale.
Il giorno dopo Cappuccetto andò a scuola e grazie all’aiuto della maestra fece l’identikit del mostro al computer, poi nell’ora di informatica ne stampò tante copie, che, con i suoi compagni; appese in tutta la città:
Finalmente il mostro venne riconosciuto e catturato.
E Cappuccetto? Beh, fu premiato dal sindaco con una medaglia d’oro e venne nominato “eroe di New York”.
Giovanni

Modificato da - Verzuolo III B in data 18/06/2007 14:42:59
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Georg Maag
Georg


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Inserito il - 18/06/2007 :  20:18:20  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Ciao ragazzi,
grazie per la lettera di Giovanni e anche per le tre storie.
Ma vado per ordine: Giovanni, sono proprio contento che la storia ti sia piaciuta! Benissimo! Così magari ti viene voglia di leggere sempre di più?!

La storia di Capucceto Rosso mi è piaciuta. Non è affatto scritta male, direi che l'unico fattore che potrei criticare è il fatto che quell'uomo è anche una specie di lupo mannaro. Non dà nulla in più alla storia. Se era semplicemente un uomo "normale" che derubava i bambini, la storia era ancora più credibile. Pensaci! Ma è bella!

Sponge è anche una bellissima storia. Ha un incipit che è breve, interessante, trascinante... fa venire voglia di leggere tutta la storia.
E la storia dopo l'incipit comunque non ha debolezze, è simpatica, carina, bello poi quando si scopre che l'essere spugnoso non nutre cattive intenzioni. Anzi, diventa un amico!
Bene!

Un amico Strano è sempre sulla falsariga dell'alieno, e anche qui non è quel mostro che sembrerebbe all'inizio. Mi piace la reazione della gente, che inizialmente ha paura e si chiude in casa. Solo i bambini capiscono che sarà anche molto strano, ma non vuol dire che è anche molto cattivo!

Complimenti dunque per tutte e tre le storie. Mi sono divertito mentre le leggevo!

Vi auguro buone vacanze, e sapete già che ci rivedremo dopo le vacanze, vero?
Ciao
Georg
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Verzuolo III B
piccolissimo scrittore


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Inserito il - 19/06/2007 :  11:08:51  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
SCRAT

Un bagliore arancione sta bucando lo spesso strato di nebbia che oggi avvolge ogni cosa, mentre un suono intenso ed intermittente si avvicina sempre di più. Cosa sarà?
All’improvviso si vedono i contorni di un grande disco volante che… sta atterrando nel mio cortile!!!
Aiuto!
Ed ecco si apre il portellone ed appare un essere mostruoso.
Ha la testa piccola, sembra un guanto, le braccia rosse e gigantesche con mani munite di chele, due gambe nere lunghissime che poggiano su piedi altalenanti.
Che ci farà qui? – mi chiedo.
La curiosità mi spinge ad avvicinarmi a lui, a gesti ci salutiamo, ma intanto sento una voce, rauca e profonda: “Ciao, sono Scrat e vengo da Saturno, un mondo ancora sconosciuto. Mi sono fermato, perché è mancato il carburante alla mia navicella. Non preoccuparti, sono un essere buono. Arrivo da una missione in Africa, dove ho scavato fra le dune del deserto, ho trovato l’acqua e ho costruito pozzi per aiutare tanti bambini a sopravvivere. Ora mi seve il tuo aiuto per ripartire”.
Velocemente lo accompagno alla stazione di benzina, dove Scrat fa il pieno, poi io salgo sulla navicella, mi siedo ai posti di comando e con un’accelerata io e Scrat ci alziamo, sfrecciando fra le nuvole.
Dall’alto vedo la mia casa, sempre più piccola, dall’oblò saluto la mamma e… via per mondi sconosciuti!
“ Matteo! Matteo!…. Svegliati!!!”
Peccato! Mi sono svegliato proprio mentre stavo per raggiungere il mondo di Scrat.
Matteo P.

Modificato da - Verzuolo III B in data 20/06/2007 13:59:46
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Verzuolo III B
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Inserito il - 19/06/2007 :  11:11:24  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Una palma nella stanza



Quando l’astronave atterrò, il mostro scese…
Una casa bellissima gli apparve davanti: era alta, tinta di giallo ocra, con rifiniture rosse.
Le finestre di legno ed il tetto con le tegole nere.
Giunta la notte, il mostro entrò dalla finestra della camera, dove dormivano due bambini gemelli, Matteo e Nicola.
Però il mostro non sapeva che quei due erano disordinati, molto disordinati!
Così appoggiò la zampa ad artiglio su una macchinina telecomandata, che improvvisamente iniziò a muoversi, poi cadde su una piccola trombetta che suonò e svegliò i due bambini pestiferi.
Quelli, vedendo il mostro, iniziarono ad urlare, però il mostro rimase immobile, talmente fermo da sembrare una palma! Allora Nicola gli pestò una zampa ed ecco che il mostro iniziò ad urlare insieme con i bambini : “AAAAAAAAAAHHHHH!”.
I genitori si svegliarono di soprassalto chiedendo cosa stava succedendo.
“Niente, niente – rispose Nicola – è caduta la palla da Basket addosso a Matteo!” e così dicendo spinse il mostro contro il fratello, il quale rispose: “ E vi dico che fa un gran male!”.
Quando i genitori tornarono a letto, Matteo e Nicola cominciarono a discutere,poi decisero di chiamare il mostro “Palmino” e gli ordinarono che, se fosse arrivato mai qualcuno nella loro stanza, egli doveva stare immobile così da sembrare proprio una palma.
Una mattina presto, il papà entrò nella loro camera per mettere a posto e scoprì il mostro. Atterrito corse a dirlo alla moglie, che, furibonda, corse a chiedere spiegazioni ai figli.
I due birboni spiegarono tranquillamente che il mostro mangiava noci di cocco e beveva camomilla, anzi aggiunsero, pestando i piedi, che sarebbe rimasto con loro ancora per molto molto tempo!

Chiara P.
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Verzuolo III B
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Inserito il - 19/06/2007 :  11:23:49  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Palmetos e Sibissibis


In un tempo lontano lontano viveva un mostro in una giungla oscura.
Aveva due grandi braccia, molto lunghe e ampie, con delle dita affusolate.
Però al posto del pollice aveva un artiglio fatto a forma di chela, come i granchi, con cui pizzicava i serpenti.
La testa era piccolissima, sporgeva appena tra le due braccia con sopra tre peli dritti come dei bastoncini.
Il mostro, che si chiamava Palmetos, non possedeva il busto, quindi sotto la testa c’erano subito le zampe molto lunghe con tre artigli davanti e uno dietro che sembrava un tacco.
Il suo corpo era molto sproporzionato, perché la testa era piccolissima rispetto alla sua altezza.
Generalmente Palmetos sollevava le braccia per spaventare i serpenti che gli davano fastidio.
Un giorno, il serpente Sibissibis ( che noi già conosciamo)si arrotolò intorno al mostro. In quel momento il serpente distese bene il suo corpo e si accorse di non avere più le gobbe ( ricordate la fine della sua avventura!?).
Tanta fu la sua felicità che non vide Palmetos che lo stava pizzicando con le sue chele.
Cercò allora di liberarsi dal mostro e dopo mille sforzi ci riuscì.
Da quel giorno Sibissibis capì che doveva stare alla larga dal mostro.

Marco
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Verzuolo III B
piccolissimo scrittore


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Inserito il - 19/06/2007 :  11:40:45  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Il mostro buono

Un giorno, mentre giocavo nel giardino di casa con il mio amico Francesco, sentii uno strano rumore che proveniva dalla terra.
Ad un tratto, il terreno vibrò e si aprì una voragine: un terremoto!
Invece uscì uno strano essere con una testa piccolissima e tre corna.
Aveva due braccia enormi e lunghe zampe con lunghi artigli.
Tutti scappavano per la paura e anche noi andammo a nasconderci.
La polizia inseguì il mostro per tutto il paese, ma lo persero di vista essendo lui troppo veloce e grosso. Si era nascosto sulle colline di Verzuolo e aveva trovato rifugio in una vecchia casa abbandonata.
Anche Francesco ed io andammo a cercarlo e lo trovammo rannicchiato in un angolo di quella casa, impaurito e triste. Allora capimmo che era buono. Parlava la nostra lingua e ci raccontò che era precipitato sul pianeta Terra con la sua astronave.
Per paura di essere scoperto si era nascosto dentro ad un pozzo ed era finito sottoterra. Aveva lasciato la sua astronave su una montagna….
Decidemmo di aiutarlo, camminammo tanto e finalmente arrivammo sulla cima della montagna dove c’era l’astronave. Ci ringraziò e, per paura della polizia, partì subito, felice, perché poteva tornare dalla sua famiglia.
Matteo B.
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Verzuolo III B
piccolissimo scrittore


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Inserito il - 19/06/2007 :  11:54:13  Mostra Profilo  Rispondi Quotando

Il pollo senza testa


In un paese lontano lontano viveva un mostro senza testa: si chiamava Cell.
Aveva solo le gambe e sembrava un pollo, però invece di avere le piume era ricoperto di pelo dorato.
Non avendo la testa, non vedeva, non sentiva, ma il suo tatto era molto sviluppato: non andava a sbattere, perché riconosceva gli ostacoli toccandoli.
Quando nel paese si sparse la voce della presenza del mostro senza testa, arrivarono da tutte le parti per vederlo.
Alcune persone si spaventavano, altre ridevano o lo prendevano in giro.
Ma Cell era un mostro dal cuore tenero e aiutava tutti.
Un giorno incontrò una gallina che aveva quattro zampe, se ne innamorò e la sposò.
Così vissero felici e contenti!

Jessica
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Georg Maag
Georg


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Inserito il - 23/06/2007 :  13:26:24  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Prossimo gruppo di lodi e critiche:

SCRAT, di Matteo:

L'incipit è bello, e prende molto. Va tutto bene fino a quando scrivi che ti chiedi cosa faccia lì un astronave. Ma se vedessi io scendere un'astronave da cielo, non mi chiederei tanto cosa ci faccia, ma mi chiedo come sparire in meno tempo possibile!
Ricordati che si può mettere una invenzione folle in ogni storia (l'astronave, in questo caso), ma poi tutto il resto del racconto deve essere estremamente logico. E credo che la logica ci dica di avere paure, se non terrore, se vediamo atterrare un astronave sconosciuta! Giusto?
Poi ti riprendi benissimo, e ancora prima che il lettore si possa chiedere perché hai voluto lasciare la Terra per volare nello spazio con un essere sconosciuto viene fuori al eblla idea del sogno... che risolve tutto quanto molto bene.
Bravo!

IL POLLO SENZA TESTA di Jessica:
Cara Jessica, te la sei presa un po' troppo facile, la tua storiella. Non è male, ma si capisce che non avevi sempre tantissima voglia di pensare come scrivere i dettagli, o di metterti dentro alla tua idea. Mi spiego: un mostro senza testa e senza mani già ha problemi enormi, perché non vede nulla, ma non può nemmeno mangiare. Come trova il cibo? Dunque più che un mostro è un poveretto che senza l'aiuto di altri non può vivere, E dunque non fa tanta paura, piuttosto fa pena.
Poi però vai avanti troppo in fretta. Se aiuta a tutti, devi almeno provare a inventare come lo faccia. Come fa ad aiutare la gente? In cosa?
Non basta scrivere una frase e poi credere che il lettore la "mangi" così, senza dettagli. Sarebbe carino pensare come aiuti la gente? Con gesti, con parole? Con la magia? Ci sono tanti modi, ma almeno uno dovresti pensarlo fino in fondo e descriverlo con qualche dettaglio.
Ultimo punto: sulla Terra non esistono, grazie al cielo, polli così, e nemmeno galline a quattro zampe. Anche qui non è una soluzione molto felice, perché metti insieme tanti fattori, ciascuno incredibile di per se... E' chiaro quello che voglio dire?
L'ho spiegato abbastanza a lungo nel mio libro. E' un punto molto importante, se uno scrittore non segue questa regole, la storia rischia di non funzionare...
Georg

IL MOSTRO BUONO di Matteo B.

Non è per niente male, come storia. Ma avrebbe bisogno di qualche dettaglio in più. Non mi ha convinto come descrivi il mostro. Forse pensaci meglio, tanto non costa inventarti un mostro veramente mostruoso! Come lo descrivi sembra un po' ridicolo, o almeno impossibile. Bene invece il seguito, la paura, lui che scappa, tutto ok!
Non mi basta la descrizione di quando lo trovate nella casa abbandonata. Piuttosto che cercarlo potresti cambiare la storia raccondando che quella casa era un posto segreto dove tu e il yuo amico andavate giocare ogni tanto senza dirlo a nesuno. E poi, lì, incontrate il mostro senza sapere che si trovi lì. Farebbe più paura.
Il mostro potrebbe prima bloccarvi l'uscita, e poi spiegarvi i suoi problemi. Funzionerebbe molto meglio, vedrai.
Georg


PALMETOS di Marco
Non è, in verità, una storia. E' molto breve, e per quatro quinti non fai altro che descrivere il mostro. Solo l'ultimo quinto serve per raccontare la storia. Ma ovviamente non può bastare. Per sviluppare una storia, ci vuole un po' di pensieri, devi immaginarti perché Sibissibis passi da lì (dopo averlo introdotto almeno un po'), devi averci spiegato perché il mostro fa paura (nella tua storia non fa niente paura), insomma, devi creare un po' di suspense, ok?
E poi devi dare un po' di "lavoro" mentale, dare corpo al racconto. Si capisce che non avevi tantissima voglia di pensarci...
Georg
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Georg Maag
Georg


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Inserito il - 23/06/2007 :  13:30:38  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
UNA PALMA NELLA STANZA di Chiara P.

E' tra le storie che mi sono piaciute di più, perché hai fatto un bel lavoro di preparazione, hai pensato bene su come descrivere il mostro e anche come introdurre i due fratellini nella storia. All'inizio usi persino un ordine un po' tuo, iniziando con l'antagonista (il mostro) e solo dopo introducendo gli protagonisti (i fratellini). Ma credo sia semplicemente perché non avete ancora letto molto del mio libro, perché lì lo spiego, credo, molto bene, con tanti esempi.
Ma è andata benissimo lo stesso.
Brava!
Georg
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Verzuolo III B
piccolissimo scrittore


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Inserito il - 11/10/2007 :  12:35:47  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Ciao Georg io non ti ho mai visto,perchè sono stata assente, ma credo che sei un bravissimo scrittore: il tuo libro mi è piaciuto molto e sono riuscita a leggerlo in un battibaleno. Spero che mi verrai ad incontrare,perchè sono ansiosa di vederti.

Ti invio un incipit....

Quando nella piazza arrivarono le giostre, io restai incantata a guardare la casa degli orrori. La giostra era bellissima, decorata con fantasmi che si agitava sotto il lenzuolo bianco e mostri che sembrava uscissero dalle pareti. Una musica paurosa proveniva dall'interno...
Così andai subito alla cassa per fare il biglietto d'entrata...
Non l'avessi mai fatto...

Continuerò la prossima volta.

Modificato da - Verzuolo III B in data 12/10/2007 08:18:21
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Verzuolo III B
piccolissimo scrittore


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Inserito il - 11/10/2007 :  12:39:11  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Ciao Georg !!!!

Sono Alessandro e vengo da Torino. Sono arrivato nella 4° B a settembre.

Ho otto anni,mi piace scrivere e leggere i libri intitolati "LA SCUOLA DEGLI ACCHIAPPA DRAGHI".
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Verzuolo III B
piccolissimo scrittore


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Inserito il - 11/10/2007 :  12:41:16  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Ciao Georg, sono Francesco: nelle vacanze ho letto tutto il tuo libro: è molto bello.
Ecco un nuovo incipit, cosa ne pensi??

All'improvviso il sole si eclissò e delle folgori caddero dal cielo, distruggendo una dopo l'altra le case....





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Georg Maag
Georg


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Inserito il - 12/10/2007 :  08:29:34  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Ciao Alessandro,
dunque sei "nuovo" a Verzuolo. NOn ci siamo mai visti. Bene, succederà presto, non temere!
Un saluto anche alla bambina che era assente, e che mi ha "regalato" un bellissimo incipit, ben costruito, che fa venire voglia di continuare a leggere!
Georg

Ciao Francesco,
sono contento che tu abbia letto tutto il libro nelle vacanze. Sono certo che ti saranno venuti in mente tante idee bellissime!
Il tuo incipit "prende" abbastanza, non c'è da dire, ma è un po' cupo e triste. Non saprei, insomma, come potrebbe andare avanti se non simile ad un film catastrofico, tipo "The day after" o "La guerra dei mondi".
Avrei comunque fatto un punto dopo "cielo", iniziando poi in una frase nuova quello che succederà.

Un caro saluto a te e tutta la classe,
e ci vedremo forse ancora prima di Natale. Voi continuate a giocare con le idee e a tentare di inventare storielle.
Perché non scrivete una storia corale, ossia ideata e pensata da tutti i bambini della classe???
Georg
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Verzuolo III B
piccolissimo scrittore


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Inserito il - 06/12/2007 :  12:30:33  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Una storia da .....briviiiiidi!!!
“ Che serata ! “


Era una piovosa serata di novembre , io ero in casa da solo , stavo guardando la TV quando …..
sentii dei rumori sospetti fuori dalla porta e pensai alla notizia trasmessa al telegiornale su un ladro fuggito dal carcere poco lontano dalla mia città.
Spensi il televisore con mano tremante , presi il telefono e per poco mi cadde per terra , mi diressi in camera mia con passo felpato e …mi nascosi sotto il letto .
Ero impaurito, molto impaurito e , temendo di sentire ancora quei rumori , telefonai a mia
mamma ….. Il mio cuore batteva sempre più forte ….. “TUN – TUN –TUN “
Mentre componevo il numero ….. risentii quei rumori “TUN -…– TUN-…-TUN…- “ Finalmente mia mamma rispose : “ Matty” e io le dissi: “Mamma , corri a casa , sto sentendo degli strani rumori ! “ “Sono nascosto sotto il letto !”
Mi tranquillizzò , dicendomi di stare calmo, sarebbe arrivata subito .
Dopo una decina di minuti sentii aprire la porta cigolando
(Sono finito… adesso sono spacciato: il ladro è entrato!!!)e poi si richiuse : “Cloc”
Sentii chiamare : “Matty ,sono mamma”
Io risposi : “Vieni su in camera !”
Io ormai tranquillo, uscii e con un balzo l’abbracciai . “ Sai cosa erano quei rumori”, disse mamma “ C’erano dei gatti che battevano le zampe contro la porta”, concluse.
Matteo P.
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Georg Maag
Georg


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Inserito il - 10/12/2007 :  17:39:35  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Caro Matteo, la tua storiella mi è piaciuta abbastanza, è carina e dolce, senza grossi patemi, ma sei riuscito a spiegare abbastanza bene il tuo stato d'animo nella vicenda. Che poi, alla fine, si risolve praticamente nel nulla. Ma questo va bene, anzi, è una delle soluzioni "classiche" di un certo tipo di racconto, dunque va benissimo!
Avrei però qualcosa da dire sull'inizio. Tu anticipi i rumori alla notizia di quanto hai appreso dalla tivù. In verità sarebbe molto più "d'effetto" iniziare che sei solo in casa, che i tuoi ti hanno lasciato solo, e che stai guardando la tivù sul divano quando d'un colpo apprendi la notizia del ladro. Così la tensione cresce molto meglio. Se pioi aggiungi che l'ultima volta che l'hanno avvistato si stava dirigendo proprio verso la piccola città dove abiti, la tensione diventa altissima!
Prova a riscrivere l'inizio così, e vedrai che funziona ancora meglio.
E stai ettento che usi il telefono due volte di seguito all'inizio della storia. Sarebbe meglio voler usarlo una sola volta e descrivere i problemi che hai, legati alla tua paura.
Chiaro?

Georg
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Verzuolo III B
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Inserito il - 16/09/2008 :  17:36:55  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Caro Georg,

ti mando questa fiaba in formato poesia!.
(come tu potrai capire, ho preso ispirazione dalla poesia di Gianni Rodari.)
COSA NE PENSI?

LA TERRIBILE BIANCANEVE

Da un po’ di tempo
la terribile Biancaneve bastonava sulla testa
i nani della foresta
e i poverini, a gambe in spalla, fuggirono nel bosco
dov’è più fosco…
Ma Biancaneve prevista l’ azione,
preparò una trappola con attenzione
I sette nanetti finirono nella rete
a testa in giù.
Biancaneve, senza pensarci su,
dopo averli sistemati,
preparò una mela avvelenata,
e vestita da mercante,
andò incontrò alla Regina
con aria birichina…
“Ecco una bella mela,
mangiane: è buona;
vedrai
come sarai
in forma!”
Poi Biancaneve sparì nel bosco
con sguardo losco,
ma la Regina,
una vera furbina,
chiamò il gustavo
che si accasciò
perché la mela avvelenata assaggiò.
Allora la Regina le guardie chiamò
infuriata ordinò
che Biancaneve fosse catturata
e sulla forca decapitata.
Povera Biancaneve
la sua vita fu breve,
ma ora nel bosco tutto tace
ed è ritornata la pace.


Francesco B, CLASSE QUARTA b
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Verzuolo III B
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Inserito il - 16/09/2008 :  17:39:56  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
L’UOMO CHE BEVE UNA TAZZA DI THE
Una storia tremendamente noiosa!!!

Sir Anthonj Mc Chantnej di Bristol da anni beveva il suo the alle 17 in punto, o meglio, iniziava il rituale che lo avrebbe portato ad assaporare la bevanda solo dopo 20 minuti circa ; così aveva fatto ogni membro della sua famiglia da circa 200 anni e così faceva lui, da quando era bambino.
Sir Anthonj, anche quel giorno, osservò con attenzione l’ora sul quadrante dell’orologio da tasca, poi lo ripose con cura nel panciotto: erano le 16 e 50 e battè le mani, per chiamare il suo maggiordomo personale.
Dieci minuti dopo aveva già di fronte a sè la teiera fumante; accomodato sulla poltrona si spinse in avanti, per scegliere la miscela, ma prima, come sempre, si slacciò il penultimo bottone del panciotto, quello che gli stringeva maggiormente la pancia. Spostò, ad uno ad uno, i piccoli contenitori di metallo che erano stati collocati ordinatamente sul vassoio, vicino alla teiera; li rigirò tutti e alla fine, scelse la scatola gialla, quella al bergamotto; tirò fuori una presa e la ripose nel filtro a rete, come se stesse preparando una fumata da pipa, poi collocò il tutto nella teiera e subito dopo osservò l’ora sul quadrante dello orologio: le 17 in punto.
Perfetto, tutto si stava svolgendo nella normalità!
Attese pazientemente che si formasse l’infusione: 4 minuti, non uno di più e non uno di meno. Quando le lancette segnarono le 17 e 4 minuti, tirò fuori il filtro dall’acqua bollente; lo fece sgocciolare con cura, prima di riporlo sul piattino adatto; poi prese la tazzina, girò il manico osservando attentamente la decorazione sul bordo e infine versò il the. Il vapore salì, spandendo nell’aria un odore di bergamotto e Sir Anthonj si accostò con le narici, ma non troppo, alla tazza; ispirò soddisfatto: perfetto!!!
Tazza e sottopiattino in mano, rimase dieci minuti circa ad assaporare l’aroma, poi girò l’infusione con un cucchiaino, lentamente, senza però, raggiungere neppure un po’ di zucchero: sarebbe un vero delitto!
Infine bevve a piccoli, minutissimi sorsi, lasciando il liquido qualche istante in bocca, prima di inghiottirlo. Quando posò la tazza di the sul vassoio erano le 17 e 30: perfetto!
Tutto si era svolto nella normalità.


Giovanni, quarta B
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Inserito il - 16/09/2008 :  17:42:48  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
I tre lupacchiotti



C’erano una volta tre fratelli lupacchiotti di nome Gimmy, Tommy e Timmy, che vivevano con la mamma in una foresta .
Un giorno la mamma disse loro che dovevano farsi una nuova casa, perché erano ormai tre lupetti grandi. Suggerì di stare sempre vicini per difendersi dai pericoli e dai cacciatori.
Gimmy , il più saggio, disse ai fratelli di costruirsi la casa in una grotta vicino alla montagna della foresta e vivere insieme.
I fratelli Tommy e Timmy che amavano vivere all’ aria aperta preferirono costruirsi una casa di foglie e una di legno , così Gimmy andò a vivere da solo nella grotta.
Non lontano dalla foresta viveva un grosso maiale di nome Mangialupi, aveva la fama di essere il più feroce cacciatore di lupi.
La mattina seguente Mangialupi decise di andare a caccia, perché aveva il frigo vuoto e aveva una gran fame di bistecca impanata di lupo. Camminando nella foresta, vide subito le due casette di paglia e di legno, le spazzò via con soli due colpi di lupara.
I due lupacchiotti spaventati scapparono nella foresta e si rifugiarono nella grotta del fratello saggio. Il porcellone mangione li seguì nella foresta, ma era troppo lento, per via del suo pancione troppo pesante e così li perse di vista.
Mangialupi cercò per giorni e giorni ma non trovò neanche una misera traccia: i lupacchiotti sembravano svaniti nel nulla.
Ancora oggi nella foresta puoi incontrare il fantasma di Mangialupi alla ricerca dei lupacchiotti.

Filippo , quarta b
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Verzuolo III B
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Inserito il - 16/09/2008 :  17:46:16  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
La bella … mai accontentata.
C’era una volta, tanto tempo fa, una bellissima principessa, di nome Vittoria, che però era molto antipatica e viziata.
Tutti i giorni si faceva portare la colazione a letto e il cappuccino era sempre troppo caldo o troppo freddo. Credendo che fosse la più bella del regno, faceva venire ogni mattina il parrucchiere per farsi pettinare sempre alla moda.
Nutriva la pelle con creme di bellezza e cetrioli sugli occhi.
Tutti i servitori ormai la odiavano!!
Un bel principe di un paese molto lontano era stato costretto dal padre a fidanzarsi con la principessa Vittoria. Tutte le volte che andava a trovarla andava via sempre offeso e arrabbiato.
Stufo decise di andare dalla buona e brava streghetta a prendere una pozione magica che facesse addormentare la bella Vittoria.
Durante il loro incontro il principe offrì alla principessa la pozione dicendo che era un “the rivitalizzante.” Bevuta tutta la pozione anziché addormentarsi si trasformò in una brutta vecchia.
Ops! La strega si era sbagliata a preparare la pozione!!
Fu così che la principessa terrorizzata si rinchiuse nel castello ed il principe sposò una principessa meno bella, ma adorabile e graziosa.

Marinela G, quarta b
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Verzuolo III B
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Inserito il - 16/09/2008 :  17:48:27  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
“Possiamo andare?”
(Se incontrate il signor Aristide…. non andate al bar con lui!)

Stavo per andare al Luna-Park, ma prima dovevo incontrare un signore di nome Aristide, lento e noioso con una voce nasale e gli occhiali spessi, rotondi e impolverati.
Andammo al bar e lui ordinò una tazza di caffè: io pensavo che la finisse in fretta, ma invece………
Appena la tazza arrivò, lui incominciò a mettere zuccherini a raffica, quando ebbe finito, incominciò a girare nel caffè col cucchiaino;
io speravo che finisse velocemente per andare al Luna-Park.
Invece rincominciò a mettere zollette di zucchero:-Oh povera me!
Come farò?!-
Dopo poco tempo Aristide attaccò a berla e la finì: finalmente!
Io chiesi gentilmente:-Possiamo andare?-
Ma lui alzò la mano, lamentandosi in piemontese:- La mia tasa ‘d cafè iera trop dusa, ne vöi n’auta!-(traduzione: la mia tazza di caffè era troppo dolce, ne voglio un’altra)
I camerieri si guardarono perplessi, poi gliene portarono un’altra che lui
riattaccò a zuccherare smoderatamente!
-E no!-, pensai,io voglio andare al Luna-Park!
Ad un certo punto la sua tazzona di caffè si rovesciò e lui si lamentò agitando il pugno in aria: ”La mia tasa ‘d cafè iera trop granda, ne vöi n’auta!” (traduzione: la mia tazza di caffè era troppo grande, ne voglio un’altra)
L’altra tazza questa volta era piccola e non ci stavano molti zuccherini, allora incominciò a girare e rigirare gli zuccherini, che aveva nella tazza.
Ad un certo punto la tazzina si ruppe e dovette pagarla.
Finalmente potei andare al Luna-Park.
Volete sapere la morale?
Sì?
Ok,la morale della favola è: chi troppo vuole nulla stringe!!!!!!!!
Chiara P., quarta B
Chiara P.
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Verzuolo III B
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Inserito il - 16/09/2008 :  17:51:28  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Cappuccio rosso colpisce ancora!
Tempo fa lessi la storia di un lupo che faceva il poliziotto nella città di Mentania.
Aveva una divisa blu scuro, il cappello rosso tagliato ai lati per far passare le orecchie lunghe e pelose.
Da qualche giorno dava la caccia alla terribile Cappuccio Rosso, una ladra scaltra ed abile!
Era alta tanto da toccare la cima di un albero, aveva due
occhi molto perspicaci e una faccia da ragazzina tranquilla,
ma in realtà era tremenda.
Aveva rubato un’intera banca, ma compreso l’edificio!!
Il lupo cercava di acciuffarla da giorni, ma non ci riusciva.
Il giorno dopo apparì in prima pagina : “CAPPUCCIO
ROSSO COLPISCE ANCORA: CITTA’ DEVASTATA!!!”
Cappuccio Rosso aveva distrutto la città, calpestando giardini, case, palazzi e ponti ed ora, come avrebbero fatto gli abitanti a continuare la loro vita sereni!?
Il giorno seguente il lupo, mentre stava facendo il solito giro di
pattuglia della città , vide Cappuccio Rosso in un parco ….: si riposava distesa al sole, occupando un prato intero sotto gli occhi delle persone atterrite.
Si fermò immediatamente, si nascose dietro un cespuglio,poi gli saltò addosso con una speciale rete metallica e con la pistola a scossa elettrica la catturò. Purtroppo le manette erano troppo piccole, allora la legò con metri di catene e la portò in commissariato, facendola entrare a quattro gambe…
Dopo ore di interrogatorio Cappuccio confessò i suoi crimini e rimase così in prigione per quindici anni, accusata di furto contro la città:
Cerco più volte di scappare dalla cella, ma non ci riuscì perché la sua prigione aveva pareti di acciaio, chiuse con combinazione segreta e circondata da cavo elettrici ad alta tensione.
Sarà una storia vera: a voi crederci oppure no!
Matteo Passet
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Verzuolo III B
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Inserito il - 16/09/2008 :  17:55:45  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
BIANCANEVE E I SETTE NANI
(FIABA ALL’INCONTRARIO)

C’era una volta una figlia di una famiglia nobile che aveva l’abitudine di trovare delle scuse per poter uscire, andare nel bosco e picchiare i sette nani che abitavano in una casetta sperduta nel cuore della foresta.
Un giorno disse ai genitori che sarebbe andata a prendere l’acqua al pozzo, ma invece si diresse nella foresta, prese un ramo e cercò la casetta dei nani, la trovò, ma i nani si erano nascosti per sfuggire da lei, comunque li scovò e li picchiò per bene.
Dopo tornò a casa.
Ai genitori trovò una scusa: disse che la corda della carrucola del pozzo si era strappata, per cui i genitori non si stupirono nel vederla ritornare con il secchio vuoto.
Un altro giorno disse di andare dal panettiere, ma si incamminò di nuovo nella foresta per picchiare i nani. Li trovò e li percosse per bene…
Quando tornò a casa, disse ai genitori che il panettiere aveva finito gli ingredienti per fare il pane, allora i genitori non si sorpresero nel vederla arrivare a mani vuote.
Giorni dopo disse che sarebbe andata a passeggiare nel bosco per fare una piccola scorta di legname.
Avvistata la casetta dei nani, iniziò a correre per compiere nuovamente la sua missione; ma questa volta i nani si erano organizzati: si erano fatti aiutare da un cacciatore che aveva preparato una trappola.
Biancaneve ci cadde dentro, dritta dritta e rimase intrappolata per un po’ di tempo.
Ciascun nano andò a darle uno schiaffo per vendicarsi di tutte le volte che lei aveva picchiato loro, Biancaneve urlava, urlava e urlava così tanto che il cacciatore si commosse e la liberò.
Quindi la poverina ritornò a casa e raccontò tutta la verità ai genitori, che la rinchiusero nella stanza più alta del loro palazzo.
I nani da quel giorno vissero felici e contenti.


Marco G.



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Tradotto Da: Vincenzo Daniele & Luciano Boccellino- www.targatona.it Distribuito Da: Massimo Farieri - www.superdeejay.net Powered By: Snitz Forums 2000 Version 3.4.03