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 Piccoliscrittori a scuola
 RACCONTI classe V BUOZZI, Brandizzo (TO)
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Buozzi
Piccoloscrittore appena arrivato


4 Messaggi

Inserito il - 10/03/2005 :  11:34:30  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Caro Maag,
siamo noi della quinta “ Buozzi “ , ci scusiamo se non le abbiamo più dato notizie, ma come ben sa abbiamo qualche problema con il computer.
Ora l’insegnante di inglese , su richiesta della maestra Marina, ci sta aiutando per poterle inviare i nostri racconti.
Ieri abbiamo visto in televisione il primo film di Harry Potter ; ne abbiamo parlato in classe, soprattutto per evidenziare le differenze tra il libro letto e il film.
Pur essendo, quest’ultimo, gradevole, a noi è parso molto più avvincente il libro, in particolare per quanto riguarda la caratterizzazione dei personaggi. Parlando di caratterizzazione, noi abbiamo cercato di migliorare i nostri racconti seguendo i suoi consigli.
Speriamo di essere migliorati almeno un po’…….
A presto.
Un saluto da tutti noi e dalla maestra Marina.


Gli esploratori e la tribù di alieni.

Il 5 maggio 1898 : 6 ragazzi coraggiosi, astuti, curiosi e con tanta voglia di partire all’avventura. I loro nomi erano Marco, Luca, Debora, Eleonora ed Ana. Con la loro navicella atterrarono su x – row almeno credevano si chiamasse così perché era formato da queste lettere : “ non preoccupatevi delle nostre voci , siamo elfi ,ci hanno imprigionato xv e la sua tribù che vogliono trasformare questo paese in un casinò “. Non appena il contatto si interruppe videro brutti ceffi : vestiti colorati, pelle giallognola, antenne intermittenti e un orribile occhio rosso pieno di sangue, XV e la sua tribù…………………..

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Inserito il - 10/03/2005 :  18:07:26  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Il dottore pazzo e il bambino

Questa storia non inizierà con “C’era una volta” anzi questa e’ molto, molto recente……
-“KITTTTT”-lo rimproverò la maestra,” ma è possibile che non la smetti con queste fantasticherie! Mostri,dimensioni parallele e tutte queste stupidaggini!”- continuò la maestra leggendo il tema.UH?!-disse Kit. Kit era un ragazzino sulle sue, definito da tutti strano, con la testa tra le nuvole, con una fissazione del suo sogno che faceva sempre era quello di un ambiguo personaggio, con i capelli sparati e gli occhi di ghiaccio che ad un’occhiata ti faceva gelare il sangue nelle vene come quelli di un serpente
e nel suo sogno era chiamato matt de mattis il dottore pazzo…


La zebra a pois e le zebre normali
C’ERA UNA VOLTA NELLA LONTANA SAVANA AFRICANA VIVEVA UN GRUPPO DI ZEBRE, TRA LORO PERO’VI ERA UNA ZEBRA ALQUANTO STRANA:AVEVA ENORMI POIS NERI COME PEZZI DI CARBONE, ERA GENTILE E SOCIEVOLE, MA LASCIATA IN DISPARTE PER LA SUA FISIONOMIA BIZZARRA:PALLINA. DA UN CESPUGLIO OSSERVAVA LE ALTRA ZEBRE SU DI LEI CHIAMANDOLA CON NOMIGNOLI : MORBILLO, VARICELLA,PUNTINA……IL MANTO DELLE SUE SORELLE ERA BELLO E LUCENTE GRAZIE AGLI SHAMPII CHE SI FACEVANO E AVEVANO DELLE BELLE RIGHE NERE, MA ERENO ANTIPATICHE, SUPERBE, SCONTROSE E COMARE COME OCHE.
ERA TRISTE, PERCHE’ SI SENTIVA ESCLUSA DAL GRUPPO ED ALLORA AVEVA PRESO L’ ABITUDINE DI GIROVAGARE DA SOLA PER LA SAVANA; PASSAVA ORE A PENSARE A COSA SAREBBE STATA LA SUA VITA, SENZA COMPAGNIA, CONTINUAMENTE BISTRATTATA DALLE COMPAGNE. MA COSTORO NON SI LIMITAVANO A MALIGNARE SU DI LEI, MA LE FACEVANO SCHERZI ELABORATI, NON COME TIRARLE LA CODA E SPRUZZARLE ACQUA, MA ADDIRITTURA FARLE DEL MALE,COME QUANDO STAVA ANNEGANDO E LE COMPAGNE NON L’AVEVANO AFFATTO AIUTATA, ANZI L’AVEVANO BURLATA DELLA SUA GOFFAGGINE NEL NUOTO. UN GIORNO NEL BEL MEZZO DEL SUO DILUVIO DI LACRIME SENTI’UNA VOCE CHE COME UN RONZIO SUSSURRO’-“SALVE A TE ESTROSA, MA TRISTE ZEBRA PERCHE’ PIANGI? -“ SALVE A TE MOSCA ZEZE’,PIANGO PERCHE’ LE ALTRE ZEBRE MI DERIDONO PERCHE’ SONO DIVERSA MI ESCLUDONO DAL BRANCO E MI FANNO I DISPETTI.” MENTRE LA ZEBRA OSSERVAVA ZEZE’, SI ACCORSE CHE LA MOSCA AVEVA ALI DI PIUME LEGGERISSIME ED ETEREE COME UN ANGELO, ANZI LO ERA PROPRIO! ANCHE PERCHE’ AVEVA UNA TUNICA BIANCA E UNA MINUSCOLA AUREOLA –“PALLINA USA IL TUO DIFETTO A TUO VANTAGGIO.”LE SUGGERI’ L’ESSERE ANGELICO…….
VIDE UNA LUCE ABBAGLIANTE E ZEZE’ SCOMPARVE APPARSO. FECE APPENA IN TEMPO A GIRARSI E VIDE IL SUO BRANCO ATTACATO DAI LEONI”PERCHE’ AIUTARLE SE MI HANNO FATTO MOLTI TORTI?” PENSO’ PALLINA PERO’, FU PIU’ FORTE DI LEI: ERA GENEROSA LO SAPPIAMO, COSI’ DECISE DI AIUTARLE LO STESSO. APPENA ARRIVO’, I LEONI SI MISERO A RIDERE PER LA SUA CORPORATURA E LASCIARONO IN PACE IL GRUPPO E DA ALORA PALLINA DIVENNE’ IL CAPO BRANCO E COSI’VISSE FELICE E CONTENTA, CON ZEZE’,IL SUO ANGELO CUSTODE, CHE DAL CIELO VEGLIAVA SU DI LEI.



L’orologio e le lancette

Una notte, in un vecchio negozio di orologi c’era un orologio a forma di cervo con grandi corna e dentro la sua bocca viveva un picchio tutto colorato come l’arcobaleno.
L’orologio – cervo ogni volta che il picchio usciva, gli diceva di picchiettare le lancette che erano con le piume a forma di cuore.
L’orologio si sentiva però meno bello delle lancette.
Volle, così mandare via le lancette, ma quando il picchio le toccò, delle ore camminarono in senso antiorario.
La notte dopo quando l’orologiaio chiuse il suo negozio le lancette si svitarono e attaccarono l’orologio che cadde e si ruppe e tutte le lancette del negozio festeggiarono.


il leone e il guardiano

In un parco di nome Animolspark,viveva un leone di nome Gino. Questo leone era presente da molti anni nel parco : la sua criniera con il tempo era diventata arruffata e rada, i suoi occhi erano spesso chiusi colavano e non sopportava la luce, se ne stava sempre vicino ad un albero a riposare e a sonnecchiare, però quando si parlava di carne improvvisamente si svegliava, pur sempre goloso ' però!!! IL suo guardiano era un uomo molto grosso sicuramente poco gentile; aveva 2 baffoni come quelli di Vittorio Emanuele II ed era sempre uguale: cappellino nero, una giacca a righe rosse e bianche, un papillon che sembrava una caramella, dei pantaloni neri e degli stivali come quelli dei soldati. Tutti gli animali del parco lo odiavano. Costui spesso è volentieri punzecchiava il leone con un lungo bastone o un fustino; spesso è volentieri si dimenticava di dargli da mangiare e poi per svegliarlo lo picchiava sulla schiena già sofferente per i reomatismi. Quasi sempre arrivava un bambino di nome Francesco andò a trovare il suo amico Gino con lo scopo ben chiaro di liberarlo. Lo chiama con la scusa di offrirgli una bistecca di carne è l'animale arrivo; il bambino gli disse "Gino ti voglio liberare, non addormentarti, aspetta qui; quando ti faro un segno salta dal recinto è scapperemo insieme". Francesco cercò di distrarre il guardiano dicendogli che nel recinto delle zebre c'era un rinoceronte.
Allora il guardiano andò a controllare e mentre era assente Francesco fece scappare Gino con lo scopo di portarlo in un ospedale per animali per rinforzarlo un po'. Così fece e poi da lì Gino prese il volo per l'Africa!!!
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Georg Maag
Georg


1479 Messaggi

Inserito il - 13/03/2005 :  09:14:34  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Ciao ragazzi!
Vi voglio rispondere (brevemente, per mancanza di tempo) alle vostre storie.
Quella che mi ha colpito è "il dottore pazzo e il bambino".
Perché mi ha colpito? Perché, secondo me, ha dentro la stoffa per diventare una bellissima storia.
Ma non nella forma in cui è scritta adesso.
Per prima cosa eliminerei la prima riga. Non porta nulla al racconto, non aggiunge molto, è solo un giochetto (divertente) di girare all'incontrario le buone vecchie favole. Ma "rompe il ritmo" con quello che segue.

Prima però devo fare un'incisa: Vi prego di voler considerare maggiormente l'importanza dei punti, delle virgole, degli "a capo" nella stesura di un racconto. Sono come il sale nella cucina. Se cucinate il piatto più buono del mondo, ma vi dimenticate il sale, il cibo è insipido.
Con le virgole, i punti, ecc., diamo un ritmo al racconto. Se voi leggeste i vostri racconti ad alta voce ve ne accorgeresti da soli:
Una virgola ci costringe a fare una piccola pausa. Un punto invece diventa una pausa più lunga.
Con un 'a capo' invece segnaliamo una pausa lunga e un cambio del discorso, o un cambio di chi parla.
Dunque, se avete un dialogo, ogni volta che risponde l'altra persona ci vuole un 'a capo'. Chiaro?
E dopo ogni virgola, punto, doppio punto, ecc. dovete lasciare uno spazio vuoto.
Queste due furbizie, usate assieme, rendono il testo più leggibile all'occhio. Pensateci: se so che un a capo mi cambia visuale o personaggio, quando salto la riga lo so già, e non corro il rischio di sbagliarmi. Giusto?

Kitt invece mi piace molto. C'è qualcosa di geniale nel racconto, di distaccato, di fantascienza, di magia, un 'non so che' di tensione. L'unica cosa che toglierei sarebbe dargli quel nome un po' artificiale alla fine dell'incipit. Con un nome così la storia cade subito nel buffo. Invece trovo che abbia delle ottime possibilità per diventare una storia vera, con un bel personaggio.
Ma è solo una mia idea.

La storia della zebra l'avevamo già discussa in classe. E' proprio carina. Ma chi l'ha scritta ha scritto tutto in maiuscolo (come mai?) e senza un singolo stacco, tutto in un solo blocco!
Ecco, vi invito di voler lavorare insiema a Marina (che saluto con affetto) a ristendere quel racconto e discutere sull'interpunzione: se mettere una virgola o un punto, se andare a capo oppure no. Alla fine, vedrete, lo stesso racconto (va be', qualcosa sarebbe da migliorare o da aggiungere, soprattutto alla fine, altrimenti risulta troppo rapido l'arrivo della situazione finale) avrà un aspetto del tutto diverso. E forse vi saranno venuti altre idee da aggiungere, da togliere, da migliorare. E poi lo rimettete qui sotto nella stessa discussione, cliccando su "rispondi". Ok? Se non tocca a me spostare le vostre dfiscussioni sparpagliate, e perdo mezz'ora ogni volta...
Un caro e allegro saluto alla banda del buco della Buozzi!
A presto
Georg
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Georg Maag
Georg


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Inserito il - 13/03/2005 :  09:23:34  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Invito l'autore di "l'orologio e le lancette" di volersi impegnare ancora una volta per un'oretta, riprendere il testo, chiedersi se ogni frase abbia un senso, ragionare se la caratterizzazione sia impeccabile (direi di no) e se le virgole abbiano proprio una loro ragione di esistere in quei punti sparpagliati...
La storia, per carità, potrebbe essere veramente carina e stramba, ma bisogna lavorare, lavorare e lavorare. Anch'io passo sopra quello che scrivo, rileggo, miglioro, mi chiedo se tutto quello che voglio spiegare è spiegato senza risultare troppo lungo, ecc. Ma qui niente è spiegato, e i personaggi devono possedere una vita propria, devi spiegare come si comportano gli uni con gli altri, se ci sono screzi, se ci sono amicizie, magari persino raccontare perché ci sono e da dove vengono (basta non diventare troppo lungo).
Perché potrebbe essere una storia proprio carina. Potrebbe. Dovrebbe. Forzzzzza!
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Georg Maag
Georg


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Inserito il - 08/04/2005 :  15:25:47  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Volevo aggiungere che "Il leone e il guardiano" non mi è affatto dispiaciuto. Come inizio non è male, mi piace la caratterizzazione del leone. Quella del guardiano poteva essere meno concentrata su come veste, perché non è importante ai fini del racconto. Avrei piuttosto fatto ancora qualche esempio su come maltratta il povero leone, inventando qualche dettaglio proprio "cattivo"!
Poi, però, il finale mi sembra un po' frettoloso, e anche poco logico. Se un bambino fa scappare un leone, deve essere certo di potersi fidare di lui. Io, almeno, non farei uscire un leone dalla gabbia se non fossi molto, ma molto sicuro che non mi pappa appena uscito da lì!
Poi non è spiegato come il leone abbia fatto a imbarcarsi per l'Africa?! Qui il racconto finisce un po' troppo nel nulla.
E se invece il ragazzo avesse trovato un luogo più tranquillo per il poveretto? Qualche soluzione un po' più "pensata"?
Sarebbe sicuramente meglio, vero?
Ragazzi, provateci ancora. Non mollate ora! Lo so, scrivere non sempre è facile, ma è un esercizio anche di testa, fa bene e se cominciate a capire come funziona, quante belle idee vi possono venire, alla fine vi piaccerà tantissimo.
Credo che sarebbe il caso rimettervi tutti assieme in classe e didicare qualche ora alla stesura (con la massima logica, mi raccomando!) di una storia dall'inizio alla fine.
E vorrei anche che durante questo tempo tutti dicessero qualcosa, dessero spunti, criticassero. E' questo il bello di lavorare insieme, non quello di guardare dalla finestra!
Vi aspetto qui con storie un po' più rifinite, ok? Ci conto!!!
un caro saluto
georg
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admin
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Inserito il - 11/04/2005 :  18:02:42  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Come sempre, sbagliate a mettere le vostre storie in discussioni nuove
Dovete cliccare su RISPONDI qui in fondo, sotto l'ultima vostra lettera. Grazie.
-------------------------------------------------------------------
Caro Maag,
ti inviamo l’ultimo lavoro che abbiamo prodotto;
abbiamo cercato di seguire le tue indicazioni,inserendo
il più possibile, il discorso diretto.
Sicuramente, siamo ancora molto lontani dalla meta
che ci siamo prefissi;
scrivere bene ma, il solo fatto che ci stiamo provando,
con un certo entusiasmo,ci sembra già un buon traguardo.
La maestra Marina, ci dice così, per incoraggiarci …….
Ti aspettiamo con piacere e simpatia.
La classe V delle Buozzi.
Un caro saluto dalla maestra Marina.


Kit e la sfera dell'oblio

- KIITT,KIITT,vieni da me, vieni!abbiamo bisogno di te, devi liberarci dalla sfera dell’0blio, VIEENI! -
- Di sicuro, al nostro Kit farà bene l’aria di Bolzano, è cosi cagionevole di salute!- sussurrò delicatamente la mamma di Kit al marito.
Kit era un ragazzino grazioso, ma estremamente fragile e delicato.
Era da un giorno che erano a Bolzano, e nella sua nuova casa, una baita-ristorante.
- Mamma, papà volete una mano al ristorante? -
- No, grazie abbiamo una ragazza della tua età, magari potreste fare amicizia – disse papà.
- OK, io vado a letto – e dicendo così Kit andò nella sua camera è si addormentò.
- Kit, finalmente, ti aspettavo; sono Miriel, devi aiutarci a battere la sfera dell’Oblio. La tua avventura inizierà d’acqua molto vicino a te. Vai a dormire ti serviranno energie, - disse infine Miriel.
- Ciao, sono Katrin la nuova cameriera, ti ho portato la colazione. -
Kit fece un face un sobbalzo. Era tale e quale a Miriel, con i suoi capelli marroncini e gli occhi verde scuro.
- Miriel!! Sei tu? - le chiese Kit.
- Non so di chi stai parlando!- le rispose Katrin
Finita colazione (brioches e caffellatte) il nostro amico volle andare una gita sull’Adige.
Mentre era da solo ad ammirare il fiume, vide vicino ad un ciottolo una chiave e una pergamena.
-Miriel aveva ragione!- esclamò Kit.
tornando a casa decise di mangiare un boccone e di andò a letto.
Rivide in sogno l’elfa.
-Ciao Kit, ho visto che hai seguito le mie indicazioni, - disse Miriel.
- Sono pronto per partire all’ avventura! - disse Kit raggiante.
- Ok farò come vuoi – disse con un movimento gentile
Una luce accecante, poi Kit si trovò in un luogo plumbeo e squallido.
-Questa era Feria, la città delle fate, era un paradiso- disse,con una voce rotta dal pianto, Miriel.
Intorno a noi c’ erano dei fiori putridi.
-Sono i Putref- disse Miriel – proviamo a tirarli delle pietre!
Provarono e riprovarono ma, a quanto pare i Putref stavano guardano un fiore più grande di loro.
-Cosa usate nel vostro mondo per le sterpaglie?- chiese Miriel
- Usiamo cesoie e tagliaerba - rispose prontamente Kit.
- Credo che abbiamo qualcosa di simile a corte - disse Miriel.
Così partirono all’ attacco, ma un gas puzzolente gli avvolse.
- Oh oh oh! Non indovinerete mai come mi si sconfigge, solo io so che il fuoco mi batte! - esclamò la sfera, che evidentemente non brillava per l’intelligenza.
Kit si ricordò di avere in tasca un fiammifero lo accese e lo scaraventò addosso alla sfera che infiammandosi si volatilizzò.
Il paesaggio si risvegliò ma Kit svenne.
- Kit stai bene? - sussuro’ dolcemente Katrin.
- Si - disse Kit e si sentì una chiave al collo.
Quel oggetto fu l’unico suo ricordo di quella strana avventura, ma la fantasia di Kit lo stava già portando verso altre avventure con Miriel che noi non mancheremo di raccontare...
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Georg Maag
Georg


1479 Messaggi

Inserito il - 11/04/2005 :  18:13:48  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Allora, cari ragazzi!
Qui avete sicuramente tra le mani una storia più avvincente di prima, e anche scritta meglio.
(Invito tutti a passare almeno un'ora a scoprire l'interpunzione nei romanzi. Come si fa? Prendete un qualsiasi romanzo con dialogo diretto e osservate come vanno messe le virgolette, i punti interrogativi ed esclamativi, i punti. Basta osservare e poi fare la stessa cosa quando scrivete. Qui qualcuno ha persino dimenticato i punti alla fine delle frasi. Qualcuno l'ho messo io, ma ho veramente mille cose da fare e non posso farlo sempre io...
Il dialogo ha aiutato la storia. Tanto. Però dovete stare attenti a non fare troppi salti logici. In due o tre frasi ci sono inesattezze grossolane (La tua avventura inizierà d’acqua!?) da togliere o da migliorare, e non ho capito benissimo che differenza ci sia tra Miriel e Katrin. Intuisco, ma non basta. Bisogna capire più facilmente in questi passaggi. Potrebbero bastare due frasi ben ideate per togliere ogni dubbio.
L'ultimo punto: non vi ho detto di scrivere un racconto SOLO di dialogo, o quasi. Un mix sano, diciamo metà e metà?
Comunque mi piace, avete fatto un passo in avanti.
Ma resta ancora tanto da fare.
Un caro saluto a voi e alla maestra Marina
georg
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Georg Maag
Georg


1479 Messaggi

Inserito il - 17/04/2005 :  10:05:59  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Cari ragazzi,
il nostro corso ormai è ufficialmente finito, nel senso che la settimana scorsa è stata la mia ultima visita da voi in classe.
Ma non significa che sia finito per voi!
Infatti so che state ancora lavorando su varie storie, o su storie che dovete riscrivere o migliorare, tipo "Zanzibar", ecc.
Dunque: forrrrza! Quando le storie sono arrivate al compimento, pubblicatele qui nella vostra discussione, così posso leggerle anch'io.
Un caro saluto a tutti quanti,
è stato bello lavorare con voi (purtroppo un po' breve)
e buona fortuna
georg
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Tradotto Da: Vincenzo Daniele & Luciano Boccellino- www.targatona.it Distribuito Da: Massimo Farieri - www.superdeejay.net Powered By: Snitz Forums 2000 Version 3.4.03