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 IST. S. FRANCESCO DA PAOLA 2004 MANFREDONIA (FG)
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Bianca
Piccoloscrittore appena arrivato


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Inserito il - 11/06/2004 :  18:32:22  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Questa nuova esperienza interessante e divertente non poteva che avere un’ottima persona dietro le quinte, che ci ha fatto crescere positivamente in questi meravigliosi tre anni.
Grazie,
Suor Bianca


Vittorio Guerra, Antonio Egidio, Fabio Calabrese, Sipontina Olivieri

Amici per la pelle


Pioveva, il vento si faceva sentire sempre di più, il buio dominava la città deserta, ormai.
Il mare era mosso, illuminato dalla poca luce della luna, che riusciva malamente a filtrare attraverso nuvole imponenti.
Ma nonostante questo brutto tempo l’Inghilterra era in piena festa: in quella notte stava per nascere il futuro re d’Inghilterra: il principe Fabio Mc Artnei Quinto.
Anche nella casa dell’unico taglia legna della città stavano nascendo altri due bambini: Vittorio e Antonio Great. Una quarta nascita stava per concludere questa notte cosi densa di avvenimenti, una nascita marcata da un segno di sventura: in una capanna veniva alla luce Sipontina, una bambina di colore, subito abbandonata dai suoi genitori.
Il tempo scorre ed i nostri quattro bimbi crescono, ognuno seguendo la propria strada, inconsci del fatto che la vita stava per far incrociare i loro destini...
Natale era arrivato. Il principe Fabio, gran riccone, si trovava all’interno dei magazzini Harrod, per comprare come al solito un mare giocattoli.
I fratelli Antonio e Vittorio erano all’esterno,affascinati davanti alle vetrine, sperando che il loro papà fosse riuscito a guadagnare qualche sterlina. Avevano tanto desiderio di un giocattolo tutto loro… almeno per una volta!

La povera orfanella suonava il suo violino sperando nel buon cuore dei passanti. Per lei i giocattoli erano cose senza significato, le uniche cose che conosceva molto bene erano quelle che la vita le aveva insegnato: la fame, sua unica compagna; il freddo che le pungeva i piedi, la solitudine…
Mentre il piccolo principe usciva dai magazzini i due fratelli gli caddero addosso .
Il principe cadendo inciampò sul cappellino dell’orfanella facendo cadere le poche monete che aveva ricevuto .
Fu così che i quattro si incontrarono, da qui incomincia la loro avventura.
Il principe furioso voleva punire quelli che secondo lui lo avrebbero fatto cadere, ma poi commosso dalle scuse dei malcapitati decise di lasciarli andare.
Nei giorni successivi i quattro ragazzi s’ incontrarono ai giardini pubblici il principe giocava con i suoi giocattoli. I due fratelli cercavano un po’ di legna per il padre e l’orfanella si esercitava con il suo violino.
Quando il principe si accorse che i tre amici guardavano solo lui, con la voglia di poter giocare, senti un calore strano nel petto, vicino al cuore. Si alzò, andò da loro
li invitò a giocare con lui. Sul più bello arrivò il padre del principino: Re Enrico Quarto. Questi si infuriò nel vedere suo figlio, il principe, giocare e divertirsi insieme a dei plebei e senza dir parola lo ricondusse nel palazzo.
Tra i ragazzi era però nata un’amicizia piacevole rovinata dal re, il quale per essere sicuro che suo figlio non incontrasse più i ragazzi, lo fece seguire da un suo uomo di fiducia. Col passare del tempo i quattro amici decisero di trovarsi un luogo dove incontrarsi di nascosto. L’uomo mandato dal re scopri il nascondiglio e corse subito dal re per avvertirlo. Legati da questa forte amicizia gli amici decisero di fuggire ma avevano bisogno di un mezzo con cui farlo. Il principe aspettò i tre ragazzi al castello reale, rubarono una piccola barca, il necessario per la sopravvivenza e iniziarono la loro avventura.
Affrontarono una violenta tempesta e dopo due giorni di terrore arrivarono stremati sull’Isola Piragna.
Nel cielo limpido e trasparente svolazzavano dei magnifici animali - uccelli: Opterobattilus e animali combinati.
Scesero dall’imbarcazione su una splendida spiaggia che sembrava aspettare solo loro. Per fortuna i ragazzi avevano trovato una mappa per evitare tutti i pericoli della foresta che ricopriva l’isola.
C’era da attraversare un ponte traballante, ma non si doveva cadere perché sotto di loro si trovavano gli Acquasaurus e i Balecotteri.
Poi bisognava stare attenti ad una palla di pietra che inseguiva tutto ciò che si muoveva.
Ad aiutare i ragazzi ecco un animale molto speciale: la Fenice - rossa. Grazie al suo aiuto riuscirono a superare la prova. Nell’attraversare il bosco sentirono voci umane... erano forse arrivati i soldati del re?
I ragazzi accelerarono il passo e, affamati e stanchi, raggiunsero il rifugio.
Durante la notte però, il principe fu preso dai sensi di colpa ricordando che il suo papà era gravemente ammalato di cuore e che uno spavento avrebbe potuto causargli la morte; svegliò cosi di soprassalto i suoi amici, con l’intenzione di ritornare in Inghilterra, spiegando loro il perché di questo inaspettato ritorno.
La mattina seguente si recarono alla spiaggia ma sia della barca che dei soldati non c’era traccia; non si lasciarono scoraggiare, avendo a disposizione tanti alberi poterono costruire una zattera.
I due fratelli prepararono la legna necessaria, il principe e Sipontina cercarono le liane. Finalmente finita la zattera vi salirono sopra e cominciarono a remare avendo alle spalle un vento favorevole.
La notte cominciava a scendere, quasi scoraggiati in lontananza videro le luci di una nave; avvicinandosi il più possibile, cominciarono a gridare a squarciagola. Dalla nave percepirono subito le urla e i marinai calarono immediatamente una scialuppa che trasse in salvo i nostri protagonisti.
Purtroppo sulla nave li aspettava una brutta notizia: il re era in fin di vita. Il principe arrivò giusto in tempo al palazzo per dare al padre il suo ultimo saluto e chiedergli perdono.
Il re lo accolse a braccia aperte, riferendogli che solo durante la sua assenza aveva capito quanto fosse importante l’amicizia, anche se questa è nata tra persone di ceto diverso e gli chiese di portare avanti le leggi sull’amicizia che aveva scritto su un documento... Non finì di parlare e spirò.
Il principe diventato re Fabio portò avanti la legge sull’amicizia, come promesso a suo padre: UN’AMICIZIA VERA, NON DEVE ESSERE OSTACOLATA DA PROBLEMI DI DIFFERENZA DI RAZZA E DI CULTURA.

In questa storia abbiamo voluto far capire quanto è importante il valore dell’amicizia

Modificato da - Bianca in Data 11/06/2004 18:45:56

Bianca
Piccoloscrittore appena arrivato


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Inserito il - 11/06/2004 :  18:37:29  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Francesco Gatta , Fabio Del Cupolo , Alfonso Cinque

IL CASTELLO MISTERIOSO

Racconto nato da una bellissima avventura


Questo nostro racconto lo dedichiamo alla nostra insegnante Suor Bianca per ringraziarla della tanta pazienza che ha avuto con noi.


Stava scendendo la notte, John ed Edward,due bambini di dieci anni, correvano con la loro bicicletta per tornare a casa. La campagna di Londra era silenziosa e la nebbia che era scesa rendeva il luogo ancora più spettrale.
I due bambini erano un po’ spaventati anche perché la strada, che stavano percorrendo, era vicina ad un castello isolato, del quale si raccontavano leggende orribili ed al quale nessun bambino si era mai avvicinato. I due bambini John ed Edward cercavano di stare vicini per farsi coraggio, all’ improvviso un tonfo e un buio pesto. I bambini si ritrovarono in un’ enorme buca molto profonda, da dove non riuscivano a risalire; c’era solo un cunicolo lungo il quale si vedeva una fievole luce. I ragazzi terrorizzati incominciarono a percorrerlo, più andavano avanti e più erano spaventati perché non sapevano cosa ci fosse dall’altra parte. Mentre camminavano videro una porta aperta che conduceva ai sotterranei del castello, entrarono e trovarono una candela accesa, la presero per farsi luce. Salirono delle scale molto ripide ed in cima trovarono una porta, Edward e John erano molto spaventati ma dovevano per forza andare avanti. Aprirono una porta e si trovarono in una grande sala, la stanza era poco illuminata, le uniche luci erano quelle delle candele, sembrava di essere ai tempi del medioevo.
C’erano scudi con disegni di leoni e draghi, sui tre angoli c’erano delle enormi armature di ferro, nell’altro angolo c’era un grande orologio a pendolo. Su una parete c’era un camino acceso e questo voleva dire che il castello era abitato. Da una porta socchiusa usciva un po’ di luce e s’ intravedeva un’enorme scala. Al centro della stanza c’era un grande tavolo rettangolare, con sopra tanta roba da mangiare. Edward si avvicinò alla tavola e, siccome era molto affamato, prese un pezzo di torta… all’improvviso l’orologio a pendolo rintoccò ed il bambino si spaventò, fece un balzo all’indietro ed urtò contro qualcosa. Era un uomo anziano e nonostante la poca luce i bambini riuscirono a vedere il suo aspetto, era alto e magro. I capelli erano lunghi e bianchi, aveva sulla guancia sinistra una grande cicatrice, tanti nei rilevati sul viso lo rendevano bruttissimo.
Gli mancava un occhio e gli si vedeva l’incavatura cicatrizzata. Camminava con un bastone perché era zoppo ed indossava una vestaglia di colore viola. Spaventati i bambini cercarono di nascondersi sotto il grande tavolo ma il vecchio disse loro di non aver paura perché non intendeva far loro del male.
Edward e John uscirono fuori e piano piano gli si avvicinarono; l’anziano li invitò a sedersi e a mangiare con lui.
Mentre mangiavano il vecchio raccontò la sua lunghissima storia e rivelò di non essere il padrone del castello ma di abitarvi da tantissimi anni per cercare un tesoro nascosto. John ed Edward, conoscendo la storia dei pirati, riuscirono celermente a decifrare le mappe dei tesori e decisero di aiutare il vecchio uomo. Dopo un’ intera notte con la mappe in mano, percorrendo i cunicoli più stretti del castello i tre arrivarono sul luogo dov’era nascosto il tesoro. Un baule immenso era lì che li aspettava. Accanto al baule una statua di pietra conservava la chiave per aprirlo; il vecchio disse ai ragazzi che la chiave doveva prenderla lui. Mise la sua mano in quella della statua, afferrò la chiave d’oro ma in quel medesimo istante fu colpito da una fortissima scossa e lanciando un forte urlo cadde per terra tramortito. Il vecchio uomo non riuscì a superare il duro colpo, dopo aver consegnato a Jonh ed Edward la chiave, spirò. I due bambini crebbero,diventarono uomini forti e belli, diventarono i padroni del castello e del suo immenso tesoro. Il vecchio anziano portò con sé il segreto: ”il primo a prendere la chiave dalle mani della statua sarebbe morto folgorato“.


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Bianca
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Inserito il - 11/06/2004 :  18:40:43  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
IL MAGO E IL PITTORE


In una città, molto lontana, viveva un magodi nome “Abù Zazzà”. Un giorno il mago non sapendo cosa fare decise di creare una rosa cinerina, però sbagliando la pozione creò un pennello magico e se ne sbarazzò gettandolo nel bosco. Un pittore essendo molto povero, perché realizzava quadri miseri, viveva nel bosco, in una casa molto piccola. Uscendo di casa, per prendere della legna, il pittore trovò il pennello magico che il mago aveva lasciato giorni prima. Egli lo raccolse e decise di tornare subito a casa per realizzare un quadro. Appena appoggiò il pennello sul cavalletto, esso iniziò a dipingere quello che il pittore aveva immaginato di disegnare, uscì un quadro perfetto che rappresentava un cavaliere valoroso. Il pittore vedendo che il quadro era bellissimo, decise di portarlo al museo, sapendo che il giorno dopo ci sarebbe stata la mostra di tutti i quadri. Egli per tutta la notte sognò che fosse stato lui il vincitore della mostra e che grazie al suo successo sarebbe diventato molto ricco e avrebbe realizzato il suo grande sogno, quello di diventare un bravissimo pittore e così fu. Infatti, grazie al pennello magico diventò uno dei più famosi pittori: “Giotto”.

LAVORO SVOLTO DA: TOTARO CLAUDIA, RUBINO FEDERICO, LOPRIORE MIRKO, CINCOTTI ALESSANDRO, COZZOLINI ERIKA.
Classe quarta
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Bianca
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Inserito il - 11/06/2004 :  18:43:59  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
IL MILLEPIEDI SENZA PIEDI


C’era una volta un millepiedi che amava molto camminare e voleva fare il giro del mondo. Una notte si fermò lungo la strada e si addormentò, al suo risveglio si accorse che non aveva più i piedi, perché per il troppo camminare si erano consumati. Andava in cerca di lavoro e per strada trovò una rivista con su scritto “CERCASI CALZOLAIO”.
Il millepiedi raggiunse Napoli, dove cercavano un calzolaio, però avevano già occupato il posto di lavoro. Dopo questa brutta notizia, incontrò una ragazza millepiedi che si chiamava Lady. Essi si innamorarono l’un con l’altro e si sposarono; Lady preoccupata pensava che i figli nascessero senza piedi ma non lasciò il millepiedi perché l’amava troppo. Un giorno nacquero tre gemelli e il millepiedi fu felice, trovò un lavoro e acquistò delle scarpe per tutta la famiglia. Passò un po’ di tempo e il millepiedi incominciò a soffrire, vedendo i suoi tre gemelli sgambettare di qua e di là, sapendo benissimo che non avrebbe mai potuto accompagnarli ad esplorare i giardini ed ad insegnare loro a rosicchiare le foglie. Così implorò con tutte le sue forze la fata Naturella che era la madrina di tutti gli amici della natura. Confessò il suo desiderio e la buona fata lo esaudì ridandogli i suoi piccoli piedini. Da allora il millepiedi fu felice di avere di nuovo i suoi piedi e di poter accompagnare i suoi piccoli nelle lunghe passeggiate e insegnare loro a distinguere quello che dovevano mangiare da quello che non era commestibile e nello stesso tempo li abituò ad affrontare le difficoltà della vita.

AUTORI: Ilaria Principe, Raffaella La Tosa, Luciana D’Angelo, De Salvia Paolo, Robustella Federica, Romano Carlotta.
Classe terza
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Bianca
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Inserito il - 11/06/2004 :  18:49:08  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
IL VORTICE


Un giorno di tempesta, un vortice si avvicinò alla casa di Jonny, egli non aveva mai visto una cosa del genere, così decise di aprire la finestra per vederlo da vicino ma venne risucchiato e trasportato in un’altra dimensione. Capitò in una vecchia casa abbandonata, fece un passo indietro per la paura e sentì un pianoforte suonare da solo. Quella era la casa dei fantasmi. Per fortuna aveva ancora con sé il cellulare, digitò il 119, il numero dei GHOST BUSTER (gli acchiappa fantasmi) che arrivarono proprio nel momento opportuno. Però per la paura se ne scapparono via e lasciarono il povero Jonny in mezzo a quei mostri. Uno di loro si avvicinò all’interruttore, accese la luce e molti coriandoli caddero sulla testa di Jonny. Egli fece amicizia con i fantasmi e insieme passarono molte ore chiacchierando sulla sua loro vita. Era tardi, quando Jonny volle tornare a casa, i fantasmi aprirono un vecchio libro impolverato e dopo un saluto egli fu trasportato a casa. Il mattino seguente, quando si svegliò trovò Luis, uno dei fantasmi a lui affezionato, accanto al letto, Jonny così decise di vivere con lui.

LAVORO SVOLTO DA: LUCA MUSCATIELLO, ALESSIO PRENCIPE, MARIA TERESA ARMILLOTTA, MARIAPIA PRENCIPE, SARA GELSOMINO.

Classe quarta
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Bianca
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Inserito il - 11/06/2004 :  18:51:51  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
LA GROTTA INCANTATA


Una bambina di nome Natascia, mentre giocava, inciampò in una pietra e finì vicino ad una cascata; curiosa, andò a vedere cosa c’era al di là di essa e scoprì un passaggio segreto che portava ad una grotta. Lungo il cammino intravedeva sempre più chiaramente una piccola luce che proveniva da un foro scavato nella roccia. Finalmente riuscì a raggiungerla e scoprì che quella piccola luce era un pennello magico infatti, quando lo applicava sulla grotta tutto quello che dipingeva diventava realtà. Dipinse un bosco, vi si inoltrò e mentre passeggiava le apparve la regina del bosco insieme ai suoi aiutanti folletti. La regina le chiese di aiutarla, perché qualcuno aveva catturato l’unicorno, simbolo del bosco. Natascia, non sapendo come fare, si rivolse allo gnomo sapiente che le consigliò di andare nella casa stregata, frequentata soprattutto dalle streghe e dai maghi più temuti del bosco. Natascia, con un po’ di timore, seguì tutte le indicazioni dello gnomo e con un po’ di difficoltà riuscì a riportare sano e salvo l’unicorno alla regina. Natascia in cambio ricevette la chiave d’oro per entrare nel bosco e una pietra dei desideri che poteva portare sempre con sé!


AUTORI: Angelillis Lucia Anna, Ferrigno Cristina, Salvemini Carmela, Starace Giacomo, Troiano Michele Pio.

classe quarta
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Bianca
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Inserito il - 11/06/2004 :  18:55:50  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
L’orologio del tempo


In un bellissimo e grandissimo paese di nome Londra viveva una ragazza di nome Jenny, aveva tredici anni, frequentava la terza media ed era di famiglia nobile. La ragazza, marinava spesso la scuola soprattutto nell’ora di storia perché era la materia che le piaceva di meno.Un bel giorno, la professoressa d’Italiano visto ciò, la mandò dal preside, si beccò una sospensione per due settimane.La ragazza non sapeva cosa dire ai genitori e piangendo tornò a casa , sapendo che aveva sbagliato promise ai genitori che al rientro dalla scuola dovevano cambiare molte cose , a patto però che la mamma le regalasse un orologio , del quale Jenny era innamorata da tempo. La mamma e Jenny si recarono nel più grande negozio di Londra per quanto riguarda gli orologi d’ epoca. Appena Jenny volse il suo sguardo alla vetrina individuò subito l’orologio che faceva per lei . Lo comprò e lo portarono a casa. Arrivati a casa , la ragazza guardò l’orologio e come per magia , l’orologio le parlò e le diede delle indicazioni su come si doveva comportare. L’orologio le disse che doveva accadere qualcosa di speciale. Jenny l’indomani, si recò a scuola e la professoressa infuriata le chiese se avesse studiato, ma con molta calma spiegò tutto il libro di geografia e di scienze ma storia non l’aveva neanche pensata.
Tornando a casa l’orologio si blocca e la ragazza viene trasportata in un mondo pieno di dinosauri che le passavano affianco .
Aveva tanta paura però sapeva che se le fosse successo qualcosa sarebbe tornata a casa sana e salva.
Lasciandosi trasportare dalla curiosità, la ragazza vide un villaggio pieno di uomini preistorici che usavano le pelli di animali per vestirsi e solo in quel momento capì che era tornata all’età della pietra. Si guardò addosso e vide che era vestita anch’essa con pelli di animali e con uno zainetto dietro le spalle, in questo zainetto c’era un po’ di tutto:le bastava dire quello che voleva ed esso appariva.
Non stette a pensare a quello che era successo, si guardò intorno e vide due genitori che cercavano di difendere il figlio dalle sciabole, a quel punto si ricordò della borsa e cercando qualcosa che poteva aiutare i poveretti notò delle buche adatte per farci cadere la sciabola dentro e una muraglia di fuoco che non lasciava via di scampo. Le provò tutte ma invano .
Poteva sembrare una barzelletta perché apparivano e sparivano cose così buffe, per fermare un animale così agile. .
La tigre andò vicino a Jenny come se fosse un agnellino e lasciò il bimbo . Proseguì la sua strada e vide un mammut che stava per attaccare un bimbo indifeso. La bestia appena vide Jenny la prese con la proboscide, la mise in groppa, le diede il bimbo e le fece fare un giretto, portandola dal vecchio saggio dell’ accampamento, il quale le disse che lei era una bimba scelta nel mondo per imparare a valutare la storia del passato e del futuro.
La seconda tappa era per l’appunto il futuro, però lì non trovò altro che la vita di tutti i giorni e guerre che lei stessa non poteva fermare.
Tornando a casa vide tutti i principali cambiamenti che aveva compiuto nel corso della sua avventura.
La storia è maestra di vita, la pace e la guerra hanno caratterizzato sempre più la vita di ogni popolazione e territorio, dinanzi a tutto ciò l’uomo è ormai consapevole di tutto il male che la guerra può provocare, la storia ci deve far riflettere sull’importanza dell’amore per il prossimo e per il nostro paese.

Storia creata da: Troiano Michele, Palumbo Mariangela e Palladino Mariantonietta.
A conclusione del nostro ciclo scolastico, trascorso come rondini a primavera, non possiamo che ringraziare pubblicamente la nostra insegnante suor Bianca.
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Bianca
Piccoloscrittore appena arrivato


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Inserito il - 11/06/2004 :  18:58:50  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
MARIELLA E IL SUO NUOVO AMICO


Un giorno, Mariella, sentì dalla radio che dal circo era scappato l’abominevole selvatico; una scimmia alta 2,40 m pesante 3 t, dal pelo marrone e dagli occhi scuri. Un pomeriggio Mariella dopo aver eseguito i tanti compiti, decise di andare in un giardino abbandonato a giocare con le sue amiche bambole. Come per incanto vide l’abominevole selvatico. La bambina fece amicizia; i due giocarono insieme, e diventarono amici per la pelle. Dopo pochi giorni, purtroppo, l’abominevole venne catturato e riportato nel circo. La bambina pianse tanto, tanto. Il circo capì che l’abominevole e Mariella erano diventati amici per la pelle, allora decise di farle un regalo cioè: L’ABOMINEVOLE.


Lavoro eseguito da: Maria Chiara Muscatiello, Laura Sciannandrone, Antonella, Alessia Gatta, Jhon Masi, Francesco Foglia.
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Georg Maag
Georg


1479 Messaggi

Inserito il - 12/06/2004 :  10:36:43  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Cari ragazzi,
e così ho potuto leggere le vostre belle storie, che sono arrivate ieri sul sito.
Mi ha fatto tanto piacere. Sono storie carine, scritte anche bene, e con un buon gusto per i dettagli e il flusso delle storie.
Ma sono anche storie che vengono da lontano, da Manfredonia. Siete i primi piccoli scrittori che hanno seguito il libro "Se all'improvviso la luna e le stelle..." a distanza, e dunque sono doppiamente contento.
So che le storie sono state scritte a gruppi, perché avete messo i vostri nomi alla fine di ciascuna storia. Dunque non andrò a parlare di dettagli, anche perchè quando si lavora assieme si discute già a sufficienza dei vari dettagli della storia.
Comunque sono veramente contento di avervi tra di noi sul sito. Un grande grazie a voi, e un grande grazie anche alla vostra maestra, sr. Bianca.
Mi piacerebbe avere poi qualche dettaglio sul lavoro da parte della maestra, magari nel forum delle maestre.
Per adesso può bastare così.
Complimenti ancora ai piccoli scrittori!
Georg
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il sito della Scrittura Creativa e della filosofia per bambini. © 2003 Georg Maag Torna all'inizio della Pagina
Tradotto Da: Vincenzo Daniele & Luciano Boccellino- www.targatona.it Distribuito Da: Massimo Farieri - www.superdeejay.net Powered By: Snitz Forums 2000 Version 3.4.03