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miticalilly96
piccoloscrittore già più grande


276 Messaggi

Inserito il - 07/01/2008 :  13:45:41  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Chiedo scusa gentilmente a Georg (continuo a scocciarlo tutti i giorni!)di aver creato un'altra discussione, ma non riesco a collegare il mio messaggio con le altre. Nelle discussioni tipo "storie di..." non me la sento di pubblicare anche i miei racconti. Ma se il messaggio sarà eliminato, ci proverò!
Questo spazio servirà a pubblicare tutte le storie degli utenti, in modo da creare una piccola raccolta entro la fine dell'annno!
Comincio con il mio racconto... avviso che non è stupendo perchè l'ho scritto di getto l'altra sera!

Notte senza ritorno

Pioveva, quella notte. I tuoni rimbombavano, mentre i lampi squarciavano il cielo. La pioggia cadeva fitta fitta. Giulia era seduta sulla sua poltrona preferita e stava leggendo. A volte alzava gli occhi dal libro, per vedere se era passata la tempesta. Ma la scena rimaneva sempre la stessa. La ragazzina si trovava nella Sala del Caminetto, nel College di Sontenne.
Sentì dietro di lei pesanti passi che si avvicinavano. Alessandro entrò come un fulmine, sbattendo la porta, seguito da Giacomo. Sembrava annoiato e furente allo stesso tempo. Si lasciò cadere pesantemente sulla poltrona e sospirò. Poi si volse verso Giulia.
:- Possibile che riesci a startene li seduta,a leggere??? Io mi annoio da morire, in questo stupido college e non vedo l’ora di andarmene!- sbottò.
Giacomo, che nel frattempo si era seduto, esclamò:- Si, Giulia, è vero. Anch’io non ne posso più.-:
Era magro come uno spillo, con i capelli neri come la pece e gli occhi castani. Aveva un’aria un po’ lugubre, ma chi lo conosceva sapeva che era un ragazzo dal cuore d’oro.
Una di quelle persone che non fanno nulla senza un leader, un capo. Nel suo caso era Alessandro. Del resto, era l’unico amico che aveva. Lo aveva conosciuto un anno dopo la sua entrata all’accademia. In quel tempo non stava bene. Era un tipo solitario e non amava scherzare. Morta sua madre, i suoi zii non ci avevano pensato due volte a mandarlo all’orfanotrofio. La notte prima della sua trasferta, era scappato. Aveva un luogo preciso nella sua meta: l’Accademia Sontenne. Gliene aveva parlato una volta il portinaio della sua vecchia casa.
:- Se ti capiterà di entrare, porta con te questa licenza. Questo è l’unico modo per non essere scacciato!-: gli aveva sussurrato. Prima di essere licenziato.
Giacomo così aveva trovato una casa, nel College. Ed in Alessandro: gli era piaciuto subito, dai grandi occhi azzurri sempre spalancati, ai capelli corvini. Aveva sempre sognato di avere la sua corporatura ben proporzionata e il suo carattere.
Tenace, forte, coraggioso, monello. Quando gli luccicavano gli occhi, tutti sapevano che stava combinando una delle sue. L’amicizia si consolidò con il passare del tempo. Erano una coppia strana: uno calmo e tranquillo, l’altro agitato e burlone. Ma la loro diversità li rendeva inseparabili.
Sì, Giacomo avrebbe fatto di tutto per Alessandro, per sentire la sua risata argentina che gli piaceva tanto. Giulia abbozzò un sorriso e scosse la testa energicamente. Non le piacevano molto le idee di Alessandro, visto che la cacciavano sempre nei guai. Spesso sorprendeva lui e Giacomo intenti a combinare qualche cosa di troppo, tipo la liberazione di qualche uccello raro della serra o la distruzione dei dati delle verifiche andate a male. Non voleva partecipare, ma come poteva lasciarli agire? Così, ogni volta che venivano pescati sul fatto dagli adulti, era lei che dimezzava le punizioni, perché era l’alunna prediletta di tutti gli insegnanti della scuola. Adorava leggere, scrivere e fare tutto ciò che aveva a che fare con la scuola. Bionda, occhi verdi- acqua, di statura normale, aveva un carattere tranquillo. A volte si dimostrava timida, ma aveva sempre una soluzione per tutti i problemi, piccoli o grandi non importa.
Alessandro era il suo vicino di casa e lo conosceva da lungo tempo. Erano entrati insieme nel college, lasciandosi alle spalle una vita allegra e solare.
Quel giorno tutti e tre fissavano la pioggia che batteva forte sui vetri. Ad un tratto, gli occhi di Alessandro si illuminarono.
:- Oh, no… -: mormorò Giulia, sapendo che nella testa del suo amico si era accesa una lampadina.
:- Ho trovato!-: gridò Alessandro, alzandosi in piedi. Cominciò a raccogliere delle giacche, ma poi ci ripensò, le abbandonò su una sedia e prese tre impermeabili. Uno lo lanciò a Giulia, l’altro a Giacomo.
Quest’ultimo cominciò eccitato:- Dove vuoi andare? Di fuori? -:
:- Le mura diroccate del castello di re Radium ti dicono qualcosa? -: rispose il compare mentre cercava di infilarsi l’impermeabile.
Giulia sembrava nervosa.
:- Ma sei pazzo? Se vi beccano sono guai e questa volta non rischio le penne per voi! -: dichiarò
:- Non è che per caso non vieni per qualche altro motivo?-:
:- E quale sarebbe, scusa?-:
:- Mah, non so, che per caso hai paura?-:
:- Io? Neanche per sogno!-: L’unica cosa che faceva innervosire Giulia erano le provocazioni e questo Alessandro lo sapeva bene.
Giacomo guardava la scena muto. Quando i due litigavano, era meglio non intromettersi.
:- Certo, certo. A parole sono bravi tutti-: proseguì Alessandro.
:- Come no, chi vi ha salvato l’osso del collo l’ultima volta, rischiando di essere sorpresa?-:
Qui il ragazzo fece una pausa. Uno a zero per Giulia.
:- Bene, vuol dire che ce ne andremo senza di te!-:
L’altra lo guardò indifferente. O almeno cercò di farlo. Conosceva il suo amico: una volta che aveva preso una decisione, la portava sempre a termine. S i morse il labbro inferiore.
Fissò due figure che uscivano dalla stanza, incappucciate. Il vento soffiava forte e le gocce cadevano dal cielo senza fermarsi. Le braccia incrociate di Giulia, presero il loro posto lungo i fianchi. Valeva davvero la pena non seguirli, continuando a mettere il muso?
:- In fondo, cosa perdo se li seguo?-: pensò. Il tempo per riflettere era poco. Le due figure stavano sparendo dalla sua vista.
:- Ma sì, se ci beccano pazienza. Anch’io sono stanca di questo college. Sono pronta per andarmene; ho imparato molto!-: disse a sé stessa.
Prese la sua mantella blu notte e si avviò lungo la strada…
:- LO SAPEVO, IO, CHE NON CI AVRESTI ABBANDONATO!-: urlava Alessandro, al colmo della felicità.
:- Ok, ma basta litigare! Godiamoci la, ehm, gita! -: intervenne a voce bassa Giacomo. Giulia gli mostrò uno dei suoi sorrisi migliori.
:- Ed ora… - proruppe Alessandro, con voce spettrale, come quella dei mostri di certi film horror-
è giunto il momento di spiegarvi le luci all’alba che vedete tutti i giorni... -:
:- AHHH!-: gridò Giulia.
:-Shhhhhhhhhh!-: le intimò Giacomo.
:- Ma cosa ti passa per la testa? Vuoi che ci scoprono?-: disse Alessandro.
Giulia con dito tremante indicò una cosa alle spalle degli amici. Gli altri due si voltarono.
I loro urli si strozzarono in gola. Le mura diroccate del castello di re Radium erano certamente molto inquietanti. Un tempo avevano conosciuto cose migliori. Il resto del castello era andato distrutto o perso


Non è finito e aspetto i vostri pareri per andare avanti! Ciaoooooo!
Baci & Abbracci!

miticalilly96
piccoloscrittore già più grande


276 Messaggi

Inserito il - 13/01/2008 :  12:33:23  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
In attesa dei vostri commenti, ecco un altro racconto... aspetto i vostri pareri per andare avanti.... Ciaoooooo! Baci & Abbracci!

8 Gennaio 2008
Verifica di Matematica
Cap.1


Come spesso accade nella vita, appaiono gli imprevisti. Ora, a me gli imprevisti non mi sono mai piaciuti. Devo avere tutto sotto controllo o perlomeno una parte. Altrimenti vado nel panico. E allora si che perdo la testa. Ma non siamo qui per fare un trattato lungo e noioso tipo “la vita e gli imprevisti” (ci sarà pure qualcuno che avrà scritto un libro del genere!).
Siamo qui per parlare di oggi. Io devo parlare di oggi. Perché oggi sarebbe stata una delle giornate più brutte della mia carriera scolastica. Lo dico per esperienza personale.
Insomma, chi non sarebbe andato nel pallone, se avesse avuto una giornata così?



1° ora – Verifica di Matematica
2° - Super interrogazione di Scienze
3° - Risultati della verifica di inglese
4° - Addio alla prof. di Spagnolo
5° - Super Interrogazione di Geografia
6° - Tecnica/ Nuova prof.

La mia giornata del diario era divisa così. Se poi aggiungete mezzo litro di “ non capisco un’acca dei problemi”, una pasticca di “sono andata a letto a mezzanotte, ho sonno e non mi ricordo più niente”, mescolando con la polverina “ è l’ultima lezione della prof. non devo scocciarla con quelli”otterrete un intruglio decisamente fuori di testa. Questa volta ringrazio proprio il Destino. Anche se credo che ogni cosa che ci succede dipende da noi.
La mattinata non si era presentata proprio bene, alla porta. Mi ero svegliata tre volte di notte e stavo sognando un incubo orrendo. Tutta colpa della verifica di matematica.
Arrivata a scuola la situazione non era migliorata. Beh, stavo scappando dai quei maledetti bulli che vedo tutti i giorni quando ho sentito la campanella suonare. Perfetto! Secondo giorno di scuola, secondo giorno in ritardo. Se arrivo in ritardo anche domani mi prendo una nota.
:- Quando arrivo a casa, giuro che faccio una romanzina alla mamma!-: mormoro mentre cercavo di tirare per le scale il mio trolley. Pesa una tonnellata. Un paio di ragazzine mi superano con un risolino. Mille grazie, chiunque voi siate a farmi sentire ancora più umiliata. Ma perché mia mamma sosteneva che la mia aula fosse al primo piano e mi ha preso questo trolley (che poi mi piace un sacco, sono davvero un’ingrata!)? Ben mi sta. Non oso pensare a quando sarò in terza media…
Arrivo in classe barcollando. Per fortuna la prof. Di Cicca chiude un occhio.
:- Uno, ma non due-: penso sconsolata.
Ma ecco il vero imprevisto.



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miticalilly96
piccoloscrittore già più grande


276 Messaggi

Inserito il - 25/07/2008 :  14:23:37  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Cara gentilissima gente...dunque, io ho vinto il concorso del Fantasio Festival cambiando un po' il racconto ch ho pubblicato all'inizio di questa discussione. Ho buttato via il secondo che ho pubblicato. Visto che non sono sicura, però, che posso pubblicare quello con cui ho vinto, ve ne pubblico uno nuovo nuovo. Per piacere, lasciate tanti commenti!
Tra il presente e il passato
Capitolo 1
Sul motore

- Sgomma!-: dissi alla mia amica. – Muoviti!- aggiunsi.
Katherine spinse l’accelleratore del suo nuovo motorino, facendo un rumore incredibile.
:- Inseguile!-: stillava mia mamma.
:- N-n parte…!-: rispose papà, sempre più confuso.
:- E’ fatta!-: Katherine era raggiante.
:- E’ rotta!-: papà piagnucolava. Un po’ mi faceva pena. La sua macchinina, il suo tanto vantato gioiellino: bastava un po’ di polvere a mandarlo in crisi.
:- Ma che hai fatto alla macchina?-: chiesi con apprensione alla mia conducente, mentre mia mamma gridava :- Non è finita qui! Lunedì faremo i conti!-:
:- Oh, niente. Ho solo tagliato solo il filo della batteria e…-: continuò con una serie di nomi strampalati. Mi finsi molto curiosa: Katherine sognava di aprire una grande officina nel nostro minuscolo paese ed era molto interessata ai motori.
:- Ma lo sai che è uscito un nuovo tipo di auto? Ha un navigatore strabiliante che…-: e bla bla bla.
Sapevo che era un genio, naturalmente, ma non avevo voglia di ascoltarla. Un genio incompreso. Un po’ mi dispiaceva. Ma che ci dovevo fare? Mica ero io che dovevo pubblicizzare al mondo intero che era una piccola Eisten. In più, a scuola era considerata una “no”, dal punto di vista dei prof. Li correggeva e quando era il momento meno opportuno, veniva fuori con qualche strampalata
teoria, che secondo gli insegnanti non stava né in cielo né in terra. A tutto vantaggio di noi studenti:
Katherine, tranquillissima, con quel suo sguardo trasognante, esponeva la sua piccola conferenza, mentre i prof., dietro la cattedra, si innervosivano e la spedivano dritta dritta dalla preside, che la rilasciava subito senza dire niente. Sì perdeva un quarto d’ora buono, a volte anche mezz’ora. Una vera pacchia. Tutti adoravano Katherine: sorridente, disponibile, pronta a infrangere le regole “per una buona causa” e senza alcun timore degli adulti del liceo: era solo in prima superiore, ma ormai anche quelli di quinta conoscevano il suo nome. Era mai possibile che una ragazzina altissima, slanciata, con i capelli biondo paglia, gli occhi grigi enormi e una marea di lentiggini potesse attirare così tanta attenzione? E io? Io ero la solita Maddalena. Oh, che dico: avevo abbandonato il mio nome da un pezzo. Adesso ero conosciuta come Maddy, la campionessa di pallavolo con le maglie sempre annodate. Niente di che: non facevo parte di nessun circolo, vincevo medaglie soltanto con la mia squadra, non ero né magra né grassa, capelli né lunghi né corti, occhi marroni-verdi, statura normale, voti sulla media. Una qualsiasi liceale. Mica una spruzzata di lentiggini che andava a dire in giro che ognuno era libero di esprimersi come voleva e che l’arte (ma quale arte? Io non so neanche prendere in mano una matita, ormai!) era dentro ognuno di noi. Il suo libro preferito era “Stargirl”, di Jerry Spinelli. Indovinate un po’ il perché? Così diverse, così lontane: ma eravamo amiche da sempre. Eravamo le uniche due ragazze quattordicenni di Orveleto, un paesino sperduto sull’Appennino. Abitanti: neanche 100. Negozi: due tre, di cui uno un mini market, il secondo una lavanderia e il terzo uno d’abbigliamento per uomini. Mi sa che mi sono un po’ persa. Ma mi piace presentare me e Kathe. E’ divertente scoprire quanto siamo diverse, ogni volta.
:- Interessante…-: conclusi alla svelta, prima che la mia migliore amica partisse con l’ennesima teoria.
:- Senti, non ti dispiace accelerare? Di questo passo arriveremo domani alla festa Ilary Tundre-:
:- Come vuoi? Non trovi che questo motore sia fantastico?-: diede una tale sgommata da farmi avere paura.
:- Ehi, calma! O mi stropiccio il vestito-:
:- O piuttosto ti vomiti addosso?-:
:- Ah, ah , ah. Ehi, Kathe, stai provando a fare la sarcastica?-: Il suo sorriso si spense.
:- Sì…o chi mi vorrà parlare alla festa?-:
:- Ma tutti! Devi solo essere te stessa! Fidati.-:
Sorrise.
:- Da quando in qua sei diventata tu il genietto?-: ridacchiò e mi diede un pizzicotto.
Il vento, leggero, soffiava sul viso. Il motorino scivolava sulla strada liscio come l’olio.
Meno di un quarto d’ora dopo eravamo arrivate a casa di Ilary.
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_Lilly_
piccolissimo scrittore


27 Messaggi

Inserito il - 31/07/2008 :  11:10:01  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Brava ^^ ho letto tutte le storie :D
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miticalilly96
piccoloscrittore già più grande


276 Messaggi

Inserito il - 31/07/2008 :  11:56:31  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
A sì? Bene, sono contenta che ti piacciano, Lolly! Se vuoi puoi poostare anche le tue qui, così faremo una doppia CARtella!
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_Lilly_
piccolissimo scrittore


27 Messaggi

Inserito il - 02/08/2008 :  21:14:24  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Ihih ok.. vorrei postarne una che ho iniziato ieri, ma ci sono parolacce.. magari le provo a togliere.
Se ce n'è che non ho corretto perdonatemi.
La mia sfortuna più grande? E' stata abitare in un'isola.
Certo, salti la scuola se il mare è mosso o in burrasca, ma se lo scafo si blocca in mezzo al mare in una fredda mattina di dicembre è un bel guaio.
-Doveva esserci qui da qualche parte! Trovato!-
Papà tutto sommato era un bravo genitore, ma quando si trattava di meccanica era meglio lasciar fare tutto a mio fratello. La sorte volle che però fosse rimasto a casa con la febbre a 40 C°.
-Cavolo Federick, proprio ora ti dovevi ammalare?!-
Mamma era ormai fuori di testa.
Avevo saltato ormai già un'ora di lezione, mrs. Robinson si sarebbe arrabbiata sicuramente, ma poco importava in quel momento.
-Evelyne, vedi di riuscire a fare qualcosa tu, santo cielo!-
Ecco. Sapevo che sarebbe toccato a me cercare di sistemare il problema.
-No! No! No! Porca miseria, no! Evelyne, mio Dio! Se ti dico di mettere quel filo sulla presa blu, perchè lo metti nella presa verde?-
-Papà, se sei tanto più bravo fallo tu!-
Mi andai a sedere in prua, mentre lui imprecava contro qualcosa di indefinito mentre tentava di rimediare ai miei imperdonabili errori.
Nonostante la sua scarsa esperienza, aveva imparato 17 anni più di me!
-Uffa!!- disse papà imbestialito. -Anche stavolta ci tocca chiamare il soccorso marino-
Con un sospiro mamma gli passò il cellulare.
-Sì pronto, buongiorno. Io e la mia famiglia siamo rimasti bloccati in mezzo al mare tra l'isola del vulcano e l'isola del maremoto.-
-Come? Oh ci si è bloccato il motore. Potete venire al più presto! Ho una diciassettenne che deve andare a scuola!-
Avrei voluto chiedergli se dovevo proprio andarci, ma non mi pareva il caso, in quel momento.
-Va bene, allora vi aspettiamo. A rivederla!-
Passò mezz'ora quando scorgemmo in lontananza una barca rosso vivo. Finalmente!
A bordo, oltre alle guardie di soccorso, c'era un ragazzo. Doveva avere la mia età. Aveva un giubbotto, ed era tutto bagnato. Il ragazzo era apparentemente addormentato.
-Buon giorno- disse uno dei soccorritori in tono amichevole
-E mica tanto- aggiunse papà irritato
-Carichiamo la vostra barca nella nostra. Salite!-
Caricarono velocemente la nostra.. beh.. barca? Non credo si potesse chiamare così una conca di plastica con il motore rotto, la prua tranciata e il timone rosicchiato dai tarli.
-Oh, qui abbiamo trovato questo ragazzo. Non sappiamo chi sia. Era in acqua mentre vi stavamo venendo a prendere. Dato che non possiamo tenerlo..- non finì la frase
-Lo porteremo a casa noi!- interruppe mamma.
-Cara..?- papà cercava di comunicarle qualcosa in tono di una persona che non approva.
-Vi ringraziamo. E' svenuto, ma respira. Mettetelo al caldo finchè non si sveglia.-
Evvai! Pensai. Un'altra giornata senza scuola!
-Signorina, tu a scuola ci vai.-
Come al solito penso troppo.
-Ma papà...-
-Zitta. Ora fatemi il piacere di portare questa ragazza fino all'isola Alberata dove c'è la sua scuola,
chiederemo a qualche suo compagno di riportarla a casa- dissè papà.
-Certo!-
Mi portarono a scuola. Chiesi scusa per il ritardo. Per fortuna non c'era quel mostro della Robinson.
Portai una giustificazione firmata ed andai a sedermi al mio posto.
L'ora di storia era sempre una noia. Soprattutto per noi dell'ultimo anno. Tutto già fatto.
Io non ero un genio. No. Non lo ero per niente. Ma nessuno si era mai lamentato della mia scheda di valutazione. Qualche 6, un paio di 8 un 9 ed il resto 7. Non mi lamentavo nemmeno io.
Quandò suonò la ricreazione, corsi fuori da Katheleene a chiederle se poteva portarmi a casa. Lei non era la mia migliore amica, ma abitavamo nella stessa isola. Quella del Vulcano, appunto.
Lei accettò.
Non raccontai a nessuno del ragazzo, molti mi avrebbero preso in giro, o non ci avrebbero creduto.
Le altre due ore passarono velocemente. Io giocavo con il cellulare durante l'ora di supplenza, dato che la prof. di scienze era malata.
Quando tutti uscimmo, io mi feci accompagnare da Katheleene come d'accordo a casa mia.
Ci salutammo ed entrai finalmente a casa.
Mamma era in cucina. La salutai, e mi disse che il ragazzo era in camera mia che dormiva.
Il ragazzo? In camera MIA? Che dormiva sul MIO letto?
No, no, no! Questo non era fattibile. Corsi in camera, pronta a dire qualcosa tipo: 'Ehi tu! Svegliati e alza quel culo floscio dal mio fottuto letto, chiaro?!' Ma appena spalancai la porta, non ebbi coraggio di dire niente. Dormiva beatamente e non so perchè non volli svegliarlo.
Così mi misi a fare i compiti. Non erano molti per fortuna, però un'espressione matematica mi mise in crisi.
-27x16=432 non 434- una voce interruppe i miei pensieri.
Mi girai. Il ragazzo era seduto sul letto con un sorriso divertito, forse un po' beffardo.
Io arrossii.
-Oh.. ehm.. giusto.. beh.. grazie- balbettai.
-Di niente- rispose divertito.
-Finisco questa cosa e sono da te- gli dissi con un po' di vergogna.
Finita l'operazione corretta mi sedetti vicino a lui e mi presentai.
-Ciao! Io sono Evelyne. Oggi devi essere caduto in acqua ti hanno portato qui i nostri soccorritori. Sai, la barca era rimasta col motore rotto e allora..-
-Oh, può darsi. Tutto ciò che ricordo è un impatto gelido e bagnato. Dev'essere come dici.-
-Beh, come ti chiami?- non mi piaceva fare tutte le domande, ma per sapere qualcosa in più cosa potevo fare?
-Oh, ehm.. io sono Richard. Piacere!
-Piacere mio. Ti porto giù da mamma, che ti vorrà sicuramente conoscere. Vuoi?-
-Volentieri, ahi!- fece per alzarzi - Dannazione! Devo avere una caviglia slogata..-
-B-beh.. se.. se vuoi ti aiuto.. sì insomma ti aiuto io.-
Gli misi una mano sulla spalla arrossendo come non mai, e l'altra sulla schiena, e insieme andammo giù per le scale..
-Oh! Santo cielo! Ti sei svegliato eh?-
-Oh, sì grazie signora... signora?-
- Madd, signora Madd, ma chiamami Delia.-
-Ok, signora.. ehm. Delia.-
-Così va meglio. Beh, tu invece? Chi sei? Da dove vieni? Che facevi mezzo annegato in mezzo all'oceano del nostro arcipelago e..-
-Mamma!- urlai -Una domanda alla volta!-
-Beh, sono Richard, vengo dall'isola del Maremoto e.. oh.. non ricordo bene.. credo che mi dirigessi a scuola quando mi hanno trovato.
-Ev, lo conosci?-
-No, non l'ho mai visto. Non vieni vero nell'Isola Alberata a scuola, vero?-
-No, io vado all'isola Sabbiosa a scuola.-
-Oh, capisco.- Dissi io.
-Sei ancora poco lucido, caro. Riposati un altro po' assieme alla nostra Ev.. Anzi, cara! Fagli conoscere Federick!-
-Federick?- Chiese.
-Oh, è mio fratello.-
-Sarà un piacere- Aggiunse lui.
Ci dirigemmo ancora uno appoggiato all'altra su per le scale, e prima di bussare da mio fratello gli raccomandai di stargli lontano perchè aveva la febbre.
-Certo, certo!- Mi rassicurò.
-Fed, possiamo?-
-Chi è? Aggiunse con un filo di voce.
-Sono Evelyne, c'è un ragazzo che ti vuole conoscere!-
Ci disse di entrare, e dopo che si presentarono gli raccontammo tutto.
-Beh, allora riposati e..- ripetè tutto ciò che aveva detto mamma.
Ci dirigemmo verso la mia camera.
Lui si sedette e mi disse:-Bene, bella. La recita è finita. Vieni con me-
Scattò in piedi e mi prese per mano.
Corse fino alla finestra e saltò con me aggrappata alla sua giacca.
Tremavo. Forse dal freddo, poichè non capivo cosa stesse succedendo.
So solo che lui non cadde, ma stemmo sospesi in aria andando verso luoghi indefiniti.
Avrei voluto urlare. Se mi fosse stato concesso. Qualcosa me lo impediva però.

Ciaoo!
Lolly
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miticalilly96
piccoloscrittore già più grande


276 Messaggi

Inserito il - 04/08/2008 :  17:24:08  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Carino, ma lo continuerai???
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_Lilly_
piccolissimo scrittore


27 Messaggi

Inserito il - 05/08/2008 :  21:02:19  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Certo, appena mi vengono idee :)
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_Lilly_
piccolissimo scrittore


27 Messaggi

Inserito il - 05/08/2008 :  21:26:05  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
ODDIO SCUSATE HO LASCIATO UN PAIO DI PAROLACCE PERDONATEMI
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_Lilly_
piccolissimo scrittore


27 Messaggi

Inserito il - 08/08/2008 :  17:08:35  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Capitolo 1. Fuga da Asyan

-Melly, muoviti! Dobbiamo andarcene! Non è più un posto sicuro per noi! Corri!
Il terreno tremava. Presto la terra di Asyan sarebbe stata sommersa dall'acqua.
-Muoviti Mel! Sbrigati!-
Melly era nata in quella terra. Cresciuta fino a quel momento, fino all'età di 14 anni.
I suoi splendidi occhi azzurri presto divennero grigi e annegati di lacrime, quando si voltò a guardare ciò che stava succedendo.
-Melly forza! Datti una mossa sbrigati!- Jey era il suo migliore amico. Aveva un anno in più di lei. Le era sempre stato vicino, e in quel momento stavano scappando dalla loro felice terra.
-Jey! Il popolo degli Asyan verrà distrutto! Con tutta la gente! Non possiamo fuggire così!- urlò Mel.
-Smettila di dire fesserie e seguimi!- sbottò Jey spazientito.
Si inoltrarono nel bosco correndo. La ragazza sentiva che le forze la stavano abbandonando, ma continuò a seguire l'amico. Si poteva vedere il sole che pian piano veniva oscurato dalle nuvole, e gli alberi diventare sempre più imponenti davanti a loro.
Melly inciampò gridando.
Jey si girò di scatto e la soccorse
-Riesci a correre?-
-Credo .. credo di no...- riuscì a dire
-Ti porto io allora. Manca poco, forza!- la caricò in spalla e corse velocemente fino all'uscita.
Gli alberi si diradavano verso una luce che portava all'uscita della loro terra natale.
Jey trovò una grotta e ci si infilò dentro, appoggio Melly a terra e si sedette anche lui.
L'amica scoppiò in un pianto sommesso. Ma non per il dolore alla gamba. Per il pensiero di essere scappata così di fronte alla Distruzione. Di aver perso tutto. Era stata una codarda. E non se lo sarebbe mai perdonato.
-Le Oscurità stanno invadendo la terra, Mel. Non potevamo fare altrimenti.-
-Jey! Come puoi dire una cosa simile? E' la mia terra! E come figlia di uno dei più importanti consiglieri avrei dovuto proteggerla a costo della vita! E tu avresti dovuto fare lo stesso, Jeyro!- Si abbandonò ai singhiozzi.-Voglio tornare indietro!-Ordinò.
-Melly, tu non puoi continuare a correre. Hai una gamba slogata!- Le fece notare l'amico.
-Non m'importa, Jey!-fece per alzarsi-Ahia!-
-Che t'avevo detto? Stiamo qui questa notte. Poi vedremo cosa fare, d'accordo?- Le propose infine
-D'accordo.- Sebbene non approvasse del tutto, accettò e infine decise che era giusto così. Perchè il suo amico aveva sempre ragione?
Osservarono la grotta in cui si erano rintanati.
Le pareti rossicce attribuivano calore in quella serata fredda.
Si respirava aria di paura, e l'irregolarità del soffitto metteva inquietudine.
Accesero un fuoco.
-Jey, hai portato qualcosa da mangiare?- Melly si accorse di essere affamata.
-Sì, ho un po' di carne che basta solo per questa sera- Le offrì uno spiedino che misero sul fuoco e mangiarono.
Jey sbadiglio:-Dormi, Mel. Domani sarà una giornata faticosa.-
Si addormentarono cullati dal canto dei pipistrelli.



La terra di Asyan. Capitolo 2. Inizio di un viaggio.
Il mattino dopo, Jey si svegliò per primo e chiamò Mel.
-Buongiorno, Mel!- la salutò
-Salve, Jey- rispose con un sonoro sbadiglio.
-Riesci ad alzarti?- Chiese il ragazzo
-Oh, vediamo.. sì!- ribattè felice.
-..bene..- il volto dell'amico si rabbuiò.
-Cosa c'è?- Domandò preoccupata la ragazza.
-..Melly, riesci a ricordi ciò che è successo, e ciò che ci ha spinti qui, vero?-
-Certo che lo ricordo! Ricordo che la mia Asyan è stata distrutta, e ricordo anche ciò che ci ha spinti qui, anche perchè ce l'ho davanti agli occhi- Disse in tono accusatorio.
-Smettila, Melly! Su, alzati che andiamo!
La ragazza si alzò con fatica dal pavimento della grotta.
Camminarono verso l'uscita e lì si coprirono gli occhi perchè la luce accecante era davvero forte in confronto al buio della grotta.
-Jey!!! Jey, corri!! Guarda, le guardie nemiche vengono verso di noi, corri!!!-
L'esercito di cavalieri armati galoppava verso di loro.
I ragazzi presero a correre velocemente nella direzione opposta alla loro terra.
Le maestose maestose criniere facevano apparire liberi e selvaggi quegli animali che li stavano inseguendo.
Jey scivolò.
'JEY!' urlò Melly. -Jey, tirati su, alzati!!-
gli porse la mano, ma lui la rifiutò:-Corri, Mel. Mettiti in salvo!-
-Non senza di te, Jeyro!-
Ma l'esercito la stava raggiungendo.
Non voleva lasciare a terra il suo amico. L'avrebbero catturato, o peggio, ucciso!
Ma non ebbe scelta. Corse come mai aveva corso. Pianse come mai aveva pianto.
Le lacrime, pure e trasparenti, scendevano ininterrottamente dal viso della ragazza, e fino a quando decise di essere al sicuro, si abbandonò nuovamente ai singhiozzi, inginocchiandosi nell'erba, finchè non si addormentò.

Spero che vi piaccia questa seconda parte.
Ciao!
Lilly

Modificato da - _Lilly_ in data 10/08/2008 11:40:07
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_Lilly_
piccolissimo scrittore


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Inserito il - 08/08/2008 :  17:35:03  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Ed ecco anche l'altro mio racconto. Quello di Evelyn. La continuazione.
Mi sta cominciando a piacere.


Quando aprii gli occhi tutto sembrava surreale.
Sembrava che la mia visuale fosse coperta da quella familiare nebbiolina che si vede nei film quando un personaggio sogna. E sperai con tutta me stessa che quello fosse un sogno in tutto e per tutto.
Forse quella fu la prima ed ultima volta in cui desiderai più di ogni altra cosa di trovarmi davanti ai miei compiti di matematica.
Ma quella non era un'espressione. Non era nemmeno un problema geometrico.
Davanti a me si ereggeva un fuoco maestoso che rendeva tutto ciò che ci fosse stato al di là impenetrabile e inimmaginabile.
Restai sbigottita per qualche minuto.
Poi sentii un urlo spaventoso e... non capii bene quello che era successo. So solo che quando riaprii gli occhi non ero coi piedi per terra.
Niente di me era per terra.
E niente intorno a me era fermo.
Mi ritrovai seduta sulle spalle di.. qualcuno.
Qualcuno che stava correndo come un fulmine.
Ma allora ero troppo confusa per parlare, e per capire.
Quindi, richiusi gli occhi.
Li riaprii subito dopo.
I miei piedi erano per terra. Tutto il mio corpo a dir la verità era per terra.
E niente intorno a me si muoveva.
Ero... ferma.
Nessun fuoco si ereggeva davanti ai miei occhi.
Nessun urlo disturbava le mie orecchie.
Allora ricordai tutto. Tutto in un colpo.
Il motore bloccato. La barca del soccorso marino. Il ragazzo con il giubbotto.
La scuola. La mia casa. E.... il salto. Tanti piccoli frammenti di memoria si ricomponevano nella mia mente, come in un puzzle.
-Sono morta- sussurrai -Sono sicuramente morta. Il paradiso non me lo immaginavo così però.
Dev'essere l'inferno.-
Cosa mai avevo potuto fare di così male per capitare lì?
Da piccola avevo mentito a mia madre, qualche volta.
Avevo copiato i compiti in classe, gli scherzi ai miei compagni, fatto la spia a mia madre..
Ma non erano dei peccati così gravi.
Non avevo mai ucciso nessuno.
Mai rubato niente di prezioso.
Allora perchè?
Un pensiero mi balenò nella mente, ma lo scacciai immediatamente, non so per quale motivo.
E se non ero morta?
Impossibile, pensai con un sorriso.
Impossibile fino a prova contraria.
Ed eccola.
La prova contraria.

Cosa sarà questa prova contraria Lo scoprirete nel prossimo capitolo (XD)

Ciau!!
Bashiiii!!!
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miticalilly96
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Inserito il - 09/08/2008 :  22:56:31  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Aspetta, ho perso il filo...quest'ultimo che continuo è?
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_Lilly_
piccolissimo scrittore


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Inserito il - 10/08/2008 :  11:33:08  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
XD scusami, l'ultimo è quello del 'salto nel vuoto' XD scusamiiiii!!! Oddio ho fatto un casino XD
Amen vabbè.
Comunque sei brava, sai?
Shauu
Lolly
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miticalilly96
piccoloscrittore già più grande


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Inserito il - 10/08/2008 :  12:06:07  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
In cosa??? Non ci capisco più niente...forse è meglio che facciamo le cartelle separate...
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_Lilly_
piccolissimo scrittore


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Inserito il - 10/08/2008 :  15:05:49  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Sei brava a scrivere :D
Nonnò restiamo pure qua, però basta che non facciamo casini ^^
Shau
tivibi
Lolly
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adele
Gran Capo tra i piccoliscrittori


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Inserito il - 23/09/2008 :  20:04:23  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
ho trovato una discussione con le tue storie finalmente
Comunque attulmente sono immersa fino alla punta dei capelli in 50 frasi doppie di analisi logica...
Appena avrò finito (me ne mancano una decina) giuro che leggo e commento! Besitissimo

Adele
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miticalilly96
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Inserito il - 24/09/2008 :  16:02:39  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Ok, e buoni compiti! Baxi Lilly
P:S:) Non possiamo togliere il Flood? Devo andare a fare i compiti...e alle 5 esco! Che nervosoooo! Ora non so più che scrivere...eddai...eddai...
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adele
Gran Capo tra i piccoliscrittori


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Inserito il - 26/09/2008 :  16:23:11  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Alluuura... finalmente eccomi a qua a leggere le tue storie. mwahahahahahah... non sai in che guaio ti sei cacciata mwahahahaah...
ok... beeeeeene... mi calmo...

Dunque.

PRIMA STORIA (NOTTE SENZA RITORNO)
grammatica:

verifiche andate a male: la preposizione non c'entra niente, in questo caso sembra che le verifiche siano putrefatto, non che siano andate male!

occhi verdi- acqua: dovrebbe essere "i suoi occhi verde acqua", perchè è un colore formato da due parole, di cui l'ultima (cioè di solito la parola che si accorda col soggetto) non può essere accordata. A meno che tu non scriva verde acquei, che comunque è una forma MOLTO arcaica che stona parecchio col contesto. Ah, in ultima cosa, non c'è bisogno del trattino.

piccoli o grandi non importa: mmm... sarebbe meglio a mio parere "piccoli o grandi che fossero", ma quelle sono scelte personali di stile...

STILE: fluido, scorrevole. Un pò troppo frettoloso in certi passaggi.
(vorrei tanto leggere come continua...)

2 STORIA (VERIFICA DI MATEMATICA)

grammatica:

stavo sognando un incubo: un incubo non si SOGNA. Sognare è BELLO. Incubo è BRUTTO. Quindi FARE un INCUBO

romanzina: rAmanzina...

STILE: mi è piaciuto moltissimo. Sei molto brava a scrivere di situazioni di vita quotidiana, ai nostri giorni.
Mi piace molto di più di quando scrivi di cose passate (malgrado, ovviamente, sei brava anche in quello, non fraintendere). Mi piace tanto anche come "spezzi" la narrazzione con dei pensieri appareentemente insignificanti (tipo il fatto del trolley) ma che invece servono proprio a delineare meglio la protagonista e quindi (l'immaginario?) seguito del racconto.

3 STORIA (TRA IL PRESENTE E IL PASSATO)

grammatica

A tutto vantaggio: in teoria dovrebbe essere TUTTO A VANTAGGIO, ma se è una vostra (delle vostre parti) espressione popolare è perfetta per il contesto in cui si trova, quindi in tal caso ignora quanto ho scritto

sguardo trasognante: trasognato... trasognante è participio presente, accordato ai sostantivi va messo un aggettivo...

STILE: S-T-U-P-E-N-D-O.
Bellissima la (seppur parziale visto che il racconto non continua) caratterizzazione dei personaggi, come ripeto mi piace molto il tuos tile accordato alla vita quotidiana. BRAVA! (solo, come nella prima storia, penso che in alcuni passaggi tu sia troppo frettolosa). Un'altra cosa che ho notato è che sai gestire molto bene tutti i "voli pindarici" che fai (dal motorino alla descrizione della classe alla festa alla lavanderia... bello...)




soddisfatta finalmente?
Comunque non ho captio che c'entra Lilly nella tua discussione di racconti... boh... stavo per pensare che tu avessi due nick!
Spero che le critiche ti siano servite...

Adele

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miticalilly96
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Inserito il - 26/09/2008 :  17:08:43  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Nooo! Mi si è cancellato tutto il post!!! Allora, riassumendo:
1)No, Lilly è una mia amica che ha pubblicato nella mia cartella!!! E' vero, ha fatto un po' di confusione...
2) Il primo racconto è una bozzam di un racconto che ho fatto partecipare ad un concorso...se vuoi ti pubblico l'altro!
2) Il secondo racconto non mi ricordavo neanche di averlo scritto! L'ho scritto di getto...infatti alcune parti sono vere e altre no!
3)Ho continuato questo racconto...tra poco lo pubblicherò!
4) Per quanto riguarda gli errori di grammatica...grazie di avermeli fAtti notare! Per esempio, non sapevo che si dicesse fare un incubo, anzichè sognare...però ora che ci penso nei lbri scrivono sempre il primo modo!
5) Grazie per avermi commentato le storie, dopo Giusy Quarenghi e i miei genitori, sei sta l'unica a commentare così bene i miei racconti! Io adoro il genere fantasy, ma non mi sono ancora arrischiata a provare a scrivere qualcosa di quel genere...anche perchè so di non riuscirci! Così mi sono cimentata in altri generi e ho visto che me la cavo bene nel narrativo e anche nel giallo! Grazie, mi stai incoraggiando con i tuoi complimenti (e critiche!)
Ai prossimi racconti
Lilly
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adele
Gran Capo tra i piccoliscrittori


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Inserito il - 26/09/2008 :  18:18:43  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
prego figurati...
solo una cosa...
CONOSCI GIUSY QUARENGHI?? ?? ??

ODDIO ODDIO ODDIO!!
LO SAI CHE è UNA DELLE MIE SCRITTRICI PREFERITE??? IO PUUUURE LA VOGLIO CONOOOOOOOOOOOOOSCERE...

Comunque sia... si in effetti il fantasy è un pò difficile come genere... se non lo sai scrivere veramente bene le storie sono solo un ammasso patetico di draghi ed elfi scopiazzato qua e là...
Però il fantasy (ed ecco qual'è la cosa che mi piace di più di questo genere) è un genere che ESERCITANDOLO quasi sempre MIGLIORA... al contrario, per esempio, del giallo o del thriller, che o li sai fare o è meglio che ci levi mano...
Quindi, perchè non ti cimenti?? Magari scopri di essere la nuova Licia Troisi!

P.S. SISI LO VOGLIO I SEGUITI DELLE STORIE SI SI SI SI

P.P.S. Mi commenti anche tu i miei racconti?? sono nella cartella sotto alla tua...
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miticalilly96
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Inserito il - 26/09/2008 :  19:55:11  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Un giorno ti racconterò tutto..ora non ho tempo, devo commentare i tuoi racconti! Proverò a cimentarmi nel fantsy...ora ti posto il racconto che ho presentato al fantasio festival, dove ho vinto e dove ho incontrato Giusy Quarenghi, che mi ha dato alcuni consigli per migliorare! Ci siamo sedute a parlare...è davvero molto simpatica!



Notte senza ritorno
Pioveva, quella notte. I tuoni rimbombavano, mentre i lampi squarciavano il cielo. La pioggia cadeva fitta fitta. Giulia era seduta sulla sua poltrona preferita e stava leggendo. A volte alzava gli occhi dal libro, per vedere se era passata la tempesta. Ma la scena rimaneva sempre la stessa. La ragazzina si trovava nella Sala del Caminetto, nel College di Sontenne. Aveva capelli biondi e lisci come un mare di grano e gli occhi verde acqua profondi come il mare. Dalla madre aveva il ereditato il carattere tranquillo e dolce, insieme ad una grande passione per lo studio.
Vicino a lei, se ne stava semisdraiato sul divano Alessandro, un ragazzino riccioluto e con mille idee folli nella testa, mentre Giacomo, esile e timido, sonnecchiava beatamente.
:- Sembriamo dei vecchietti -: spezzò il silenzio Alessandro, visibilmente scocciato.
Giulia lo fissò con tenerezza.
:- Dai, non è poi così male stare qui, al calduccio! Fuori sta scoppiando il finimondo -: rispose indicando i tuoni e i lampi che si susseguivano regolarmente, come se fosse una danza di guerra.
:- Beh, non è che abbia tutti i torti, Ale -: disse sbadigliando Giacomo, che nel frattempo si era svegliato. Alessandro si alzò svogliatamente. Si infilò le mani nelle tasche, dondolò un po’ sui piedi e con aria pensosa si infilò il cappotto.
:- Dove vai?-: chiese stupita Giulia.
:- A farmi un giro -: rispose l’altro con semplicità.
:- Con questo tempo? -:
:- Non è che per caso non vieni per qualche altro motivo?-:
:- Chi ha detto che non vengo? -:
:- Bene, infilati il giubbotto, allora!-:
Giulia serrò le labbra. Con un ultimo sguardo implorante a Giacomo, che ne ricambiò uno rassegnato si infilò il giubbotto. Fuori dalla porta li attendeva un tempaccio orribile. Il boschetto attorno era spaventoso e non si vedevano più i sentieri.
La pioggia sbatteva violentemente contro i loro visi, il vento ululava. Tutto sembrava da un momento all’altro piegarsi in due. Stanca e infreddolita, Giulia urlò ad Alessandro, per farsi sentire sopra i rumori del temporale:
“ Dove andiamo, non vedo niente! Torniamo indietro, ci stiamo allontanan” non concluse la frase perché una foglia le tappò la bocca.
Il gruppetto avanzò a tentoni, poiché la nebbia fitta e compatta costituiva per loro una dura barriera.
Esausto, ad un certo punto Giacomo si accasciò a terra, seguito contemporaneamente dagli altri due.
Si mise a pancia in su e scrutò il cielo scuro come la pece.
:- Torniamo indietro-: fu l’affermazione decisa di Alessandro, che sorprese gli altri due.
:- Lo sapevo, dovevo rimanere nella sala del College! Ora come faremo a ritornare indietro, con tutta quella nebbia?-: piagnucolò Giulia. Ed era vero. Decisero quindi di proseguire: non avevano altra soluzione. Ad un tratto, Giacomo inciampò in una grossa pietra. A carponi, volse lo sguardo
verso l’alto. Restò a bocca aperta. Un enorme castello, minaccioso e cupo, si innalzava davanti al ragazzino. I lampi e i tuoni rendevano ancora più inquietante il posto. Sembrava proprio uno di quei manieri che si vedono nei telefilm. Roba da non credere.
:- Oh, mamma!-: disse svenevole Giulia.
:- Forte! Davvero forte!-: Alessandro sembrava rallegrato. Giacomo, invece, non riusciva a spiccicare mezza parola, tanto era sorpreso e impaurito allo stesso tempo.
:- Che aspettiamo? Entriamo!-: trotterellando Alessandro si incamminò, ma fu strattonato da Giulia.
:- Ma dico, sei matto? Io, non ci entro in quel posto, mi mette i brividi!-: si arrabbiò Giulia, scossa.
:- Mamma mia! Almeno chiediamo aiuto, sempre meglio di rimanere qui fuori!-: fu la risposta.
:- Ha ra-ragione-ne-: balbettò Giacomo, tremando come una foglia per il freddo.
Con uno sguardo impaurito, come se quel posto fosse maledetto, Giulia avanzò incerta e spinse il pesante portone di quercia, che si aprì con un cigolio a dir poco spaventoso.
Il gruppetto mosse alcuni passi, cauti. Di fronte a sé, stava un lunghissimo corridoio, con ai lati porte di varie dimensioni. L’ambiente sembrava avvolto nella penombra e nel terrore.
:- C’è qualcuno?-: chiese la ragazzina, impaurita di tutto quel silenzio. Come per risposta,si udì un urlo agghiacciante,da far venire la pelle d’oca.
:- Cosa è stato?-: domandò completamente terrorizzata la ragazzina.
:- Ale, torniamo indietro, ho come la sensazione che questo posto, sia, sia…maledetto!-:riprese.
:- Shh, andiamo a vedere!-: rispose l’altro.
:- Ma Ale!-:
: Un’onda di pipistrelli li superò velocemente.
:- Dlin, dlon, dlin, dlon!-: scoccava la mezzanotte un grosso orologio a pendolo.
Una nuova onda di pipistrelli li avvolse. L’aria diventò più fredda. Inquietanti ombre uscirono dai muri… Il panico e la disperazione piombò nei cuori dei tre ragazzini. Cosa stava succedendo?
:- Ale, andiamo VIA!-: ruggì Giulia, scacciando con le mani i pipistrelli. Non riusciva a respirare.
Alessandro, di solito così intrepido, era sbiancato. Prese la mano di Giulia e cominciò a scappare.
Erano quasi arrivati al portone di quercia, quando un pensiero li attraversò:
-: GIACOMO!-: gridarono. Fecero immediatamente dietro front, appena in tempo per vedere il loro amico, svenuto e risucchiato dal pavimento. Non so se avete mai visto un amico scomparire per sempre, ma vi assicuro che è una delle cose peggiori che possano capitare nella vita. Lascia un vuoto dentro di sé, un vuoto che nessuno potrà mai più colmare. Esattamente così si sentivano Alessandro e Giulia. Erano distrutti. Non potevano fare più niente. Giulia cominciò a correre nel punto in cui era scomparso Giacomo. Le lacrime le scendevano lungo le guance, senza fermarsi.
:- Giulia ! Dove vai? Giuliaaaaaaaa!-: le gridò Alessandro, spaventato. Ma la ragazzina non si fermò. Le urla di Alessandro non cessavano, ma il ragazzino non aveva la forza di muovere un passo. L’amica cominciò a picchiare sul vecchio pavimento di legno. Di scatto, si fermò. Aveva sentito un sibilo dietro di lei. Si voltò col cuore in gola. Alessandro se ne stava accasciato a terra, inerte, senza vita. La sua immagine si volatilizzò in fretta, perché un’onda di pipistrelli l’avvolse.
Per effetto di qualche strana maledizione, Giulia svenne e chiuse gli occhi. Per sempre?
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adele
Gran Capo tra i piccoliscrittori


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Inserito il - 26/09/2008 :  22:07:36  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Oooooh... è finita??

Non posterò il commento prima di sapere se finisce così o no.

Adele
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miticalilly96
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Inserito il - 28/09/2008 :  12:40:26  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Siiì, è finita...
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adele
Gran Capo tra i piccoliscrittori


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Inserito il - 28/09/2008 :  12:59:16  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Beh... è veramente bella.
Mi è piaciuta.
Certo, è un pò "frettolosa" se capisci che intendo... però questo la rende migliore. Come se fosse un caleidoscopio che non si ferma e che si risucchia da solo verso la fine. BRAVA!ù
Comunque... boh...
continuo a preferire il tuo stile in storie più... come dire... reali? Ciò non vuol dire che non mi piace questa storia (anzi!) però preferisco col tuo stile un altro genere.

P.S. Per quella storia dei dialoghi... in effetti li sai fare abbastanza bene!!

P.P.S. ah, il mio msn è mezzo fuso... ma riuscirò a mandarti una foto prima o poi! xD

Adele
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miticalilly96
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Inserito il - 28/09/2008 :  13:25:31  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Grazie, per i dialoghi! Non sono stata frettolosa, avevo un max di battute e io ho superato anche il massimo (rischiando di essere espulsa dal concorso...) Io l'avevo scritto mooltoo più lungo!
E' quelloo che ti dicevo...questo genere non mi riesce ancora bene...ma sono convinta che un giorno ce la farò! Un bacio
Lilly
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adele
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Inserito il - 28/09/2008 :  13:32:21  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Già... conosco bene l'antifona dei massimi di battute e pagine... uffaaaa...



Adele
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lovebook
piccolissimo scrittore


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Inserito il - 06/10/2008 :  21:29:33  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Avevo già letto il tuo racconto, e davvero: Bello.
Bello stile, bella trama, ma non ti montare la testa, eheheh!
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miticalilly96
piccoloscrittore già più grande


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Inserito il - 17/10/2008 :  21:21:27  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
A qualcuno può interessare un mio racconto, scritto in quinta elementare, con cui ho vinto un concorso?
Mi piacerebbe pubblicarlo qui! Rispondete, vi avviso che è un po' lunghino!
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adele
Gran Capo tra i piccoliscrittori


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Inserito il - 17/10/2008 :  23:29:10  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
a me i racconti interessano sempre

Adele
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miticalilly96
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Inserito il - 18/10/2008 :  15:54:22  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Ok, però prima pubblico il racconto che segue a "Sul motore"...commentate!



Capitolo 2
La festa


La casa di Ilary Tundre era una di quelle villette di campagna. Senza piscina, però. Un vero peccato. Era di un rosa pallido, simile al salmone, piccola ma una vera delizia. Il giardino era semicircolare, una distesa di erba accuratamente tagliata.
:- Il signor Tundre è proprio un maniaco dell’ordine-: Fu il mio primo pensiero quando entrai.
Per un attimo pensai a papà. Tranne che per la sua auto, di cui andava assolutamente fiero, è era un vero pasticcione. Gli piaceva preparare piatti esotici e sconosciuti per il resto della famiglia. Gli ho spiegato mille volte che per me va bene anche solo un piatto di pasta al pomodoro. E lui:- Per la mia dolce bambolina, solo cose genuine!-. Come se gli spaghetti fossero contaminati da chissà quali germi. Ilary mi distolse dai pensieri.
:-Ragazze, eccovi!-: cinguettò con la sua solita voce acuta. Ci abbracciò e noi le porgemmo il regalo balbettando un :- Buon compleanno!-. Certo che Ilary era strana…l’aveva convinta sua mamma ad invitarci, e ora faceva la grande amicona! Mah…misteri della vita…
Ci guardammo intorno. C’era abbastanza gente, che ballava sotto le luci rosa delle lampade del giardino. Al lato sinistro era stato sistemato un balcone di legno, dove un uomo sulla cinquantina, rigorosamente vestito di nero, porgeva da bere e il cibo, mentre con un occhio controllava la festa.
La musica era la più “in”: spaccatimpani, rock e house. Una normalissima festa. Già prevedo come sarebbe andata a finire: Katherine avrebbe ballato tutta la sera e io me ne sarei stata nell’angolo a mangiare i salatini. Eccitante, vero? Qualcosa però attirò la mia attenzione. O meglio, qualcuno.
Era un ragazzo all’incirca della mia età, alto e forte. Era moro e anche da lontano potevo scorgere i suoi bellissimi occhi verdi. Per darvi l’idea, era un “tipo Riccardo Scamarcio”. Non che io impazzissi per quell’attore. Era un bel ragazzo, niente da dire. Ma la cosa che notai subito fu la sua espressione. Pensierosa, vendicativa, triste. Cambiava velocemente. Di una cosa ne ero certa: non si stava godendo la festa. Anzi, avevo la netta impressione che volesse essere in un altro posto. Se ne stava vicino al balcone, fingendo di guardare le persone che ballavano.
Detti una gomitata alla mia amica e gli indicai il ragazzo. Lei mi fece un’alzata di spalle e prima che potesse dire qualcosa, Alex, un nostro compagno di scuola, la invitò a ballare. Per un quarto d’ora restai lì impalata, senza fare niente, rimurginando nei miei pensieri. Quel ragazzo nascondeva qualcosa. Ne ero certa. Lo sentivo dentro di me. Solo un ragazzo mi aveva invitato a ballare. Un certo…ah, sì, Alby. Ma che razza di nome era?? Visto che le cose non accennavano a cambiare, decisi di scoprire qualcosa di più del misterioso ragazzo. Potevo chiedere a Ilary. Sì, questa era decisamente una buona idea. Mi avvicinai a lei. I suoi capelli biondi e il suo profumo mi travolsero. Stava parlando con le sue adorate amichette. Oh,come si chiamavano? “Le mitiche 4”, già. Nessuno aveva il coraggio di dirle che erano veramente patetiche. O presto si sarebbe ritrovato una Ilary piangente, con tanto di tragedia greca e un preside che ti avrebbe sospeso.
Si girò verso di me.
:- Ok, fine della recita della bambolina con te e la tua amica. Cosa vuoi?-: mi chiese con espressione beffarda. Quanto la detestavo quando faceva così…cominciavo a pentirmi di essere venuta alla festa e di averle rivolto la parola. Ma la curiosità ebbe il sopravvento.
:- Ehm…Ila-: cominciai in tono confidenziale, mentre speravo che le sue amiche si fossero tolte di torno.
:- Chi è quel ragazzo laggiù?-: e lo indicai. Non si era mosso un millimetro dalla posizione iniziale da cui l’avevo visto. Invece di rispondermi, quella vanitosa scoppiò in una sonora risata.
:- Ehi, Maddy, non sapevo che ti fossi presa una cotta per quello s***to!-: ridacchiò.
:- Ma quale cotta!-: cominciavo a scaldarmi. Contai fino a dieci per mantenere il controllo.
:- Non so neanche chi è. Mi sembra un certo Mark, non so se è Irlandese o Inglese. O qualcosa del genere. I suoi sono amici dei mie, per questo l’hanno invitato. Che dico, sua mamma. Credo che suo padre sia scomparso qualche anno fa-: disse in tono noncurante. Come se fosse normale avere un padre scomparso nel nulla.
:- Comunque- continuò con lo stesso tono- io non ci ho neanche mai parlato-:
Girò i tacchi e salutandomi con la mano, seguite dalle sue care amichette, finì:- Buona fortuna con il tuo grande amore!-:
:- Ma se l’ho solo visto! Ma va a prendere in giro qualcun altro!-:
Ero furiosa. Ne sapevo quasi come prima e ci avevo rimesso la mia immagine. Ora tutti avrebbero sparlato del mio nuovo grande amore. Ma che grande amore! Quella Ilary era proprio una scema.
A un tratto, Mark voltò la testa e mi fissò. Sentì il mio cuore accelerare. Un momento, che mi prendeva. Katherine mi raggiunse. Ci guardammo per dieci secondi buoni. E insieme dicemmo
:- Credo di essere innamorata-:
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Georg Maag
Georg


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Inserito il - 19/10/2008 :  10:21:26  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Brava, mi piace molto come l'hai scritta. E' molto scorrevole e piacevole.
Complimenti, continua!
Georg
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miticalilly96
piccoloscrittore già più grande


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Inserito il - 22/10/2008 :  15:55:07  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Appena posso continuerò a pubblicare. Grazie, Georg!
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adele
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Inserito il - 23/10/2008 :  21:25:37  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
alluuuuuuuuuuuura...

1.é era: sicuramente errore di battitura

2.Gli ho spiegato mille volte: Mmmm... in quel contesto metterei più gli AVRò spiegato... perchè parli di qualcosa si iperreale, cioè di abitudini che non c'entrano col contesto della festa... quindi sono il tuo presente ABITUALE non quello REALE... comprendi?

3.Già prevedEVO: meglio imperfetto, stona un pò il presente..

4.Di una cosa ne ero certa: NE è un PRONOME, e non c'è un nome al quale riferirlo in quanto il soggetto della frase (IO) è sottinteso nel verbo e il complemento oggetto (COSA) è espresso. Quindi va tolto.

5.Che volesse essere: Mmmm... Che AVREBBE VOLUTO ESSERE sta molto meglio... anche se io personalmente ESSERE lo sostituirei con un verbo come STARE, trovarsi etc... Lo so che essere può avere anche funzione di verbo locativo... però in quel contesto mi stona un pò

6.rimuginando nei miei pensieri: NOnonono! rimuginare QUALCOSA (complemento oggetto) o, al massimo, SU QUALCOSA, non IN QUALCOSA... a meno chè non inserisci qualcosa tipo: rimuginavo, PERSA nei miei pensieri... allora si! Scegli tu come aggiustarlo

7.Dopo "ma che razza di nome era??" (a proposito: CHE RAZZA DI NOME Eè??) io metterei un a capo, rende più scorrevole il testo.

8.Qualcosa in più SUL misterioso ragazzo

9. Nella frase in cui dici "nessuno aveva il coraggio di dirle che erano veramente patetice. O si sarebbe ritrovato..." in un primo momento nella seconda frase non si capisce di cui parli. Ci vuole un attimo per capire che è riferito al "nessuno" della frase precedente. Il che non è sbagliato, per carità. però lascia interderìtti e fa perdere un pò il filo. Aggiungerei qualche congiunzione, o qualche !furbata" per attaccare le due cose... tipo: "nessuno aveva il coraggio di dirle che erano veramente patetiche, nessuno voleva avere problemi con una Ilary piangente... etc"

10. la recita della bambolina (??): non si capisce che intendi. Immagino tu voglia dire "l'essere gentili". ma non è una metafora (quella della bambola) molto efficace... sarebbe meglio qualcosa come "la collegiale" o "la suorina" o "la brava ragazza"...

11. le sue amiche si fossero tolte di torno: non ha molto senso. Perchè se stai parlando con lei le sue amiche lo vedi che fanno. Se vi siete appartate un attimo, nel testo non lo scrivi. Quindi... speravo che le sue amiche SI TOGLIESSERO di torno... oppure aggiungi qualcosa per lascrialo così... boh xD

12. Girò SUI tacchi

13. Sentii il mio cuore accellerare (Prima persona, quella che ha scrittotu è terza... sembra che è Mark che lo sente XD)

14. ULTIMA NOTA: MOLTO IMPORTANTE stai sempre molto attenta alla punteggiatura... lasciando stare virgole e punti (che sinceramente ho scordato di guardare... oOops... ) dopo i tre puntini di sospensione (come dopo ogni segno d'interpunzione, del resto) ci va LO SPAZIO... rende il testo MOLTO più scorrevole... (questa correzione me l'ha fatta quando avevo otto anni proprio Georg... e non l'ho mai dimenticata )

ooooooooooooooooooooOOOO!!
STILE: Fluido. Abbastanza scorrevole. Non so perchè, però, mi ha entusiasmato meno del primo capitolo. Forse hai ricalcato troppo lo stile precedente... boh...
Vedremo come andrà avanti!

Adele
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miticalilly96
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Inserito il - 24/10/2008 :  20:36:41  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Ok, grande capo! Grazie (come al solito) delle correzioni...il racconto non è proprio corretto, hai ragione, ma l'ho meno riguardato del primo...quindi è venuto un po' malino! Forse perchè questa parte non mi piace molto (quella iniziale)...
Ti farò sapere! Ancora grazie
Lilly
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Georg Maag
Georg


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Inserito il - 25/10/2008 :  16:26:05  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Grazie ad Adele per il suo impegno. Mi piace molto l'idea di correggere dettagliatamente. Lo so, può sembrare una rottura, occuparsi così approfonditamente di quanto si ha scritto, ma è necessario. Si impara tantissimo!
Lilly, ti consiglio ti voler utilizzare la correzioni per mettere a posto il tuo brano. Vedrai che vale la pena.
Rimane comunque il fatto che bisogna lavorare sui propri testi, una volta finita la "prima stesura" (così si chiama in gergo). A volte lavoro più tempo sulle correzioni che non sul testo iniziale!
Un saluto
Georg
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adele
Gran Capo tra i piccoliscrittori


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Inserito il - 26/10/2008 :  00:29:52  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
A chi lo dici mio caro...
Comunque a mio parere, rilavorare sulla prima stesura non serve solo a migliorarla, ma anche a capire se VALE LA PENA di perderci ancora tempo sopra... Ci sono storie che ho abbandonato alla terza o quarta stesura perchè non appassionavano più nemmeno me... quindi le ho lasciate così com'erano per "ricordo", senza riguardarle più di tanto perchè ormai per me non ne valeva più la pena...
Così come ci sono storie che sono arrivate anche alla quindicesima stesura (porco boia, un lavoraccio ) o storie che ho lasciato e che ho poi ripreso con qualche altra stesura o qualche altra correzione o le ho buttate giù e ricostruite tutte daccapo...
Insomma... Beh...
Poi mi piace molto anche lavorare (come avete visto) sui testi degli altri... mi aiuta a mettermi "dall'altra parte" e capire che cosa posso commettere di sbagliato o di "poco comprensibile" di cui non mi rendo conto...

Besito
Adele
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miticalilly96
piccoloscrittore già più grande


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Inserito il - 27/10/2008 :  11:58:41  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Io invece ODIO rivalutare i testi...davvero...preferisco lasciarli perdere e scrivere un altro racconto MIGLIORE, curandolo di più che migliorare un altro...ma siccome per fare la scrittrice bisogna sempre rivalutare i propri testi...vedrò di farmelo piacere! Bacio
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adele
Gran Capo tra i piccoliscrittori


1350 Messaggi

Inserito il - 27/10/2008 :  12:36:19  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
ihih... Strano...
Vabbè, quando rileggi, pensa di stare leggendo i testi di qualcun'altro... vedrai che sarà più piacevole...

AMUNI BEDDRA MEA, UNN'ESSERE LAGNUSAAAAA!!

(vi piace il siciliano? xD)

Adele
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miticalilly96
piccoloscrittore già più grande


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Inserito il - 08/05/2010 :  15:53:06  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Io mi sento davvero male per avervi abbandonati .-.
Ho ricominciato a scrivere, ma con tutti gli impegni che ho è una grande fatica. Inoltre sono a corto di ispirazione, nessuna buona idea, nada de nada.
La terza grande novità è che ho cominciato un corso di musical (immagino già le vostre espressioni), atletica (io che detesto correre)e le lezioni di pianoforte.
Insomma, da scrittrice sono diventata musicista e sportiva xD
Sto scherzando naturalmente, sono una schiappa totale in tutto (almeno in atletica), però, ehi, amo il pianoforte e prendere lezioni è una cosa importantissima per me.
Tornando alla scrittura, ho letto diversi libri di Nicholas Sparks e ho provato a cimentarmi in quel genere di scrittura.
Qui è solo un pezzettino piccolo piccolo, come è ho già detto ho davvero poco tempo per scrivere :(
_____________________________________________________________________
PROLOGO

Alice spostò la tendina d’un verde pallido, guardando dalla finestra il mare in lontananza. Riusciva scorgere, persino da quella distanza, i segni nel mare in tempesta che si agitava violentemente contro la costa. Chiudendo gli occhi, poteva immaginare il rumore delle onde che s’infrangevano negli scogli, in una canzone carica di rabbia. Non era quasi possibile distinguere il cielo dall’acqua, tanto il grigio aveva divorato tutto. Ogni tanto si sentiva all’improvviso il suono minaccioso di un tuono. Il mare era in burrasca. Come il suo cuore. Sospirò e, mentre stava per richiudere la tenda, sentì la voce lontana e allo stesso vicina della psicoanalista dietro le sue spalle, con un tranquillo, ma smascherato dal tono preoccupato, << va tutto bene?>>
Alice si scosse dai suoi pensieri e tornò alla realtà. -Ormai è più di un quarto d’ora che fisso la finestra - pensò.
Si voltò con fatica verso la sua strizzacervelli, una donna di mezza età che le sorrideva incoraggiante di iniziare il suo racconto, facendo cenno di sedersi sul lettino, che non sembrava altrettanto accogliente.
Alice lo fissò con terrore. Aveva 17 anni e, certo, la sua ultima estate era stata parecchio traumatica, ma non credeva di essere finita così in basso. Aveva sempre preso un po’ in giro chiunque dei suoi amici, parenti e conoscenti si fosse rivolto a uno psicologo ed era sempre stata un po’ scettica su quest’ultimi. << Prima che mi sdrai lì, dovrei essere in punto di morte. – E non lo sono – aggiunse con uno sguardo da sfida.
<< Oh >> la tizia sembrava sorpresa e delusa insieme.
Alice si chiese per la milionesima volta perché si fosse rivolta a uno psichiatra quando non li aveva mai presi in simpatia. Lo stomaco le si attorcigliò.
- Il segreto di William – le ricordò la sua coscienza.
Prese un respiro profondo, si sedette su una poltroncina di morbido velluto e fissò la donna negli occhi.
- Signora Bullock – cominciò – credo che ho qualcosa da dirle.
L’altra annuì. Questa volta avrebbe detto tutta la verità, avrebbe fatto la cosa giusta anche se le si spezzava il cuore a dire ogni sola parola. Era doloroso, ma necessario. Non si sarebbe fermata. Non questa volta. Perché se non avrebbe detto, finalmente detto, quel maledetto segreto, probabilmente sarebbe morto con lei.
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Georg Maag
Georg


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Inserito il - 10/05/2010 :  09:52:46  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Bentornata, Lilly!
Chi troppo vuole, nulla stringe.
D'altronde è giusto provare tante cose che ci interessano. Ma altletica e scrittura e pianoforte insieme... Spero tu non faccia il lancio del martello, non si sposerebbe molto con il pianoforte. Scrivere, per fortuna, si può fare sempre e ovunque.
Ma vengo al tuo racconto.
Anzi, parlo un attimo di Sparks. Non mi fa impazzire, anche se ha un successo planetario. Se ben mi ricordo avevo letto "Message in a bottle" o qualcosa di simile tanti anni fa, e anche se la storia era pensata bene ed era scritto in modo estremamente scorrevole, era sempre e ovunque rasente lo stile dei romanzi rosa: carico di aggettivi, spesso sdolcinato, estremamente sentimentale... ma quasi mai un cambio inaspettato, un cambio di ritmo o di veduta, un approfondimento ecc. Ma ripeto, sui gusti non si discute. E poi sono uomo e mi piace Hemingway, dunque siamo agli antipodi letterari!
La tua storia:
Ecco, sempre in base ai miei personalissimi gusti dovresti stare attenta a non caricarla troppo, a non fermarti troppo su dettagli di sentimenti, di descrizioni ecc.
Vanno bene, per carità, ma allungarsi, se non si sta attenti, può facilmente risultare come un disturbo nel lettore.
Con questo non voglio affatto dire che non mi piace il racconto, anzi, è interessante e sa catturare l'attenzione del lettore.
Dunque sarebbe, secondo il mio avviso, da ripassare e da cisellare, da depurare di ripetizioni e da ovvietà (Esempio: è chiaro che i tuoni rimbombano e che ci sono i lampi - diciamo che succede nella maggior parte dei temporali. Se dicevi che fuori, sul mare agitato, imperversava un temporale forse basterebbe. Poi sta a te e al tuo gusto da scrittrice trovare immagini interessanti della tempesta in modo da interessare e stupire il lettore). Siccome usi questa similitudine per descrivere lo stato del cuore della protagonista, qui ci sarebbe da lavorarci sopra.
Bello, invece, il grigio aveva divorato tutto, mi piace molto.
Insomma, vai avanti ma passa anche con voglia e occhi distaccati su quanto hai già scritto, come diceva anche Adele più sopra.
Buon lavoro e divertimento!
Andrai avanti nella storia?
Ciao
Georg
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miticalilly96
piccoloscrittore già più grande


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Inserito il - 18/05/2010 :  19:31:57  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Ciao Georg, scusa se rispondo solo ora!
Sono contenta che qualcuno legga le mie storie e, soprattutto, le commenti e mi critichi.
Quando le persone leggono i miei racconti spesso mi dicono un noioso " è bello, sei brava" senza correggermi ed io - purtroppo - ho preso delle brutte abitudini.
Per esempio, spesso non rileggo proprio il testo, mi immedesimo troppo nella storia dei miei personaggi e non riesco a vederla con occhio distaccato.
La mia prof. di Italiano, poi, di rado scrive giudizi ai miei temi con commenti negativi o correzioni per migliorare, si limita ad aggiungere qualcosa e ad affibbiarmi il solito 8 (ma questa è un'altra storia, ahah).
Vorrei fare una breve parentesi su Sparks. Ho letto diversi suoi libri (Le pagine della nostra vita, L'ultima canzone, I passi dell'amore) e altrettanti film (The last song, I passi dell'amore, Dear John) e non posso dire che non mi siano piaciuti, ma non mi hanno certamente entusiasmato, lasciando a parte "l'ultima canzone".
Da quanto ho notato, la trama è più o meno sempre quella: una storia d'amore, difficoltà lungo la vicenda, descrizioni molto lunghe sui sentimenti provati, finale drammatico con quasi sempre la morte di qualcuno. Ho cercato di prendere spunto da questi libri e sinceramente penso che non abbandonerò questa storia, anzi, la riprenderò molto presto.
Grazie ancora per i commenti, presto posterò un capitolo di una nuova storia (ci sto lavorando sopra, come mi hai consigliato).
Saluti a tutti
Linda
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Georg Maag
Georg


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Inserito il - 19/05/2010 :  22:53:09  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Figurati, questo sito, in verità, è uno scambio. Io do qualcosa a voi (tempo, esperienza, critiche) e voi date qualcosa a me. E anche a voi.
Dunque funziona, anche se ultimamente ci sono poche persone presenti.
Ma non vuol dire che siano cattive
Un saluto
Georg
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miticalilly96
piccoloscrittore già più grande


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Inserito il - 01/07/2010 :  12:01:32  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Allora il mio racconto precedente è rimasto in sospeso perchè voglio leggere qualche altro libro di Sparks per capire veramente bene cosa cattura il lettore nei suoi libri
Detto questo, sono a buon punto con quest'altra storia, che ora vi posto. Sono al sesto capitolo e mi sento potente (non riesco MAI, e dico MAI, a finire una storia, se non è per un concorso. Lo so è un grandissimo difetto che ho e che mi devo togliere al più presto '-').
Che dire? Buona letture e siate clementi con me XD

PROLOGO


Eugenio si appoggiò al tavolo mentre la stanza gli girava vorticosamente intorno.
- Che hai, stai male? – la voce di Fabio aveva un tono preoccupato e sembrava provenire da un mondo lontano.
Chiuse gli occhi e cercò di non barcollare mentre si voltava verso l’amico.
Il soggiorno ora girava più lentamente.
Provò fare un mezzo sorriso a Fabio, che lo scrutava ancora un po’ preoccupato.
- Sto bene – cercò di rassicurarlo, ma la voce impastata e l’andatura barcollante provavano il contrario.
- Andiamo, ti porto a casa. - gli rispose lui.
Gli cinse le spalle e cercò di trascinarlo fuori da quella festa infernale. La musica era sparata a tutto volume dalle casse con il ritmo quasi ossessionante e sopportabile della musica house.
La casa era un disastro, con le finestre a pezzi, il citofono rotto e i muri con delle inquietanti scritte anarchiche. Era una bassa abitazione degli anni ’50, con una porta che dava direttamente sul retro della strada., graziosa, non proprio in perfetto stile borghese, ma comunque decorosa.
La porta principale era raggiungibile attraversando un giardinetto, non troppo piccolo, certamente curato in modo affettuoso in cui spiccavano diverse gardenie e un rovo di rose rosse. Si capiva che erano l’orgoglio della padrona e che quando sarebbe tornata non sarebbe sicuramente stata contenta di trovare il suo giardino in quello stato, con l’orticello semidistrutto, le bottiglie per terra e le cicche di sigarette sparse ovunque.
Ma il punto era proprio quello. La signora Bartoli era in vacanza al mare con la famiglia di sua figlia, come la gran parte degli abitanti di Bagnara nel mese torrido di Agosto.
Ed era per questo che si trovavano là, anche se Fabio non aveva idea del perché Marcus avesse scelto quella casa per fare il suo festino di Ferragosto. Già, Marcus. Solo il suo sguardo gli procurava ansia. L’aveva odiato dal primo momento, con il suo sguardo beffardo, i suoi gesti calcolatori, freddi, e il suo sorriso di ghiaccio. Non perdeva occasione per prenderlo in giro di fronte alle ragazze che gli morivano dietro per i suoi occhi neri e il fisico asciutto e abbronzato,
affibbiandogli ogni volta un nomignolo diverso. Eppure sembrava andare d’accordo con Eugenio, visto che era stato invitato alla festa. Al contrario di lui.
-Maledizione- imprecò quando raggiunse la sua macchina. I vetri erano stati spaccati con delle bottiglie e il cofano era quasi sfasciato.
Sapeva che gliela avevano fatta pagare cara per la sera precedente, ma non immaginava che sarebbero arrivati a tanto.
Non poteva tornare a casa con l’auto in quello stato, i suoi genitori probabilmente avrebbero dato di matto. Intanto la faccia di Eugenio stava passando dal rosso rubizzo al pallore spettrale ed infine a una leggera tonalità di verde. Fabio si scansò appena in tempo prima che lui vomitasse. Lo sentì singhiozzare. Al diavolo i suoi, Eugenio stava davvero male.
Quella sera aveva esagerato. Sì, anche lui a volte aveva bevuto e il giorno dopo aveva avuto una leggera sbornia, quelle che ti lasciano un mal di testa e l’alito pesante, ma non era mai stato quello stato. Eugenio aveva gli occhi sbarrati, gemeva e ogni tanto rimetteva. Se l’avesse visto la signora Bartoli, la proprietaria della casa…
Sospirò. Aprì lo sportello e cercò di sistemare Eugenio. Si sistemò al volante e mise in moto l’auto. Le luci accecanti e i rumori soffocanti della casa svanirono pian piano dietro di loro.

Modificato da - miticalilly96 in data 01/07/2010 12:02:59
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yagos
piccolissimo scrittore


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Inserito il - 21/10/2010 :  18:27:40  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
miticalilly96 sei esperta nel fare storie
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yeki1
piccolissimo scrittore


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Inserito il - 28/10/2010 :  16:33:33  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
appena ho finito una storia lunghissima la scrivo qui se me lo ricordo





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miticalilly96
piccoloscrittore già più grande


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Inserito il - 01/11/2010 :  11:03:19  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Io? Esperta? Nessuno me lo aveva mai detto prima, grazie :)
Diciamo che non sono un'esperta. Scrivo più o meno da sempre, ma solo sotto ispirazioni. Si può dire che "vado a periodi".
Tu invece? Se vuoi pubblicare qui qualcosa mi fa solo piacere :)
Linda
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yeki1
piccolissimo scrittore


12 Messaggi

Inserito il - 19/11/2010 :  17:24:12  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
quante storie
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miticalilly96
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Inserito il - 12/01/2011 :  19:57:04  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
O-O guarda che io mi riferivo a yagos!
Comunqueeee...ho pensato di postarvi una mia recensione per il giornalino della scuola, giusto per cambiare un po'!
ps) Adele, sono ancora in attesa di qualche tuo nuovo racconto :D

Se amate la danza e in particolare l’Hip Hop o la Break Dance, non potete perdervi Step Up 3, che si riconferma uno dei migliori film sul ballo per gli adolescenti degli ultimi anni. Già, perché se si va al cinema a vedere Step Up 3, non si può non rimanere contagiati dall’energia di Muso, uno dei protagonisti, o increduli di fronte alle mosse strabilianti dei ballerini.
Step up 3 è infatti un film incentrato completamente sul ballo nella sua chiave più moderna: la street dance, un misto di hip hop e break dance nato nelle strade di periferia delle grandi metropoli, uno stile di vita per chi sceglie di abbandonare tutto pur di inseguire la propria passione: ballare, ballare ed ancora ballare
Muso (Adam Saevani, già presente in Step Up 2 – la strada per il successo) è il personaggio che spicca più di tutti, e non solo per la simpatia. Smilzo, riccio, sempre ottimista, iscritto alll’università di Ingegneria per non deludere le aspettative dei genitori, Muso colpisce soprattutto per la sua bravura e per essere il personaggio più realistico, con difetti e pregi che lo rendono più umano, a differenza dei suoi co-protagonisti che sembrano fatti tutti “con lo stampino.”
L’incontro con Luke (Rick Malambri) lo riporterà ad cercare di gestire contemporaneamente l’università, le attenzioni di Camille (Alyson Stoner) e la sua passione per la danza.
Luke invece è il classico frontman per un film del genere: bello, alto, muscolo, è un ragazzo di New York proprietario di una discoteca e di un appartamento ereditato dai genitori dove vive con i suoi amici ballerini, street dancers che non hanno più una famiglia o una casa, con cui lui stesso si esercita, anche se nel film le sue apparizioni nei balletti sono quasi nulle. Appassionato di danza e di regia, Luke vive in simbiosi con la sua telecamera con la quale vede per la prima volta Natalie (Sharni Vilson) di cui si innamora fin da subito. A spezzare l’apparente equilibrio è la pesante ipoteca che incombe sull’appartamento di Luke e dei suoi amici, che sono a rischio di sfratto. L’unico rimedio sarebbe quello di vincere la World Jam Competition, una sfida internazionale di hip – hop e di sconfiggere gli imbattibili Samurai, nemici storici della crew. In Step Up 3, la trama è molto semplice, nella quale i dialoghi hanno dovuto lasciare posto ai tanti balletti per non allungare troppo il film: infatti ciò che veramente colpisce sono proprio questi, curatissimi e spettacolari, e la bravura dei ballerini. Le luci, le scenografie, l’uso dell’acqua, le tute che cambiano colore, i palloncini sono degli elementi importanti nel corso del film, mentre l’uso del 3D a mio parere non toglie né aggiunge niente, anche se su questo punto ci sono molte opinioni discorde.
Step Up 3 resta comunque un film molto carino da vedere alla fine, ma solo se si è o appassionati di danza o in cerca di un film piacevole da guardare con gli amici una sera al cinema, perché i balletti hanno un ruolo centrale nella storia. Anzi, si potrebbe quasi dire che la trama ruota attorno ai balletti. Comunque sia, vi consiglio di andarlo a vedere: potrebbe colpirvi molto più di quanto immaginiate.

Modificato da - miticalilly96 in data 12/01/2011 19:57:33
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Tradotto Da: Vincenzo Daniele & Luciano Boccellino- www.targatona.it Distribuito Da: Massimo Farieri - www.superdeejay.net Powered By: Snitz Forums 2000 Version 3.4.03