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saraskay
piccoloscrittore già più grande


316 Messaggi

Inserito il - 18/09/2008 :  20:09:57  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Titolo: Cherry Blossom

Il mattino.

Scostai i capelli che coprivano il viso lentigginoso della mia bella Vaniglia che dormiva al suo solito modo: le ginocchia piegate e le braccia che le avvolgevano la pancia; quella sera si era lamentata più volte con la madre per via di quel fastidioso mal di pancia. La madre le diede una camomilla e se ne andarono tutti a letto. Il mal di pancia, evidentemente era passato perché, se Vaniglia aveva un doloretto, non riusciva a chiuder occhio per l’intera notte e la mattina si svegliava di mal umore e peggio pettinata di un istrice appena uscito da un lavaggio.
Cannella, come al solito si era raggomitolata a pallina sotto le sue coperte pesanti. - Non so proprio come faccia a dormire in quel caos.- mi chiesi guardandola da lontano, scuotendo debolmente la testa. Ebbene sì, il letto di Nina ( come, ormai la chiamiamo tutti quanti.) era invasa da oggetti più, o meno ingombranti. C’erano libri da lettura e di scuola, fogli accartocciati, vecchi quaderni, gomme, matite e vestiti. Non vi era una sola cosa che avesse un posto ben preciso: le matite sparse nella scrivania, i giocattoli sotto al letto anziché raccolti nella cesta che le aveva regalato la madre, e che lei divideva con Vaniglia e, i libri impilati in tal strano modo che, se una piuma ci fosse caduta sopra, tutto sarebbe caduto intesta a Vaniglia che doveva sopportare di divedere una stanza con la più caotica sorella che esista al mondo. E non faceva nulla per essere ordinata!
I letti erano vicini e le due sorelle dividevano lo stesso comodino che si trovava in mezzo a ai letti. Una metà del comodino era disordinata ed ingombra di oggetti. Indovinate a chi appartiene quella metà? L’altra metà era ordinata e pulita.
I libri di Vaniglia erano ordinatamente sistemati sulla mensola che si trovava sopra al comodino, con i libri c’erano la piantina regalatagli da Vic, un orsetto di peluche e un cofanetto dove vi erano riposti gli anelli e le collane di Vaniglia. L’altra metà della spaziosa mensola, bè...ci si capisce no?! Ricordate quei libri impilati in strano modo? Bè erano lì, pronti a cadere sulla testa di Lentiggini,come chiamavano Vaniglia i suoi compagni e i familiari. Erano le sei del mattino.- Tra poco la sveglia di Lentiggini suonerà.- sorrisi tra me e me, pensando a quel buffo soprannome.
DRIIIN! Trillò facendo un baccano terribile. Tutti si alzarono un po’ svogliatamente e, come zombie si preparavano per le solite faccende quotidiane.
- Puoi prestarmi i tuoi pantaloni rosso ciliegia, Vaniglia?.- Chiese Cannella rovistando tra le coperte alla ricerca del maglione bianco a collo alto. Mi prese per le ali e mi portò con se in quel mucchio di coperte tutto caos. - Fammi un po’ di luce Cuore.- Mi disse facendomi sedere su un libro. Potei sentire Vaniglia che si alzava volando per la stanza e fermandosi accanto alla sorella si chinò per sussurrarle all’orecchio.- Perché Cannellina? - Con gesto brusco si liberò dalle coperte lasciandomi lì sepolta. Quando riuscì ad uscire, Nina era diventata tutta rossa, dalla punta dei piedi alla orecchie. Cannella odiava essere chiamata così. Il primo fu il padre, ma era piccola e Cannellina era adatto ad una bimba che aspettava ancora che le nascessero tutti i denti da latte.- Ma ora sono una tredicenne in piena regola, uffa!- sbuffava ogni volta che qualcuno la chiamava in quel modo. Le ci volle un anno intero per convincere tutti ( Eleonore l’antipatica, compresa ) a chiamarla Nina. Vaniglia, invece era sempre stata Lentiggini, per via di quel suo solare viso lentigginoso. Non che le dispiacesse, è vero, ma preferiva Vaniglia.
- Mi vesto così perché mi metto il maglione bianco a collo alto col cuore rosso ciliegia al centro.- rispose bruscamente tornando a trafficare con le coperte. Ma, ormai la molla era scattata, il mal umore a Nina, non glielo avrebbe tolto nessuno. Vaniglia fece spallucce per rispondere al mio sguardo interrogativo.- Ma Nina.- incominciò mentre si spazzolava i denti.- Non fi vefti mai cofì!- si sciacquò la bocca accuratamente, perché, se c’era una cosa che vaniglia detestava era proprio il sapore di dentifricio in bocca. Fece una smorfia di disgusto e si avvicinò al guardaroba.
- A-Ah! Sap...che...ra!- La voce di Cannella veniva attenuata dal nugolo di coperte che aveva in testa. - Ec...a!- gridò tirando fuori una maglietta bianca. - Oh!- sospirò un po’ delusa.- Non è questa.- la gettò da una parte e tornò rovistare freneticamente tra le coperte. Vaniglia la prese in mano e dopo averla osservata disse.- Però gli assomiglia.- -Però non è lei - ribattè Nina. Ormai si era infilata completamente sotto le coperte e di lei restavano solo i due piedini nudi.- Tro...ata!Tro...ata!- Strillò Cannella cercando di uscire dal letto. - TROVATA! - strillò non appena riuscì ad uscirne. Prese i pantaloni che le porgeva Vaniglia e andò in bagno a cambiarsi. Vaniglia si mise una sottoveste a quadretti verde chiaro e giallo scuro, più lunga di cinque centimetri del vestitino di lana beige che si mise sopra e, infine si infilò uno scaldacuore verde muschio. Si infilò le calze alte fino al ginocchio e aspettò Cannella per poter entrare in bagno per pettinarsi. Il vestitino di lana beige le arrivava poco prima del ginocchio. La sottoveste a quadretti le arrivava fin sotto al ginocchio e le copriva in parte le calze. Cannella uscì dal bagno vestita, lavata e pettinata. Aveva messo il maglione bianco col cuore rosso ciliegia e i pantaloni di Vaniglia che le coprivano i piedi. Si tirò su per bene il collo del maglione e si infilo dei calzetti corti. Si mise uno stivale e lo allacciò facendo un bel fiocco alla fine. Infilò l’altro e, si abbassò i pantaloni. Girò su se stessa facendo la giravolta. Vaniglia entrò e si mise a ridere vedendo la sorella che aleggiava in aria girando su se stessa. - Ma quelli sono i miei di stivali!- borbottò poco dopo spostandosi i capelli, che aveva legato in una treccia, da un lato. Ciuffi ribelli le coprivano gli occhi mentre si chinava per prendere da sotto l’armadio un paio di scarpe in tela beige.
- Volevi che mettessi i miei stivali neri?- chiese Nina scendendo giù. Vaniglia borbottò qualcosa del tipo “ sarebbe ora.”. Presero le cartelle e scesero le scale che portavano in cucina.

La mamma aveva cucinato una torta al cioccolato la sera prima. La mise al centro della tavola per fare una sorpresa alla figlia, che amavano tanto i dolci che ella preparava.
Mise a bollire il latte apparecchiò per le ragazze.
- Dov’è papà?- domandò Vaniglia entrando nella calda cucina. La mamma alzò lo sguardo dal giornale che aveva aperto e sorrise amorevolmente, come solo le mamme sanno fare.
- E’ già andato al porto per prender le misure della barca del Capitano. Gliene dovrà fare una nuova. Starà fuori tutta la mattinata per comprare il materiale, e il pomeriggio sarà assorto nel lavoro.- Rispose versando il cioccolato nelle tazze.
- Che tempo ha detto che ci sarà per oggi?- chiese Nina sbocconcellando un po’ di torta.
William, il padre delle mie due bimbe, era un esperto falegname che aveva un suo laboratorio nel centro del villaggio. Insieme a lui lavoravano il padre di Vic, amico di Nina e Vaniglia, Lo zio di Vic e un vecchio marinaio. Lavoravano incessantemente, fabbricando mobili, barche piccole e staccionate per gli abitanti di Cherry Blossom. Aveva l’hobby della meteorologia e, i suoi collaboratori lo aiutavano spesso nelle suo previsioni. Era piuttosto esperto in questo campo e, da quando era morto il vecchio meteorologo, nessuno si era offerto per quel lavoro, poiché William era un vero mago nelle previsioni. Se diceva che c’era sole, il giorno dopo il sole faceva capolino da dietro le nuvole. La mattina si alzava presto e vedeva i suoi strumenti, dopodiché comunicava alla moglie le previsioni che avrebbe detto a chiunque avesse bussato alla loro porta per saperne di più.
- Sole, vento gelido e copritevi bene.- disse.- Quindi, vi voglio vedere con le mantelline e con i cappellini ben calzati nelle vostre testoline. E ora andate, altrimenti arriverete in ritardo.- Ci alzammo dal tavolo prendemmo le mantelle e i capellini.
Cannella mi mise in tasca e uscì. Cercai di uscire dalla tasca, ma la mano di Cannella mi rispinse giù. Traballavo dentro alla tasca insieme ad altri piccoli oggettini che Nina raccoglieva dentro o fuori casa. C’erano sassolini dorati, che con la mia luce riflettevano i colori più belli, c’era un anello. Di sicuro era quello che credeva avesse perduto. Poi c’erano semi di girasole, pezzetti di carta strappata e fiori di lavanda. Molti fiori di lavanda. Il profumo m’inebriò e per un attimo credetti di essere in un campo di lavanda. Le mie antenne vibrarono. Un odore troppo forte gli faceva questo effetto. Tirai fuori da una tasca del mio vestitino, un cappellino e me lo infilai. Per un attimo chiusi gli occhi e mi lasciai cullare dai suoni. Niente più odori né sguardi agli oggetti dentro la tasca. Mi stavo per addormentare quando un oggetto mi colpi. Lo presi in mano e l’osservai a vicino. Mi sfilai il cappello e annusai: odorava di sale e alghe. Era liscio e tondo. Morbido al tatto. Uscì fuori con l’oggetto in mano.
- Cos’è?- Chiesi mostrando l’oggetto a Cannella. Lei aprì il palmo della sua mano e io mi sedetti. La mia bambina mi sorrise e disse:
- Ma come fatina, non sai riconoscere una scaglia di drago?-
- E dove l’hai trovata? –
- Me l’ha data Matt, sai il padre fa l’allevatore di draghi.- Silenziosa riposi la scaglia in tasca ed andai a sedermi sopra la testa di Cannella.
- Levati da lì fatina, altrimenti ti metto dentro al cappello.- mi minacciò Cannella agitando una mano sopra la testa come se fossi una fastidiosa mosca.
- Ma la mamma...- incominciò Vaniglia tirando la manica del maglione di Cannella che spuntava da sotto la mantellina blu notte.
- Non m’importa quello che ha detto la mamma.- disse bruscamente Cannella tirando il maglione così che la mano di Vaniglia si staccasse dal suo braccio.- Non voglio farmi vedere così infagottata da Matt, da Vic e da Violet. Magari, facendomi vedere tutta infagottata do una bella chicca ad Eleonore su come prendermi in giro. “ Uh, guardate! Un fagotto che cammina! Ha no! E’ Cannellina Nina Ninetta!” - Sbuffò slacciandosi i bottoni della mantellina. Vaniglia Guardava storto la sorella. - Tu sei la persona più cattiva che io abbia mai visto! Pensi mai che la mamma sia in pensiero per il fatto che sua figlia si svesta di cappotto eccetera eccetera?-
Litigavano litigavano litigavano.

Questa è un pezzo del mio libro, non posterò mai iil continuò dovrete aspettare la sua pubblicazione...

adele
Gran Capo tra i piccoliscrittori


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Inserito il - 18/09/2008 :  20:36:30  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
ah... capisco...
Comunque... anche se non è molto il mio genere... mi piace abbastanza come storiella! (ovviamente incompleta)
Solo tre cose... innanzi tutto i nomi: VANIGLIA, CANNELLA?? Ma dove abitano, nel paese dei balocchi?? Beh, è una scelta tua quindi non contestabile dal punto di vista grammatico-sintattico o che so io... però... boh... d'altronde anche io ogni tanto ho un guizzo di fantasia e chiamo i miei personaggi con nomi strambi (esempio: Farfalla Maretti, la "cattiva" di un romanzo che ho regolarmente lasciato a metà...)...quindi sono egualmente imputabile...

Secondo poi: tu scrivi, il malumore a Nina non glielo levava nessuno.
MMM... glielo è un pronome, e considerato che non si sottintende nulla non serve a molto, anzi è sbagliato... dovrebbe esssere non LO levava nessuno...
ANCHE SE ANCHE SE... levare il malumore... MMM... non mi sembra il verbo adatto ma d'altronde quello più consono non mi viene in testa quindi...

TERZO POI: VEDEVA I SUOI STRUMENTI!
Riferito ad un'azione che serve a riferire quanto appreso e dunque a "imparare" qualcosa sarebbe meglio un verbo di tipo "conoscitivo" tipo "controllare" o "dare un'occhiata" se proprio vuoi metterla come un'azione leggera...

Solo questi tre appunti... per il resto è bellissima...
Mi piace moltissimo per esempio come stai inserendo la fatina gradatamente nel racconto... intanto parla in prima persona senza svelarsi e poi ogni tanto metti dei "tocchi" di mistero che fanno chiedere "Ma chi cavolo è quella che parla?? Fa luce?? Che è nà lucciola??" BRAVA!! Molto molto bella questa caratterizzazione del personaggio!!
(e per dirlo io che le fatine le pesterei sotto ai piedi perchè mi fanno antipatia...è veramente un grosso complimento)

Besito

Adele
Maestrina inside!

(ALTRA FIRMA!! MADò MADò MADò!!)
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saraskay
piccoloscrittore già più grande


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Inserito il - 18/09/2008 :  20:51:48  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
E' nà luccila? hahhahahahhahahaha rido tantissimo con te...ci assomigliamo molto caratterialmente...romanzia a metà, scollature ( non molto)...minigonne...mà, sarà
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adele
Gran Capo tra i piccoliscrittori


1350 Messaggi

Inserito il - 18/09/2008 :  20:56:32  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
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Tradotto Da: Vincenzo Daniele & Luciano Boccellino- www.targatona.it Distribuito Da: Massimo Farieri - www.superdeejay.net Powered By: Snitz Forums 2000 Version 3.4.03