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vale94
piccolissimo scrittore


12 Messaggi

Inserito il - 19/12/2008 :  20:37:30  Mostra Profilo  Rispondi Quotando

Mi è sempre sembrato di essere una ragazza come tutte le altre: tredicenne, carina (secondo i miei amici),alta, magra, con i capelli non molto lunghi,dritti o mossi a seconda dell’umore, buona e gentile con tutti, che mi faccio in quattro per aiutare gli altri, dolce, comprensiva molto ma molto timida. Per i miei genitori e alcune amiche non era così. Non sono mai riuscita a capire il motivo, ma ora che sono cresciuta mi sono accorta che è soltanto per la mia fantasia, per il mio modo di sognare, di fantasticare e di immaginare un futuro particolare, tutto mio!!! Infatti fin da quando ho sei anni pratico uno sport che mi permette di fare questo, per me è uno sport speciale che per mai al mondo sostituirei con altri:la danza classica. Ovviamente i miei genitori non condividono questo con me e mi continuano a ripetere “Valentina rassegnati, non serve a niente praticare la danza in un semplice paesino di provincia, non avrai mai la possibilità di andare avanti, di diventare una ballerina, devi cercare di capire”. Così mi trovo a combattere e ad affrontare un sogno da sola,mi rinchiudo ore in camera mia a danzare, a immaginare la mia vita come sarà in futuro quando sarò una ballerina. Con la danza riesco ad esprimere le mie sensazioni, le mie emozioni, sentimenti, anche se sono timida e questo non riesco a dirlo ai miei amici e familiari in realtà so bene cosa provo. Quando sto più di una settimana senza andare a danza mi sento quasi depressa, sento un vuoto dentro di me, qualcosa che manca, la sola voglia che ho è scatenarmi, ballare, ma questo a casa mia è una cosa impossibile. Appena sentono la musica incominciano ad origliare, brontolare, a prendermi in giro. Così sto in camera mia a piangere con tutti attorno che si chiedono cosa mai avrò, perché sono triste, cosa c’è che non va e altre domande a cui non sono mai riusciti a darne una risposta perché se non mi hanno capito fino ad ora non mi capiranno mai! Di questo però ne sono anche un po’ felice, almeno avrò un segreto tutto mio che conservo da quando sono piccola e sono sicura che crescerà con me!

Le mie giornate purtroppo incominciano molto presto, alle sette del mattino.
Giulia come tutti i giorni arriva a scuola prima di me e mi aspetta davanti all’entrata per chiacchierare un po’.
-Buongiorno! Non hai visto che splendida giornata è oggi. Tra quasi un mese finirà la scuola e inizieranno le vacanze, e…….Ma che faccia!!!!Cosa c’è che non va? Mi ha chiesto Giulia.
-Ma niente, è che non ho chiuso occhio tutta notte. Le ho risposto.
- E come mai?
-Non lo so,ho solo litigato ieri sera con mia madre e……
-Scommetto perché passi ore e ore in camera tua a non far niente e tua madre giustamente si incavola dicendoti che così ti isolerai dal resto del mondo restando senza amici. Indovinato?
-Si,ormai mi conosci troppo bene. Ma non stavo facevo niente, stavo…
-Pensando?!? devi cercare di capirla anche tu,non puoi continuare così. Guarda! Hai una fila di ragazzi che ti aspettano, cercano di corteggiarti, e tu? Cosa fai? Non li degni neanche di uno sguardo. Devi divertirti, lo vuoi capire?!? Sei giovane, carina, hai un sacco di amiche che ti vogliono bene e vorrebbero passare un po’ di tempo con te, non solo durante la scuola.
-Ma cosa c’è di male se a me piace sognare, fantasticare e soprattutto ballare?Si tratta del mio futuro!
-Tutti hanno dei sogni, anch’io però….
A quel punto per fortuna è suonata la campanella e siamo entrate in classe. Le prime due ore ho avuto inglese e sono riuscita a restare sveglia o almeno a seguire la lezione, ma alla terza ora c’è stata geometria con il Teorema di Euclide e a quel punto essendo in ultima fila non ho resistito, così mi sono addormentata. Ad un certo punto Giulia mi ha chiamato allarmata:
-Vale! Vale! Svegliati sta arrivando la prof. Mi sussurrò, ma pigra come sono mi ha beccato e in classe si è scatenato un terremoto.
-Oh, oh .Signorina Valentina vedo che è molto interessata alla lezione. Saprebbe rispiegarmi il Teorema? Mi urlò la prof fissandomi negli occhi
-A dire la verità io non è che l’abbia molto capito….
-Ah si e allora dimmi cos’hai capito! Così vedo i punti in cui hai delle difficoltà e cerco di rispiegarti.
-Beh, è difficile da spiegare
-Facciamola corta dicendo che hai dormito per tutta la lezione. Mi sapresti dare una risposta?
-Ehm…avevo un gran mal di testa!
- E non potevi dirmelo! Avresti evitato brutte conseguenze. Va bene allora visto che è inutile parlare con te per punizione due pagine di problemi con il Teorema per domani e non voglio scuse. Chiaro?!?
-Certo. Ho risposto terrorizzata.
Dopo cinque minuti è suonata la campanella della ricreazione e mi sono resa conto che era un gran casino.
-Si può sapere che ti succede?
-E me lo chiedi anche! Mi vuoi dire come cavolo faccio a fare tutti quei problemi! Non ho ascoltato neanche mezza parola di quello che ha detto e in più oggi devo anche andare a danza. Ti rendi conto che catastrofe! Le ho urlato.
- Me lo aspettavo! Sempre la danza di mezzo, dovresti pensare un po’ di più alla scuola visto che il secondo quadrimestre sta per finire. Poi ne hai di tempo per andare a danza, ma per rimediare i voti di geometria no!Hai solo quello nella testa! “Danza, danza, devo andare a danza” Ha detto incominciano ad alzare il tono della voce.
-Ecco lo sapevo te la prendi sempre con la danza e guarda che tranne in geometria ho ottimi voti. Tu non mi rispetti, non sei una vera amica perché non sai ascoltarmi. Appena ti parlo della danza cerchi sempre di cambiare discorso o inizi a rimproverarmi, a dire che utilizzo male il mio tempo, eccetera, eccetera. Ma lo saprò io come trascorrere i miei momenti liberi!Sono stanca di avere una come te, dovresti aiutarmi….-Le ho urlato quasi piangendo. - E ricordati che è meglio dedicare il proprio tempo alla danza piuttosto che a guardare la televisione mangiando patatine.
-Senti parla l’esperta!
E’ la verità e per fortuna ho avuto il coraggio di dirle quello che penso di lei. Durante le lezioni non ci siamo rivolte la parola. Le ore, devo ammetterlo, senza di lei non passano mai, senza le sue battute che allietano le lezioni, in particolare quelle di storia. La campanella alla fine è suonata, fuori dal cancello Giulia ha cercato di scusarsi.
-Dai Vale! Non fare così, volevo solo aiutarti e se vuoi per farmi perdonare te li risolvo io i problemi. Scusa!!
Ma io ero così offesa che non l’ho nemmeno guardata e le ho risposto:
-No grazie! Comunque oggi non cercarmi più!
Appena tornata a casa sono corsa in camera mia, avevo solo voglia di farmi una lunga dormita,ma dopo un po’ mia madre è entrata in camera mia ovviamente senza bussare interrompendo e ostacolando tutto il mio programma:
-Vale, il pranzo è pronto! Com’è andata a scuola?
-Non ho fame e a scuola è andata bene. Le ho risposto bruscamente. Poi oggi voglio riposare un po’ e stare sola.
-Che novità fai così tutti i giorni, quindi……..non andrai neanche a danza se sei così stanca.
-No!! A danza ci vado,ma io non capisco perché siete tutti così e non riuscite a capirmi!
-Ma cos’hai oggi? La luna storta, non mi sembra sia andata tanto bene a scuola! Comunque come vuoi me ne vado subito.
Così appena mamma è uscita e si è chiusa la porta della mia camera alle spalle ho spento il cellulare e mi sono fatta una bella dormita fino alle 17. Alle 17:05 mi sono svegliata di colpo. In cinque minuti mi sono preparata e sono corsa a danza. Negli spogliatoi c’erano già Erika e Lisa. Erika non è mai stata molto brava a danza, ma è una ragazza come me infatti sto quasi sempre in coppia con lei durante gli esercizi. Lisa, invece è antipatica, pettegola, spesso mi trovo in competizione con lei perché come me è molto brava e facciamo a gara per vedere chi sta più volte in prima fila durante gli esercizi e balletti e devo dire che è una vera sfida!!! La danza per lei è tutto! E come darle torto!
Dopo un po’sono arrivate Emma, Serena, Noemi e Deborah. La lezione è incominciata con degli esercizi alla sbarra: pliè, pordebran, tandu, padebasque, poi esercizi al centro, in coppia e per concludere gli inchini.
Uscita dalla palestra mi sono sentita per la prima volta dopo tanto tempo soddisfatta, libera, sollevata, rilassata. Quando sono rientrata a casa mamma mi ha riempito come al solito di domande:
- Come stai?Vuoi parlarne?Oggi ti ho visto giù di morale,strana, è successo qualcosa a scuola?
Non l’ha ancora capito che tutte quelle domande mi mettono ansia, in quel momento avevo già tanti di quei problemi che non avevo voglia di raccontarle tutto quello che mi era successo a scuola, avrei solo peggiorato le cose quindi ho cercato di rifiutare con gentilezza come al solito.
- Ehm…scusa mamma ma ho da fare,magari ne parliamo più tardi, ok?
Mamma per la prima volta se ne è stata zitta senza dire una parola guardandomi in modo strano. Forse aveva capito.
Quando sono entrata in camera i miei unici pensieri erano Giulia e sfortunatamente la prof di matematica. Perché deve esistere in particolare la geometria? E’ una materia così antipatica, orribile, noiosa, inutile, l’ho sempre odiata, fin dalle elementari, chissà quando me la leverò dalle scatole. Forse mai! Sai che tragedia, minimo altri dieci anni. Comunque meglio mettere da parte i pensieri, sono corsa sul letto e ho acceso il cellulare, c’erano quattro sms di Giulia. Il primo diceva:
“Scusa per oggi mi dispiace da morire, forse hai ragione dovrei ascoltarti e comportarmi di più da amica. Ti prego ricominciamo da capo,mettiamoci una pietra sopra, chiamami tvb”
Il secondo:
“ se vuoi te li faccio io i problemi, ti ho chiesto scusa ti prego perdonami, non voglio perderti per me sei importante, mi manchi. Chiamami appena leggi l’sms, per favore”
Il terzo:
“Ma lo sai che quando vuoi sei davvero antipatica?!? Cosa devo fare per farmi perdonare?Guarda che è tutto il pomeriggio che ci sto male per come mi sono comportata oggi. Credo di avere imparato la lezione! Rispondimi”
Infine il quarto:
“Questo è il numero di uno dei tuoi ammiratori:3334594051. Mi raccomando trattalo come si deve,è bellissimo, mi ha chiesto il tuo numero oggi alla fine della scuola. Se hai bisogno di consigli chiamami, baci Giulia e ricorda che………tvb”
Cavolo! Questa non ci voleva e adesso cosa faccio. Per prima cosa devo stare calma, chiamare Giulia per scusarmi e chiederle aiuto.
- Pronto! Ha detto Giulia tutta seria.
- Ciao signorina!
- Vale! Finalmente, non ce la facevo più. Credevo fossi morta e allora? Com’è andata?
- Cosa? Con Chi?
- Come con chi? Con quello, con il tuo ammiratore.
- Ehm…..non l’ho ancora sentito, sono appena tornata, ti ho chiamato proprio per questo. Cosa cavolo devo fare?
- Bèh per incominciare gli mandi un sms e ti presenti un po’ poi tutto verrà da sé, stai tranquilla vedrai che andrà benissimo. Guarda che dopo voglio essere informata! Scusa ma i problemi?
- I problemi? I problemi…..non li ho fatti.
- Ma sei matta! E domani come fai ? Tua mamma lo sa?
- No, se le avessi raccontato com’è andata minimo mi teneva a casa da danza e me ne avrebbe detto di tutti colori. Domani mattina farò finta di stare male e………..ho tutto sotto controllo. Vedrai!
- Ok, provo a fidarmi, ti copro io a scuola, allora buona fortuna, scusa per oggi, mi dispiace.
- Anche a me dispiace, ti terrò informata sui fatti……. ti voglio bene.
- Allora….amiche? Ma per sempre però!
- Amiche per sempre!! Ciao ora devo andare.
- Va bene.
Così come al solito finivamo la “conversazione” ridendo. Ho ascoltato il consiglio di Giulia e ho mandato un sms a quello con scritto:
“Ciao, io sono valentina , ho tredici anni, sono di 2E. Giulia mi ha dato il tuo numero, sarei felice di conoscerti. Come ti chiami?”
Mamma mia che vergogna! In cinque secondi mi ha risposto:
“Ciao, io sono Alessio,ho quattordici anni e sono cotto di te! E’ da due mesi che ci provo, ma tu non mi hai mai concesso uno sguardo! Così oggi mi sono deciso e ho chiesto il tuo numero alla tua migliore amica. Se ti sei comportata così senza mai degnare di uno sguardo me e i miei amici, credo che tu abbia già il fidanzato?”
Bella presentazione, è andato subito al bersaglio, ma chi è questo cavolo Alessio? Non l’ho mai sentito nominare, cosa gliene frega se ho il fidanzato? Saranno affari miei! E adesso cosa cavolo gli rispondo? Però non posso nemmeno dire che ce l’ho perché altrimenti dovrei dire mille bugie e di solito hanno le gambe molto corte:
“ Posso sapere cosa te ne frega? No, non ho il fidanzato! Scusa, ma di che classe sei?”
Non mi sta particolarmente simpatico questo Alessio, troppo invasivo, non sembra nemmeno timido anzi un tipo che ci avrà provato con tutte le ragazze carine delle scuola. All’improvviso il cellulare è vibrato, ovviamente era un suo messaggio:
“ Ma scusa se mi piaci, dovrò sapere se ce l’hai il fidanzato! Una ragazza carina come te ancora single non è una cosa che accade tutti i giorni. Sono di 3D, la classe proprio di fronte la tua, hai capito chi sono?”
Gli ho risposto immediatamente:
“No!!! Devo ammettere che dei ragazzi non me ne frega proprio niente. E comunque adesso è tardi e voglio dormire, Ciao!”
Non voglio più aver a che fare con quel tipo, voglio stare in pace, però chissà chi è questo Alessio! Sicuramente un tipo di cui non bisogna fidarsi. Credevo che avesse capito e invece mi rispose di colpo:
“Ok, allora mi presenterò io. Buonanotte bellezza!”
-Bellezza io! Cosa? Ehi bello, calma! Neanche per sogno, che intelligente, antipatico! Cosa vuol dire che si presenterà lui, adesso sicuramente mi renderà per sempre la vita impossibile, perché ho ascoltato il consiglio di Giulia? Lei è una ragazza un po’ “svitata” per la sua età, una che si butta, si lascia andare e non guarda in faccia nessuno! Ho Spento immediatamente il cellulare e ho pensato ad una scusa da inventari per domani con mamma.

La mattina come al solito è arrivata in fretta:
- Vale! Dai alzati sono le 7. Mi ha urlato mamma dal corridoio, appena sento quella voce alla mattina mi viene l’ansia, poi sentire il rumore delle ciabatte che camminano sul corridoio….non capisco perché tutta questa fretta alla mattina.
- Ehm…..mamma non mi sento tanto bene, ho un forte mal di stomaco e mi gira la testa, non riesco neanche a stare in piedi!!
- Oh, tesoro mi dispiace! E’ lo dicevo ieri con tuo padre! Non avevi una bella faccia, si vedeva che non eri come la solito. Forse è meglio se oggi stai a casa da scuola. Sarai stressata o avrai un calo di zuccheri, stai tranquilla! Oggi è meglio che tu stia un po’ a riposo.
Wow! E’ fatta! Ho pensato. Questa scusa è sempre valida nei momenti di pericolo.
Così sono restata tutta la mattina a letto a pensare a quel tipaccio di Alessio, alla matematica e come al solito a sognare. Per un attimo mi sono addormentata e ho sognato come sarà quando io diventerò un’importante ballerina. Mi sono immaginata in un famoso teatro che danzo sulle punte come una farfalla con uno dei più importanti ballerini del mondo, con un tutù favoloso, con un pubblico che mi applaude, e…… il mio sogno si è interrotto quando mamma è entrata in camera per chiedermi come stavo e per avvisarmi che il pranzo era pronto. Ma sinceramente non me ne importava nulla del pranzo, stavo bene lo stesso.
Alle 14:30 mi ha chiamato Giulia:
-Pronto!Ho detto io seriamente.
-Ehi,ciao! Ce l’hai fatta alla fine a stare a casa.
-Si,hai visto che brava. Sono diventata un’ottima attrice!
- Si, ma non è servito alla prof lo sai che quella non si arrende mai! Vuole vedere i problemi per domani e non credo che tu riesca ancora a mentire a tua madre.
-Cosa? Non si arrende mai quella stronza! E io come faccio?
-A cosa serve una vera amica?
-A fare i problemi alla sua migliore amica! Ho detto io ridendo, puoi venire oggi alle quattro a casa mia?
-Certo, così mi racconti di Alessio!
-Cosa?
-Oggi ti cercava a scuola comunque ne parliamo dopo! Ciao.
-Ok, ciao!
Così ho messo giù il telefono, da un lato ero felice perché non è facile trovare un’amica così e grazie a lei stavo per risolvere uno dei miei “casini” che avevo combinato in questi giorni. Dall’altro però non riuscivo a capire cosa cavolo voleva ancora quell’antipatico di Alessio: dopo avermi tormentato tutta ieri sera cosa voleva ancora da me? Era stato di parola!
-Vale! Cosa stai facendo con quel telefono in mano? Chi era e a cosa stai pensando? Hai una faccia!
-Mamma! Basta riempirmi di domande lo sai che lo odio! Era Giulia, viene alle quattro ad aiutarmi con i compiti, ora vado sopra. Le ho detto guardandola con occhi strani, odio quando mi fissa, ma evidentemente non l’ha ancora capito.
Appena sono entrata in camera mia, ho preso un cd di musica classica rilassante e ho acceso lo stereo a tutto volume, questi sono i veri piaceri della vita!
Alle quattro in punto è suonato il campanello e dopo due secondi Giulia ha aperto bruscamente la porta della mia camera.
-Sempre puntualissima! Le ho detto io ridendo.
-Si, io non sopporto di arrivare in ritardo. Ma ascolti questa orribile musica! Mi ha detto guardandomi con una strana faccia.
-Cosa c’è di male! Io credo che sia una musica bellissima, rilassante, una delle migliori e farebbe bene anche a te! Sei sempre così agitata!
-Vuoi passare il resto dei tuoi giorni rinchiusa in camera tua ad ascoltare musica classica e come al solito a sognare ad occhi aperti! Devi stare con i piedi per terra!
-E se anche fosse……. Stai diventando come mia madre. Le ho urlato. E comunque non avevamo detto di non litigare più. Ogni giorno sempre con la stessa storia.
-Si scusa, hai ragione!Senti e allora come va con Alessio? Mi ha sussurrato in un orecchio sedendosi accanto a me nel letto.
- Sei venuta solo per sapere questo? Ti avverto che hai combinato un vero casino!E’ uno intelligente, antipatico, arrogante,…
-..Ma se lo conosci appena, ti ha solo mandato degli sms! Aspetta, prova almeno a conoscerlo prima di giudicarlo. Mi ha detto sorridendo.
-Solo sms, leggi!!Ho Preso il cellulare e gli ho fatto vedere tutti gli sms che mi aveva inviato il giorno prima.
-Guarda che questi sono semplici sms di una persona completamente “cotta” e cerca in ogni modo di conquistarti. Comunque è un bellissimo tipo, questa mattina ha chiesto di te e quando gli ho detto che eri ammalata era dispiaciuto, magari ne trovassi uno io così!! Sappi che farò il possibile per farvi stare insieme!
-Io quel tipo proprio non lo sopporto e non ci andrò mai insieme! Se vuoi te lo lascio.
-Bèh, secondo me dovresti darti una mossa comunque…..io sono venuta qua per aiutarti con i problemi. Dammi il quaderno, per questa volta sei salva!
-Grazie, per fortuna!
Dopo dieci minuti aveva già finito e mi ha consegnato il quaderno con tutti i problemi fatti, compresi di disegno.
-Sei veramente un genio, grazie mille!! Sei un tesoro.
-Erano una cavolata!
-Io non ci capisco niente!
-Se non ti fossi addormentata durante la lezione adesso ci riusciresti anche tu!!
-Io ho sempre odiato la geometria, lo sai!
Abbiamo passato tutto il pomeriggio a ridere e a scherzare e come si sa con la tua migliore amica di solito “il tempo vola!”
Alle 19.00 Giulia è andata a casa.
-Ciao Vale! Ci vediamo domani a scuola! Ora devo andare altrimenti mia mamma rompe!
-Si a domani!Grazie ancora per i problemi.
-Si però la prossima volta non addormentarti più in classe e…….buona fortuna con Alessio!
-Ok, buonanotte!
Ho cenato con i miei genitori, avevo una fame! Sono stata tutto il giorno senza toccare cibo e alle nove a sono andata a letto perché ero distrutta. Alla mattina alle sette mi sono alzata con fatica, sarei stata ancora a letto molto volentieri, ma non potevo, ero anche in ritardo! Ho corso come una matta e come tutte le mattine ho trovato davanti all’entrata Giulia che mi attendeva impazientemente.
-Buongiorno! Mi ha detto lei tutta allegra e piena di energia. Dormito bene?
-Si certo, pronta per affrontare un ottima giornata!
La campanella è suonata subito. Le prime tre ore passarono in fretta, non so come mai ma oggi mi sentivo allegra, energica, avevo voglia di fare grandi cose, esagerare, non certo per Alessio. Alle dieci e trentacinque è suonata la campanella della ricreazione. Come è al nostro solito io e Giulia ci mettiamo sempre davanti alla porta della nostra classe a chiacchierare con delle amiche: Arianna, Silvia, Marta. Tutto sembrava procedere per il meglio,ci stavamo divertendo da morire, ma dopo un po’ un tipo si avvicinava verso di noi e Giulia mi ha tirato una gomitata.
-E’ lui Alessio! Mi ha sussurrato nell’orecchio
-Chi?Cosa?
Mamma mia che bello! Ho pensato. Ha i capelli marroni chiari quasi biondi tutti tirati con il gel, occhi azzurri, di altezza giusta, anzi perfetta e un fisico mozzafiato. Cavolo, come ho fatto a non notarlo prima?! All’improvviso mi sono sentita svenire, avevo il cuore che batteva a mille, le mani mi incominciavano a sudare e…..
-Allora, ammettilo ti piace?
-Certo è bellissimo,perfetto, ma… il suo carattere è completamente l’opposto.E’ troppo antipatico, non posso stare con un tipo bellissimo, solo per farmi vedere dagli altri, ma in realtà odiarlo, non sarebbe giusto, in particolare nei suoi confronti, quindi è meglio dire la verità!
-Ma sei matta! Ha detto Arianna. – Aspetta un po’, prova a conoscerlo meglio, magari è ricco sfondato!E poi non sei obbligata ad andarci subito insieme? Probabilmente diventerete amici.
-Magari si è comportato così solo per attirare la tua attenzione! Che ne dici? Ha detto Giulia.
-Non puoi gettare subito la spugna. Ha continuato Arianna facendomi l’occhiolino
-Forse.
-Adesso vediamo! Ha sussurrato Giulia ridendo, era più agitata lei di me! E se gli piacesse da impazzire!
- Giulia, aiutami! Non ce la faccio! Io vado in classe.
-Tu sei matta! Vieni qua. Mi ha detto afferrandomi per un braccio.
Ecco il tipo era arrivato accanto a me.
-Ciao a tutti! Io sono Alessio. Disturbo? Magari vi ho interrotto? Ha detto fissandoci tutte e cinque in faccia.
Io avevo le gambe e la voce che tremavano, così sono stata zitta. In faccia ero viola, non sapevo cosa dire.
-Ciao! Non ci hai disturbato affatto, stavamo semplicemente parlando, ma niente di importante! Ha detto Giulia. Io le ero praticamente appiccicata al braccio.
-Vale questo è Alessio. Ha detto facendomi l’occhiolino, cercando di farmi dire qualcosa.
-Ehm…ciao io sono Vale! Ho detto quasi balbettando.
-Si lo so ti conosco bene. Senti Valentina sono venuto qua per chiederti se oggi pomeriggio ti va di venire a fare un giro nei giardini nuovi, che anno appena costruito, così ci conosceremo meglio, se vuoi può venire anche Giulia.
-No, mi dispiace oggi non posso.
-Ah……e domani? Sei libera?
-Si, va bene. A che ora?
- Alle quattro davanti ai giardini. Vuoi venire anche tu Giulia?
-Mi farebbe piacere, ma…. Io in quel momento le ho tirato un calcio. – Proverò a liberarmi. Ha detto sorridendo, credo di averle fatto un po’ male, ma era l’unica cosa che io potessi farle, altrimenti mi avrebbe piantato da sola con Alessio!
-Ok allora vi aspetto domani, ciao bellissima.
Subito dopo è suonata per fortuna la campanella e Giulia come al solito mi ha rimproverato.
-Ma come hai potuto rimandare il tuo primo appuntamento da un ragazzo stupendo, favoloso solo perché dovevi andare a danza, non potevi saltare? E poi mi hai fatto pure male. Guardalo… è dolcissimo!
-Scusa, ma tu volevi mandarmi da sola. No non posso, per me è più importante la danza piuttosto che un semplice ragazzo e poi lo dici tu che bisogna farsi desiderare.
-Si, si come non detto. Tu fraintendi sempre tutto!
Le ore successive abbiamo fatto l’orientamento per le superiori e un esperto ci ha parlato delle varie scuole da scegliere dopo la terza media. Io mi chiedo come si fa a sapere a tredici anni cosa farò da grande, le idee e i gusti possono cambiare nel tempo. Sinceramente non ci ho mai pensato. Mi piacerebbe fare la dottoressa o l’infermiera,ma solo a vedere il sangue svengo. L’esperto ha parlato delle varie scuole: scientifico, classico, alberghiera, ragioneria, biologico, artistico, linguistico e alla fine lo socio-psico pedagogico (ex magistrali), questo poteva fare per me! Una volta fatta quella scuola potrei avere vari sbocchi! Giusto, potrei fare la psicologa, mi è sempre piaciuto ascoltare ed aiutare gli altri, sarebbe un’idea e comunque ci penserò il prossimo anno!! Adesso voglio godermi la fine di quest’anno, è ancora presto, c’è tutta la terza media per deciderlo.
Finita la scuola Giulia mi ha raggiunto.
-E tu, cosa vorresti fare da grande?
-Ma non lo so ancora bene.
-Avrai almeno un’idea. L’esperto ha detto che dobbiamo incominciare a pensarci e ad aiutarci tra amiche, dai sputa il rospo!
-Ma vedremo, ce n’è di tempo! Poi il prossimo anno parleremo quasi solamente di questo, ci daranno depliant, ci porteranno a vedere le varie scuole.
-Ho capito, ma con questa lezione ti sarai almeno fatta un’idea!
Si, mi piacerebbe fare la psicologa, è un lavoro che mi incuriosisce, mi piacerebbe aiutare gli altri, ascoltarli, entrare nella mente delle persone. Che ne dici?
-Si sarebbe un bel lavoro, anche giusto per te, sei una ragazza tranquilla, dolce, rassicurante, sensibile, ma soprattutto che sa ascoltare. Si, sarebbe giusto per te, ottima scelta!
-Grazie, e tu cosa vorresti fare?
-Mah…..la ragioniera, l’avvocato o magari la farmacista, non lo so ancora bene.
-Secondo me la ragioniera è il lavoro perfetto per te, sei bravissima in matematica e in geometria! Ma si dai, non pensiamo a queste cose! Siamo ancora giovani! Poi sinceramente io sto così bene in questa scuola, nella mia classe, ho un ottimo rapporto con le prof, non voglio immaginare di abbandonare tutto!
-Io invece voglio andare alle superiori, qui ci trattano ancora come delle bambine. Tuttavia riguardo la scuola Ci rifletterò su, grazie sei una vera amica! E mi ha abbracciato sorridendo.
-Ciao, ci sentiamo oggi!
-Ok ciao!
Così sono corsa a casa volevo chiedere a mamma cosa ne pensava su di me, quale potrà essere il lavoro della mia vita. In questa mattinata erano successe così tante cose che dovevo ancora rendermene conto. Quando ho aperto la porta di casa avevo il fiatone e come al solito mamma mi ha riempito di domande.
-Ciao tesoro! Cos’è successo? Com’è andata a scuola? Per la prima volta le ho risposto e devo dire che anche lei è restata stupita.
-A scuola è andata benissimo, oggi è venuto un esperto e ci ha parlato dell’orientamento dopo la scuola media, ha detto che entro l’estate dovremmo scegliere. Io ci ho riflettuto molto e ho capito qual è il lavoro per me!
-E cioè?
-La psicologa. Le ho detto sorridendo.
-Beh ……. sarebbe un buon lavoro comunque non preoccuparti ne hai di tempo poi ti aiuteranno anche le insegnanti.
Ero orgogliosa di me, sono andata in camera mia, mi sono vestita da danza, ho acceso la musica, mi sono scaldata facendo delle spaccate, esercizi e mi sono messa a danzare. All’improvviso arrivò mamma e di botto ha aperto la porta abbassandomi la musica.
-Perché non cambi mai! Non trovi sia crudele stare ore e ore rinchiusa in camera ad ascoltare musica classica e a danzare invece di uscire con amiche?
-Per me non è affatto crudele! Dovresti essere felice di avere una figlia che ha un sogno, un desiderio per la vita e che vuole fare il possibile per raggiungerlo invece tu cosa fai?!? Continui a rimproverarmi!
Mamma se ne andò sbattendo la porta, io ero arrabbiata, delusa, chiunque vorrebbe la propria mamma che la sostenga in un momento così, invece io mi trovavo sola, ma per fortuna in tutti questi anni avevo imparato che non bisogna mollare mai e cercare di andare sempre avanti qualunque sia la situazione!Ormai mi aveva bloccato e tutta la mia gioia era svanita.
Ho preso il libro di scienze e mi sono messa a studiare. Studiare era il mio secondo passatempo e scienze era tra le mie materie preferite dopo: italiano, ho sempre adorato scrivere, anche la geografia è una materia affascinante, la mia professoressa preferita infatti ripete sempre; “ la geografia è la materia più bella che ci sia” e io condivido pienamente. Ho studiato per tre ore l’energia elettrica, sapevo praticamente tutto! Ero stanchissima però non potevo stare a casa da danza. Io ho un obiettivo e farò il possibile per raggiungerlo, mi impegnerò il massimo. Anche la mia maestra ha notato che sono migliorata, e adesso aspetto solo l’occasione giusta.
Quando sono scesa mamma mi ha chiesto dove stavo andando così in fretta, come non sapesse dove vado sempre a quell’ora!!
Quando sono arrivata come al solito c’era già Lisa che si scaldava sulle panchine come una professionista, ovviamente per farsi vedere e farmi ingelosire! Ma io ho fatto finta di niente e l’ho salutata normalmente. Non ho nulla da invidiare a quella.
-Ciao Lisa! Le ho detto sorridendo.
-Ciao. Mi ha risposto fissandomi.
Successivamente arrivarono le altre. Durante la lezione la maestra continuava a fissarmi e a sorridermi come se avessi qualcosa che non va, ma non riuscivo a capire cosa. Lisa gelosissima di non avere la maestra tutta per lei cercava in ogni modo di attirare l’attenzione, facendo finta di farsi male, di non aver capito bene gli esercizi, tossendo e altri versi strani classici delle persone gelose. In ogni modo cercava di farmi sbagliare, non sono mai riuscita a sopportarla quando si comporta così, che antipatica, si crede di essere la principessina del gruppo!!
La lezione come al solito è finita con dieci minuti di ritardo, alla fine la maestra mi ha detto:
-Brava Valentina hai fatto notevoli cambiamenti, sono proprio soddisfatta di te!
-Grazie! Le ho detto sorridendo.
-Ciao a martedì! Mi ha urlato.
-Arrivederci e…..grazie ancora! Le ho risposto.
Avevo come il presentimento che volesse dirmi qualcosa di strano, io spererei in qualcosa di bello.
Ci ho pensato per tutto il tragitto, ma quando sono tornata a casa è stato impossibile parlarne con qualcuno: mamma stava facendo da mangiare, papà stanco dal lavoro era seduto sulla mia poltrona con una tazza di latte caldo e una coperta sulle gambe, sembrava un pensionato! Così mi sono messa a prenderlo in giro come al solito.
-Ciao papà, come va?
-Non potrebbe andare meglio!
-Si vede, sembri un anziano signore in pensione, malato e pieno di acciacchi!
-Grazie è un ottimo incoraggiamento.
-Prego, buona pensione! Io vado sopra.
Dovevo decidere cosa mettermi il giorno dopo per “l’appuntamento” (come lo chiamava Giulia) di Alessio. Non sapevo se mettermi gonna o pantaloni? Bel problema! Così ho provato a chiamare Giulia perché se avessi chiesto un consiglio a mamma mi avrebbe sicuramente tormentato con mille domande.
-Ciao Giulia sono Vale ho bisogno di chiederti un consiglio!
-Dimmi!
-Non so domani pomeriggio se mettermi gonna o pantaloni.
-E me lo chiedi anche? Gonna! Dovrai essere il più sexy possibile. Io mi metterò dei pantaloni. E mi raccomando…..mini gonna!
-No, ma dai! Dobbiamo andare a mangiare un semplice gelato!
- Si, ma cosa significa??? E’ maggio e c’è un caldo da morire. Mettiti una semplice gonnellina in jeans con una maglietta attillata.
-Sarà fatto! Grazie ancora della disponibilità!
-Sei o no la mia migliore amica?
-Bèh spero di si! Ciao a domani!
A dare consigli Giulia era una campionessa, per fortuna c’era lei. Alla sera ho cenato con mamma e papà come tutte le sere poi ho guardato un po’ la tv con loro altrimenti incominciavano a brontolare dicendo che trascorrevo la maggior parte del tempo in camera mia e che non era una buona abitudine alla mia età. Che palle!!! Alla sera continuavo a pensare all’appuntamento con Alessio, io non avevo mai avuto un ragazzo e non ci ero mai uscita insieme. Certo ci sarà Giulia che mi farà compagnia però so che mi abbandonerà all’inizio trovando la scusa di avere un impegno improvviso, è sempre così!! Ho tanta paura. Mentre ero immersa nei miei pensieri mi sono addormentata prestissimo. La mattina come al solito è giunta presto. Quando sono arrivata a scuola ero tutta intontita, avevo un forte mal di testa, ma ho trovato le mie amiche: Arianna, Silvia, Marta e Giulia che mi hanno un po’svegliato.
-Allora come va? Sei pronta per oggi?
-Potrebbe andare meglio! Le ho risposto.
-Ci credo, hai una faccia, stai bene?
-Non lo so ho un forte mal di testa.
-Secondo me fai apposta per non venire oggi all’appuntamento.
-Chiunque farebbe i salti di gioia al tuo posto! Sii felice, pensa solo a divertirti! Mi ha detto Arianna
-Se vuoi ti lascio il posto! Ho sempre desiderato avere un ragazzo però è arrivato solamente nel momento sbagliato e comunque ci ho provato, ma non riesco ad essere contenta, solo a vederlo mi viene mal di pancia! Io cerco di fare del mio meglio!
- Per consolarti ti avverto che hai tutta la sua classe che fa a gara per venire insieme a te, eccoli la. Marta mi indicò un gruppo di ragazzi che ci fissavano e facevano gli sciocchi! E’ da mesi che ci provano, non si stancano mai.
-Vedrai che piano, piano, uno alla volta ci chiederanno tutti il tuo numero e….auguri! Mi disse Silvia.
Silvia era quella con cui mi trovavo meglio (insieme a Giulia)con lei avevo un legame particolare, diverso da quello con Giulia. Silvia mi capiva solo guardandomi negli occhi, quando stavo per un periodo senza vederla non stavo bene, sentivo tipo qualcosa che mancava dentro di me, con lei il tempo vola! Siamo d’accordo su tutto, abbiamo gli stessi gusti, per me è come una sorella! Invece con Giulia ho un legame più da amica: le chiedo consigli, mi diverto anche con lei però ha più difficoltà a capirmi, abbiamo gusti opposti e devo dire in che in questo periodo litighiamo spesso soprattutto perché mi sono accorta che vuole trasformarmi, modificare il mio carattere le mie abitudini, farmi diventare tale e quale a lei. Sta cercando di convincermi a lasciare la danza( cosa che non accadrà mai).Se devo dire la verità a me questo non piace! Anche Silvia mi dice che sto cambiando, e io non voglio! Secondo me a un’amica deve andar bene così come sei,accettare i tuoi pregi e difetti. Io sono così e forse è questo che mi rende speciale, è per questo che ho molti amici e persone che mi vogliono bene. Giulia vuole rendermi come lei e a me non va bene. Ognuno deve essere se stesso, io cerco di andare d’accordo con tutti, con quelle che mi stanno antipatiche o simpatiche, invece lei dice sempre in faccia alle persone ciò che pensa spesso offendendole. In questo periodo sto cercando di farglielo capire senza farle del male perché so che mi vuole molto bene e ho paura che dicendole questo ci resti male( anche se non avrei mai il coraggio di dirglielo in faccia!).

La campanella è suonata e siamo entrate tutte insieme in classe. Alla prima ora abbiamo avuto la verifica di scienze, c’erano undici domande aperte, ero preparatissima perché avevo studiato tutto il pomeriggio.
-Sono sicura che è andata benissimo! Ho detto a Giulia.
-Beata te, a me credo non sia andata molto bene! Erano due capitoli, non mi ricordo tutte quelle pagine!Come fai!
-Basta studiare ogni volta che ci assegna delle pagine!
-Si hai ragione, ma in questo periodo sta incominciando a venire caldo e non ho più voglia di far niente!
-Lo so, ma bisogna essere tenace, non mollare mai se veramente ci tieni alla scuola e vuoi migliorare sempre di più!
Dopo un po’ la campanella è suonata e abbiamo avuto due ore di storia con la Rivoluzione Francese, una noia mortale! Ho sempre odiato la storia fin dalle elementari, la nostra prof è bravissima, spiega molto, ci tiene che impariamo bene. Sono stata fortunata ad aver trovato un’insegnante così però la storia purtroppo è il mio punto debole. Proprio per questo nelle ore di storia mi viene sonno, anche se lei ci costringe a stare attenti perché ci interroga spesso chiedendoci di fare un breve riassunto di quello che ha spiegato o ci fa delle domande. Per fortuna ogni tanto allieta le lezioni con delle battutine simpatiche.
-E’ stata una giornata abbastanza pesante! ho detto a Silvia all’uscita della scuola.
-A chi lo dici? E’ un disastro unico!
-Secondo me no invece! E sarà ancora più bella oggi, vero Vale!
-Guarda che se continui così oggi sto a casa!
-Tu vieni, eccome!

Il pomeriggio è passato velocemente e alle 15:30 mi sono incominciata a preparare: ho messo una gonna bianca a “palloncino” con una maglietta in cui erano disegnate delle scritte argento e nero, poi mi sono tirata i capelli dritti, sciolti, lasciandomi cadere il ciuffo sull’occhio destro e dei sandali dorati. Ho pensato che un po’ di trucco potesse andar bene, dopo molte incertezze alla fine ho deciso: del mascara, matita nera con dell’ombretto rosa brillantato in modo di mettere in risalto i miei “meravigliosi” occhi! Della terra leggera sulle guance e un lucidalabbra trasparente con brillantini! Alle sedici in punto è arrivata Giulia. Ho aperto la porta di casa e lei ha incominciato con i soliti complimenti.
-Wow! Sei da urlo! Così farai restare Alessio e tutti quelli che saranno ai giardini a bocca aperta! Sei veramente bellissima!
-Grazie. Le ho detto sorridendo. Sono agitatissima!
-Ma stai tranquilla, ci sono io al tuo fianco!
-Anche tu però non sei male.
Giulia aveva dei jeans attillati a vita bassa con una cintura piena di brillantini, una maglietta colorata corta che lasciva intravedere l’ombelico, una mini borsetta argentata, dei sandali con un po’ di tacco e i capelli raccolti da una lunga coda. Era poco truccata aveva solo un rossetto rosa chiaro e della matita sugli occhi. Così ci siamo incamminate verso i giardini, Alessio era seduto su una panchina sotto un albero.
-Eccolo là! -Mi ha detto Giulia indicandomelo, anche se io l’avevo già visto.-Dai andiamo!
Ci siamo subito dirette verso di lui perché eravamo in ritardo di dieci minuti e lui mi è sembrato un tipo molto preciso. Ci ha viste subito in lontananza e ci ha salutate con una mano, io sono diventata subito tutta rossa e ho contraccambiato.
-Che bella che sei! Mi ha detto appena mi ha vista e continuava a fissarmi.
-Ciao Giulia! Che ne dite se andiamo a mangiarci un gelato così nel frattempo ne approfittiamo per conoscerci meglio?
-Si ottima idea! Ho detto sorridendo.
Abbiamo parlato per tutto il tragitto e devo dire la verità mi sono molto divertita, anche Giulia però vedevo che se la spassava bene. Alessio quando parlava mi fissava in continuazione e devo dire che mi dava un fastidio! Quando siamo arrivati in gelateria abbiamo ordinato tutti e tre un gelato. Io in un cono, due palline, panna e cacao, Giulia come me solo che in coppetta mentre Alessio ha ordinato tre palline fragola, cacao, pistacchio e ovviamente ha offerto tutto lui! Ci siamo seduti su un tavolino all’aperto e io gli ho parlato della mia grande passione: la danza. Ma ho cercato di non esagerare perché avevo paura di annoiarlo, devo dire che passandoci del tempo insieme mi stava diventando simpatico!

E’ arrivata sera e Alessio ha accompagnato a casa mia me e Giulia.
-Ciao, a domani!
-Ciao! Gli abbiamo risposto in coro.
Giulia è restata da me. Dopo cena ci siamo guardate un film in camera mia sgranocchiando delle patatine.
-Ho visto che ti sei divertita anche tu oggi!
-Si ho cambiato opinione su di lui e devo dire che sai stata brava anche tu, avevo una paura che mi lasciassi da sola con Alessio.
-Me ne sono accorta! Continuavi a tirarmi il braccio ogni volta che mi spostavo.
-Scusa e comunque per adesso non ho nessuna intenzione di starci insieme.
-Ma se ti dovesse chiedere di avere una storia con lui tu cosa risponderesti?
-Semplicemente di no, adesso ho per la testa ben altre cose poi ho solo tredici anni, credo di essere ancora troppo piccola per avere una storia!
-Un po’ ti capisco!
-Pensiamoci domani, adesso è tardi, buonanotte!
-Buonanotte anche a te! Mi ha risposto Giulia infilandosi sotto le coperte.
Dormiva spesso a casa mia e restavamo sveglie fino all’1: guardavamo dei film, uscivamo alle 23:30 per andare al buffet nel bar di fronte, insomma ci divertivamo un mondo!

Alla mattina è stata Giulia a svegliarmi, come al solito era sveglia già dalle 6:30.
-Svegliati dormigliona!
-Ma ho sonno!
-Ok se proprio non vuoi con le buone maniere passiamo a quelle cattive!
Così mi ha alzato tutte le tapparelle e mi ha levato via le coperte, è la cosa che odio più al mondo e lei lo sa benissimo, così sono stata costretta ad alzarmi alzarmi di colpo!
Dopo di che siamo andate a scuola insieme, all’entrata c’erano già, Arianna e Marta.
-Ecco vedi? Mi ha rimproverato Giulia.
-Vedi cosa?Ho Risposto io.
-Le altre sono già arrivate!
-E allora?
-Allora! Non lo sai che io devo sempre essere prima? Ho fatto una scommessa con loro e adesso per colpa tua l’ho persa!
-Oh capirai! Te la prendi solo per una scommessa!
-Be ti abbiamo battuto? Ha detto Silvia
-Si ma solo perché sono andata a dormire a casa di Vale altrimenti sarei già qui.
-Comunque abbiamo vinto noi! A proposito com’è andata ieri con Alessio?
-Abbastanza bene…..
-Ha cambiato opinione su di lui! Mi ha interrotto Giulia.
-Veramente? Ha detto Arianna. Allora state…
-Insieme ?!? Hanno interrotto Silvia e Marta con gli occhi che brillavano.
-No!!!!! Ho urlato io.
-Sapete non è ancora pronta per una vera storia. Ha affermato Giulia prendendomi quasi in giro, la odio quando fa così, vorrei vederla io al mio posto cosa farebbe. Pretende di darmi dei consigli lei che non ha mai avuto un fidanzato!
-Come non sei pronta per una storia? Con un ragazzo così tutte sarebbero pronte!
-Adesso ho ben altro per la testa e comunque……non me l’ha ancora chiesto!
-……Ma ha detto che è cotto di te! Disse Giulia.
-E allora?
-Vale!!!! Come fai a non capire!
-Io capisco benissimo: per voi quando un ragazzo vi chiede di uscire e dice che è cotto è come se ci foste fidanzate, invece per me non è così, per me è solo un amico!
-Se lo dici tu? Ha replicato Giulia – E’ meglio se entriamo….
E’ veramente bella la vita con delle amiche così. Quando la scuola è terminata ci siamo ritrovate tutte davanti al bar della scuola. -Finalmente è finita! Ho detto a Giulia.
-Durante il pomeriggio cosa pensi di fare?
-Oggi devo studiare per l’interrogazione con il flauto per domani e fare il tema di italiano e alle 16 devo andare a danza.
-Quindi non possiamo vederci?
-No!
-E domani?
-Neanche domani, Dalle 17 alle 19 ho danza. Insomma ho tutta la settimana occupata poi in questo periodo mia mamma lavora quasi tutti i giorni.
-Mamma mia sei sempre impegnata cosa mai avrai da fare?
-Ma saranno affari suoi! Ci ha bloccate Silvia facendomi l’occhiolino. -Scusa guarda che Vale ce l’ha la bocca per parlare non serve che la difendi tu!
-Scusate, ma devo andare! Ho ribadito frettolosamente facendo un cenno con il dito a Silvia come simbolo di sentirci nel pomeriggio.
Non accetto quando Giulia fa così, se solo avessi il coraggio di dirle quello che penso in faccia come fa lei con me. E’ la mia migliore amica però per questo non si deve permettere di mancarmi di rispetto, se continua così credo che il suo posto di migliore amica lo perda solo che devo trovare il modo per comunicarglielo senza ferirla! Durante il primo pomeriggio mi ha chiamato Silvia:
-Ciao Vale! Scusa per oggi, ma non ho proprio resistito quando s’impicccia così negli affari degli altri proprio non la sopporto!
-Non ti preoccupare, hai fatto bene, grazie. Stavo giusto pensando cosa fare, io vorrei che lei continuasse ad essere la mia migliore amica però con delle condizioni, continuando a rispettarci entrambi altrimenti è meglio rompere la nostra amicizia per un periodo. Non voglio continuare così, tra due amiche non ci devono essere segreti, ma lo sai come sono fatta io, non voglio ferirla e non sarei sicuramente in grado di dirle tutto in faccia. Aiutami come faccio? E’ da giorni che sono disperata, penso alla sua reazione, ho paura anch’io di soffrire andando avanti così!
-Vale basta!! E’lei che ha torto non tu! Comunque secondo me il modo più efficace è scriverle una lettera. La nostra prof dice sempre che la lettera è la maniera migliore per chiarirsi tra due persone dopo il dialogo! Giusto?
-Giustissimo! Grazie sei grande, ti voglio bene! Adesso la scrivo poi penserò come fare per dargliela.
-Ok, magari verso sera chiamami sulla tua decisione vorrei essere informata di tutto! -Va bene, entro sera ti chiamerò. – Allora aspetto una tua telefonata.
Silvia ha sempre le migliori soluzioni, non so come ho fatto a non pensarci prima! Ho cercato per tutta la mia camera una busta e un foglio da lettere, l’ultima credo di averla scritta due anni fa, allora sono andata a chiedere a mamma se ne aveva, ma anche lei mi ha risposto di no. L’unica soluzione era andare a prenderne una nella cartoleria vicino a casa. Ho guardato l’orologio, mancavano ancora due ore ad andare a danza, i compiti li avevo già fatti il giorno prima per cui avevo tutto il tempo che volevo!
Ho preso un po’di soldi e sono corsa nella cartoleria più vicina a cercare una lettera. Ce n’erano molte con vari disegni per tutte le situazioni, io sono andata nella parte amicizia. La commessa mi ha consigliato, vista la situazione una con dei fiori e cuoricini nei contorni con un scritta nella busta “ad un’amica speciale”. Mi ha assicurato che era una delle più vendute in questi casi, così non potevo fare altro che accettare. Visto che mi trovavo lì ho guardato qualche regalino per fare ad alcune mie amiche per la fine della scuola , visto che mancava poco più di un mese ! Ad un certo punto ho sentito qualcuno mettermi una mano sulla spalla:
-Ehi, ciao Vale!
-Ciao! Ho detto io un po’ sorpresa. Proprio adesso doveva arrivare!
-Ma cosa fai con quella lettera in mano? A chi devi scriverla?
-Niente di speciale!
- An..capisco.
- Vai a danza adesso?
-SI. Anzi, adesso devo proprio scappare, altrimenti arrivo in ritardo! Ciao ciao! -Ah, ok. Allora a domani!Mi ha detto quasi delusa.
-Si a domani! Le ho risposto io.
Sono andata a pagare, poi sono corsa a casa. Per fortuna sono riuscita a sbrigarmela in fretta, non mi ha nemmeno chiesto scusa per oggi! Dovevo pensare come incominciare la lettera.
Una volta arrivata a casa ho preso un bel po’di fogli da utilizzare come brutta,una penna e ho incominciato a scrivere tutto quello che mi passava per la mente:
“Cara Giulia,
Ho deciso di scriverti per comunicarti una mia decisione.
In questo ultimo periodo, penso te ne sia accorta anche tu, abbiamo avuto molti scontri. Se devo dirti la verità penso che per la maggior parte delle volte sia stata colpa tua. Infatti ogni volta che ti parlavo della danza incominciavi a brontolare dicendo che ho solo in mente quello, che dovrei cercare di dare un po’ di spazio a qualcos’altro nella mia vita, che stavo diventando antipatica, ed ogni giorno mi ripeti sempre la stessa storia. Fino a qua posso anche capirti, però adesso penso che tu stia esagerando. Tu stai cercando di cambiarmi, mi vorresti diversa,uguale a te, continui a ripetermi che dovrei essere meno timida, gentile con gli altri, ma pensare più a me stessa, che sono troppo sensibile,eccetera, eccetera. Io posso accettare e tacere fino ad un certo punto, ma sto notando che in questo periodo mi stai mancando di rispetto, vuoi sapere sempre tutto di me. Ad esempio ieri quando mi hai chiesto di uscire con Alessio, io ti ho risposto che preferivo starmene a casa; tu hai cominciato a criticarmi facendomi vergognare davanti a tutti. Sappi che io sono così e tale resterò che ti vada bene o no, il mio carattere è questo. Siccome non mi piace molto girarci intorno, arriviamo al sodo: ho deciso per un periodo di sospendere la nostra amicizia in modo di rifletterci entrambi. Per favore evita di chiamarmi, parlarmi, mandarmi sms. Però se hai qualche problema grave velocemente da risolvere sono disponibile ad ascoltarti. In caso contrario sono disposta sempre se vuoi, in futuro a ricominciare la nostra amicizia da zero, a delle condizioni: dovrai rispettarmi, non criticarmi più davanti a tutti ed accettare le mie decisioni senza ostacolarle, riguardanti la danza, i ragazzi, la scuola ed il resto della mia vita. Io ti ho sempre rispettato, dato io migliori consigli, sono sempre stata a tua disposizione e devo ammetterlo a volte ti ho criticato, ma sempre nei limiti facendolo per il tuo bene, credo di essermi sempre comportata come una vera amica. Ti ho scritto questa lettera perché lo dici sempre anche tu “tra due vere amiche non ci devono essere segreti”, era da un pezzo che avevo intenzione di dirti tutto, ma come sai essendo timida non sono mai riuscita a farlo a voce. Voglio solo sapere da te cosa ho fatto di male perché tu ti debba comportare in questo modo con me. Spero di non farti soffrire o star male, ma non riesco a tradire le persone a cui ho voluto molto bene, alle quali ne voglio ancora e a cui ne vorrò per sempre, se non sarà così mi dispiace,(guarda che anch’io sto soffrendo come te).”
Con affetto
Valentina!

PS: Ricordati che nonostante questo ti voglio molto bene, ma ho dovuto farlo per noi perché credimi è la cosa migliore e in futuro forse mi ringrazierai, Ciao!

E’ fatta, adesso devo solo spedirla! Davanti, sulla busta in cui c’era scritto ad un’amica speciale ho scritto il suo nome e cognome, indirizzo e paese. Mi ero scordata solo di prendere il francobollo, ma dopo essere andata a danza avrei preso anche quello in modo di spedirla entro la giornata. Erano le 17:15,
-Forse è il caso di preparasi! Ho detto.
Sono arrivata a danza puntualissima, eravamo in poche, c’erano solo Erika, Lisa e Debora.
Così siamo andate sopra a scaldarci un po’, dopo cinque minuti la maestra è arrivata,
-Siete proprio in quattro gatte, meglio così!
-Ciao Valentina! Mi fa piacere che tu sia presente anche oggi!
Non riuscivo a capirla neanche oggi, era strana ultimamente con me, sono sempre venuta a danza.
-Su dai! Incominciamo con degli esercizi alla sbarra per scaldarci un po’.
Abbiamo incominciato con pordebran, pliè, eschapè sulle punte, piroette, alla fine spaccate e gran batman. Successivamente degli esercizi in coppia, non so il perché ma mi sentivo volare. Io sono stata con Erika, non essendo molto brava dovevo guidarla io quindi mi piaceva tantissimo poi con un insegnante che continua a lodarti sempre è ancora meglio; abbiamo fatto delle piroette in diagonale
sulle punte. Dopo un po’ mi sembrava essere in un sogno,per un attimo ho chiuso gli occhi, mi sono lasciata andare cercando di dimenticare tutto quello che mi circondava, continuavo a girare e rigirare, ma pur troppo la musica è finita e come nei sogni bisogna tornare alla realtà. Ah che sogno fantastico!
-E oggi per concludere facciamo dei salti, guardatemi!
Ci ha fatto vedere una sequenza di salti che dovevamo ripetere con la musica.
-Forza, dai! Uno, due, tre salto! Tirate quelle punte e piegate le ginocchia!Su la schiena. Continuava a ripetere la maestra. In questa maniera la lezione è terminata velocemente.
-Brave, alla prossima. Non mancate mi raccomando!
Mi sono avviata verso la porta quando…….
-Valentina, fermati un secondo. Ho bisogno di parlarti! Mi ha pronunciato tutta seria.
Avevo una paura tremenda che mi cacciasse come dice lei dalla scuola, che mi dicesse che dovevo abbandonare la danza perché non ero portata, non sarei mai stata capace di sopportare una cosa simile!
-Siediti pure!
-Certo!C’è qualcosa che non va? Le ho chiesto.
-No, no, anzi…
Dunque, tu è da anni che pratichi la danza con grande passione, che ti impegni senza mollare mai nonostante molte difficoltà. Io nell’ultimo periodo ti ho osservato molto attentamente e siccome ho capito che tra tutte le allieve sei quella che mi dai ogni volta più soddisfazioni ,che mi trasmette più emozioni, sei quella più diligente, che arriva sempre puntuale e precisa ho deciso di premiarti. Premiarti seriamente come si deve e come tutte le allieve vorrebbero essere premiate. Quindici giorni fa mi è arrivato una specie di biglietto proveniente dall’accademia di danza di Venezia, mi ha chiesto di scegliere tra tutta la scuola l’allieva che ha più possibilità di andare avanti e forse di diventare una ballerina, quella più dolce, più portata, più tenace. Io ho pensato a te perché è vero che ce ne soco più brave di te, che studiano da più anni, ma tu sei quella che mi dai più fiducia, poi quelle più grandi sono già state premiate ed ora tocca a una che frequenta i corsi medio-superiori. Consiste in uno stage di tre settimane, ci saranno allievi provenienti da tutta Italia. In questi tre settimane e dopo queste ci sarà una specie di esame che ne selezionerà soltanto dieci. Queste potranno fare un saggio nel teatro di Venezia, dopo di che verrà consegnato un attestato nel quale ci sarà un punteggio che va da 1 a 10, chi totalizzerà il massimo punteggio, voglio dire 9 o 10 potrà, se vorrà trasferirsi all’accademia per sempre, praticare danza tutti i giorni e…….buona fortuna! Hai dieci di tempo per decidere, io mi affido a te, dovranno essere d’accordo anche i tuoi genitori che dovranno, in seguito, compilare il modulo d’iscrizione. Adesso devi dirmi tu quello che pensi di fare perché il tuo parere e il tuo consenso sono i più importanti, te la senti si o no?
In quel momento la maestra mi fissava emozionata anche lei più che mai, io ero talmente felice che non sapevo cosa fare, era la cosa che ho sempre sognato e desiderato così mi sono buttata tra le braccia della maestra piangendo disperata dalla gioia, non sapevo nemmeno cosa dire, la voce mi tremava.
-Certo che voglio, non potrei mai rinunciare, la danza per me è la cosa più importante, lo sognavo da quando ero piccola, sono così felice che non so cosa dire…..
-Non preoccuparti, ti capisco! Mi ha consolato con la voce tremolante anche lei, accarezzandomi il viso completamente bagnato dalle lacrime.
-Grazie, grazie, ti voglio tanto bene. Tu mi stai dando un opportunità enorme che io sfrutterò, mi impegnerò, trasmetterò tutta la mia passione come non ho mai fatto. Tengo molto alla fiducia e al parere che hai di me, Ti assicuro che non ti tradirò. Ora devo farti un ultima richiesta.
-Dimmi tesoro, ti ascolto.
-Vorrei dal profondo del cuore che mi accompagnassi durante questo meraviglioso percorso perché sei stata quella che ogni anno mi ha aiutato, mi dato la forza di andare aventi che nei brutti periodi e che fin da piccola mi hai trasmesso la passione. Veramente ci tengo, così mi permetterai di essere più sicura. Ti assicuro che non c’è nessuno che può darmi dei consigli migliori che tu.
-Grazie, guarda sono emozionata, questa tua richiesta mi stupisce, credevo fossi felice di sbarazzarti di me comunque ti giuro che farò il possibile, sarei davvero felice di accompagnarti. Ora vai altrimenti farai tardi, parlane con i tuoi genitori, se saranno contrari chiamami che ci penserò io.
-Vale?
-Si..
-Basta piangere, ok?
-Ok …….è che per me è davvero molto importante, alla prossima volta!
-Ciao, ciao. Mi disse con le lacrime agli occhi.
Io ero così felice e così entusiasta che veramente non riuscivo a smettere di piangere. Da un lato però avevo tanta paura del parere dei miei genitori. Non mi avrebbero mai lasciata trasferirmi a Venezia alla mia età per studiare danza, ah se solo fossero per una volta d’accordo con me!
Mi sono asciugata le lacrime e mi sono detta: “Valentina non piangere più”, nello spogliatoio non c’era più nessuno, erano già andate via tutte. Mi sono vestita e sono andata a prendere i francobolli con posta Prioritaria, ne ho strappato uno e l’ho attaccato alla busta, ecco era pronta per essere spedita! Durante il percorso non ho fatto altro che saltellare come una bambina di cinque anni nel giorno del suo compleanno. Non facevo altro che guardare, girare e rigirare da tutte le parti quel meraviglioso biglietto, mi tremavano perfino le mani, non avevo ancora pensato come dirlo ai miei genitori, ma ero sicura che mi sarebbe venuto qualcosa in mente, ero agitatissima. Ecco il momento si avvicinava sempre di più, ero arrivata davanti al cancello, mi sono schiarita un po’ la gola, sistemata la maglietta e sono entrata. Quando ho aperto la porta come al solito mamma e papà mi hanno salutato normalmente e io ho contraccambiato con un sorriso. Sono andata in camera mia ho messo dentro l’armadio la borsa di danza, ho preso il biglietto e me lo sono nascosto in tasca. Ero pronta per una cena fantastica. La mamma mi aveva preparato delle penne al pomodoro squisite, di secondo delle patatine fritte e dell’arrosto ai funghi, la mia passione.
-Allora com’è andata tesoro? Mi ha chiesto mamma mentre aspettava che le patatine si scaldassero, era il momento giusto, ho pensato.
-Benissimo mamma.
-Hai qualcosa di strano, hai da confidarci qualcosa, parlane con noi se hai dei problemi, siamo sempre pronti per aiutarti.
Mamma diceva sempre così, ma non sempre andava come mi immaginavo io. Dopo le sue preziose parole ho sfilato, piano il biglietto e con un sorriso l’ho dato a mamma.
-Mi raccomando, non strapparlo, per me è un biglietto prezioso. Le ho detto sorridendo. – Leggilo attentamente. Lei mi ha guardato meravigliata. “E’ fatta!” Ho pensato.
-Tesoro sono contenta, orgogliosa di te, ma…..lo sai benissimo anche tu che non è possibile.
-Come non è possibile? se tu non puoi accompagnarmi, ci sarà la maestra.
-Non è questo il problema. Come farai con la scuola?
-Ma è uno stage di tre settimane, certo magari dovrò allenarmi un po’ di più, ma troverò sempre il tempo per la scuola, semmai mi allenerò alla sera poi la scuola tra poco è finita!
-E si ti dovessero selezionare, ci hai pensato a questo?
-Ma non accadrà, ci sono allievi da tutta Italia.
-Senti Vale, bisogna pensare sempre a tutto, non si sa mai!
-……Mi trasferirò Venezia.
-Guarda che il prossimo anno farai la terza media, non puoi perderti questo anno. Poi abbandonare tutto, i compagni, le insegnanti, il paese, non ce la farai mai con il carattere che ti ritrovi. E con chi vorresti trasferirti? Hai soltanto tredici anni. Devi ancora maturare, sei giovane, non bruciare così le tappe, divertiti, sei ancora giovane! Dovrai arrangiarti a fare tutto, poi come farai senza i tuoi genitori?
-Mamma per me è importante, sono disposta a tutto per la danza! Voi non riuscite proprio a capirmi, vi rendete conto?!? Per il mangiare c’è una mensa poi potrete venirmi a trovare tutte le domeniche. Io è da quando ho sei anni che pratico questo sport ed è da quando sono piccola che desidero tutto questo e adesso che finalmente ho questa opportunità voi mi rovinate sempre tutto! Io ero felicissima, entusiasta. grazie mille, comunque…..ve ne sarò riconoscente per sempre!!
Avevo solo voglia di buttarmi nel letto e piangere, piangere all’infinito, non riuscivo più a sopportarli. Intanto dalla mia camera si sentivano mamma e papà che discutevano. Il trasferimento non era un problema era una di quelle accademie che ti ospitavano per tutto il tempo che frequentavi la scuola. Era una di quelle scuole in cui dovevi dividere la camera con una compagna, in cui mangiavi insieme a tutti in una specie di mensa, nella quale c’era un enorme teatro, con una grandiosa platea. Non potevo rinunciare a tutto questo quindi ho chiamato subito la maestra.
-Pronto? Ha risposto
- Sono Valentina!
-Ah ciao Valentina! Allora ti sei calmata?
-Insomma, ho parlato con i miei genitori, ma dicono che non sarà possibile per via della scuola, eccetera.
-Non preoccuparti, è successo ancora. Potresti passarmeli un attimo, ci penso io. Poi vedrai che con il passare del tempo cambiano idea, hai ancora una settimana, alla fine se ci riflettono bene cedono. Altrimenti ti farebbero perdere una grande possibilità.
-Grazie mille! Adesso li chiamo.
Ho tappato con una mano la cornetta del telefono, sono corsa al piano di sotto e ho dato a mamma il telefono.
-Mamma, la maestra di danza ti vuole parlare.
-Cosa? Cos’è successo? Mi ha chiesto allarmata.
-Ascolta e vedrai…..
Le ho passato il telefono e mi sono affidata completamente alla maestra nel frattempo sono ritornata in camera mia. Mamma credo sia restata al telefono almeno mezz’ora, quando la maestra si metteva in testa qualcosa ci andava fino in fondo, cercava di fare sempre il possibile.
Sono restata tutta la sera sotto le coperte a sperare che ad un tratto venisse a darmi il permesso di fare quel benedetto stage. Intanto Giulia mi aveva chiamato almeno venti volte sul cellulare, ma io non le ho mai risposto. Non me la sentivo di ascoltare tutte le sue avventure che ha avuto nella sua giornata, tutti i litigi con sua madre, i film che ha visto,…. Mi serviva una persona con cui sfogarmi, che mi aiutasse. L’unica era Silvia, ma erano le nove di sera e se avessi chiamato avrei svegliato sua sorella. Poi era una storia troppo lunga, solo a metà si sarebbe stancata di ascoltarmi quindi ho deciso di tenermi tutto per me, mamma non arrivava, l’unica soluzione era dormire.

Alla mattina mamma mi ha chiamato alle sette come al solito, io non le ho rivolto una parola, mi sentivo un po’ in colpa, ma era l’unica soluzione per ottenere almeno la firma in quel foglietto. Chissà cosa le aveva detto la maestra? Lei non me l’avrebbe mai detto. Sono arrivata a scuola alle otto spaccate, Giulia e le altre stavano già entrando, io le ho raggiunte in classe.
-Ehi, ciao, guarda chi si fa vedere! Mi ha detto Giulia. – Che fine hai fatto, ti avrò chiamato almeno venti volte ieri sera!
-Scusa, ma….. Ho provato a giustificarmi
-Hai dovuto andare a danza!
-Giulia smettila le cose sono molto più complicate di quello che pensi, lasciami in pace!
Marta ed Arianna mi hanno guardato in modo comprensibile, mentre Silvia mi ha fatto un cenno con la mano. Ho preso tutte le mie cose e mi sono andata a sedere vicino a lei. Mi ero dimenticata di telefonare anche lei!
-Grazie! Le ho detto.
-Niente, non preoccuparti, in questo momento è davvero insopportabile….. e mi viene anche a dire che tu sei la sua migliore amica, che farebbe il possibile per non farti soffrire e dopo ti tratta male davanti a tutti! A proposito la lettera?
-Scusa se ieri sera non ho chiamato neanche te, ma ho avuto un contrattempo comunque l’ho spedita ieri sera con posta prioritaria quindi entro oggi dovrebbe arrivarle.
-Si visto che abitiamo nello stesso paese poi lei sta circa a quattrocento metri da te!
Giulia continuava a guardarci in modo dispiaciuto, ma non me ne importava niente, questa volta l’aveva combinata grossa!
In quell’istante è entrata la prof di italiano, era la mia preferita. Con noi si comportava come da mamma, era l’unica vera prof cioè che spiegava anche all’infinito pur che noi capissimo, che non dava tanti compiti, con cui riuscivi a parlare, a confidarti. Nonostante gli scontri che ha avuto con noi e con i nostri genitori in prima media di cui io ho pagato in prima persona visto che mia mamma era rappresentante di classe adesso le voglio molto bene e per me resta sempre la migliore! Ha un unico difetto: la voce troppo bassa che pur troppo nelle ore di storia mi addormenterei nel banco. Dice sempre che la storia è una materia in cui bisogna riflettere, calarsi nella parte dell’epoca per riuscire a comprenderla, ma io non riesco a rifletterci, studio e basta! Durante l’ora per un po’ ho ascoltato e preso appunti, gli ultimi dieci minuti non ce le facevo più, avevo la testa pesante, gli occhi che mi si chiudevano così, per evitare di essere interrogata, per evitare che mi facesse domande complicate e intrigate in cui solo (la mia migliore amica) Giulia potesse rispondere ho gentilmente chiesto il permesso di andare in bagno. Sono corsa nel piano superiore per raggiungere il bagno delle femmine. In giro per i corridoi c’erano i soliti ragazzi stronzi di terza in punizione, cacciati dalle loro insegnanti che, dovrebbero stare fuori davanti alla loro classe, ma in realtà vanno a girare per la scuola a combinare ancora più guai. Non so come fanno ad avere così tanto coraggio, io al loro posto starei seduta per terra davanti alla porta della mia classe disperata, a piangere come un cane bastonato!

Sono entrata in uno dei bagni, ho chiuso la porta a chiave e mi sono seduta sul coperchio del water, ero stanchissima, non ho chiuso occhio tutta la notte, stavo ancora pensando a cosa avrà mai detto la maestra a mia madre, a che altro dirle per convincerla, per me era davvero importante. Sarei stata davvero pronta a lasciare tutto come ho detto? La maestra continuava a dirmi che prima ho poi tutte cedono, che se non l’avrebbe fatto avrebbe trovato una soluzione lei. Io provavo a stare tranquilla, ma mi sono resa conto che era impossibile. Mi sentivo debole, gli occhi non stavano quasi più aperti, avevo la nausea, forse era la preoccupazione o lo stress che faceva quest’effetto? Mi sono resa conto che era da un pezzo che mi trovavo chiusa in bagno, allora sono corsa per tornare nella mia classe.
Quando sono rientrata dalla porta Giulia mi ha fatto una delle sue occhiate, ma io non le ho neanche dato retta, ho fatto finta di niente e sono andata per la mia strada. La prof stava assegnando i compiti, avevamo da studiare la Rivoluzione Francese, ci ha dato solo due pagine. Ultimamente ci stava facendo una testa quadrata, io avevo capito solo la prima parte, continuava ad interrogare, a me per fortuna non era mai capitato..
-Vale!
-Si. Ho risposto io un po’ frastornata, mi girava incredibilmente la testa.
-Ho finito di prendere appunti e ti ho scritto i compiti fin che eri in bagno.
-Grazie mille.
-Sicura di stare bene? Mi ha chiesto guardandomi negli occhi. – Hai una faccia!
-Insomma, mi gira la testa, ho nausea, mi sento gli occhi chiudere.
-Vuoi chiamare a casa? Mi ha chiesto, intanto era suonata la campanella della ricreazione.
-No, potresti andarmi a prendere un te.
-Certo, avverto anche la prof.
In quel momento ho visto la prof raggiungermi.
-Santo cielo! Silvia mi ha raccontato. Vuoi avvertire la mamma? E in quel momento ha preso una sedia per sedersi accanto a me.
-No prof grazie, adesso berrò un te e tutto mi passa.
-Ok, in questi ultimi giorni ti ho visto strana, c’è qualcosa che non va? Magari in famiglia?
-Si, con mia madre in particolare.
In quel momento è arrivata Silvia con il te.
-Vuoi parlarne? Mi ha domandato la prof facendo finta che Silvia non ci fosse.
-Si, ho un peso enorme. E mi sono guardata intorno. In quel momento credevo fosse la cosa migliore visto che la prof era anche una psicologa e sicuramente dopo sarei stata meglio. Però in classe, con tutti i compagni che ti spiavano e ascoltavano quello che dicevi non era un gran che.
-Ma prof……qui in classe?
-Oh, no tesoro. Vieni ti porto in sala insegnanti.
“Wow” in sala insegnanti, ho pensato. Per raccontarle tutto quello che sto passando ci impiegherò almeno un’ora quindi avrei saltato quella di geometria, che bello!
La prof mi ha portato, mettendomi un braccio attorno alla spalla, nel piano superiore in cui si trovava la famosa sala delle insegnanti in cui era proibito agli alunni di entrarci. Con la coda dell’occhio ho visto Giulia che mi ha seguito fino quando sono entrata ed ho chiuso la porta, mi dispiaceva un po’, ma tutto questo se l’era voluto lei quindi ho fatto finta di non vederla. Nell’aula c’era un enorme tavolo con attorno almeno trenta sedie e sopra una miriade di libri. La parete sinistra era completamente piena di cassetti grigi con sopra scritto dei numeri, probabilmente ogni insegnante ne aveva uno. Mentre a destra si trovava un enorme armadio marrone con una vetrata di vetro da cui si vedeva tutto quello che si trovava all’interno, c’erano due scatoloni con delle pigotte che anch’io durante i laboratori del pomeriggio ho fatto con l’insegnante di educazione tecnica, un sacco di libri che facevano parte dell’enciclopedia della scuola, tre registratori, alcune penne e delle cassette in inglese e francese. Di fianco si trovava una lavagna in cui erano scritte tutte le riunioni, i nomi delle prof e altre parole incomprensibili. Alla fine quasi vicino all’entrata alla mia sinistra c’erano due porticine ed alla mia destra si trovava la macchinetta dei caffè ,una delle merendine, bibite e un’altra solo per l’acqua. La prof mi ha preso per un braccio e ha aperto la porta a destra. Abbiamo percorso un sacco di scale per arrivare, a metà del percorso poi mi ha chiesto se ce la facevo, io ho risposto di si. Alla fine finalmente siamo arrivate in un pianerottolo in cui c’erano altre due porticine,noi abbiamo preso questa volta quella a sinistra. Cavolo è un labirinto questa scuola, contiene un mucchio di aule nascoste di cui nessuno ne aveva parlato a noi alunni e nemmeno io avevo mai pensato esistessero!! In questa sala c’era un enorme poltrona nera con una sedia accanto, poi si trovava una scrivania con una lampada, un mucchio di fogli e delle penne. C’erano solo due finestre piccole e anche qui era pieno di libri sulla psicologia e sociologia. Devo ammettere che da grande piacerebbe anche a me fare la psicologa, è stata proprio la prof a trasmettermi questa passione, ma non ero mai entrata in un’aula apposta e sinceramente mi trasmetteva ansia, mi metteva in imbarazzo. Intanto la campanella della fine della ricreazione era suonata, ma quaggiù si sentiva pochissimo.
-Allora Valentina accomodati pure, l’unica cosa che devi fare è rilassarti, se vuoi chiudere gli occhi e stare tranquilla. – Mi ha comunicato mentre andava a prendere un blocchetto di fogli e si sedeva accanto a me. – Questa sarebbe l’aula della psicologa della scuola, ma siccome oggi non è di turno e so che tu non ti apriresti e sfogheresti mai con una sconosciuta sono disposta a farlo io.. In quel momento mi ha fissato negli occhi.
-Adesso devi raccontarmi tutto dall’inizio, ogni cosa, senza aver paura tanto io non dirò niente a nessuno.
-Ok. Ho detto io ho deciso di incominciare.
Le ho raccontato tutto, ogni cosa, le ho parlato della danza, della reazione di mia madre, dei comportamenti di Giulia, della lettera che le ho scritto perché volevo sistemare tutto con lei, le volevo bene e tenevo alla nostra amicizia, della maestra che continuava a rassicurarmi ma io non riuscivo a crederle, infine delle mie notti trascorse in bianco. Alla fine ero orgogliosa di me, non ci credevo di avercela fatta, ho guardato l’orologio e ho visto che era trascorsa un’ora senza che me ne accorgessi.
La prof mi ha guardato, io ero un po’ imbarazzata.
-Brava, hai visto che ce l’hai fatta!
-Si.
-Come ti senti quando ti accade tutto quello che mi hai raccontato, voglio dire, adesso hai nausea, ti gira la testa e ovviamente sei stanca, ma quando hai avuto una lite con tua madre o dei brutti momenti con la tua amica come ti sei sentita?
-Mi viene un forte mal di pancia.
-Ah, ok. E adesso come ti senti? Tranne la stanchezza.
-Un po’ meglio, perlomeno mi sono tolta quel peso enorme che avevo dentro.
-Beh, l’unica cosa che posso dirti è ti seguire quello che ti dice il tuo cuore, se poi sbagli non importa, non devi preoccuparti, a tutti capita di sbagliare, l’importante è che tu capisca l’errore che hai commesso e che faccia il possibile per ripararlo. Per quanto riguarda la danza ricorda che “ volere è potere” se tu vuoi veramente andarci a quello stage e hai un obiettivo fisso dovrai fare il possibile per realizzarlo. Prova a parlarne con tua madre e ad insistere, alla fine cederà, se non sarà così, sono disposta anch’io ad aiutarti. Mi raccomando a volte bisogna lasciarsi andare nella vita, non avere sempre paura. Mi ha detto la prof facendomi l’occhiolino, ora mi sentivo veramente meglio, e sapevo come comportarmi con Giulia e mia madre.
-Grazie prof. Le prometto che farò il possibile, ora è meglio che torni in classe, altrimenti ……..
-Aspettami pure davanti alla porta della sala insegnanti , ti giustifico io per le due ore che sei stata assente.
Così ho salito le scale come mi aveva detto e ho aspettato che mi raggiungesse . Mi restava solo l’ultima ora di inglese, che palle! A me piaceva l’inglese, alle elementari ero la più brava, adesso invece l’inglese lo odio! E secondo voi perché?
La professoressa è solo una befana, non spiega, non fa altro che urlarti nelle orecchie quando sbagli, di fare orribili battutine su come sei vestita, sulle espressioni che fai quando si mette ad urlare o a ridere a voce alta senza pensare agli altri. Una cosa che mi da molto fastidio è quando dice ad alta voce i voti delle verifiche, o gli errori di scrittura, poi assegna trenta pagine al colpo da studiare senza spiegarle e il giorno dopo fa delle verifiche lunghissime, fino a sei pagine. Non la sopporto, adesso mi immagino quando entrerò in classe, dirà: “Oh ecco la signorina Valentina ritornare, come si sente? Sta meglio?” e riderà a squarciagola. I giorni in cui l’abbiamo due ore attaccate è un inferno, quelli delle superiori dicono che è la migliore in tutta la scuola. Sarà così ma io di tutto questo ho imparato ben poco. L’anno scorso abbiamo avuto per un periodo una supplente, era eccezionale, proprio come la mia ex maestra, con lei avevo sempre voti alti, tra il distinto e l’ottimo, invece quando è ritornata questa, non riuscivo a superare il buono, che s***. Cerca sempre di approfittarne perché siamo la classe migliore, quella più buona quindi quando è arrabbiata con le altre classi, non sta bene, le gira male o ha problemi familiari, ce ne accorgiamo subito, basta vederla dall’espressione che ha in faccia e se la prende con noi insultandoci. Invece quando non si sente molto bene è vestita con dei vestiti neri o grigi, quando è proprio rabbiosa e c’è da tremare porta una gonna sempre e solo nera.

Avrò aspettato la prof almeno una decina di minuti , lì davanti alla porta come un palo, chissà cosa mai avrà da fare? Intanto la campanella dell’ultima ora era suonata. Dopo un po’ , finalmente ho sentito dei passi, era la prof, aveva tutti i capelli spettinati, era la prima volta, di solito ce li ha tutti fermi con la lacca, pettinati bene, mi ha fissato per un momento allora io imbarazzata le ho fatto un piccolo sorriso di comprensione.
-Scusami Valentina, ma mi erano scivolati i tuoi fogli sotto la scrivania e ho dovuto cercarli perché voglio studiarli meglio a casa.
-Non si preoccupi prof. Anzi grazie ancora.
In quel momento mi ha messo la sua mano sulla spalla come segno di incoraggiamento. Oh, prof! Quanto le voglio bene!
-Vieni, andiamo.
Quando siamo giunte davanti la porta della mia classe, mi sono voltata dietro e ho dato un’occhiata alla prof.
-Mi raccomando, non dica nulla a mia madre, la prego.
-Assolutamente no, è segreto professionale. Sarebbe quasi un reato andare a confidarle tutto, anche se è pur sempre tua madre.
-Ok, grazie.
La prof in quel momento ha bussato e come al solito tutti in coro con la voce della prof che sormontava quella degli alunni hanno urlato: “Avanti!”. Noi abbiamo aperto la porta. La prof d’inglese mi ha detto:
-Good morning Valentina! E mi ha fatto cenno di sedermi al mio posto, accanto a Silvia, intanto la prof di italiano ha incominciato a parlare a sottovoce con la befana che continuava a guardarmi e faceva annuiva con la testa. Sicuramente le avrà raccontato tutto!! Mamma mia che vergogna, ero rossa come un peperone!
-E allora? Come ti senti? Mi ha chiesto silvia tutta preoccupata.
-Guarda adesso sto molto meglio, ma non ti dico cos’è successo!
-Cosa ti avrà mai fatto in due ore?
-Ti prego giurami che non lo dirai a nessuno, per adesso tu sei l’unica di cui mi posso fidare!
-Si giuro, ma adesso dimmi, non fami restare sulle spine.
-Mi ha fatto da psicologa.
-Come da psicologa?
-Allora sai quelle enormi poltrone nere in cui ti siedi, chiudi gli occhi e ti sfoghi completamente, raccontando a una psicologa, che sarebbe la prof, tutto? Mentre lei scrive ciò che le dici esaminandoti e dandoti.
-Wow! Ed è efficace?
-Certo che è efficace, adesso che mi sono sfogata, mi sono tolta un enorme peso e so come comportarmi con Giulia quando leggerà la mia lettera, devo dirle tutto quello che penso in faccia, a quattr’occhi, seguire il mio cuore e non importa se sbaglio, tutto si può risolvere!
-Brava! Ti vedo sicura.
-Grazie, oggi Giulia dovrebbe ricevere la mia lettera, domani a scuola sarà isterica, dobbiamo preparaci!
-Si, non vedo l’ora!
La prof ha ripreso per dieci minuti la lezione, in seguito la campanella è suonata. Ho preso tutti i miei libri e gli ho infilati nello zaino, non volevo avere una conversazione con Giulia.
-Scusami Silvia se vado di fretta, ma non voglio vedere Giulia, oggi se mi ricordo ti chiamo o ti mando un sms.
-Ok non ti preoccupare, altrimenti ad una certa ora mi faccio sentire io!
-Certo, ciao!
Sono corsa fuori dalla classe come un siluro, ma anche se ero lontana Giulia mi ha visto e mi ha detto delle cose a cui io non ho dato nemmeno retta, ero troppo distante per urlarle una risposta. Adesso sapevo cosa fare. Ho cambiato perfino percorso per tornare a casa. Ho preso una specie di scorciatoia che andava davanti alla palestra di danza, volevo vedere se la maestra era già arrivata. Ho osservato bene nel parcheggio se c’era la sua macchina, ma niente. Così ho deciso di proseguire, altrimenti mamma si sarebbe preoccupata credendo che avessi deciso di fuggire, mi sono messa a correre in modo disperato, con lo zaino che faceva degli enormi salti sulla mia schiena, dopo un po’ mi sono fermata perché non ce
la facevo più. In quel momento ho sentito un clacson di una macchina suonarmi alle spalle, mi sono voltata e ho visto la macchina della maestra di danza con lei che mi salutava con la mano. E’ andata a parcheggiare poi mi ha raggiunto sulla pista pedonale, aveva i capelli tutti spettinati e il fiatone.
-Ciao! Scusa se sono arrivata un po’ in ritardo, ma se sa…..
-..No, no, è stata una cosa che ho deciso all’ultimo momento, non ho chiuso occhio tutta notte e siccome mia mamma questa mattina non mi ha detto niente riguardo alla vostra telefonata, vorrei sapere cosa ti ha detto, sempre se…..
-Certo! Io l’ho supplicata in tutti i modi. Le ho spiegato tutto il regolamento della scuola, che alla mattina tutti gli allievi vanno a scuola normalmente e danza si pratica solo al pomeriggio, che all’interno c’è una specie di appartamento, con una mensa, insomma tutte le informazioni riguardante la scuola, l’educazione, tutto!
-E lei cos’ha detto?
-Ha detto che ci penserà perché vuole prendere una decisione corretta per te e per il tuo futuro. In pratica vuole che tu continui gli studi e che ti faccia una posizione.
-Ma lo farò, sicuramente non mi appoggerò solo alla danza perché se in futuro non avrò successo e la mia decisione cambierà, cosa farò? questo dovrebbe saperlo!
-Secondo me dovete soltanto parlare.
-Si ma lei non sa che io voglio in futuro diventare qualcosa nel campo della danza, lei non sa niente perché io non le ho mai confidato nulla.
-Secondo me basterebbe che tu le dicessi che per te la danza è molto importante, ma anche lo studio quindi vorresti con il cuore portare avanti entrambi nel miglior modo. Oppure potreste fare delle scommesse.
-In che senso?!?
-Nel senso che se cominci ad andare male nello studio abbandonerai l’accademia, sempre se ti prendono, mi raccomando non illuderti!
-Si per carità è un ‘ottima idea però se dovessi…..
-E’ l’unica soluzione, te lo dico io …… e anche la migliore, perché così saresti costretta ad impegnarti il più possibile, le mamme accettano subito a queste condizioni, anche la tua, sta tranquilla!
-Ok grazie!
-Ora devo andare perché tra mezz’ora mi arriva il primo gruppo di allieve………..e ricorda che hai pochi giorni di tempo per convincerla, se vedi che in questi giorni che non cede, chiamami!
Mi ha urlato la maestra, mentre si dirigeva verso la palestra. Dovevo pensarci o almeno trovare una soluzione al più presto. Mentre camminavo avevo vari pensieri per la testa, mi sono resa conto che a Giulia sarebbe arrivata la mia lettera e che rischierei di perdere la mia migliore amica, i rimproveri di mia madre visto che sono di venti minuti in ritardo….
-Ah, devo stare tranquilla, mi ha detto la prof, non pensarci in continuazione altrimenti rischio di strare male!

Ecco ero già arrivata a casa, aiuto! Ho aperto molto lentamente la maniglia della porta, ho guardato sia a destra che a sinistra, non c’era nessuno, ho osato in punta dei piedi ad andare in cucina per appoggiare lo zaino per terra quando ho alzato gli occhi e ho visto mia madre con le mani sui fianchi che sbuffava ( come al solito, che novità!).
-Ciao mamma! Le ho detto con un sorriso forzato. La prof mi aveva detto che dovevo sembrare il più rilassata possibile.
-Ah sei arrivata! Era ora, sei di venti minuti in ritardo, te ne rendi conto si o no? Mi ha detto bruscamente quasi sorridendo per dispetto.
-Scusa mamma, ma ho avuto un contrattempo, sai come sono i professori….
-Si lo so, lo so. Per questa volta sei perdonata, ma non tollero più altri ritardi, sono stata chiara?
-Ok, ma ti giuro non ho fatto apposta.
Non potevo di certo raccontarle che sono stata ad aspettare la maestra di danza per sapere cosa si erano dette durante la telefonata. Comunque sia non avevo di certo intenzione di parlare con una iena come lei, minimo mi avrebbe aggredito dicendomi che ero una ragazza con la testa tra le nuvole, che non facevo altro che sognare, ma allora come potevo fare a convincerla? Ho mangiato in fretta da sola e sono corsa in camera mia, ho acceso il cellulare, c’erano due sms, uno era di ….Alessio?!? Il secondo di Silvia, fantastico!!!! Ed infine uno alla segreteria di Giulia che diceva:
“Bell’amica che sei, non vuoi più ne vedermi ne parlarmi, io da te non me lo sarei mai aspettata! Sei una stronza e poi mi vieni a dire che sono io quella che ha sbagliato tutto, che sono maleducata! Vale, io ti volevo bene e anche se non sembra contavo tanto su di te, per me eri il mio braccio destro. Tu non provi quello che provo io, senza di te sono disorientata, non posso stare senza chiamarti. Senza parlarti, senza aver nessuno con cui arrabbiarsi e confidarsi, te ne rendi conto? Comunque non sono qui per supplicarti di ritornare mia amica se lo sei in modo forzato, apprezzo la tua sincerità e sono disposta anche se malvolentieri di interrompere per un po’ la nostra amicizia!”
Io le ho risposto per via sms:
“Immaginavo reagissi in questo modo, ma non volevo farti soffrire. Non potevo continuare ad andare avanti così,scusa ancora!”
Dopo di che ho letto quello di Alessio che diceva:
“Ciao, è da un po’ che non ti sento, una settimana fa hanno spostato la nostra classe al terzo piano quindi non ti ho più visto. In questo periodo ho studiato molto perché quest’anno avrò gli esami. Quando possiamo vederci? Magari un pomeriggio con la tua amichetta! Che ne dici? Rispondi”
Credevo si fosse per fortuna dimenticato di me invece……. E adesso cosa gli avrei potuto rispondere?!? Ho riflettuto un po’ e alla fine ho deciso:
“ Ho litigato con Giulia e non credo faremo pace, quindi se a te va bene te ne porterò un’altra, ma non questa settimana perché è un brutto periodo. Entro la fine della settimana mi farò sentire, promesso!”
Non lo sopporto questo Alessio, lo ammetto mi era diventato un po’ simpatico, però devo trovare un modo per togliermelo di torno, sicuramente ce ne sono altri di più simpatici che cercherò di conoscere, devo fare anch’io nuove esperienze. Alla fine mi era restato solo l’sms di Silvia da leggere:
“ Allora si è fatta viva Giulia? Mi ha chiamato piangendo. Chiamami”
Silva non mi scriveva mai sms lunghi, era sempre così breve che mi lasciava sulle spine. Così l’ho chiamata anche per dirle se voleva uscire un pomeriggio con me e Alessio.
-Pronto! Ha risposto Giulia.
-Ciao! Le ho detto io.
-Finalmente, stavo per impazzire! Mezz’ora fa mi ha chiamato Giulia piangendo disperata, mi ha chiesto se io ne sapevo qualcosa della lettera.
-E tu cosa le hai risposto?
-Di si perché insomma altrimenti lei si sarebbe confidata con me e non mi andava di fare il doppio gioco, così ho preferito essere sincera e chiara.
-Grazie, sei proprio una vera amica, ma cosa ti ha detto di preciso in quel breve tempo che siete state al telefono?
- Mi ha detto che di te non se lo sarebbe mai aspettata perché era convinta che fossi una vera amica, che per lei eri il suo braccio destro, senza di te è disorientata, però apprezza anche la tua sincerità. Non vuole supplicarti di tornare sua amica in modo sforzato, insomma se tu non vuoi, che è pronta ad interrompere la vostra amicizia. Infine che potevo tranquillamente riferirti tutto perché tanto ti aveva già lasciato un messaggio nella segreteria telefonica. Mentre mi diceva queste cose piangeva in modo disperato chiedendomi dei consigli.
-E tu cosa le hai detto, voglio dire che consigli le hai dato?
-Le ho detto la verità cioè che stavo dalla tua parte e condividevo pienamente quello che hai detto tu!
-Grazie mille!A proposito sai Alessio?
-Si, quello con cui sei uscita con Giulia?
-Si, ecco vuole uscire un pomeriggio ancora con noi due, io le ho detto che abbiamo litigato. Vorresti venire tu con me? Devo ancora conoscerlo meglio per andarci da sola!
-Certamente, ho una voglia di conoscerlo! Quando?
-Be gli ho detto che questa settimana non posso, però gli ho promesso che mi sarei fatta sentire per la prossima settimana, comunque ti dirò a scuola.
-Wow, sono emozionata io per te!
-Se vuoi ti lascio il posto, quel ragazzo non fa per me!
-E lui l’ha capito?
-No!!! Però se continua prima della fine della scuola glielo dico.
-Ok, mi è venuta un’idea pere farglielo capire.
-Forza, spara!
-Allora, sai il gruppo di ragazzi con cui sta lui?
-Siii
-Ecco tu mi avevi detto di volerne conoscere altri per fare esperienza, per vedere come sono. Un giorno quando è presente anche lui, tu vai là, vestita in modo un po’ particolare e chiedi il numero di telefono ad uno di loro, senza nemmeno degnare di uno sguardo Alessio!
-Si ma se mi chiede perché l’ho fatto, che gli rispondo?
-Gli dici: “Beh ma tu vuoi conoscere tutte le mie amiche, uscire con loro con la scusa di farmi sentire a mio agio e io non posso conoscere e chiedere il numero di telefono ai tuoi amici!?!”
-Fantastico! Sei un genio.
-Allora uno di questi giorni provaci!
-Ok grazie, magari tieni il cellulare acceso oggi.
-Sarà fatto, ciao! Mi disse Silvia ridendo.
Silvia si che era una vera amica. In quel momento mamma bussò alla porta.
-Ma allora è precisamente da quarantacinque minuti che sei al telefono! Chi era? Mi ha chiesto.
Diceva così solo per sapere chi avevo chiamato, io non le chiedo mai con chi sta parlando e soprattutto non la interrompo mai, che ingiustizia! Ma devo sempre essere gentile, in particolare in questi giorni, se voglio ottenere la firma di quel biglietto, chissà magari anche lei diventerà gentile.
-Ehm, era Silvia. Ho dovuto spiegarle un argomento di scienze. Le ho detto io. – Ti prometto che per oggi non userò più il telefono!
-Ok, vedo che hai capito, brava. Mi ha risposto mamma facendomi l’occhiolino.
-Adesso devo fare i compiti!
Ho fatto un sospiro, non riuscivo a studiare, ero tropo agitata per quel biglietto e anche per Giulia. Insomma siamo anche state cinque anni alle elementari insieme, le ho voluto molto bene. Fino all’anno scorso era come me, timida, gentile, sempre disponibile, molto educata, invece da quando sta insieme a quelle due ragazze o meglio “streghe” Chiara e Sara di terza media è cambiata totalmente: è aggressiva, maleducata, impulsiva, prepotente, non più timida, anzi tutto quello che pensa te lo dice in faccia ovunque tu sia. Si veste anche in modo diverso, come quelle due. Pantaloni a vita bassissima, magliette in maniche corte anche d’inverno che lasciano vedere l’ombelico, a volte degli stivali con il tacco, i capelli sempre raccolti e spesso truccata. E’ cambiata, non è più la Giulia che conoscevo io, anche nei modi di fare, si da così tante arie! Alle elementari mi sono isolata da tutti per stare con lei, avevo solo lei di amica, tutti mi cercavano di convincere: “Non stare con lei, non è altro che una ragazzina musona, timida,ombrosa, antipatica, insomma una vera noia” Ma io la conoscevo veramente e ho scelto lei invece che le altre amiche. Era diversa. Un’amica speciale, per me era come una sorella, per lei ero disposta a tutto, a fare qualsiasi cosa. Veniva sempre a casa mia, tutti i giorni, o io dormivo a casa sua, eravamo le migliori amiche della classe, anche le maestre se n’erano accorte e stranamente facevano il possibile per farci stare vicine.
In quel momento mi sono messa piangere disperata e mi sono gettata sul letto. Dov’era la Giulia che conoscevo io, la mia migliore amica per cui sarei disposta a tutto? Perché si era trasformata così in fretta? Forse era diventata troppo grande rispetto alla sua età e velocemente? Cosa dovevo fare io, voglio dire come dovevo comportarmi nei panni di migliore amica? Magari si comportava così perché è in difficoltà e non si fida di me quindi io devo starle vicino? E se sta soffrendo?
-Uffa!! Io le voglio bene, non voglio vederla soffrire! Ora che ho interrotto la nostra amicizia forse non vorrà più tornare da me, ma scegliere quelle due streghe! Oh, che confusione!
In quel momento avevo solo voglia di piangere, ma dovevo resistere, mettermi a studiare e basta!
-Se continuo a pensarci rischio di stare male ancora!

Ho incominciato a studiare da storia, l’odiosissima storia con la solita rivoluzione francese. Per un’ora ho studiato come una disperata poi il telefono ha cominciato a squillare, era Alessio, mi aveva inviato un sms:
“Scusa se non ti ho risposto prima, sono contentissimo che tu voglia farmi conoscere delle tue amiche, ma mi dispiace che tu abbia litigato con Giulia, mi raccomando fate presto pace e aspetto una tua risposta! Baci Ale.”
-Lo spero anch’io di fare al più presto pace con Giulia, ma per adesso non voglio più sentire nominare il nome Giulia, solo a sentirlo mi viene mal di pancia!!
Dopo di che mi sono rimessa a studiare Inglese, a fare un sacco di compiti che mi aveva assegnato la befana e ovviamente la prossima volta c’era la verifica! Mi sembra giusto una verifica lunga cinque pagine ogni ora della settimana , era l’unica in tutta la scuola che aveva questo orribile metodo!
Ho studiato un’ora e mezza di fila senza mai fermarmi, alle quattro e mezzo è venuta mamma a chiamarmi per la merenda:
-Tesoro! Vieni a fare merenda!
-No, grazie non ho fame!
-Come non hai fame, non ti senti bene!
Strano per una volta mamma era gentile, poi si è seduta vicino a me, sul letto.
–Hai una faccia, che c’è?
-Niente. Le ho detto io, solo ora si preoccupa per me.
-Senti se sei preoccupata per quel biglietto……
-Mamma, ti assicuro che per me è importantissimo! In quel momento mi è venuta in mente la maestra che mi diceva della scommessa, dovevo parlarne anche se sarebbe stata dura!
-Senti, posso capirti, però capisci, io sono sicura che tu quando vai là, anche se ci saranno le migliori scuole tu trascurerai lo studio e il prossimo anno non deve accadere perché dovrai prepararti agli esami!
-Ascolta, che ne dici se facciamo una scommessa?
-Del tipo?
-Se sarò selezionata, resterò in quell’accademia soltanto se sarò brava anche a scuola e se avrò ottimi voti, invece se incomincerò ad andare male ti permetto che la abbandonerò per sempre. Questa è una scommessa perfetta, se non ti fidi lo metteremo per il scritto con entrambi le firme, tipo un contratto!
-Uhm, interessante. Potrei rifletterci su! Ma come farai ad abbandonare tutti i tuoi compagni?
-Mamma sono disposta a tutto per la danza! Poi ricorda che smetterò mai di studiare perché in futuro, quando crescerò, potrei cambiare idea, quindi lo studio è indispesabile!
-Si, mi sembra che la testa apposto tu ce l’abbia! Mi ha detto mamma pensierosa, magari l’ho convinta?- Ci ho ragionato tutta la notte. Si mi sembra una buona idea quella della scommessa, comunque devo pensarci prima di prendere una decisione così importante, ricorda che è in gioco il tuo futuro!
Mi ha raccomandato alzando un dito in alto, sembrava un intellettuale quando si comportava così
-Pensandoci bene mi è venuta un po’ di fame, è ancora valida la proposta di prima? Ho chiesto a mamma ridendo.
-Certo! Ti va un panino con la nutella?
Di solito il panino con la nutella non lo mangio mai per mantenere il fisico perfetto da ballerina che ho, comprese le mie gambe che tutti dicono siano fantastiche, anche se secondo me sono normalissime però in questi casi si può fare un eccezione!!
Sono scesa in fretta giù in cucina, mamma mi aveva già preparato un maxi panino con la nutella, lei invece si era fatta un caffè.
-Mamma!!! E’ buonissimo, sarà da Natale che non ne mangio uno!
-Ogni tanto ci vuole per allontanare i brutti pensieri! A proposito, non mi hai ancora detto cos’hai?
-Niente, preferisco non parlarne, veramente……
-Ok, se preferisci così, però ti farebbe meglio uscire ogni tanto.
-Si, certo, la prossima settimana ti prometto che lo farò.
-Ora devo andare a stirare, a dopo! Tu studia, che sarai gratificata!
Non sapevo cosa intendeva dire, io avevo già dei voti bellissimi anche se ogni volta cercavo di migliorare sempre di più, perché devo ammetterlo io sono una che non mi accontento facilmente e mi impegno sempre il massimo ( a dirla tutta, alle medie bisogna lavorare tantissimo per guadagnarsi un voto alto!). Comunque ho ascoltato il suo consiglio e sono ritornata in camera mia a studiare geografia, l’ultima volta avevamo fatto la Norvegia, ero stata anche interrogata, la prof mi aveva assegnato un bel distinto. Solo distinto! Ho pensato io, non ho sbagliato niente, ovviamente la prof ha fatto apposta perché da me pretende molto e io il giorno dopo le ho portato una splendida ricerca su i “Lapponi o Saami”, la migliore che io abbia mai fatto, lunga tre interminabili pagine. La prof mi ha chiamata in piedi davanti alla cattedra (non l’ha ancora capito che è una cosa che odio, in piedi davanti alla classe ad esporre una lunga ricerca è la cosa più brutta per me, soprattutto per il mio carattere!), ho parlato per un interminabile ora. Con gli occhi guardavo fuori dalla finestra, immaginando che attorno a me non ci fosse stato nessuno. Quando avevo finito ho guardato la profsospirando, lei mi ha sorriso e mi ha dato uno splendido ottimo, magnificamente meritato!! Adesso avevo da studiare la Finlandia, è un paese che mi ha sempre affascinato con i suoi laghi, Helnsiki e la Lapponia, dove vive Babbo Natale, anche se devo ammetterlo ho smesso di crederci da quando avevo nove anni. Dovevo rifare la cartina sul quaderno ricalcandola dal libro, studiare e uno schema riassuntivo. Alle cinque e mezzo ero ancora lì che studiavo, non ce la facevo più così mi sono fermata un attimo. All’improvviso ho sentito delle urla o risate, sembrava venissero da fuori. Sono corsa alla finestra, l’ho aperta e… ho visto Giulia con le streghe. Le ragazze più famose della scuola per i loro modi di fare. Con piercing sul naso, sulla bocca, capelli neri lunghi con meches bionde sul ciuffo, iper truccate, con pantaloni a vita bassissima, stivaloni con lacci fosforescenti, catene attaccate allo zaino. Facevano di quei versi che sembravano matte. Da Sara e Chiara non c’è da meravigliarsi molto, ma da Giulia si, visto che di solito è una ragazza per bene, aveva i capelli tutti sparpagliati con un fascia sempre nera come i suoi capelli, un rossetto color fuxia scuro quasi rosso e una matita nera agli occhi, era strana però. Sembrava quasi persa, che non si rendesse conto di ciò che stava facendo. Così ho provato a chiamarla.
-Ehi Giulia, ciao! Le ho detto facendo un cenno con il braccio destro.
-Guarda Giulia c’è la stronza! Hanno detto le streghe indicandomi.
Lei mi ha solo guardata con due occhioni ed ha continuato il percorso, cosa? E’ rimasta zitta, poi ha accennato solo un sorriso. Mi aveva soprannominato stronza? Credo ci sia qualcosa che non quadra e io devo scoprirlo, se Giulia sarà in pericolo la aiuterò che lo voglia o no! Mi sono seduta sul letto, avevo quasi finito di studiare, mi mancava solo una pagina quindi potevo pure riposarmi con calma. Sono andata nel borsone di danza e ho preso il biglietto. L’ho girato e rigirato, non sapevo più cosa fare, avevo voglia di mollare tutto e piangere.
-No! Non posso arrendermi ora perché non bisogna mollare mai, mai! Ho un obiettivo che voglio raggiungere con tutto il mio cuore e lo raggiungerò perché “Volere è potere!”
Stavo per impazzire, tutti questi problemi insieme! Mi sono buttata sul letto, ho acceso lo stereo, ho chiuso gli occhi e ho cercato di dimenticare tutto! Alle sette in punto ho sentito la chiave girare, era arrivato a casa papà. Ho abbassato totalmente il volume dello stereo, sono scesa un po’ dalle scale e mi sono seduta su uno scalino per ascoltare meglio di che cosa parlavano. Si sentivano strane voci, ad un tratto però mamma ha alzato la voce e sono riuscita perfettamente a sentire quello che dicevano.
-Ma lo capisci che per lei è molto importante, se mi ha fatto una scommessa del genere significa che è veramente pronta a tutto! Diceva mamma.
-…Si, ma dicono tutte così le ragazzine poi una volta arrivate là, cambiano totalmente e a quel punto sarebbe impossibile portarla via!
-Ma mi ha assicurato anche la maestra che è un’accademia ottima, tutte le ragazze ricevono una buona educazione!!
-Si, si. Tu fa quello che vuoi, ma sappi pure che se in futuro avrai problemi non incolpare me, la responsabilità è soltanto tua, il suo futuro è nelle tue mani!
Non capivo perché papà si comportava e diceva quelle cose, spero solo che mamma non abbia nessuna intenzione di ascoltarlo! Poi sono corsa in camera mia perché papà stava per salire e se mi avesse beccato lì addio danza! Alla sera, durante la cena io non ho fatto una parola, volevo fossero loro a chiedermi qualcosa.
-Allora tesoro, com’è andata oggi? Mi ha chiesto papà.
-Come vuoi che vada? Come al solito, anzi peggio del solito!
- Ma va male a scuola?
-No!! A scuola tutto bene. Ho risposto io freddamente
-Ah… capisco!
Si cosa vuoi capire? Volevo chiedergli .Sei solo un padre senza cuore, che non è in grado di capire i veri sogni che possono rendere felice la sua bambina. Appena ho finito di mangiare sono andata in salotto a guardarmi la televisione. Papà ha chiuso la porta e si è messo a litigare con mamma.
-…Ecco! Vedi come sta? Sei contento di vederla così? Ha urlato mamma.
-No,ma prima o poi le passerà!
-Un sogno, una passione non svaniscono così anzi aumenta sempre di più e le conseguenze sono queste!
-Ma scusa non eri contraria anche tu?
-Si, ero contraria e se lo vuoi sapere lo sono ancora però se questo serve a renderla felice sono disposta a farlo!
-Vedi che mamma sei!
-Io sono una mamma normale che non vuole vedere sua figlia soffrire perché se la guardi bene negli occhi, vedi una ragazza triste e non dovrebbe accadere a una tredicenne! Lo vuoi capire che è così tutti i giorni?!? Studia in continuazione per non pensarci!
-Vedrai che non sarà solamente quello, ci saranno altri problemi!
-Sicuramente, non lo escludo, però questo è quello che incide di più. Poi ci saranno altri problemi legati alle amiche, ma ha detto che preferisce non parlarne.
-Questi sono affari suoi!
Dopo non sono più riuscita a capire bene cos’hanno detto, ma ero in parte felice che mamma fosse finalmente dalla mia parte, almeno oggi andavo a letto un po’ più tranquilla! “La notte porta consiglio” quindi devo pensare a cosa fare con Giulia, se parlarle o no, oppure avrei potuto seguirla dopo la scuola per verificare se era tutto apposto. Se mi scoprirà non mi perdonerà mai però è solo per il suo bene. Basta! Domani sarà un altro giorno! Le cose andranno meglio.
Alla mattina mi sono alzata di soprassalto, ero convinta di essermi addormentata e di non aver sentito la sveglia!
-Tesoro! Corri sempre di fretta. Mi ha detto mamma mentre stavo per uscire, infatti era vero, mancava quasi mezz’ora e avevo da fare soltanto circa seicento metri.
-E’ sai ho paura di arrivare in ritardo. A proposito mamma oggi probabilmente torno un po’ tardi perché devo andare via con Silvia dopo la scuola, però ti prometto che farò il possibile per non ritardare molto.
-Ok, ma non preoccuparti. Oggi ho una riunione e dovei tornare verso sera quindi anche se mangi con Silvia per me fa lo stesso, basta che quando torni a casa mi mandi un messaggino, sai io mi preoccupo!
-Certo! Le ho detto io.
Wow! Infatti avevo intenzione di andarci accompagnata da Silvia. Mamma mi ha dato un bacino sulla guancia, mi ha fatto le soliti inutili raccomandazioni e sono (finalmente) uscita. Quando sono arrivata Silvia era già lì che mi aspettava.
-Ciao! Mi ha detto. – Ieri ho visto Giulia con le streghe ero presente anche quando ti hanno chiamato stronza, non sono passata di lì perché avevo lasciato il cellulare a casa e non ho potuto avvertirti, mi dispiace.
-Niente! E’ che non me lo sarei mai aspettata da lei poi faceva di quei versi.
-Si, è stranissima. -secondo me nasconde qualcosa, oggi dopo la scuola devi andare subito a casa?
-No, mia mamma torna a casa come al solito alla sera.
-Soltanto per oggi anche la mia ritarda, senti che ne dici se la seguiamo, così vediamo dove va, almeno sto anch’io più tranquilla.
-Ma perché ti preoccupi così tanto?
-Perché io le voglio ancora tanto bene e non voglio perderla! Ho paura che commetta brutti errori, capisci per me è come una sorella.
-Si ok, vengo con te! Ma sai se dovesse scoprirti, non ti perdonerebbe mai!
-Si lo so, ma magari me ne sarà riconoscente per la vita e anch’io starò meglio, perché sto soffrendo con lei.
-Va beh, speriamo bene!
-Si, dai fidati almeno un po’ di me, batti cinque!
-Ecco, contenta! Mi disse Silvia battendo cinque sulla mia mano destra.
A ricreazione ho cercato di stare vicino a Giulia, mi mancava già, devo ammetterlo.
-Senti che altro vuoi da me? Mi ha chiesto Giulia guardandomi finalmente in faccia.
- Giulia, voglio sapere che ti succede, sei cambiata, non ti riconosco più!
-Hai qualche altra critica da farmi? Mi ha detto scappando, io continuavo a seguirla, dovevamo chiarire tutto.
-No Giulia, io ti voglio bene!
-E allora perché mi stai facendo questo? Ho già altri problemi!
-Perché è la cosa migliore, ultimamente non abbiamo fatto altro che litigare, interrompendo per un periodo la nostra amicizia ognuno si renderà conto dei propri errori e tutto ricomincerà ancora meglio, ma se hai dei problemi e vuoi parlarne io sono sempre disposta a farlo! Te l’avevo detto?
-Si, ma non vuoi più stare con me e io non ce la faccio a sopportare tutto questo!
-Ascoltami, non voglio che tu stia male, che prendi brutte strade e combini qualcosa di insolito per colpa mia.
-Ma tu non puoi capire!
-Cosa?
-Niente, tanto hai detto chiaramente che non vuoi più a che fare con me!
- Giulia!!!!
-Lasciami in pace! Lei correva disperata, le sue lacrime continuavano a scendere interrottamente segnandoli il viso.
Io sono restata lì immobile come un palo, non sapevo cosa voleva dire, le volevo molto bene e vedevo benissimo guardando la sua faccia che c’era qualcosa che non andava, dovevo scoprirlo ed aiutarla, nonostante i miei problemi avrei sicuramente trovato il tempo per lei! Silvia è arrivata accanto a me
-Allora sei ancora sicura di volerla seguire oggi?
-Si, dopo quello che mi ha detto ancora di più! Tu mi accompagnerai, vero?
-Si, rischio per questa volta.
Non riuscivo a mangiare niente, non lo, mi nascondeva qualcosa ed io soffrivo un sacco!
-Non mangi? Mi ha chiesto Silvia.
-No, non ho fame!
-Se continui così rischi di stare male come ieri e a quel punto la prof sarà costretta a dire tutto ai tuoi genitori!
-No! Quello che le ho confidato nello studio della psicologa della scuola non può.
-E perché scusa?
-Perché primo, è segreto professionale e se non voglio io non può, anzi non deve dire niente a nessuno. Secondo perché mi ha giurato che non l’avrebbe fatto quindi io mi sono affidata a lei. Terzo perché se lo farà ci saranno delle gravi conseguenze!
-Ma dai!! Guarda che è tua madre e tu sei minorenne.
-Grazie, mi stai dando un grande aiuto psicologico. Io torno in classe!
Durante la lezione non ho fatto altro che guardare Giulia, aveva tutti gli occhi lucidi, ma lei giustamente non mi ha degnato neanche di uno sguardo. Quando è finita la scuola e all’una e dieci è suonata la campanella Giulia è corsa via in fretta. Mentre metteva i libri nello zaino continuava a guardarsi intorno, come se si sentisse osservata.
-Dai Silvia, muoviti! Altrimenti non la raggiungeremo più!
-Si certo, arrivo!
Quando siamo usciti dalla classe Giulia era ferma all’entrata con le streghe che rideva.
-Ferma! Ho detto a Silvia prendendola per un braccio. – Aspetta, non vedi che è ferma con le streghe?
-Ma scusa, prima mi dici di muovermi e poi mi fermi! E poi cosa c’è di male se è ferma con le streghe?!?
-Tu proprio non capisci? Come facciamo a seguirla se andiamo prima di lei, mica sappiamo dove deve andare!
-Mi sembra di essere un’investigatrice!
Per un minuto circa c’è stato silenzio totale ne io ne Silvia abbiamo parlato.
-Dai ragazze! Cosa fate qui ferme sulla porta?
-Niente prof, stavamo aspettando una persona, ma evidentemente è già passata e non ce ne siamo accorte! Ho detto io.
-Si capisco. A proposito…. Come va Valentina?
-Un po’ meglio prof. La ringrazio ancora per ieri.
-Niente. Mi disse la prof facendomi una carezza nella spalla ed un sorriso. – Io ora devo andare!
-Ok, vada pure prof. Le abbiamo detto in coro. -Arrivederci.
-Ma cosa stai lì con la prof a fare? Non vedi che Giulia è già andata?Ho continuato io.
-Ehm, ma potevi dirmelo no?
-Guarda che è da mezz’ora che continuo a darti gomitate e tu fai finta di niente!
-Veramente! Bèh, muoviamoci!
Siamo corse velocemente per il corridoio della scuola, anche se non si potrebbe, e per fortuna siamo al piano terra!
Quando siamo arrivate davanti al cancello della scuola abbiamo visto Giulia con le streghe che camminava.
-Eccola! Mi ha detto Silvia indicandole.
-Guarda che le avevo già viste! Le ho detto.
-An…….
-Adesso dobbiamo seguirle senza che se ne accorga!
-E come?
-Bèh, potremo……nasconderci dietro gli alberi e i cespugli, visto che c’è pieno! Giusto?
-Si, buona idea! Andiamo!
Sembravamo due conigliette! Per almeno altri dieci minuti le abbiamo seguite, senza che se ne accorgessero, ma dopo cinquanta metri c’era da attraversare la strada ed era lì il problema numero due!
-E adesso? Mi ha detto Silvia guardandomi.
-Aspetta che ci penso!
-Si, ma se aspettiamo tanto vanno avanti!
-Meglio, la strada è tutta dritta quindi è difficile perderle di vista e poi ci sentirebbero se stiamo troppo vicino! Tu continua a guardarle.
Non sapevo proprio cosa fare, bel problema! Dovevo sbrigarmi altrimenti andavano troppo avanti.
-Sono arrivata ad una conclusione.-Silvia fece cenno di si con la testa. – Ci nascondiamo dietro le macchine parcheggiate lungo la strada e tra le vetrine di alcuni negozi! Sai come voglio dire! Di solito le vetrine sono un po’ in dentro rispetto alla strada quindi restano delle piccole colonne, ecco noi ci nasconderemo lì!
-Si certo!
Le streghe continuavano il loro percorso senza nessun sospetto e noi continuavamo il nostro anche se con un po’ di difficoltà! Con uno zaino pesantissimo sulla schiena non è facile!
-Guarda girano per quella vietta! Mi ha sussurrato Silvia.
-E va bene! Faremo come prima, lasciamo che vadano avanti loro e poi vediamo!
-A me sinceramente sta venendo paura!
-Ma dai è tutto sotto controllo!
La stradina portava soltanto ad un vecchio capannone disabitato, cosa avrebbero potuto fare là dentro? Povera Giulia, cosa le stava capitando?
-Dai vieni Vale! La cosa si fa sempre più interessante!
-Si, per te, ma non per me, io mi sto sempre più preoccupando!
-Ecco stanno entrando, dai vuoi muoverti! Ti tiri indietro proprio ora!
-No, arrivo!
Nel capannone non c’era niente, era soltanto un posto buio,pieno di ragnatele e coperto da vecchi alberi ma mi sembra il posto giusto per delle streghe. Da fuori si sentivano delle risate e tutto ad un tratto si sentiva anche un forte odore di fumo!
-Silvia, senti anche tu quello che sento io?Ho detto io con un filo di voce
-Si, odore di fumo!
-Ma sicuramente non sarà Giulia! Saranno quelle odiose streghe!
-Lo spero anch’io! Comunque l’unica soluzione è andare a vedere.
-E come?
-E’ praticamente circondato da alberi, erba altissima e cespugli quindi dobbiamo cercare una piccola fessura senza che loro se ne accorgano!
-Si, tu guarda dall’altro lato.
Avevo le gambe che mi tremavano, non è possibile! Sono sicura che Giulia non farebbe mai una cosa simile. Devo essere un po’ ottimista in questa situazione( cosa che non sono!).
-Vieni! Ne ho trovata una ! Mi ha chiamato Silvia sottovoce.
-E ci hai anche guardato dentro? Le ho detto io con la bocca che tremava.
-No, ti ho aspettato! Ma se sei così agitata………
-Lasciami vedere ti prego. - Ho interrotto Silvia. – Nooo, non è possibile! Ho detto io con le lacrime che mi scendevano.
-Fammi vedere! Cavolo. Ha detto Silvia.
La fessura era piccola, ma si vedeva tutto chiaramente. Giulia stava fumando, non so cosa, ma stava fumando, seduta tra le due streghe. Inoltre vicino a lei c’erano tre o quattro bottiglie di alcol quasi vuote. Tutte e tre ridevano e avevano delle facce indescrivibili! Perché Giulia non mi ha detto niente? Questo spiega i suoi comportamenti. Non me lo sarei aspettato da lei ed era la cosa che non avrei mai, ma mai voluto vedere. E adesso cosa potevo fare in questa situazione?
-Beh infondo era quello che pensavo!Ha ripreso Silvia
-E adesso che facciamo?
-Non puoi di certo venire fuori e portarla via perché potrebbe avere una brutta reazione, anzi magari non potrebbe perdonartelo. Ora vieni, andiamo via!
Silvia ha dovuto tirarmi per un braccio, non volevo piantarla lì da sola, con quelle due streghe, chissà cosa avrebbero potuto farle! Io continuavo a piangere.
-Basta fare così! Vedi era meglio se ce ne andavamo a casa.
-Adesso non posso più vederla con gli stessi occhi. Ma soprattutto dobbiamo dirlo a qualcuno!
-Cosa? Questo vuol dire fare la spia! Ma soprattutto capirebbe subito che siamo state noi!
-Non me ne importa niente, un giorno mi ringrazierà. Ci raccomanda sempre la prof che se vediamo qualcosa di brutto fare da nostre amiche, tipo il fumo, la droga, ecc… è meglio dirlo. Ti rendi conto?? Ha solamente tredici anni, appena compiuti! Quindi domani mattina lo diremo alla prof.
-No?
-Vedrai la prof ci ringrazierà e in futuro anche Giulia. Quello che stiamo facendo è una buona azione. Ti rendi conto? Stiamo salvando la vita di una nostra cara amica! E comunque domani verrai con me! Siamo le uniche che abbiamo vere prove e se non ci crederà la porteremo a verificare tutto, guarda che può rischiare anche la morte! Se continui per un periodo a quest’età potrai rovinarti per sempre!
-Si certo, parla l’esperta!
-Dai, ti prego, fidati! Devi assolutamente aiutarmi, io voglio bene a Giulia e voglio aiutarla!
-Ok, però sbrighiamoci! Mi ha detto Silvia tirandomi per l’ennesima volta il braccio destro.
Alla fine dopo lotte, ho convintoSilvia ad aiutarmi, erano quasi le due ed eravamo solo davanti alla scuola.
-Allora, che fai, vuoi venire a casa mia o preferisci pranzare da sola?
-Che ne dici se andiamo in quella specie di rosticceria davanti a casa tua e ci prendiamo qualcosa?
-Si, ottima idea non ci avevo mai pensato. Allora resti a mangiare da me?
-Si, però alle due e mezzo vado perché dovrebbe chiamare mia mamma.
-Certo faremo prestissimo!
Abbiamo preso mezzo pollo arrosto, una vaschetta grande di patatine fritte, delle zucchine ripiene e alla fine un pezzo di pasticcio. Per il bere, tre lattine di cocca cola, due di aranciata e una bottiglia di acqua naturale! Siamo entrate in casa e abbiamo depositato il tutto nella tavola, gli zaini in camera mia. Ho alzato le tapparelle della cucina che davano sul giardino, quelle della camera mia e del bagno poi ho acceso la televisione. Silvia mi ha aiutato ad apparecchiare la tavola, ho preso dei piatti, forchette e bicchieri poi ho riscaldato il pasticcio nel forno a micronde, era buonissimo! Ne abbiamo mangiato una vaschetta media intera, per la prima volta non ho pensato alla linea, ero troppo nervosa! Di secondo ci siamo divise il pollo e le patatine fritte. -Vuoi del gelato? Le ho chiesto io.
-No, grazie è tardi! Ho mangiato benissimo, era tutto buono.
-Ok, vorrà dire che me lo mangerò da sola, vado a prenderti lo zaino e ti accompagno alla porta.
-Si ascolta questa sera se non ricevo una tua chiamata ti chiamo io.
-Va bene, ciao!
Mi sono chiusa la porta alle spalle e mi sono seduta per terra a piangere davanti allo specchio, avevo la faccia stravolta! Era un casino, intanto mancavano soltanto sei giorni per convincere mio papà a mandarmi a quello stage (mia mamma non era più un problema!) poi c’era Giulia, il suo futuro era tutto nelle mie mani, non sapevo cosa fare, se dirlo alla prof e portarla a verificare il tutto nel capannone o parlare direttamente con Giulia, cosa impossibile perché mi immagino già la sua reazione. Altrimenti avrei potuto dire tutto a mamma e farmi consigliare cosa fare, ma sicuramente mi vieterebbe per il resto della mia vita di stare con lei, non potevo di certo starmene zitta! Quello che sto decidendo di fare non significa di certo fare la spia, anzi….. sono sicura che sto facendo la cosa migliore quindi domani parlerò con la prof, lei saprà consigliarmi la soluzione migliore. Non posso più tenermi tutte queste responsabilità, in fondo sono solo una povera tredicenne! Mi sono alzata a fatica, sono andata in cucina a bere e ho sparecchiato, erano le 14:40. Ho pensato che sarebbe stato meglio accendere il cellulare, magari c’erano degli sms di Giulia!! No, ormai non conto più niente per lei.
Infatti nessuna novità, dopo un po’ il telefono di casa è squillato, chissà chi sarà: Giulia, Silvia, oh…
-Pronto!
-Ciao tesoro! Era la mamma.
-Ciao!
-Che hai, stai male?
-No, no tutto bene.
-Ok, dovrei tornare verso le 18, quindi solo per oggi tornerà prima tuo padre.
-Va bene, ciao!
Ho subito riattaccato.Siccome mio padre sarebbe arrivato prima era un buon motivo per cercare di convincerlo per danza, devo fare il possibile, altrimenti dovrei chiedere consiglio alla prof, che non so cosa potrebbe fare di così speciale comunque visto che si è offerta avrà sicuramente una soluzione. Ho guardato il diario, avevo già fatto tutto il giorno precedente per cercare di distrarmi, cosa potei fare fino alle 17? Mamma mi continuava a ripetere che dovevo uscire, ma non ne avevo così tanta voglia. Però visto che alla televisione non facevano niente perché “Beautiful” era terminato,l’unica soluzione era questa. Potrei fare un giretto di un quarto d’ora, di più non ci riuscirei! Sono andata in bagno, mi sono messa un po’ di lucidalabbra, pettinata i capelli ed ero pronta! Ho preso un borsellino e ci ho messo delle monetine, non si sa mai, meglio essere previdenti! Sono uscita e mi sono diretta verso i giardini. C’erano soltanto coppiette di ragazzi seduti sulle panchine abbracciati che mangiavano un gelato poi in lontananza ho visto Alessio. Ho cambiato subito direzione e sono corsa verso la piazza, non volevo assolutamente vederlo, soprattutto insieme a quegli stupidi ragazzi. Non ero dell’umore adatto! Quando sono arrivata in piazza ho pensato che la cosa migliore era prendermi un buon gelato. Sono andata nella solita gelateria in cui andavo con Giulia. C’erano soltanto due persone davanti a me e quando se ne son andate ho chiesto al gelaterie di aspettare un attimo e far passare le persone dietro di me, dovevo pensare meglio ai gusti da prendere.
-Un cono con cioccolato e vaniglia per favore. Ha detto una ragazza.
Cioccolato e vaniglia erano i gusti che pendeva sempre Giulia, le piacevano soltanto quei due. Ad un tratto mi sono voltata ed era lei. Mi ha guardato in faccia e se n’è andata senza nemmeno salutarmi.
-Allora signorina ha deciso? Mi ha interrotto il gelatiere.
-Si, vorrei un cono con Pistacchio e cioccolato.
-Tenga. Sono 0.90 centesimi.
-Arrivederci. Ho detto io.
Mi sono seduta nella prima panchina che ho trovato e ho incominciato a mangiare il gelato.
-Mi scusi signorina è libero il posto.
Ho alzato di colpo la testa ed era ancora Giulia, non sapevo cosa risponderle, perchè mi dava del lei?Per quale motivo manteneva questo distacco?
-Allora posso si o no? Ha continuato alzando il tono della voce.
-Si certo. Ho risposto io.
Giulia si è seduta nell’altra estremità della panchina, ogni tanto ci mandavamo delle occhiate,ma senza parlare, anche se avevo da dirle e chiederle un mucchio di cose. Quando ho finito il gelato mi sono alzata e l’ho salutata alla sua maniera.
-Arrivederci! Le ho detto andandomene.
Giulia ha fatto una faccia tanto stupita, cosa credeva che le dicessi? Dopo che mi ha trattato come un’ estranea, cosa pretendeva? Anche se le volevo molto bene e volevo fare il possibile per aiutarla, questo non giustificava i suoi comportamenti. Di solito sua mamma non la faceva quasi mai uscire da sola alle tre del pomeriggio, tranne che con me, ma al massimo un’oretta, e dopo la scuola la veniva a prenderla in macchina sempre puntualissima. Invece adesso è sempre in giro tutto il pomeriggio dall’una quando finisce la scuola alle sette di sera e oltretutto con delle persone più grandi di lei e sconosciute. Chissà cos’era successo a sua madre, magari si comportava così perché aveva problemi familiari e quando si era decisa a confidarmi tutto io le ho scritto quella lettera, ma comunque le ho detto che sarei stata sempre disponibile, qualunque cosa avesse! Il mio numero di casa, del cellulare ce l’ha, sa dove abito quindi se avrebbe veramente bisogno di me saprebbe dove trovarmi! Quando sono arrivata a casa, ho depositato la borsa sul divano e sono corsa in camera mia, ero distrutta! Dopo un po’ è squillato il cellulare, mi era arrivato un sms, magari era di Giulia……e invece era di Alessio, diceva:
“Prima ti ho visto ai giardini, ti ho anche salutata con la mano, ma evidentemente tu non mi hai visto perché ti sei immediatamente voltata per andartene. Allora hai chiesto a Silvia? Rispondimi”
Che insulso e antipatico, vorrei sapere cosa gliene frega di quello che faccio io, tutta colpa di Giulia, se non gli avesse dato il mio numero ora non avrei questo problema.
“ Adesso ti sei messo anche a spiarmi? Silvia ha detto di si però adesso non è il momento, se vuoi esci direttamente solo con lei!”
Mi ha risposto immediatamente:
“Cosa fai la spiritosa, lo sai che mi piaci tu, mica le tue amichette, voglio solo conoscerle”
“Non sono affatto gelosa, se è quello che credi e tu non mi piaci neanche un po’. Potresti darmi il numero di quel ragazzo che era vicino a te ai giardini, quello alto, con i capelli neri con il gel? Grazie.”
Questa volta però non mi ha risposto subito:
“Ok, accontentata. Il numero è 3439095572, mi raccomando non fare cose strane. Ma ti piace un tipo come lui e non ti piaccio io?!?”
“Tu sei carino, sei un bel ragazzo però non fai per me. Grazie ancora per il numero. Perché non dovrei fare cose strane? Non sono fidanzata!Giusto?”
“E lui sarebbe un bel ragazzo? Poi non è affidabile, insomma è un ragazzaccio!”
“Beh non è male! Se lui è un ragazzaccio tu cosa sei? Comunque bisogna provare per credere! Ma non è che sei geloso?”
“ Lo ammetto: un po’, ma è ovvio sei una bellissima ragazza e mi piaci, ma hai intenzione di provare tutti i ragazzi della mia classe?”
“Forse, perché è proibito……….ciao”
“Sappi che non avrai mai il mio consenso, comunque ti auguro tanta felicità e a domani!”
Ho trascorso il resto del pomeriggio ripassando alcune materie e guardando la televisione. Alle 17:45 è arrivato papà. Il momento si avvicinava sempre di più e dovevo pensare a come incominciare il discorso.
-Ciao vale, sono arrivato!
-Ciao! Gli ho urlato dalla camera mia.
Dopo un po’ papà è salito in camera mia e si è seduto sul letto.
-Vado a cambiarmi e poi sono tutto per te se hai bisogno. Mi ha annunciato, tipo se avesse capito che dovevo dirgli qualcosa.
Sono andata in cucina, mi sono seduta sulla sedia più vicina al corridoio (in caso dovessi scappare).
-Papà dovrei parlarti. Gli ho detto mentre beveva un bicchiere di acqua.
-Ok, dimmi pure.
-Potresti sederti? La voce già mi tremava.
-Certo, è qualcosa di grave riguardo la scuola?
-No, hai presente quello stage di danza, ecco…
-……senti ne abbiamo già parlato e la mia risposta è no! Tu a quello stage non ci andrai mai!! Mettitelo in testa!!
-Papà, ma tu non capisci, ti rendi conto che potrai pentirtene per il resto della tua vita?!? Stai infrangendo un mio sogno che ho da quando sono piccola! La danza per me è tutto, mi permette di esprimere i miei sentimenti, gioie, dolori, delusioni,e di rilassarmi, tutto! Ma pur troppo è da quando la pratico che voi non fate altro che ostacolarmi, non ho nessuno con cui parlarne, con cui raccontare tutte le mie esperienze. Dovresti essere contento che tua figlia ha un sogno, che al contrario delle altre ragazze della sua età invece di andare in giro per la piazza con ragazzi o amiche, nel tempo libero preferisce andare a danza! Cos’ho di male perché vado a danza? Mi sembra uno sport ottimo, che molte ragazze praticano e che oltretutto da molte soddisfazioni.
-Non è questo il punto!
-E allora qual è? A scuola sono sempre andata benissimo, ho sempre avuto voti stupendi e non ti ho mai dato dispiaceri!
-Ma tu di questo stage hai tralasciato un punto?
-Sentiamo, quale sarebbe? Gli ho urlato alzandomi, ero fuori di me.
-Se dovessi essere selezionata?
-Magari!
-Si, però il prossimo anno farai la terza media e….
-Di questo ne hai già parlato con mamma e non è affatto un problema, lo sai come la penso! Il problema è un altro, tu hai paura che io me ne vada per sempre a Venezia e che torni più!
-Tesoro, devi capire. Per te è tutto rose e fiori, ma in realtà non sai veramente le cose come stanno. Ti sembra di vivere una favola, ma tu sei ancora una ragazzina. Non sei ancora pronta per affrontare certe situazioni.
-Sarò pure una ragazzina, però sono diversa dalle altre, ho un obiettivo e lo raggiungerò con tutta me stessa perché volere è potere. Io non perderò di certo questa chance che ho, potrebbe essere la prima come l’ultima!
Sono corsa in camera mia, avevo le lacrime agli occhi, ero tutta sudata, fuori di me, il cuore mi batteva a mille e facevo addirittura fatica a respirare. Ho bevuto un goccio d’acqua dalla bottiglia di scuola. Sono stata rinchiusa per un bel po’ di tempo in camera mia, a sognare credo che sia l’unica cosa stupenda che mi resta e posso fare! Quando danzo e chiudo gli occhi, mi lascio andare cancellando tutto quello che mi circonda mi sembra di volare, mi immagino di trovarmi davanti a un mare deserto e ballare, ballare. E’ più forte di me, quando sento della musica mi viene voglia di danzare e non riesco proprio a trattenermi. Ad un tratto il telefono di casa è squillato, ma ho lasciato rispondere a papà. Dopo cinque secondi ho sentito bussare alla porta.
-Si può?
-Si.
-E’ Silvia!
Io gli ho strappato il telefono di mano senza nemmeno guadarlo in faccia e ringraziarlo face dogli cenno con la faccia di andarsene. Non era da me questo comportamento che io definivo da persone maleducate, ma ero così delusa, non sapevo come comportarmi! Mi sono seduta sul letto guardando fuori dalla finestra e ho risposto:
-Pronto!
-Ciao sono Silvia, ti ho disturbato?
-No, no. Dimmi pure!
-Volevo sapere cos’hai deciso di fare con Giulia, sai continuo a pensarci!
-Beh, in realtà avrei pensato di chiedere aiuto alla prof, secondo me è l’unica che può darci il miglior consiglio poi in questa situazione è meglio agire con prudenza!
-Ok, pensavo volessi affrontarla! Cambiamo argomento: lo sai mi sono presa un vestito mozzafiato, con delle ciabatte e la sua borsetta al nuovo centro commerciale!
-Wow! Io non ci sono ancora andata, ma ne parlano tutti! Com’è? In realtà in questo momento non me ne fregava niente di cosa si era comperata al nuovo centro commerciale, ma cosa potevo fare, non potevo di certo riattaccare?!? Così facevo finta di essere entusiasta e interessata di ciò.
-E’ sai quella specie di dorato, un po’ lungo, circa molto più in giù del ginocchio, di seta, non molto scollato, altrimenti mia mamma rompe! Con una borsettina da tenere in mano e della ciabatte con un po’ di tacco color oro, è fantastico dovresti vederlo!
-Non vedo l’ora di vederlo! Scusa se te lo chiedo, ma dove vai con quel vestito, ad una festa?
-Si!! Oh, che sciocca che sono stata! Mi sono dimenticata di informarti, sei invitata anche tu, è una specie di festa di fine anno a casa di Marta.
-Ah e quando sarebbe questa festa?
-Domenica prossima, oggi è martedì per cui ne hai di tempo per trovarti un vestito, se vuoi ti porto a quel nuovo negozio, ci sono di quei vestiti favolosi!
-Ok, appena ho un giorno libero ti chiamo così magari mi porti!
-Certamente.
-Ma chi c’è a questa festa?
-Io, tu, Arianna, Caterina, Nicole, Elisa, Jessika, alcuni maschi della nostra classe, Michele, Paolo, Enrico, Matteo, Anna, e…… In quel momento la voce di Silvia si è abbassata completamente.
-E???……..Dai sputa il rospo!
-E Giulia. Però ora che te l’ho detto mi prometti che vieni lo stesso?
-Non ti confermo ancora niente, poi questo periodo è un disastro!!Sto trascorrendo un momento difficile, adesso non sto qui a spiegartelo perché è una storia lunghissima.
-Va bene non insisto! Cosa stai facendo di bello?
-Io niente. -Mi stavo lasciando andare. – Lo sai io e Alessio ci siamo mandati un sacco di sms durante il pomeriggio?!?
-Wow! Cosa ti ha detto?
-Niente di speciale. Mi ha detto se ti avevo chiesto se volevi uscire un pomeriggio con noi, io gli ho detto che non so ancora il giorno preciso e se è tanto impaziente di vederti puo’ uscire direttamente con te!
-Brava vale, così si fa! E poi?
-Ha detto che gli piaccio solo io, insomma tutte cose del genere! Io gli ho detto anche che non è il tipo per me e mi sono fatta dare il numero di uno della sua classe che mi sembra più simpatico, anche se lui lo definisce un ragazzaccio.
-Capito! Adesso ti saluto altrimenti mamma rompe, domani mattina mi dici tutto meglio, ok?
-Benissimo! Ciao.
Pure alla festa con Giulia devo andare? Anche se non credo ci andrà, dopo quello che dirò alla prof domani! Sicuramente e giustamente riferirà tutto a sua madre che la metterà in punizione. Sua madre e la prof mi ringrazieranno, mi saranno riconoscenti , mentre Giulia mi odierà per sempre! Sembra tutto così facile, ma non provo ad immaginare le conseguenze.
Dopo un po’ qualcuno ha ancora bussato alla porta.
-Chi è e cosa c’è?
-Sono io, la mamma.
-Entra. Mamma si è seduta sul letto.
-Hai tutti gli occhi rossi. Hai avuto un duro scontro con papà?
-Si, ma lui non vuole capire!
-Tesoro..
-No, in otto anni che faccio danza voi non avete provato a condividere neanche un saggio con me! Mi avete sempre ostacolato, non ho mai avuto nessuno che quando tornavo a casa da danza mi chiedesse com’era andata, mai! Ora ho una possibilità che ho sempre sognato, sono a un passo per realizzare un mio sogno, datemi questa opportunità! Se dopo verrò selezionata è un altro discorso, bisogna risolvere i problemi quando vengono. Adesso si tratta soltanto di firmare un foglietto ed accompagnarmi a questo sogno che per metà si sta realizzando!
-Ma questa firma potrà cambiarti la vita!
-Allora mamma!- In quel momento ho fatto un sospiro. – Io credevo che tu la pensassi in modo diverso da papà, ma siccome ho visto che la pensate ugualmente, lasciami in pace, per favore esci, voglio stare sola! Così mi fate stare ancora più male e peggiorate la situazione
Appena mamma ha chiuso la porta, mi sono messa a piangere disperata tirando dei pugni al cuscino, dovevo sfogarmi con qualcuno, non capivo perché erano diventati così duri con me! Ero così stanca che mi sono addormentata fino all’ora di cena.
-Vale, è pronto!
-Non ho fame mamma.
-Come non hai fame?!?
-Ti ho detto che non voglio mangiare!
-Ok, se vuoi qualcosa chiamami!
-Si,ok.
Facevano anche finta di niente, che coraggio! Comunque siccome il giorno dopo sarebbe stata un
giornata pesante ho pensato che sarebbe stato meglio riposare. Mi sono preparata dei vestiti per andare a scuola: dei jeans blu scuro sfumati a vita bassa, ma non troppo, una cintura argentata con dei brillantini, una maglietta a maniche corte rosa scuro tutta ricamata e un po’ scollata, una felpa bianca e nera con una tasca davanti, cappuccio e un po’ aperta i in modo che lasciasse intravedere la maglietta sotto ed infine le mie scarpe nuove da ginnastica nere con delle strisce e lacci rosa.
Dopo sono ritornata a letto e mi sono addormentata praticamente subito!

Alla mattina sono uscita prima, dovevo parlare con Silvia. Per strada sono corsa, con la coda dell’occhio ho visto Giulia che invece andava piano e mi guardava in modo un po’ strano. Eppure mi seguiva sempre, ma si rivolgeva a me come se fossi una sconosciuta. E se fosse un modo per cercare di fare pace? No, non credo, non sarei in grado di perdonarla per quello che stava facendo con le streghe poi era così arrabbiata l’ultima volta che mi ha parlato! Appena sono arrivata ho raccontato tutto a Silvia che è restata un po’ sorpresa e dopo mi ha detto:
-Sta cambiando molto, hai visto anche i tatuaggi che ha sul braccio?
-Quali tatuaggi?
-Ha due tatuaggi, sai quelli che non vanno più via?
-Si, ma è impossibile! Giulia mi aveva giurato che non l’avrebbe mai fatto!
-Ti aveva giurato, però! Comunque non so cosa si sia disegnata, ma sicuramente se li sarà fatti con le streghe, saranno dei simboli di gruppo, cose del genere…..
-Si, si. Non me lo sarei mai aspettato da lei!
-Devi smetterla di pensarla! Lo vuoi capire che tu per lei non sei niente!
-Si, ma la nostra era un’amicizia vera e io mi fidavo di lei. Non posso dimenticare tutto da un giorno all’altro. Per me è e resterà una persona importante perché anche se si sta comportando così c’è sempre un motivo grave. Ricorda che siamo le uniche a sapere quello che stanno facendo quindi nonostante tutto quello sia capitato tra me e lei dobbiamo aiutarla.
-Certo, stai tranquilla, ma non puoi continuare a star male per una come lei!
- Giulia è cambiata, è cresciuta troppo in fretta per motivi che non conosciamo ancora bene, evidentemente non se ne accorge perché è troppo nervosa. La conosci, sai che è una persona sensibile e soffre anche per delle stupidaggini e va a finire con delle streghe che subito si fanno vedere delle buone ragazze poi la “rapiscono” portandola nel loro mondo!
-Ma è impossibile che sua madre non se ne sia accorta?
-Forse è proprio per quello che si comporta così, magari ci sono dei problemi con sua madre.
-Va beh, Dai entriamo.
Durante la prima ora la prof ci ha consegnato le verifiche di scienze. Almeno quella è andata bene! Ho preso un Distinto/Ottimo, un voto perfetto per provare a convincere i miei genitori.
La ricreazione pur troppo è arrivata velocemente. Io e Silvia abbiamo aspettato che Giulia uscisse, anche se prima mi ha scagliato una strana occhiata. Io ho guardato la prof, non sapevo cosa dirle e come incominciare, Silvia continuava a darmi gomitate. Uffa non poteva incominciare lei! Sa che io sono timidissima, comunque non osa mai aiutarmi in queste situazioni. Era una cosa grave, importante e non sapevo cosa dire. Così sono restata immobile al centro della classe. In quel momento per rompere il ghiaccio la prof si è messa a ridere.
- Valentina, cos’hai? Devi parlarmi?
-Si prof, però questa volta è una cosa importante e delicata, non riguarda la mia salute, ma il futuro di una mia compagna. Credo che lei sia l’unica che può darci consigli migliori su come comportarci.
-Dimmi Valentina, cos’è successo? Così mi spaventi, di chi si tratta? Sedetevi pure.
-Si tratta di Giulia, però non è un problema tra di noi.
-Ma avevate litigato, avete fatto pace?
-No, però siccome le voglio molto bene, voglio aiutarla. In questo ultimo mese l’ho vista strana, aveva gli occhi, gonfi, rossi, sempre con la matita nera, poi faceva dei versi strani e in particolare aveva incominciato a stare con quelle ragazze di terza media, quelle un po’ matte.
-Si, si ho capito continua.
-Ieri alla fine della scuola abbiamo deciso di seguirla e…..-In quel momento cercavo di trattenere le lacrime. – Ho visto un’immagine orribile, stava fumando e forse credo avesse anche bevuto. C’erano delle bottiglie di alcol vuote vicino a lei. Sulle braccia si è fatta dei tatuaggi, ma la cosa che mi preoccupa è che mi aveva giurato che non se li sarebbe mai fatta perché ha sempre odiato i tatuaggi. Insomma è in condizioni disastrose, ha modificato il modo di vestirsi, è cambiata moltissimo! Credo sia almeno da quindici giorni che va avanti così, ho paura possa avere gravi conseguenze, ma non so come comportarmi da amica e cosa fare! Ho pensato che abbia problemi familiari, sta tutto il pomeriggio a girare per la piazza, sua madre non glielo permetterebbe mai. detto io.
-E’ meglio se andate ad avvertire i vostri genitori. Dite loro che oggi ritarderete. Portatemi con voi, voglio verificare con i miei occhi e la situazione e solo a quel punto proverò ad intervenire. Prima devo avere delle prove valide.
-Ok prof.
In quel momento la campanella della ricreazione è suonata. Io ho aperto la porta, fuori c’era Giulia che mi ha guardato profondamente negli occhi. In quel momento avrei voluto abbracciarla per incoraggiarla come facevamo i vecchi tempi. Silvia mi ha spinto avanti. Ho chiamato a casa mia mamma e le ho comunicato che avrei tardato ad arrivare per motivi scolastici, lei mi ha risposto con un semplice “va bene”. Mentre la mamma di Silvia ha un po’ bofonchiato però alla fine siamo riuscite a convincerla. Quando siamo tornate in classe la prof stava facendo un discorso riguardante l’amicizia. Sono riuscita ad ascoltarne solo una parte.
-….di solito in una classe per lavorare bene, venire volentieri a scuola è importante essere uniti, farsi coraggio e cercare di affrontare un problema nel migliore dei modi. Tra due amiche o anche amici non ci devono essere segreti, bisogna parlare di tutto, anche dei problemi familiari più gravi, non bisogna rifugiarsi nel fumo, nell’alcol o nella droga. In quel momento la prof ha guardato Giulia. – Si deve affrontare tutto, ricordate anche che sono presenti gli insegnanti, che hanno tanta esperienza e vi sapranno aiutare in ogni momento. Però le amiche sono migliori. Perché con un’amica trascorrete quasi tutte le giornate insieme, vi confidate apertamente, poi conoscete i suoi punti deboli, il suo carattere, quindi sapete come potrebbe reagire in una determinata situazione, cercate di fare il possibile per non farla soffrire. Nonostante quello che può accadere tra due amiche, anche la cosa più brutta, voi vorrete sempre bene all’altra. Vero Valentina? Mi ha chiesto la prof facendomi l’occhiolino.
-Si, certo. Stavo per scoppiare in lacrime.
-Che cos’è per te l’amicizia?
-Per me l’amicizia è la cosa più importante al mondo. E’ un legame reciproco fatto di rispetto e fiducia. E’ un rapporto profondo che non si può viverlo con chiunque. Per il resto condivido quello che ha detto lei, penso che tra due amiche non ci debbano essere segreti, che bisogna confidarsi tutto, anche la cosa più brutta perché sono sicura che in due i problemi si affrontino in modo migliore.
-E tu l’hai trovata la vera amica?
In quel momento ho guardato Giulia. – Si, l’avevo trovata. Solo che evidentemente non era una vera amica. Le ho voluto un bene dell’anima e gliene voglio ancora molto, per me era come una sorella. Soltanto che quando la nostra amicizia ha avuto diciamo degli intoppi, io mi sono comportata da vera amica, ho detto quello che pensavo, quella che per me era la soluzione migliore alle nostre difficoltà ,ma lei l’ha presa male fraintendendo tutto e così il nostro rapporto si è distrutto.
-Ma se veramente ci tieni, anzi ci tenete dovete lottare, giusto?
-Si, io ho lottato e sto lottando tuttora per il suo bene, ma lei quando mi vede per strada mi tratta come un’estranea.
-Ma sei sicura che tra di voi non ci siano veramente segreti?
-Io spero che lei mi abbia raccontato tutto e che non mi nasconda qualcosa.
-Lei ti vuole bene? Ha continuato la prof.
-Non lo so, io spero di si. - Quelle parole le ho dette con le lacrime agli occhi. – Scusate, ma io non ce la faccio, posso uscire?
-No!!! - Ha detto Giulia ad alta voce. – Dì a tutti quanto stronza sei? Un’ amicizia bisogna anche coltivarla e a volte sopportare le debolezze e i problemi dell’altra,…
-Ma come faccio a sopportare le debolezze dell’altra, se questa “amica” non mi confida più niente e si comporta da misteriosa.- Ho urlato io disperatamente.- Poi l’hai detto anche tu che un’amicizia bisogna coltivarla. Ma come si fa a coltivarla se tu non mi racconti niente e nemmeno mi ascolti? Ogni volta che ti parlo incominci a sbuffare. Evidentemente c’è qualcosa che non quadra, che dici?
-Tu non sei in grado di capire! Sei tu che non quadri? Mi ha urlato Giulia alzandosi in piedi.
-Cosa? Ma come….
-…..Sei una stronza! Ti odio!
-Mah, io questo da te non me lo sarei mai……… aspettato! Ho detto piangendo e uscendo dalla classe correndo come una disperata.
-Ragazzi è importante mantenere la calma, non pensavo fosse una cosa che vi riguardasse così da vicino! Ha detto la prof cercando di calmare le acque e dimostrandosi completamente ignota della situazione.
Io sono corsa in bagno, potevo capire che Giulia ce l’avesse con me, ma devo ammettere che non me lo sarei mai aspettato, mi ha deluso, è come se mi avesse tirato un pugno. Mi sono asciugata le lacrime, poi mi sono dovuta sedere perché mi girava ancora la testa e all’improvviso mi è venuta un fitta alla pancia. Dopo un po’ è venuta Silvia.
-Ehi, vale! Sei qua, mi stavo preoccupando. Ti senti bene?
-Si, cioè no! No, sto terribilmente male! Le ho detto piangendo.
-Non te lo saresti mai aspettata da lei?
-No, mai. Io posso capire che lei ce l’abbia con me, ma……oltre tutto davanti alla classe!
-Dai vieni, tra cinque minuti suona la campanella e dobbiamo portare la prof…
-Si lo so, a vedere quelle cavolate che sta facendo Giulia. Comunque scendo quando suona la campanella, non ho nessuna intenzione di vedere Giulia e tutti i miei compagni.
-Ok, allora io starò qui con te!
-Stai tranquilla, non ho intenzione di fare cose particolari
-Lo so, ma è meglio essere prudenti in questi casi! Certo che sei stata forte prima in classe, non credevo che tu potessi reagire in quel modo, una timida come te poi!
-Non riesco a rendermene conto nemmeno io, è che sono scoppiata, non ce la facevo a starmene zitta
-Però ci avete regalato uno spettacolo bellissimo!
-Lo spero!
-Dai su! Smettila di soffrire così! Rischi di avere delle gravi conseguenze, non devi più pensarci, devi solo distrarti e uscire di più al pomeriggio! Venire alla festa domenica prossima, anche se c’è Giulia!
-No!!! Io solo a vederla sto male, poi appena ci guardiamo in faccia o appena una delle due parla ci mettiamo a litigare……ho paura di rovinare la festa.
-Ma prova ad ignorarla, non puoi rinunciare ad una festa come quella semplicemente per una stronza!! Ci starò io con te, tu fai finta di divertirti da morire e lei non guardarla nemmeno in faccia! Ok? Vedrai che sarà lei quella che si annoierà, che resterà sola, soletta e se ne andrà per prima!
-Ok, ci proverò.
-Brava. -In quel momento Silvia mi ha abbracciato. – Entro questa settimana, quando vuoi andiamo al centro commerciale, in quel negozio nuovo di cui ti avevo parlato ieri sera, così ti comprerai un vestito da principessa. Dovrai far morire Giulia di invidia, poi con questo magnifico fisico che ti ritrovi e delle gambe mozzafiato, cosa vuoi di più dalla vita?
-Un lucano! Ho detto io ridendo.
In quel momento la campanella è suonata.
-Vieni andiamo! Mi ha detto Silvia.
-Aspetta! Ho una faccia.
-Ma, sei bellissima. I ragazzi caderanno ai tuoi piedi lo stesso.
Silvia mi ha preso per una mano e mi ha tirato giù per le scale. Quando siamo arrivate, davanti alla nostra classe c’era Giulia, evidentemente mi stava aspettando.
-Guarda chi c’è che ci aspetta? -Mi ha sussurrato Silvia. – Ignorala, prosegui per la tua strada come se non ci fosse!
-Ma…
-Niente ma! Se la ascolti sempre continuerà ad approfittare sempre della tua gentilezza e tu soffrirai ogni volta!
Così ho dovuto fare. Quando siamo arrivate davanti alla classe, Giulia credo volesse parlarmi. Ci siamo fissate negli occhi per l’ennesima volta, io mi sentivo morire, avrei voluto fermarmi, ma Silvia mi ha tirato per il braccio e ho dovuto proseguire. Dopo di che Giulia se n’ è andata con le streghe e Silvia ha chiuso la porta della classe. La prof mi ha fatto un interrogatorio.
-Valentina ti senti bene?
-Si, ora sto meglio
-Te la senti di venire anche tu? Silvia dietro di lei mi faceva cenno di si con la testa, quindi perché non rinunciare?!?
-Si, si. Cioè starei meglio senza rivedere quelle immagini però….vengo!
-Perfetto allora preparatevi lo zaino e andiamo! Andiamo a piedi o in macchina?
Io avrei preferito andare in macchina, ero stanchissima! Però ho lasciato l’incarico di rispondere a Silvia, così le ho fatto l’occhiolino. Non potevo di certo rispondere sempre io!
-A piedi! Ha risposto Silvia.
-Ok, ma non è meglio in macchina? Ha dettola prof.
-Va bene allora andiamo in macchina!
Per fortuna! Ho pensato. Abbiamo aspettato che Giulia e le streghe andassero avanti, poi siamo salite nella macchina della prof. Era completamente piena di libri, bèh non c’è da stupirsi!
-Allora devo girare a destra o a sinistra?
-A sinistra! Ho risposto io.
-E adesso dove vado?
-Giù per quella vietta!
-Cavolo! Ne hanno avuto di fantasia quelle ragazze! Ha detto la prof.
-Eccoci arrivati.
-Piano! Ho detto io, mentre ci incamminavamo per il capannone.
-Aspettate ragazze, mi sono dimenticata la macchina fotografica in macchina!
La prof aveva preso una macchina fotografica per scattare delle foto a Giulia come prove! Devo ammettere che come prof è ingegnosa e furba!
-Venga prof, da questa fessura si vede tutto in modo chiaro senza che loro se ne accorgano!Ha suggerito Silvia.
-Non vieni tu Valentina?
-No, grazie prof. Mi fido! Poi non me la sento di rivedere tutto!
La prof avrà fatto almeno una decina di foto.
-Qui bisogna agire subito! Altrimenti Giulia potrebbe rischiare grosso! Dobbiamo aiutarla e siccome oggi con le buone non ha capito, arriveremo alle maniere forti!
-Cosa vuole dire prof?!? Le ho chiesto allarmata.
-Domani vedrete! -Dopo ha rincominciato con le foto. – Non solo fuma, ma beve pure!
-Prof, è meglio se andiamo! Ha detto Silvia. – Altrimenti se ci scopre Valentina va nei casini!
-Si, certo scusate!
Siamo corse in macchina e la prof ci ha accompagnato fino davanti a casa mia.
-Grazie ragazze! Siete veramente in gamba e mature, ve ne sarò riconoscenti per sempre.
L’avevo detto io!
-Niente prof, arrivederci!
Dopo di che, ho suonato il campanello e ha aperto mamma, per fortuna! Non avevo voglia di vedermela con papà!
-Mamma, accompagno Silvia a casa, torno subito! Ti spiego tutto dopo!
-Ok. Ha risposto mamma, d’altra parte cos’altro poteva dire!
Per la strada io e Silvia non abbiamo detto una parola! Ci siamo solo salutate alla fine, evidentemente anche lei non sapeva cosa dire!
-Ciao, a domani! Mi ha detto Silvia
-Ciao! Ho risposto io e me ne sono andata verso casa.
Era meglio se mi muovevo altrimenti mamma mi avrebbe fatto la solita predica, anche se questa volta avrebbe ragione, visto che non le ho dato spiegazioni.
Quando ho aperto la porta come al solito non c’era nessuno.
-Vale sei tu?
-Si, mamma!
-Ah ciao. Perché questo ritardo!
-Ehm, abbiamo dovuto accompagnare la prof a farle vedere una cosa, domani ti spiegherò meglio!
-Ok, se mi hai chiamato dalla scuola sicuramente ci sarà qualcosa di importante!
- Si, è importantissimo, ma adesso preferisco non parlarne.
-Ok, ti ho lasciato della pasta…
-No, no grazie, non ho fame!
-Va bene, come vuoi.
-Vado sopra.
Sono corsa in camera mia, la mia vita era un disastro. Ho deciso di prendere un foglio in cui scrivere tutti i miei problemi in modo di cercare di risolverli il più presto possibile:
1.Biglietto di danza
2.Giulia
3.Alessio
4.Festa a casa di Marta

Ho fatto un sospiro, dunque il primo dovevo risolverlo entro cinque giorni, il secondo non era gravissimo, voglio dire era tutto sotto controllo (secondo la prof!), spero! Perché non oso pensare alla reazione di Giulia, comunque….andiamo avanti. Alessio: un incubo. La festa a casa di Marta era veramente un problema, lei ci tiene da morire che io ci sia e non posso mancare, però sinceramente non me la sento, non voglio vedere Giulia. Rovinerei tutta la festa, così a quel punto mi troverei anche Marta contro di me. E’ squillato per l’ennesima volta il cellulare, un sms, di Alessio!
“Ciao, allora quando usciamo con la tua amichetta? Baci Alessio”
Io:
“Con me mai! Con Silvia quando vuoi. Non rompere Vale”
Era l’unico modo per levarmelo di torno, era diventato un tormento! E pensare che aveva un sacco di ragazze a sua diposizione, perché proprio io? Lo ammetto sono carina, però….uffa!
Aiuto è squillato il telefono di casa e mamma come al solito ha risposto senza chiedermi il permesso, e se è Giulia, no, no non posso rispondere! Cosa le dico? Non ce la faccio!
-Tesoro!
-Si mamma! Ho risposto buttando giù tutta la saliva che avevo in bocca..
-E’ per te.
Mi sono stesa sul letto con il telefono in mano, ho preso fiato per prepararmi in caso di necessità.
-Pronto! Ho detto io con un filo di voce.
-Ciao vale sono io Silvia!
-Ah Silvia, sei tu? Mamma mia che colpo che ho preso!
-Ma chi credevi che fossi?
-No, niente, lasciamo stare! Ma che ti è successo?
-Ho un grosso problema, io non piaccio ai ragazzi, faccio schifo!Ti prego aiutami almeno tu, potresti venire a casa mia, adesso?
-Perché ti è venuta in mente questa cosa proprio in questo istante?
- Vale, sto malissimo! Vieni subito, per favore!
-Ma veramente….
-Dai, non ce la faccio più!
-Ok, farò il possibile!
-Grazie.
Ho messo giù la cornetta, oh cosa mi toccava fare, ma dimmi tu se questi sono problemi?!? Se sapesse quelli che ho io sarebbe già morta! Comunque non potevo far’altro che andarci, per questa volta, poi mi farà bene uscire ogni tanto.
Sono corsa giù per le scale.
-Mamma, vado un po’ da Silvia! Mi ha appena chiamato, è urgente. Ti prometto che torno per cena.
-Va bene, vai!
-Grazie, mille!
Per la strada non c’era nessuno. Per raggiungere la casa di Silvia dovevo passare davanti quella di Giulia, che pur troppo non era lontano dalla mia. Quando sono arrivata davanti ho sentito come un vuoto dentro di me, di solito mi recavo lì tutti i giorni e adesso era quasi da due settimane che non ci andavo, mi mancava da morire! Ho guardato la finestra della sua cameretta, da cui si vedevano i giardini, passavamo ore ad osservare i ragazzi, le coppie di innamorati che si sbaciucchiavano o anche litigavano e a fare i dispetti ai compagni della nostra classe quando passavano di lì, erano bei momenti! Ma ho tirato dritta, bisogna lasciarsi il passato alle spalle. Ho percorso altri cinque minuti circa a piedi e sono arrivata. Ho suonato il campanello e ha aperto ovviamente Silvia perché sua mamma era al lavoro fino all’ora di cena.
-Ciao, menomale sei arrivata!
Silvia aveva tutti gli occhi lucidi e rossi, evidentemente aveva pianto.
-Silvia, ma che hai?
-Vieni in camera mia.
-Ma possiamo restare anche qui tanto sei da sola.
-Si, ma preferisco andare in camera mia.
Siamo salite e ci siamo sedute sul suo letto.
-Allora?
-Poco fa sono andata in un negozio al centro .
-Si, quello nuovo.
-Ho trovato dei nostri compagni di scuola e ho sentito che parlavano male di me.
-E cosa dicevano?
-Dicevano che mi vesto da schifo, che sono orribile, che i miei vestiti li compro nei negozi da persone anziane, che ho una faccia da mostro, non mi vesto mai alla moda, sono una ragazza viziata, che con il mio carattere e con l’aspetto fisico che mi ritrovo resterò da sola per sempre, non avrò mai un ragazzo. Poi hanno incominciato a prendermi in giro dicendo delle cose orribili. La cosa che mi ha più colpito è stato quando hanno detto….
-Hanno detto?!? Non riesci a ricordare le parole?
-Si, ci provo… “ Silvia non assomiglia per niente alla sua nuova amichetta Valentina con cui sta, da quando ha litigato con Giulia. Vale si che è una ragazza come si deve, simpatica, bella, si veste come una ragazza si dovrebbe vestire a tredici anni, cambia sempre pettinatura e look, inoltre è affascinante, sensibile, dolce, è sempre se stessa. Hai visto com’era tenera oggi quando si è messa a piangere?!!Se solo Silvia prendesse una parte da Valentina farebbe già un buon passo in avanti, dovrebbe darle più consigli o aiuti.
-Ora capisci perché sono così disperata, voglio e devo cambiare.
-Oh, come mi dispiace! -Le ho detto io abbracciandola. – Ti giuro che non volevo.
-Ma non ti preoccupare, tu non c’entri niente, anzi! Devi assolutamente aiutarmi!
-Per incominciare fammi vedere questo vestito per la festa.
-C’è un problema!
-Cioè?
-Mamma l’ha lavato, si è tutto rotto e ritirato, però forse è stato meglio così perché non era bellissimo.
-Ok, se le cose stanno così corriamo nel negozio del nuovo centro commerciale a penderne uno nuovo. ho portato dei miei risparmi per aiutarti, non serve stare qui a piangerci addosso. Una volta tornate a casa cambieremo o modificheremo il tuo look.
-Scusa, non ho capito bene e tu con che soldi te lo compri il vestito?
-Mi sono scordata di dirtelo ………… io non vengo!
-Cosa?!?
-No me la sento di venire, sto trascorrendo un momento critico, ora non mi va di raccontarti tutto. Poi Giulia, appena la vedo veramente sto male, non te la prendere, ma credo sia meglio per tutti così!
-Ma mi lasci da sola?Come faccio io con quelli? Lo sai cosa pensano di me.
-Ci sono Marta e Arianna! Vedrai te la caverai! Poi è una festa in cui si festeggia e ci si diverte, io sinceramente non ho nulla da festeggiare, anzi….
-Ma si può sapere che hai? E’ da dieci giorni che il tuo fantastico sorriso è scomparso, non sei più la stessa!
-Niente ti spiegherò tutto la prossima volta, ora siamo qui per te!
-Si, certo!
-Vedrai sistemeremo tutto, alla festa sarai uno schianto! Tutti si pentiranno per quello che hanno detto.
-Lo spero, grazie. Ora prendo dei soldi e poi andiamo.
Silvia mi ha prestato la sua bicicletta, mentre lei ha preso quella di sua mamma. Abbiamo corso come delle matte! Devo dire che ultimamente con Silvia mi sto divertendo molto. Io la sto aiutando ma anche lei sta aiutando me. Dopo una lunga pedalata siamo arrivate, eravamo entrambi sfinite, dieci minuti di corsa veloce non è la cosa migliore prima di fare shopping.
-Che ne dici se ci prendiamo qualcosa al bar? Così vediamo quanti soldi abbiamo e cosa ti puoi permettere.
-Si buona idea, è la cosa migliore! Altrimenti credo che tu potresti svenire.
-Perché che ho di strano?
-Tu sei bellissima però sei bianca, sembri uno straccio!
-In effetti oggi non ho mangiato molto…
-…..perfetto allora non perdiamo tempo!
Io e Silvia quando si trattava di cibo non badavamo a spese poi senza i nostri genitori ci toglievamo le voglie di un intero mese! Io mi sono presa un trancio di pizza con le patatine e cocca cola, Silvia un hot-dog.
-Buonissimo! -Ha detto Silvia. – Questo ci vuole per dimenticare quello che è successo oggi!
-Non ci pensare!
-Senti chi parla! Che stai ancora male per Giulia, secondo me c’è qualcosa che non va! Vai da un dottore ultimamente sei così strana: pallida, ti gira sempre la testa, nausea…
-Ok, sarà fatto! Ora è meglio se controlliamo i soldi perché altrimenti facciamo tardi!
-Allora io ho novanta euro, sono i soldi del compleanno e di Natale. Ha detto Silvia mettendo i soldi nel tavolino.
-Io ne ho cinquantacinque più dieci di resto della nostra merenda, mi sembra che siamo a buon punto!
-Si, allora andiamo verso il negozio interessato, poi se ci resta tempo e denaro diamo un’occhiata agli altri!
Il negozio dei vestiti per le feste era dal lato opposto in cui eravamo noi, quindi abbiamo dovuto camminare velocemente per raggiungerlo, ci sentivamo due dive che dovevano compiere una missione. Quando siamo arrivate davanti abbiamo guardato la vetrina per farci un’idea. Diciamo che non era poi così tanto caro. Ho guardato Silvia negli occhi e le ho detto:
-Entriamo!
-Ok, andiamo!
All’interno si trovavano vestiti di tutti i tipi, lunghi, corti, cortissimi, top e vestiti per discoteche, minigonne. Poi c’era il comparto delle scarpe, si partiva dai sandali con tacchi altissimi semplici, con dei brillantini, luccicanti, che brillavano, a quelli con la zeppa, con i fiori e i ricami abbinati ai loro vestiti. Le scarpe chiuse con la punta o senza, gli stivali, insomma c’era un’intera camera per le scarpe e due per i vestiti. Quando abbiamo girato l’angolo abbiamo trovato un intero armadio di borse e di forcine o oggetti per i capelli, smalti, anelli, collane, orecchini perfino la biancheria intima abbinata agli abiti, quel negozio era impeccabile! Non mancava niente.
-Beh, devo dire che questo negozio ti offre di tutto! Ho detto io un po’ imbarazzata, era un vero lusso!
-Si, meglio se partiamo dai vestiti! Ha detto Silvia.
Non sapevo veramente da che parte girarmi.
-Incominciamo: Che tipo di vestito hai in mente?
-Non lo so!
-Voglio dire, lungo o corto? Almeno fammi vedere il vestito che ti eri presa prima!
-Ecco questo è il vestito!
Silvia mi ha indicato un vestito da signora, cioè intendo dire che è carino però non è certo adatto alla nostra età, in particolare per una festa di ragazze giovani in cui il tema principale è divertirsi, ballare, festeggiare il compleanno di Marta e non pensare ad altro! Era lunghissimo, con lo strascico tutto stropicciato imbottito di pizzo, con rose ricamate a mano e perline. Il vestito era color bronzo, il pezzo sopra era sempre stropicciato, dello stesso colore della (lunghissima) gonna, le maniche lunghe di pizzo sempre dello stesso colore e aveva una rosa da mettere in testa. Non era neanche un po’ scollato! I ragazzi appena l’avrebbero vista si sarebbero completamente messi a ridere, avrebbe peggiorato sicuramente le cose, non me lo sarei mai immaginato così. Quindi non mi sembrava opportuno dire “Silvia è orribile, come hai potuto comprare una cosa simile!” soprattutto nello stato in cui era lei, ma comunque da amica gentilmente dovevo esprimere la mia opinione e dirle che era un vestito non adatto a quella festa! (per fortuna si è rotto, avrebbe fatto una pessima figura! Poverina, non è nemmeno colpa sua se non ha gusto!) Ora dovevo agire.
-Silvia questo vestito è bellissimo, però non credo sia adatto a questa festa!
-Cosa vuoi dire?
-Insomma Silvia non riesci a capire, questo vestito non è adatto a noi, alla nostra età! Credo sarebbe un vestito adatto a donne, a persone dell’età di tua madre o della mia. Prova a pensare a delle piccole cose che potrebbero esserti utili a riflettere. Ad esempio lo strascico, la gonna è lunghissima, ti sarebbe impossibile muoverti perché è completamente imbottita di pizzo e grossa, non sarebbe adatta a ballare e a scatenarsi, è completamente ricamata. Anche le maniche lunghe in velo, insomma danno un aspetto da signora, pensa al caldo che avrai! E manca un po’ di scollatura, è legato e chiuso fino al collo, non devi andare in chiesa a sposarti. Ci vuole un minimo di scollatura, bisogna osare con i ragazzi, prendere dei vestiti iper scollati.
-Forse hai ragione, non ci ho fatto caso.
-Ora vieni che chiediamo aiuto ad una commessa.
Ce l’avevo fatta, Silvia aveva capito e accettato quello che le avevo detto, quindi abbiamo cercato una commessa.
-Mi scusi, potrebbe darci un piccolo aiuto?
-Certo, di cosa avete bisogno?
-Ci servirebbe un vestito per una festa in discoteca, insomma tra ragazze.
-Ho capito cosa intendi dire, guarda in quell’angolo potete trovare quello di cui avete bisogno. Se vi serve un consiglio, chiamatemi.
-Ok, grazie mille.
Forse avevo un po’ esagerato però almeno Silvia avrebbe indossato dei vestiti giovanili e non l’avrebbero più criticata.
-Silvia, vieni. Ho trovato la parte dedicata a quello che ti serve, ora dobbiamo soltanto trovare quello giusto!
-Certo, diamoci da fare.
C’erano un sacco di vestiti, ma almeno erano semplici e bellissimi. Ne avevo trovato uno lungo, nero, tutto ricamato di paiettes sulla gonna, che da lontano dava un aspetto luccicante .Aveva uno spacco lungo la gamba era scollato, con una specie di foulard di velo da tenere sulle spalle, o in mano o legato attorno al collo. Dei sandali con tacchi alti, con una rosa di pietre luccicanti nel cinturino, dei fermagli per capelli sempre di pietre. Avevano anche delle collane, orecchini e braccialetti che richiamavano i ricami del vestito. Poi si passava alla biancheria che è meglio lasciare perdere perché nemmeno la taglia più piccola le sarebbe andata bene. So già che a Silvia non sarebbe piaciuto però ho tentato.
-Silvia guarda questo vestito, ti piace? è meraviglioso. Sarebbe quello dei miei sogni, ti prego provalo, almeno!
-Ok, accontentata però dopo devi guardare il mio!
Silvia è stata mezz’ora chiusa dentro il camerino per provare un semplice vestito, si vede che non è pratica, ma alla fine quando è uscita sono rimasta a bocca aperta.
-Silvia, ma….è meraviglioso! Ti sta benissimo! E’ proprio quello che desideravo io!
-Sarà, ma io non mi sento così a mio agio.
-E perché, guarda che è meglio di quello che ti eri presa, sicuramente è più comodo e più sexi!
-Ma dai, questo è troppo attillato, sembro una cozza, ci vuole qualcosa di più largo.
-Ad esempio?
-Quello! Solo che non c’è la taglia.
Silvia ha indicato un vestito arancione, corto, con delle spalline. Arrivava fino al ginocchio, la gonna era a balze un po’ larga ricamata con perline arancioni. Sopra era un po’ arricciato con dei ricami, abbinata aveva un semplice golfino arancione, delle ciabatte con tacchi alti, e delle rose da attaccare ai capelli.
-Si, è carino! Ma non lo preferivi lungo!
-Si, ma mi fanno tutti grossa!
-Non è vero, stai benissimo.
-Ok allora siccome chi cerca trova cerchiamo! -Ha detto Silvia sorridendo. – Ora mi tolgo questo vestito di dosso!
Secondo me invece quel vestito le stava benissimo, mi farebbe piacere che lei lo indossasse! Ma se non vuole, non posso obbligarla e se preferisce vestiti di altro genere pazienza!
Cercando e ricercando per un’altra ora. Ne avevo scoperto uno ,in fondo ,tra i vestiti lunghi. Era bianco, corto fino al ginocchio con ricami neri. Tra la gonna e la vita c’era una cintura nera completamente ricoperta di paiettes. La gonna era sempre a balze e diciamo era un po’ larga, stava un po’ sparata. Non aveva le spalline, era a fascia. Mi sono guardata attorno e non aveva niente di abbinato, a parte una giacca bianca con le maniche a tre quarti con una rosa nera, però l’ho preso e l’ho tenuto da parte, visto che guarda caso era della taglia di Silvia! Dopo dieci minuti Silvia mi si è avvicinata.
-Non hai trovato niente?
-Si, ne ho trovato uno, guarda, è della tua taglia.
-Wow! Sono quelli che vanno di moda in questo periodo! Posso provarlo?
-Certo.
Ci ha messo cinque minuti questa volta.
-Eccomi, come sto? Mi ha detto Silvia mettendosi in strane pose come fosse una modella.
-Benissimo! Solo che tranne questa giacca non ha nulla di abbinato. Poi una giacca?? Ci vorrebbe qualcosa di più giovanile.
-Beh credo che non sia una cosa impossibile!
-Cosa intendi dire?
-Guarda! -Mi ha detto indicando una specie di golfino incrociato nero trasparente, di velo. – Quello sarà perfetto.
Siamo andate a prenderlo. Successivamente abbiamo cambiato reparto e siamo andate nella parte riguardante le scarpe. Solo che non sapevamo che tipo era più adatto.
Dopo aver dato un’occhiata, la commessa si è accorta che eravamo in difficoltà e ci è venuta ad aiutare.
-Cercate un paio di scarpe adatte per questo abito?
-Si, non sappiamo che tipo possa starci meglio. Ho detto io.
-Allora, siccome siete giovani e dovete andare ad una festa e farvi notare dai ragazzi mi sembra sia adatto un sandalo con tacco. Sempre se siete in grado di portarlo?
-Si certo. -Ha risposto Silvia, in realtà i tacchi non gli avevamo mai portati.
-Ok, perché altrimenti ci sarebbero le ballerine, non di certo le scarpe chiuse perché danno un aspetto da signora, insomma non dovete andare in un ufficio o a una riunione importante. Poi si tratta di sera, una festa notturna quindi i sandali con i tacchi danno un aspetto affascinante, sexi. Ora tocca voi scegliere! Sappiate che dovete stare in questa parte. Ah….. se mancano dei numeri rivolgetevi pure a una commessa!
Mamma mia, c’era un’intera parete piena di sandali con il tacco altissimo.
-Cavolo! Dovrò esercitarmi parecchio prima di poter indossare queste scarpe. Ha detto Silvia che tentava di fare qualche passo con dei sandali che aveva trovato.
-Sono carini però!
-Si, ma portali tu! Io ne preferisco un paio con un tacchetto medio, giusto, adatto alla nostra età e soprattutto devo essere in grado di camminarci normalmente, di portarli.
-Si, hai ragione! Allora prova questi, sono del tuo numero.
Avevo trovato per Silvia dei sandali con un piccolo tacchetto come voleva lei, adatti alla nostra età. Era bianco, con una rosa nera nel cinturino che si abbinava perfettamente al vestito!
-Belli! Mi stanno benissimo. Li compro subito!
-Bene! Ora dobbiamo trovare degli accessori per i capelli, li vuoi sciolti o raccolti?
-Raccolti! Ma chi mi pettina? Cioè mia mamma è al lavoro e io non sono sicuramente in grado di pettinarmi e truccarmi un po’ da sola.
-Ma ci sono io! Però è meglio se cerchiamo una commessa!
-Avete bisogno? Ci ha chiesto nuovamente la stessa commessa.
-Si, ci servirebbero degli accessori per raccogliere i capelli.
-Certo, con questo vestito ci stanno bene questi tre! Di solito sono quelli che vendo di più.
La commessa ci ha mostrato un mollettone abbellito con delle piccole rose rosse di perline, un elastico con una rosa rossa di seta, abbinato a delle forcine di pietre trasparenti e infine delle piccole mollettine con perline swaroski per raccogliere con dei piccoli ciuffetti i capelli!
-Quale sarebbe più indicato a me! Io non ho la più pallida idea di quale potrebbe starmi meglio! Mi ha chiesto Silvia.
-Secondo me le mollettone ti andrebbero benissimo poi ho in mente una pettinatura favolosa, fidati!
-Ok, vada per le molletine!
-Vi porto tutto alla cassa?
-Si, si, grazie!
Intanto io e Silvia abbiamo dato un’ultima occhiata e io ho considerato per l’ultima volta il mio meraviglioso vestito che non potrò mai indossare!
-Sei sicura che non vuoi venire alla festa?
-Si, guarda non mi va veramente!
-Mi dispiace che tu non venga!
-Lo so, anche a me dispiace però è meglio così!
Quel negozio era così bello, ti sembrava di entrare in una favola, c’erano di quei vestiti da ballo che sembravano quelli delle principesse!
-Andiamo a pagare! -Ho detto io, prima ce ne andavamo da quel posto, meglio era!
-Si, speriamo bene, non ho neanche guardato i prezzi!
-Sono novantacinque euro! Ha detto la commessa.
-Potresti darmi cinque euro? Te li riporto domani a scuola.
-Certo, capirai per cinque euro!
Quando siamo uscite dal negozio ci siamo guardate intorno, io mi sentivo un po’ spaesata, non sapevo cosa dire.
-Allora che facciamo? Ho chiesto io.
-Bé sono le diciotto, abbiamo ancora un’ora quindi riusciamo a farci un giretto!
Abbiamo passato tutti i negozi e alla fine invece di comprare qualcosa a Silvia, mi sono presa io un paio di jeans neri a vita bassa, in un negozio per ragazze!
-Ne vuoi un paio anche tu? Ho chiesto a Silvia.
-No grazie, io sto scomoda con dei pantaloni così.
-Ma non sono a vita bassissima, non li porto nemmeno io! Sono giusti, a vita normale!
-Lo so, ma fa lo stesso!
-Guarda questa felpa è bellissima! Ho detto , mostrandole una felpa pesante bianca con dei disegni sulla schiena dorati. – Starebbe benissimo con i jeans neri.
-No, no. Poi si sta facendo tardi, è meglio se andiamo. Visto che si è rifiutata me li sono presa io sia i jeans che la felpa, mi stavano benissimo e sono sicura che sarebbero stati benissimo anche a lei, ci vuole solo un minimo di buona volontà!
Durante il tragitto fino a casa sua, Silvia non ha detto una parola, forse le sono ritornate in mente le parole dei suoi compagni? Che antipatici! Anche se si sarebbero meritati una lezione, non me la sentivo di prendermela con loro e di fare una seconda scenata, avevo già abbastanza problemi con Giulia. Però dovevo pur aiutarla!
-Silvia, che ti succede?
-Niente, sto ripensando alle parole dei nostri compagni, quando dicono che non avrò ami ragazzi! E’ vero, resterò per sempre sola!
-Ma non ci crederai, vero?
-Si, perché è la verità.
-Ma adesso è ancora presto per i ragazzi, vedrai che ne troverai uno anche tu!
-Si, si. Va bene, grazie ancora per la compagnia. Ciao!
Mi dispiaceva vedere Silvia in quello stato però avevo anch’io i miei problemi, uno in particolare che dovevo risolvere al più presto, il biglietto. Sarei rimasta volentieri con lei, povera! Cerca un ragazzo e nessuno la vuole, dovrei pensare a qualcuno di carino che conosco, single, che possa andar bene per lei, ma chi? Silvia è una ragazza difficile. Devo pensarci, è importante!
-Ciao Vale! Qualcuno alle spalle mi aveva salutato. – Ehi, sono io Alessio, mi senti?
-Chi? Ero un immersa nei miei pensieri che non avevo sentito. – Alessio!?! Ciao, scusa non ti avevo sentito.
-Me ne sono accorto!
-Grazie, grazie, ciao ora devo andare!
Gli ho detto piantandolo in mezzo alla strada come un palo, giusto, Alessio! Come ho fatto a non pensarci prima! Sarebbe perfetto per Silvia, poi gli piace da morire! Ma il problema è convincere Alessio, se solo penso a come sarebbe felice. Ecco un’altra cosa da fare, un altro problema per aiutare una cara amica: mettere insieme Alessio e Silvia.
Quando sono tornata a casa c’era sempre la solita situazione, mamma in cucina che cucinava e papà steso sul divano, precisamente sul mio posto che guardava la televisione. Era un peccato rovinare questo bel momento con i miei problemi, ma dovevo farlo, il momento adatto sarebbe stato dopo cena!
-Ciao tesoro! Ha detto mamma. – Brava, ho visto sei stata puntuale, cosa avete fatto di così urgente a casa di Silvia?
-Ehm, siamo andate a prenderle un vestito per una festa e aveva bisogno di un consiglio da amica.
-Solo questo?
-No, aveva litigato con dei compagni della nostra classe e doveva sfogarsi!
-Ok, tra poco la cena è pronta!
Dovevo trovare una soluzione per Silvia, quindi dovrei incominciare a Alessio, mandandogli un sms per indagare
“Ciao Alessio, posso sapere una cosa?!? Qual è il tuo tipo di ragazza?”
Certo forse avevo un po’ esagerato, ma cosa potevo fare per indagare? Ha risposto.
“Alta, mora, magra, intelligente, simpatica, carina, sincera, quando serve un po’ timida. Perché mi chiedi questo?”
Io gli ho risposto:
“Perché vorrei sapere se Silvia, la mia amica potrebbe essere tra le tue ragazze ideali?”
Lui:
“Silvia carina però non posso dirti niente perché non la conosco!”
Io:
“ Ok, presto la conoscerai! Sabato pomeriggio vi trovate davanti al nuovo bar alle quattro!”
Lui:
“Cosa? Ma io non voglio uscire con lei!”
Io:
“Ma dai? E’ una ragazza adorabile e single. Ti prego dimmi di si. Non ti chiedo di andarci insieme, ma solo di passare un pomeriggio con lei per conoscerla! Lunedì a scuola ti spiegherò tutto! Per fav.”
Lui:
“ Ok, però lo faccio soltanto per te e solo se dopo mi darai delle spiegazioni”
Io, per concludere in bellezza:
“Promesso! Grazie mille!”
Era fatta! Sicuramente Silvia sarebbe stata simpaticissima ad Alessio e piano piano:
Alessio + Silvia
Così Silvia sarebbe felice per sempre! Ora mi restava soltanto di avvertire Silvia e ovviamente spero che accetti, altrimenti avrei fatto tanta fatica per niente!
-Pronto!
-Silvia, ciao sono io, vale! Ti prego ascoltami, devo darti una bella notizia!
-Ad esempio?
-Sei libera sabato pomeriggio?
-Si, perché? Mi ha chiesto Silvia quasi scocciata!
-Apri bene le orecchie: Sabato pomeriggio alle quattro hai un appuntamento con Alessio davanti al bar nuovo!
-Cosa? E perché? Te l’ha chiesto lui?
-Si, ha detto che vuole conoscerti. Ti rendi conto?? Tutte le ragazze della scuola che ti vedranno con lui schiatteranno di rabbia, non è fantastico!
-Si, lo ammetto a me Alessio è sempre piaciuto, ma è il tuo ragazzo!
-Dunque mettiamo le cose in chiaro: Alessio non è il mio ragazzo! Io gli piaccio e basta, ma a me non piace! Quindi se tu esci con lui a me non da fastidio, anzi…Mi ha detto che vorrebbe conoscerti, sai dovevamo uscire noi tre ma adesso proprio non posso perciò uscite solo voi due! Silvia ti prego accetta, potrebbe essere una buona occasione per farla pagare a quegli stronzi dei nostri compagni e far morire di gelosia tutte le ragazze del quartiere! Non rifiutare, per me non è un dispiacere, anzi sarei felice di rivederti sorridere.
-Ok, allora non posso rifiutare. Grazie sei una vera amica!
-Senti se hai bisogno di qualche consiglio chiamami pure. Io sarò sempre disponibile.
-Certo!
-Va bene ciao!
Cavolo Silvia aveva accettato ed il mio piano stava funzionando.
-Vale è pronte la cena!
Pure,oh no!! Non ce la faccio più! Ora dovevo affrontare anche i miei genitori. Poi ultimamente non ho mai fame, oltretutto avevo mangiato tantissimo al centro commerciale.

La cena, almeno quella è andata bene, ma adesso arriva il dopo cena. Mi sono seduta sul divano con il mio pupazzo preferito. Sono restata in silenzio pensando solamente a cosa sarebbe potuto succedere questa sera.
-Tesoro che cos’hai? Mi ha chiesto mamma.
-Sto pensando al biglietto.
-Ancora? Credevo l’avessi finita!
-No, perché una passione, non smette mai, anzi aumenta sempre di più e io non intendo rinunciare a questa occasione che attendo da quando sono piccola.
-Senti ora ti sembra tutto rose e fiori, ma in realtà non è così!
-Bene allora lascia che queste esperienze le provi sulla mia pelle! Voi non riuscite a capirmi, io mi sento sicura, a mio agio, rilassata, tranquilla solo quando ballo. In futuro potrei avere delle possibilità di andare avanti, vorrei trasmettere a tutte le persone mentre mi guardano la mia passione che non smetterà mai, anche se tenterete di ostacolarmi non servirà! Mi sento a casa mia quando sono a danza, quando ballo riesco a dimenticare tutto quello che mi circonda, un balletto io lo ballo con il cuore! Da grande non voglio fare la psicologa, ma la ballerina, ballare, ballare e riballare per sempre! Non voglio passare la mia vita come voi a lavorare perché per quanto il tuo lavoro ti possa piacere, papà, alla fine ti stancherai e non ci troverai più gusto!Io non desidero una vita monotona. Bene, io non voglio passare la mia vita, con un semplice lavoro, voglio trasmettere a dei bambini la danza nel modo in cui l’ho imparata e mi è stata trasmessa questa passione! State tranquilli a scuola ci andrò, studierò, ma vi garantisco che non servirà a niente perché io la mia strada l’ho già trovata. Vi giuro che farò il possibile per continuare ad andare avanti, non mi arrenderò mai e lotterò per vincere come ho sempre fatto. Sappiate solo una cosa: una passione non svanisce solamente perché i propri genitori non ti permettono di fare ciò che vorresti! E se non sarete voi ad aiutarmi, allora significa che mi arrangerò da sola!
Ecco, l’ho detto! Quando dicevo l’ultima frase ero distrutta, piangevo in continuazione, così sono stata zitta perché non sapevo più cosa dire.
-Tesoro come ti senti? Mi ha chiesto mamma.
-Hai anche il coraggio di chiedermelo? Sono disperata, distrutta, e lo sapete il motivo? Perché voi mi private di quello che mi fa star bene e di questo non so se potrò mai perdonarvi! E’ da settimane che soffro e in particolare tu mamma, non te ne sei mai accorta! Ora lasciatemi in pace, voglio stare da sola….ma sappiate che non è finita qua!
-Béh e tu sappi che a quello stage non ci andrai mai!Te lo proibisco, dimentica pure tutto, da adesso non voglio più sentirne parlare altrimenti prenderò dei seri provvedimenti! Ah e quel biglietto puoi pure strapparlo! Ha ripreso papà alzando la voce.
-Tu no sai che quello che hai appena detto mista spezzando il cuore!
-Non mi interessa!! Pensi solamente a quello. Nella vita i problemi veri sono altri.
Sono corsa in camera mia piantandoli in salotto, ero fuori di me, non sapevo neanche cos’avevo detto,ma so solo che se lo meritano, è impossibile che non si siano accorti di quanto sto male! Avevo voglia solo di piangere, dall’ansia tremavo tutta! Mi sono buttata sul letto, sotto le coperte con la testa tra due cuscini.
Come? A quello stage non ci andrò mai? Io ci andrò eccome! Non sono stanca, voglio continuare a lottare perché è per il mio futuro! Se solo Silvia sapesse tutto mi potrebbe dare un aiuto! Che stronza sono stata a non dirle niente! Almeno avrei avuto qualcuno con cui sfogarmi, che mi avrebbe dato forza. Invece mi ritrovo nella camera da letto da sola, disperata, l’unica cosa di cui ho voglia è piangere, starmene sola e non vedere i miei genitori. Dovevo stare tranquilla, ma non ce la facevo, era una cosa impossibile in questi momenti! Credo siano i giorni più brutti della mia vita e tutto per colpa dei miei genitori!
Dovrei dormire, ma sono così agitata, così delusa e piena di rabbia, che riesco appena a stare stesa sul letto, che ingiustizia! Inoltre ci si mette anche Giulia a complicare le cose, ma a lei non posso rinunciare, per me era come una sorella e non la voglio perdere! Ora non devo pensarci, devo solo dormire! Mi sono detta stendendomi completamente sul letto e cercando di rilassarmi dimenticando del resto del mondo, ed ha funzionato, perché con le buone maniere si ottiene tutto (non sempre però, ad esempio nel mio caso del biglietto, dello stage no!)

La mattina successiva stranamente mi sono alzata un’ora prima! Comunque ne ho approfittato per prepararmi lo zaino e i vestiti, cosa che non avevo fatto la sera prima! Sono uscita con un quarto d’ora di anticipo, avevo un forte mal di testa e nausea! Davanti all’entrata c’erano già Silvia, Arianna e Marta, ma mancava Giulia!
-Buongiorno, tutto bene? Mi ha chiesto Arianna.
-Si, insomma ho un forte mal di testa e nausea.
-Non sarà mica per Giulia?
-In parte si e in parte no!
-Ma lasciala là con le befane, quella non merita niente! Ha detto Marta.
-Sarà, ma io è da dieci anni che la conosco, per me è come una sorella e non sarei mai capace di abbandonarla!
-Ma dai, lei non pensa a te? A quanto soffri, pensa solo a se stessa! Mi ha detto Silvia mettendomi una mano sulla spalla.
-Lo so, ma sono sicura che una minima parte di lei sta soffrendo e le dispiace!
-Non preoccuparti, tra tre settimane iniziano le vacanze e tutto si aggiusterà.
-Si, ma io devo andare a fondo su questa storia! Non dimenticartelo Silvia!Nel frattempo le ho lanciato uno sguardo.
-No, di certo! E io ti aiuterò.
A scuola, per fortuna c’era Giulia, oggi non so cosa volesse fare la prof, ma aveva in mente un piano per aiutarla. Anche se so che dopo sarebbe stata meglio, avevo un brutto presentimento, chissà cosa aveva in mente! Comunque sia, non stavo tranquilla e aspettavo con ansia l’ora della ricreazione. Sicuramente doveva accadere qualcosa che non mi avrebbe fatto piacere! E’ suonata! Finalmente la campanella è suonata!
-Silvia, vieni dobbiamo correre dalla prof!
-E perché scusa? Potrò mangiare in santa pace almeno oggi?
-No, me la sento! Qualcosa di brutto capiterà e sicuramente ha a che fare con Giulia.
-Ma dai! Sono soltanto presentimenti, con tutti questi problemi è ovvio! A proposito…..la storia di Alessio? Devi spiegarmi tutto meglio!
-Si, ok, ma dopo! Ora dobbiamo cercare la prof.
-MA no! Stai tranquilla per favore! Eccola! Ha detto Silvia.
Grazie al cielo l’abbiamo trovata subito, stava mangiando tranquillamente!
-Buongiorno prof! Ho detto io.
-Ah ciao ragazze. Vi stavo cercando!
Si cercando a un chilometro di distanza dalla nostra classe, come cavolo faceva a trovarci?! Se non fossimo andate noi…
-Scusi se la disturbiamo, ma riguardo la situazione di ieri…
-Si, certo! Guarda ho sviluppato le foto!
La prof mi aveva fatto vedere almeno una quindicina di foto riguardanti Giulia che fumava e beveva con le streghe. Rivedere quelle immagini per me è stato uno shock! Mi stavo per sentire male!
-Ok prof ho visto! Basta così!Non mi va di rivederle. Ma cos’ha intenzione di fare? Sa non sono molto tranquilla.
-Tu non agitarti, so io che lezione si merita, deve rendersi conto di quello che sta facendo e soprattutto vergognarsi. E’ tutto sotto controllo! Ora continua a fare merenda.
Mi ha detto la prof mettendomi una mano dietro la schiena. Sarà, ma cosa voleva dire. Io e Silvia stavamo tornando davanti alla nostra classe quando abbiamo visto Giulia appoggiata al muro, di fianco alla porta come al solito, cioè prima che litigassimo! Ma cos’era successo? Forse si era pentita di quello che aveva fatto? Io quando l’ho vista sono restata ferma immobile a guardarla. Marta e Arianna quando ci hanno viste sono venute verso di noi! Evidentemente ci dovevano riferire quello che era accaduto.
-Perché Giulia è da sola? Di solito sta con le streghe. Ha domandato Silvia.
-Si infatti, erano venute da lei, si sono riunite tutte insieme per almeno dieci minuti, poi si sono messe a ridere, si sono abbracciate e alla fine se ne sono andate! Ma non abbiamo sentito una parola di quello che si sono dette.
-Io non la capisco perché si comporta in questo modo! Comunque grazie ragazze! Ho detto io.
-Di niente, fatti forza! Lo sappiamo quanto soffri. Marta, Arianna e Silvia mi hanno abbracciato. Ero veramente contenta di avere delle amiche così, che mi sono sempre state vicine. Gliene sarò grata per sempre! Non avevo neanche oggi mangiato a ricreazione, se continuavo in questo modo credo che farò una brutta fine, ma ormai non c’è più tempo perché la ricreazione è terminata.
-Adesso vale che materia abbiamo? Ero così furibonda che solo sentire una voce che mi chiedeva che materia avevamo l’ora successiva mi riempiva ancora di rabbia!
-Italiano.
-Grazie. Ma che ti succede?
-Non mi sento tanto bene! Scusa se ti ho risposto male.
-Dai stai tranquilla, la prof sa cosa fare.
-Lo so, ma io mi agito sempre per delle cavolate!
-Ma cosa te ne importa di una come lei che ormai non ti considera nemmeno!? Soffri per niente!
-Vedi tu non riesci a capirmi! Giulia per me era come una sorella e adesso non riesco a pensare che lei non voglia più parlarmi e vedermi! Tu non puoi sapere cosa provo!
Non me ne ero resa conto, ma stavo per litigare anche con Silvia, oh che brutti scherzi gioca l’ansia!
Ho paura che Giulia non possa mai perdonarmi, in fondo se ora stava così e faceva delle cavolate è anche un po’ colpa mia, ma mai e poi mai avrei pensato che potesse reagire male. Speriamo bene, io adoro l’italiano, mi è sempre piaciuto tantissimo scrivere, ma adesso era l’ultima materia che avrei voluto avere. Ecco, è arrivato il momento, la prof è entrata e…….mi ha fatto l’occhiolino!! No, non può essere, adesso chissà cosa farà.
-Io, non riuscirò a capire cosa provi, ma stai esagerando, posso capire che vi conoscete da quando siete piccole, ma così rischi veramente di stare male! In questi giorni sei sempre così piena di ansia, insomma lo sai, ti ricordi quello che ti ho detto ieri al centro commerciale!
-Si, si! Andrò dal dottore!
-Non voglio comportarmi con te come fossi tua madre e rimproverarti, però lo faccio perché ti voglio bene e non sopporto di vederti star male.
Era carino da parte di Silvia, si preoccupava così tanto per me in questo ultimo periodo. Forse stavo veramente male? Magari avevo bisogno di essere curata!Ma cosa mi avrebbe potuto mai fare il dottore? Pensa tu, se ne sono accorti tutti tranne i miei genitori! D’altra parte mi vedono solo allora di cena e a pranzo perché per il resto della giornata sto rinchiusa in camera mia a studiare, ad ascoltare la musica, leggere, mandare sms ad alcuni miei compagni, ad esercitarmi a fare piroette, spaccate, diagonali, esercizi di riscaldamento (cose che mamma non vuole neanche vedere) , ma che a quanto pare sono serviti! Che bravi genitori che ho, molto attenti e apprensivi con la loro unica figlia! Per Silvia è facile andare dal dottore, ma come faccio?!? Sono ancora minorenne, se direi a mamma che non mi sento bene in questa ultima settimana e che magari avrei bisogno di una visita del medico minimo mi definirebbe una pazza! Speriamo bene, magari è solo un po’ di stress, anche se in questo periodo sono calata almeno di tre chili ed essendo già molto magra non sarebbe il massimo! Però non riesco a capire il motivo, io mangio normalmente, anzi di più!
Continuavo a muovermi e rimuovermi nella sedia.
-Vale vuoi stare tranquilla?!? Metti l’ansia anche a me! Vale, ci sei?!?
-Ah….si scusa!
-Ultimamente sei sempre immersa nei tuo pensieri, non è una novità!
Cavolo stavo rovinando anche il mio rapporto con Silvia, dovevo stare attenta! Poverina, lei mi ha sempre aiutato e ascoltato e io in cambio mi comportavo in questo modo, ignorandola! Che disastro, stavo perdendo in poco tempo tutto!
-Silvia, scusami, mi dispiace! Non lo so nemmeno io cosa mi sta accadendo, è un periodo un po’ così!
-Si, un periodo un po’ così!!
Durante la lezione della storia di Giulia nemmeno l’ombra, tanto che quasi alla fine ho incominciato anche a rilassarmi e a seguire la lezione! La prof mi aveva promesso che ne avrebbe parlato, ma non aveva neanche accennato l’argomento, forse non voleva parlane pubblicamente! Bèh, io provo a fidarmi per una volta della mia mitica prof , in fondo per me è sempre stata un idolo, una persona dai cui bisogna solo imparare, sicuramente agirà prudentemente cercando di sistemare tutto senza ferire nessuno.
-Vedi, ti preoccupi per niente, perché di quella storia lì, nemmeno l’ombra!
-Si, hai ragione. Ora sono più calma!
A metà della lezione mi stavo rilassando, ma proprio nel momento in cui stavo entrando nel vivo della lezione la campanella è suonata! Io e Silvia come se niente fosse ce ne stavamo andando fuori dall’aula quando la prof ha richiamato Giulia, che in quel momento ci ha guardato.
-Giulia, potresti restare un secondo? Dovrei parlarti.
-Certamente. Ha detto Giulia.
In quel momento mi è venuta una forte fitta allo stomaco, mi sono sentita male io per lei, ha incominciato a girarmi la testa e per fortuna Silvia mi ha preso per un braccio altrimenti sarei caduta a terra.
-Vieni vale, è meglio se andiamo! Mi ha detto a bassa voce.
Io mi sono lasciata trascinare da lei, sarei restata volentieri li ad ascoltare, ma forse era meglio uscire se volevo continuare a vivere.
-Vale tutto bene?
-Si, certo.
-Sei completamente bianca.
-Si, ci sono. Tutto bene, sta tranquilla.
Silvia stava spiando dalla fessura della porta, ma non si vedeva niente.
-Per adesso tutto nomale.
Si sentiva soltanto la prof che parlava. Ma a distanza di cinque minuti le cose avevano iniziato a complicarsi…..
-….Cosa? Ma lei è matta? Io non ho mai fumato, bevuto e mai lo farei! Chi ha messo in giro questa voce? E soprattutto come osa inventare queste assurdità?
La voce di Giulia stava sempre aumentando di volume e alla prof non restava che fare altrettanto. Io invece cominciavo a sentirmi sempre più male.
-Ah si. Come sei brava a mentire Giulia! Forse mi sono persa qualcosa?Guarda queste foto e poi dimmi se sono io quella che si inventa le cose. Ha urlato la prof.
-Mah……non sono io quella, si vede chiaramente.
-Si, si vede chiaramente che sei tu, perché ti ho vista io.
-Ma come ha fatto a saperlo?
Ecco adesso ho finito di vivere.
La prego prof non dica il mio nome! Ho detto incrociando le dita.
In quel momento Silvia mi ha stretto la mano.
-Fatti forza vale, dopo sarà tutto finito.
-Non ha importanza chi me l’ha detto! Non devi preoccuparti di questo. Voglio solo delle spiegazioni, in questo ultimo periodo se cambiata e anche molto. Posso sapere il motivo? Altrimenti sarei costretta a prendere dei provvedimenti.
Evviva!! Non ha detto il mio nome, prof le voglio bene, è grande!! Oh, non sa che peso mi sono tolta!
-Non è ancora detto, la prof può sempre metterci in mezzo!
-Ehi, ma non essere pessimista! E’ una persona intelligente, sa benissimo come agire. Non è così stupida.
-Io non dovrei essere pessimista, ma se tu…
-Tsss. Dobbiamo ascoltare.
-….che provvedimenti! Sono cose private! Quelle cose che ho fatto sono avvenute al di fuori della scuola.
-Si, ma stanno incidendo sul tuo comportamento scolastico. Inoltre io, in veste di insegnante, devo svolgere anche il compito di educatrice. Con me puoi parlare liberamente. Hai problemi familiari?
-Si, i miei genitori si stanno separando, va bene? Adesso però mi deve dire però come ha fatto a scoprirlo!
Ecco cosa aveva, lo sapevo, la conosco troppo bene. Era ovvio che aveva dei problemi in famiglia, poverina chissà quanto sta soffrendo! Che stupida che sono stata a non capirlo subito. Se solo avesse avuto il coraggio di parlare con me. Poi lei è anche una ragazza fragile, sensibile, avrebbe avuto bisogno di qualcuno accanto che l’aiutasse e l’unica in quel momento ero io, ma mi sono ritirata, l’ho abbandonata e lei a quel punto si è rifugiata nel fumo (e non solo!)
-E’ tutta colpa mia!
-Vale, mi raccomando! Adesso non avere sensi di colpa perché non è di certo colpa tua!
Nel frattempo la prof continuava il suo discorso.
-….Giulia potevi dirlo prima che avevi problemi familiari, ti avremo aiutato.
-Avremo?!? Vede che c’è qualcuno in mezzo. Qualcuno che le avrà detto che sono cambiata, sono diversa, ecc, ecc…. Io ho già in mente una persona, avanti mi dica il nome?
-No!!! Povera sta soffrendo moltissimo anche lei. Non mi sembra il caso adesso!
-Ah, ma lei non sa quanto ho sofferto io! E invece a me sembra il caso.
-Questa persona ti vuole solo tanto bene! Anche tu gliene volevi tanto. Non mi sembra necessario fare nomi. Le cose peggiorerebbero e basta.
-A me si che sembra necessario!
-Adesso dobbiamo trovare delle soluzioni per te, perché quello che hai fatto è grave. Mai come quello che ha fatto questo “qualcuno”.
-Quello che ha fatto questa persona è molto bello e carino, lo apprezzopiù di quello che hai fatto tu. Io capisco che tu stia soffrendo però fumare e bere non è di certo la cosa migliore, potevi parlarne!Ha continuato la prof.
-Magari questo “qualcuno” ha un nome!
-E’ ovvio, ma non è questo il nostro problema.
-Magari Valentina!
-Senti, non importa chi sia stato, importa che tu adesso devi spiegarmi tutto, nei minimi dettagli. Tra poco la scuola è finita e i tuoi voti si stanno notevolmente abbassando.
-Si, è stata lei. Vede, appena ho nominato quel nome ha cercato di cambiare discorso.
In quel momento non ho saputo tacere e ascoltare. Ho aperto di colpo la porta.
-Si, sono io che ho fatto questo! C’è qualche problema?
-Si.
-Per me no! Perché l’ho fatto solo per te e perché ti volevo bene! Cosa volevi, passare il resto della tua vita a fumare e bere, lo sai che potresti morire?
-Si, ma non avevo nessuno con cui parlare e a casa era diventato impossibile vivere!
-Ma scusa non potevi chiamare me?
-L’avrei fatto, ma se non ti ricordi mi hai voltato le spalle nel momento del bisogno!
-Non azzardarti a dire una cosa simile, perché lo sai benissimo che io non l’avrei mai fatto! Se solo ti fossi confidata con me e avessi parlato. Nell’ultimo periodo non facevi altro che insultarmi, evitarmi e quando io ti chiedevo se avevi qualcosa che non andava tu mi rispondevi che non erano affari miei. ricorda che io te l’ho scritto e detto chiaramente che in ogni momento del giorno se avessi avuto bisogno di qualunque cosa io ti avrei aiutato, ma evidentemente a te questa informazione non è arrivata.
-Io sono senza parole. Come ti permetti di spiarmi e di scattarmi foto di nascosto.
In quel momento la prof non sapeva cosa fare, ci ha lasciato continuare, perché per lei la cosa migliore è discutere per chiarirsi meglio, la campanella era suonata e noi non facevamo altro che litigare a tutto volume. Tutti i nostri compagni sentendo le urla incominciavano riunirsi attorno a noi.
-Tu? Io dovrei essere senza parole. Sei cambiata totalmente, ricorda solo una cosa che io per colpa tua ho sofferto e sto soffrendo ancora da morire, perché da te non mi sarei mai aspettata una cosa simile!
In quel momento è entrata Silvia, si è messa davanti di me, ha detto:
-E io ne so qualcosa, visto che adesso sono io la persona con cui trascorre la maggior parte del suo tempo. Da quando tu hai incominciato a comportarti così, anche Valentina è cambiata totalmente. Non esce più di casa, non sorride , è sempre preoccupata e piena di ansia. Continua a riguardare le vostre foto,i filmati, i tuoi regali, a chiedersi cos’ha sbagliato con te e a piangere in continuazione. Ma tu non sai che quando vi ha visto nel capannone, non riusciva più a dormire alla notte, ti pensava in ogni istante, cercava di trovare una soluzione per aiutarti e farti tornare come eri una volta. Lei è una ragazza e un’amica stupenda che farebbe il possibile per aiutarti e non farti soffrire, sarebbe disposta anche a rinunciare alla sua salute. -In quel momento Silvia mi ha guardato avevamo entrambi le lacrime agli occhi. – Se ha fatto quella pazzia della lettera era per il tuo bene, perché voleva salvare il vostro rapporto. Ricorda solo una cosa: Non c’è niente al mondo più importante dell’amicizia! Gli amici, quelli veri sono veramente pochi, quelli che non ti tradirebbero mai, che farebbero qualsiasi cosa per evitare di farti soffrire, quelli che ti aiutano in ogni momento. Gli altri sono solo conoscenti. Se tu preferisci le streghe a Valentina, ti dico solo che da un lato si dimostrano amiche, ma dall’altro non fanno che prenderti in giro e insultarti. Valentina ti considera come una sorella, perderti sarebbe terribile, vederti soffrire sarebbe l’ultima cosa che vorrebbe. Ti prego, parlo io perché le voglio bene, non tradire la fiducia della tua migliore amica!
Dopo aver detto tutto questo Silvia mi ha guardato piangendo, non me lo sarei mai aspettato da lei, di solito è una ragazza ancora più timida di me. Quelle parole mi avevano veramente commosso.
-Brava Silvia, falle vedere chi sei!
-Vai Vale!!
I compagni della nostra classe facevano il tifo per me e Silvia, mentre la prof non ha detto una parola forse era anche lei stupita, spaesata e non sapeva come agire. Io ero disperata, la testa mi girava e sentivo tutto rimbombare, l’unica cosa che volevo era sentir parlare Giulia che era rimasta ammutolita, volevo soltanto che facesse un cenno di si con la testa, altrimenti non so cosa farei. Giulia mi fissava negli occhi. Stava quasi per piangere, in lei vedevo solo tristezza, non l’avevo mai vista così strana in tanti anni, evidentemente voleva dirmi qualcosa,ma non sapeva cosa fare, era una situazione orribile! Alla fine, dopo una lunga pausa, Giulia, con la sua solita dolcezza e gli occhi lucidi ha parlato:
-Valentina non è più la mia migliore amica! Con me ha chiuso, il nostro rapporto ormai è vecchio e sepolto. Mi ha detto fissandomi negli occhi.
In quel momento sono restata immobile, mi sono passate davanti tutte le immagini dei momenti più belli trascorsi con lei, tutte quelle frasi e promesse che mi ha fato. Questa volta era proprio finita. La testa mi girava ancora di più, vedevo tutto grigio e sfuocato, tipo nebbiolina,Silvia e Marta mi hanno abbracciato dandomi forza, perché solo loro che mi hanno assistito in questi giorni possono capire quanto ho sofferto.
-Vale, non fare così. Mi dispiace! E’ l’ultima cosa che ho sentito dire da Giulia.
Sentivo tutto lontano, e alla fine sono caduta a terra. Non ce la facevo a stare in piedi. Sono riuscita a sentire solo delle voci.
-Fate spazio, Silvia chiama un’ambulanza! Ha detto la prof.
Dopo non sono più riuscita a sentire nulla.

Mi sono svegliata in un letto d’ospedale con Silvia accanto che mi teneva la mano. Sul braccio avevo la flebo, sulla testa una fascia bianca che mi stringeva e tanta, ma tanta nausea. Vedevo ancora tutto sfuocato, cosa mi era successo? Riuscivo a mal la pena parlare, avevo tutta la gola secca.
- Cos’è successo?
-Ciao, vale! Come stai? Mi hai fatto prendere paura.
-Insomma.
-Hai avuto un piccolo malore a causa dello stress, ti sei agitata troppo, hai avuto un calo improvviso di zuccheri e di pressione, anche perché mangiavi pochissimo da giorni, non dormivi la notte, e hai sbattuto la testa, ma dovranno farti parecchie analisi perché hai anche un po’ di febbre e nausea per cui non è un buon segno.
-Cosa vuol dire?
-A me hanno detto che non è un buon segno, che devi restare in ospedale sotto controllo perché le cose potrebbero complicarsi de un momento all’altro.
-Per quanto dovrei restare in ospedale?
-Per circa sei giorni, prima deve passarti la febbre, gli esami devono tornare in regola poi dobbiamo vedere per la testa, se ci saranno problemi. Ora però riposa ne hai bisogno.
Non sono mai stata peggio di così, sei giorni in ospedale, sarà una tragedia! Ho cercato di addormentarmi di nuovo.
Alla sera quando mi sono svegliata erano le sei, c’era ancora Silvia accanto a me.
-Ti senti meglio?
-Si, adesso ci vedo meglio, oggi pomeriggio vedevo tutto sfuocato. Anche se ho un terribile mal di testa, e tanta nausea.
-Ci credo che hai mal di testa, hai la febbre alta!
-Ottima notizia, grazie!! Posso almeno avere un altro cuscino? Non riesco a stare così stesa.
-Certo, basta che non ti alzi da questo letto! Se vuoi ti racconto com’è andata oggi dopo che sei svenuta? Sembrava un film.
-Ok, vai! Così passa un po’ il tempo.
-Bèh la prof si è messa a piangere, urlando: “Chiamate i soccorsi, aiuto, aiuto! Vi prego aiutatemi!” Poi ti ha dato degli schiaffi in faccia: “ Vale ti prego tesoro mio, svegliati. Tu non ti meriti tutto questo, reagisci. Non farmi brutti scherzi!”
-Wow!! Peccato che io non ho sentito niente.
-E non è finita! I maschi si sono messi ad incolpare Giulia. Marco ti teneva la mano dicendo: “vale reagisci, ti prego. Sei sempre stata una ragazza fantastica, forte e tenace, non mollare ora!”
Edoardo invece: “ Giulia è tutta colpa tua, lei sta male per te, tu non puoi sapere quanto ha sofferto! Sei una deficiente, antipatica, guarda cosa le hai fatto! A noi non piacciono le ragazze aggressive! Lei ha lottato per te, ha rischiato di tutto e tu la tratti così! Se fossi in lei non ti vorrei neanche vedere!”
-Infatti non la voglio più vedere!
-Finalmente hai capito che tipo di ragazza è! Meglio perderla un’amica come lei! Dopo che l’hai aiutata ha anche avuto il coraggio di dirti quelle cose orribili.
-Si, si, Silvia non voglio più parlare di lei! Non voglio più rischiare la vita per colpa sua!
-Si, hai ragione scusa…
-….ma no! Non preoccuparti. Piuttosto grazie per avermi difeso oggi e per aver detto tutte quelle cose bellissime su di me! Veramente mi sono stupita, non me lo sarei mai aspettato da te, grazie anche per essermi stata vicino in tutti questi giorni!
-…dai basta! Così mi fai arrossire! E’ che non ce la facevo più a vederti star male!Poi le ho detto quello che si meritava!
-Beh …grazie comunque!
Silvia se lo meritava, non dimenticherò mai quello che ha fatto per me. Si è comportata veramente da amica. Ero felicissima. Pensava tutte quelle belle cose di me. Le voglio veramente bene, anche se per me adesso prima di definire una persona migliore amica e affidarmi completamente a lei ci rifletterò bene! In quel momento è entrata l’infermiera, aiuto!!
-Signorina, come si sente? Mi ha chiesto restando ferma immobile nella porta.
-Insomma, ho ancora tanta nausea e la testa mi gira molto.
-Ok, allora le metto un’ altra bottiglietta di flebo e le provo la febbre…cavolo ha ancora trentotto e mezzo di febbre! Deve stare assolutamente a riposo!
-Ma mi scusi non ce la faccio a stare completamente stesa tutta la sera. Ho ribattuto io.
-Signorina ha bisogno di tanto riposo, le dico solo questo, altrimenti ci potrebbero essere delle complicazioni.
Si, si complicazioni! Parla bene lei! Vorrei vederla al mio posto. Lei sta bene, io invece dovrei stare per una settimana stesa in un letto d’ospedale senza far niente!! Ma è matta! Io anche se ho nausea sto bene come sono e non ho nessuna intenzione di dormire per tutta la sera! Quella befana!! Dopo cinque minuti si è ripresentata sulla porta, che altro voleva? Se doveva farmi un’altra ramanzina poteva pure andarsene, l’aveva detto lei, dovevo stare a riposo per cui non potevo nemmeno alzare la testa per risponderle!
-Signorina, ci sono visite!
-Faccia pure entrare. Le ho detto io.
-….Aspetti, può farsi dire chi è la persona che desidera vedere Valentina? Ha detto Silvia.
-Scusami Valentina, credevo avessi imparato la lezione….e se ti capitava Giulia davanti a te? Ormai era troppo tardi per cacciarla! Pensaci prima di parlare.
-Hai ragione….
Ultimamente ero così sbadata, non ci avevo pensato. Invece Silvia è così previdente, pensa sempre a tutto. Dopo un po’ l’odiosa infermiera è tornata. Ci avrà messo almeno mezz’ora, cosa mai gli avrà detto? Avrà fatto sicuramente la ramanzina anche a loro!
-Signorina.
-Si! Ho risposto io seccata.
-La desiderano una certa Marta e Arianna, posso farle entrare?
-Certo.
-Mi raccomando però Signorina, non si affatichi troppo.
-Si, la terrò d’occhio io. Ha risposto Silvia.
Ero furiosa, sempre con questa “Signorina”, mi fa venire i nervi, meno male ha risposto Silvia al mio posto, altrimenti sarebbe stato il momento adatto per esplodere un’altra volta .
-E’ permesso! Ha detto Marta con un enorme mazzo di fiori in mano ed un sorriso stampato sulla faccia.
-Si avanti! Ho detto io.
-Allora come ti senti, ci hai fatto spaventare, sei improvvisamente caduta per terra! Ha detto Arianna.
-Insomma, dovrò restarmene in ospedale minimo una settimana.
-Oh, povera! Tieni questi sono per te.
-Grazie, sono bellissimi!
-Non siamo venute subito perché abbiamo pensato avessi bisogno di riposarti.
-Fa lo stesso, mi sono già riposata abbastanza, pensare di restare qui una settimana intera….
-…Non ti preoccupare, ci siamo noi che verremo a trovarti ogni giorno e ti faremo compagnia, pensa solo a guarire! Ha detto Arianna.
-Si, grazie. Sono felice di poter contare sempre su di voi, siete delle vere amiche!
- Tutta colpa di Giulia, quella stronza, non preoccuparti la sistemiamo noi a scuola, sempre se avrà il coraggio di presentarsi ancora nella nostra classe!...
-…Signorine, il tempo è scaduto! La paziente deve riposare! Ha urlato l’infermiera. – Ma se sono rimaste solamente dieci minuti?Ho ribadito all’infermiera. – Si, ma oggi il dottore ha raccomandato massimo riposo. Quindi non più di dieci minuti a persona.
- Si, ci scusi, arriviamo subito! Hanno detto in coro Arianna e Marta.
-Ciao, ci vediamo domani. Mi raccomando stai tranquilla e pensa solo a guarire! Mi ha detto Arianna, facendomi l’occhiolino.
-Certo, salutatemi la prof!
Il lavoro di quell’infermiera è proprio rompere le scatole, non sa fare altro di buono! Cosa cambiano cinque minuti in più, cinque minuti in meno! Deve sempre interrompere qualcosa!
-Dai, fatti forza! Io devo andare! A proposito…la prof ha detto che viene a trovarti domani perché il dottore questa mattina quando è uscito dal pronto soccorso ha detto che dovevi riposarti molto per cui mi ha detto di salutarti, di farti i migliori auguri di guarigione e che verrà a farti visita al più presto!
-Ok, grazie mille Silvia per essere stata tutta oggi qui con me! Immagino quanto ti sia annoiata!
-Ma che scherzi!! E’ stato un piacere aiutare la mia migliore amica, tu non devi preoccuparti di questo, il mio compito è aiutarti e starti vicino perché sono sicura che anche tu faresti altrettanto con me! Ci vediamo domani. Mi ha detto Silvia tenendomi la mano.
-Va bene, ciao!..... Mi riposerò, promesso!!!
Dovrò stare tutta la sera con mamma appiccicata al letto, cavolo! Preferirei andare a scuola, Giulia la pagherà cara per quello che ha fatto! Se solo potessi alzarmi dal letto! Invece devo starmene immobile come un’anziana. Non riesco nemmeno a vedere la televisione. E’ piccola appoggiata sul tavolo, poi con la confusione che fanno le infermiere nel corridoio non si capisce un bel niente! Hanno anche il coraggio di venirti a dire di riposare, è una cosa impossibile. Come si fa a riposare con loro che si mettono ad urlare, correre, passare in continuazione con le scope, l’aspirapolvere per i corridoi! Sono stata per circa un quarto d’ora a fissare il soffitto, quando ad un certo punto la befana di quell’infermiera è venuta a portarmi una tazza di te.
-Tenga signorina, mi raccomando beva tutto il te a piccoli sorsi, altrimenti rischia di star male.
-Mi scusi, ma non porta la cena!
-No, lei non può mangiare altrimenti vomita, domani mattina quando passerà il dottore le dirà cosa può mangiare, ma oggi assolutamente digiuno!
In quel momento l’ho fissata negli occhi! Aveva una tale voce stridula e pungente che…uffa!! Perché tutte a me devono capitare?
-Desidera qualcosa signorina!!
-No, grazie!!
-Si sente male, è arrabbiata!
-No!!! Voglio restare da sola!!
-Certo signorina!
Sempre “Signorina, signorina” che due scatole, dovevo bere una tazza di te soltanto! In un’ intera giornata una tazza di te! E’ ovvio che sono debole, se non mi date niente da mangiare! Sono una semplice ragazza affamata e questa stupida infermiera non fa altro che chiamarmi signorina tutto il giorno. Non posso neanche arrabbiarmi più di tanto perché non ne ho il fiato, sono troppo debole e mi viene mal di testa!
Quindi ho pensato di provare a dormire e dimenticare tutto, sperando di svegliarmi in condizioni migliori!
Ma come al solito proprio nel momento in ci stavo per prendere sonno e rilassarmi ecco che arriva mia mamma a complicare la situazione.
-Tesoro mio come stai? Oh, il dottore mi ha spiegato tutto, come mi dispiace! Guarda stai tranquilla rilassati e riposati che tutto si sistemerà!
-Mamma lo so, è tutto il giorno che me lo ripetono, infatti ci stavo provando a riposarmi, ma poi sei arrivata tu e…
-…Scusami tanto!! Comunque per quanto riguarda quella guastafeste della tua amichetta Giulia ci penso io! Vedrai che dopo ti starà alla larga!
-Mamma…dunque, te lo dico e ripeto per l’ultima volta chiaro e tondo: Io non voglio più sentire nominare, parlare, vedere Giulia, per me non esiste più. Un’altra cosa a Giulia mi hanno detto che ci penseranno gli insegnanti.
In quel momento, mentre parlavo a mamma, mi scendevano le lacrime lungo tutta la faccia.
-Ma non fare così!
-Mamma, cerca di capirmi, per me era una persona importante e cancellarla improvvisamente dalla mia vita non è una cosa facile, mi serve tempo, non so se ce la farò da sola a sopportare tutto questo!
- Valentina, ma io ho il diritto come genitore di farmi valere, non può pretendere di passarla liscia dopo quello che ha fatto, deve pentirsene per tutta la vita, vergognarsi e capire con chi ha a che fare!
-Mamma credo che se ne sia già pentita!
-E’ venuta qui in ospedale per caso?
-No!!! Ma la conosco troppo bene!
-Si, vedo! Dopo averla aiutata ti ringrazia in questo modo.
-Mamma tu non capisci.
-No io capisco benissimo.
-Si, vedo!
-Tu non mi hai mai capito! Ho dovuto ritrovarmi in un letto d’ospedale per farti capire certe cose. Tu non sei mai riuscita comprendere quanto le volessi bene e capire quanto soffrivo perché per me era una persona importante, poi non parliamo di altre cose!! Tu capisci solo quello che vuoi!
-Ah, io capirei solo quello che voglio, ti avevo avvertito chiaro e tondo, se mi avessi ascoltato ora non saresti in queste condizioni.
-Mamma per favore, mi hai già rovinato abbastanza gran parte delle mie giornate. Continuavo a parlarle piangendo.
-Si, io ti avrei rovinato le tue giornate!Un giorno mi ringrazierai!
-Mai!!!! Sai benissimo di quello che sto parlando, adesso voglio dormire, ho un forte mal di testa e non ho sicuramente la forza per discutere con te.
-Se vuoi resto con te.
-No!!! Ti ho detto che voglio restare sola.
-Si certo, dovrai riflettere. Mi ha detto mamma con un tono come se mi stesse prendendo in giro.
-Perché? Ci sono problemi? E’ proibito anche pensare.
-O sognare cose impossibili..
-Io non sogno cose impossibili, sono tutte possibili e realizzabili le cose che sogno io. Comunque sognare è l’unica cosa che posso fare in santa pace e che mi piace. Non sarai certo tu a proibirmi anche questo!
-Sicuramente, infatti sei sempre con la testa tra le nuvole, per te sembra tutto così facile alla tua età, ma in futuro spero capirai!
-Per me sarebbe tutto più facile se tu mi lasciassi fare quello che desidero, se mi permettessi di fare le mie esperienze, provare sulla mia pelle quello che è giusto e quello che è sbagliato, solo così potrò crescere.
-Senti parlare con te è inutile, io vado per qualunque cosa chiamami!
-Vedi, hai paura! Tu hai paura che io realizzi i miei sogni e che me ne vada, che non torni più, che vi abbandoni. Voi non mi permettete di andare dove voglio perché sapete benissimo che i miei sogni sono realizzabili, che potrei raggiungere gli obbiettivi ch desidero e avete paura che possa andarmene lontano.
-Non è vero niente, ne parleremo quando starai meglio!
-Hai paura di parlarmi di questi argomenti perché non sai come affrontarli.
-Che cosa sta succedendo signorina? Ha detto la solita infermiera spalancando la porta.
-Mi chiamo Valentina non signorina!!!Ho detto con tono deciso. Incominciamo bene.
-Mi scusi signorina ehm…..Valentina!
-Porti via questa signora per favore, non la sopporto più!
-E’ meglio che vada, vede sua figlia da quanto lei è entrata in questa camera mi sembra piuttosto agitata, e non le fa di certo meglio per la sua salute, sarebbe pregata di lasciare questo posto!
Ah, per fortuna se n’è andata, non ce la facevo più. Deve sempre venire a complicare la situazione. Mi stavo addormentando, mi ero tranquillizzata ed ecco che arriva lei a rovinarmi tutti i momenti migliori, che palle! Quando potrò andarmene via di casa!!
-Signorina! Vuole un calmante?
-No, guardi che non sono pazza è che quella donna mi mette l’ansia! Comunque mi chiamo…
-…Valentina, mi scusi!
-Perdonata! Può darmi tranquillamente del tu, non mi arrabbio!
-Ah, grazie. Anche tu puoi darmi del “tu”. Come ti senti ora?
-Insomma.
-E’ hai ancora la pressione bassa, vedrai che presto si sistemerà tutto!
-Scusami se oggi sono stata un po’ maleducata nei tuoi confronti, ma sai, è una situazione un po’ difficile.
-Lo so, la tua amica Silvia mi ha raccontato tutta la tua lunga storia. Capisco benissimo quanto tu soffra, ma è solo quello il problema? Scusa, non voglio impicciarmi…
-…no, anzi. Mi farebbe piacere parlare con qualcuno. Vedi io pratico danza da parecchi anni, è uno sport molto importante per me, ormai fa parte della mia vita. Appena ho un po’ di tempo libero danzo, passo parecchio tempo in camera mia ad esercitarmi per essere la migliore. Una settimana fa la mia insegnante mi ha fatto una proposta per premiarmi. Le è arrivata un’offerta che le dava l’incarico di premiare una ragazza dei corsi medio-superiori.
-…e scommetto che per la tua carriera sarebbe molto importante?
-Si, questa offerta consente di uno stage di tre mesi,dopo questi tre mesi verranno selezionate dieci ragazze alle quali sarà proposto di far parte alla scuola di danza di Venezia.
-Wow!!! Ma è un’offerta strepitosa, incredibile!!
-Lo so, per me è la cosa più importante della mia vita! E’ una cosa più forte di me, io quando sento la musica voglio ballare, trasmettere tutto quello che ho dentro a chi mi osserva, altrimenti sto male, sento tipo qualcosa che manca dentro di me. Lei ha paura che trascuri la scuola, ma non è così ho sempre avuto ottimi voti!! E’ un’offerta importante soprattutto perché avrò la possibilità di migliorare molto a livello pratico!
-Come ti capisco!! A me è successa la stessa cosa solo che io invece di danzare, cantavo. Mi era stata data la possibilità di fare dei provini per un programma in televisione, a quindici anni, mentre a sedici di partecipare a una scuola specializzata solo in canto a Firenze. Mio papà me l’ha proibito fin da subito, io mi sono rassegnata perché era inutile litigare con mio padre avrei peggiorato solo le cose. Ora mi trovo qua a rimpiangere il mio passato, chissà se mi fossi ribellata come sarebbe diversa la mia vita. Ti ho fatto questo discorso perché vuol dire che non devi arrenderti subito, potrai rimpiangerlo per tutta la vita.
-Ma io ho lottato fin dall’inizio, e continuo tutt’ora. Tu non puoi immaginare quanto ho litigato con mio padre e mia madre, mi sembra di vivere l’inferno. Loro non mi riescono a capire, continuo a litigarci, credimi io non sono una che si arrende facilmente. In questi ultimi quindici giorni oltre che per quell’offerta, io odio stare in casa, non ce la faccio più. Mia madre continua a ripetermi le stesse cose come una radio, mio padre continua a parlarmi del suo lavoro, ma il bello è che lo fanno come se nulla fosse, io continuo a piangere e a soffrire, ma loro non se ne sono mai accorti. Anche adesso in ospedale, mi fa li stessi discorsi, parla male della compagnia che frequento, della mia migliore amica, della danza, dice che è solo colpa mia, ma non riesce a capire quanto io stia male dentro, quanto soffra e nonostante io le parli lei continua e ricontinua. Guarda ho sempre voluto tanto bene a mia madre in particolare, da piccola per me era come un’amica, l’ammiravo, non vedevo l’ora di crescere per diventare come lei, era un punto di riferimento. Adesso è tutto cambiato, le voglio si bene, è ovvio, è mia madre però tutta la stima che provavo per lei è svanita. In questi giorni non vedo l’ora di avere diciotto anni per andarmene via di casa e vivere da sola, a volte sono anche arrivata al punto di odiarla, mi rende la vita impossibile. Quando la sento parlare o brontolare sento tipo qualcosa dentro che mi scatena rabbia, ansia, sofferenza. Mi sembra di vivere una vita diversa dagli altri, avere un mondo tutto mio, un mondo che nessuno riesce comprendere, capire, che chiunque prova ad entrarci ne resta stupito, perché lo vede diverso da quello in cui è sempre vissuto, si sente spaesato. Mi trovo da sola a combattere per salvare un’amica a cui voglio bene, che nessuno capisce perché lo sto facendo dopo tutto quello che mi ha fatto e a combattere davanti a un sogno che ho da quando sono piccola, da sola, senza che nessuno mi aiuti. Spero solo di vincere alla fine, di raggiungere il mio sogno, che porterò avanti anche da sola se è necessario,che desidero con tutto il cuore.
-Tesoro, sei una ragazza molto determinata, decisa. Io ti auguro tanta fortuna. Per qualunque cosa sono disposta ad aiutarti. Ora devo andare perché mi chiamano. Mi ha detto l’infermiera alzandosi dal letto, era così dolce, alta, magra, con i capelli alle spalle biondi quasi castani, e occhi azzurri, era molto carina. Una cosa non riesco a capire, perché è stata così comprensiva nei miei confronti dopo quello che è successo, dopo che l’ho trattata così male? Perché era così buona?
-Scusa! Posso farti un ultima domanda?
-Certo. Mi ha detto sorridendo.
-Perché fai tutto questo per me dopo che ti ho trattata così male?
-Io sono sicura che tu l’hai fatto perché eri disperata per quello che era successo, non sapevi come comportarti, eri triste. Sono certa che non l’hai fatto per cattiveria. Faccio anche tutto questo per te perché mi ricordi tanto la mia infanzia, anche a me è successa la stessa cosa, solo che io mi sono arresa all’ultima difficoltà, quindi ci terrei molto che tu evitassi il mio stesso errore che rimpiangerò per tutta la vita! Non rinunciare mai ai tuoi sogni, perché sognare è l’unica cosa che non costa e la più bella al mondo. Nessuno può permetterti di sognare,di costruirti un mondo tutto tuo per cui continua così perché se è veramente la cosa che vuoi alla fine raggiungerai il tuo obiettivo.
-Grazie, avevo proprio bisogno di parlare! Sei stata molto dolce.
-Ora devi riposare non dimenticarlo, a domani!
Ah…mi sentivo un po’ meglio ora, ma ero comunque disperata. Essere ricoverata in ospedale mi farà stare meglio a livello di salute però psicologicamente stavo peggio. Pensare anche al biglietto poi, se solo mamma mi darebbe il permesso! Quando papà dice no è no! Ma perché? Perché devo avere dei genitori così, cos’ho fatto? Se solo mi avessero sostenuto almeno una volta, invece no! Evidentemente è il destino, evidentemente io non sono portata per la danza, forse non è quella la mia strada, ma un’altra, è per questo che tutti mi ostacolano, perché magari non è quello che voglio veramente! Basta!! La danza è sempre stata la mia passione, è quello che voglio fare per tutta la vita, devo smetterla di pensare a queste cose orribili! Se non saranno i miei genitori a sostenermi, vorrà dire che continuerò da sola come ho sempre fatto e se loro mi priveranno di fare quello che sento veramente mi ribellerò, sono stanca di rinunciare a quello che sento veramente per loro. Sono grande e posso decidere da sola!Io ho un obiettivo e lo raggiungerò con tutta me stessa. Anche se credo che a questo stage dovrò rinunciarci, ormai i giorni di tempo che avevo per decidere sono quasi trascorsi e a quello stage dovrò dire addio. La maestra non si è fatta viva, io sono in ospedale e avrà sicuramente pensato che non voglia partecipare. Ho appena detto addio a un opportunità che mi avrebbe potuto cambiare la vita, non sono mai stata peggio, per me è una tragedia. Ma non è finita qui, mamma pagherà per quello che ha fatto. Il problema non è solo quello, continuo a pensare a quelle parole di Giulia:
-Valentina non è più la mia migliore amica!
E se ripenso alla sua espressione, aveva gli occhi lucidi, stava per piangere e fissandomi in faccia ha detto quelle orribili parole. Giulia perché mi fai questo? Ma in fondo al mio cuore so che lei non avrebbe mai voluto pronunciarle quelle maledette parole.
In questo momento però dovevo solo dormire, fosse facile! Avevo un terribile mal di testa e tanta, tanta nausea! Mi sono tirata la coperta fin sotto il mento, evidentemente avevo qualche linea di febbre, ho chiuso gli occhi, ho cercato di rilassarmi e dimenticare tutto! Alla mattina mi sono alzata di colpo sempre stessa storia, sul comodino c’era una tazza di te con due fette biscottate, finalmente si mangia! La nausea mi era passata, wow, facciamo progressi!! Speriamo che presto arrivi il dottore e mi dia qualche buona notizia, ne ho proprio bisogno! Mi sono seduta sul letto e ho preso il te, quando è arrivata mia madre, oh che due scatole!!
-Ciao tesoro!
-Ferma! Non toccarmi in testa che ho male e non farmi il terzo grado.
-Ma io volevo solo sapere come stai!
-Sto bene, la nausea mi è passata.
-E puoi mangiare?
-Se mi sono svegliata e ho trovato una tazza di te con due fette biscottate evidentemente posso mangiarle.
-E’ passato il dottore?
-No, mi sono appena svegliata, non so se è passato il dottore, non so niente.
-Ok, ero solo venuta per sapere se hai bisogno di qualcosa e come stavi.
-Sto abbastanza bene.
-Va bene, ti va sen resto qua a farti compagnia?
-Certo!
Voglio dire no!! Sto tanto tranquilla da sola, lei deve solo peggiorare le cose.
In realtà mi sentivo meglio e mi ero un po’ tirata su di morale, ad un tratto è arrivata l’infermiera.
-Ciao Valentina, hai visite.
-Che bello e chi mi desidera?
-Dunque, la tua maestra di danza.
-Falla entrare.
Neanche farlo posta è giusta a pennello con la mamma. Finalmente si è fatta vedere , evidentemente qualcuno le ha detto che sono in ospedale, non so chi sia stata, ma quella persona la ringrazierò per tutta la vita.
-Buongiorno Valentina! Come va? Non ti ho più vista e mi sono preoccupata, ma ieri sera una tua amica mi ha detto che eri ricoverata in ospedale, allora questa mattina mi sono precipitata qui.
-Beh, potrebbe andare meglio. Scusa,veramente, sarei venuta al più presto, ma è stata una cosa che mi è successa all’improvviso.
-Lo so, lo so. Per il biglietto?
Io in quel momento ho fatto un sospiro e ho guardato in basso, le lacrime mi sono scese appena ha nominato il nome biglietto, non sapevo veramente cosa dire con mia madre davanti. Sarei corsa tra le braccia della maestra, ma ormai la risposta di mia madre so già che è no!! Ho lottato, mi sono ribellata, ma…
-Ho capito! Mi ha detto la maestra.
-Mamma sappi solo che le conseguenze di questo tuo no, saranno molto dure perché io perdono, ma non dimentico. Non sono una ragazza che accetta sempre le scelte dei genitori e viene sottomessa. Qui ci va di mezzo la mia vita e la mia felicità, quindi tu hai preso una scelta che mi ha fatto molto soffrire e io farò altrettanto!
-Non permetterti…
-..Signora ci rifletta bene, sappia che io condivido quello che ha detto sua figlia.- Ha detto la maestra a mia madre, facendomi un occhiolino. Non capivo il perché, mia madre non aveva di certo intenzione di cambiare decisione da un momento all’altro. Io sono una che lotta però ormai è evidente che ci devo rinunciare. – Mi sono capitate altre madri come lei, e in genere si comportavano così solo perché aveva no paura di perdere loro figlia.
-Io ho già riflettuto. E comunque non è quella la causa.
-Ah, si. Lei non a quanto soffra sua figlia, per lei la danza è una cosa importantissima, certo è brava..
-E allora se è brava non può studiare danza nel suo paese?
-Certo che no, la nostra è una buona scuola, però deve fare le sue esperienze per crescere professionalmente, deve provare altre scuole, sentire i consigli e le spiegazioni di altre insegnanti, non potrà mai migliorare restando sempre qui.
-Si, ma come tutte le ragazzine si illude e basta! Si monta la testa, lascia la scuola e se un giorno non vorrà più praticare la danza, ci pensa a questo?
-Mamma ti ho già detto che non lo farò, porterò avanti entrambi le cose nel modo migliore. Ho urlato, non ce la facevo a starmene zitta mentre diceva quelle stupidaggini su di me.
-Non si sta illudendo inutilmente perché ha delle grandi possibilità. Io voglio bene a Valentina come fosse mia figlia e le assicuro che non abbandonerebbe mai la danza. Poi guardi negli occhi sua figlia, vede una ragazza felice? Se ora si trova i un letto d’ospedale è anche perché non le permette di realizzare una parte di un suo grande sogno e le garantisco che non glielo perdonerebbe mai! Con me si confida e ora sta a pezzi, non è mai riuscita a comprendere sua figlia, perché non si comporta con lei come da amica, per lei la danza occupa il primo posto nella sua vita. Glielo dico io che queste cose le ho provate sulla mia pelle.
Era l’unica che riusciva capirmi in questo momento così le ho fatto un sorriso di ringraziamento, mamma è stata zitta, questo di solito significa un no netto! Lo sapevo, ho perso un’opportunità importantissima, non c’è verso di convincerla, anzi si peggiorano soltanto le cose. Va bene, dovrò rassegnarmi. E’ il destino e non si può cambiare. La mia vita da quando mi ha dato quel biglietto ha avuto una svolta. Io lotto sempre, sono coraggiosa, sono pronta a tutto per difendere la danza, sono sempre ottimista, mi oppongo ai miei genitori spesso pur sapendo le dure conseguenze, di solito non mollo mai, ma questa volta non vedo il motivo per cui lottare, ormai è finita. Di solito le mie storie finiscono sempre in modo positivo, “e vissero per sempre felici e contenti”, invece questa volta ho fallito. Nelle condizioni in cui sono non me la sento di litigare, ma pagherà dure conseguenze appena uscirò di qui. La maestra stava quasi per piangere, ha preso fiato dopo un discorso durato un quarto d’ora senza mai fermarsi, si è voltata, stava per chiudere la porta, io ho chiuso gli occhi per dimenticare, quando mamma ha alzato la testa.
-Signora, mi scusi.
-Si, che altro vuole!! Deve per caso accusarmi di qualcos’altro? Perché avrei parecchie cose da fare, ero venuta per parlare con la ragazza e passare un po’ di tempo con lei, ma sa non credevo di trovare questa inconvenienza.
-Volevo chiederle se l’opportunità del biglietto per Valentina è ancora valida.
La maestra ha fatto un sorriso da bocca a bocca, i miei occhi si sono illuminati, se solo avessi potuto correre addosso alla maestra..
-Si perché?
-Perché se è la cosa che Valentina desidera più al mondo, ok!
-Cosa??- Ho detto io, piangendo dalla felicità. -Posso andarci? Veramente?
-Si, però io non ti accompagno-. Sinceramente non me ne fregava niente se mamma mi avrebbe accompagnato si o no, l’importante è che io potessi andarci, ero diventata improvvisamente la ragazza più felice a mondo.
-Fatti abbracciare, hai visto che volere è potere!?! Sono fiera di te perché non hai mai mollato in ogni circostanza ed è così che si comporta una vera ballerina!
-Grazie, ti devo ringraziare con il cuore, se solo potessi saltare.
-Ehi, riguardati, devi essere carichissima, quindi riguardati.
-Certo. Le ho detto facendole l’occhiolino, non riuscivo a smettere di piangere, io la maestra festeggiavamo mentre mamma era diciamo incavolata, comunque nonostante tutto ci avrei pensato io sistemarla per le feste.
-Guarisci presto, ti chiamo per gli ultimi dettagli, ti dico il giorno, l’ora, tutto, ok?
-Ok, grazie mille.
Appena la maestra è uscita mamma mi ha guardato.
-Ma è veramente quello che vuoi? Scusa ci vuole questo per renderti felice?
-Si, perché è questo quello che desidero con il cuore, è questa la mia strada.
-Tu dici così solo perché sei ancora una ragazzina, per te è tutto rose e fiori. Comunque sappi che non ti accompagnerò, io non approverò mai questa tua scelta, ti dovrai prenderti tu tutte le responsabilità.
-E’ incredibile, almeno un po’ di sostenimento da parte della famiglia ci vorrebbe, forse non so chiedo troppo? Comunque non rinuncerò solo perché tu non vuoi accompagnarmi.
-Allora non conto niente per te?
-No tu conti, hai sempre contato per me, però io ho sempre fatto il possibile per renderti felice, ti ho sempre incoraggiato, invece tu no. La mia strada sarebbe stata molto più dritta se tu mi avessi sostenuto, invece mai. Potevi almeno fingere di essere minimamente felice, festeggiare con me e la maestra, invece come una mummia, non cambi mai espressione, sia nei momenti tristi che in quelli felici, per te è indifferente. Almeno un minimo sorriso forzato.
Mamma ha fatto una pausa.
-Non te ne importa niente del programma per le nostre vacanze? ricorda che succede solo una volta all’anno che possiamo stare insieme tutti e tre tranquillamente.
-Mamma, tu non sai quanto mi dispiaccia, ma è un’esperienza a cui tengo molto e a cui voglio partecipare.
-Con chi ci andrai, chi ti accompagnerà?
-Credo,la maestra.
-Ah, le vuoi molto bene?
-Certo, ma che hai sei gelosa, o magari invidiosa?
-Senti, devo andare, devo pensare soprattutto come dirlo a tuo padre.
-Ok, ciao.
E’ incredibile, potrò partecipare a questo stage, sono contentissima, non vedo l’ora di dare la notizia all’infermiera, e soprattutto parlarne a Silvia, devo sfogare tutta l’emozione e felicità che ho dentro a qualcuno altrimenti impazzisco! Chissà chi è stata quel genio di persona che le ha detto che ero in ospedale.
Dopo cinque minuti che mamma se n’è andata qualcuno ha aperto la porta, era ancora la maestra di danza.
-Ciao sono ancora io, mamma se n’è andata?
-Si, dovrebbe tornare oggi pomeriggio.
-Ok, volevo farti un po’ compagnia, non posso restare più di dieci minuti, però è sempre meglio di niente.
-Si, grazie. Scusa se te lo chiedo, ma chi è stata a dirti che ero in ospedale?
-Aspetta un attimo che ci penso. Era una ragazzina non molto alta, magra, con i capelli fino alle spalle neri, mossi, ha detto di chiamarsi….Giulia!
-Giulia?!
-Si, perché?
-Niente!
Cavolo, è stata Giulia. Ma perché ha fatto questo ? Oh, com’è stata gentile!
-Ti senti bene?
-Si, sai sono un po’ emozionata. Ma quando si parte?
-Tra una ventina di giorni, più precisamente il dieci giugno.
-Fantastico!
-Si, ma non ti farebbero bene tutte queste emozioni.
-No figurati, anzi… Ma mi accompagnerai tu?
-Certo, te l’avevo promesso e io sono una persona di parola. Mi ha detto la maestra prendendomi la mano. – Ora devo scappare, torno appena ho dieci minuti liberi. Ciao!

Era stata Giulia! Forse vuole farsi perdonare? No, non posso, mi ha fatto troppo soffrire, solo a sentire il suo nome, sento dentro di me tipo un vuoto. Non sono ancora pronta a ricominciare a rivederla, poi adesso devo pensare solo alla danza e a superare nel migliore dei modi quello stage, devo avere un’ottima preparazione. Ho avuto una grande opportunità e devo sfruttarla nei migliore dei modi. Devo ammetterlo però che un po’ mi dispiace che mamma non mi accompagnerà, però.. chissà come reagirà papà? In fondo se ci penso non sono mai andata via da casa da sola. E se non mi trovo bene con le mie compagne o con la maestra? Oh, dovrò resistere e farmi forza. Alla fine se lotterò e mi impegnerò con tutta me stessa ce la farò anch’io come tutte le altre, non ho mai mollato, perché dovrei farlo ora?

Finalmente oggi a pranzo mi hanno portato da mangiare anche se sinceramente faceva “schifo”. C’era riso in bianco senza sale, non sapeva da niente! Purré (sempre senza sale), arrosto (quello era buono), ho mangiato pochissimo! Dell’infermiera però nemmeno l’ombra, eppure mi aveva detto che sarebbe venuta. Va bene lo stesso, pazienza. L’importante è che oggi venga a trovarmi Silvia. Stavo giusto pensando a lei quando ha spalancato la porta dicendo:
-Buon giorno a tutti! Come sta la mia malatina?
-Bene, ehi ma sei matta.
-Forse. Ma perché sei così allegra? Non ne hai motivo visto che sei ricoverata in un orribile ospedale e tutto va male.
-Non tutto..
-Cioè? Cosa vuoi dire?
-Sai in quel periodo in cui ero sempre triste, disperata, ti dicevo che avevo dei problemi e che ti avrei spiegato prossimamente.
-Si, quel rospo che ti faceva tanto soffrire, oltre a Giulia.
-In poche parole, mia mamma mi ha dato l’opportunità di andare a fare uno stage di danza classica a Venezia per tutta l’estate, dopo questi tre mesi, tra tutti gli allievi provenienti da ogni parte del mondo, ne verranno selezionate dieci, le quali potranno essere prese nella scuola per sempre.
-Aspetta, aspetta. Vuoi dire che te ne andrai per sempre?
-Insomma per sempre! Se mi selezioneranno, non è detto per sempre.
-Si, ma se ti selezioneranno te ne andrai?
-Si.
-Ma perché hai sofferto così tanto?
-Perché tu sai che mia mamma è sempre stata contraria che io andassi a danza e quando le ho detto dello stage ha fatto un disastro. Ha incominciato a dire che dovevo ancora fare la terza media, che ero troppo piccola per andarmene da sola, eccetera, eccetera.
-E per te la danza era ed è la cosa più importante. Facendo un breve riassunto i tuoi genitori si comportano così soltanto perché hanno paura di perderti, quindi ti hanno sempre ostacolato.
-Si, ma fin da piccola mi sono trovata io da sola a combattere davanti a un mondo diverso, enorme, senza che nessuno mi sostenesse, neanche Giulia mi ha mai aiutato, anzi peggiorava soltanto le cose.
-Capisco, per te è quella la tua strada. Ma tua mamma come ha fatto a cedere?
-Le ho detto che non glielo avrei mai perdonato, infatti è vero. Se mi avesse proibito di provare un’opportunità come questa non so se glielo avrei mai perdonato. Comunque ha detto che lei non condividerà mai questa scelta, non mi accompagnerà e dovrò arrangiarmi.
-Certo, queste sono occasioni che ti possono cambiare la vita e bisogna prenderle al volo.
-Si, non ti preoccupare. Anche se sono sola ce la farò e combatterò.
-Così ti voglio. Ehi, ricorda che non sei sola, ci sono sempre io che ti sosterrò. Ti sarò sempre vicino, ma almeno potrò venirti a trovare qualche volta? Non credo di farcela tre mesi senza vederti.
-Beh, non lo so perché si studia danza dalla mattina alla sera, credo che potrai venirmi a vedere alla domenica o alla pausa pranzo. Ti saprò dire.
-Quando partirai?
-Non lo so, dopo dovrebbe passare la maestra per darmi ulteriori informazioni. Ma non dirlo a nessuno, nemmeno a Marta e Arianna, voglio far loro una sorpresa.
-Va bene.
Ero felice che Silvia mi sostenesse. Ma comunque me l’aspettavo da un lato, perché lei è così, ti incoraggia e ti da sempre forza quando ne hai bisogno. Anch’io non so se ce la farò a stare tre mesi senza di lei, mi mancherà molto, come so mi mancheranno i miei compagni, la mia professoressa, la mia famiglia, la mia casa e tutto quello che mi circonda, non sarà facile, ma devo farcela per il mio bene, perché è quello che voglio.
-Allora hai novità? Mi ha chiesto Silvia.
-Si. Ho detto guardando per terra.
-Quello sguardo non mi convince, per caso riguarda Giulia?
-Ehm…sì. E’ stato grazie a lei che la maestra è venuta a sapere che ero ricoverata in ospedale, altrimenti non l’avrebbe mai saputo ed ora mi troverei qui a piangere disperata.
-Senti, con lei, almeno per un periodo è meglio che tu eviti di avere contatti, fidati. Non sei affatto nelle condizioni di litigarci, staresti ancora peggio, l’ha detto anche il dottore. Ed ora credo che tu abbia in mente solo la danza.
-Si, ora devo pensare solo a quello, però è stato un gesto nobile da parte di Giulia.
Forse aveva veramente ragione Silvia, ora dovevo pensare solo alla danza, ma se mi continuasse a dire queste cose solo perché vuole che stia con lei ed abbia paura che la abbandoni? Oh, non so più di chi fidarmi veramente, sono così confusa e ho un così forte mal di testa! E comunque avrei sempre del tempo libero per dedicarmi alle amiche che mi hanno veramente saputo sostenere.
Successivamente è arrivata la mia infermiera.
-Ciao Vale, ti devo comunicare che il dottore ti ha dato la possibilità di alzarti, evidentemente tre due giorni sarai dimessa!
-Ma è fantastico! Ha detto Silvia.
-Hai preso una forte botta nella testa da tanto stress che hanno sballato i tuoi esami.
-Posso andare a farmi una passeggiata in giardino?
-Si, ma pur sempre accompagnata da qualcuno!
-Ci sono io! -Ha detto Silvia. – Non sei felice, tra pochi giorni potrai tornare ad allenarti a danza e finalmente tornerai a scuola, non cela faccio più a stare senza di te, sono contentissima poi manchi a tutti!
In effetti ero felice di tornare a scuola, ma di vedere Giulia no. Mi torna in continuazione in mente quella scena, quelle parole. Come una zanzara che non mi da tregua. In pratica mi sento bene, ma psicologicamente da cani! Non so se ce la posso fare da sola! Sono felicissima per danza, però in realtà dentro no e questo rovina tutto il mio entusiasmo. Vorrei parlarne con Silvia, ma mi sembra di essere un peso per lei. Insomma è così felice per me, sono con lei e parlarle in continuazione di Giulia mi sembra poco corretto, ma con qualcuno devo pur parlarne, altrimenti rischio di impazzire!
-Vale, tutto bene? Mi ha chiesto Silvia.
-Si, si, scusa ero sovrappensiero.
-Ah, va bene, allora andiamo.
Siamo scese nel giardino dell’ospedale, era enorme. Ovviamente Silvia mi teneva per braccetto come fossi una povera vecchietta. C’era pieno di malati: bambini appena nati con le loro mamme che li spingevano nella carrozzina, nonne che passeggiano con i loro nipotini. Era un enorme giardino pieno di alberi, con panchine ogni cinque metri, tavolini e alcuni giochi per i più piccoli. Non potevano mancare alcunefontane e un bar all’aperto, peccato ci fosse nuvoloso e ,se devo ammetterlo un po’ freschino!
-Dove vuoi andare? Mi ha chiesto Silvia.
-Beh, non lo so, facciamo un giro. Dopo però ci sediamo un po’ perché non sono ancora totalmente attiva.
-Certo vieni.
Improvvisamente mi è asembrato di vedere Giulia in lontananza. Ma non poteva di certo essere lei, però ci assomigliava del tutto. Evidentemente ero io che mi immaginavo che potesse venirmi a trovare, ma non credo di certo che ne abbia il coraggio. Basta, devo togliermela dalla testa! Così ho cambiato direzione e ho fatto finta di non aver visto nulla!
-Vale, aspetta, aspetta! Quella sembra Giulia.
-Allora non sono matta! Perché l’ho vista anch’io e ho fatto finta di niente, mi sono girata a guardare alla parte opposta. Senti io mi siedo.
-No, tu vieni in camera. Non voglio che stia male.
-No, grazie, mi siedo e non accadrà nulla.
Ci siamo sedute sulla prima panchina che abbiamo trovato e ci siamo messe a parlare. Quando ad un tratto è passata Giulia, mi ha guardato, ha fatto un sorriso come di sollievo. Io ho guardato per terra, non avevo ancora il coraggio dopo quel giorno a scuola di guardarla negli occhi. Ma si è fermata, con che coraggio mi chiedo io?
-Giulia, è inutile che ti dimostri preoccupata. Le ferite grosse come quella che hai fatto a Valentina non si possono ricucire così facilmente, ricordalo.
Giulia non ha fatto parola e ha ricominciato a camminare, forse si aspettava una reazione simile, e si era accorta di non avere speranza.
-Silvia puoi riportarmi in camera, non me la sento di continuare!
-Vale, lo sapevo.
-Silvia, per favore, non mi va di parlarne. Voglio stare sola, io non ce la faccio più!
-Non devi demoralizzarti in questo modo, tu sei forte! Io non ti riconosco.
-Vorrei solo che tu provassi la metà del dolore che provo io, allora a quel punto si che mi capiresti.
Mi sono staccata dal braccio di Silvia e ho continuato da sola, camminando il più velocemente che potevo. Quando sono rientrata in reparto ho trovato l’infermiera.
-Valentina, che hai? Calmati, perché corri così velocemente? Non ti fa bene, dovresti stare a riposo.
-Basta! Non ce la faccio più, lasciatemi in pace! Ho urlato.
Sono andata in camera e ho chiuso la porta, mi sono sdraiata sul letto. Stavo malissimo, se solo qualcuno poteva capirmi!
-Valentina, tieni. Bevi un goccio d’acqua. -Ha detto l’infermiera. – Cerca anche di calmarti, non ti fa di certo bene. Ora vado, chiamami se hai bisogno.
Avevo lasciato Silvia, nel parco. Non era quello che si meritava, ma ero stanca che dovesse rispondere sempre lei al mio posto, ce l’avevo anch’io la bocca, capisco che volesse difendermi, però…
-Valentina, c’è la tua professoressa che ti desidera, la faccio entrare?
-Si, certo.
-Valentina, come ti senti?
-Bene, grazie.
-Silvia mi ha detto che stai migliorando. Scusami se non sono venuta prima, ma sai credevo avessi bisogno di riposarti.
-Non si preoccupi prof, capisco benissimo.
-Ma sei sicura che vada tutto bene? Hai gli occhi lucidi, hai pianto per caso?
-Si…
- Cos’è successo? Non sarà per colpa di Silvia?
-Beh..ho litigato con Silvia, ma non per colpa sua.
-E di chi allora?
-Di Giulia.
-Di Giulia?!? Ma ha avuto ancora il coraggio di farsi viva!!
-Evidentemente era preoccupata per me. Si è presentata davanti a me, nel giardino. Io non sono riuscita a guardarla negli occhi. Sa prof, sto soffrendo da morire, mi ritornano in mente le parole che mi ha detto in classe davanti a tutti e i suoi ostili occhi lucidi che mi fissavano, non riesco a togliermeli dalla testa. Sono come una zanzara che mi ritorna ogni secondo, non ce la faccio più da sola.
-E’ ovvio che non ce la puoi fare, ma ne hai parlato con la mamma?
-Figurati, lei non riesce a capire che soffro, per lei è naturale. Certo si preoccupa, ma non ha capito che le sue carezze e bacini non mi servono ora, io ho provato a spiegarglielo, ma incomincia a ripetermi le stesse cose, che mi fanno venire la nausea!
-Ah…ma perché avete litigato, potresti continuare il discorso?
-Si, dunque io non riuscivo a darle una risposta e a guardarla negli occhi, anche se avrei voluto dirle e chiederle un sacco di cose, ma ci ha pensato Silvia cacciandola via e dicendo che non doveva più farsi vedere perché mi aveva fatto soffrire troppo.
- E allora? Dov’è il problema? Si è comportata da vera amica difendendoti!
-Si, ma avrei voluto reagire io, insomma, ho anch’io il diritto di parlare, in fondo si tratta di me. Avrai voluto parlarle, affrontarla, da un lato, ma dall’altro non riuscivo nemmeno ad aprire bocca. Così, me ne sono andata, non sapevo cosa fare, ero disperata e anche piena di rabbia, ma di una cosa sono certa, che non avrei mai dovuto comportarmi in quel modo con Silvia, dopo tutto l’aiuto che mi ha dato.
-Ma hai provato a spiegarle quello che desideri?
-Certo, ma lei va sempre per la sua strada, con i paraocchi.
-Ma credi che Giulia abbia ancora il coraggio di presentarsi?
-Secondo me si, era abbastanza dispiaciuta e preoccupata.
-Si, ma questo non giustifica il suo comportamento, anche tu ti sei fatta in quattro per aiutarla.
-Si, ma non le ho dato ancora il tempo di difendersi, di dirmi qualcosa, in fondo anche lei soffriva per fare una cosa del genere, io la conosco.
-Comunque sia è meglio che per ora tu non la veda e non ci parli, con i tuoi sentimenti peggioreresti solo le cose. Quando ti dimettono?
-Tra un paio di giorni, hanno detto che gli esami stanno tornando in regola e ho preso solamente una forte botta nella testa. In pratica sto abbastanza bene, ma psicologicamente sto molto male.
-Ok, non ti preoccupare, sistemo tutto io, con Silvia cerca solo di fare pace e di chiarire con lei quello che desideri lei faccia con la presenza di Giulia.
Appena la prof ha terminato di pronunciare quelle parole qualcuno ha bussato alla porta, spero solo non sia Giulia.
-E’ permesso, scusa vi sto disturbando? Vale, ero passata per darti le ultime informazioni, se volete esco, aspetto fuori.
-No, no. Non si preoccupi! Valentina, non dirmi che mamma ti ha dato la possibilità di andare a quello stage?!?
-Possilità! Lei non è d’accordo comunque si, mi ha dato la possibilità di andarci, anche se lei è contraria!
-Lo sapevo!!! Nei tuoi occhi leggevo che c’era qualcosa di diverso, che avevano una luce speciale! Complimenti. In fondo questa ragazzina ha bisogno di un piccolo premio, per dimenticare, per riprendersi!
-Si, io credo proprio se lo meriti. Ha detto la maestra.
-Ok, io vi lascio. Vale, sta tranquilla, sistemo tutto io!
-Cosa, prof? Cosa deve sistemare?
-Penso a tutto io. Devo andare!
Ma cosa aveva in mente! Mi sembrava da un lato per Giulia, di vivere una tragedia, ma dall’altro un sogno meraviglioso, che non vorrei mai finisse, ero ancora in estasi per quella notizia.
-Valentina, allora si parte l’8 di giugno e se non verrai selezionata tornerai l’8 di settembre, partiremo alle sei del mattino con il treno,dovremo arrivare a Venezia per le otto circa. Queste sono le informazioni principali, appena tornerai a casa ti darò un foglio in cui saranno inerenti tutte le informazioni del concorso. Ora devo scappare. -Poi mi ha preso la mano e me l’ha stretta forte. – Ci sarò quando ti selezioneranno a sostenerti, accanto a te, l’unica cosa che ti dico è non mollare ora, ce la faremo insieme e ricorda che se ami veramente la danza è per sempre.
Quelle parole non so il perché, ma sono sicura che mi resteranno sempre in mente per tutta la vita, qualunque sia la mia strada. Solo che se penso a quando mi dimetteranno, trovarmi in camera mia, da so la a prepararmi la valigia per partire, con mia mamma che mi ripeterà: non partire, tanto non ti servirà a niente, è solo tempo sprecato, ecc… Un po’ di paura mi viene, però devo farcela, ho sempre combattuto da sola. Non ascolterò nessuno è andrò avanti, il mio sogno si realizzerà come ho sempre desiderato. Ora l’unica cosa che voglio è uscire di qui e trovare una soluzione con Giulia, non posso di certo lasciarla così, come le cose stanno, una soluzione ci vuole! Da quando ho saputo dello stage, non so il perché, ma sono diventata molto ottimista, sono sempre più sicura che questa esperienza mi farà diventare più matura. E’ fantastico, fra quindici giorni partirò!!! Voglio cercare di ricominciare, anche se è molto difficile, è più facile dirlo che a farlo. Per prima cosa dovrei distrarmi, ma come??
-Cu-cu!! Si può? Siamo venute a trovare una piccola, disperata, indifesa, principessina ammalata. Hanno detto Arianna e Marta.
-Avanti!! Venite pure!
-Non disturbiamo?!?
-No, di certo.
-Tieni questi cioccolatini sono per te.
-grazie mille. Sono veramente contenta che siete venute a trovarmi.
-Si, come stai? Silvia ci ha detto che non stai così bene!
-Psicologicamente sto da cani, e non so come uscirne, è questo il problema. Cerco di distrarmi, ma non ce la faccio.
-Non puoi di certo distrarti restando chiusa in casa. Appena hai un po’ di tempo libero, non so. Quando magari non devi andare a danza, chiamaci, usciamo insieme. Saremo sempre disponibili con te. E fregatene di tutte le altre: ad esempio di Giulia.
Si, per loro è facile!! E comunque come cavolo farò adesso?!? Non avrò mai tempo libero perché dovrò allenarmi e cosa gli risponderò?!
-Potresti venire alla mia festa. Che ne dici? Ha continuato Arianna.
-Sentite ragazze, io vi sono veramente grata che voi vi facciate in quattro per aiutarmi però veramente non sono dell’umore adatto. Insomma, mi dimetteranno mercoledì sera, la festa è domenica, non me la sento!
-E’ possibile che tu non te la senta mai?!? Comunque sappi che io ti verrò a prendere a casa se non verrai, pensaci!
-Ok, aspettate ragazze, cosa posso fare con Silvia?
-Silvia, non è arrabbiata. Capiamo che tu stai male dentro e che è solo questione di tempo, per cui sei perdonata. Poi come faremo senza di te? Good bye, ci vediamo domani e..pensaci!!
Forse è un bene che io vada a quella festa, o forse no! Però dovrò pure dire alle ragazze che me ne andrò, e forse potrei rivelare il mio “segreto” in quelle circostanze. Ma dico, sono proprio una stupida?!? Uffa, perché ho una testa così dura e vado sempre a complicare le cose, quando sono tutte così semplici?
Boh, sarà una caratteristica di famiglia! Comunque, chissà come avrà reagito papà alla notizia?
Il cellulare ha suonato, mi è arrivato un messaggio. Era di Giulia, il mondo mi è caduto addosso, certo il numero l’avevo cancellato, però lo sapevo a memoria.
“Ciao, spero solo che in futuro avrai il coraggio di perdonarmi. Mi auguro che le cose tornino come prima e che tu ritornerai a parlarmi. Oggi volevo solo salutarti e sentire come stavi, spero che presto verrai dimessa, ho capito che per il momento non vuoi neanche vedermi, di questo mi dispiace molto. Buona fortuna, mi manca molto la tua amicizia, baci Giulia”
Devo ammettere che mi ha molto colpito e che non me lo sarei mai aspettato. Il problema è che quelle parole le ha dette e anche molto chiaramente, le cose quindi non potranno mai tornare come prima. Anche se so che ha detto e fatto quelle cose solo perché soffriva, stava molto male. Però quelle parole non riesco a dimenticarle, purtroppo.

La mattina seguente, appena mi sono alzata è arrivato il dottore.
-Ragazzina mia, domani pomeriggio verrai dimessa. Oggi ti teniamo qui per vedere se i tuoi esami resteranno costanti senza strani sbalzi.
Wow!!! E’ fantastico! Dopo aver fatto colazione sono andata in giardino a farmi una passeggiata, ero felice. Avevo una sensazione strana, tipo di immensità, di libertà, tranquillità, in qui mi trovavo io al centro del mondo. Se non altro la nausea, la febbre mi era passata, per il resto credo ci penseranno le fantastiche amiche che ho ad aiutarmi!! Mi sono riseduta sulla panchina, in cui ho rivisto e fissato negli occhi Giulia dopo cinque giorni, dopo quella fatale lite che ha rovinato per sempre la nostra amicizia. E anche la panchina dove ho litigato con Silvia. Una panchina, non so come mai che mi dava sicurezza, in cui potevo rifugiarmi per immergermi nei miei pensieri, potevo ritornare nel mio mondo magico, in cui chiunque avrebbe tentato di entrare non sarebbe sopravvissuto. Dopo di che ho preso il cellulare e ho mandato un sms a Marta:
“ Ok, anche questa volta hai vinto tu. Vengo alla festa!”
Anche se erano le nove ed era a scuola non aveva importanza. Da ieri la mia vita ha avuto una svolta, secondo me non tornerà più come prima, mi sento maturata. Adesso devo solo pensare a scusarmi con Silvia, non ci sarà sicuramente restata bene per quella mia scenata.
-Buongiorno “Signorinaaa”! Allora come andiamo oggi? Ehi, c’è qualcuno? Era la mia infermiera preferita.
-Oh, scusami, stavo pensando ad altro.
-Si vede! Allora come stai?
-Normale.
-Normale, cosa? I tuoi esami sono tornati nella norma, spero ci restino. Però dentro come ti senti?
-Come un cane. Tutti cercano e vogliono aiutarmi, mi ripetono che devo distrarmi, uscire, prendere la vita in modo migliore, per loro è facile, ma solo io so cosa provo realmente dentro, come sto, quali sono le mie possibilità.
-E’ vero, sei molto matura per la tua età. Ma hai una luce diversa nei tuoi occhi, è successo qualcosa, hai qualche novità, non dirmi che…
-Che potrò andare a quel benedetto stage, parto tra quindici giorni!
-Beh, è già una buona notizia, sii felice!
-Ci provo, l’ho desiderato tanto. Ora dovrei essere a godermi questo momento, ad urlare al mondo intero quanto sono felice e invece sono qui piena di pensieri a piangermi addosso.
-Io ti dico solo che la strada sarà sempre in salita, tu ascolta il tuo cuore, ascoltati dentro, che in futuro vincerai!! Ora devo andare, domani voglio vederti come dovresti essere in questo momento e alla tua età!
Tutti mi danno consigli, e io non so cosa fare. Mi sono alzata e ho continuato a camminare a testa bassa. A un certo punto sono andata a sbattere addosso ad un ragazzo con degli scatoloni in mano.
-Oh, scusami, mi dispiace tantissimo, se vuoi ti do una mano?
-No, non preoccuparti, sei ricoverata in ospedale, è meglio se non porti pesi, poi questo è il mio compito.
Quando ha alzato la testa i nostri sguardi si sono incrociati. Era un bellissimo ragazzo con i capelli biondi e gli occhi sul verde. Avrà avuto circa sedici anni. Non riuscivo ad aprir bocca, ero così imbarazzata.
-Ti sei fatta male?
-No, grazie, tutto apposto. Piuttosto tu? Scusami ancora, è che stavo pensando totalmente ad altro, ero con la testa fra le nuvole.
-Non ti devi assolutamente preoccupare! Da quanti giorni sei qui?
-Da quattro interminabili giorni.
-E quando verrai dimessa?
-Se tutto va bene credo domani.
-Ah…sei una ragazza molto carina e dolce.
-Grazie, mi metti in imbarazzo! Io ora devo andare.
Sono sgattaiolata via in fretta, accipicchia che bel ragazzo! Uno così carino che fa il facchino, ehm interessante. Al primo colpo sembra che io gli piaccia, speriamo! Perché lui mi piace da morire! Speriamo di incontrarlo ancora, in un’altra situazione! E’ stato proprio un colpo di fulmine, magari avrà già la ragazza, o anche no. Non è di certo obbligatorio avere il ragazzo o la ragazza. Lasciamo stare, a proposito chissà che figura! Avevo un pigiamino rosa con dei fiocchetti sulle maniche, mamma mia com’ero conciata, sembravo una suora.
-Valentina! Ciao, ti ho visto da lontano.
-Silvia, ma che ci fai qua, non dovresti essere a scuola?
-Si, ma la prof mi ha dato il permesso di venire visto che mi ha riferito che non stavi tanto bene.
-Ah, si. Grazie per essere venuta.
-Poi voglio passare le ultime giornate con te, visto che dopo te ne andrai.
-Ma dai, non drammatizzare le cose! Potrei tornare prima che tu te l’aspetta. Poi se non verrò selezionata prima dell’inizio della scuola tornerò a casa e se non altro avrò vissuto una bella esperienza che terrò sempre nel mio cuore.
-E’ che si sente la tua mancanza già a scuola.
-Senti non dire nulla a Marta e Arianna. Sai ho preso una decisione, verrò alla festa, visto che è domenica, oggi è lunedì e il prossimo lunedì partirò, voglio utilizzarla per annunciare la mia partenza e salutarvi tutti in allegria!! Anche se lo so che sarà difficile.
-Vale, io posso solo dirti che mi mancherai!!!
-Beh…forza, cambiamo discorso.
-Ho visto un ragazzo prima,mentre stavo venendo verso di te che ti guardava. Alto, magro, muscoloso, capelli biondi e gli occhi mi sembra sul verde, che portava faticosamente degli scatoloni.
-Ah, si quello! Mi sono scontrata prima, stavo pensando ad altro, guardavo per terra e ci siamo scontrati. A primo impatto sembra che gli io gli piaccia, ma non lo so con precisione.
-E te ne stai ferma con le mai in mano?
-Non voglio prendere impegni con qualche ragazzo, tra poco parto e non è il periodo.
-Ho una novità: Sono uscita con Alessio e…
-..e?!?
-Ci siamo baciati!!
-Cosa?!? Quando!?! Come!?!
-Ieri pomeriggio, nel bar nuovo che hanno aperto all’angolo, stavamo parlando quando lui mi ha preso la mano e ci siamo baciati! Sei contenta?
-Ma è fantastico! Brava! Complimenti!
-Grazie! E’ meglio se andiamo.
-Si, devo prepararmi la borsa per tornare a casa.
-Ma tua madre lo sa?
-No, abbiamo litigato anche ieri. Con lei è impossibile sostenere una conversazione. Comunque il primo o poi lo verrà a sapere.
-E’ anche per quello che sei così nervosa?
-Si, per Giulia, per mia madre. Ieri sera mi ha mandato un sms con scritto delle cose bellissime, che veramente mi hanno toccato nel profondo del cuore. A malincuore devo ammetterlo, non le ho risposto.
-Hai fatto bene!
-Io invece credo di no.
-Allora se veramente fosse preoccupata un po’ d’interesse lo mostrerebbe,visto che continuo a portare tue notizie alla prof e lei non osa mai chiedermi informazioni o appena come ti senti.
-Evidentemente è imbarazzata.
-No, deve solo vergognarsi, credimi.
-Noi non possiamo capire come sta veramente dentro.
-Deve sapere che ha deluso tutti.
-E’ permesso, vi disturbo?
-No, vieni pure mamma.
-Ehi, ma che ci fai con quel borsone in mano, non puoi portare pesi.
-Questo non lo sapevo, ma so che domani verrò dimessa.
-Che bello!
-Ah, io tolgo il disturbo, vi lascio sole. Ciao vale, magari chiamami. Ha detto Silvia.
No!! Dovevo stare sola con la mamma. Tanto so che termineremo con il discutere.
-Cosa pensi di fare appena tornerai a casa?
-E’ ovvio, passerò dalla maestra di danza per farmi consegnare il foglio e sapere gli orari delle lezioni.
-Non hai altro di meglio da fare?
-Sinceramente non trovo altro di meglio, visto che per me è la cosa più importante.
-Capisco.
-Papà come ha reagito alla notizia?
-Furioso, molto, molto arrabbiato. Ti conviene tenere bene nascosto il biglietto se non vuoi che lo strappi appena lo vede. Non vuole neanche sentire nominare la parola danza.
-Mamma, se sei venuta per ripetere i tuoi soliti discorsi per me puoi pure andartene.
-ok, ero venuta per passare del tempo con mia figlia, ma siccome lei è contraria non mi resta altro che andarmene. Chiamami domani quando devo venire a prenderti, possibilmente mezz’ora prima.
-Si, ciao.
Non so proprio cosa farmene dei suoi discorsi. Il problema è i nostri rapporti stanno notevolmente peggiorando, bisogna trovare un accordo. Se soltanto avessi una bacchetta magica per migliorare alcune cose: per primo vorrei che tra me e Giulia tornasse tutto come prima, secondo vorrei che i miei genitori condividessero la mia passione per la danza sostenendomi, terzo migliorare i rapporti con mia madre, quarto essere selezionata e studiare danza a Venezia, quarto trovare un bel ragazzo.
La sera è arrivata in fretta forse perché sono ansiosa di danzare, di tornare a scuola, di vedere anche Giulia e avere il foglio con le informazioni dettagliate. Se non altro sono riuscita a dormire cinque ore, mi sono addormentata solo all’una. Prima ho guardato la luna piena dalla finestra pensando a come mi troverò con i nuovi compagni e con la nuova insegnante, se riuscirò a realizzare il mio sogno, imparare nuove tecniche, nuovi passi, salti, diventare impeccabile. A me importa questo principalmente. Poi ho ripensato al ragazzo di oggi, era molto carino, gentile, sono stata una sciocca, non gli ho nemmeno chiesto come si chiama. Domani mattina ritornerò in giardino alla stessa ora, vediamo se avrò l’occasione di incrociarlo.
Alla mattina mi sono alzata allegra, felice, pensare che è l’ultimo giorno mi riempie di vitalità.
-Buon dì! Ultimo giorno! Questa sera andrai a casa. Mi ha svegliato l’infermiera con la sua solita allegria.
-Ma è fantastico.
-Ti dimettiamo alla sola condizione che domani e dopodomani tu non alza pesi e stia a riposo altrimenti siamo costretti a trattenerti.
-Ok, ok. Grazie.
Non sono mica un’anziana con l’ernia al disco che non può alzare pesi, so quello che mi sento di fare, so quali sono i miei limiti senza che me lo dicano loro. Ho ripreso il borsone, e ho messo dentro le cose essenziali: asciugamano, sapone, specchietto, accappatoio, pettine, golfino. Mancavano soltanto il mio pigiama, lo spazzolino, il dentifricio e le ciabatte. Dopo aver fatto colazione mi sono riseduta nella famosa panchina e ho osservato per un’intera ora con attenzione le persone che passavano, ma del ragazzo misterioso nemmeno l’ombra. Ormai mi ero rassegnata, ma dopo due secondi qualcuno mi ha coperto con le mani gli occhi e mi ha detto:
-Cu-cu, indovina chi sono?
-Eh..come faccio a saperlo se ho gli occhi chiusi? Avanti chi sei?
-Ok, tolgo le mani.
Ad un tratto il tizio che mi aveva bendato gli occhi, ha tolto le mani. Mi ha guardato negli occhi, incredibile, era il ragazzo misterioso, non me lo sarei mai aspettato, anche lui era venuto a cercarmi!!
-Mi riconosci? Ha continuato, non riuscivo nemmeno ad aprir bocca, ed ero sicura di fare una delle mie solite figure.
-Si, sei il ragazzo di ieri, quello on cui mi sono scontrata.
-Si, risposta esatta sono io! Ti ho vista seduta, tutta sola e siccome ho due minuti liberi ho pensato che un po’ di compagnia ti faccia soltanto bene.
-Si, in effetti ne ho bisogno in questo periodo. Ma posso sapere come ti chiami?
- Certo, mi chiamo Francesco. Tu?
- Valentina.
-Allora ti dimettono oggi?
-Mi auguro di si! Mi trattano come un’anziana signora, non devo alzare pesi, stancarmi, stare a riposo assoluto per altri tre giorni a casa. E’ una cosa orribile.
-Lo so, ma quanti anni hai?
-Tredici. Tu?
-Io quindici. Da circa un mese lavoro qui per mantenermi, sai i libri al giorno d’oggi costano molto.
-E i tuoi genitori non lavorano?
-Mio padre è morto quando avevo nove anni, lavora solo mia madre, fa l’avvocato, ma siamo in quattro fratelli ed è difficile mantenerci tutti, inoltre non abbiamo una casa nostra, paghiamo un sacco di affitto.
-Mi dispiace, non lo sapevo, scusa.
-Niente. Tu perché sei ricoverata?
-E’ una storia lunga, non mi va di parlarne, sto attraversando un momento molto duro, scusa ma devo andare!
-Aspetta! Mi ha detto Francesco, afferrandomi il braccio. Posso almeno sapere da dove vieni?
-Si, da un piccolo paese, dista da qui solo due chilometri. Ciao.
Sono corsa via, ero riuscita a buttarmi per un attimo il passato alle spalle, quando vedo quel ragazzo il cuore mi batte a mille, ma è più forte di me, mi ritornano in mente l’amicizia mia e di Giulia, i duri litigi che ogni giorno devo affrontare con mia madre, e non riuscire a difendermi perché sono troppo debole, perché sono sensibile. Evidentemente i litigi con i genitori fanno parte anche dell’adolescenza. Certo che devo smetterla!!
Era ormai mezzogiorno, hanno portato da mangiare, tutto buonissimo, forse perché mi ero calmata. Dopo mi sono messa un paio di jeans, a vita bassa con dei ricami sulle tasche ed una maglietta rossa a maniche lunghe, la mia preferita, con la marca dell’associazione di danza del paese. Ho rimesso nella borsa il pigiama, lo spazzolino, le ciabatte e infine mi sono pettinata. Ho inviato un sms a mia madre, con scritto di venirmi a prendere al più presto, nel frattempo mi sono seduta sul letto a guardare “ Amici”.
-Si può? Ha bussato l’infermiera.
-Certo, vieni pure.
-Sono venuta a darti un ultimo saluto e augurarti buona fortuna per il tuo futuro, spero che tutto ti vada per il meglio perché te lo meriti.
-Grazie.
-Senti, ti posso lasciare il mio numero di cellulare, magari ogni tanto se vuoi ci sentiamo.
-Certo, mi farebbe piacere.
-Tieni, questo è il mio. Quando vuoi sono libera. Mi ha detto dandomi un foglietto con su scritto il suo numero di cellulare.
-Io ti do il mio, hai qualcosa da scrivere?
-Si, sono pronta.. L’infermiera mi ha dettato il suo numero
-Ok, lo registro subito in rubrica. Fatti abbracciare. Mi raccomando assoluto riposo per almeno tre giorni. Ora ti devo lasciare, spero di vederti presto, non in queste circostanze però.
Mi sono alzata dal letto in cui ero seduta,ci siamo abbracciate, io avevo ancora un forte mal di testa e mi sentivo stanca, però mi rallegrava molto andare a casa. Avevo ancora bisogno di molto riposo, avrei voluto stendermi, ma mi sforzavo di sorridere, non volevo diventare un peso per gli altri, stressarli in continuazione con i miei problemi, cercavo di dimostrarmi al contrario. Mia mamma non si decideva ad arrivare, erano già passati quaranta minuti da quando l’avevo chiamata, così ho preso il borsone e sono andata ad attendere in sala d’attesa nell’atrio dell’ospedale, almeno trascorrevo il tempo guardando la gente che passava. E’ arrivata mamma.
-Ehi, ma che cosa ci fai qui in sala d’attesa?
-Mamma, non ti ho visto più arrivare così mi sono seduta a guardare la gente che passa, sembrava di essere in una tomba in camera mia, a quest’ora c’è un silenzio totale, non ce la facevo più ad aspettare!
-Si, ma non dovevi portare peso, il dottore ti ha raccomandato, se non sbaglio, tre giorni di assoluto riposo e non portare pesi, non vorrei potessi avere delle complicazioni.
-No, stai tranquilla, ora andiamo, sono stanchissima, è da un’ora che aspetto!
-Scusa, ma ho trovato traffico. Porto io le valigie, tu Sali in macchina, è proprio qui davanti.
Io sono salita davanti, mentre mamma metteva il borsone in macchina. Ero distrutta. Però avevo una voglia di tornare a casa!!
-Ah, tesoro…dimenticavo. Ho preso quattro giorni di permesso dal lavoro, giusti per accudirti il meglio possibile, sei contenta?
Come mai tutt’a un tratto si preoccupava così tanto per me? Cos’ha paura di perdermi? Era molto meglio se andava al lavoro, almeno avrei potuto starmene tranquilla e fare quel cavolo che voglio, che due scatole! Saranno i giorni più brutti della mia vita. Sono sicura che busserà alla porta ogni dieci minuti per chiedermi se vorrò da mangiare, come mi sento, inoltre mi proibirà di farmi stare al telefono, d ascoltare la musica perché dirà che mi stressa, lei in realtà mi stressa! Ma perché tutte a me?!?
-Allora sei contenta? Tutto bene, stai male?
-Si, è meraviglioso.
-Ah, questo volevo sentirmi dire. Ti preparerò una torta squisita, quella al cioccolato che ti piace tanto!
Si e alla linea ci pensi tu però!!
In poco tempo siamo arrivate a casa, non so come abbia fatto a metterci così tanto per venirmi a prendere! Mah, io queste donne non le ho mai capite!
C’era anche papà, nooooooo! Aiuto! Adesso mi farà la solita predica comunque so come svignarmela, siccome mi sento un po’ meglio passo subito in palestra dalla maestra di danza per l’ultimatum.
-Ciao tesoro! Come ti senti? Mi ha chiesto papà a braccia aperte davanti alla porta di casa, ma io ho continuato senza farci caso.
-Vado a depositare la valigia in camera mia.
-Ok, ti ho preparato una bella tazza di te, ti ho acceso la televisione in camera e il telefono a tua disposizione. Ha detto papà.
-Scusa ma perché tutto questo per me?! Ho ben altro da fare.
-Come? Il dottore ha detto chiaramente tre giorni di totale riposo, a letto, senza stancarti, poi guarda come sei pallida, devi rimetterti in sesto!
-Sentite io posso capire che voi vogliate aiutarmi, però ho alcune cose da sistemare, e non posso di certo starmene a letto.
-No, non puoi, ma devi. Potresti svenire se non ascolti il dottore e avere delle ricadute, poi quali sarebbero le cose da fare così urgenti!
-Sono affari miei!
-Si, come no!! Hai solo in mente la danza, non pensi alla tua salute ma sempre in continuazione alla danza.
-Si, perché se non esco di qui impazzisco, non ci siete ancora arrivati?
-Evidentemente no! Comunque ora ti proibisco di uscire di casa, te ne vai dritta a letto.
Oh, che palle questi genitori, devono sempre rovinarmi la giornata, ma non hanno altro da fare?
Sono andata in camera mia, perché sembrava di essere in un manicomio invece che in cucina, non vedo l’ora di andarmene di casa!!
Erano le sei del pomeriggio, ho inviato un sms a Silvia:
“ Sono tornata a casa, vieni al più presto ti prego!”
Dopo neanche dieci minuti è arrivata Silvia.
-Ehi, ciao malatina! Come ti senti, va meglio?
-Insomma, mi sento tanto debole, e ho ancora un forte mal di testa, evidentemente perché ho avuto ancora una piccola discussione con i miei.
-Perché, cos’è successo?
-Quando sono tornata, volevo correre dalla maestra di danza per farmi dare un foglio, ma i miei, in particolare mia madre si sono incazzati dicendo che per tre giorni devo stare assolutamente a riposo e che ho solo in mente la danza invece della mia salute. Non ce la faccio più, non vedo l’ora di andarmene.
-Non dirlo più, io non voglio che te ne vada, ricordalo. A proposito, questo me l’ha dato questa mattina Giulia.
Silvia mi ha dato una busta con su scritto: Per Valentina ! E un cuore di fianco.
-Silvia, forse non è il momento per aprirlo.
-Secondo me si, dai aprilo, magari è qualcosa per la scuola!
-Impossibile.
Ho incominciato ad aprire la busta, dentro c’era un foglio piegato in due, l’ho preso e aperto. Era un disegno che avevamo fatto ancora alle elementari, una specie di patto, di giuramento, trattato della nostra amicizia. Ci eravamo disegnate noi due per mano durante l’ora di matematica (lo ricordo ancora precisamente come fosse ieri) e avevamo scritto: Valentina e Giulia amiche per sempre!!
-Allora? Mi ha chiesto Silvia.
-Ti avevo detto che era meglio se la busta restava chiusa!
-Vediamo! Ma è bellissimo! Breve pausa -..Ah, capisco, per te si riapre nuovamente una ferita.
-Si, io non ce la faccio! Non riesco nemmeno a guardarla in faccia che sto male, non è colpa mia, io mi sforzo, ma è inutile! Vorrei tanto che le cose andassero meglio.
-E andranno meglio, devi solo staccare per un periodo. E lo farai tra quindici giorni.
-Si, ma ho ancora dieci giorni di scuola, e non posso saltarli.
-Vedrai che ce la faremo, non piangere però.
In quel momento mi è scesa una lacrima che mi ha segnato la guancia.
-Mi dispiace lasciarti, lasciare Marta e Arianna, mi mancheranno i vostri consigli.
-Anche a noi mancherai. Ho saputo che verrai alla festa, ma è vero, verrai?
-Ci proverò!
-Ok, io ora vado, tu devi riposare, sei ancora molto stressata. Ah dimenticavo, la prof ti manda i suoi più cari saluti e auguri di buona guarigione.
-Contraccambia i saluti!
Com’è difficile la vita!! Ho riguardato il disegno, ero da sola seduta sul mio letto, quindi potevo piangere quanto volevo. Ho riaperto la busta per infilarci il disegno. Sembrava un innocuo disegno, ma in realtà mi legava a molti ricordi. Rimettendo il disegno nella busta è caduto per terra un piccolo foglio.
“Spero che tu non abbia il coraggio di strappare questo disegno che come sai ci riporta nel passato, quando eravamo ottime amiche e condividevamo ogni cosa. Spero che un giorno tutto torni come quando l’avevamo disegnato. Io sono pronta a ricominciare, tu?”
Io no cara Giulia, non si ricuce tutto così, con un semplice schioccare delle dita, io ti voglio molto bene, ma mi hai profondamente deluso. Non sono più la dolce e piccola Vale che è sempre pronta a perdonare tutti, voglio semplicemente giustizia.
-Vale è pronto! Vuoi che ti porti qualcosa da mangiare in camera o preferisci scendere? Ma che ti succede? Hai pianto? Hai litigato con Silvia?
-No, tutto bene, io non ho pianto, ho solo mal di testa.
-Va bene allora ti porto da mangiare.
-No,non ho fame, ho bevuto il tè e sono apposto così.
Non esistono le buone maniere? Bussare prima di entrare.


Mi sono addormentata con il disegno di Giulia in mano, erano appena le otto, ma ero stravolta.
-Vale, svegliati, Vale!! E’ tardi, vale..
-Si…cosa c’è? Ho detto io frastornata.
-Ma che cosa ci fai con quel disegno in mano?
-Ah…niente! Ho detto nascondendo il disegno.
-Chi te l’ha dato?
-Ma mamma ti ho detto che non è niente.
-No, è un disegno che avevi fatto alle elementari con Giulia, me lo ricordo bene sai,era il tuo preferito, lo mettevi ovunque perchè dicevi che era una specie di patto, non dovevate mai separarvi, la vostra amicizia sarebbe durata nel bene e nel male, vi sareste sostenute per sempre, e invece…
-..invece è andata come è andata.
-E’ per questo che stai male, dovresti chiudere con il passato, dimenticare tutto.
-Pur troppo per me non è facile come sembra.
-Non vorrai perdonarla?
-Mamma, sono confusa, non so più niente quindi non voglio di certo parlarne.
-Ok, come vuoi. Sappi che la colazione è pronta.
Ah, un risveglio piuttosto frastornato, non avrei voluto fosse così. In realtà da un lato una mezza idea ce l’avrei, vorrei quasi perdonarla e cercare di dimenticare, ma non è facile, so che non sarà mai come prima. Però dall’altro lato mi diventa difficile, solo vederla in faccia sto male, non ce la faccio, vorrei tanto fare pace, ma non posso nemmeno farlo sempre io il primo passo. Ora devo pensare a guarire dentro di me, a ritrovare la serenità ed il sorriso, dopo domani quando tornerò a scuola vedremo!!
Dopo aver fatto colazione mi sono sdraiata sul divano a leggere un giornalino, mentre papà era andato a fare una spesa e mamma delle commissioni, finalmente un po’ di relax!! Ho passato il resto della mattinata guardando la televisione e ricamandomi a punto croce la sacca per danza, devo ammettere che preferisco andare a scuola con i miei amici!!
-Mamma oggi posso uscire?
-Cosa?! Scusa puoi ripetere, ma sai non ho ben sentito.
-Posso uscire?!? Le ho urlato di nuovo dalla camera mia.
-Uscire dove?
-Boh, non lo so. Fare una passeggiata a piedi.
-Ok, vengo anch’io a fare una passeggiata, hai ragione ti farebbe bene.
-No scusa, vorrei andarci da sola, devo riflettere un po’.
-Riflettiamo insieme, poi non mi fido a farti uscire da sola. Sei ancora pallidissima, debole, ti reggi in piedi per miracolo.
-Ma è questione di dieci minuti.
-In dieci minuti non si fa una salutare passeggiata, ce ne vorrebbero almeno venti.
-Senti, non mi importa di quello che pensi tu, io non ho nessuna intenzione di passare un altro pomeriggio in casa, per cui che tu sia d’accordo o no io esco!
-Non azzardarti a farlo! Tu non vuoi andare solamente a fare una semplice passeggiata, io lo so dove vuoi andare!
-Ok, meglio per te! Ora scusa, ma devo andare.
Ho preso la borsa e sono uscita chiudendo bruscamente la porta, non ce la facevo più, ero talmente stanca di sopportare le sue “regole”. Ah, aria dolce aria, finalmente libera!! Dopo una settimana rinchiusa in una semplice stanza posso respirare. Mi sono avviata verso la palestra di danza. Avrei potuto andarci anche ieri se mamma me lo avesse permesso. Spero con il cuore di essere presa a quel concorso! La prof dice che è normale avere dei litigi-scontri in fase preadolescenziale con la propria madre, ma credo che i nostri non siano normali, non è colpa mia se siamo come il giorno e la notte!
Sono arrivata davanti alla palestra, potrebbero essere le ultime volte dove io mi allenerò. Mi viene già molta nostalgia a pensare di non venirci, dall’altra parte io qui ci sono cresciuta, vengo da quando avevo cinque anni. Ho aperto piano la porta, dal piano terra si sentiva la musica, molto probabilmente sta facendo lezione con le più piccole. Ho deciso comunque di salire.
La maestra mi ha visto quando ho aperto la porta.
-Ah, Valentina!! Bentornata! Come stai?
-Insomma, sono ancora un po’ debole però tutto sommato va bene.
-Sono contenta.
-Sono passata in fretta per il foglio e gli orari.
-Certo, tieni. Devi venire il lunedì, mercoledì, venerdì , dalle diciassette alle venti se è possibile, altrimenti non è un dramma. E questo è il foglio con le informazioni. Mi raccomando mancano solo quattordici giorni!
-Si e l’adrenalina aumenta. Ora devo scappare, sai mia madre…
-Capisco, allora ci vediamo mercoledì.
-Ok, ciao!! Grazie!!
Mi aspetta un duro allenamento, spero di farcela con gli studi, ho molte verifiche ultimamente, ma ce la metterò tutta, costo di stare sveglia di notte perché voglio farcela!! Mi sono diretta velocemente verso casa, nascondendo i fogli nella tasca dei pantaloni. Non è possibile, devo fare tutto di nascosto, sta infrangendo i miei spazi, un mio diritto. Sono le ultime settimane che dovrò sopportare tutto questo, almeno per tre mesi, dopo spero che cambi non avendomi più in giro per la casa, spero che almeno dei piccoli rimpianti ce gli abbia!! Sono tornata a casa, cercando di evitare un incontro con mamma, ma…
-Già di ritorno?
-Si, ho fatto in fretta. Non c’è molta gente a quest’ora, poi sono molto stanca.
-Si?!?
-Si, che hai da guardarmi con quella faccia? Lo so che sono carina.
-Non rivolgerti più in questo modo con me, non puoi permettertelo.
-E tu non puoi permetterti di violare i diritti che ho, i miei spazi!
-Senti, fila in camera tua! Dopo che mi faccio in quattro con te, mi tratti in questo modo, devi avere un rispetto maggiore per quelli più grandi di te.
Io sono andata in camera mia senza esitare, era talmente tale la rabbia che avevo dentro che se solo avessi parlato avrei combinato un casino, per cui mi sono limitata ad obbedire. Devo stare tranquilla, devo stare calma, Valentina contieniti, non esplodere… Ho aperto il biglietto di danza:

“ 21° STAGE INTERNAZIONALE DI DANZA VENEZIA

Dal 15 giugno al 15 settembre con i più importanti maestri internazionali. Lo stage è un trampolino di lancio davvero unico per le giovani allieve, un punto di riferimento. Da domenica 15 giugno a domenica 15 settembre, in tutto tre mesi di lezioni in palestra dalla mattina alla sera. Al termine di questi mesi ci sarà un esame che promuoverà dieci allieve/i, le quali potranno stabilirsi ed entrare a far parte dell’accademia di danza di Venezia. L’anno scorso abbiamo avuto 820 partecipanti, ma quest’anno puntiamo a superare i mille iscritti. Al termine dello stage verrà consegnato un attestato di partecipazione, mentre per quelli che saranno promossi all’esame verrà dato un diploma…. Si incomincerà domenica 15 giugno alle 8:00, le allieve dovranno presentare all’organizzatore il biglietto firmato da entrambi i genitori, i documenti, ma potranno essere accompagnate dalla loro insegnante. Vi aspettiamo numerosi, buona fortuna!!!”

Cosa? Più di mille iscritti e io me ne sto qua con le mani in mano! Devo subito allenarmi e correre a danza anche se non è il giorno che la maestra mi ha assegnato. Però è fantastico, è quello che ho sempre desiderato!! Sono già emozionata. Ho preso la borsa di danza e sono scesa dalle scale il più in fretta possibile. Ma come al solito non è tutto rose e fiori…
-Dove corri?
-Ehm..mi sono ricordata di dover andare a prendere un libro per scuola, e domani è chiuso quindi devo approfittarne ora.
-Un libro?! Ma se mancano dieci giorni alla fine della scuola, ormai il programma l’avete finito, e comunque potrei sempre andarci io!!
-Mancano quindici giorni alla fine della scuola e comunque vado!! Le ho detto con tono scherzoso, in effetti come scusa era un po’ fuori tema, però cosa mai avrei potuto inventarmi?!
-Ferma!! Cosa fai con il borsone di danza?
-Io? E non sapevo che borsa prendere.
-Senti, ma in questo ultimo periodo sei diventata tutta matta? Mi stai facendo impazzire! Guarda che se non decidi di darti una regolata ti insegno io a stare al mondo.
-Mamma basta! Sto semplicemente andando…
-…a danza!
-Senti è l’unica cosa più cara che ho, nella quale potrò sempre contare!
-Basta, basta!! Tu oggi non esci da qui!
-Io non ce la faccio più,ogni volta che ti sento parlare mi viene un forte mal di pancia, tipo nausea, sono già stata in ospedale una settimana a causa dello stress, perché tu non sei mai riuscita a capirmi, ora sto soffrendo ancora molto nel caso non te ne fossi accorta e ti avverto che in questo momento se non vuoi abbia una ricaduta molto più grave è la cura migliore!
-La danza è la cura migliore e allora i dottori, le medicine, non servono sono futili?!
-Non voglio dire questo, io in teoria sto bene, ma psicologicamente, dentro di me sto ancora molto male. Ho detto diminuendo il tono della voce.
-Ma non vedi come sei ridotta: sei dimagrita, sei pallida.
-Ma è normale, poi mi riprenderò. Comunque ora vado, devo inseguire un sogno. Torno tra un’ora…promesso!!
Sono scappata via, non le ho nemmeno permesso di parlare. Anche se devo ammettere in questo periodo sono cambiata, me ne sto accorgendo. Sto commettendo delle pazzie, ad esempio fino a un anno fa, avevo giurato che non me ne sarei mai andata di casa, in qualunque situazione. Non è da me anche rispondere a mia mamma, sono sempre stata molto diligente, ogni cosa che lei mi diceva io ho sempre ubbidito, senza proclamare. Fino a poco tempo fa ero attaccata ai miei genitori, per me erano la cosa più importante, un punto di riferimento, invece, in questi ultimi mesi sono arrivata al punto di odiarli, solo vederli mi viene mal di pancia e inoltre non vedo l’ora di andarmene di casa. Sto crescendo, dovrei controllarmi, ed ad aggravare la cosa si aggiunge la passione per la danza, sono sicura che mi farà commettere molte pazzie! Mentre mi dirigevo verso la palestra ho trovato un altro “ostacolo” da superare.
-Ehi, dove vai? Era Silvia.
-A fare un giro.
-Ma come stai, sei pallidissima, sei sicura di riuscire a reggerti in piedi? Il dottore non ti aveva ordinato tre giorni di completo riposo? Mi diceva Silvia, inseguendomi mentre io continuavo a camminare, ero molto determinata.
-Si, ma in questo momento ho ben altro da fare, ce la faccio benissimo a reggermi in piedi, non preoccuparti.
-Devi andare a danza!!! Ma come fai? Vale, fermati un attimo. Mi ha detto fermandomi e fissandomi negli occhi. – Dov’è finita la piccola, timida, indifesa e dolce Valentina che conosco io?
-E’ cambiata, ho girato pagina a quella vita fatta solo di insicurezza! Mi sono posta un obiettivo che dovevo raggiungere entro la fine dell’anno, cioè combattere la mia timidezza che mi privava di molte cose. Vedi ad esempio a scuola, io studiavo un intero pomeriggio, ripetevo l’argomento venti volte, sapevo tutto per filo e per segno poi arrivavo davanti alla maestra nel momento dell’interrogazione e non riuscivo più a dire una parola o almeno solo la metà. Risultato: tanto lavoro per niente, un voto che non meritavo e tanta rabbia dentro di me. Oppure a danza, io so ballare come una professionista, compreso funchy, arrivo davanti alla maestra e alle mie compagne, tutta la dolcezza se ne va, non riesco ad esprimere quello che ho dentro. Anche ai saggi, alle prove tutto benissimo, faccio tutto come vorrei, arriva il giorno del saggio, incomincio a non mangiare, vomito,e non riesco a dare, a lasciarmi andare. Per il resto dei giorni fino al prossimo saggio stavo male dentro di me, trascorrevo interi pomeriggi a piangere. Quest’anno invece è stato l’unico saggio che ho fatto come desideravo io, è stato meraviglioso, il migliore. Sono riuscita a guardare il pubblico, a sorridere, per una sera mi sono sentita come una vip, sciolta, spigliata. Mi sono imposta questo obiettivo, mi sono impegnata per raggiungerlo con tutta me stessa e ce l’ho fatta,almeno in parte.
-Vale, ma io ti apprezzo per quella che sei!
-Lo so, ma ho deciso di cambiare, altrimenti non potrei mai fare quello che desidero in libertà. Sono stata insicura per anni, adesso devo svegliarmi, smetterla, devo mettere da parte la timidezza e l’insicurezza. Voglio arrivare e non mollerò mai, aspetterò il mio momento. Nessuno in questo momento può farmi cambiare idea. In questo momento sono sicura di me stessa e so che se lotterò vincerò!!
-Io so solo che non voglio perdere la piccola ragazza che conoscevo io!
-Sappi che potrai contare su di me in ogni momento, anche se sarò lontana. Ora ho un grande sogno, so che la strada sarà sempre in salita e non è facile come sembra, ma io almeno ci provo, non voglio arrivare adulta e pentirmi per tutta la vita.
-Ok, allora io ti auguro buona fortuna! Non posso dirti altro. Ha detto Silvia con una faccia da persona delusa, posso capire che le dispiaccia molto, e la capisco in fondo, ma non posso rinunciare per l’ennesima volta. – Piuttosto..Marta mi ha detto che verrai alla festa, confermato, è vero?
-Si, voglio anch’io come tutti festeggiare la fine della scuola.
-Ma è fantastico!! Silvia a quel punto mi è saltata addosso abbracciandomi. – Dobbiamo andare a comprare il vestito insieme, manca poco!
-Tutto apposto,ci ho già pensato, andrò a prendere quel vestito che avevo visto e mi piaceva tanto!
-Ok, ora ti lascio andare. Ciao! Torna presto a scuola, ti aspettiamo in tanti!!
Non avevo mai avuto così tanto affetto da lei. Mentre ero completamente immersa, come al solito del resto, nei miei pensieri, qualcun altro mi ha bloccato il percorso.
-Valentina!! Chi era adesso? Non era una voce familiare.
-Si. Ho detto voltandomi lentamente.
-Sono io Francesco.
-Chi??
-Francesco. Cavolo, come ho fatto a non riconoscerlo?! Era il ragazzo misterioso.
-E’ il destino che ci fa rincontrare.
-Ah, si. Scusa non ti avevo riconosciuto.
-Me ne sono accorto.
-Scusami, ma che ci fai da queste parti?
-Ero di passaggio. Beh, ma perché non mi dai il tuo numero di telefono, così ogni tanto se ti va possiamo vederci.
-Certo. Mi dai il tuo?
-Si.
Siamo stati fermi circa dieci minuti a parlare, in mezzo alla strada. Era perfetto come ragazzo, intelligente, simpatico, perfetto!! Proprio il ragazzo che sognavo, alto, magro, muscoloso, moro, con occhi azzurri, non dovevo lasciarmelo scappare!
-Ora vado. Ha detto lui.
-Magari ci troviamo un altro giorno?
-Sicuramente. Ti faccio sapere io perché in questo periodo sono abbastanza impegnato.
-Va bene, allora ti lascio ai tuoi impegni. Ho concluso sorridendo.
Uffa!! Magari è libero quando io parto. Pensa che figura farei!!! Perché non glielo detto? Ma come avrei fatto in questo momento, come avrei potuto introdurre il discorso? Forse ho fatto bene. Ok, ho capito che per oggi danza è saltata.
-Ho visto che hai trovato un nuovo spasimante? Adesso chi era?? Alessio!! Ci mancava anche questo.
-Anche tu non sei di meno con Silvia!
-Sei stata tu a farmela conoscere. Mi ha detto in tono provocatorio.
-Si e non me ne sono pentita.
-Come ti senti? Mi dispiace per quello che è accaduto.
-Anche a me, comunque appartiene al passato e bisogna voltare pagina. Sto un po’ meglio, grazie.
-Ok, ci vedremo presto.
-Si, ciao.
Oh, speriamo di essere libera adesso e tornare a casa tranquillamente.
-Già a casa? Mi ha domandato mamma appena ho aperto la porta di casa.
-Si, ho avuto dei contrattempi e non sono potuta andarci.
-Ah, sentila!! Dovranno essere stati importanti per averti vietato di andare a danza.
-Si, perché c’è qualche problema!!
-Non ti permettere di rispondermi ancora in questo modo, altrimenti il tuo adorato stage te lo sognerai di notte!
-Tu non hai nessun rispetto per i sentimenti degli altri.
Persisteva sempre maggiormente la mia voglia di andarmene di casa. Dovevo resistere per altri dieci giorni. Sono tornata in camera mia, ho chiuso la porta, sul letto era restato aperto il disegno che mi aveva spedito Giulia, ho continuato a rigirarlo per mezz’ora, un po’ mi mancava la sua amicizia, il suo caratterino ribelle, a volte anche la sua dolcezza. Non sapevo se perdonarla o andarmene a Venezia lasciando le cose così come stanno, forse dovrei affrontare i problemi. Andarmene significherebbe fuggire da tutto e voltare pagina. Aiuto!!!! Ho acceso lo stereo e ho messo la musica classica che mi aveva copiato su un cd la maestra. Ho deciso di allenarmi da sola, fare dello strecing, arabesque, ecarté, pliè, cambre, pas de bourre.
-Ma si può sapere cosa cavolo stai facendo? Ha urlato papà spalancando la porta.
-Niente di cui tu debba rimproverarmi. E poi scusa…primo esiste la privacy, dovevi bussare prima di entrare, secondo mi sto soltanto rilassando, non mi sembra di disturbarvi, la musica è bassissima.
-Ma cosa ti salta in mente?! Intanto lo stereo adesso lo spegni e me lo porto via io, chiaro?
-No, non mi è chiaro! Cosa sto facendo di male adesso?
-Tu non sei come le altre ragazze, ecco cos’hai fatto! Ti stai isolando da tutti.
-Ah, si! E allora cosa dovrei fare? Sentiamo, se sto seduta sulla scrivania a scrivere delle storie non ti va bene perché continui a ripetermi che sto sempre ferma e non faccio movimento, se mi stendo sul divano a leggere non ti va bene e non ne ho ancora capito il motivo, se sto al telefono o al computer dici che sembro una centralinista e maniaca dell’elettronica, sono brava a scuola, ho sempre avuto ottimi voti, non ti do mai dato problemi, insomma le cose che amo tu me le vieti tutte! Comunque se tu vuoi che quando torno a casa da scuola me ne vada via con le amiche tutto il pomeriggio senza avvertirti dove , ok, sarà fatto non preoccuparti ritirami pure tutto anche lo stereo se vuoi, però ti vieto di lamentarti ancora!
-Dove vai?
-Sai che ti dico? Non lo so, me ne vado perché se resto in questa casa un solo minuto in più impazzisco!!
Ero completamente furiosa. Poteva vietarmi di tutto, ma non lo stereo, è tutta la mia vita la danza, eh no, ma questa volta devo ribellarmi, tra poco altrimenti mi vieta anche di sognare!!Il problema è che non sapevo proprio dove andare in questo momento, l’unica è Silvia!!
-Ciao vale! Che ci fai qui?
-Avevo bisogno di qualcuno con cui sfogarmi, posso restare un po’?
-Certo, ma hai incontrato Giulia, hai litigato con lei?
-No, per fortuna no, ci mancava solo lei? Mia madre, questa volta abbiamo davvero chiuso!!
-Ma cosa ti avrà mai fatto ancora?
-Cosa?! Mi ha ritirato per fino lo stereo!
-Senti, io non so proprio cosa dirti, perché so che dentro di te soffri da morire per cui ogni consiglio che potrei darti sarebbe magari inopportuno o peggiorerebbe solo le cose. Quindi sai che ti dico? Andiamo al centro commerciale a prendere il tuo vestito dei sogni per la festa e cerca di fare una cosa: dimenticare tutto!! Ora chiamo mio papà che venga a prenderci e ci porti davanti al centro commerciale, non mi sembra sia il caso di andarci in bicicletta.
-Grazie Silvia, ma non dovresti preoccuparti così per me!!
-Non dire niente, la festa è soltanto tra due giorni!!!
Non mi restava altro che accettare, non ero certo dell’umore per andare ad un centro commerciale, ma che altro potevo fare? Silvia è stata così gentile con me, poi avevo confermato la mia partecipazione a quella festa e…spero solo sia restato il vestito che avevo visto, era fantastico!!! Così ho provato a stamparmi un sorriso sulle labbra ed avere un aspetto decente. Il papà di Silvia è arrivato due secondi dopo che l’avevamo chiamato, è venuto anche lui a fare un giro al centro commerciale, ma ci ha lasciato andare dove volevamo da sole. Ci siamo dirette direttamente al negozio interessato. Quando siamo entrate sono corsa nel punto in cui era l’ultima volta: c’era ancora, pure la taglia giusta!!! Fantastico.
-Ecco il vestito che ho sempre desiderato! Ho detto appoggiandomelo addosso e facendolo vedere a Silvia.
-Ah..ecco perché volevi che lo comprassi io!! Scusami, ma non mi sentivi proprio a mio agio. A te starà benissimo, tu sei così composta quando cammini, riesci a stare con la schiena dritta, il mento alto, le braccia accompagnate al corpo, poi hai un fisico mozzafiato, sei dolce, aggraziata.
-Grazie!! Allora lo prendo!!-Ho fatto una pausa- Ma come faccio? Mi sono scordata i soldi a casa, non posso.
-Ehi, calma ci sono io! Me li riporterai a scuola.
Siamo andate alla cassa.
-Sono 85 euro e 90 centesimi, vuole anche i sandali, orecchini, braccialetti abbinati?
-Si, grazie!
-Ok, allora sono 125 euro, ma le facciamo un piccolo sconto, quindi..105 di tutto!!
-Tenga, arrivederci!!
Siamo uscite dal negozio.
-Missione compiuta!! Ha urlato Silvia.
-Si, grazie a te soprattutto! Le ho risposto io abbracciandola.
-Non mettermi in imbarazzo, sai!! Sono felice che tu ora stia bene.
Ho guardato l’orologio, erano le sei della sera, potevamo restare altri dieci minuti.
-Vale, dovei andare a comprare della matita per gli occhi e dell’ombretto, ti va di venire? Faccio il più presto possibile.
Siamo andate, ci abbiamo impiegato giusto cinque minuti, dovevamo essere impeccabili per la festa,
specialmente io per l’annuncio che dovevo dare. Sono tornata davanti al cancello di casa alle sei e trentacinque. Ho aperto piano la porta e sono corsa, cercando di non essere vista per un’altra ramanzina in camera mia, dovevo trovare un posto per nascondere il vestito.
-Dove sei stata? Ecco, lo sapevo, stavo per cantare vittoria, ma invece..si parla del diavolo e spuntano le corna!!
-Sono andata a farmi un giro.
-Si può sapere dove?
-Credo proprio di no!!
-Invece io credo proprio di si, visto che sei minorenne e ho io la tua responsabilità.
-Sono andata a fare un giro con Silvia, non era quello che volevi? Ora scusami.
Ah!! E’ andata! Ma ho rischiato grosso, di solito quando le rispondo così scatta una sanzione molto dura, ad esempio la solita frase: “fila a letto senza cena” secondo me inutile. Infatti io in poche parole me ne frego, a letto senza cena? Perfetto, sono perfette queste punizioni per la mia linea!!Oppure “per questa settimana non esci” per me non cambia nulla perché non esco mai al pomeriggio, di solito lo trascorro studiando, andando a danza il martedì e giovedì, guardando la televisione, al telefono di solito con Giulia, ma adesso…Cambiamo discorso!!Io in questo momento i miei genitori proprio non li capisco, sto attraversando un momento duro della mia vita, sono appena tornata dall’ospedale, dovrebbero sostenermi, invece pensano soltanto ad insultarmi, sgridarmi, mai una volta che mi chiedano, hai voglia di parlare? Credo che da quando sarò nata me l’avranno chiesto come minimo due volte. A parte che se anche me lo chiedessero non sarei mai capace di aprirmi con loro, non è colpa mia, riesco a confidarmi di più con la prof di italiano, almeno vado sul sicuro che da lei avrò il consiglio migliore e non andrà a spifferare tutto in giro!! Chissà come farò quando andrò alle superiori? Help me!!!!
Comunque lo stereo non c’è!! Non è possibile, di solito in questi momenti è la mia ancora di salvezza, è il miglior mezzo per rilassarmi e dimenticarmi di tutto. Ok, se vuole la guerra, che guerra sia!! Sono corsa come un razzo, diretta, determinata più che mai in cucina, mi sono bloccata davanti alla porta come un palo fissandola, per attirare l’attenzione.
-Beh, che hai? Cosa ti è saltato in mente adesso?
-Dov’è lo stereo? Le ho urlato scandendo bene le parole.
-Lo,.. cosa?
-Non fingere di non avere capito, voglio lo stereo! Le ho nuovamente ripetuto.
-Non c’è più! Se in camera tua non c’è significa che è sparito, non ci vuole un genio per capirlo!
-Mamma, non sto scherzando dov’è?
-Senti non ho intenzione di perdere tempo, chiaro?! Cercatelo!
-Forse non ci siamo capite, lo so che l’hai preso tu.
-E cosa c sarebbe di male?
-Cosa ci sarebbe di male?! Io ho dei diritti e doveri.
-Si, e un diritto è ascoltare le regole dei propri genitori.
-E un diritto avere degli sport e hobby!!
-Senti smettila con i tuoi continui discorsi sui diritti e doveri,vuoi andare a fare l’avvocato, forse?
-Con me hai chiuso!!!
Basta, basta!! Non ce la faccio più, mi sembra di vivere un inferno, domani torno a scuola, anche se so bene che non dovrei, però devo distrarmi, spero solo di non svenire di nuovo, vorrei evitare un ennesima figuraccia! Devo ricominciare e per quanto riguarda Giulia, andrà come Dio vorrà, devo smetterla di preoccuparmi per delle cavolate, stop dimentica vale!!!
Erano solo le sette di sera ed ero semplicemente disperata, avevo avuto una dura litigata con mia madre, ero senza stereo, debole, non riuscivo a smetterla di piangere, era troppa la rabbia dentro di me. Cosa fare in questi casi? Dormire. Mi sono infilata sotto le coperte, ho chiuso gli occhi, con la speranza di fare un bellissimo sogno, dimenticare ancora, ma soprattutto perdonare.

Alla mattina la sveglia è squillata alle sette in punto, mi sono lavata, vestita e con forza ho cercato di buttar dentro qualcosa. Ero ancora molto debole, e gambe tremavano e la testa mi girava tremendamente, ma non ce l’avrei fatta a trascorrere un altro giorno a casa. Alle sette e quarantacinque sono uscita di casa, con mia mamma non ho detto una parola. Mi sono incamminata verso la scuola. Silvia era come al solito con Marta ed Arianna davanti al cancello, devo ammettere che mi faceva un po’ impressione vederle, mi sembrava che per una settimana il tempo si fosse fermato, bloccato. Quando Silvia mi ha visto voltare l’angolo mi è corsa addosso.
-Ma tu che ci fai qua?! Bentornata!!! Non riesco a capire perché abbia reagito così, mi aveva visto il giorno prima.
-Ehi, bentornata!! -Mi ha detto Arianna abbracciandomi e dandomi un bacio sulla guancia. – Lo sai che ci sei veramente mancata?
-Davvero? Avevo qualche dubbio.
-Non provare a scherzare. Mi ha detto Marta abbracciandomi anch’essa.
-Grazie ragazze, mi siete mancate anche voi.
-Ma perché sei tornata oggi? Non dovevi venire domani?
-Si, ma ieri ho chiuso con mia madre, ci ho fatto una bruttissima litigata, ho pianto tutta ieri sera e dovevo uscire, ho voglia di stare un po’ con le mie fantastiche amiche!! Ho detto e ci siamo tutte abbracciate nuovamente. Silvia in quel momento mi ha lanciato un’occhiata, lei era l’unica a sapere che forse sarebbero state le ultime mattinate insieme, ma è stata zitta e gliene ero davvero molto grata.
-Vieni, da oggi devi guardare avanti, farti forza, pensa solo che avrai sempre noi che ti sosterremmo ogni giorno. Andiamo in classe la campanella è suonata. Ha detto Marta.
-Abbiamo moltissime cose da raccontarci!!
Silvia, era una statua. Era evidente che le dispiaceva molto. Mi sentivo in colpa anche per lei. Sono arrivata in classe, tragedia, tutti sono corsi da me, Caterina, Anna, Elisa, Nicole, come se fossi una vip, pure i maschi! Mattia, Paolo, Michele, Enrico, Matteo. Io ero al centro e tutti attorno. Mille domande.
-Come ti senti? Uno.
-Come stai?L’altro
-Sei guarita?
-Allora come va?
-Noi ti saremo sempre vicini?
Dopo una decina di minuti tra la “folla”la prof di italiano è arrivata.
-Ragazzi che succede? Perché fate tanto rumore?
Tutti si sono spostati, io sono restata lì, ferma, in piedi.
-Ah,ecco il motivo per questa festa! Valentina, ciao, bentornata!! Ti aspettavamo domani!! Perché questo anticipo? Tutto bene? Sono molto contenta di rivederti.
Oh!! Pure lei mi fa il terzo grado!!
-Avevo voglia di vedere i miei compagni e comunque ora sto meglio, devo ancora riprendermi però sto bene.
La prof mi ha fatto l’occhiolino e mi ha fatto il segno dopo con la mano destra. In quel momento la porta piano, piano si è aperta. Non potevo evitare di voltarmi quindi mi sono girata e……………… era Giulia!! Ci siamo fissate negli occhi, ho cercato di non cadere a terra, ho trattenuto la lacrima che doveva scendermi, sono stata muta evitando di fare un ennesima scenata e mi sono seduta nel banco, vicino a Silvia, in prima fila tutto questo è durato un paio di minuti.
-Buongiorno prof mi scusi il ritardo!
-Niente, non preoccuparti!! Le ha risposto bruscamente.
Intanto la prof mi ha fatto un cenno per annuire con la testa sorridendomi
-Tutto sotto controllo?
-Per adesso si.
Abbiamo fatto le prime tre ore con lei: storia della letteratura, con Manzoni, I Promessi Sposi( due fantastiche ore!! Mi mancavano le sue battute e spiegazioni), grammatica. La ricreazione è arrivata in fretta. La prof mi ha bloccato.
-C’è stato un altro motivo valido secondo me che ti ha fatto venire a scuola un giorno prima.
-Si, ho chiuso con mia madre, questa volta per sempre. Ha superato ogni limite, io non ce la faccio più a vivere in quella casa, fortunatamente tra una settimana me ne vado!!
-Senti, ma sei sicura?
-Ho trascorso tutta la sera piangendo come una disperata, ogni volta che sento la sua voce mi viene tipo un masso, una pietra dentro lo stomaco, mi sento quasi impazzire, al punto che vorrei quasi buttarmi giù dalla finestra!!
-Vuoi che le parli?
-No, ormai è finita!
-E con Giulia? Ho saputo che ti ha spedito una lettera con un disegno!
-Si, un’altra ferita dura da superare. Poi c’è danza, devo allenarmi molto perché voglio essere la migliore. Non ce la faccio più, i miei genitori continuano a complicarmi ancora di più la mia vita, mia mamma continua a ripetermi che non sono una ragazza normale, non vuole che trascorri il mio tempo libero: leggendo, scrivendo, al telefono con le mie amiche, mi ha ritirato tutto. Per fino lo stereo, soltanto perché ieri mi sono degnata di ascoltare della musica classica facendo degli esercizi. Mi sembra una cosa normale! Invece, scandalo!!! Era l’unica cosa rimasta con cui potevo consolarmi. In più le sue critiche continue, non mi sono mai confidata con mia madre perché sarebbe un’impresa, subito pronta a criticare. Ogni giorno una dura discussione, per me è difficile portare avanti tutto questo!! Vivere in quella casa è un inferno.
-Stai calma, tra poco andrai a Venezia!
-Per fortuna! Per me è un sollievo. Mi dispiace da morire lasciare tutto, ma sono anche felicissima .Mi è restato solo quello stage per consolarmi, tra poco mi credo proibirà di uscire anche di casa!
-Tu devi solo guardare sempre avanti e pensare al tuo fantastico futuro che potrai avere e tutto si aggiusterà, diventerà più semplice. Ora fatti forza e coraggio, vai a fare ricreazione, ci sono le tue amiche più care che vorrebbero parlare con te!!
Non so perché ma i suoi consigli sono sempre utili, speciali. Ho fatto come ha detto e sono uscita dalla classe raggiungendo subito le altre.
-Ma allora è confermato che verrai anche tu domani alla mia festa di fine anno? Mi ha assalito di colpo Marta.
-Si, verrò. A che ora è?
-Allora dalle venti alle ventitré. Ovviamente se vuoi puoi restare di più.
-Ok, grazie mille. Allora non mancherò!
-Mi raccomando fatti da schianto! Voglio dire sei già una ragazza stupenda, ma..
-Si, si.
Insomma abbiamo trascorso la ricreazione parlando di queste cose, un po’ entusiasta lo ero anch’io, di andare alla festa. Giulia ci gironzolava attorno osservandomi, ma io ho finto di non vederla, mi sono comportata con lei come fosse una sconosciuta, fingendo di non vederla.
Quando la scuola è finita sono tornata a casa con Silvia, era strana. Per metà del tragitto non ha parlato.
-Silvia, fermati!
-Che c’è? E’ successo qualcosa?
-Dai, non fare la finta tonta, si vede benissimo che hai qualcosa che non va.
-Ma non è niente, sono solo un po’ stanca.
-Ah, si. Veramente!! Anche questa mattina eri stanca?
-Si, perché? Qualche problema?
-Andiamo, non voglio affatto litigare.
-Posso farti una domanda?
-Certo!
-E’ proprio necessario che tu te ne vada?
-Oh, Silvia! Non fare così per favore!- In quel momento l’ho abbracciata. – Su, continuiamo.
L’ho accompagnata a casa, fino davanti al cancello. Io ho continuato. Sono arrivata davanti a casa mia. Se solo Silvia sapesse quello che passo in casa, al mio posto sarebbe già scappata. Ho chiuso la porta, silenzio totale, sono andata in cucina, non c’era nessuno. Ad un tratto è spuntato papà.
-Ciao, io scappo al lavoro. -Mamma ha una riunione, dovrebbe tornare verso le cinque. -Ok? Fai la brava!!
Perfetto io dalle cinque alle sette circa sono a danza per cui la vedrò pochissimo. E’ la mia giornata fortunata. Dopo aver mangiato ho fatto i compiti che avevo per casa e alle quattro e tre quarti sono corsa a danza. Di mamma nemmeno l’ombra, quindi ho pensato di lasciarle un messaggio, altrimenti quando questa sera tornerò accadrà un putiferio.
“Sono andata a danza”
Per la strada ho corso come una matta, quando sono arrivata avevo il fiatone e ho aperto di colpo la porta dello spogliatoio.
-Ah, sei tornata!! Ma che ci fai qui? Non hai già ottenuto quello che volevi?
-Scusa di cosa stai parlando? Ho risposto dolcemente, proprio non riuscivo a capire perché Lisa si comportava in quel odo con me. Io ho sempre cercato di essere carina e dolce con tutti, ma evidentemente a lei questo non piaceva.
-Fai pure la finta tonta!-E’entrata Erika, si è bloccata sulla porta con gli occhi sbarrati- Sei la migliore del gruppo, cosa te ne fai qui?
-Ma come cosa faccio qui?! E’ il mio gruppo.
-Si, si. E quando partiresti? Ormai sei una professionista non dovresti continuare a studiare in un misero Paese di provincia!
-Indipendentemente che il paese sia piccolo o no questo non significa che sia scadente, anzi io trovo sia un’ottima scuola .
-E allora perché non hai rifiutato quel posto se trovi che questa sia un’ottima scuola?
-Perché così avrò l’occasione di approfondire degli argomenti, di ascoltare spiegazioni da insegnanti diversi, migliorare, fare nuove esperienze e comunque questo non ti riguarda.
-Ah, no! Si che mi riguarda perché se tu avessi rifiutato sarei stata io a meritare il posto.
-Non credevo te la prendessi così e comunque stai tranquilla avrai altre occasioni!
-Non credo proprio. E’ possibile che tu sia sempre in mezzo ai piedi?! Per fortuna questa è la buona volta che tu te ne vada, non sopporto più di vederti!
-Basta!! Dovresti essere felice che ha ottenuto quel posto! Ci ha interrotte Eleonora.- Perché te la prendi tanto con lei, potevi semplicemente impegnarti di più, ma soprattutto essere più dolce!
-Non sei tu quella che deve darmi delle lezioni su come devo o non devo comportarmi.
-Comunque consolati, tra una settimana me ne vado! Ho concluso io, la maestra stava arrivando.
Anche questa ci mancava, sapevo che Lisa mi ha sempre odiato perché, tranne per un breve periodo sono sempre stata più brava di lei, ma non credevo provasse questo rancore, comunque sia non mi fa paura una gelosa, le conviene applicarsi maggiormente invece di perdere tempo a criticare le altre.
Durante la lezione mi ha fatto fare degli esercizi in una sbarra a parte e Lisa non faceva altro che fissarmi con occhi ostili, mi ha pietrificato, ma io ho continuato per la mia strada!! Mi è mancata da morire la danza, mi ricordo che appena mi sono svegliata in quel letto di ospedale ho mosso i piedi per vedere se riuscivo a muoverli, avevo una terribile paura di non poter più danzare. Non avrei potuto un giorno di più lontano da questa palestra, la mia vita!!
-Vale!! Un, due, tre…pliè, ci sei?
-Si, scusami!
-C’è qualcosa che non va?
-No, tutto a posto.
-Ok, allora possiamo procedere plies, dèvellopes, grand fouettè, dègagès, grand rond de jambe, battements tendus, attitudes, arabesques, preparazione alla pirouette, assemble.
Avrò trascorso circa un’ altra ora a fare tutti questi esercizi, ci ho messo tutto l’amore, la passione che avevo dentro e devo dire che i risultati sono stati sorprenderti.
-Valentina, tira la punta nell’arabesque. Fanne altri due poi possiamo passare ai salti. Dieci pas glissade, sissonne fermè, pas echappé, jetés, temps levé, sissonne tombé. In totale risultano sessanta!
Intanto le altre erano uscite, tutte mi avevano salutato, cercando di darmi forza ed incoraggiandomi(a eccezione di Lisa).
Ero stravolta, non avevo più forza nelle gambe. Mi sarebbe bastata dieci minuti di pausa, dopo due ore sarebbe perfetta.
-Posso fare una piccola pausa?
-No!! Devi continuare senza pause, quando sarai là dovrai studiare interi pomeriggi, le pause non esistono. Devi metterci l’anima, continuare ad impegnarti, non mollare mai!! So che ce la puoi fare è per quello che ti ho scelto. Quella scuola è ad altissimi livelli, solo con duri allenamenti potrai farcela, hai ancora una settimana, quindi impegnati il più che puoi, dacci dentro tutta la forza che hai solo così potrai vincere, raggiungere il tuo obiettivo ed essere selezionata, perché se ti impegni puoi combattere tutti, la strada sarà sempre in salita, ma se avrai stima di te stessa per te sarà come una passeggiata. Questo è un tuo grande sogno, potrai realizzarlo a breve, io so benissimo che ce la puoi fare, non mollare ora, dopo tutta la lotta che hai fatto con i tuoi genitori sarebbe da stupidi rinunciare, per cui…e uno, e due, e tre, pas glissade!! Forza!!
Mi aveva dato una grande forza, sapevo che potevo farcela e ho continuato a lottare, devo ammettere
Che due ore e mezzo di duro allenamento a danza ti stravolgono!!
Sono tornata a casa alle diciannove e trenta.
-Dove sei stata?
-A danza, mi sembrava di avverti avvertito!

E’ il giorno della famosa festa di fine anno a casa di Marta. Questa mattina mentre andavo a scuola ho deciso di passare a prendere Silvia, così avremo potuto fare un pezzo di strada insieme. Ho suonato. Ha aperto sua mamma.
-Mi scusi se l’ho disturbata, per caso Silvia deve ancora uscire?
-Ah, tu devi essere la dolce Valentina.
-Si, sono io! Le ho detto sorridendo.
-Mi dispiace tesoro! Ma Silvia è uscita dieci minuti fa, se ti sbrighi credo che tu possa trovarla per strada.
-Ok, grazie mille e mi scusi ancora!
Era sempre molto gentile, peccato che Silvia sia già partita, però se mi muovo potrei raggiungerla.
L’ho trovata davanti alla scuola con Marta, Arianna ed Elisa. Alla mattina due intere ore di storia, due di matematica, una di francese e per concludere in bellezza una di grammatica.
Al pomeriggio mamma per fortuna era al lavoro dalle cinque alle venti e trenta, quando ero tornata per pranzo l’avevo avvertita che sarei andata alla festa, ma mi ha risposto con un semplice cenno della testa, anche se non ho capito bene quello che volesse rispondere. Ho fatto un’ora di compiti, un’ora a danza poi sono corsa a casa a farmi una doccia. Alle diciotto è venuta Silvia, con un borsone pieno di trucchi, fermagli per capelli, gioielli e cose varie. Io avevo preparato della cocca, aranciata e della torta da smangiucchiare. Per prima cosa abbiamo mangiato poi ho incominciato a truccarla stendendole della terra marrone scuro essendo molto chiara di carnagione, della matita azzurra negli occhi, del mascara, e del semplice ombretto rosa con brillantini. Per concludere del lucidalabbra, non il rossetto perché non lo sopporta. Per fare tutto questo ci abbiamo impiegato mezz’ora. Dopo di che mi ha truccato lei, io invece mi sono fatta dare dell’ombretto bianco con molti brillantini che davano un effetto brillante da lontano, e un rossetto fuxia con sopra del lucidalabbra con brillantini che si abbinava con il mio vestito pieno di paiettes. Erano le diciannove, lei si è raccolta i capelli, si li è asciugata i tutti mossi, io le ho fatto uno chignon raccolto da forcine di perline Swaroski con un ciuffo davanti che le contornava il viso. Io ho pensato di lasciarmeli sciolti, mi sono messa un semplice cerchietto con un fiocco argentato tra i capelli. Per concludere collana, orecchini, anelli abbinati al vestito e i sandali, Abbiamo finito giusto in tempo, mancavano dieci minuti alla festa, il papà di Silvia ci è venuto a pendere. Ero sia emozionata, sia agitata per quello che dovevo dire alle ragazze, non sapevo come incominciare, avevo paura che la prendessero male, insomma mi sono state molto vicine, mi hanno sempre sostenuto che sicuramente si sentiranno prese in giro. Siamo arrivate alle otto spaccate davanti a casa di Marta. Arianna era già arrivata, anche Elisa.
-Sei favolosa vale! Mi ha detto Marta abbracciandomi.
-Grazie, ma anche voi non siete di meno!
-Ma figurati tu sarai sempre la migliore! Ha detto Arianna.
Il campanello è suonato.
Erano arrivati, Jessika, Anna, Caterina, Enrico, Matteo, Paolo e Giulia, Marco, Michele, Nicole.
-Ciao Vale!! Allora sei venuta, non ci speravamo più! Ha detto Anna. – Fatti dare un bacio!
-Ma come sei elegante sei una favola!! Caterina.
Tutti mi hanno fatto mille complimenti, baci e abbracci, tutti tranne Giulia, non ci siamo neanche guardate in faccia, per lei la mia presenza era indifferente. Quando ormai eravamo seduti a tavola il campanello è suonato.
-Vai tu ad aprire Vale!! Io non posso sono impegnata- Ha detto Marta.
-Ma come è casa tua, sei tu che devi andare ad aprire alla porta!
-Vai!!!
Io ho fatto quello che mi ha detto Marta, ho aperto la porta, quando mi sono trovata davanti agli occhi Francesco.
-Ma tu che ci fai qui? Mi ha chiesto.
-No, forse tu che ci fai qui?
-E’sono venuta alla festa di Marta, è mia cugina!
-Ma dai!! Marta è una mia compagna di classe e..
-Che coincidenza!!- Ha detto ridendo – Ma come sei bella!!
-Grazie! Io ero un po’ imbarazzata.
E’ arrivata Marta con un vassoio in mano.
-Vale chi è? Ah Francesco!! Vale questo è Francesco un cugino di secondo grado..
-Ci siamo già conosciuti. Ha interrotto lui.
-Ah, ho visto. Beh allora accomodatevi.
Mi sembrava impossibile, sarà una serata splendida. Chi l’avrebbe mai immaginato che il ragazzo misterioso dell’ospedale di cui sono restata colpita fosse un cugino di Marta, perché non me ne ha mai parlato? Francesco si è seduto di fronte a me, tra una risata e l’altra mi continuava a sorridere e a guardare, io giustamente contraccambiavo. Abbiamo mangiato della pizza, pasticcio, insomma un sacco di cose, come colonna sonora della musica famosa degli anni settanta, ottanta, ma anche contemporanea.
Alle dieci, Marta ha interrotto, facendo un brindisi.
-Scusatemi se vi interrompo, ma volevo fare dei brindisi. Allora prima di tutto finalmente alla fine del duro anno scolastico, a Valentina che per fortuna dopo tanta sofferenza è ancora qui con noi a sorridere e a scherzare con il suo solito spirito dell’umorismo e all’estate che ormai è alle porte, vi auguro a tutti una buona estate e divertimento. Ed ora si aprono le danze!
-Urrà!! Viva l’estate!! Viva l’estate!! Abbiamo urlato tutti.
Silvia mi ha battuto sul gomito, per darmi il segno che il momento dell’annuncio era arrivato.
-O lo fai ora mai più! Mi ha detto sull’orecchio.
Mi sono alzata in piedi. Ero imbarazzatissima.
-Scusate se vi interrompo, ma devo darvi un annuncio molto importante e se non lo faccio ora , non troverò più l’occasione per informarvi.
Breve pausa. Ho deglutito tutta la saliva che avevo in gola. Ho tirato un sospiro guardando Francesco che mi ha sorriso facendomi coraggio. Ho ripreso.
-Tutti voi o quasi (ho lanciato una brutta occhiata a Giulia) mi siete stati molto accanto in questo ultimo periodo di difficoltà, mi avete aiutato, compreso, cercando di non farmi mancare nulla, di questo non finirò mai di ringraziarvi. Siccome ormai fate parte della mia vita ed io, spero, della vostra, mi sembra opportuno informarvi di alcuni cambiamenti.
Tutto procedeva nel modo migliore.
-Sapete anche che la danza fa parte della mia vita, che per me è la cosa più importante, l’unica che mi permetta di esprimermi, di rivelare tutta me stessa, le mie emozioni e sentimenti. Insomma ora non voglio stare qui ad annoiarvi in poche parole mi è stata offerta la possibilità di partecipare ad uno stage di tre mesi a Venezia, e al termine di questi tre mesi ci sarà un esame che selezionerà dieci allievi, i migliori ai quali sarà data la possibilità di trasferirsi nell’accademia per come minimo un anno o anche di più, per sempre non si sa!
Il sorriso di Francesco è scomparso, come quelli di Marta, Arianna e anche Giulia che aveva dimostrato per tutta la serata disinteresse nei miei confronti, erano tutti a bocca aperta.
-Ma, ma non puoi…voglio dire qui c’è tutta la tua vita! Ha detto Silvia
-Lo so, ma manca il mezzo per realizzare una parte del mio sogno, qui non posso trovare quello che troverò a Venezia, voi non meritate questo, però se mi volete bene accettate la mia scelta, mi farete un regalo enorme. Comunque parto la prossima settimana.
Giulia in quell’istante con gli occhi lucidi è corsa verso di me e mi ha abbracciato con una forza..io non sapevo che fare, come reagire sono restata ferma, immobile, con lei attaccata a me che piangeva a più non posso, non riusciva a smettere.
-Forse è meglio se le lasciamo sole! Ha detto Marta.
Dopo che tutti sono usciti ho allungato le braccia e l’ho abbracciata anch’io, una reazione da lei non me la sarei mai aspettata, è proprio vero che c’è sempre una prima volta!! Dopo circa dieci minuti d pianto, Giulia si è staccata e con gli occhi completamente pieni di lacrime mi ha detto:
-Non voglio perderti! Ed è uscita dalla stanza lasciandomi sola.
Mi sono seduta sul divano della cucina, non sapevo più che fare, avrei voluto di tutto tranne che questa reazione.
-E’ permesso?
Era Francesco.
-Ma che domande?! Certo!
Si è seduto vicino a me.
-Perché non me l’hai detto prima?
-Non lo so nemmeno io. Perché volevo annunciarlo a tutti nello stesso momento, non lo so..
-Da quanto tempo lo sapevi?
-Da venti giorni, me lo sono tenuto dentro fino ad ora, lo sapevamo solo io e Silvia, dovevo pure sfogarmi con qualcuno?!? Ma mi sono accorta che il momento si avvicinava sempre più e non avevo altre occasioni per riunire tutti.
-Ti capisco, è che sono restato anch’io molto stupito..mi mancherai!!
-Anche tu! Come mi mancherà tutto il resto, ogni piccola cosa!
-Ora però vieni, di là ti aspettano tutti!!
Francesco mi ha preso per mano e mi ha portato nel salotto, dove erano tutti seduti in cerchio per terra.
Marta mi ha abbracciato.
-Ci mancherai da morire!! Noi sapevamo che per te la danza era importante, ma non avremo mai creduto che ti portasse via in questo modo!
Tutti mi sono corsi addosso e mi hanno abbracciato.
Alle ventitré è venuto a prenderci il papà di Silvia.
-Ciao a tutti e grazie!!
-Vale! Ricordati che ti vogliamo bene! Mi ha detto Arianna.
-Certo!! Non lo dimenticherò mai!!!!
Durante il tragitto Silvia è stata muta.
Sono entrata in casa convinta che fossero tutti a letto, ma…
-E’ questa l’ora di rientrare a tredici anni?
-Mamma ma è l’ora che sono sempre rientrata ad ogni festa che andavo! Ti ho lasciato anche un biglietto con scritto che andavo alla festa di Marta.
-Noi domani facciamo i conti!In questa casa le regole ed il rispetto evidentemente non esistono!!
Basta!! Non ce la faccio più, questa non è una casa, ma un manicomio, non la capisco!! Sono sempre entrata alle undici a tutte le feste che andavo, l’ho avvertita non mi sembra di aver combinato nulla di grave!!
-Non rivolgerti a me con questo tono!! Non permetterti, altrimenti incomincio con le punizioni e vedrai che ti passerà la voglia di rispondere indietro!!

Sono le otto del mattino e sto camminando come tutti i giorni per andare a scuola, mancano cinque giorni alla partenza e queste saranno le ultime volte che percorrerò questa strada per andare a scuola.
Sono arrivata a scuola giusta, giusta per il suono della campanella. Avevo pensato per tutto il tragitto della reazione di Giulia, perché si era comportata così dolcemente e poi quando è uscita da quella stanza è restata di nuovo indifferente come se tra noi ci fosse un muro? E adesso cosa devo fare?
Quando sono entrata in classe tutti mi hanno fatto delle feste, mi sono sentita di nuovo come una vip.
Marta mi ha preso a braccietto portandomi in un angolino.
-Allora con Giulia? Hai visto che reazione?
-Si, ne sono restata anch’io molto stupita, però dopo quel momento è ritornata indifferente!
-Si, secondo me lei soffre terribilmente dentro, ma non vuole trasmetterlo, dirlo a nessuno ed ha avuto un attimo di debolezza, si è lasciata andare, magari senza volerlo, per un attimo ha smesso di controllarsi. Poi quando si è resa conto di quello che aveva combinato è tornata impassibile.
-E cosa dovrei fare?
-Se vuoi partire tranquilla, senza avere rimpianti dovresti parlarle.
-Fosse facile! Non mi sta ad ascoltare quando voglio parlarle, però mentre sono restata assente continuava a mandarmi disegni fatti insieme alle elementari, lettere, sms pregandomi di perdonarla e di fare pace, poi si comporta da misteriosa. Io cosa caspita devo fare? Oggi tento di parlarle, se mi ascolta ok, altrimenti io parto e quel che sarà, sarà! Ho fatto il possibile per ricucire tutto, non avrò rimpianti!
-Così ti voglio!! Forte e determinata!
E’ arrivata l’ora della ricreazione.
-Vale! Allora parti? La prof.
-Si, ha visto? Ce l’ho fatta! Tra cinque giorni partirò!
-Mi fa piacere, sei felice?
-Per me si, ma con mia madre no!
-Che è successo?
-Io ho chiuso, per me ormai è come un’estranea, tra noi c’è un gelo profondo!
-Mi dispiace, ma sono felice per te, te lo meriti. Allora quando parti?
-Lunedì mattina alle otto con il treno!
-Ok, allora sappi che avrai l’appoggio di tutta la tua classe, ti accompagneremo alla stazione.
-Grazie prof, non so come ringraziarvi!! Mi fa veramente piacere di avervi accanto, mi state dando un enorme aiuto!
Sono felicissima che la mia adorata classe mi accompagnerà, se per caso non dovessi tornare entro l’estate, ma restare a Venezia sono sicura che resterà per sempre nel mio cuore, non le dimenticherò mai!! Anche se non potrò avere tutti i miei compagni vicini nei momenti difficili li terrò per sempre dentro di me e sono sicura che mi daranno tantissima forza!!
Solo un desiderio ho prima di partire: fare pace con Giulia, so che sta male, me lo sento poi dopo la reazione di ieri..vorrei vederla felice!!
E’ finita la scuola.

-Forza vale!! Sono le ultime occasioni, se non lo fai ora..Ci siamo noi che ti sosterremo!
Sono andata verso Giulia.
-Giulia, fermati un secondo, dovrei parlarti!
Si è fermata di colpo, voltandosi.
-Si. Ha detto con un filo di voce.
-Posso parlarti?
-E per cosa, scusa? A cosa serve? Tanto tra poco parti!
-E cosa significa?
-Te ne andrai e non te ne importerà niente degli amici che lascerai, tanto te ne farai degli altri, magari migliori!
-Ma cosa stai dicendo? Come fai ad essere così crudele?
-E’ la verità, bisogna accettarla anche se a volte è difficile! Tu fingi che tutti noi ti mancheremo, piangi, ma in realtà sei felice, sei contenta di lasciarci! Guarda che se ne sono accorti tutti, quelle lacrime sono tutte finte, è tutta una recita!
-Io proprio non ti capisco? Sei cambiata, sei diventata veramente antipatica, continua pure così vedrai che andrai avanti, continua pure sulla tua strada senza voltarti mai!!
-Si, ho sempre fatto così e non me ne sono mai pentita!
Sono corsa via! Accetto di tutto fino ad un certo punto. Sono sempre la solita cretina che si preoccupa per gli altri e mai a se stessa, alla fine finisce per soffrire!
Mi sarei aspettata di tutto tranne questo, questa volta non è scusata!!
-Vale!! Mi hanno detto Silvia e Marta.
-Si, cosa c’è?
-Ci dispiace da morire!
-Si, ok, grazie!
-Vuoi..
-No, grazie mille, preferisco restare sola. Poi devo prepararmi le valige, andare a comprare qualcosa!
-Va bene, sarai furiosa. Se hai bisogno chiamaci.
-Grazie ragazze!
Basta!! Per me non esiste più! Stop devo dimenticarla e basta! Ha ragione, mi troverò nuove amiche migliori di lei!! Non capisco questo suo comportamento, subito tutta buona e gentile, poi invece diventa scontrosa, arrogante, non è da lei, è questo che più di tutti mi preoccupa, non posso fingere che tutto sia normale perché non lo è!! E adesso cosa devo fare? Aiutarla o lasciare che si arrangi? In fondo non le importa niente di me! Come può dire che è tutta una recita? Io sto male veramente! Ma se invece lo fa solo per attirare la mia attenzione perché sa che mi preoccupo e vuole che rimandi la partenza? Ho trascorso tutto il pomeriggio ascoltando musica, leggendo libri sulla danza classica e ballando, il miglior modo per sfogarsi. Risultato: ho ancora tutto da preparare per la partenza di lunedì, un bel casino visto che oggi è giovedì.

E’ l’ultimo giorno di scuola. Credo che in tutto l’anno non esista un giorno migliore! Voi non potete immaginare la gioia di lasciare il bruttissimo mondo della scuola, compiti, alzarsi presto alla mattina, interrogazioni, per tre splendidi mesi oltretutto se ti aspettano delle splendide vacanze, come le mie ad esempio. Sembra che tutti gli alunni durante la loro esistenza non abbiano mai conosciuto la felicità, la gioia e che si sia accumulata tutta, che abbia recuperato tutto il tempo perso in questa magnifica giornata. Durante questa mattina, in poche parole abbiamo fatto festa. Siamo usciti tutti nel giardino della scuola, si potevano fare varie attività, karaoke, balli di gruppo,arte, pallavolo o per chi voleva niente!!C’era anche un bancone con sopra bevande, patatine, pasticcini, torte, biscotti. Io, Silvia, Marta e Arianna abbiamo fatto di tutto, anche mangiato!! Ci siamo divertite tutte come delle matte!! Alla fine, a mezzogiorno ci siamo lanciate i gavettoni. Come dire, l’una e dieci è arrivata prestissimo (pur troppo). Mancavano cinque minuti al suono della campanella, quando su loro tre la tristezza è scesa. Stavamo ridendo, scherzando, facendo battute quando ad un tratto sul loro volto felice la tristezza è come scesa improvvisamente.
-Vale, oggi dobbiamo salutarci, insomma hai capito in che senso intendo dire? Ha incominciato Arianna.
-Ma ci saluteremo alla stazione,voglio dire venite anche voi ad accompagnarmi?
-Si, ma non ci sarà il tempo per salutarci come si deve, ci saranno altre tante persone, avrai soltanto il tempo per darci un piccolo saluto, se ne resterà di tempo. Ha continuato Marta.
-Ma starete scherzando? Credete che non abbia il tempo per delle amiche come voi?
-Vale, ci mancherai da morire!! Io non so come faremo senza di te!! Tu per noi sei speciale. Ci mancheranno il tuo sorriso, le tua forza, la tua volontà di non mollare mai, la tua generosità, la tua preoccupazione per gli altri, la tua dolcezza, anche le tue, a volte, esplosioni di rabbia, le tue battute, la tua simpatia. Ci mancherà tutto di te, non sarà più lo stesso gruppo di amiche!! Mi ha detto Silvia
-Basta!! Altrimenti mi fate commuovere!!
-Vorremo tento riaverti fra noi a settembre, altrimenti non oso pensare come sarà l’inizio tragico della terza media senza di te, senza il tuo ottimismo!! Noi ti vogliamo tanto bene e l’unica cosa che desideriamo è vederti felice, però perché deve essere così lontana la tua felicità?
-Allora se veramente mi volete bene e volete vedermi felice, vi ripeto, la mia felicità la troverò a Venezia.Io vi ringrazio ancora per avermi aiutato, essermi state accanto, esservi dimostrate comprensive e gentili, in particolare tu, Silvia, non dimenticarlo mai. Mi mancheranno i vostri consigli, la vostra disponibilità. Forza venite tutte qui!
Avevano tutte e tre le lacrime agli occhi. Ci siamo abbracciate fortemente piangendo. Mi dispiaceva lasciarle in quello stato, hanno fatto tanto per me, non troverò mai delle amiche così disponibili.
-Ci mancheranno i tuoi calorosi abbracci!
-Mi mancherete tutte, non troverò mai delle amiche come voi!! Grazie, grazie.
-Impazziremo tre mesi, se ci va bene come minimo, senza di te!! Comunque ricorda che nessuno potrà mai prendere il tuo posto nel gruppo, in qualsiasi modo vadano le cose tu resterai sempre la leader. Il tuo banco resterà sempre libero per te, nel caso volessi tornare.
-Grazie, grazie mille!! Ne terrò ben presente nel caso dovessi tornare!! Ora vado a salutare le prof e a
liberare il mio armadio, prendere le cartelline, tutti gli accessori che ho lasciato per la scuola.
-Vale, non ti dimenticheremo mai, mai!! Anche se te ne andrai dalla nostra classe, resterai sempre con noi, è come se ci fossi sempre accanto in ogni momento!!
-Per me vale la stessa cosa!
Cavolo com’è difficile! Questa scuola mi ha dato molto. Pensare che oggi potrebbe essere l’ultima volta che camminerò sui bui corridoi della scuola, che parlerò con i bidelli.
Mi sono fermata davanti alla porta della mia classe. Sopra c’era un foglio grande con scritto in nero 2E. Ebbene si, mi sono fermata solo in seconda in questo paese. Un piccolo sogno, desiderio sarebbe stato quello di arrivare fino in terza media con le stesse prof e compagni, fare gli esami nella mia classe, invece.. Ho aperto piano la porta infilandoci prima la testa. Sono restata immobile a fissarla per una decina di minuti. Quante liti ho fatto con Giulia su questa porta, in questa classe! Quante risate con i compagni!! Ma soprattutto quanta ansia le mattine delle interrogazioni!! E anche qualche lacrimina è scesa!! Ho camminato lentamente tra i banchi, partendo dall’ultima fila procedendo fino alla mia, la prima al centro, proprio davanti alla cattedra. Di solito quasi tutti odiano stare in prima fila, invece io l’ho sempre adorato( solo dalle medie però), anche se sono timida mi piace essere al centro dell’attenzione, mi da un senso di partecipazione. Mi sono riseduta per l’ultima volta sul banco, ho preso un foglietto ed un pennarello, ho scritto:
“ Siete una classe fantastica, resterete sempre nel mio cuore, vi voglio bene, grazie e…buona fortuna per il futuro!!
Spero di mancarvi almeno un po’ e di non essere dimenticata in breve tempo, per questo vi lascio una mia foto!! Baci e un abbraccio forte a tutti voi

Con affetto
Valentina!!
( a presto!!)”

Sopra questo biglietto ho lasciato una mia foto, in modo che quando lunedì verranno a prendere le loro cose la troveranno. Mentre l’appoggiavo mi è scesa una lacrima, sono restata lì a guardare la lavagna per la prima volta pulita, senza calcoli, frasi, e la cattedra vuota. Davanti mi sono passate tutte le immagini dei momenti migliori trascorsi con ognuno compreso dal primo giorno di scuola quando ero ignara, piena di ansie, paure, credevo che le insegnanti fossero cattive, invece mi accorgo solo ora che è un mondo fantastico. Non pensavo di volere così bene ad ognuno, anche il “maschio” che ho sempre odiato sentivo che mi sarebbe mancato.
-Non è facile, vero?
Ad un tratto qualcuno mi ha posato una mano nella spalla destra, era la prof di italiano.
-Per niente!!- Sono scoppiata a piangere, avrei voluto trattenermi tutto dentro, ma so che non fa bene, specialmente per tutto quello che dovrò affrontare, voglio andarmene tranquilla, libera senza pentirmi di cose che avrei potuto fare benissimo prima e che abbiano ripercussioni sullo stage.
-Ma tu sei felice di partire?
-Certo è il mio sogno! E’ che vorrei avere tutto qui, la miglior scuola di danza e tutti i miei compagni, vivere tranquilla senza andarmene, restare stabile! Sono scoppiata a piangere come una fontana, ero un momento fantastico, io seduta sulla sedia e la prof in ginocchio di fianco che mi diceva cose straordinarie.
-Ma se si desidera qualcosa fortemente e si ha un obiettivo da raggiungere bisogna adattarsi, soffrire, lottare, vedrai che dopo avrai un sacco di soddisfazioni. Hai sofferto molo per questo stage, perché abbandonare tutto ora? I tuoi compagni li potrai rivedere nel fine settimana, anche se lo so non è la stessa cosa! Vale mancherai a tutti noi, anche a me!! Tu lo sai che mi ero particolarmente legata a te, perché mi ricordi il mio passato, anch’io ero così timida, ma determinata, riuscivo ad ottenere tutto quello che volevo, altrimenti facevo il possibile per raggiungere il punto che mi ero fissata, ero calma, pigra, amavo molto fare lavori manuali, studiosa, adoravo la letteratura, leggere, scrivevo lunghe storie. Insomma ogni volta che ti guardo, anche durante le interrogazioni, mi rispecchio in te!
-Grazie, non lo so, in questo momento sono così piena di dubbi, però di una cosa sono certa la danza è la mia strada!
-In questa età si è molto insicuri, sapere questo è già tanto!! Ti dico solo un ultima cosa, ascolta il tuo cuore anche se fa male, è difficile, se ascolterai il tuo cuore vai sicura che non sbaglierai mai, ti saprà sempre indicare la strada giusta! Tu hai sempre desiderato andare a studiare danza a Venezia, in ogni tema che hai fatto mi hai sempre scritto che la danza è la cosa più importante, che non potresti vivere senza, me l’hai sempre messa al primo posto anche della scuola. Questa è una classe fantastica, è difficile abbandonarla, sto già pensando a come fare il prossimo anno quando capiterà a me, soffrirai per un periodo, ma con la danza, tutte le soddisfazioni che ti darà tutto passerà! Raccogli tutte le forze che hai e voltati verso il futuro, sono sicura che sarà pieno di soddisfazioni, difficile, la strada sarà in salita, non sarà semplice, ma manda avanti il cuore e vincerai, credi in te stessa, chiudi gli occhi e lasciati andare!
-Prof, so che questa classe con lei è in buone mani, le raccomando soltanto una cosa, la tratti bene come ha sempre fatto e si goda nel modo migliore il prossimo anno scolastico! La ringrazio ancora per tutto quello che ha saputo darmi, trasmettermi la passione per la scrittura e…questi anni con lei sono stati meravigliosi, non potrò mai ringraziarla come bisogna, con noi, in particolare con me si è sempre comportata come una mamma, ha cercato di dimostrarci tutto il suo affetto, le voglio bene!!
In quel momento la prof si è alzata e mi ha abbracciata fortemente. Una lacrima, anzi forse qualcuna di più sono scese anche a lei.
-Ora è meglio se vado altrimenti sto peggio. Grazie ancora di tutto prof, allora ci sarà anche lei lunedì ad accompagnarmi, vero?
-Certamente, non mancherò, tranquilla! Oggi riposati e cerca di distrarti, pensare ad altro, divertiti! E se a settembre tornerai, ti accoglieremo a braccia aperte!
La prof mi ha stretto forte la mano. – Mi raccomando!!
Io le ho sorriso.
-Dopo due anni, dell’affetto si forma!Mi ha detto lei, non riusciva a controllarsi come sempre, si è lasciata, stranamente, andare!
Questa è l’ultima volta che uscirò dalla porta della storica 2E, l’ultima volta che chiuderò la porta quasi distrutta, l’ultima volta che percorrerò il corridoio con mille cartelloni attaccati( uno anche mio), dipinti chiuderò la porta dell’atrio, e saluterò le bidelle. Mi sono fermata davanti al cancello arrugginito della scuola e l’ho osservata bene, addio scuola!! Grazie, qui ho trascorso momenti strepitosi che resteranno per sempre nel mio cuore, sicuramente questi due anni saranno i migliori, adesso però mi attende un’altra scuola, speriamo bene!!
Mi sono avviata verso la via di casa. Si sentiva ancora la musica accesa della festa che abbiamo fatto!!
Ora dovevo muovermi a preparare le valige, infatti ho trascorso tutto il pomeriggio e la domenica a prepararle, ero talmente indecisa su cosa prendere, gli oggetti più importanti da portarmi come ricordi a Venezia, credo sia stato il problema principale! Poi per le ragazze credo sia ancora peggio!
La domenica sera alle otto e trenta ero già a letto. L’ultima volta che ci avrei dormito. Quanti pianti ho fatto in questo letto, quante cuscinate, pugni, calci gli ho tirato! Quante volte ci sono stata seduta con Giulia ad ascoltare la musica, a parlare, a confidarci segreti, a disegnare, fare compiti, a volte litigare! Ciao letto!

La sveglia è suonata alle sei in punto. Mi sono svegliata con una tale gioia ed allegria che non ho mai avuto. Da oggi diventerò indipendente, farò quello che ho sempre desiderato. Cosa c’è cosa più bella al mondo? Mi sono vestita in due secondi e sono corsa a fare colazione. I miei genitori, giustamente, erano già svegli.
E’ quasi giunta l’ora di partire. Sono andata in camera mia a prendere le valigie. Ho controllato di aver preso il mio diario segreto, alcune foto dei compagni, regalini e disegni a cui sono particolarmente legata. Per il resto ho lasciato tutto in disordine come la solito, il cuscino per terra, i pupazzi tutti in disordine sulla mensola, il pigiama sul letto, le penne in giro, i libri sulla scrivania, tutto come al solito! Mi sono seduta un ultimo secondo sul letto poi ho chiuso la porta e sono scesa a salutare i genitori. Immaginate che muso!
-Ciao papi! Ti voglio bene, non ti preoccupare per il viaggio, andrà tutto bene e..ti chiamerò quando arrivo! l’ho abbracciato fortemente.
E’ suonato il campanello,la maestra era arrivata.
-Ciao mamma! Corro perché è tardi! Però un bacino..
-Si, corri pure! Corri per la danza. Lascia compagni, famiglia, tutto per studiare danza! Uno sport che fa schifo, che non ti da niente di utile nella vita, non illuderti tanto non verrai mai selezionata! Credi di poter andare ovunque, solo perché la maestra ti ha dato quel biglietto. L’ha fatto soltanto perché ti vuole bene e vuole che migliori, non perchè sei la migliore!
-Almeno questa mattina potevi esserlo un po’ comprensiva con tua figlia, se ne andrà per come minimo tre mesi, un bacino, un abbraccio, comportarti come un essere umano soltanto per oggi, ti chiedevo soltanto un ultimo favore. Scusa tanto se ti ho disturbato! Se tua figlia ti voleva salutare! E comunque appunto perché lei mi vuole bene, crede in me, mi ha dato questa opportunità, io ci crederò con tutta me stessa, forse dopo ci starò male, ma sono giovane e non si spende niente a provarci!
Sono corsa, anche oggi, che doveva essere uno dei giorni più belli piangendo. Ho chiuso forse per sempre la porta di casa a solo tredici anni con le lacrime agli occhi. Meglio così! D’ora in poi non piangerò più per loro! Sarei stata in grado di sopportare qualsiasi cosa, ma non che criticassero la danza. Quella era l’unico punto debole che mi faceva andare in bestia!
-Tu lo sai benissimo che non sono d’accordo con questa tua scelta e non lo sarò mai!
-Beh, la sai come la penso, ma sappi che con queste tue idee, oggi hai perso per sempre tua figlia! Ciao! Anzi, addio!!Ho ribadito prontamente.
-Vale! Vale! Non fare così!
-Basta! Voglio chiudere questa parte della mia vita!!
Sono corsa per il vialetto con un borsone in spalla e una valigia con le ruote. Incredibile! Sono riusciti a rovinarmi anche questo giorno! Sono salita in macchina, la maestra comprendendo solo dalla mia espressione quanto era accaduto mi ha abbracciato.
-Forza, guarda sempre avanti e non fermarti nemmeno un minuto ad ascoltarli. Lo so che almeno oggi ti avrebbe fatto piacere essere accompagnata da loro e avere il loro appoggio, ma che ci puoi fare? Sono fatti così!
Siamo arrivate un quarto d’ora prima della partenza del treno.
Quando siamo giunte in stazione c’erano già tutti i miei compagni di classe. Davanti, in prima fila, erano presenti Silvia, Marta e Arianna che tenevano uno striscione enorme con scritto:
“ VALENTINA 4EVER”
Mentre dietro ce n’erano altri due più piccoli con scritto:
“VALE RESTERAI SEMPRE NEL NOSTRO CUORE !”
“VALE TI VOGLIAMO BENE !”

Quando mi hanno visto arrivare da lontano si sono messi ad urlare e fare il tifo per me. Silvia, ed altre ragazze mi sono corse in contro abbracciandomi. Guardando bene c’erano tutti, tranne Giulia.
-Vale, ricordi quello che ti ho detto sabato?
-Si, non lo dimenticherò mai!
-Vale, la 2E senza di te non sarà più la stessa! Ha detto Silvia.
-Posso capirvi tutti e so anche che la maggior parte di voi saranno arrabbiati con me, però non posso fare niente, il mio cuore mi porta verso Venezia, poi ricordate che è soltanto un’ora di treno. Potrete venirmi a trovare qualsiasi ora di ogni giorno, insomma quando volete.
-Ma non sarà la stessa cosa! Ha detto Marta.
-Non saprò come farò, da oggi sono senza il mio braccio destro, tu forse non te ne tendi conto, ma io senza di te sto male! Ha continuato Silvia.
Altri compagni della mia classe si sono messi ad urlare:
-Vale sei fantastica!
-Sei unica!
-Resterai per sempre dentro di noi!
-Ti penseremo ogni giorno.
-Vale, non dimenticarci mai!!
-Buona fortuna!
Mi trovavo io in mezzo ad una folla, continuavo ad abbracciare, baciare chiunque, e ringraziare tutti, a volte senza rendermi conto di chi fosse!
Tra cinque minuti il treno sarebbe arrivato. La prof alla fine, appena sono riuscita a staccarmi dalla massa di gente che mi circondava mi ha afferrato per un braccio. Era anche lei commossa e sembrava quasi emozionata.
-Vale, come hai visto sei amata da tutti perché sei una ragazza particolare, dolce, carina con chiunque, altruista, ambiziosa, fantastica! Ti ho già detto anch’io tutto sabato perché come vedi oggi non so cosa dirti qui, alla stazione, sono così felice per te, ma anche dispiaciuta. Spero che con questo stage tu ti possa distrarre, dimenticare le ultime cose che sono accadute qui e che tu invece, nonostante tutto ne abbia un bellissimo ricordo, come oggi. Spero che in questo piccolo viaggio possa ritrovare te stessa e cercare di perdonare chi ti ha fatto soffrire. Ti sei meritata tutto questo per cui anche se non verrai selezionata divertiti, prendi tutto come fosse un gioco perché è una sfida più per te stessa…Buona fortuna! Facci avere tue notizie e sei grande, ti vogliamo tutti bene, in ogni caso, in ogni situazione ti sosterremo sempre. Mancherai un sacco ai tuoi compagni, ma anche a me! In due anni devo ammettere che si è instaurato un forte legame, rafforzato in questi ultimi giorni. Sai benissimo che il nostro non era un semplice rapporto tra insegnante e alunna, ma qualcosa di più forte. Ora ti lascio altrimenti perderai il treno!!
E’ seguito un lungo abbraccio di lacrime e pianti. Anch’io mi sono commossa e non sono riuscita a trattenere le lacrime.
-Grazie!!
Mi sono guardata intorno Giulia non c’era, come ha potuto farmi questo? Mancavano due minuti all’arrivo del treno, ultimi saluti.
Meno un minuto.
Stavo per prepararmi con le valige in mano per l’arrivo del treno.
-Vale, Vale! Aspetta non partire! Ferma! Una voce mi chiama, c’è troppa gente non ho nemmeno il tempo di guardare chi sia quando mi sono ritrovata una ragazza che mi abbracciava, mi dava alcuni baci sulla guancia e mi sussurrava:
-Buona fortuna! Sono con te!
Ho cercato di guardare gli occhi della persona che mi chiamava, mi sono rigirata più volte, niente!! Mi sono sforzata, ma niente. C’era troppa gente. Questa persona a continuato:
-Tieni questa lettera! Leggila in treno! Ti voglio bene, ora puoi partire!
Il treno stava per arrivare, lo vedevo in lontananza, sono stati attimi terribili. Tutti mi urlavano:
-Addio!
-A presto!
-Ciao!
-Non mollare mai!!
Cercavano di prendermi una mano, accarezzarmi, toccarmi, io non ascoltavo nessuno.
Ho dato le valigie alla maestra che intanto saliva a pendere i posti e mi diceva che mi avrebbe aspettato seduta. Dallo scalino per salire nel binario del treno, si vedeva tutta la panoramica della stazione, mi guardavo bene intorno. Non molto lontano vedevo il volto di una persona familiare che mi salutava con la mano, non riuscivo a capire però chi èra. Cercavo di pensare brevemente. Chi non è venuto a salutarmi? Chi manca? Giulia, c’è? Nessuno? Forse si è sbagliato, non sono io la persona che voleva salutare?Vale, forza sforzati di pensare! Francesco? Ma si certo è lui?
Salto lo scalino del treno, scendo, lasciando tutti i miei compagni a bocca aperta che subito pensavano ad una fuga disperata, mi credevano pazza, incominciavano a fare delle supposizioni, a chiedermi cosa mai mi era capitato, se mi ero dimenticata qualcosa o se magari avessi cambiato idea.
-Vale cos’è successo?
-Non vuoi più partire?
-Che fai? Il treno parte!
-Ti sei dimenticata qualcosa?
Gli ignoro. Corro a più non posso tra la folla, cerco di farmi spazio, quando riesco finalmente a vedere la sua faccia. Gli corro addosso, lo abbraccio, lui mi bacia in bocca, gli sussurro: “Ti voglio bene”. Lui mi ha guardato un po’ stupito sorridendomi.
-Vale, aspetta! Mi ha urlato correndomi dietro.
-Devo scappare altrimenti perdo il treno, ciao! Gli ho urlato lasciandoli la mano.
Le porte si stavano chiudendo, ho cercato di intrufolarmi. Ce l’ho fatta: in questo momento le porte della mia vecchia vita si sono chiuse. Sono andata immediatamente al finestrino: la prof mi salutava sorridendo con un segno di sollievo, evidentemente credeva che avessi perso il treno, mai!! Francesco cercava di raggiungermi correndo, Silvia, piangeva disperata tra le braccia della prof, di fianco però ho visto Giulia anche lei sembrava una fontana, neanche fossi morta! Mentre a Marta e Arianna stava per scendere qualche lacrima che volevano trattenere. A presto paese caro!!
-Ciao, a presto!! Vi voglio bene! Non vi dimenticherò mai!!
E ho mandato qualche bacio, ecco ora le lacrime sono scese a tutti.
-Forza vale siediti! -Mi ha detto la maestra. – Ora sei in treno, devi pensare solo alla danza! Mi sono sistemata bene nel sedile del treno. Mi mancavano già! Le loro voci, i loro abbracci, le loro urla!Mi mancherà la mia scuola media, la scuola di danza, il mio piccolo paese, la mia camera. Però di una cosa ero felice: ho potuto salutare come si deve Francesco.
Ho preso dalla tasca la lettera che di sfuggita mi aveva dato quella ragazza. Ora ho capito chi era: Giulia. L’ho aperta. Un forte sospiro.

“Cara Valentina,
ti chiedo scusa, ultimamente ti ho fatto molto soffrire, mi dispiace, so che tu hai solo cercato di aiutarmi, ti sei comportata da amica, grazie!! Però anche se è tardi voglio spiegarti tutto. Già da tempo i miei genitori litigavano. Vedi, il giorno che mi è arrivata la tua lettera in cui dicevi di interrompere per un periodo la nostra amicizia, era la cosa migliore per salvarla, mio papà ha cacciato di casa mia mamma. Io mi sono lasciata prendere dalla rabbia, e senza riflettere ti ho accusato, sebbene tu mi avessi raccomandato che per ogni problema, per ogni volta che dovevo confidarmi con qualcuno tu saresti stata disponibile. Non avendo nessuno a quel punto con cui sfogarmi (perché con te avevo litigato), le streghe, come al solito, ne hanno approfittato per prendermi nel loro gruppo. Io senza pensarci, non avendo nessun altro, sono caduta nel loro tranello e mi sono consolata nel fumo e nell’alcool, ho incominciato a farmi tatuaggi, piercing, mi sono trasformata. E’ che mi sentivo diversa, più grande, in grado di combattere ogni cosa. Non oso pensare come tu ti sia sentita quando mi hai visto cambiare in questo modo! E’ vero che in questa età cambiano i gusti, le idee, il carattere, ma una cosa so: la nostra amicizia non cambierà mai. Da quel giorno mia mamma non l’ho più vista, mi manda ogni tanto dei piccoli sms per sapere come sto e mi dice che presto tornerà. Io sto male perché con mia mamma mi confidavo, ci ero molto legata. Invece con mio papà è diverso, lo vedevo solo alla sera, ma se non era lui a chiedermi qualcosa, solitamente io lo salutavo e basta quando tornava a casa, ma non gli ho mai raccontato nulla. Comunque adesso è sempre arrabbiato, sembra ce l’abbia con il mondo intero. Lui fin da quando ero piccola ha sempre lavorato fino a tardi, quindi non mi conosce come dovrebbe fare un padre.
Ti chiedo ancora scusa per tutte le volte che ho criticato la danza, il tuo sport preferito. Ti ho sottovalutato dicendo che dovresti pensare maggiormente alla scuola, quando sei sempre stata bravissima, chissà come ti sarai sentita! Mi ricordo quando da piccola,alle elementari dovevamo fare un disegno sul lavoro che avremmo voluta fare da adulte e tu hai disegnato una ballerina. Tutti ti hanno criticato, presa in giro e tu ti sei messa contro tutta la classe per difenderla. Ora hai raggiunto il tuo obiettivo, ora puoi fare quello che hai sempre desiderato fin da piccola, te lo meriti! Datti da fare, farò il tifo per te! Come meriti di essere felice, di andartene da questo mondo che ti ha fatto tanto male. Sappi che io sarò sempre con te e ti sosterrò, buona fortuna amica mia!!
Spero che in futuro avrai ancora il coraggio di perdonarmi, di parlarmi. Non troverò mai un’amica come te, ti sei sempre comportata da degna persona, quando io mi sono dimostrata una stupida e ricorda che è grazie a te se sono ancora viva, qui a scriverti questa lettera. Se avessi continuato per soltanto altri due giorni a bere e a fumare ci avrei rimesso sicuramente la vita! Ma tu sei stata intelligente, sebbene ti avessi fatto del male, voltato le spalle, hai capito subito solo guardandomi negli occhi che in me c’era qualcosa che non andava, ti sei fatta avanti, senza ascoltare nessuno, hai fatto tutto quello che potevi anche se ti ho rinfacciato tutto! Mi pentirò per sempre per il male che ti ho fatto.
Ciao dolce, generosa, forte ballerina, ti prego perdonami,
ora te ne andrai, mi mancherai da impazzire, avremo potuto divertirci tantissimo gli ultimi tuoi giorni nel nostro paese, e invece…le cose sono andate così! Non ho nemmeno potuto salutarti come avrei dovuto fare, spero di vederti presto!!
Con affetto
Giulia

PS: Io sono disposta con tutta me stessa di ricominciare (anche da lontano) la nostra amicizia, ti prometto che quello che è successo non si ripeterà più, mi impegnerò!! Ti prego, io ti stimo ancora come fossi la mia migliore amica, e come una sorella. Vorrei che lo stesso valesse per te!! Ti prego chiamami al più presto, fammi sapere tue notizie e sappi che per ogni volta che avrai bisogno, ti sentirai triste o dovrai parlare con qualcuno, la tua piccola Giulia è qui che ti aspetta. Posso capire che tu sia piena di rabbia, odio nei miei confronti,vorrai anche che soffra come hai sofferto tu, ma sono disposta ad aspettare, spero che tutto torni come prima!! Buona fortuna per la tua nuova vita, ti voglio tanto bene!! Un bacio e un forte abbraccio.

Cavolo!! Mi ha fatto commuovere! Io non provo nessun odio per lei, nemmeno rabbia, volevo solo sapere i motivi per cui si è comportata così e che si scusasse, pentisse!! Forse ormai è troppo tardi però per cominciare una nuova amicizia con lei,come faremo da lontane! Certo è solo un’ora di treno, però da adesso sarò più impegnata. Sono felice di questo suo gesto, mi ha toccato fortemente il cuore, lo sapevo che c’era sotto qualcosa per questo suo comportamento! Ho un’amica fantastica! Chissà come ha sofferto anche lei!
-Tutto apposto?
-Si, sai le amiche!
-Ah, pronta?
-Più che mai!
-Fatti forza, siamo quasi arrivate!
Ecco, la porta di una mia nuova vita si sta per aprire! Addio vecchia vita! Addio compagni, addio scuola, è stato bellissimo, vi conserverò sempre nel mio cuore, ma ora avrò ben
altro a cui pensare!


Ebbene si, vale la pena “non mollare mai”. Ora sono qui, ho appena finito lo stage e indovinate un po’?!? Sono stata presa!! Farò parte della scuola, ora sono emozionatissima!! Felicissima, non me ne rendo ancora conto, questo non significa che sia stata una passeggiata, non immaginate le notti trascorse in bianco a provare,i continui pianti con le compagne di stanza, lividi, storte, sconfitte e ora ce l’ho fatta!! Ho fatto e ho passato tranquillamente il primo esame della mia vita! E’ stato molto emozionante. Io come al solito ero agitatissima quindi non ho dato il meglio di me, però per fortuna i professori hanno avuto l’opportunità di seguirmi per un periodo quindi hanno cercato di valutare tutto il mio lavoro fatto all’interno. Hanno detto che sono una ragazza che si impegna, lavora molto, ho una buone preparazione, sono molto contenti di me e posso ancora migliorare… Studierò danza, come minimo un anno nell’accademia di Venezia poi vedremo. Ce l’ho fatta benissimo senza trascurare le amicizie, godendomi con tutta me stessa i miei fantastici tredici anni. Quindi non rimpiango assolutamente nulla. Ora riesco fare tutti i tutti i tipi immaginari di salti, passi, prese con i ballerini, ora quando danzo volo, ho imparato anche pop, funky, latino americani ogni tipo di danza! Finalmente mi lascio andare, mi diverto ,moltissimo quando danzo, sono diventata molto più sicura e riesco a gestirmi nel palco (davanti a qualsiasi pubblico).
Dunque.. per quanto riguarda Giulia, tutto ok! Abbiamo fatto pace, siamo ancora “amichissime”, non si poteva mandare a monte un’amicizia del genere,ci mandiamo quasi tutti giorni e-mail, è venuta a trovarmi anche poco tempo fa! Anche se se n’è andata piangendo, ma niente potrà fermarmi!!
Francesco? Stiamo ufficialmente insieme. E’ venuto alla selezione, è proprio un ragazzo fantastico!E l’amore è una cosa bellissima, soprattutto il PRIMO amore!
Con mia mamma: la sento un paio di volte alla settimana, lei mi chiama tutti i giorni, ma siccome non fa altro che rimproverarmi le stesse cose, a dirmi che devo avere i piedi per terra, che in questo periodo ho perso la testa, che il mondo non è tutto rose e fiori e pregarmi di tornare a casa ,io non rispondo quasi mai. Trovo le solite scuse, che sono impegnata, che non tempo. Le nostre chiamate sono molto brevi, io le rispondo sempre freddamente. Se lo merita, non c’è stata una volta che mi abbia dato forza, incoraggiato, neanche il giorno che sono partita!! A proposito, non è neanche venuta al saggio finale, dove sono stata selezionata, è stato fantastico, però mi sarebbe piaciuta che fosse presente, è mia madre! Un teatro immenso,con il palco lucido, pieno di luci colorate, mille fotografi, tra il pubblico ogni tanto si potevano vedere dei flash, c’era una vera orchestra, il cuore mi batteva a mille, il primo impatto con il pubblico è stato terribile, ma mi sono lasciata andare ed è diventato come un gioco! Quando salgo sul palco tutto cambia, mi ipnotizza, la mia timidezza scompare. E la preparazione? Beh le prove sono incominciate un mese prima. Provavamo per ore ed ore. Pensate che quando è arrivato il famoso giorno del saggio non riuscivo nemmeno a rendermene conto. Il vestito me l’ha cucito una vera sarta al momento. Era fantastico! Come lo desideravo da tempo nei miei sogni. Un tutù bianco con le rifiniture tutte in argento, il bustino sempre bianco con ricami di argento e paiettes, in testa una coroncina. Abbiamo fatto un piccolo balletto con tutte le partecipanti. La selezione è stata fatta sul palco e alla fine, indovinate? Ho fatto un passo a due!! Si, un passo a due con un vero ballerino. E’ stato fantastico, per un attimo mi sono sentita un angelo, io al centro del mondo che danzavo e mi facevo trascinare dalla musica. Ho fatto anche delle prese difficilissime in punta, ora i piedi mi sanguinano però il risultato è stato ottimo, ho creduto in me stessa, ripetendomi “Vale, sei la migliore, forza dai il meglio, ora tocca a te!” Alla fine della coreografia ho chiuso per un attimo gli occhi e mi sono lasciata guidare dai numerosi applausi. C’erano tutti eccetto lei. L’ha presa malissimo, anzi si è incavolata, pazienza! Il divertimento comincia ora…Devo divertirmi, pensare specialmente a migliorare, avrò la possibilità di fare lezione con i più famosi ballerini, sono troppo felice….Grazie a questa grande esperienza ho capito per me cos’è veramente la danza. Ho imparato che quando sono triste mi basta entrare in quella stanza di specchi….e tutto passa…penso solamente a ballare, ballare, e ancora ballare! Per me la danza è anche quella forza di voler provare e riprovare senza mai stancarsi, la fierezza di sentire un applauso, la gioia e l’emozione per uno spettacolo, quel senso di libertà assoluto , come se il vento ti liberasse in aria e ti permettesse di toccare il cielo con un dito. In realtà, però, è difficile spiegare cosa sia veramente la danza perché quando si balla si prova una gioia talmente grande che niente al mondo può essere uguale….E’ un’arte fantastica con cui puoi esprimere i tuoi sentimenti. Mi sono resa conto che nella danza puoi sempre rifugiarti, perché lei è sempre là e non ti lascerà mai sola. Ho capito che per diventare una grande ballerina bisogna fare dei sacrifici,rinunciare a molte cose, a persone importanti che hanno fatto parte della nostra infanzia. Nonostante tutto la danza ti regala una sensazione bellissima, speciale…la SODDISFAZIONE!! Inoltre grazie a questa esperienza ho confermato la mia decisione: la danza sarà tutto il mio futuro!


…Quindi vale la pena lottare per vincere!! Com’è bello sognare!!
E soprattutto è importante: “NON RINUNCIARE MAI AI SOGNI”
Anche se a volte sembra impossibile realizzarli! E come dice la mia maestra di danza: “ Ascolta il tuo cuore, fai quello che ti dice anche se fa soffrire e lasciati andare!” Io L’ho fatto e ho vinto!!

Baci Valentina

Voglio dedicare questa storia in particolare:
Alla mia professoressa di italiano
A tutti i miei più cari amici
Alla mia maestra di danza


Georg Maag
Georg


1479 Messaggi

Inserito il - 20/12/2008 :  09:01:35  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Per prima cosa un benvenuto nel sito! Fa piacere a tutti quando si aggiunge una voce nuova!
Diciamo che hai iniziato "con un botto". Non è il solito post di chi si presenta all'inizio, non è nemmeno una storiella, è quasi un romanzo!
Devo dire che hai una scrittura leggera e scorrevole, non ci sono quasi mai strappi nel flusso del racconto, e hai un buon feeling per pesi e misure.
Proprio per cercare il pelo nell'uovo potrei dirti che spesso tendi ad allungarti un po' troppo.
Ma non vuol essere una critica distruttiva, sono sempre il primo a tagliare molto tra la prima stesura e la seconda.
Un piccolo consiglio: controlla come si scrivono i termini francesi della dansa...
E' un racconto di una fase importante della tua vita. L'hai affrontato con uno stile "da libro", lasciandoti tutto lo spazio per ogni scena che volevi, senza frenarti. Infatti, ne è uscito un mezzo libro (mi ci ha preso un'ora per leggerlo tutto!).
Comunque complimenti, e spero che tu non la smetta qui sul sito dopo questo primo post!
Un saluto
Georg
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adele
Gran Capo tra i piccoliscrittori


1350 Messaggi

Inserito il - 20/12/2008 :  16:06:47  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Intanto benvenuta Valentina!! Sono molto felice che si aggiungano nuove persone a questo nostro sito!!
Come ti ha detto Georg, questo è un sito in cui ci si confronta e ci si critica (sempre in maniera costruttiva) anzi se ti va di leggere qualcosa di mio e di commentarla ne sarei più che felice!
beh, ti dico già a priori che io sono un pò "la maestrina" della situazione, quella che ti va a trovare il pelo nel pagliaio (tanto x dire XD), quindi sarò molto DURA già dal primo post... ma del resto è quello che vorrei gli altri facessero con la mia roba.. per cui...

Ah, da quello che mi pare di capire (non ho ancora letto niente) è autobiografico... in "piccoliscrittori - il nostro mondo" ho aperto una discussione intitolata "life and how to live it" dove postiamo le nostre biografie... se ti va postala anche lì, così magari attira anche qualcun altro... ^^ Vado a leggere (e correggere)

1."che mi faccio in quattro" non è molto azzeccato... siccome prima parli impersonalmente, l'improvviso passaggio alla prima persona non ci sta tanto bene... se proprio vuoi passare così di botto conviene togliere il "che" relativo dopo la virgola, scorre meglio.
2.dopo "comprensiva" ci va una virgola.
3. "fin da quando AVEVO sei anni" altrimenti sembra che hai sei anni tutt'ora
4."che per mai al mondo sostituirei con altri"... non esiste. o scrivi PER NIENTE al mondo oppure togli il per...
5."non condividono questo con me" non è sbagliato... è solo che scorre malissimo... vedi di aggiustarlo un pò
6." e altre domande a cui non sono mai riusciti a darE una risposta", il "ne" è un pronome e non c'entra perchè a) c'è il soggetto sottinteso e b) se avessi voluto esplicarlo comunque non era il pronome adatto.
7."Giulia mi ha chiamatA", altrimenti sembra che sei maschio., idem con "beccato"
8. "facciamola BREVE" non corta...
9. il "devo ammetterlo" io lo metterei così: "le ore senza di lei, devo ammetterlo, non passano mai". Essendo una proposizione incidentale "spezza la frase" ma siccome di solito NON E' POSSIBILE separare il complemento di modo dal complemento oggetto o dal soggetto 8così come non si separa quasi mai l'aggettivo dal nome a cui si riferisce) secondo me sta meglio lì.
10. io metterei "interrompendomi e ostacolando" a meno che interrompendo non è riferito al programma... solo che in questo caso devi metterlo meglio perchè non si capisce molto se è riferito a te o al programma...
11. "invece" va sempre messo fra DUE virgole. tu ne hai messa una sola, prima.
12. i nomi corretti degli esercizi sono (faccio anche io danza classica e ho studiato francese, fidati): pliè, por de bras, tandieu, pas de basque
13. "MA PER SEMPRE PERò" è veramente orrendo... MA e PERò non si mettono MAI insieme...
14. "che intelligente, antipatico!" non ha senso.
15. COME AL SOLITO A SOGNARE... come al solito andrebbe messa fra due virgole...
16. sedersi SUL letto, non NEL. la preposizione è sbagliata.
17. " magari ne trovassi uno io così" non è messo correttamente in relazione. la struttura dovrebbe essere SUGGETTO+COMPLEMENTO OGGETTO+ATTRIBBUTI O COMPLEMENTO DI MODO. Quindi "magari ne trovassi io (sogg) uno (c.ogg) così (c. modo)
18. "il tuo primo appuntamento CON un ragazzo" (è un complemento di compagnia, non d'agente...)
19. non si dice "è restata stupita" ma è RIMASTA...
20.impegnerò AL massimo
21.appuntamento CON Alessio (fai più attenzione alle preposizioni e agli articoli... ne hai sbagliati parecchi...)
22."sentivo tipo qualcosa" scusami ma è veramente brutto... capisco che è un linguaggio parlato e tutto quello che vuoi... ma è proprio brutta come espressione...
23.BRILLANTATO?????? non ESISTE brillantato!! è BRILLANTINATO...
24.EntrambE, non entrambi...
25. ECHAPè, grand batman, pirouette (singolare), pirouettes (plurale)
26. "darmi dei consigli migliori DI te" non CHE TU
27.COMPRENSIVO, non comprensibile.


okay, scusami ma mi fermo qui... non ce la faccio proprio più a leggere perchè ho un milione di cose da fare...
Lo finirò un altro giorno...
in ogni caso, nel complesso è scritto abbastanza bene, scorrevole, simpatico. Devo stare MOLTO attenta alla punteggiatura (spesso metti punti interrogativi o esclamativi nei posti sbagliati e dove ci vanno non li metti, oppure non metti lo spazio dopo i segni di interpunzione, e inoltre i puntini devono essere solo TRE [...]), e ATTENTISSIMA alle congiunzioni e alle preposizioni, che sbagli spesso.
Ci sono dei termini che sarebbero stati meglio in un altro modo, ma quelle sono scelte stilistiche, per cui...
L'ultima cosa, la più evidente: I DIALOGHI.
Non si capisce quasi niente.
un dialogo va scritto così.

- bla bla bla bla - DISSE TIZIO O CAIO - bla bla bla
VAI A CAPO
- bla bla bla bla - RIPOSTE SEMPRONIO O MALFAMAMIO - bla bla bla.

tu scrivi botta e risposta nella stessa riga e non separi le azioni dalle parole, il lettore si stanca di cercare di interpretare quello che vuoi dire e quindi si annoia.
Comunque contiene degli ideali bellissimi. Non vedo l'ora di vedere come finirà!!

^^
Complimenti!

Adele
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Tradotto Da: Vincenzo Daniele & Luciano Boccellino- www.targatona.it Distribuito Da: Massimo Farieri - www.superdeejay.net Powered By: Snitz Forums 2000 Version 3.4.03