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 Piccoliscrittori: il nostro mondo
 Pensieri by Matt & Adele
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Matt 75
Gran Capo tra i piccoliscrittori


2198 Messaggi

Inserito il - 17/11/2008 :  20:33:56  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Ciao ragazzi!!!
Da come potete capire dal titolo, in questa discussione io e la mia amata mogliettina Adele, oramai sposati da un mesetto e anche di più, vi mostreremo tutta una serie di nostri pensieri, riflessioni, critiche, tutta una serie di brani, di continui botta e risposta tra gli unici due vecchietti superstiti del forum (e che ci volete fare ragazzi, gli anni passano anche per noi ) che credo sia giusto facciano qualcosa insieme, oltre a vivere insieme ogni giorno, ovvio . Speriamo tanto che questa nostra discussione possa piacervi e chissà, che possiate ricavarne anche qualcosa di utile (dato che mi pare di aver capito che di questi tempi siamo anche i più grandi d'età... Noise dove sei? ).
Beh ragazzi questa idea ci è venuta praticamente mezz'ora fa, e tutto è partito da un intervento che ho pubblicato sul mio blog qualche giorno fa e dal successivo commento di Adele.
Non voglio rovinarvi la sorpresa e mi auguro che tutti quanti lo leggiate (Georg compreso, scusa ma non ti lamentare che non ti abbiamo invitato alle nozze, non sei mai raggiungibile! ).
Ok, scherzi a parte questo è solo un primissimo pezzetto di quella che (me lo auguro) diventerà una bella discussione piena, oltre che dei nostri pensieri, anche di diverse critiche o commenti su ciò che pensiamo. Buona lettura, miei venticinque lettori (che Manzoni mi perdoni se gli ho plagiato la citazione, ma in questo caso è proprio adatta )

Matt & Adele, 4ever together.



E scende la pioggia

Da un intervento di Matt:
Toh, eccomi qua a scrivere sul blog, dopo parecchio tempo... Vi sono mancato eh? Sì, so che la nuova canzone che ho messo nella homepage vi fa dormire, ma purtroppo per voi il blog è il mio e ci metto quello che mi pare. Amen.
Ok, so che morite dalla voglia di leggere i miei pensieri così filosofici e così tormentati, sì lo so lo so non vi preoccupate adesso comincio, basta ragazzi non vi fate male...
Sapete, in questi giorni un po' cupi, un po' scuri, ho riscoperto tutte quelle sensazioni che mancavano da tempo nella mia testa. L'inverno porta con sé non solo un cambiamento climatico, ma un cambiamento anche psicologico per chi lo vive. Ok, non siamo ancora in inverno ma ci stiamo avvicinando.
Sono qui che vi scrivo con gli occhi stanchi già alle 21.20, perché fare un pomeriggio pranzo-pc-studio-cena-pc non è esattamente ciò che mi piace di più a questo mondo, ma ci sono giorni tipo questo nei quai devo sforzarmi di seguire questo ritmo ossessivo... La mia unica consolazione è il poter parlare con gli amici e, ogni tanto, abbandonarmi alla lettura di quel maledettissimo e bellissimo libro di Baudelaire che si intitola "I fiori del male". L'ho comprato non da molto ma lo sto adorando, adoro il modo di scrivere di Baudelaire, la sua continua ricerca della Bellezza, i paradisi artificiali... Ok, non voglio farvi lezione di letteratura.
Ne sono successe di cose in questo periodo: ho visto gente piangere per la mancanza di qualcuno che non le accettava, ho visto la superficialità di certe persone, ho visto gente prendere decisioni che rischiano di mandare a monte una vita di sogni, ho visto chi di sogni ne ha realizzati, anzi, ha realizzato IL sogno, quello di diventare presidente dell'America anche se si ha la pelle scura, ho visto gente lamentarsi di tutto e di tutti, ho visto l'ipocrisia di certe persone, ne ho viste abbastanza ragazzi, ne ho viste abbastanza...
Lo avevo anticipato già tempo fa: è cominciato un nuovo periodo della mia vita. Tutto adesso profuma di nuovo, nell'aria ci sono le novità, ci sono altri interessi, c'è una vita che va avanti, ci sono gli amici che hai avuto la possibilità di vedere sempre e dei quali non apprezzavi tutto, e invece ora che li vedi di meno vorresti stare sempre con loro, ci sono le persone che senti lamentarsi, che senti piangere per alcune esperienze negative, le senti urlare al mondo il dolore che provano, concentrato su di loro, talmente forte e schiacciante da deformare l'anima, per poi costringere a sputare fuori tutto questo minestrone di sentimenti di rabbia, di dolore, di rimpianti, in una piccola ed insignificante goccia che esce dal tuo occhio, percorre tutta la tua guancia facendoti sentire il calore della sofferenza, il freddo della solitudine, facendoti provare la paura, quella vera, quella che viene dall'anima, per poi cadere velocemente e scontrarsi col duro pavimento che annulla tutto il resto e ti riporta alla realtà.
La paura.
Ecco cosa ho letto negli occhi di alcuni miei amici, la paura. La paura di non riuscire a farcela, la paura di rimanere schiacciati dalle difficoltà della vita, la paura di non riuscire a superare gli ostacoli che ci si mettono davanti, la paura.
L'ho provata anche io, la paura, in questo ultimo periodo. Mi è capitato, di notte, di vedere nel buio gli spiriti del mio rimorso per certe cose, mi è capitato di vedere in tutto il loro orrore lo schifoso viso dei riflessi di me stesso, il maledetto sguardo di un Dio al quale non credo, il grosso peso psicologico che influisce tanto su di me... Mi è capitato di vedere nella mia ombra un mostro che copia tutto ciò che faccio, che mi deride, si prende gioco di me, mi umilia dinnanzi al mio spirito. Non è piacevole.
Ma fortunatamente c'è chi qualcosa che mi consola. I momenti di terrore, di ansia, di vergogna, durano solo poco, perché poi tutto ciò svanisce, si scioglie, scompare con la pioggia che cade e batte sui tetti delle case, come a voler risvegliare certe persone di questo mondo che non si accorgono di ciò che accade intorno a loro, come a voler dire "Ehi, provare sentimenti non significa essere deboli".
E cade, la pioggia, cade dolcemente come il suono di un pianoforte, cade delicatamente come un petalo di rosa, cade, scende tra noi, stupidi esseri umani spesso privi di cuore, scende a dare un po' di amore nei nostri cuori, scende a risvegliare le nostre anime addormentate sul letto di un mondo di violenza e di sangue, di paura e di dolore, scende per consolarci.
Scende per dare un senso, per dare un senso a noi e alla nostra vita.
E scende, la pioggia.
Ciao belli!
Matt

Commento di Adele:
...

...ma certe volte la pioggia non basta.
Perchè certe volte la pioggia scende, si aggrappa ai vestri della tua finestra, come dita fredde che chiedono aiuto, grigie e scure, e ti guardi fuori per un momento di conforto dope che ti sei chiesto "in fondo, che motivo ho di soffrire?" e guardi fuori, perchè credi che ti possa far sentire meglio. E invece no.
E invece vedi che fuori tutto è grigio, grigio e freddo come il freddo degli spigoli che hai nel cuore, il freddo delle lingue che ti maledicono, il freddo degli spifferi che passano sotto la porta, e che cacchio lasciano tutto aperto in questa casa, e guardi fuori e tutto sembra freddo. E solo una cosa è calda, il tuo cuore, che ne ha viste tante, troppe, che forse vorrebbe anche lui assecondare quel desiderio troppo drastico e troppo proibito, che forse vorrebbe anche lui diventare freddo come un diamante, per sentirsi almeno una volta prezioso e "per sempre". Ma continua. Continua a battere perchè non può fare altro, perchè non sa cosa altro fare, perchè lui con quel battito che odi, quel battito che ti fa arrossire o sobbalzare, impaurire o sorprendere, che alla fine ignori perchè è troppo "normale" per essere "vitale", lui con quel battito fastidioso e inutile è l'unico che ti tiene aggrappato alla vita, quando tutto il resto va a rotoli.
Quando senti ogni pezzo del tuo corpo agognare qualcosa di diverso. Quando le tue gambe agognano solo una corsa spossante che le lasci distrutte, per non sentire i lamenti del freddo e dell'immobilità di "quei giorni un pò così", le tue mani agognano (stranamente e ardentemente) un corpo da stringere e da accarezzare, qualcuno da consolare per consolare se stessi, per sapere che non si è gli unici a soffrire, che mia nonna me lo dice sempre mal comune mezzo gaudio. E quando, soprattutto, la tua mente, quella mente che tu senti preziosa, sempre nuova, fresca, cupa, strana, contorta, meravigliosa, odiosa, complicata, lineare, gotica, emo, piena di musica e di risate, un pò brilla per l'alcol, quella mente che in fondo è uguale a tante menti, ti dici, perchè il tuo cervello è sempre fatto di quella sostanza vischiosa e orribile che sembra budino andato a male. Ma quella mente che è irrimediabilmente così diversa da tutte le altre, perchè è una mente che vede più di quello che c'è e meno di quello che non c'è, perchè è una mente "che forse nemmeno noi potremmo mai capire fino in fondo. Perchè scrivere ti rende diverso. Perchè scrivere ti rende inaffidabile. Ti rende solo." Questo ci disse Georg, qualche tempo fa.
Sei solo, Matt?
Si, io dico di si.
Anche io sono sola.
Possiamo essere soli insieme. Ma io e tu, fossimo anche vicini, abbracciati, con i respiri che si condensano nello spazio lasciato dai nostri corpi stretti in un impeto di comprensione... non saremo mai INSIEME. Perchè uno scrittore non può mai essere INSIEME con nessuno, se non con le sue mani e con il suo cuore. Perchè uno scrittore può essere CAPITO, ma non COMPRESO. Perchè uno scrittore può essere INTEGRATO ma non ACCETTATO. Perchè uno scrittore può essere AMATO, ma mai FINO IN FONDO.
E quindi, Matt? Qual'è il punto?
Sentirsi normali? Che scopo ha? Saremo sempre diversi. Saremo sempre diversi, io, tu, Georg, chiunque. Chiunque, guardando la pioggia, sorrida di un riso amaro e abbassi la testa perchè tutti questi pensieri per i quali servono una ventina di minuti gli sono passati in testa in un secondo. Diversi, soli.
Ma lascia che la pioggia ti scorra addosso, Matt. E sorridi quando una goccia ti sfiora la guancia. Perchè quella goccia è una delle mie lacrime.
E in quel momento, forse, saremo entrambi un pò meno soli.

Ti voglio bene,
Adele.

Modificato da - Matt 75 in Data 17/11/2008 20:35:14

adele
Gran Capo tra i piccoliscrittori


1350 Messaggi

Inserito il - 17/11/2008 :  21:05:50  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
UuuuUUuuuUUu Maritino mio,
che billu, si si, insegnamo alle nuove generazioni come si fa a ridursi come noi (POVERETTI xD)
E va bien... aspetto il tuo BOTTA per dare RISPOSTA...
In pratica, come si diceva cinque secondi fa su msn:
Tu posti, io commento, tu commenti, io commento, tu commenti, io commento, finchè non ci si rompe le balle e allora tu posti e io commento e così via... xD

Besito marituccio mio ti amo tanto XD

Adele
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Georg Maag
Georg


1479 Messaggi

Inserito il - 18/11/2008 :  11:25:39  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Siete l'unica coppia /va beh, virtuale) che già durante le nozze soffre di solitudine...
Sarà l'inverno che bussa alle finestre.
Sarà questo tempo tremendo (dalla finestra non vedo nulla, un diffuso grigiore).
Sarà che si cresce sempre più in fretta, così si finisce a non avere più tempo per essere "piccoli" che già si è "grandi" (ma non nel senso completo e anche bello della parola... perché "grande" dovrebbe voler dire anche "libertà", oltre che doveri e paure).
Sicuramente la vostra generazione è un po' vittima della generazione dei propri genitori, persi tra passato e futuro, tra soldi, tradizioni, corse e insicurezze, perché loro sono stati i primi a subire l'accelerazione di questo mondo moderno tritattutto e divorattutto, e forse da qualche parte molti di loro si sono smarriti per primi.
Però ho una grande fiducia nella vostra generazione.
Sarà perché le cose, prima o poi, devono cambiare, molte delle finte certezze e regole sballate di questa società devono crollare perché nasca qualcosa di nuovo (Credo Obama sia un segnale in questa direzione).
Ma il nuovo deve nascere da molti, da tanti, e voi dovreste essere quelli che portano avanti i pensieri nuovi che possono nascere solo da cervelli nuovi e da gente giovane.
Ma non è solo un obbligo, una costrizione. Ogni cambiamento porta con se nuove idee e nuove strade da percorrere, lascia spazio, spacca lucchetti, sfonda porte ritenute invalicabili.
E' un aspetto positivo, anche se non proprio esilarante.

Almeno ho provato ad esprimere quello che penso.
Come sempre è uscito un po' maluccio.
Ma questa è la croce dello scrittore, vero?

Georg
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miticalilly96
piccoloscrittore già più grande


276 Messaggi

Inserito il - 18/11/2008 :  18:32:50  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Che belle parole! Domani commento, promesso...starei qui se non mi aspettase una bella verifica di scienze domani...help me...
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adele
Gran Capo tra i piccoliscrittori


1350 Messaggi

Inserito il - 18/11/2008 :  20:08:35  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Oh, beh.
Io domani ho versione di latino, interrogazione di Epica e probabilmente anche di arte... eppure...
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adele
Gran Capo tra i piccoliscrittori


1350 Messaggi

Inserito il - 19/11/2008 :  23:33:18  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
SERA

Ogni giorno. Ogni giorno ti alzi, ti lavi, ti vesti, fai colazione. Non importa in che ordine. Ti guardi allo specchio, schiacci un brufolo, ti metti un velo di matita sulle palpebre. Infili un jeans e un maglione. Poi ti metti un pantalone nero. Infili le scarpe da tennis, ma nemmeno quelle vanno bene. Allora togli il maglione, infili una camicia. Rimetti i jeans. E l'occhio ti cade sull'orologio. Ti rassegni, indossi con qualche movimento automatico le scarpe da ginnastica, quelle sdrucite, vecchissime, che ti stanno comode come le pantofole.
Non è ancora tardi, ma presto lo diventerà. Prepari i libri, in fretta, sapendo già che dimenticherai che la prof aveva detto di portare epica al posto di storia, che avevi versione di latino e dovevi portare il dizionario. Sapendo già di ricordarti all'ultimo minuto di DOVE DIAVOLO avevi lasciato gli occhiali da vista la sera prima.
Urli qualcosa, all'indirizzo dei tuoi.
"Sistema le cose che hai lasciato in bagno!"
Meccanicamente, appallottoli il pigiama e lo schiaffi nell'armadio.
"Hai fatto colazione?"
Si, si, si. Non voglio diventare anoressica, state tranquilli.
"La prendi tu a tua sorella da inglese?"
Si, si, ma fammelo ricordare.
Sbam. Sbatti la porta. Chiami l'ascensore. Fruuu... l'ascensore sale. Infili le cuffiette dell'I-pod nelle orecchie, lo accendi. Parte la musica, la musica che anche se casuale sembra, chissà come, sempre adatta alla situazione. Dai un'occhiata al telefonino, perchè l'orologio, al solito, l'hai scordato. E ti accorgi che è tardi, come sempre. Che arriverai per un soffio a beccare l'attimo in cui manca ancora qualche secondo perchè la campanella suoni. Forse dovresti correre.
Ma per quale motivo, poi? Meglio godersi quella passeggiata, quello spazio di tranquillità, dove ci sei solotu e la strada, senza nemmeno i rumori di un traffico ancora semi-assopito, perchè tutto è assorbito dalla musica che ti fluisce nella testa.
Via, via, via.
Entri in classe. Togli le cuffie. Cadi nella realtà. Non ti dispiace, per carità, ma quella dimensione di surreale musicalità non era male.
Ti siedi, mastichi le penne, chiacchieri, scarabocchi, segui la lezione, ti lamenti per la fame. Forse avresti veramente dovuto mangiare, quella mattina, invece di avvolgere le fette biscottate che tuo padre ti aveva preparato dentro un fazzoletto e buttarle appena fuori la porta di casa. L'indomani mattina speri di ricordartene. Ma sai che, dopo tutto, continuerai a farlo.
Esci da scuola, torni a casa. Mangi, bevi. Ti rilassi una mezz'oretta prima di fare i compiti. Studi. Rispondi al telefono che squilla nella casa quasi sempre deserta, prendi nota, "ha chiamato Tizio per mamma, chiamare a tale ora". Non ti concentri veramente su niente, ma forse, dopo tutto, ti va anche bene.
Sembra una dimensione quasi sottomarina, perchè fluttui tutto il giorno fra mille problemi, senza buttarti mai veramente per risolverne nessuno. Ti da una strana sensazione di libertà incosciente. In compenso, ti lascia un senso quasi di vuoto.
Vai a danza, a recitazione, canto, dizione, inglese, giornalismo, logopedia, dentista, dottore, oculista, ottico, audizioni, conferenze, librerie, case di amiche, in giro in centro o a leggere al parco. Se non hai troppo da studiare, ovvio. Il cellulare squilla continuamente.
"Ciao ke fai? Rx"
"Ciao cm va? Rx"
"Ciao amici wind, ke fate? Rx"
Nnt. Nnt. Nnt. Sei stufo di scrivere "Nnt" a tutta la rubrica. Che poi fai QUALCOSA. E' solo che nella tua dimensione, quel qualcosa diventa un semplice "Nnt". Tre lettere, semplici semplici. Ci vuole una frazione di secondo per digitarle sul cellulare.
E poi arriva la sera, quando finalmente torni a casa, o riemergi dalla tua stanza, a secondo dei casi. E vai a cena, mangi, guardi la tv, ti metti al computer. E poi ti alzi, vai in bagno. Stai dentro due ore, che tua sorella busssa da fuori come una forsennata
"Mi devo lavare i denti!"
No, mi dispiace. Questo momento è solo mio.
Ti guardi allo specchio, schiacci qualche altro brufoletto, la devi smettere di mangiare cioccolata, ti dici. Ti spogli, ti guardi la pancia, le coscie, il seno, i fianchi, la vita, l'ombelico, i peli che stanno ricrescendo ma non abbastanza per rifare la ceretta, lo smalto nero alle unghie dei piedi, che lo devi togliere perchè ormai fa schifo, quello trasparente alle mani, che è tutto sporco di inchiostro, quella stramaledetta penna blu...
Poi ti lavi i denti con cura, ti pettini i capelli per sentirti un pò principessa. Regolarmente scordi di portare con te il pigiama. Esci nudo, con solo le mutande addosso, prendi il pigiama, rientri in bagno. Ti metti il pigiama. Guardi te stesso solo un altro momento. Poi fai pipì, che t'annoia alzarti di notte. E in quell'istante, solo allora, fai il punto della giornata.
Sogghigni.
Esci dal bagno, ti infili sotto le coperte. Giri, rigiri. Trovi una posizione comoda. Madonna quanto è tardi. Domani mattina farò fatica ad alzarmi. Devo andare a letto più presto.
Senza pensarci, in quel limbo di coscienza che la mattina dopo riesci ancora a ricordare, rifai il punto della giornata.
Piuttosto che andare ad inglese avrei potuto leggere qualche pagina in più di Marquez. E se non fossi stata tanto al computer avrei studiato di più per l'interrogazione di greco.
Ti vengono in mente anche cose assurde. Sarei dovuta andare da tale belloccio visto per strada e presentarmi. Ti immagini la scenetta. Sorridi.
Poi cerchi di programmare il giorno dopo. E sai che la sera dell'indomani sarai lì a ripeterti sempre le stesse cose. Sarai lì, così triste da avere la netta consapevolezza di quello scatolino di pillole scadute nascosto in un anfratto segreto. Dopo tre pillole "si potrebbero manifestare effetti collaterali anche gravi" lo scatolino, quasi sano, ne contiene circa quindici. Prese tutte quante, tantopiù che sono scadute, e accompagnate da qualche bel sorso di vodka, dovrebbero porre fine ad ogni rimorso e ad ogni rimpianto.
Poi ci ripensi. Triste, si. Ma ne vale la pena? Guardi la lucciola che tua sorella vuole lasciare accesa. No, non sei abbastanza triste. Certo, lasceresti un dubbio non indifferente dietro di te. un "PERCHE?" grande così.
Ma è una vigliaccheria.
Perchè tu sei FELICE. Sei VERAMENTE felice.
E' la sera, che fa di tutto per evitare che te lo ricordi.
E' la sera, che vorresti con tutte le forze...
...che non arrivasse mai.

Adele


[Tocca a te Matt...]
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Matt 75
Gran Capo tra i piccoliscrittori


2198 Messaggi

Inserito il - 20/11/2008 :  20:40:12  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
E' quello stile di vita sempre uguale, è quel modo di vivere la tua vita in modo sempre uguale... E' strano sai, mi ricorda un po' "Il treno ha fischiato" di Pirandello, dove Belluca fa sempre lo stesso ritmo di vita fino a quando quella sera il treno fischia e risveglia in lui quel Belluca che era morto da tempo.
Ma forse non è il tuo caso.
Ci sono dei casi, come il tuo, nei quali si è consapevoli che si ripetono sempre le stesse cose, che forse a volte questa vita è troppo uguale, troppo ripetitiva nella diversità dei suoi giorni, e li si vive tranquillamente, con quel po' di amarezza che ogni tanto vorrebbe uscire dalla tua bocca per esprimersi ma che viene subito fermato dalla testa.
Da quello che ho letto dalla tua storia la tua "trasformazione", il tuo cambiamento, le tue grosse esperienze sono state tutte conseguenze di un disagio psicologico che non è una di quelle stupide dichiarazioni che fanno gli psicologi quando si parla "dei giovani di oggi", è solo una fase della nostra vita che si chiama adolescenza e che colpisce ognuno di noi mediamente verso i 12 anni.
Ma ci sono casi, come il tuo, nei quali forse l'adolescenza è iniziata prima, in cui quel voler uscire fuori come una persona forte, come un qualcuno si manifesta prima dei 12 anni, anche in età come gli 8 anni che sembrano assurdi ma nel tuo caso non lo sono.
Sei sempre stata un'eccezione alla regole, Adele, la gente che appare come te non ha neanche un milionesimo della tua intelligenza, delle tue forti motivazioni per le quali tu sei così, e non riuscirà mai ad averle nessuno, perché tu sei unica.
Una persona normale probabilmente impazzirebbe a forza di ripetere meccanicamente le stesse cose, ma tu no, tu riesci a resistere, a restare sempre te stessa in qualsiasi momento, anche in quelli in cui i giorni sempre uguali rischiano di essere un grosso peso sopra di te, pronto sempre a colpirti con tutta la forza di un'infanzia che non è stata proprio felice, un'infanzia che non è stata una vera infanzia, probabilmente.
E' incredibile come tu abbia sempre quella caratteristica di essere, molto spesso, l'esatto contrario di dove si butta la maggior parte della gente, l'esatto contrario di quel pensiero odierno secondo il quale seguire la maggioranza rende forti.
Anche io sono così, sai, odio questo modo di pensare, odio la gente che dice cose che non pensa semplicemente per essere considerata.
Adoro questo tuo dire chiaramente di essere felice, felice in quella che verrebbe considerata come tristezza da una persona normale, è una tua grande qualità l'essere sempre fedele al tuo spirito, ed è una cosa che molti nostri coetanei e molta gente a questo mondo dovrebbe imparare a fare: dire ciò che pensano, essere ciò che sono, non cercare di buttarsi dove va la maggioranza.
Ora, probabilmente chi leggerà questa storia, se conosce Adele dirà "Ma come fai a dire cose del genere proprio riguardo Adele?? Adele è la prima a seguire il pensiero comune, è la prima a seguire la moda, per esempio!".
Ok, forse è vero.
Ma io voglio rispondere a queste persone che la loro considerazione è più che giusta, ma che non ci si basa su una persona da quello che può sembrare il loro carattere, le persone bisogna conoscerle bene prima di sparare sentenze.
Ma sapete, volevo mandarvi un messaggio: o voi che pensate questa cosa, credo che la risposta più sintetica e più diretta venga proprio dal cuore di questa ragazza, e ve la copio qui di seguito.

SE HAI UNA PERSONALITà, QUESTA EMERGE SEMPRE E COMUNQUE, INDIPENDENTEMENTE DA COME TI VESTI! SE PER DIMOSTRARE CHI SEI DEVI VESTIRTI IN UN CERTO MODO, E' ALLORA CHE SEI UN PIATTO INUTILE INDIVIDUO, INDIPENDENTEMENTE DA COSA HAI ADDOSSO!

La prima volta che lessi questa affermazione rimasi a bocca aperta. Adele tu a 14 anni hai dato una mazzata sia a coloro che sono buoni soltanto a smontare le persone come te, sia a coloro che sembrano uguali a te ma che in realtà non hanno un minimo di ciò che hai tu, perché come scrivesti subito dopo "IO ho la MIA personalità, anche se esteriormente magari sono simile a duemila altre ragazze, se io sono in mezzo a duemila ragazze tutte uguali a me... tu mi vedi subito. Perchè io ho QUALCOSA che quell'altra non ha, perchè magari ha QUALCOS'ALTRO...", che è una dichiarazione che a coloro che vivono di pregiudizi può sembrare "vanità", ma che invece è qualcosa di molto più profondo, è l'urlo di una ragazza uguale ma diversa che vuole far sapere al mondo che sì, c'è anche lei.
Ti ho sempre ammirato per questo, ho sempre condiviso per la maggior parte di ciò che dici il tuo pensiero, e forse è anche per questo che andiamo così d'accordo.
E allora penso che alla fine di tutto questo discorso credo non si possa aggiungere altro se non un "Vai Adele, faccio il tifo per te", perché sono sicurissimo che con questa mentalità, con questi tuoi valori... Farai strada e chissà che un giorno le nostre vite non si incrocino e che non finiamo veramente marito e moglie :) .
Che dire... Continua a vivere, continua a fare di tutto per essere felice, continua ad andare avanti nella vita fregandotene di tutti gli idioti che incontrerai per strada, continua a superare i muri che ti si metteranno davanti, continua a cambiare e a conservare, continua ad essere sempre te stessa, Adele.
Un bacione,
Matt
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adele
Gran Capo tra i piccoliscrittori


1350 Messaggi

Inserito il - 20/11/2008 :  21:29:53  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
SERA - seconda parte

Dentro una sinfonia di Debussy

Ogni giorno.
Ogni giorno.
Ogni giorno.
QUEL giorno.
Un giorno che rompe senza un perchè la monotonia felice della tua vita, quel flusso ininterrotto di alti e bassi, melodico e straziante come una sinfonia di Debussy. Un giorno che si fa ricordare e che anche quando sta per finire continua a riecheggiarti dentro, senza un perchè, senza un come.
Almeno apparenti.
Almeno sensati.
Perchè ci sono stati duemila altri giorni migliori di questo, duemila altri giorni che VOGLIONO essere ricordati ma che non riesci materialmente a ricordare.
Che non RIESCO materialmente a ricordare. E parlo in prima persona, adesso, perchè sono stufa di usar l'impersonalità come scusa generica per quello che sento.
Ci sono giorni, dicevo, in cui tutto è sempre uguale a tutti gli altri giorni, ma che hanno chissà perchè il gusto meraviglioso di sembrare diversi.
Sono io? E' il sole? E' la pioggia fine fine che nemmeno si sente? E' la maglietta color panna che ho messo quella mattina? Sono le parole di John Green? E' il fatto che non ho compiti?
No. Non ancora. Perchè ancora non posso sapere cosa renderà questo giorno degno di essere ricordato. Ma lo sento. Lo sento che lo sarà.
E quindi vivo in costante aspettativa, sulle spine, come aspettando un bacio, ma intimorita per paura che sulle labbra di chi mi bacia invece che del miele ci sia del veleno.
Mi alzo, vivo. Ascolto musica nuova, perchè ci sta bene. Sorrido, senza un perchè.
Passo due ore bellissime a montare coreografie dentro l'aula di danza, e altre due ore stupende dentro l'aula di dizione, con i complimenti della maestra che, se ne fossi capace, mi farebbero arrossire. Come se non lo sapessi, che non ho accento. Che non ho cantilena. Che ho quasi tutti gli accenti giusti. Che ho una bellissima voce. Che l'unica imperfezione (quella S che esce sonora quando deve essere sorda e viceversa, come un dispetto) la sto correggendo molto velocemente.
E quasi mi dispiace che stia arrivando la sera, perchè ripensi prima del tempo che la giornata è passata così velocemente, così...
Così...
Penso che magari, l'attimo preciso per il quale sentivo che quel giorno era diverso... è già passato, così veloce che non me ne sono accorta. E l'ho perso. E di quella giornata mi resterà solo un buco, un senso di vuoto, un respiro accennato fra due semicrome della Claire de Lune, perchè non sono riuscita a capire che quel respiro era forse più importante delle note stesse. Come nel teatro simbolista, dove il silenzio conta più della battuta, e, palesemente, devi essere bravo a stare in silenzio.
E così con un pò di malinconia passo di qua. E leggo l'intervento di Matt.
E CAPISCO, perchè oggi doveva essere un giorno speciale.
Perchè so che almeno UNA persona sulla faccia della Terra, sa CHI sono IO, COSA voglio IO, PERCHE' io sono così. E non mi giudica, nemmeno positivamente. E questo è già bello. Sono così, sono come sono. Accettami, e ti stupirò.
Ed è quello che ha fatto un ragazzo di Jesi, lontano tanti, troppi chilometri da me, che mi diverto a chiamare "maritino" e che mi fa sempre faccine buffe su msn.
E improvvisamente, quando questo ragazzo riporta le mie parole, le lacrime scendono da sole, insieme alle risate. Perchè qualcuno ha VERAMENTE cercato di capire che cosa volevo dire. E crede di esserci riuscito, e ne è così sicuro da sentirsi in grado di citarmi. E di lodarmi. (o almeno spero.)
E stasera, andando a letto, so già che avrò esattamente la stessa consapevolezza, di quello scatolino di pillole letali. Ma so anche che non lo prender4ò nemmeno in considerazione. Perchè se avrò bisogno d'aiuto, d'aiuto vero, disinteressato.
Di qualcuno che mi conosce ma che non sta con me ogni giorno, che sa cosa c'è nel nucleo e non in superficie di questa persona che chiamo "me stessa".
Se avrò mai bisogno di qualcuno così... Matt sarà lì per me.
E so anche che se un giorno dovessi dirgli "ti prego, non posso farcela. Ho bisogno che tu sia qua!" Lui prenderebbe l'aereo. E sarebbe VERAMENTE qua. Solo per me.
E potremmo essere soli, insieme.
E le nostre vite, scandite da sinfonie diverse ma con lo stesso straziante ritmo sempre uguale, si accosteranno e si armonizzeranno, diventeranno parte di un tutt'uno chiamato AMICIZIA. E scopriremo, ancora una volta, che l'amicizia abbatte tutti i pregiudizi e tutte le barriere.
E che la musica dei Blind Melon sta benissimo accanto alla Claire de Lune di Debussy.
Ti voglio bene.

Adele
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saraskay
piccoloscrittore già più grande


316 Messaggi

Inserito il - 21/11/2008 :  19:32:17  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Claire de Lune ? Amo debussy....
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adele
Gran Capo tra i piccoliscrittori


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Inserito il - 21/11/2008 :  20:18:32  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Anch'io...
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Matt 75
Gran Capo tra i piccoliscrittori


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Inserito il - 28/11/2008 :  17:38:33  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Il colore

Avete mai provato a guardarvi intorno? Osservare ogni cosa intorno a voi? Anche quelle più banali, nessuna esclusa... A me è capitato, è capitato in una stanza qualsiasi e vi assicuro che osservando bene ogni cosa che ci sta attorno si provano diverse sensazioni: i colori, le forme... Tutte queste cose ci prendono per qualche istante e poi si dissolvono nel resto, nel "normale". E' bello farlo, ma ora amici, spegnete la luce e chiudete gli occhi.

...E' la melodia di un pianoforte, è la voce di un angelo che ti chiama dolcemente per nome e ti porta con sé nel Sogno, è il rumore di un orologio che scandisce secondi infiniti di una vita appena iniziata, è il colore che non vedi, è il buio, la paura, l'amore, l'odio, è qualsiasi cosa tu voglia...

Poesie non terminate, frasi sconnesse e senza senso, volti di rimorsi del passato, presagi del futuro nero e sconosciuto, immagini di sofferenza che vedi ogni giorno, amore che rimane sospeso in aria e colpisce ogni tanto pur non sapendo chi, è bendato, non può vedere, proprio come te, che stai lì con gli occhi chiusi ad aspettare Qualcuno o Qualcosa che nemmeno tu conosci.

E' la tristezza di un viso appiccicato ad un vetro, congelato dal freddo dell'anima, dal battere delle gocce di pioggia, dal soffiare del vento impetuoso, inarrestabile, che porta con sé pensieri tristi e li scarica su qualcuno, e poi, con la stessa velocità di come li ha portati, poco dopo li riprende e continua a traspotarli verso una meta sconosciuta, forse verso un luogo dove le emozioni che proviamo possono veramente essere espresse fino in fondo e non limitate da noi esseri umani, così materiali e concreti, così poco ricercatori della Pace, quella vera, quella che vive nel cuore di tutti noi ma che molto spesso è costretta a rimanere là dentro, senza poter uscire fuori.

E' la felicità di un bambino che corre nel prato insieme agli amici, saltando, giocando, ridendo in faccia a questo mondo schifoso che continua ad opprimere le nostre vite rendendole sempre più insopportabili, sempre più tremendamente buie... La spensieratezza di un bambino inconsapevole di tutto ciò e che vive la sua vita nel modo più semplice e genuino che esista a questo mondo, il modo migliore, ma purtroppo per lui se ne accorgerà solo quando oramai sarà troppo tardi per ripeterlo.

E' il sorriso di qualcuno che ami, la voglia di vivere e di amare che oggi molti non riescono a trovare, la voglia di sbagliare che oggi in molti evitano come una malattia, il brivido del rischio, dell'insicurezza, della tentazione, del peccato, che molti hanno perso e che dovrebbrero ritrovare, per dare una pennellata di un colore vivace alle loro esistenze in bianco e nero.

E' la linea sul foglio, dritta, obliqua, curva, o anche tutte e tre insieme, è lo scorrere della matita sul foglio, leggera, debole e talvolta tremante, è la linea che scorre, inesorabile, e continua a farlo finché ad un certo punto improvvisamente si ferma e va a finire contro un tavolo di legno, duro, freddo, pesante, vuoto, che segna la fine dei tuoi sogni e delle tue speranze.

E' il sole che splende sempre allo stesso modo, sempre in quella sua bellezza ineguagliabile che illumina e riscalda tutti noi ogni giorno che scorre via velocemente, che ci scivola dalle dita e che non riusciamo a prendere a causa delle nostre mani unte di cupidigia, ed è ciò che non ci fa comprendere la bellezza della luce che è attorno a noi e che finiremo per rimpiangere, un giorno.

E' lo sguardo di due ragazzi che si incrocia, il guardarsi negli occhi reciproco e lo scoprire qualcosa di intenso, di passionale, di tremendamente attraente negli occhi dell'altro, è il desiderare il suo viso, la sua bocca, i suoi baci, il suo corpo, il suo amore. E' lo sfogo della passione, è il culmine dell'amore, il contatto fisico diretto e intenso, il sesso, la voglia di amare ancora di più, la voglia di volere e basta.

E' il colore.

E' il colore di tutto ciò, il colore dell'amore, della vita, della felicità, della tristezza, è il colore che è onnipresente nelle nostre vite, il colore che caratterizza noi stesso, il nero, il giallo, il blu, il rosso... Il colore, i colori, quelli che vedi nel buio, sì, li puoi vedere anche lì, quelli che vedi nei tuoi sogni, quelli che vedi negli altri, quelli che vedi ovunque quando, finalmente, riapri gli occhi.

Mattia
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adele
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Inserito il - 30/11/2008 :  14:29:07  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Nero.

Colore. Parli di colore.
Parli di verde, rosso, giallo, blu, pervinca, rosa, viola, marrone.
Parli di colori, di sfumature e di luminosità, di pigmenti e di significati nascosti, di colori che ci stanno bene e che ci stanno male, di colori che piacciono e non piacciono, dei colori meno nitidi delle emozioni, che si percepiscono con il cuore e non colg li occhi o con la mente.
Colori, colori, colori. Una vita piena di colori, una vita piena di emozione, una vita piena di cosa da fare, da dire, da pensare, di cose da vedere e da colorare nella mente, in quell'infinito mosaico che è la nostra esistenza.

Basta.

Basta, si. Basta. Perchè dei colori non ne posso più.
Perchè i colori sono presenti troppo, troppo spesso. E basta una tonalità colta con la coda dell'occhio per mandare in frantumi una corazza. Basta una tonalità su cui l'occhio cade per caso, a riportare alla mente ricordi dolorosi e taglienti. Basta chiudere gli occhi e vedervi dentro le centinaia di colori che dipingono da soli la storia della tua vita amara, per averne abbastanza di quell'infinita tavolozza.

Basta.

Adesso basta.

Nero. Nero, solo nero.
Perchè anche il nero è un colore. Anche il nero ha le sue sfumature. Perchè il nero è e sarà un colore proibito, misterioso, strano, e con il passare dei secoli continuerà ad essere considerato tale. Perchè il nero, tanto tempo fa, ha subito il torto di essere considerato tutto fuorchè un "colore". Perchè il nero appiattisce, il nero uniforma, il nero protesta, il nero msitifica, il nero uccide, il nero seppellisce. Perchè il nero, adesso, vuole la sua rivincita.
E se la prende, se la prende eccome.

Dopo una vita vissuta immerso nei colori, a ricordare e a pentirti, a guardare il mare azzurro mentre ti sovvengono nella mente tutti i ricordi legati a quel mare, a cogliere un rosso senza importanza fra la folla e a ricordare quando ti hanno preso in giro perchè portavi un berretto rosso, a studiare i colori sempre uguali di una margherita sorprendendoti dei prodigi della natura, alla fine di una vita del genere, dove anche chiudendo gli occhi per avere un pò di riposo da quella cromia folle, questa continua a perseguitarti...
...muori...
Muori, e basta. E il buio è nero. Il buio della morte è sempre nero. Il colore della morte è sempre il nero.
Come a sottolineare il fatto che finalmente i colori hanno cessato di dominare la tua vita e di confonderti i pensieri. Nero, e basta. Facile starci dentro. Non ha spigoli, non ha tagli, non ha luce. Non ti fa male. Anzi, forse ci stai anche bene dentro. Nero è il buio, nero il lutto, neri i visi della gente che hai conosciuto, neri i vestiti, neri i cancelli dei cimiteri.
Nero, nero, solo nero.
Nero che non è un colore, è qualcosa di più.
E' il punto di approdo, la meta finale di ogni cosa, la mescolanza finale di ogni colore portato all'estremo.
Ed ecco perchè nero è il colore del mistero, nero è il colore proibito, nero è il colore che ancora fa "strano" vedere addosso ad una ragazza tutto sommato carina, dalla personalità brillante.
Ed ecco perchè ogni giorno mi seppellisco dentro il nero dalla testa ai piedi. Perchè è più facile nascondersi, anche se palesemente si brilla di più. Perchè, in fondo, ogni giorno dei miei equivale ad una morte lenta che si perpetua nel tempo. E allora, nero.
Nero, e basta.
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adele
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Inserito il - 08/12/2008 :  20:07:59  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Quando sono nata, quasi nessuno lo sa, sono rimasta in apnea per circa un minuto. L’ossigeno non circolava correttamente nel mio corpo perché mi ero quasi strozzata per uscire fuori. Mi hanno subito messo in incubatrice, ci sono rimasta per un po’. Poi sono stata dichiarata “fuori pericolo”. E ho cominciato a vivere.
E ci sono istanti in cui non vorrei altro che poter tornare a quel solo, singolo minuto in cui il mondo doveva sembrarmi qualcosa di troppo sconosciuto e doloroso per viverci dentro.
Mi conosco abbastanza da sapere perché non volevo respirare. Forse ero sorpresa. Una sorpresa che di estatico non ha niente. Una sorpresa che era più “tutto qui?”.
Dopo nove mesi di attesa, sbucare in un mondo come il nostro è veramente un colpo basso, si.
E ci sono attimi, come questo, in cui vorrei solamente tornare a quel minuto di apnea in cui tutti i dottori si affaccendavano intorno a me per “salvarmi”, quando io invece mi ostinavo a non far andare i miei polmoni. Nessuno capisce che non volevo essere salvata? Se si dice che i bambini appena nati sanno già intendere e volere, perché non mi hanno lasciata lì? In quel beato stato di apnea in cui era più facile cercare di tornare indietro perché il posto dove ero arrivata non mi andava a genio? E certe volte mi domando solo PERCHE’. PERCHE’ MI AVETE SALVATA, PERCHE’? E’ stata la cosa peggiore che poteste fare. Voglio conoscerli i dottori che mi salvarono prontamente, tanto per prenderli a schiaffi.
Sicuramente sarebbe stato più facile morire in quel momento. In un momento così, subito dopo esser nata, senza il peso di un po’ di vita già vissuta alle spalle, senza l’incubo di troppa vita ancora da vivere davanti, senza dover dare spiegazioni, senza ragione, perché “così è”.
Certamente sarebbe stato più indolore per tutti. Sarei morta con la consapevolezza di non perdermi niente, perché non avevo ancora conosciuto le cose belle della vita. Sarei morta senza rimpianti e senza rimorsi, perché non avevo ancora avuto il tempo di commettere nessun errore.
Sarei morta senza far male a nessuno, forse solo alla mia famiglia. Forse solo alla mia mamma, che mi aveva sentita crescere dentro di se in quei nove mesi che avevo vissuto protetta dal resto del mondo. Forse solo al mio papà, che mi desiderava femmina proprio come sono nata, con i suoi occhi e i capelli della mamma. Forse ai miei nonni, che da tanto sognavano un nipote, se femmina ancora meglio.
Ma sarebbero state poche persone. E l’avrebbero smaltito. Non avrebbero avuto il tempo materiale di ricordare gli attimi passati con me, perché di attimi vissuti insieme non ce n’erano.
Adesso invece è tutto diverso. E’ troppo difficile annientare un corpo già cresciuto. Pillole, tante, troppe pillole, vodka, liquori, alcool. Ci vuole tempo. Ci vuole coraggio. Non basta decidere di non respirare, perché il corpo è abituato a farlo in automatico e non ti lascia morire così facilmente.
E’ troppo difficile avere la consapevolezza di morire e la curiosità di sapere se magari dopo, se non avessi ingerito quelle pillole, la vita sarebbe andata meglio.
E’ durissimo sapere che tutte le persone che ti hanno voluta bene soffriranno a causa tua. Soffriranno per un ultimo atto di egocentrismo e di vanità, ciò che ti hanno rimproverato per tutta una vita. Soffriranno? O forse no?
E’ triste morire col dubbio se la chiesa sarà straripante di persone o semivuota, se le lacrime saranno vere o obbligate, se rispetteranno ciò che tu vorresti facessero tutti dopo la tua morte.
Non sarebbe stato più semplice morire in quell’istante, in quel singolo minuto che ho vissuto in apnea? In quel momento in cui medici e infermiere preparavano in tutta fretta l’incubatrice per salvare una bambina che “ancora non respirava”?
E qualcuno di voi potrebbe dire che è stato un caso, che non potevo ancora sapere, che non potevo ancora volere la mia morte. Forse si, forse avete ragione.
Ma io continuo a pensarla così. E’ l’unica giustificazione che certe volte mi aiuta ad andare avanti, il sapere che Qualcosa o Qualcuno, da qualche parte, abbia deciso di non dare ascolto alla mia volontà e di fare in modo che quei medici mi salvassero.
Perché io? Perché io? E’ l’unica cosa che mi chiedo.
Troppi bambini sono morti appena nati. Uno in più o uno in meno… che cambiava? Perché la loro volontà l’hai rispettata e la mia no, Dio? Che cosa ho fatto di tanto sbagliato?
Devi avere un grande progetto per me. E se così non fosse, allora vuol dire che eri troppo impegnato per occuparti di me, in quel momento.
Anche adesso lo sei.
E allora lasciami morire in pace, Signore mio. Manda tutto indietro, rewind, pausa, stop. Cancella tutto e UCCIDIMI.


[Adele]
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Matt 75
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Inserito il - 08/12/2008 :  21:07:19  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Lesse il breve testo, poi mise su "Enjoy the silence" dei Depeche Mode e si preparò a risponderle.
Si soffermò un altro sulla voce calda e coccolante e poi, finalmente, le rispose.

Quando si ha un grosso problema, quando non si sopporta una situazione tremenda, terribile, il pensiero di morire ti accarezza più di una volta, ti sfiora il viso dolcemente e con un fare invitante, come a voler dire che sta attendendo solo te.
Quanto ci vorrebbe?
Pillole, vodka, alcolici, liquori e una quindicina di minuti. Tutto finito, no? Basterebbe un quarto d'ora. E tutto finirebbe.
Ma...cosa finirebbe?
Lo so.
Lo so che quando vedi il buio, che quando non riesci a focalizzare bene ciò che sta davanti a te, il pensiero di farla finita è sempre presente. L'ho visto il mondo là fuori, e non è bello.
E' un mondo crudele, è cattivo, pieno di pregiudizi e di schifezze, è un mondo bastar*o che vive sulle tue fatiche, è un mondo che ti ossessiona, che vuole vederti pazza.
L'ho visto il buio, là fuori. L'ho visto il terreno, l'ho visto il cielo, la voglia di volare, di cadere, di farla finita. L'ho vista in faccia la voglia di morire, la voglia di farla finita, l'ho vista nel suo sorriso crudele ed è un volto che non credo scorderò.
Ma poi mi sono fermato.
Mi sono fermato in tempo, un attimo prima che il mio corpo avesse l'istinto (datogli da un cervello stanco di paure) di saltare, volare, cadere giu e chiuderla in una manciata di secondi.
Ma poi ho pensato che forse finirla in quel modo era inutile.
Ho capito che buttare via la vita a 14 anni sarebbe stato un gesto di vigliaccheria, un gesto inutile, che avrebbe contribuito a rendere la mia immagine come quella "di un ragazzino depresso che ha deciso di farla finita".
In fondo basterebbero 15 minuti.
15 minuti e Adele sarebbe "un'adolescente con seri problemi che ha tentato il suicidio". Questo sarebbe Adele.
E Adele non è così.
Adele è una ragazza con dei forti ideali, una ragazza che ha da dire molto al mondo, una ragazza che deve ancora venire al mondo veramente, deve ancora far capire molte cose al mondo, Adele deve ancora fare molte, troppe cose.
Adele non può finire in 15 minuti.
Adele non può buttare nel ces*o anni di sofferenze, di problemi, Adele non può fare in modo che tutto questo sia stato vano, Adele ha imparato la lezione e non può far credere al mondo il contrario.
Adele è bellissima.
La bellezza di Adele non può finire in 15 minuti.
Non può far credere al mondo che i suoi capelli, i suoi occhi, le sue labbra, il suo viso, il suo corpo siano stati un contenitore di paure, di timori, di incertezze, di vigliaccherie.
Adele lo sa che gli occhi rispecchiano l'anima, e Matt l'ha visto subito, quando ha visto i suoi occhi, che Adele ha un gran carattere, che Adele non è l'ultima arrivata.
Adele è poetica.
La poesia di Adele non può finire in 15 minuti.
Non può mandare in fumo pensieri bellissimi e riflessioni commoventi in 15 minuti.
"Pensieri nei quali si notava la sua tentazione verso il suicidio e il suo carattere debole", questo direbbero.
Adele non è debole.
Adele è più forte di quanto lei stessa creda, e forse non capirà mai quanta forza ha fino in fondo. Ma Matt lo sa.
Matt lo sa che quella ragazza che fa la linguaccia nella foto che ha su msn è una ragazza che diventerà qualcuno. Matt lo sa.
Gli ideali di Adele finirebbero in 15 minuti.
Quelli per cui lotta quotidianamente, quelli per cui va sempre contro tutto e tutti, testarda, tenace, fregandosene di ciò che dicono gli altri su di lei.
Adele finirebbe in 15 minuti.
Adele vuole davvero perdere tutto questo?
Forse lei sì, ma Matt no.
Matt non vuole che "sua moglie" finisca in 15 minuti, Matt non vuole che quella splendida ragazza finisca la sua vita in 15 maledetti minuti, non vuole che i suoi ideali, il suo viso, la sua poesia, la sua bellezza finiscano in 15 minuti. Matt non lo accetterebbe.
Matt vuole molto bene ad Adele, e Matt è sicuro che ad Adele vogliono bene tante persone in questo mondo e che molte persone sarebbero tristissime di perderla in 15 minuti. Matt ne è convinto, perché è impossibile non affezionarsi ad Adele.
Matt non vuole. Matt non vuole perderla quella ragazza che vorrebbe tanto avere accanto a lui, che vorrebbe stringere ogni giorno per farle sentire concretamente che lui c'è e ci sarà. Sempre.
Matt si intristisce solo al pensare che Adele potrebbe andarsene in 15 minuti. Matt non vuole che questo accada.
Matt adora Adele.
Matt non smetterà mai di adorare Adele.
E Matt sa che anche Adele gli vuole bene.
E allora fermati, angelo.
Butta via quelle pillole, perché non è lì che troverai il rimedio alla tua vita piena di sofferenze, non è nella morte che troverai la pace, la pace è nel tuo cuore, devi solo cercarla bene ma è lì dentro, non è in una maledetta scatola di analgesici.
La pace, la felicità, è in tutto ciò che è attorno a te ogni giorno, la felicità è già dentro di te, basta cercarla un pochino.
Lasciale da parte quelle pillole, rompi l'orologio che conta sempre gli stessi quindici minuti e fai capire al mondo chi sei, fai vedere chi è Adele. Faglielo vedere a questo mondo schifoso che tu riesci a combatterlo, faglielo capire chi è che comanda.
Fallo per te, per tutti quelli che ti vogliono bene.
Fallo per me.

Concluse il suo discorso proprio mentre la chitarra dei Blind Melon suonava l'accordo iniziale tanto caro ad entrambi, e la voce di Shannon Hoon arrivava dolce e delicata a cantare "No Rain".
Si voltò un attimo e poi sorrise.


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adele
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Inserito il - 09/12/2008 :  11:24:01  Mostra Profilo  Rispondi Quotando




non so che rispondere.
E' troppo dolshe...

**adele sbatte gli occhietti come l'emoticon di msn...**

Adele
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miticalilly96
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Inserito il - 19/12/2008 :  10:15:53  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Mi intrometto un secondino...


*ME CHE PIANGE DALLA COMMOZIONE*

andate avanti con questa cartella, è troppo bella!!! Non lasciatela vuota!!
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saraskay
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Inserito il - 26/12/2008 :  21:32:48  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Intromissione non concessa...

Diciamo che suicidarsi non è il massimo...io non ci ho...provato (ok...leggete tra le righe), sì diciamo così ( allusione patetica)...ma quando sai che dopo aver ingoiato quel mostro, vedi qualcosa che ti spaventa...chiudi la mano in pugni, getti il tutto nel water e tiri lo sciaquone. la prima volta.
La seconda ti acucci nel letto sperando che tutto passi e ormi, dormi e dormi. Non tutto è andato secondo i piani...e allora ti alzi, ti guardi allo specchio e pensi che bere qualcosa e vigliacchieria. ti analizzi gli occhi e pensi. Se devi morire fai vederre che hai coraggio...almeno...lo sguardo ti cade sui tuoi polsi. Delle belle vene che sputano sangue...in fondo hai sempre amato il sangue...bello rosso. E ora eccolo lì che sgorga bagandoti la vestina bianca. Si, bianca...la purezza. Si, rosso...il peccato. Quale affronto al creatore se non che mescolare du lati opposti della stessa medaglia?
E poi, ti accorgi di aver gettato tutto via ma te ne accorgi troppo tardi...le pupille si alzano al cielo e lepalpebre si fanno pesanti...stanchezza. Senti una dolce musica...proviene da lontano...è la tua pèreferita...una pop...di Britney Spears...Crazy ( chi critica i mei gusti è un utente morrrto!)... si è lei...daltropnde, perchè la morte non può essere così? cullata dalla tua musica e baciata dalla morte...

Oh bè, vado...il mio intervento è finito! baci!
Sara the Crazy Girl....
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adele
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Inserito il - 27/12/2008 :  16:01:11  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
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saraskay
piccoloscrittore già più grande


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Inserito il - 30/12/2008 :  10:28:09  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
coooooooooosa?
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miticalilly96
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Inserito il - 10/01/2009 :  16:49:33  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Saraskay non ho capito l'intervento...cosa vuol dire quello che hai scritto???
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adele
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Inserito il - 10/01/2009 :  17:39:48  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Penso fosse la sua opinione riguardo il nostro botta e risposta
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smile98
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Inserito il - 21/03/2009 :  16:23:07  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Matt, una domanda: adesso senza Addy, come farai?
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