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 Piccoliscrittori a scuola
 III a; DUCA D'AOSTA, Torino, 2004-2005
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3°A
Piccoloscrittore appena arrivato


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Inserito il - 17/01/2005 :  18:06:48  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Gentile Georg,
ti scrivo a nome della III A della scuola "Duca d'Aosta" per farti conoscere gli esiti dell'avvincente concorso "Gran Ricercatore Ufficiale di Incipit".
Dopo una soffertissima votazione, i ragazzini della classe hanno decretato vincitori i seguenti compagni ed i "loro" incipit:
PRIMI CLASSIFICATI
-Federica con... Italo Calvino "Il barone rampante"
<blockquote id="quote"><font size="1" face="Verdana, Arial, Helvetica" id="quote">citazione:<hr height="1" noshade id="quote">"Fu il 15 di giugno del 1767 che Cosimo Piovasco di Rondò, mio fratello, sedette per l'ultima volta in mezzo a noi. Ricordo come fosse oggi. Eravamo nella sala da pranzo della villa d'Ombrosa, le finestre inquadravano i folti rami del grande elce del parco."[/quote]-Riccardo con... Patrici Chendi "Le quattro verità"
<blockquote id="quote"><font size="1" face="Verdana, Arial, Helvetica" id="quote">citazione:<hr height="1" noshade id="quote">"Sulle pendici dell'Himalaia soffiava un vento gelido e le cime degli alberi tremavano cariche di neve. L'orsa trovò il suo cucciolo che si era attardato a giocare vicino al lago di ghiaccio. Lo rincorse finchè non lo costrinse, a colpi di muso, ad entrare nella grotta."[/quote]TERZO CLASSIFICATO

Daniele con... Franco Mimmi "Rivoluzione"
<blockquote id="quote"><font size="1" face="Verdana, Arial, Helvetica" id="quote">citazione:<hr height="1" noshade id="quote">"La finestra era un rettangolo chiaro. Vi scoppiavano lampi rossi. Vi passavano nuvole di fumo nero. Quando un palazzo esplose, un chilometro in là, sul mare, lo spostamento d'aria staccò le ultime schegge di vetro dagli infissi. Una, a punta di lancia, andò a piantarsi nel cadavere."[/quote]


Ti sono piaciuti?
Presto ti invieremo le storie ispirate a questi inizi.

Un caloroso e rumoroso saluto da tutti i ragazzini della III A!!!

Modificato da - 3°A in Data 17/01/2005 18:38:09

Georg Maag
Georg


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Inserito il - 18/01/2005 :  13:35:29  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Cari bambini,
ho letto con interesse i vostri "grandi vincitori degli incipit". Devo dire che sono tutti e tre belli e interessanti, e soprattutto sono di tre generi totalmente diversi. Uno parla della natura, l'altro di un nobile, e il terzo probabilmente è un romanzo di guerra. Ma tutti e tre hanno qualcosa che vi ha colpito, altrimenti non avreste votato per questi tre incipit.
Bravissimi.
Ricordatevi, poi, quando si tratterà di inventare i vostri personali incipit, di scegliere sempre qualcosa che piace a voi, e non qualcosa che pensate che possa piacere agli altri. Questo è importantissimo quando si scrive!
Vi saluto, e vi auguro un buonissimo Anno Nuovo e tanto successo e divertimento con il corso di scrittura!
Se mandate altre vostre lettere, attaccatele sempre qui sotto, cliccando su "rispondi" in fondo all'ultima lettera della fila. Così avrete una vostra personale discussione.
Ciao
Georg
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Franco
Piccoloscrittore appena arrivato


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Inserito il - 27/02/2005 :  12:10:58  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Carissimi bambini della III A,
un mio piccolo amico mi ha segnalato il vostro messaggio in internet, con la citazione dell'incipit del mio romanzo "Rivoluzione", e ne sono stato veramente commosso.
Ma innanzitutto vi faccio i miei complimenti per il bellissimo concorso che avete organizzato. In un libro, l'incipit è importantissimo: a volte fulminante, a volte tranquillamente narrativo, ma sempre indispensabile a far entrare immediatamente il lettore nella storia e nell'atmosfera del romanzo. I miei incipit favoriti? Eccoli: "Chiamatemi Ismaele" (Moby Dick, di Melville). "Poi veniva la brutta stagione" (Festa mobile, di Hemingway). "E poi la gente applaudì di nuovo e un tale, più scalmanato degli altri, scaraventò in aria il cappello e urlò" (Sylvie e Bruno, di Lewis Carroll).
Sono ansioso di leggere le storie nate dai vostri incipit favoriti (e, ve lo confesso, dal mio soprattutto: si sa, la vanità dello scrittore...), e se avete voglia di scrivermi, non esitate: sono a vostra disposizione. Vostro

Franco Mimmi (f.mimmi@telefonica.net)

p.s. A proposito, gentile Georg: "Rivoluzione" non è un romanzo di guerra ma, direi io, di pace: è la storia di un gionalista che decide di compiere una "rivoluzione" nella sua vita per respingere le ambiguità e i compromessi professionali ed esistenziali ai quali aveva ceduto fino a quel momento.
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Georg Maag
Georg


1479 Messaggi

Inserito il - 28/02/2005 :  19:30:18  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Gentile Franco,
prima di tutto vorrei ringraziare nel nome di tutti i bambini della III A di Torino. Saranno contentissimi quando sapranno che il loro "terzo posto" degli incipit si è fatto vivo, scrivendo direttamente a loro!
Vorrei anche sottolineare che i bambini, quando facciamo il gioco in biblioteca, hanno almeno uno scaffale a testa (normalmente in una mezz'oretta riescono a leggere gli incipit di una quarantina di libri), e poi portano il libro scelto da loro nella saletta incontri e copiano incipit, nome autore e titolo del libro. Ma i vincitori della gara vengono poi scelti da una votazione in classe, quando sono tornati a scuola. Ogni bambino ha 3, 2 e 1 punti a disposizione che può assegnare agli incipit che più gli piacciono. Le maestre non possono mettere becco né gusto; insomma: per una volta sono "maestre di cerimonia" e basta.
Dunque, se il suo incipit è risultato terzo, vuol dire che tantissimi bambini lo hanno votato, ovviamente senza conoscenza dell'autore né del contenuto.
Niente male, direi. Io ne andrei fiero se venisse scelto un mio incipit.
Non appena avrò tempo, aggiungo anche due righe ai bambini. Sicuramente saranno molto orgogliosi di essere stati contattati direttamente dall'autore, e ammetto che è stata una graditissima sorpresa!
Se vorrà perdere ancora qualche oretta su questo sito, può andare sul "forum dei bambini". Lì troverà, nelle discussioni aperte nel nome delle scuole/classi, molto materiale, e non solo i risultati degli incipit e come i bambini hanno poi continuato da soli, in classe. Troverà alcune centinaia di storie, tutte scritte da bambini delle Elementari. Chissà se non le verrà voglia leggerle tutte, o magari lasciare qualche commento ad una storia particolarmente riuscita?
Poi, ovviamente, le conviene tornare su questa discussione ogni tanto per vedere se i bambini hanno lavorato sul seguito del suo incipit.
Intanto ringrazio per la lettera e la saluto. Essere scrittori non vuol dire molto, ma essere simpatico e saper fare con i bambini vuol dire tantissimo!
Georg Maag

Modificato da - Georg Maag in data 01/03/2005 08:10:36
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Georg Maag
Georg


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Inserito il - 01/03/2005 :  08:15:30  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Cari bambini della III A,
ma vi rendete conto che l'autore stesso di uno dei tre incipit scelti e votati da voi vi ha scritto? L'autore, in carne ed ossa (Va be', non l'ho toccato, ma immagino che abbia la carne e le ossa... )!!!
Questo dovrebbe riempire i vostri cuori di gioia. Non era mai successo su questo sito! E dovrebbe anche spronarvi a fare ancora meglio, e di più, perché sicuramente il signor Franco ritornerà qui per vedere come qualcuno di voi avrà continuato il suo incipit, e non vorrei deluderlo, vero?
Devo anche dirvi che aspetto da tempo un vostro cenno. Mi avete mandato gli incipit vincitori a metà gennaio, dunque sarebbe quasi ora per vedere un po' di nuovi lavori.
Spero che vi divertiate un mondo e mezzo.
Un caro saluto,
Georg
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3°A
Piccoloscrittore appena arrivato


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Inserito il - 02/03/2005 :  14:02:26  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Un saluto a tutti dai ragazzini della III A!
Ieri ho letto gli ultimi messaggi ricevuti in risposta alla nostra pubblicazione dei risultati relativi al concorso "Gran Ricercatore Ufficiale di Incipit"... CHE SORPRESA!!!
Stamattina ho letto ai miei piccoli aspiranti scrittori la posta ricevuta e nei loro occhi si è accesa una luce speciale! Erano davvero CONTENTISSIMI e notevolmente orgogliosi. Per questo ringrazio profondamente il sig. Franco Mimmi al quale recapito anche un saluto speciale da parte dei bambini.
Durante il mese di febbraio, alcuni di loro hanno terminato la stesura delle storie nate dagli incipit primi classificati (Sig. Franco, non disperi! Presto potremo accontentare la sua curiosità!)
Ecco le prime produzioni!!!!


“Fu il 15 giugno 1767 che Cosimo Piovasco di Rondò, mio fratello,sedette per l’ultima volta in mezzo a noi. Ricordo come fosse oggi. Eravamo nella sala da pranzo della villa d’ Ombrosa, le finestre inquadravano i folti rami del grande elce del parco.”
La mattina del giorno dopo, mio fratello, decise di potare i rami di un grande pino del parco, colpito nell’inverno da un fulmine. Andò nel capanno degli attrezzi e prese una sega e una catena molto vecchia e arrugginita.
Si arrampicò sul pino, sui rami più alti usando la catena di sicurezza, ma a un certo punto la catena si spezzò, lui cadde e morì.
CAROLA
Fu il 15 di giugno del 1767 che Cosimo Piovasco di Rondò, mio fratello, sedette per l’ultima volta in mezzo a noi.
Lo ricordo come fosse oggi.Eravamo nella sala da pranzo della villa d’Ombrosa, le finestre inquadravano i folti rami del grande elce del parco.
Là io adoravo arrampicarmi, e lo adoro ancora adesso; mio fratello se n’era andato perché non era stato scelto per prendere il posto di mio padre,il barone, ma ero stato scelto io: “ ancora non ci credo ! “.
Io, mio padre e mia madre non sapevamo dove potesse essere andato, ma mio padre disse:” non ha retto la delusione della mia decisione, ha avuto ciò che si meritava “.
Il giorno in cui mio padre mi nominò nuovo barone, mi venne in mente la mattina in cui mio fratello se ne andò.Doveva essere lui il barone, io sognavo una vita libera, sognavo di vivere su un albero.
Quel giorno stesso il nuovo barone esaudì il suo desiderio.
Salì sull’elce e non scese mai più dall’albero.
Da allora fu chiamato barone rampante. GEMMA


"Fu il 15 Giugno del 1767 che Cosimo Piovasco di Rondò, mio fratello sedette per l’ ultima volta in mezzo a noi.
Ricordo come fosse oggi. Eravamo nella sala da pranzo della villa d’ Ombrosa , le finestre inquadravano i folti rami del grande elce del parco."
Era una bella giornata di sole e chiacchieravamo allegramente.
Mio fratello stava raccontando del suo viaggio in America. Sarebbe partito il giorno dopo e si sarebbe fermato qualche mese.
Giunto in America, però trovò degli amici e non tornò più nella villa d’ Ombrosa.
Mi mandò una lettera con scritto: “ Non ti dimenticherò mai, ma ho trovato degli amici che saranno la mia nuova famiglia. Quando potrò verrò a salutarti. A presto.
Purtroppo sino ad oggi, non è ancora tornato.
Si è sposato in America ed ha avuto tre figli di cui uno porta il mio nome.
Spero ancora di rivedere Cosimo e tutta la sua famiglia.
MARTINA

"Sulle pendici dell’Himalaia soffiava un vento gelido e le cime degli alberi tremavano cariche di neve.
L’orsa trovò il suo cucciolo che si era attardato a giocare vicino al lago di ghiaccio .
Lo rincorse finché lo costrinse, a colpi di muso, ad entrare nella grotta."
Un’immensa distesa di neve circondava la grotta degli orsi e tutto intorno era calato un gran silenzio interrotto solo dall’ululato dei lupi in lontananza.
Il piccolo orso si accucciò al calduccio vicino alla sua mamma.
All’improvviso si sentì uno sparo “BANG !”. Erano i bracconieri che venivano a cacciare gli orsi per venderne le pellicce.
Il piccolo orso si svegliò di soprassalto e cercò di scappare fuori, ma mamma orsa che era già riuscita in altre occasioni a sfuggire ai bracconieri, bloccò con una grossa palla di neve l’ ingresso della grotta.
I due orsi rimasero in silenzio per tutta la notte e solo alle prime luci dell’alba uscirono dalla grotta.
Così la mamma fece scoprire al piccolo orso una delle quattro verità, cioè che bisogna stare sempre allerta ed al riparo dai pericoli, che in questo caso è rappresentata dai bracconieri.
GIORGIA


"Sulle pendici dell’ Himalaia soffiava un vento gelido e le cime degli alberi tremavano cariche di neve.
L’ orsa trovò il suo cucciolo che si era attardato a giocare vicino al lago di ghiaccio. Lo rincorse finché lo costrinse, a colpi di muso, ad entrare nella grotta."
Il giorno dopo l’orsa decise di andare a caccia e disse al suo cucciolo di aspettarla lì dov’era.
Quando tornò dalla caccia non vide più il suo cucciolo e si spaventò molto. Decise di andarlo a cercare vicino al lago di ghiaccio ma non lo trovò neppure lì allora tornò nella tana e vide il suo cucciolo che stava mangiando il cibo che l’orsa aveva cacciato.
Il cucciolo si era nascosto in un angolo della caverna e la mamma orsa non l’aveva notato.
L’orsa dette un buffetto affettuoso al cucciolo e lo abbracciò forte.
ANDREA

"Sulle pendici dell’ Himalaia soffiava un vento gelido e le cime degli alberi tremavano cariche di neve. L’ orsa, trovò il suo cucciolo che si era attardato a giocare vicino al lago ghiacciato. Lo rincorse finchè non lo costrinse a colpi di muso, ad entrare nella grotta."
L’ orsetto avrebbe voluto rimanere ancora fuori a giocare, ma la mamma gli disse che era necessario trovare del cibo per la cena. Prima di entrare nella grotta mamma orsa catturò una lepre che, ancora viva portò nella tana pensando di cucinarla per cena. Intanto il piccolo orsetto fece amicizia con un leprotto di nome “Sirius.” Lo accompagnò nella tana e chiese alla mamma “ Posso invitare questo mio nuovo amico a giocare con me?” La mamma acconsentì e quando Sirius entrò vide la sua mamma rincorsa per tutta la tana da mamma orsa che cercava di acchiapparla per metterla in pentola. A quel punto il leprotto gridò: “Mamma!” Tutti si guardarono stupiti e capirono che la lepre catturata era la mamma di Sirius. Non ebbero il coraggio di mangiarla e tutti e quattro, diventati amici, mangiarono insieme avanzi di pesce.
MATTEO


Chissà se vi sono piaciute!
Prestissimo pubblicheremo altre storie.

Un saluto speciale a Georg dal quale attendiamo preziosissimi suggerimenti!
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Franco
Piccoloscrittore appena arrivato


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Inserito il - 02/03/2005 :  23:06:19  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Grazie a lei, caro Georg, e complimenti per la sua pagina, che sono andato esplorando con molto divertimento. Davvero si ha il senso del famoso verso: serit arbores quae alteri saeculo prosint. Suo

Franco Mimmi
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Franco
Piccoloscrittore appena arrivato


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Inserito il - 02/03/2005 :  23:13:12  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Alla III A

Davvero bravissimi! (Carola, poi, addirittura fulminante). Aspetto ansioso. Un caro saluto a tutti, a cominciare da Daniele, che si è battuto per il mio incipit, e senza dimenticare l'insegnante. Vostro

Franco Mimmi
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3°A
Piccoloscrittore appena arrivato


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Inserito il - 03/03/2005 :  17:44:27  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
A VOI ALTRE STORIE SCRITTE DAI RAGAZZINI DELLA III A !!!

“Sulle pendici dell’Himalaia soffiava un vento gelido e le cime degli alberi tremavano cariche di neve.
L’orsa trovò il suo cucciolo che si era attardato a giocare vicino al lago di ghiaccio finchè non lo costrinse, a colpi di muso, ad entrare nella grotta.”
Nella grotta mangiarono qualcosa e si scaldarono mentre, fuori incominciava a nevicare.
Andarono a dormire e al risveglio, uscirono dalla grotta che tutto intorno a loro era bianco.
Il cucciolo era così contento che, iniziò a correre e a saltare di qua e di là mentre la mamma lo guardava contenta.
La sera, poi, il piccolo orso, contento di aver giocato tutto il giorno, si addormentò con il sorriso sulle labbra.
SIMONE

“Sulle pendici dell’ Himalaia soffiava un vento gelido e le cime degli alberi tremavano cariche di neve. L’ orsa, trovò il suo cucciolo che si era attardato a giocare vicino al lago ghiacciato. Lo rincorse finchè non lo costrinse a colpi di muso, ad entrare nella grotta.”
Ma il cucciolo non volle entrare nella grotta e scappò via verso il bosco. Corse veloce e trovò subito un nascondiglio fra i rami della quercia. L’orsetto salì sui rami più alti dell’albero; l’orsa dal basso guardando in alto lo scambiò per un gufo e se ne andò via. L’orso era contento perché per lui tutto era un gioco ma quando vide che stava calando la sera e la mamma si era preoccupata scese a cercarla. L’vide una volpe e le chiese:”mi puoi aiutare a cercare la mia mamma?” La volpe disse di sì. La volpe corse veloce cercando la mamma dell’orso in un tratto di bosco. Abbaiò così forte che
l’orso la raggiunse. Aveva trovato la mamma orso! L’orsetto vide la mamma e
l’abbraccio forte e tornarono contenti nella grotta. FINE!!!!!!!!!!!
MARCO

“Sulle pendici dell’Himalaia soffiava un gelido e le cime degli alberi tremavano cariche di neve.
L’orsa trovò il suo cucciolo che si era attardato a giocare vicino al lago di ghiaccio finchè non lo costrinse, a colpi di muso, ad entrare nella grotta.”
Mamma orsa lasciò il suo cucciolo nella grotta per cacciargli da mangiare.
Dopo un po’ che era lì da solo, il cucciolo uscì dalla grotta e si mise a giocare davanti al lago di ghiaccio.
Quando tornò l’orsa, trovò la grotta vuota, incominciò a perlustrare i dintorni fino a quando vide il suo cucciolo che stava giocando con altri due orsacchiotti vicino al lago di ghiaccio.
EMANUELE

“Sulle pendici dell’Himalaia soffiava un vento gelido e le cime degli alberi tremavano cariche di neve.
L’orsa trovò il suo cucciolo, che si era attardato a giocare vicino al lago di ghiaccio.
Lo rincorse finché non lo costrinse, a colpi di muso, ad entrare nella grotta.”
Il cucciolo pianse ed entrò, così la mamma orsa e il cucciolo resistettero al freddo gelido dell’ Himalaia.
EDOARDO

“Sulle pendici dell’Himalaia soffiava un vento e le cime degli alberi tremavano cariche di neve.
L’orsa trovò il suo cucciolo che si era attardato a giocare vicino al lago di ghiaccio.
Lo rincorse finchè non lo costrinse, a colpi di muso, ad entrare nella grotta.”
Improvvisamente, entrati nella grotta, si accorsero che mancava il papà.
Uscirono a cercarlo: sentirono delle grida provenire dal retro della grotta: era un cacciatore, stava cercando di uccidere papà orso.
La mamma, con un balzo saltò davanti al cacciatore.
Ma improvvisamente, il cacciatore, prese un bastone, e lo diede in faccia a mamma orsa.
Il cucciolo, spaventato, corse verso la mamma ma inciampò e colpì una radice di un albero; l’albero cadde addosso al cacciatore, che, dal male, giurò di non mettere più piede nella grotta.
Le quattro verità sono avvolte nella nebbia, ma una è accesa.
Ma dove?
ALESSANDRO

“Sulle pendici dell’ Himalaia soffiava un vento gelido e le cime degli alberi tremavano cariche di neve. L’orsa trovò il suo cucciolo che si era attardato a giocare vicino al lago di ghiaccio.Lo rincorse finché non lo costringe, a colpi di muso, ad entrare nella grotta.”
L’orsetto voleva ancora giocare nel lago di ghiaccio;ma la mamma orsa non voleva perché era l’ ora del sonnellino. Nella grotta i suoi fratellini stavano già dormendo. Koda (l’orso) si addormentò piangendo perché suo nonno era stato catturato da un uomo e non poteva fuggire perché c’era il recinto di ferro. Ma una sera l’uomo dimenticò di chiudere il lucchetto e l’orso riuscì a scappare. Tornò dalla sua famiglia, e svegliò Koda che si rallegrò.
Il mattino seguente l’ uomo trovò l’orso con tutta la sua famiglia vicino al lago di ghiaccio
Allora si commosse ed ebbe un’idea :portò gli orsi a casa sua, li nutrì e si affezionò a tutti, specialmente ai cuccioli, che diventarono per lui come bambini veri. Questa storia a quattro verità. La prima è: non fidarsi delle apparenze. L’ uomo, che aveva preso il nonno orso,non era cattivo, infatti, si è commosso vedendo la famiglia degli orsi vicino al lago.
La seconda è che la mamma orsa,la salute del suo cucciolo, lo manda a dormire come avrebbe fatto mia mamma.
La terza verità è che i piccoli degli animali sono come i bambini. Fanno i capricci, come l’ orsetto che non voleva fare il sonnellino, ma poi ascoltano la mamma.
La quarta è che i bimbi sono come i cuccioli. Dopo essere stati un po’ disubbidienti, danno ascolto alla mamma, perché sanno che i suoi consigli sono sempre dettati dal suo amore.
FEDERICA

“Sulle pendici dell'Himalaia soffiava un vento gelido e le cime degli alberi tremavano cariche di neve.
L'orsa trovò il suo cucciolo che si era attardato a giocare vicino al lago di ghiaccio.
Lo rincorse finche non lo costrinse, a colpi di muso ,ad entrare nella grotta.”
Allora l'orsa e il cucciolo entrarono nella grotta e videro un enorme mostro bianco che aveva mangiato un intero orso, e talmente ebbero paura che si misero a urlare.
Il mostro si era accorto del cucciolo che aveva urlato.
Quel giorno l'intera famiglia scomparve.
Passarono 700 anni, ora siamo nel 1803,,gli umani sanno già di questa cosa, e il mostro si chiama l'uomo Abominevole.
D'ora in poi tutti gli umani gli daranno la caccia ma nessuno lo troverà.
La storia parla di quattro verità, ma io non so quale sono le altre tre, la storia purtroppo finisce qua.
CHRISTIAN

“Fu il quindici di giugno del 1767 che Cosimo Piovasco di Rondò, mio fratello sedette per l’ultima volta in mezzo a noi. Ricordo come fosse oggi. Eravamo nella sala da pranzo della volta di villa d’Ombrosa le finestre inquadravano i folti rami del grande alce del parco.”
Cominciammo a parlare della nostra infanzia, ricordando tante cose del nostro passato, belle e brutte poi andammo nel parco a osservare la natura e i nuovi fiori, fu così che ci ricordammo la capanna in mezzo al bosco andammo a cercarla ma scoprimmo che al posto della capanna c’era un grosso albero, poi dopo un po’ tornammo a casa.
SAMANTA

“Fu il 15 di giugno del 1767 che Cosimo Piovasco di Rondò, mio fratello, sedette per l’ultima volta in mezzo a noi.
Ricordo come fosse oggi. Eravamo nella sala da pranzo della villa d’Ombrosa, le finestre inquadravano i folti rami del grande elce del parco.”
Mio fratello stava per partire per un paese lontano alla ricerca di un lavoro con il quale guadagnare un po’ soldi per la famiglia. Cosimo dovette partire per colpa della guerra. La partenza di Cosimo mi faceva sentire triste perché avevo solo lui e non sapevo quando sarebbe tornato. Passarono alcuni anni la guerra finì e le cose pian piano migliorarono, io ero diventato grande e sentivo la mancanza di Cosimo e siccome volevo rivederlo decisi di andare a cercarlo.
Preparai i bagagli e presi il treno per andare nel paese dove c’era mio fratello.
Quando arrivai chiesi ad alcune persone se sapevano dov’era Cosimo, alcuni non lo sapevano allora ebbi paura che gli fosse successo qualcosa. Continuai a cercarlo e dopo un po’ lo trovai. Cosimo era cambiato ma io lo riconobbi subito, corsi ad abbracciarlo.
Passammo ore a raccontarci quei lunghi anni trascorsi lontani, e gli chiesi di tornare a casa con me.
Tornammo a Villa D’Ombrosa e anche Cosimo fu molto contento, le cose dopo l’arrivo di mio fratello continuarono a migliorare.
Adesso viviamo di nuovo felici nella nostra casa come tanti anni fa.
FRANCESCA

“Fu il quindici di giugno del 1767 che Cosimo Piovasco di Rondò, mio fratello, sedette per l ‘ultima volta in mezzo a noi . Ricordo come fosse oggi . Eravamo nella sala da pranzo della villa d’Ombrosa , le finestre inquadravano i folti rami del grande elce del parco .”
Sugli alberi c’erano gli uccellini che si sentivano cinguettare, nel prato c’erano anche i cavalli . Noi eravamo tutti seduti intorno al tavolo , stavano pranzano quando ad un tratto mio fratello , barone , si alzò di scatto e se ne andò via per sempre con il suo cavallo . Cosimo andò via perché non andava d’accordo con suo fratello . Con il suo cavallo raggiunse la villa della sua amata per chiedere la sua mano . Il padre della sposa accettò , loro si sposarono e vissero felici e contenti .
GIULIA


Grazie per esservi fermati a leggere le nostre storie!
A presto!
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Inserito il - 05/04/2005 :  15:26:14  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Gentile Georg e gentile Franco Mimmi,
ecco, finalmente, alcuni dei testi scritti dai bambini della III A a seguito dell'incipit del libro "Rivoluzione".

“La finestra era un rettangolo chiaro. Vi scoppiavano lampi rossi. Vi passavano nuvole di fumo nero. Quando un palazzo esplose, sul mare, lo spostamento d’aria staccò le ultime schegge di vetro, dagli inflissi. Una, a punta di lancia, andò a piantarsi nel cadavere”. I tuoni rimbombavamo rumorosamente, i palazzi continuavano ad esplodere, i morti o feriti erano sempre più numerosi, le bombe lanciate dalle truppe nemiche erano sempre di più e invece le truppe di quel paese lanciavano meno bombe e avevano meno armi, in poche parole erano meno forniti. Il nemico aveva vinto e aveva messo tutto a fuoco. Felici canticchiavano una canzone della morte.
Matteo


“La finestra era un rettangolo chiaro. Vi passavano nuvole di fumo nero. Quando un palazzo espose, un chilometro in là, sul mare, lo spostamento d’aria staccò le ultime schegge di vetro dagli infissi. Una, a punta di lancia, andò a puntarsi nel cadavere”. L’unico rimasto vivo fui io. Erano tutti morti per via dei Francesi. Ovunque c’erano morti; vagando vidi i cadaveri di mia mamma, papà, nonno e nonna. Decisi di tornare al mio paese, la Bulgaria. I palazzi erano demoliti. Ormai in Bulgaria vivevano i Francesi che tenevano in ostaggio i miei amici, le maestre, insomma, tutta la Bulgaria. Decisi di dirigermi in Italia, a Torino, per chiedere aiuto. In Italia ero diventato un famosissimo scrittore: avevo soldi, una casa, una moglie e avevo due figli. Là ero diventato Franco Mimmi. Scoppiò una guerra anche tra Francia e Italia. Vinse l’Italia e liberò gli ultimi prigionieri. In Italia scrissi il mio primo libro “La rivoluzione”, la rivoluzione dell’Italia è stata la liberazione della Bulgaria.
Emanuele

“La finestra era un rettangolo chiaro . Vi scoppiavano lampi rossi . Vi passavano nuvole di fumo.
Quando un palazzo esplose, un chilometro in là, sul mare, lo spostamento d’aria stacco le ultime schegge di vetro dagli infissi. Una, a punta di lancia, andò a piantarsi nel cadavere. ,,
La mattina seguente successe una cosa terribile: un rapitore ammazzò una persona. Io Franco Mimmi stavo passando il tempo con la play station. Era mattina e tra 2 minuti dovevo andare a scuola. Mentre andavo a scuola un rapitore mi saltò addosso e mi aveva puntato la pistola in testa. A un certo punto il sangue mi si gelava. Ad un certo punto gli diedi un calcio al piede e a lui cadde la pistola, presi la corda e lo legai al palo. Di corsa presi il mio telefonino e chiamai la polizia.
Dopo 2 secondi la polizia lo arrestò.
Simone C.

“La finestra era un rettangolo chiaro. Vi scoppiavano lampi rossi. Vi passavano nuvole di fumo nero. Quando un palazzo esplose, sul mare, lo spostamento d’aria staccò le ultime schegge di vetro, dagli inflissi. Una, a punta di lancia, andò a piantarsi nel cadavere”. Eravamo in Iraq e io e mia sorella eravamo sotto le macerie.
Passò tutta la notte e continuavamo a sentire le bombe che cadevano. Quando arrivò un uomo di nome Franco scavando riuscì a salvarci. E così io e mia sorella vedemmo di nuovo la luce e per incanto nessuna bomba esplose più.
Ci fu la pace.
Francesca

“La finestra era un rettangolo chiaro. Vi scoppiavano lampi rossi. Vi passavano nuvole di fumo nero. Quando un palazzo esplose, un chilometro in là, sul mare, lo spostamento d’aria stacco le ultime schegge di vetro dagli infissi.
Una, a punta di lancia, andò a piantarsi nel cadavere.”
Tutte le persone urlavano e correvano per salvarsi la vita. Ad un tratto arrivarono la polizia e i pompieri.
Il mare che era vicino al palazzo mangiò tutte le case, le automobili, gli alberi.
La gente era stravolta e non sapeva dove andare e si facevano trascinare dal mare e moriva. I pompieri e la polizia erano spaventati e non riuscirono a calmarsi e morivano anche loro.
Da quel giorno nessuno andò su quell’isola.
Alberto

“La finestra era un rettangolo chiaro. Vi scoppiavano lampi rossi.
Vi passavano nuvole di fumo nero. Quando un palazzo esplose, un chilometro in là, sul mare, lo spostamento d’aria staccò le ultime schegge di vetro dagli infissi. Una, a punta di lancia, andò a piantarsi nel cadavere.”
Adesso la città era distrutta, gli abitanti rimasti e sopravissuti iniziarono a ricostruire la città e la fecero ancora più grande, motivo per cui hanno dovuto fare molte guerre molti anni dopo la città era pronta. Questa è stata la rivoluzione più grande che è stata fatta dopo ben tre anni di guerra e dolore.
Andrea

“La finestra era un rettangolo chiaro. Vi scoppiavano lampi rossi. Vi passavano nuvole di fumo nero. Quando un palazzo esplose, un chilometro in là, sul mare, lo spostamento d’ aria staccò le ultime
schegge di vetro dagli infissi. Una, a punta di lancia, andò a piantarsi nel cadavere.,,
Tutto era ricoperto dalle tenebre, c’era la guerra!
Tutta la gente era nel panico. Si sa che in Iraq ci sono aerei e bombe. Una notte un signore fu colpito al cuore, i nemici l’avevano scambiato per un altro. Gli investigatori ebbero paura e non andarono ad indagare chi fossero i nemici.
Una notte ci fu una magia indimenticabile perché le tenebre fuggirono e al loro posto c’era il sole.
Federica

“La finestra era un rettangolo chiaro. Vi scoppiavano lampi rossi.
Vi passavano nuvole di fumo nero. Quando un palazzo esplose, un chilometro in là, sul mare, lo spostamento d’aria stacco le ultime schegge di vetro dagli infissi. Una a forma di lancia, andò a piantarsi nel cadavere.”
La stessa notte la città era presa dal panico, la polizia cercava di calmare la gente del palazzo vicino.
Gli investigatori Grisson, Sara, ketrin, Nik, dopo aver trovato il cadavere l’hanno portato alla scientifica.
Il dottore dopo aver trovato una scheggia di vetro a forma di lancia piantata nel cadavere diede informazione a Grisson che il cadavere era morto prima che il palazzo cadesse.
Sara, ketrin e Nik stavano frugando tra le macerie, per trovare ciò che aveva fatto esplodere il palazzo.
Trovarono un esplosivo molto potente lasciato lì. Ovviamente trovarono delle impronte nell’esplosivo che appartenevano ad Alessandro Zaccaria, allora andarono da lui e gli spiegarono della faccenda e lui disse: “Lo ammetto sono stato io, ma con buone ragioni per farlo, il corpo che avete trovato appartiene a Geson De Moro, lui era un soldato che per via della rivoluzione uccise tutta la mia famiglia tranne me. E dopo aver scoperto dove abitava voilà… vendetta fatta!”
Alla fine Alessandro Zaccaria ebbe l’ergastolo, per ciò che aveva fatto per via della vendetta!…
Gemma

“La finestra era un rettangolo chiaro. Vi scoppiavano lampi rossi. Vi passavano nuvole di fumo nero. Quando un palazzo esplose, un chilometro in là, sul mare, lo spostamento d’ aria staccò le ultime schegge di vetro dagli infissi. Una, a punta di lancia, andò a piantarsi nel cadavere”. Nel frattempo arrivarono i soccorsi da tutte le parti per aiutare le persone nel palazzo. Alcune di loro, ferite gravemente, furono portate all’ ospedale. Altre, ormai cadaveri, vennero portate all’ obitorio e poi seppellite al cimitero. Questa tragedia, ha portato dolore in molte famiglie le quali devono rincominciare una nuova vita.
Simone T.

Un caloroso saluto a tutti dalla III A
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Franco
Piccoloscrittore appena arrivato


6 Messaggi

Inserito il - 06/04/2005 :  12:54:27  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Carissimi ragazzi, gentile insegnante, caro Georg,
Che emozione! Sono rimasto senza parole (ma siccome è solo una iperbole continuo a parlare, anzi a scrivere). Quando ho visto i molteplici prosegui del mio incipit mi sono buttato nella lettura, e vi assicuro che mi sono divertito moltissimo. Una trovata dopo l’altra, una vera salva di fuochi d’artificio, e poi l’intrigo, il mistero (Alessandro Zaccaria, per esempio: personaggio letterario o figura reale? Forse un compagno sul quale Gemma si prende spiritosamente una piccola vendetta?)
Insomma: avete dimostrato che un libro (ed è questa la grande bellezza dei libri) ne contiene infiniti altri, ne promette infiniti altri, ne ispira infiniti altri. E per uno scrittore non vi è nulla di più eccitante del vedere come un lettore, ogni lettore, abbia preso il suo libro e lo abbia trasformato in una opera diversa, aggiungendovi le proprie idee, i propri gusti, le proprie attese. Insomma, BRAVISSIMI!
Un solo problema. Quando mia moglie ha letto le vostre composizioni mi ha guardato con aria compassionevole e mi ha detto: "Povero Franco, sarà meglio che tu smetta di scrivere, questi ragazzi sono molto più bravi di te". Ma io spero che mi lascerete un posticino in libreria.
Un carissimo saluto a tutti, e vi prometto che, se capiterò dalle vostre parti (io abito un po’ lontano, a Madrid), verrò a trovarvi per parlare con voi di libri: quelli che io amo, quelli che voi amate, quelli che insegnano agli uomini ad amarsi.
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Georg Maag
Georg


1479 Messaggi

Inserito il - 06/04/2005 :  15:59:07  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Cari ragazzi,
siete stati bravi. Qualcuno molto bravo, qualcuno bravo, e qualcuno si è un po' risparmiato (vero, Francesca? ; vero Andrea? ; vero, Simone T.? ), ma posso anche capire che a forza di cadaveri e esplosioni uno no ne possa proprio più, e ad un certo punto dica "basta!"
Però tutti vi siete calati molto bene nell'atmosfera dell'incipit del nostro autore e ormai "amico" Franco, e in fondo era questo il punto importante dell'esercizio.
Se avessimo subito cominciato con un incipit facile, non vi sareste accorti di quanto bisogna entrare nella scena quando si scrive.
La prossima volta che dovete andare avanti con un incipit, chiudete gli occhi, immaginatevi di essere voi al centro della scena, come se fosse un film che potete cambiare al volo con ogni possibilità che vi viene in mente e con ogni vostra scelta si apriranno altre strade per andare avanti.
Alcune saranno "vicoli ciechi" , altre vi porteranno ad altre idee, ad altre possibilità, magari due o tre, e da lì ancora ad altre ancora, magari due o tre per ciascuna di esse. Mi piace sempre pensare e questa fase della scrittura come l'apparato radicale di un albero enorme. A mano a mano che si scende, ogni radice si biforca, e poi ancora, e ancora. Alcune finiranno dopo poco, altre andranno lontano o lontanissime. Quando si scrive bisogna trovare una strada logica tra queste radici, che ci porti lontana e senza rotture nella logica.
Ricordatevi anche che all'interno delle vostre storie è permesso inventare qualcosa di assolutamente "assurdo", ma solo una cosa, non due o tre. Perché se si prende quella assurda per data, i personaggi della storia dovranno essere altrettanto stupiti come lo saremmo noi.
Vi inviterei a provare questo esercizio in classe, tutti insieme, tutti con il diritto di intervenire e di dire la vostra. E per ogni idea che viene detta dovete cercare di "smascherare" eventuali errori di logica, argomentando insieme, diffendendo i vostri punti di vista e ammettendo se avete scelto qualcosa che poi non funziona. Se una scelta non può essere smascherata, vuol dire che "funziona" bene.
Chiaro?
Complimenti, e tenetci al corrente di questa nuova discussione!
georg
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Georg Maag
Georg


1479 Messaggi

Inserito il - 06/04/2005 :  16:02:53  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Mi sono dimenticato: ovviamente aspetto con ansia una nuova carrellata di incipit, ma questa volta incipit vostri!
Ciao
georg
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