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 Storie di Gogglo
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gogglo
piccoloscrittore impegnato


72 Messaggi

Inserito il - 26/07/2012 :  12:22:02  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Una storia veramente triste

Gogglo


Mio fratello va a scuola nel liceo scientifico.
Un giorno c'erano i colloqui ed io ho deciso di andare con mia madre e mio fratello Marco nella sua scuola.
Quando siamo entrati nell’aula di mio fratello c’era un banco vicino alla cattedra senza sedia.
Io chiesi a Marco :
- Di chi è questo banco?
- E’ di un mio compagno che sta sulla sedia a rotelle.
- E perché sta sulla sedia a rotelle?
- Perché è un disabile.
- Si ma io dico , come mai sta sulla sedia a rotelle?
E mio Fratello mi rispose:
- E’ una storia veramente triste.
- Allora dimmela, ti prometto che non piangerò.
Mi fratello iniziò a raccontare con tono serio:
- Giovanni, tu lo sai che nel 2009 c’è stato il terremoto nel nostro paese?
- Si lo so, è stato quando siamo andati a vivere nella roulotte per qualche giorno.
- Si bravo hai indovinato! Beh ecco vedi, quando c’è stato il terremoto molti ragazzi erano a scuola e sono rimasti sotto le macerie. Andrea era uno di questi ed è stato undici ore sotto le macerie. Quando l’hanno trovato , era vicino ad altri corpi, quindi pensa tu quale orrore è vedere morire davanti ai tuoi occhi i tuoi amici senza poter far nulla.
Marco si fermò un attimo e mi guardò.
Non ce l’avevo fatta, eppure gliel’avevo promesso.
Una lacrima mi stava rigando il viso.


Modificato da - gogglo in Data 15/09/2012 18:54:15

Georg Maag
Georg


1479 Messaggi

Inserito il - 26/07/2012 :  18:10:54  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Bella storia, veramente triste!
Purtroppo non sempre tutto va così bene come vorremmo noi!

Ciao
Georg
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Georg Maag
Georg


1479 Messaggi

Inserito il - 30/07/2012 :  07:56:14  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Bravo, ti aspettiamo!
Ciao
Georg
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Matt 75
Gran Capo tra i piccoliscrittori


2198 Messaggi

Inserito il - 31/07/2012 :  14:56:51  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Pochi ma buoni... I critici dei Piccoli Scrittori attendono con ansia il tuo prossimo lavoro
Un abbraccio,
Matt
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gogglo
piccoloscrittore impegnato


72 Messaggi

Inserito il - 02/08/2012 :  13:05:48  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Gatto ladro

Gogglo


Fufi era stanco ma voleva salutare i suoi amici, andò alla taverna del Cane Rosso, a bere qualcosa.
Quando arrivò, c'era Lucky, che stava raccontando una storia:
"Oggi stAvo dormendo e mentre dormivo Arrivò un gAtto che mi prese lA merendA che stAvA nellA ciotolA AccAnto A me".
Si fermò un attimo e poi riprese:
"Se lA pAppò tuttA quAntA e quAndo mi svegliAi cApii cosA erA successo, iniziAi Ad AbbAiAre e rincorsi il gAtto lAdro".
"E poi?"
"E poi ho scoperto che erA il mio nuovo Vicino, era Micino Vicino, il figlio di Micione Vicione".
Ah, che noia.
Tornai a casa e Vicino alla mia cesta trovai sulla mia ciotola Micino Vicino.
Temo che Anche io comincerò A pArlAre come A Lucky, forse sArA' quAlche nuovo tipo di rAAAAAAAAAAAAAffreddore.

Modificato da - gogglo in data 15/09/2012 19:02:18
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gogglo
piccoloscrittore impegnato


72 Messaggi

Inserito il - 02/08/2012 :  13:45:21  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
...

Modificato da - gogglo in data 15/09/2012 19:02:38
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Tawara
piccolissimo scrittore


21 Messaggi

Inserito il - 02/08/2012 :  15:16:03  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Ciao,
come è bello vedere che qualcuno frequenta ancora questo sito (disse la ragazza che non si vedeva da un anno)!
Vedo che hai tante idee e che, in un modo o nell'altro, sai come esprimerti: sai farti capire. Ora, però, è arrivato il fantastico momento della revisione Cioè: okay, so scrivere, ma voglio farlo meglio. Vedo che hai 12 anni, non credo che ciò che sto per dirti sarà incomprensibile e astruso.
La punteggiatura è la prima cosa che salta all'occhio: "[...] Michele :" è scorretto, i due punti (così come la virgola e qualsiasi segno d'interpunzione) vanno attaccati alla parola che li precede.
Anche se sono "solo" racconti, ti consiglio di inserire le lettere maiuscole dopo il punto fermo e anche ai nomi propri.
Per il resto, sai usare bene la grammatica, ma fai molti errori di battitura: prima di inviare i tuoi racconti, rileggi ciò che hai scritto ed elimina lettere di troppo, aggiungi quelle che mancano...
I contenuti, beh... alcuni sono molto forti (vedi "Una storia veramente triste" o "Oscuro destino"), altri più leggeri, ma tutti (tranne il primo) hanno una caratteristica comune, che contraddistingueva anche i miei testi dell'anno scorso: sono piuttosto inconsistenti. Non prenderla come una critica distruttiva, ma è una delle prime cose che ho pensato.
Faccio degli esempi:
"Il ballo di Caterina" presenta tre situazioni molto scarne: Caterina emozionata, Caterina uccisa, assassino arrestato. Cosa mi sono chiesta in quanto lettrice? Semplice: chi è Caterina? Qual è il suo aspetto fisico? Il suo carattere? Perché è così emozionata? È brava a ballare? Perché la data è così lontana? Da chi è composta la giuria? Perché Caterina vuole ballare in gruppo e non da sola? Perché all'aprirsi del sipario invece di essere nervosa è felice? Chi le spara? Perché? Cosa succede dopo lo sparo? Perché Caterina non ha un nome russo se è di Mosca? Chi conduce le indagini? Come viene trovato l'assassino?
"Oscuro destino" è, in sostanza, una descrizione. Potrebbe essere fine a se stessa, ma tu aggiungi elementi che fanno sorgere nel lettore delle domande: chi abitava quella stanza? Chi è la regina? Perché è morta? Cosa ha scoperto? Perché descrivi l'arredamento come se fosse antico? (Ma soprattutto, che poltrona è una imbottita di piume d'oca?! )
Cose del genere. Altri racconti possono essere migliorati, sia per la trama che stilisticamente, poi potresti provare ad allungare un po' i tuoi scritti... e sì, c'è anche qualche errore di coerenza (in soffitta nevica?!), però nel complesso non è affatto male.
Ripeto: le mie critiche NON vogliono essere distruttive, non provo gusto nel correggere gli altri se non quando so che i suddetti "altri" possono trarre profitto da ciò che dico. Quindi, questo vorrebbe essere un commento costruttivo.
Ah, non prendere per oro colato tutto ciò che dico: ho solo 13 anni, ho tantissimo da imparare e sono qui per questo

Alla prossima!

Taw
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Georg Maag
Georg


1479 Messaggi

Inserito il - 02/08/2012 :  17:06:48  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Ottimo intervento, mi fa piacere vedere rivivere un po' il forum, e soprattutto con post che aiutano a capire e a migliorare la propria scrittura.
Per il resto sono assolutamente d'accordo con i punti di Francesca. Non avrei potuto dirlo meglio...
Ciao
Georg
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Georg Maag
Georg


1479 Messaggi

Inserito il - 08/08/2012 :  19:07:28  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
bravissimo!
Ciao
Georg
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Georg Maag
Georg


1479 Messaggi

Inserito il - 25/08/2012 :  07:44:05  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
E come va avanti???
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Matt 75
Gran Capo tra i piccoliscrittori


2198 Messaggi

Inserito il - 29/08/2012 :  12:32:59  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Aspettiamo con ansia i prossimi capitoli, le premesse sembrano più che buone!
Un abbraccio,
Matt
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Tawara
piccolissimo scrittore


21 Messaggi

Inserito il - 03/09/2012 :  23:15:07  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Non, monsieur. Caterina è un nome italianissimo. Quello russo che più gli si avvicina è, uhm... Ekaterina.
So che avrai trovato il nome da qualche parte sul libro di storia (Illuminismo, se non erro) parlando della grande Caterina di Russia, ma devi tenere conto di una cosa: i libri di testo sono scirtti da italiani per italiani e secondo un modo di pensare italiano. Non possiamo limitarci a traslitterare i nomi russi proprio perché in Russia c'è un modo differente di pensare: i nomi russi sono composti da tre parti tutte egualmente importanti (nome, patronimico, cognome) e così non è in Italia.
Come funziona la faccenda in Russia? Allora, io mi chiamo Aleksey Nikolaevic Kozlov. Vuol dire che mi chiamo Aleksey figlio di Nikola (Kozlov) Kozlov. Ho preso il cognome da mio padre, Nikola (mettiamo Mikhailevic, cioè figlio di Mikhail, ma questo non importa) Kozlov. Sposo una tal Alyona Sergeevna (figlia di Sergej *taldeitali* Ivanov) Ivanova. Dal matrimonio Alyona si chiamerà Alyona Sergeevna Kozlova (cioè prende il mio cognome).
Abbiamo due figli, Ekaterina e Ivan. Si chiameranno rispettivamente Ekaterina Alekseevna Kozlova e Ivan Alekseevic Kozlov poiché entrambi sono miei figli ma sono di sesso diverso.
Mettiamo che Ekaterina si sposi con un certo Anton *taldeitali* Popov. Si chiamerà Ekaterina Alekseevna Popova e i suoi figli saranno Oleksandr Antonevic Popov e Karina Antonevna Popova.
Ivan darà il suo cognome alla moglie e i suoi figli si chiameranno Miroslav Ivanevic Kozlov e Anastasiya Ivanevna Kozlova.
Tutto chiaro? Solo per farti capire (amo questo genere di cose).

...beh, fine.
Spero di esserti stata d'aiuto ^^

Taw
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Georg Maag
Georg


1479 Messaggi

Inserito il - 04/09/2012 :  20:51:23  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
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Matt 75
Gran Capo tra i piccoliscrittori


2198 Messaggi

Inserito il - 04/09/2012 :  22:28:35  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Ciao gogglo,
ho riletto con calma i tuoi racconti. Beh, che dire, confermo quanto di buono avevo detto su di te in precedenza: le premesse per un racconto coi fiocchi ci sono eccome! Tuttavia, dato che in questo sito siamo tutti dei grandissimi scrittori riconosciuti a livello internazionale, anche io, come la mia illustrissima collega Tawara (in Danimarca le stanno costruendo una statua di bronzo vicino a quella per me che c'è già da una decina d'anni) non posso fare a meno di lasciarti delle costruttivissime critiche che aiutino la tua già ben lanciata carriera a spiccare il volo.
Ok, scemenze a parte, anche io vorrei farti un paio di appunti C'è una cosa che ho notato nel tuo modo di scrivere: anche tu, come me qualche anno fa, tendi ad andare molto a capo. Immagino sia per quella tua voglia che riconosco nel me di qualche anno fa di dare ad ogni frase un non so che di unico e poetico, nel senso, vorresti fare in modo che le parole, tramite questi continui capoveri, acquistino tutte allo stesso modo un non so che di magico e statuario. Tuttavia, se questa sorta di "poesia in prosa" va benissimo quando si scrive una dedica (quella per il tuo migliore amico, ad esempio, è riuscitissima) e se, allo stesso modo e ovviamente, sia ciò che caratterizzi la poesia stessa, esso diventa un ostacolo quando si arriva nel momento in cui si voglia staccare la storia. Pensaci un attimo: immagina che qualcuno ti racconti la favola di Cappuccetto rosso e cominci con il classico "C'era una volta una bambina" per poi interrompersi per un secondo e continuare "vestita di rosso che si chiamava" e quindi ancora, interrompersi un altro paio di secondi e infine completare con un "Cappuccetto rosso". Se provi anche solo a fare una cosa del genere, ti rendi conto del fatto che dai sicuramente molto peso ad ogni concetto che esprimi, ma in questo modo finisci con lo staccare troppo ognuno di essi e se inizialmente riesci a tenere le fila del tutto, inevitabilmente il racconto perde senso poiché, appunto, difficile da seguire. E anche snervante, oserei dire! Ti immagini quanto tempo ci vorrebbe per capire la più elementare delle favole se per raccontarla ci volessero almeno 10 minuti??
Ora, chiaramente la tua non è una situazione tanto estremizzata, si tratta semplicemente di aver esagerato un po' coi capoversi, ma il concetto è lo stesso: c'è un eccessivo distacco tra le righe che, oltretutto, viene spesso alimentato da veri e propri cambi di scena e di personaggi. E' un problema comune, si tratta del fatto che probabilmente, allo scrivere, hai dentro di te centomila immagini e pensieri diversi, hai già presente un abbozzo di quello che vuoi comunicare, di come andrà a finire la storia e tutto: tuttavia, per la fretta di far svolgere il tutto e di arrivare al tuo messaggio, lasci dei pezzi per strada e... Sì, insomma, finisce tutto subito e pare tutto un po' sospeso. Dovresti quindi tentare di seguire un po' il consiglio di Tawara: concentrarti su quello che cominci a scrivere, immaginarti la scena e tentare di dargli un apparato più corposo. Dare delle descrizioni, aggiungere dei particolari, conferire alla struttura del tuo testo un aspetto più ricco anche a livello estetico, evitando, quindi, di usare troppi capoversi. Tienili, piuttosto, per quelli che sono poi i veri momenti in cui una frase, un momento della tua storia ha bisogno di un momento a sé, uno spazio proprio, un ritaglio di pagina dedicato solo ad esso e a ciò che esso genera.
Dai al lettore la quantità, e quindi la qualità: fallo coinvolgere, portalo dove tu e quindi sorprendilo e travolgilo con qualcosa che non si aspetta, sei TU che decidi su cosa farlo concentrare, sei TU che regoli l'intensità e la forza di quanto vuoi comunicargli, e ovviamente, per questo, devi adeguarti alle situazioni. Vedrai che seguendo sia i consigli di arricchimento di Tawara che quelli miei di gestione degli spazi i tuoi scritti sembreranno più completi e ordinati anche a te
Detto questo, comunque, non ti scoraggiare: va benissimo quello che fai, semplicemente, come è ovvio che sia, hai bisogno di alcune dritte , proprio come tutti noi.
Un abbraccio!
Matt
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Georg Maag
Georg


1479 Messaggi

Inserito il - 06/09/2012 :  12:02:44  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Bene bene, dopo decine di post miei negli anni a favore dell'"A capo" finalmente c'è un post contro.
Ma sono due aspetti diversi della stessa questione, non si annullano, anzi, in questo caso delimitano lo spazio utile per un utilizzo perfetto.
Dunque un ottimo post, molto ben scritto e chiaro.
Grazie, Matt!
Ciao
Georg
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gogglo
piccoloscrittore impegnato


72 Messaggi

Inserito il - 06/09/2012 :  14:45:38  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Una prova da superare, senza esagerare

Gogglo


Faceva freddo quel matino, dopotutto come tutte le mattine d'inverno.
Avrei preferito non farmi vedere al centro sportivo con i miei genitori, avrei preferito vederli direttamente nelle tribune.
Loro però avevano insistito pe accompagnarmi agli spogliatoi.
Erano cinque anni che praticavo tennis e alla fine di ogni anno dovevo scontrarmi con un'altro ragazzo della mia età di un'altra scuola.
Questa volta però era diverso. Sia perchè era il 21 dicembre e mancavano quattro giorni a natale e sia perchè era il giorno del mio compleanno; ma soprattutto era diverso perchè mi sarei dovuto scontrare con un ragazzo più grande di me.
Non ero preparato, e poi non era mai successo.
Avevo paura di perdere perchè non sempre si vince.
però, avevo ancora una piccola speranza per la mia vittoria.
Mi chiamarono ed andai su quella che una volta chiamavo "Arena" ma che ora sembrava l'unico posto dove non volevo andare.
Mi tremavano le gambe come una foglia.
Il primo game durò un sacco di tempo secondo me, o forse mi sembrava che era durato tanto tempo perchè lo persi.
Il cuore mi batteva come un tamburo.
Quando vinsi il secondo era come se stavo per vincere, ma qualcosa me lo impediva: il terzo set.
Ero teso come una corda di violino.
Avevo 30 punti proprio come il mio avversario, eravamo pari.
Poi ci fu il miracolo: vantaggio, svantaggio, di nuovo vantaggio e poi... Vittoria!
Ero contento di me stesso e mi sentivo al settimo cielo.
Dopo la partita erano le nove di sera e papà andò a comprare un giganteso pezzo di pizza grande quanto tutta la casa.
No, non esageriamo.

Modificato da - gogglo in data 06/09/2012 14:46:29
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gogglo
piccoloscrittore impegnato


72 Messaggi

Inserito il - 06/09/2012 :  15:13:15  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
La zampa della volpe

Gogglo


Stavo rimettendo la mia bicicletta nel garage ero solo nel villino di campagna, quando avvertii una presenza alle mie spalle.
Mi voltai e vidi una volpe intenda a ripulirsi la coda da una strana erba.
Mi avvicinai ed avvertendo il movimento lei si girò verso di me.
Si mise a correre ma avendo una zampetta ferita lo fece molto lentamente.
Le andai vicino e la presi dolcemente allo stomaco per mettermela in braccio.
Così le sue zampette agili smisero di fare alcun movimento.
Era molto flebile e forse le faceva molto male la zampa.
La portai dentro e la misi sul divano.
Poi le fasciai la zampa.
riandammo nel giardino.
Ora poteva correre di nuovo.
Ora era libera...

Modificato da - gogglo in data 12/09/2012 13:31:06
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Georg Maag
Georg


1479 Messaggi

Inserito il - 12/09/2012 :  10:41:32  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
citazione:
Messaggio inserito da gogglo

[center]La zampa della volpe

Le andai vicino e la presi dolcemente allo stomaco.


Qui dovresti spiegare molto meglio. In verità si capisce quello che vuoi dire, nel senso che la prendi in braccio, vero? Ma così è incomprensibile.
E poi non mi sembra che una volpe avesse le zampette "tozze". Mi sembra un animale dell'aspetto ben equilibrato, ma magari mi sbaglio e me la ricordo solo così...
Altrimenti è carina la storia.
Ciao
Georg
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Georg Maag
Georg


1479 Messaggi

Inserito il - 13/09/2012 :  12:26:03  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Figurati!
Sono contento. Qualche piccolo aiuto serve sempre, anche ai grandi...
Ciao
Georg
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Tradotto Da: Vincenzo Daniele & Luciano Boccellino- www.targatona.it Distribuito Da: Massimo Farieri - www.superdeejay.net Powered By: Snitz Forums 2000 Version 3.4.03