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Georg Maag
Georg


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Inserito il - 04/09/2003 :  18:57:10  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
In un articolo del 4 settembre, Michael Pratt, che lavora per il Centro per il controllo e la prevenzione delle malattie infettive, ad Atlanta, Giorgia, spiega nell’intervista sulla Stampa:

“Nei più giovani, l’aumento del peso e le ore passate di fronte al piccolo schermo sono legate fra loro, soprattutto nei più giovani. Stanno stravaccati sul sofà, mangiucchiano, si lasciano trascinare dalla programmazione eliminando ogni reattività e si trascinano dal frigo al telefilm. Basta spegnere, e subito rifioriscono.”

Descritta così, la televisione sembra una droga…
“In qualche modo è così. Più tempo ci passi davanti, più hai voglia di sedentarietà. Non bruci niente, ma hai desiderio di consumare di più, senza contare che i preadolescenti sono il target ideale per la pubblicità.”

Spesso la tv fa da babysitter. È sbagliato, ma non tutti hanno alternative, vero?
“Si tratta solo di educazione. Mi rendo conto che spesso le esigenze lavorative dei genitori dettano i ritmi casalinghi: però se i figli vengano educati ad avere alternative, a stare all’aria aperta, anche quella del giardino o del cortile, ecco che diventa un passatempo: se l’esercizio fisico passa attraverso il gioco, la voglia di restare in poltrona diminuirà.”

Aggiungerei senz’altro: anche spegnere la tv per leggere un bel libro farebbe bene alla maggioranza dei bambini che ho visto nelle classi elementari (Dato che non è permesso prendere “a schiaffi” certi genitori che dimenticano i figli davanti alla tivù bisogna trovare una chiave diversa al problema, seppure molto più “debole”: fare capire ai ragazzi perché non guardare certe cose…).
Voi che ci siete in prima fila, come vivete il "fattore tv” dei vostri allievi? Avete mai indagato quante ore al giorno in media stanno davanti allo schermo? I genitori controllano quali programmi vengono scelti dai bambini? Chi si prende la sbriga di spiegare ai bambini certe tematiche che hanno visto, con ogni probabilità, da soli davanti allo schermo (bollino rosso, violenza, ecc.)?
E soprattutto, qualcuno di voi ha mai scoperto un “metodo infallibile” per fare spegnere la scatolona e accendere la fantasia? Esiste? O è troppo tardi?
Questo ci sembra un buon tema per un forum infuocato! Armatevi e… sparate.

Modificato da - Georg Maag in Data 21/07/2004 09:43:15

admin
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Inserito il - 15/10/2003 :  12:13:39  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Da cosa nasce l'idea di questo sito


L'idea nasce dalla voglia di far capire alle maestre e ai genitori che i loro bambini non sono tutti stupidi e spenti, ma che sono proprio loro, insegnanti e genitori a dover stimolare, a dare, a stuzzicare, a verificare, a insistere. In verità, oggi a scuola e a casa nessuno o quasi stuzzica e insiste con i allievi e con i propri figli. Siamo nell'era della superficialità, dell'approssimazione totale, del mai verificare, del non volere (e, a forza di non farlo mai, del non potere più) approfondire.
E a soffrire sono i bambini.
Allora tanto valeva andare a vedere come stanno oggi le potenzialità dei bambini. Vado spesso nelle scuole, vado almeno in 100 classi per anno scolastico, tra inviti come autore e scrittore che insegna la scrittura agli altri. E ho visto con quanta avidità i bambini vogliono apprendere, desiderano di approfondire. Basta dare fiducia, non partire dal concetto "è difficile" o "probabilmente non ce la farai mai!", ma dal contrario, dall'opposto: "Se ti dai da fare, puoi farcela!" E così nascono testi, idee, costruzioni meravigliose; nascono parole che vanno ben oltre le capacità presunte del bambino, nasce la prima stesura della loro prima storia, inventata, pensata, elaborata solo da loro.
Poi mi sono reso conto che non bastava ancora.Ci voleva un passo ulteriore, importante: far capire ai bambini che un racconto non è termintao con la prima stesura! Un concetto da far venire i brividi alle maestre e ai genitori. Oggi bisogna sempre dire: "che bravo! Fantastico! Meraviglioso! Sei il migliore!" Come se le critiche fossero state abolite, come se facessero male. Invece le critiche sono importanti. Aiutano a migliorare, a raffinare, a crescere, tanto quanto era importante la prima stesura del racconto.
Dunque ho cominciato ad allungare l'iter degli interventi, andando a criticare, a leggere ogni racconto ad alta voce, a dare suggerimenti, ma poi ad ascoltare i suggerimenti degli altri bambini, che piovevano da tutte le parti.
E per una incredibile magia succede sempre che le mie critiche sui testi non ancora finiti abbiano poi dei risultati e miglioramenti. Le storie decollano dopo le critiche, diventano vere, ricche. Prima, per abitudine, scrivono una storiella. Okay, ci ha dato qualche trucco, ora mi ci metto per dieci minuti e vediamo... Ma poi riappaio in classe e leggo ogni storia ad alta voce, dico critiche e lodi, faccio intervenire gli altri per miglioramenti, lessico, simbologia, contenuto. E qui succede il mircaolo.
Inviterei a leggere soprattutto tre storie del forum dei bambini, elencati sotto la scuola Vittorino da Feltre: Abeluccio, Sgrinfaracchia e Teste Dure. Sono i vincitori di un concorso della Circoscrizione 9 di Torino su 5 classi terze e quarte, e sono anche le storie che hanno beneficiate di questo ripasso critico.

Mi aspetto che con l'anno scolastico prossimo molte scuole partecipano alla scrittura creativa mandando le loro storie (anche senza la mia presenza) e che le loro maestre mi contattino sul forum per fare domande, per lasciare critiche, per avere aiuto e per scambiarsi informazione. Mi piacerebbe creare un sito vero, moderno e anticonformista sulla scrittura creativa. In fondo però m'importa che si dia più spazio alla creatività dei bambini, che vengano stimolati, che si metta in dubbio la didattica classica, che ha visibilmente segnato il passo, se è vero che oggi i giovani non sanno più esprimersi nemmeno all'Università e che sono stati istituiti corsi di alfabetizzazione!!!

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admin
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Inserito il - 15/10/2003 :  12:24:59  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Perché nasce questo corso di scrittura?

(estratto di un mio articolo di un anno fa)


Da quando è uscito "Se all'improvviso la luna e le stelle..." sono perennemente invitato nelle scuole, come autore e come "insegnante" di scrittura creativa (che poi non è nient'altro che lo Scrivere di tutte le persone intelligenti e stimolati). Ecco, devo ammettere che mi è nata una rabbia dentro nel vedere l'abbandono spirituale dei bambini, la superficialità nell'insegnare "blocchi di nozione", la mancanza di volontà di rinnoarsi, di mettersi in dubbio e sicuramente anche il degrado fisico delle scuole stesse.
E pensare che io ho la fortuna di avere a che fare quasi esclusivamente con maestre "aperte" per il progetto di scrittura, persone che vogliono migliorare, imparare, vedere e capire cose e approci nuovi.
Ma nell'incontro con l'autore vedo realtà orribili, bambini lasciati a se stessi, una (nemmeno nascosta) propensione al livellarsi al più basso punto possibile per avere meno problemi possibili, un continuo subire la maleducazione di pochi bambini (in chiara rivoluzione - inascoltata, incompresa e perciò incurabile - contro i propri genitori, le maestre, il mondo intero e contro loro stessi) che distruggono quel poco di bene che la scuola dovrebbe tentare di difendere e mantenere. E in tutto questo, tante maestre e qualche maestro tristi, spesso rassegnati, incapaci di agire perché sanno che la loro battaglia è persa da tempo. Quante volte mi è capitato sentire le scuse delle maestre, dopo la mia lettura: "sa, bisogna capire, qui siamo in una realtà difficile..."
Più si va verso la periferia della città, più tristi sono le realtà. Diventa visibile la forbice tra ricchi e poveri, tra speranze e rassegnazione, e diventa tangibile anche che di speranza ce n'è poca rimasta, ed è nelle mani di insegnanti sottopagati, inermi davanti alla colossalità del loro compito, che spesso danno la vita - dannandosi la propria - senza ricevere mai nemmeno un "grazie" da parte dei genitori che aspettano vestiti a tutto puntino, tutti col cellulare all'orecchio, l'uscita dei propri figli con aria scocciata. Sì, perché gli stessi bambini passano la loro vita tra i banchi di scuola ed il televisore nella propria cameretta, a totale disposizione loro, mentre i genitori si guardano il Grande Fratello nel salotto. Loro hanno fatto la loro parte, vestendo i bambini con vestiti scomodi e cari e inadatti a giocare, dando a loro merendine industriali e l'uso libero del telecomando. C'è altro da dare ai bambini? Non hanno tempo di pensarci, temo.
Sparito il nonno, sparita la nonna, spinti nell'isolamento delle case per vecchi, spariti i cortili dove una volta i bambini potevano giocare e che ora accudiscono grosse macchine costose, spariti i discorsi a tavola tra genitori e bambini, sparite le critiche, i "non devi farlo, perché...". Rimasto è la televisone mangia-tutto, nella gara all'abbassamento e al ribasso, priva di cultura, di documentari (se ce n'è uno, allora mettono i rumori sotto come se fosse un film di azione tipo X-files!). Una televione centralizzata nelle mani di un uomo che dell'abbassamento culturale e della telepromozione ha fatto la propria richezza. E noi a stare zitti. E i bambini a soffrire in silenzio.
Se Orwell viveva oggi, nelle periferie nostre, non avrebbe avuto il fegato di scrivere e far pubblicare i suoi libri. Si sarebbe dato a scrivere sceneggiature per finte coppie che sbraitano dei loro usi e costumi sessuali. Avrebbe pure guadagnato di più.
Ora il libro viaggia moltissimo nelle scuole. Alle maestre piace perché dà a loro la possibilità di impostare tutto un anno scolastico sulla metodologia. In fondo, imparare ad esprimersi è già il programma delle classi 3., 4. e 5. elementari, e niente in più! Solo che con il mio libro diventa un gioco, e non è percepito come "lavoro" e fatica. Invece di dire: dobbiamo imparare a scrivere, io con il libro dico: "potete scrivere, perché scrivere è un gioco. Basta imparare le regole, così come dovevate imparare ad allacciarvi le scarpe."
Se avete opinioni, lo spazio c'è!

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denny
Piccoloscrittore appena arrivato


6 Messaggi

Inserito il - 13/02/2004 :  13:23:12  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Caro Georg,
Vorrei intervenire sul tema "tv, bambini, fantasia".
Parlo da genitore di due bambini di 7 e 9 anni(non sono un'insegnante) e come tale sono in prima linea, perchè ho tutte le responsabilità del caso.
A casa mia la tv c'è, ma è uno strumento come tanti e miei figli la vivono come tale. Li ho abituati ad apprezzare solo certi programmi, ad essere critici verso altri, a saper scegliere tra tutto quello che dentro la tv possono trovare. Li ho incoraggiati a coltivare tante forme di divertimento, dentro e fuori casa. La tv è una delle tante, e devo dire spesso non la preferita (passano giorni in cui non si accende nemmeno). Spesse volte la guardiamo insieme e spesse volte perdiamo il filo della trasmissione perchè nascono discussioni a proposito di ciò che si è visto. Sta sempre spenta mentre mangiamo (a tavola è molto più bello chiacchierare tra di noi).
Non è stato facile, perchè ci vuole determinazione e costanza, e soprattutto uno stile di vita aderente a quello che si vuole trasmettere ai figli. Però è possibile.
Le trappole in agguato sono:
- la ripetitività dei programmi, che induce affezione, o peggio dipendenza;
- la stanchezza, in un mondo che non si ferma mai, che ci trova arrendevoli a un tipo di passatempo che richiede una fruizione passiva; insomma, la tv è accattivante soprattutto perchè è comoda...
- l'indotto che i molti programmi promuovono, affinchè lo spettatore si riconosca anche "socialmente" nel gruppo di "quelli che guardano quel programma" (e tra i bambini è tremendo).
- la confusione tra realtà e invenzione, che spesso è difficile da discernere anche per noi adulti.
Ma la vera domanda è: PERCHE' molti genitori rinunciano a provarci?
Credo che sia perchè è faticoso, perchè bisogna esserci, perchè le alternative bisogna andarsele a cercare, perchè la libertà dei bambini di divertirsi da soli, soprattutto all'aria aperta in un mondo blindato è sempre più compromessa, perchè i figli sono vissuti più come una fatica che come una risorsa, perchè vengono più domati e ammaestrati piuttosto che apprezzati per quello che sono, perchè le loro domande impossibili minano la nostra "autorità" e non vogliamo farci cogliere in difficoltà.
La ricetta? Oltre a saliva di rospo e sangue di drago, credo soprattutto la curiosità. Continuare ad esser curiosi, o ricominciare a farlo trascinati dai bambini. Nessuna paura di non essere all'altezza delle loro esigenze. Basta ammettere di essere curiosi quanto loro, di NON SAPERE tante cose che ci chiedono, con la voglia di scoprirle insieme, di ammettere che tante volte hanno delle idee migliori delle nostre, di dire "grazie, non ci avevo pensato", di stupirsi ancora nonostante crediamo di aver visto tutto.
A volte sembra che imparare qualcosa dai bambini sia una debolezza, sia un'ammissione di inferiorità. E la tv può diventare uno strumento per addormentare la loro voglia di imprevedibile, perchè diventino docili alle nostre richieste di prevedibilità. Un bambino spento e prevedibile è molto più tranquillo e "gestibile" (che brutta parola...), si fa meno fatica, fisica e mentale, e ci si mette meno in discussione (pericolosissimo a quarant'anni!!!!).
Maestre: se volete aiutare i bambini a correggere il loro rapporto con la televisione, USATELA (non per mettere su una cassetta di un film Disney e far passare il pomeriggio...), è un'incredibile fonte di idee e provocatrice di discussioni. Anzichè sequestrare le carte dei Pokemon in classe, guardatene una puntata con loro, fateli disegnare, fateli inventare. Leggete in classe libri e favole con e sulla televisione (ce ne sono a bizzeffe). Giocate con la pubblicità: capiranno quanto può essere divertente e creativo occuparsene, e così scopriranno cosa c'è dietro e non ne saranno più spettatori passivi e influenzati a loro insaputa. Utilizzate come strumenti didattici i bellissimi documentari che vengono trasmessi ormai sempre più spesso.
Ne ho sparate tante, voi cosa ne pensate?

Daniela
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Georg Maag
Georg


1479 Messaggi

Inserito il - 15/07/2004 :  08:44:54  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Cara Daniela,
non ho mai trovato il tempo per rispondere alla tua bellissima lettera.
Questo non vuol dire che il tema "bambini e televisione" sia finita nel dimenticatoio!
Girando in Internet, ho trovato, sul sito ACP (Associazione Culturale Pediatri) una pagina sul nostro rapporto con la televisione che mi sembra molto ben scritto. La pagina è di cinque anni fa, ma ha la stessa validità oggi come all'epoca.
La allego in copia (spero che l'ACP non ne me ne voglia!):

--------------------------------------------------------------------------------

9.1 Informazioni per genitori e pazienti
Quaderni acp - volume 6 - numero: 6.3 Giugno 1999


Lettera aperta ai genitori sull'uso della TV


di Pierattelli Monica et al; E-mail: mopi@dada.it .


Proposta per un "documentino" da distribuire ai genitori dei bambini assistiti dai pediatri di famiglia. Se avete osservazioni scrivete a Quaderni acp o agli autori della proposta.

Cari genitori, come pediatra di fiducia della vostra famiglia, vorrei discutere di un argomento molto discusso e su cui ognuno di voi ha già certamente la propria opinione: la televisione. Lo faccio con questo foglio di carta, giusto per intavolare la discussione, ma sono disposto a parlarne più approfonditamente, se lo desiderate, a quattro occhi per ulteriori chiarimenti.
Dunque la televisione: a me pare che l'argomento sia importante considerata l'influenza che questo strumento ha sui bambini. Vorrei dunque richiamare la vostra attenzione su una serie di punti che, nella vostra famiglia, possono permettervi di prendere delle decisioni sull'utilizzo della TV in maniera magari più consapevole.
La televisione è oramai parte integrante della vita di tutti.
Il bambino è spesso, fin dai primi anni, un gran consumatore di programmi televisivi: in Italia l'esposizione media dei bambini alla TV è di due ore e quaranta minuti al giorno. La grande differenza rispetto al passato, rispetto cioè all'esperienza personale di noi genitori, è che il bambino oggi cresce con la televisione.
Considerato che vostro figlio apprende per imitazione di ciò che vede e che sente, è comprensibile quanto sia importante conoscere chi educa vostra figlio: siete voi, la famiglia, la scuola o una potenziale e talvolta sconsiderata baby sitter a colori?
Intendiamoci: il mezzo televisivo produce anche effetti positivi: permette di conoscere un mondo di cose ed alcuni programmi sono proprio ben confezionati per divertire, insegnare e giocare. Però non si può non riconoscere che esso può essere responsabile di una serie di problemi, psicologici, sociali ed anche medici, di cui non sempre siamo coscienti fino in fondo. Molti di voi si sono già accorti delle influenze negative che hanno scene particolarmente violente, trasmesse la sera, sull'addormentamento e sul sonno dei propri figli; molti di voi si sono già interrogati sull'appropriatezza di certi programmi in determinate fasce di età. Per non parlare del problema dei telegiornali con tutta la loro cruda realtà che trabocca dagli schermi e della gran confusione fra finzione e realtà.
In poche parole: siamo proprio consapevoli della capacità esplicita (o più spesso occulta) della TV di incidere profondamente sui comportamenti umani?
Allora io provo a darvi qualche suggerimento; poi ne possiamo anche parlare insieme.

Qualche suggerimento
I suggerimenti che seguono rappresentano per molti versi solo riflessioni dettate da un po' di buon senso. Non hanno lo scopo di distruggere la televisione, ma di restituirle il suo vero ruolo: quello di un utile strumento di cultura, di aggiornamento e di svago a disposizione di tutti.

Proponete ai bambini programmi adatti alla loro età
Non è necessario suggerire soltanto trasmissioni serie e istruttive, ma individuarne alcune adatte alla loro età.
Per esempio fra i cartoni animati è meglio preferire quelli con ritmi lenti, pochi personaggi e vicende semplici che sono più vicini alla psicologia e al linguaggio del bambino, che non quelli rumorosi, confusi e frenetici nell'azione.
Sicuramente è necessario evitare di far vedere film dell'orrore e trasmissioni con scene di violenza; se occorre, anche gli adulti dovrebbero rinunciare a vederli.

Guardate la TV insieme ai bambini
Guardare la televisione insieme è un modo per suggerire ai propri figli una chiave di interpretazione di ciò che appare sul teleschermo; si aiutano così i bambini ad avere un atteggiamento più attivo di fronte all'immagine, alle emozioni e ai messaggi televisivi.
Commentare insieme i programmi può essere una piacevole occasione di incontro per la famiglia. E può essere inoltre un buono spunto per allargare il discorso ad altri argomenti.

Non utilizzate la TV come castigo o premio
Castigare o premiare con la televisione vuol dire attribuirle un valore morale che non ha. Proibire inoltre rende i programmi ancora più desiderabili, mentre lo scopo educativo dovrebbe essere quello di insegnare l'uso della televisione come scelta libera e volontaria evitando che venga vissuta come unica alternativa.

Non usate la TV come Baby Sitter
Un utilizzo di questo tipo (metterli davanti al teleschermo perchè tacciano) anche se comodo ed economico, può in seguito diventare incontrollabile. Oltre a questo il bambino spesso tende, se lasciato solo, a consumare cibi e bevande dolci davanti alla televisione, favorendo in tal modo il sovrappeso.

Non la TV prima di andare a scuola
La TV al mattino presto ruba tempo ed attenzione alla prima colazione e alla scuola. Può accadere che i bambini si alzino prima del necessario per vedere la TV o arrivino a scuola in ritardo, già stanchi e poco motivati, per non perdere una parte della trasmissione.

Non la TV fino al momento di andare a dormire
Con le dovute eccezioni, come ad esempio, la trasmissione di programmi rivolti specificatamente al pubblico infantile, se i bambini non vengono stimolati ed hanno qualche momento di calma prima di andare a dormire, riposeranno di sicuro più tranquillamente. Devono essere ovviamente proibiti i programmi forti.

TV spenta durante i pasti ed i compiti
La colazione, il pranzo e la cena, o la collaborazione col bambino nei momenti dei compiti, sono spesso i tempi in cui i genitori si ritrovano di più con i figli: la TV può sottrarre questo spazio al dialogo all'interno della famiglia. Dividersi fra teleschermo e studio poi non aumenta certamente l'attenzione e la concentrazione su un unico argomento.

Non il telecomando al bambino
Lo zapping ha un grosso difetto: in genere permette di tralasciare descrizioni, dialoghi, ragionamenti, privilegiando quasi esclusivamente l'azione. Saltare da una trasmissione all'altra causa una comprensione parziale (che fa cogliere solo i messaggi più semplici) e una attenzione breve e superficiale. Da non sottovalutare inoltre che il bambino potrebbe trovare programmi non adatti a lui.

Non la TV nella camera da letto
La TV va controllata e regolamentata dagli adulti: in caso contrario si perde il controllo su ciò che il bambino vede e per quanto tempo rimane davanti al teleschermo.
Inoltre c'è il pericolo di allontanare i figli dai genitori, rinunciando ad una occasione di dialogo con loro. Naturalmente è difficile non dare la televisione in camera ai figli se essa è nella camera dei genitori.

Usate spesso il videoregistratore
Ciò consente di creare una videoteca e di valutare i programmi televisivi prima di proporli al bambino. Si può decidere l'ora e il tempo più opportuni per seguire una trasmissione registrata in precedenza.

Non di sola TV viva il bambino
Promuovere la lettura, ed in particolra leggere ad alta voce ai bambini, partecipare ad attività sportive, ad incontri con gli amici, sono strumenti per allentare il desiderio di televisione. In vacanza è opportuno rinunciare alla TV, prendendo in tal modo coscienza che la televisione non è indispensabile e che la teledipendenza deriva più dalle circostanze esterne che dalla sua forza.

Attenzione alle condizioni della visione e dell'ascolto
Evitate che il bambino assuma posture scorrette mentre guarda la TV (ad esempio che stia sdraiato per terra o sul letto, in posizione prona con il mento sorretto dalle mani) e controllate che la distanza del bambino dall'apparecchio televisivo sia di almeno tre metri. Verificate che la posizione dell'apparecchio sia centrale rispetto a chi guarda, che l'immagine sia poco contrastata, che la stanza non sia completamente buia, che non ci siano riflessi sullo schermo e il volume del suono non sia troppo intenso.


Ecco tutto. Mi sembra un insieme di regole non sempre facili da seguire (chi di noi genitori non ha avuto almeno un paio di brividi durante la lettura dei punti?!), ma tentare non nuoce!
Se avete idee o suggerimenti, scrivete!
Georg

Modificato da - Georg Maag in data 24/07/2004 08:07:35
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Georg Maag
Georg


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Inserito il - 21/07/2004 :  09:34:41  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Una amica, Rita Valentino Merletti, grande conoscitrice di letteratura per l'infanzia ("LEGGERE AD ALTA VOCE", Mondadori; "RACCONTAR STORIE", Mondadori) al termine di un lungo incontro dove parlavamo di letteratura, mi ha prestato un libro bellissimo:

Ellen Handler Spitz: "LIBRI CON LE FIGURE, un viaggio tra parole e immagini",
Mondadori. ISBN88-04-49511-1

Si tratta di un libro molto interessante, mai noioso, dove la scrittrice spiega che cosa sono i libri per l'infanzia, come funzionano e quali importanti introduzioni alla vita si verificano mentre voltiamo le pagine assieme ai bambini.
C'è un passaggio che mi è piaciuto molto:

"... E così, mentre vi accomodate in un angolo tranquillo per leggere un libro a un bambino di vostra conoscenza, voi stessi potreste scoprirvi trasportati nel regno del mistero. Potrebbe succedervi di tutto: un gorgogliare di sensazioni inattese, o un combinarsi di parole e immagini che innescano vecchie memorie, o un vorticare nella mente di linee e colori come raggi di una ruota in corsa o un esplodere selvaggio di associazioni come scintille di una stella filante
Immobili sugli scaffali, in vecchie copie sbiadite soto lo sguardo di più generazioni e ammorbidite dal tocco di mani impazienti, oppure in nuove edizioni scintillanti dagli spigoli aguzzi e le copertine variopinte, gli albi illustrati discussi in queste pagine sono come forzieri del tesoro che luccicano non appena aperti. Trovatevi un angolo accogliente per sfogliarli in compagnia di un figlioletto, un nipotino, un alunno o un piccolo vicino di casa e vi incanteranno entrambi. Sapranno trasportarvi dappertutto, divertirvi, consolarvi, informarvi e inspirarvi..."


Un altro passaggio che mi sembra fondamentale:

"Compressi nel frenetico tumulto della nostra cultura tecnologica, i bambini (...) di oggi vengono emotivamente frenati, eppure, paradossalmente, sospinti a un passo sempre più accelerato. Ricevendo scarso spazio per la crescita della loro fantasia individuale e scarso tempo per la graduale acquisizione di controllo e padronanza, i bambini sono bombardati da stimoli prefabbricati, immagini, sensazioni, impressioni che appaiono e si sussegono a un ritmo veloce o addiritura furioso. E mentre i media disseminano "informazione" in termini visivi e le immagini balenano e scompaiono, noi comprendiamo assai poco degli effetti a breve e a lungo termine della velocità e del volume di tale comunicazione. Quale potrebbe essere la sua conseguenza psicologica? E' possibile, per esempio, che la rapida elaborazione delle immagini, e in particolare di quelle eccitanti e spaventose, riduca più che alimentare la capacità umana di riflessione, controllo e risposta emotivamente sfumata? Non può darsi che la vecchia, cara metafora "vedere è conoscere" possa vanificarsi se l'esposizione al materiale visivo è troppo rapida? Non è possibile che la velocità diminuisca anziché accrescere le virtù dell'indugio e della riflessione, per non parlare dell'empatia? Che cosa stiamo perdendo nel passaggio, di cui siamo testimoni, da una cultura narrativo-verbale a passo lento a una cultura quasi esclusivamente basata sull'immagine e con un passo molto più rapido? E in particolare, quali sono gli effetti di questa svolta sui bambini più piccoli, il cui primo compito è quello di trovarsi e costruirsi un mondo sicuro e significativo?..."


Mi sembra un modo perfetto di esprimere molti dei dubbi sulla nostra epoca visiva e velocissima - dubbi i quali anch'io ho spesso tentato di elaborare ma che l'autrice sa rendere chiari e comprensibili.

Un libro che dà da pensare. Se avete dubbi sull'importanza di leggere ai vostri figli o alunni, questo libro saprà darvi idee e sicurezza, ma soprattutto penso che vi dia tanta voglia di farlo.

Modificato da - Georg Maag in data 24/07/2004 08:01:24
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lina lista
piccolissimo scrittore


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Inserito il - 23/07/2004 :  18:02:21  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Caro Georg,
come si può chiaramente capire, non sono ancora in vacanza, di tanto in tanto visito il sito, ma spesso, anche se la porta è aperta in casa non c'è nessuno.Volevo innanzitutto sapere come stai e se hai già terminato le vacanze, ma sopratutto volevo ringraziarti per le segnalazioni librarie; sono molto belli e chiari, i due punti desunti dal libro"LIBRI CON LE FIGURE"lo leggerò in queste vacanze.Grazie ancora e serene vacanze

CON SIMPATIA LINA
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Georg Maag
Georg


1479 Messaggi

Inserito il - 07/04/2005 :  08:57:00  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
In questo stesso forum ho aperto una discussione a parte sul tema della sobrietà, o, se preferite, un invito di discutere con i bambini i sprechi della nostra società; gli stessi sprechi di cui saranno vittime anche loro al più tardi nelle Medie se non li mettiamo in guardia. Nemmeno gli stessi loro genitori spesso se ne rendono conto.
E' un tema che mi sta molto a cuore, e mi piacerebbe avere anche qualche vostro intervento in merito.
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admin
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Inserito il - 07/02/2006 :  13:47:27  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Ancora in tema di televisione e bambini c'è un articolo interessante sul tema:

Che la televisione sia una cattiva maestra?

di Eleonora Rao
L’ossessiva ricerca del profitto, che da tempo accomuna le varie
emittenti, ha portato ad un impoverimento di qualità e di quantità
del target infantile e ha reso necessarie alcune regolamentazioni


L'articolo intero lo potete leggere sul sito Scriptamanent: http://www.scriptamanent.net/scripta/public/dettaglioNewsRivista.jsp?ID=1001226
Una parte l'ho riportata qui sotto:

Piccole regole da applicare
Una domanda che tutti si pongono sul problema del rapporto bambini-televisione è cosa si possa fare in concreto; Bambini e Televisione. Piccolo vademecum per un uso consapevole della tv, è un buon «manuale di autodifesa», come Squillaci stesso lo chiama. Esso nasce infatti da alcuni incontri che il pediatra ha avuto con mamme e insegnanti su questo tema e parte dalla constatazione che, mentre ogni giorno ci preoccupiamo di non «lasciare un coltello in mano ad un bambino, perché non si tagli un dito, gli lasciamo tranquillamente in mano un telecomando, senza renderci conto che questo può ferirlo ben più profondamente di un coltello».
Squillaci distingue, da subito, «due tipi di televisione che si sono storicamente sviluppati nel nostro paese: il vecchio tipo (paleo-tv) ed il nuovo (neo-tv o tv commerciale)».
Passando, poi, ad analizzare le differenze, l’autore sostiene che «se inizialmente la televisione, in quanto servizio pubblico, era solita esprimere la sua politica culturale costruendo programmi per gli utenti, con la neo-tv l’interlocutore privilegiato non è più rappresentato dallo spettatore, bensì dallo sponsor»: da strumento di promozione culturale, la televisione è diventata ormai una vera e propria impresa che, come tutte le altre, per investire, deve produrre soldi stimolando negli utenti dei falsi bisogni che verranno poi soddisfatti dal mercato. «La stessa Rai – continua Squillaci – nonostante il budget di cui dispone grazie al canone, non fa che adeguarsi a questo sistema».
A questo punto non resta che tutelarci da soli, seguendo magari le dieci regole d’oro che il pediatra suggerisce; la prima cosa da fare è «imparare (e insegnare ai propri figli) a spegnere il televisore [...]. La seconda cosa importante è protestare ogni qualvolta un programma è scadente, o non adatto ai bambini nelle fasce orarie protette [...]. La terza cosa utile è stimolare la scuola affinché educhi i bambini ad una visione critica dei programmi».
E tanti altri suggerimenti utili si leggono nel testo, come ad esempio quello di non usare la Tv come premio o castigo, perché si rischia di valorizzarla, quello di sostituire la radio allo schermo per tenere compagnia e, sopratutto, quello di cercare di guardare la televisione tutti insieme facendo capire al bambino come essa non sia la realtà, ma solo un elettrodomestico da utilizzare con parsimonia.

Eleonora Rao

(www.scriptamanent.net, anno IV, n. 28, febbraio 2006)
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Inserito il - 10/02/2006 :  12:45:57  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
"Le storie belle sono sempre più difficili da proporre e vendere. Nessuno legge ad alta voce delle storie ai bambini e i bambini non sanno che stanno perdendo un tesoro difficilmente recuperabile. Sono anni ormai che si consuma un delitto di lesa infanzia e nessuno dice nulla. Dovremmo rileggere tutti Matilde di Roald Dahl?”

Agata Diakoviez (Libreria OOMPA OOMPA di Bisceglie - BA


Temo che Agata abbia proprio ragione. Leggete Matilde!
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