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 SOBRIETA' - educare ad una vita senza sprechi
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Georg Maag
Georg


1479 Messaggi

Inserito il - 06/04/2005 :  09:36:40  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Ho appena letto
SOBRIETA'
DALLO SPRECO DI POCHI AI DIRITTI PER TUTTI

FRANCESCO GESUALDI
FELTRINELLI
9,00 €


Una volta tanto svègliati dall'apatia e imponiti un sussulto di dignità.
Scrollati di dosso la scimmia dell'indifferenza.
Liberati dalle frivolezze della televisione.
Vai oltre il provincialismo della grande stampa.
Dai un calcio alla retorica del nazionalismo, del patriottismo, del militarismo e altri rigurgiti fascisti. Torna a pensare con la tua testa e guarda il mondo in faccia in tutta la sua realtà.
Allora scoprirai che l'umanità sta vivendo il più grande scandalo della sua storia.
Mai ha prodotto tanta richezza, mai ha creato tanta povertà
.


Dalla quarta di copertina:
E' possibile uscire da un modello che tanto ci opprime, fatto di beni spesse volte superflui, consumati in solitudine, con una qualità della vita in fin dei conti povera e deludente? Si può vivere bene facendo a meno delle cose che non ci sono utili? Gesualdi delinea un piccolo ma ambizioso manifesto delle alternative in grado di disegnare un nuovo orizzonte immaginativo. Si tratta di scelte concrete e quotidiane, praticabili fin da subito da noi cittadini del Primo mondo, purché si assuma come nuovo principio la rinuncia del "troppo".

Il libro è diviso in due parti. La prima parte, lunga meno di 70 pagine, disegna l'attuale stato delle cose del nostro mondo e sottolinea la politica dello spreco attuata nei Paesi ricchi e opulenti e come quello che facciamo, produciamo, consumiamo sia strettamente legato ai Paesi poveri, sottosviluppati.
Ed è questa la parte che trovo estremamente interessante anche per la Scuola Primaria. Ci sono molti esempi di facile comprensione su quanto determinati prodotti pesano sull'ambiente, o anche come bisognerebbe generalizzare alcune nostre abitudini su scala mondiale per capire che non sono sostenibili, pena il crollo dell'ecosistema.


La seconda parte disegna invece possibile inversioni di rotta, ma ovviamente è un discorso più teorico-politico, in qualche dettaglio quasi utopistico, e dunque questo non è il luogo giusto per parlarne.

Il libro inizia con un appello:

Vari segnali ci indicano che il pianeta è sull'orlo del tracollo sociale e ambientale. Tuttavia, ci sono ancora dei margini di recupero e questo ci carica di una responsabilità particolare. La chiave della soluzione è racchiusa nella parola "sobrietà", che interpella prevalentemente noi, opulenti del Nord. Solo accettando di produrre e di consumare di meno potremo fermare il saccheggio del Sud del mondo, le guerre per accaparramento delle risorse, il degrado del pianeta e consentire agli impoveriti di costruire il proprio sviluppo.
Apparentemente, la sobrietà è solo una questione di stile di vita. In realtà è una rivoluzione economica e sociale che manda in frantumi il principio su cui è costruito l'intero edificio capitalista. E' il principio della crescita, invocato non solo dalle imprese, ma anche da chi si batte per i diritti, in base al credo che senza crescita non posso esistere sicurezza sociale né piena occupazione.
Fino ad oggi nessuno ha osato mettere in discussione questo dogma e stiamo affogando nella nostra opulenza iniqua e violenta. Ma non è vero che l'unico sistema possibile si basi sulla crescita. Se riuscissimo a ridimensionare il ruole del denaro e del mercato, ci renderemmo conto che è possibile costruire un'altra economia capace di farci vivere bene pur disponendo di meno. Se riuscissimo ad avere un'altra concezione del lavoro, della richezza, della natura, della solidarietà collettiva, ci renderemmo conto che è possibile costruire un'altra società capace di coniugare sobrietà, piena occupazione e diritti fondamentali per tutti. Ecco perché la sobrietà è molto più di una filosofia di vita. E' un progetto politico che si fa alternativa al sistema.
Abbiamo poco tempo a nostra disposizione. Le risorse si fanno sempre più scarse e si intensificano le guerre per il loro controllo. L'accumulo di anidride carbonica, associato alla distruzione delle foreste, sta provocando rapidi cambiamenti del clima. Se non poniamo un freno alla nostra iperproduzione e al nostro iperconsumismo condanneremo i nostri figli a fronteggiare disastri ambientali e sociali dalle proporzioni incalcolabili. Per questo dobbiamo avere il coraggio e la responsabilità di batterci per un'alternativa. L'alternativa della sobrietà equa e solidale.
Il richiamo a questa esigenza non è un invito ad abbandonare le nostre lotte quotidiane per piccoli obiettivi a portata di mano. Al contrario, dobbiamo rafforzare questo tipo di impegno. Ma dobbiamo viverlo nel contesto di un progetto comune di lungo respiro...



Perché segnalo questo libro?

Perché sono convinto che bisognerà parlare ai nostri bambini di questi problemi. Bisognerebbe fare capire loro (senza spaventarli a morte, ovviamente, ma svegliandoli e mettendoli in guardia) che questo stile di vita superficiale, mirato allo spreco, non è giusto e né può, né deve continuare. Loro, tra l'altro, sono molto più attenti alla natura e alle problematiche ambientali di quanto noi adulti pensiamo.
Parlare di certi temi ai bambini, coinvolgerli in discussioni, fare esprimere loro i dubbi e le paure e le certezze non solo farebbe loro un gran bene, ma li renderebbe meno vulnerabili all'adeguamento sociale che subentrerà alle Medie, dove lo spreco e la superficialità entrano con violenza nei loro comportamenti.
Ecco perché invito a parlare di questo tema: un bambino che già da piccolo è conscio che la vita è sacra difficilmente da adolescente e da grande si farà condizionare dai bulletti. I condizionamenti si aggrappano su chi non sa niente, o poco. Sapere è potere, ma purtroppo - e in questo sono pienamente d'accordo con Gesualdi - in questa nostra Società fanno di tutto per non farci apprendere le cose importanti (E non voglio entrare sulla Moratti!).
Per queste stesse ragioni ho scritto un libro dove insegno a scrivere ai bambini, a tirare fuori quello che hanno veramente dentro di loro. Per le stesse ragioni ho scritto un altro libro, sulla filosofia per bambini, perché lì si impara veramente a discutere, a mettersi in dubbio o a scoprire il proprio carattere e le proprie sicurezze; cose da fare quando si è piccoli e freschi, aperti e non ancora condizionati da questa società (in minuscolo). Ecco perché segnalo questo libro. Non per la politica, ma per il bene dei nostri figli.
E poi, e lo dico senza falso pudore: se anche solo imparassero a sprecare di meno, a non farsi comprare merendine industriali ma portare panini e mele, a rispettare gli animali e chi tra loro è diverso di pelle o di aspetto, questa piccola discussione sarebbe già un'enorme vittoria...

Georg Maag

Per mettersi in contatto con l'autore del libro:
Centro NUovo Modello di Sviluppo
via della Barra, 32
56019 VECCHIANO
coord@cnms.it

P.S.: Sarà difficile, ma mi aspetto qualche commento.

Modificato da - Georg Maag in Data 19/04/2005 08:31:43

Bianca C
piccolissimo scrittore


19 Messaggi

Inserito il - 10/04/2005 :  20:51:31  Mostra Profilo  Rispondi Quotando


E’ difficile intervenire, non perche’ il tema non lo richieda, ma perche’ hai detto in breve tutto cio’ che noi adulti “benpensanti” potremmo dire. Quello che mi resta e’ fare un po’ l’avvocato del diavolo…
Come insegnante e come mamma mi scontro spesso e furentemente contro questo tema e non ti nascondo che il piu’ delle volte ne esco perdente.
Il “consumismo” e’ l’aria che i nostri figli respirano , da quando nascono, spesso l’essere si confonde con l’avere e il sentirsi parte con l’essere uguali.
L’avere e’ ormai sinonimo di sicurezza in se stessi e l’essere uguali e’ appartenenza.

Noi adulti che predichiamo la sobrieta’, piuttosto che accettare e accettarsi diversi come risorsa di scambio… beh, in teoria siamo ascoltati, ma poi, quando si scende in campo… se non hai i pantaloni calati sul sedere e quindi non sei uguale agli altri dovresti dimostrare di essere qualcuno sfruttando solo le tue capacita’, e oggi, quale ragazzino o adolescente e’ cosi’ sicuro di se’? Noi lo eravamo?
Alla scuola materna i miei figli sentivano parlare di pokemon e giacché loro il pomeriggio giocavano con me… (poverini!) si sentivano esclusi dai discorsi degli altri, ne riproducevano i movimenti, il linguaggio, semplicemente ascoltando dagli altri, tanto che, pur di non farlo diventare un argomento tabu’, da rubare appena possibile, fui fautrice di una visione televisiva non piu’ di due o tre volte alla settimana. Diventarono 5!
E la playstation? Anni di lotte, compromessi mai funzionati (compro un pc, cosi’ oltre ai videogames fai anche dell’altro), oggi, contrariamente a quanto mi aspettassi, la play, che a natale e’ stata regalata dai nonni, e’ stata strausata per un paio di mesi, ma ora giace dormiente. Torna in auge quando arriva qualche amico… altrimenti cosa facciamo? Effettivamente a Milano, giornate uggiose, buio alle 17, che fare in casa con un amico?

La sobrieta’, bella parola, racchiude in se’ un senso semplice di vita, un concetto minimalista di consumo che sposerei volentieri, e tento di farlo, ma spesso, anche per noi assomiglia troppo a privazione, sacrificio, se si parla di agi.
Differente e’, e li’ mi arrabbio, se si parla di scelte, di gesti semplici (vedi la raccolta differenziata, sono due cestini vicini, NON PUOI SBAGLIARE!) di consumo non razionale… perche’ scrivere un numero telefonico su un foglio A4 nuovo?

E parlo, parlo… e sbaglio, e rivedo posizioni, e riparlo… e propongo e mi confronto… Non e’ un tema facile, o meglio il tema e’ facile, non scontato, e’ la messa in atto di strategie necessarie che e’ difficile, a volte difficilissima, ma io non demordo… parlo, parlo… e sbaglio, e rivedo posizioni, e riparlo… e propongo e mi confronto…
Grazie Georg per avermi dato ancora una volta l'opportunita' di farlo!
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Georg Maag
Georg


1479 Messaggi

Inserito il - 11/04/2005 :  18:23:07  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Non c'è di che, cara Bianca.
E' un tema veramente importante, e questo fattore esce chiaramente dal libro in questione. In verità si capisce che non abbiamo nemmeno una scelta, ma un dovere, solo che questo cozza contro il pensiero politico e dominante di chi crea l'informazione e di chi la controlla. Insomma: stiamo marciando ad occhi chiusi verso un disastro, mentre ci sarebbero ancora molte cose da cambiare e forse da salvare. Ma se nessuno mai inizia, è difficile cambiare questo modo di pensare.
Ho capito benissimo quello che racconti dei tuoi figli, e so di tante mamme e/o maestre che passano da lì o ci sono passati. Capisco che non si vuole emarginare i propri figli per un atteggiamento del genere, ma allo stesso tempo credo che dire loro quello che si pensa e combattere un po' sia importante non tanto per raggiungere la meta, ma anche per raggiungere un rapporto più completo e di confronto con loro; importante per quando saranno adolescenti e anche dopo...
Un caro saluto da una altrettanto uggiosa Torino
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Georg Maag
Georg


1479 Messaggi

Inserito il - 12/04/2005 :  09:16:21  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Parlando di sobrietà:

Dal 14 marzo in poi non sarà più possibile acquistare l'acqua in bicchiere nei locali pubblici. O meglio, gli operatori dovranno vendere bottiglie intere o aprire una bottiglia per un solo bicchiere e gettare il resto.

Lo stabilisce un decreto del Ministero della Salute, che recepisce una direttiva comunitaria in materia volta a evitare possibili contaminazioni e a consentire ai consumatori di leggere le indicazioni delle etichette.

"Come troppo frequentemente accade, con questo provvedimento si introduce un rimedio che è peggiore del male, se di male si tratta. Il decreto, infatti, finirà col ripercuotersi sulle tasche dei consumatori. E' inevitabile che i contenitori monodose che dovranno essere realizzati per far fronte a questo nuovo obbligo determineranno un aumento di questo tipo di consumazioni", commenta Umberto Venturi, presidente di CNA.COM, l'Associazione di commercianti di Cna.


Poi vedo questa notizia:

Acqua minerale in crisi: salgono i consumi di quella del rubinetto
L'acqua in bottiglia costa dalle 500 alle 1000 volte più di quella del rubinetto e gli italiani se ne sono accorti...


Dopo anni in cui le bottiglie di acqua minerale l'hanno fatta da padrona sulle tavole degli italiani, la situazione sembra ormai essere giunta ad un punto di svolta.
I dati parlano chiaro e dicono che più di un anno non solo il consumo delle acque minerali presenta un trend in costante diminuzione(8,1% dichiarato nel 2004), ma anche la produzione ha subito una forte flessione, che solo nel solo periodo gennaio-agosto 2004 è stata pari a -9,7%.
Ancora più preoccupante proprio perché inserita nel periodo estivo, generalmente miglior momento dell’anno per il consumo di bevande.
Al Contrario, il consumo di acqua del rubinetto (trattata e non) segna incrementi a doppia cifra da alcuni anni anche in Italia, che si va così ad allineare agli altri Paesi europei e al Nord America dove la maggior parte dei cittadini è abituata ad utilizzare l’acqua di acquedotto per i pasti e a trattarla o affinarla tra le partei domestiche per averla refrigerata, con le bollicine e così via.


Coincidenza?

Il nostro mondo sembra ormai essere avvolto in un foglio di plastica. Quasi ogni prodotto che compriamo, la maggior parte del cibo che mangiamo e molti liquidi che beviamo sono contenuti in imballaggi di plastica. Se a questo aggiungiamo tutti gli oggetti fabbricati appositamente in questo materiale ci rendiamo conto della dimensione del problema.

Lo scandalo nello scandalo, invece, è l'utilizzo di milioni e milioni di bottigliette di plastica monouso che comincierà da subito.
Ma come stiamo a riciclo delle materie plastiche?

Da un rapporto del 2001: L’Italia è, assieme alla Francia, il paese con il più alto consumo pro capite di imballaggi. Allo stesso tempo è il paese europeo con il più basso livello di riciclaggio, circa venti punti sotto la media europea e meno della metà rispetto ai paesi leader. Per tutti i materiali il tasso di riciclo è inferiore alla media europea ed in particolare per metalli e cartone.
In Italia, per ogni abitante finiscono in discarica 137 Kg di rifiuti da imballaggio, contro una media europea di 74 Kg. ab.
Schiacciante il distacco che l’Italia manifesta nei confronti del resto d’Europa, per quanto riguarda il sistema a rendere ed in particolare nel caso degli imballaggi primari (quelli dei singoli prodotti che finiscono ai consumatori).
Gli imballaggi riutilizzabili (quelli che vengono lavati e ririempiti) in Italia, nel 1999 costituivano il 14% del mercato delle bevande, latte incluso, contro una media europea del 41%.

http://www.fareverde.it/informati/dossier_rifiuti2001.php

Fig. 4 Caso base: rifiuti domestici ed industriali di imballi plastici differenziati alla fonte

La figura 4 mostra l'eco-efficienza dei sei scenari considerando il caso base illustrativo per i criteri ambientali (pesi uniformi di tutti i fattori eccetto la tossicità per l'uomo e per l'acqua).
Di seguito le principali considerazioni che ne risultano:
- la messa in discarica del 100% comporta il maggior impatto ambientale, ma attualmente rappresenta l'opzione più economica dal punto di vista dei costi.
- all'altro estremo il 50% del riciclo dei rifiuti degli imballaggi in plastica comporta il minor impatto ambientale ma ad oggi rappresenta la soluzione economicamente più svantaggiosa
- un riciclo meccanico del 15%, combinato con un recupero energetico, comporta il più basso impatto ambientale a costi ridotti rispetto all'andamento medio attuale

da: http://www.e-gazette.it/approfondimenti/ap100a.htm


In altre parole: meno ricicliamo, meno costa.
Ma a livello d'impatto ambientale?
- la differenza tra un riciclo del 15% ed un riciclo del 50%, considerando in entrambi i casi anche il recupero energetico, equivale in termini di impatto ambientale ad un aumento di percorrenza in auto di 20 km all'anno da parte della popolazione europea, mentre i costi totali aumentano di un fattore tre.

Un po' di numeri
· 30 milioni di tonnellate: il quantitativo di rifiuti prodotti in Italia ogni anno
· 2 milioni di tonnellate: i rifiuti convogliati ogni anno verso i termovalorizzatori presenti sul territorio.
· 60% sul totale la popolazione italiana che può usufruire della raccolta differenziata.
· 13% è la crescita in percentuale della raccolta differenziata tra il 2002 e il 2003 nel nostro paese.
· 11 milioni di tonnellate: gli imballaggi presenti annualmente sul mercato italiano.
· 51% la percentuale complessiva degli imballaggi, in rapporto a quelli immessi, riciclati nel 2003 in Italia.

Bella legge, direi. Tanto ricicliamo al massimo il 51% di quelle bottigliette che pure costano care anche a noi...

Modificato da - Georg Maag in data 12/04/2005 09:21:39
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Claudia
Piccoloscrittore appena arrivato


2 Messaggi

Inserito il - 18/04/2005 :  10:16:46  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Parole sante...sono un'ambientalista e conosco Gesualdi per aver collaborato con lui in tema di OGM.
La tutela dell'ambiente, la liberta' di questa generazione e di quelle future, trasmettere queste consapevolezze ai piu' piccoli senza limitarli, ma "suggerendo" e lasciandoli anche sbagliare, pronti a "suggerire" di nuovo in seguito alle loro esperienze....e' un percorso difficile, soprattutto alla luce (anzi, all'ombra!) dei continui messaggi di una societa' dell"informazione" che punta solo a farci consumare per poi comprare e consumare e ricompare....
Il mio consiglio (che e', poi, la strada che ho scelto) e' continuare...RESISTERE! Informare, comunicare, confrontarsi, indicare una direzione diversa. Spegnere la tv, accendere la nostra creativita' in reciproco scambio con quell'energia pulita e rinnovabile che sanno darci i piu' piccoli. Accendere la loro liberta' attraverso stimoli non contaminati da interessi. Per gli insegnanti, suggerisco di invitare le associazioni ambientaliste, animaliste e di tutela dei diritti umani nelle classi, molte hanno programmi appositi a seconda dell'eta' dei loro interlocutori. Molti si affidano a giovani volontari pieni di entusiasmo e capaci di trasmetterlo, molto piu' efficacemente degli standardizzati spot televisivi e, soprattutto, orientati verso tutt'altra direzione! E poi, a casa, continare, ogni giorno, senza discorsoni, con la semplicita'dell'esempio, col sorriso di chi fa la cosa giusta, non solo per se', ma pensando al posto in cui vive con una mentalita' non miope. Con la raccolta differenziata, trasformando il fare la spesa in una sorta di missione speciale, in un gioco che ha l'obiettivo di "scovare i piu' bravi", quelli che lavorano per la qualita' (il biologico, ma e' solo un esempio), per la nostra salute, per quel mondo migliore a cui tutti possiamo contribuire. Non siamo pochi!
Buon lavoro a tutti...c'e' tanto, tantissimo da fare!!!
Claudia
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Georg Maag
Georg


1479 Messaggi

Inserito il - 19/04/2005 :  08:28:29  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Cara Claudia,
grazie per il gradito commento. Credo che - almeno in teoria - siamo in tanti a vedere le cose così. Basta avere gli occhi, basta guardarsi attorno, basta persino leggere tra le righe dell'informazione così becera e controllata verso il basso.
Lo sanno anche i ventenni di oggi; infatti, si sente sempre più spesso la frase "è/siamo la prima generazione che sarà più povera dei propri genitori".
Più povera di lavoro, più povera di cultura, più povera soprattutto di natura e naturalezza.
Dunque sarebbe l'ora di fare qualcosa, per piccolo che sia. Iniziare dai bambini mi sembra una scelta perfetta.
Ma basta leggere la lettera di Bianca per capire quanti problemi vengono a galla anche per un tema così facile (almeno a prima vista) come quello di spegnere la tivù, come giustamente dici.
Allora non ti lascio scappare dall'amo, e ti invito a darci qualche esempio pratico come si può fare, qualche argomento per far capire ai nostri figli che non guardare non vuol dire "non fare", o "annoiarsi", oppure, peggio ancora, "essere fuori dal branco".

Sul tema degli insegnanti ti chiederei inoltre di voler eventualmente darci qualche nome, indirizzo, link.
Credo che i lettori di questo forum sarebbero contenti per un qualche aggancio pratico.
Grazie
georg
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Claudia
Piccoloscrittore appena arrivato


2 Messaggi

Inserito il - 20/04/2005 :  13:04:08  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Caro George..."abbocco" e ti rispondo molto volentieri!
Spegnere la tv e' difficile, soprattutto perche' fa parte delle abitudini del branco, del sentirsi appartenere a un gruppo. E' difficile, dice bene Bianca....pero' cerchiamo di applicare un po' di buon senso. "Spegnere la tv" e' un'affermazione assoluta, forse anche impraticabile, comunque complicata. Proviamo a dosare, troppo spesso il video diventa una facile baby-sitter a cui affidare i piccoli, cosi' stanno tranquilli, sotto controllo in casa e non dobbiamo preoccuparci piu' di tanto. Mi rendo conto che cio' verosimilmente puo' accadere meno ai partecipanti a questo forum perche', peoccupandosene, hanno espresso una consapevolezza nel voler trovare insieme altre possibili strade da percorrere. Il buon senso, dicevo...strumento raro! Un po' di tv, anche di play station, di computer....la teconologia che abbiamo a disposizione, come tutti gli strumenti, dovrebbe essere aiuto e non surrogato. La si puo' vedere insieme, magari commentando con un po' di spirito critico cio' che essa ci propina, dalle scene di violenza (fin troppo presenti), al telegiornale, alla pubblicita'. Stessa cosa per la play station: puo' essere divertente partecipare, ma senza eaagerare! A quel punto, diventiamo anche piu' "credibili" se avanziamo una critica o, quando necessario, motiviamo un divieto. E poi....insieme, basta un pallone e il prato sotto casa per creare un'alternativa stimolante! Se il tempo e' brutto, tutto in casa puo' diventare gioco se affrontato insieme e nel modo giusto, persino gli oneri domestici. Lo so che applicare questa teoria al quotidiano non e' cosa facile, pero' e' importante provarci: nel provarci cominciamo a dare un segnale e chissa' che non si venga anche aiutati, trasformando quello che inizialmente ci appare come un problema in una meravigliosa opportunita' di partecipazione.
Per rispondere alla tua richiesta riguardante le associazioni, la mia esperienza ( e quindi qui esprimo un mio personale parere) mi fa ritenere Greenpeace la piu' seria tra le associazioni ambientaliste italiane. Per un motivo che (guarda un po'!) e' collegato ai discorsi sulla sobrieta' e sulla indipendenza. Greenpeace non accetta nessun tipo di finanziamento proveniente da aziende o partiti, vive esclusivamente del contributo dei singoli privati cittadini: cio' significa che e' libera di attaccare chiunque, senza "debiti di riconoscenza". Ad esempio, troppo spesso ho visto associazioni che andavano a controllare la pulizia dei nostri mari finanziati da candeggine (e il cloro, lo sappiamo tutti, e' tra i killer piu' pericolosi in questo senso!). Purtroppo, questa scelta implica anche una serie di difficolta' di sopravvivenza che non permette a Greenpeace di avere dei veri e propri programmi didattici: il mio suggerimento e' contattare il gruppo locale (http://www.greenpeace.it/new/partecipa.php) e chiedere loro un intervento presso le scuole. Il WWF (http://www.wwf.it/educazione/index.asp), avendo piu' fondi, ha un programma organico e strutturato, cosi' come Legambiente (http://www.legambienteonline.it/legaita/index.html) che, onestamente, e' un po' troppo politicizzata. Anche qui...un minimo di attenzione e, a seconda del livello delle classi, si puo' organizzare qualcosa di buono.
Per quanto rigurda l'educazione ai diritti umani, amnesty (http://www.amnesty.it/educazione/scuola/?page=scuola) ha una sezione "rivolta agli insegnanti delle scuole di ogni ordine e grado che desiderano avere un rapido accesso a itinerari didattici e proposte di attività da svolgere in classe". Sono davvero bravi!
Per concludere, mi permetto di suggerire a tutti gli adulti (insegnanti o no), l'uso del sacrosanto manuale di Gesualdi "Guida al consumo critico" per imparare a fare la spesa orientando i nostri acquisti in modo consapevole.
Perdonatevi se vi ho annoiato, ma ho provato a dare il mio contributo e...proprio a proposito di contributi...complimenti a George!
claudia
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Georg Maag
Georg


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Inserito il - 26/04/2005 :  08:37:09  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Grazie mille, Claudia, per averci dato qualche esempio pratico. Secondo me è importante non allontanarsi troppo dalla praticità quando si parla di questo tema. Altrimenti rischia di rimanere "vago", solo un discorso vuoto; invece dovrebbe essere o divenire un insieme di gesti quotidiani.

Aggiungo qualche riga di un articolo apparso sulla Stampa del 21 aprile 2005, con il titolo "Stupidità, la peste di oggi" estratto dell'ultimo libro di Vittorino Andreoli DIETRO LO SPECCHIO, Bur:

"La stupidità massima si coniuga, l'abbiamo detto, con il potere, quando cioè l'uomo tende ad aumentare la propria avidità. Però la stupidità s'infiltra ovunque, fino ad obbligare la persona onesta e creativa a chiudersi nella cella del privato, in una stanza che ha il sapore di un carcere di massima sicurezza.
Ci sono mafia e 'ndrangheta, ma anche i clan universitari, le famiglie intellettuali e industriali. Una società idiota. I più grandi emarginati del tempo presente sono le persone veramente intelligenti. Sullo scenario della vita si percepiscono solo le loro controfigure, sembrano intelligenti ma sono idioti. I travestiti della mente, dentro la testa hanno solo sterco. Come in un transsessuale: si cerca il mons veneris e si trova un pene mostruoso.
Gli intelligenti vivono male in questa società, ma sono pochi ed insignificanti. Per il resto è una "città ideale", persino democratica, dove tutti sono egualmente idioti, ma nessuno se ne accorge e quindi si può cambiare il dizionario e dare la stessa definizione dell'intelligente all'idiota. La misura di tutte le cose è il denaro, questo amuleto delle civiltà evolute. Può tutto e ha dalla propria parte ogni divinità.
La stupidità è endemica, come la più grave delle malattie infettive, come la peste. E' la peste del tempo presente. Se uno è stupido si aggregherà con gli stupidi, si attornierà di idioti. Si attiva il meccanismo della selezione naturale: gli intelligenti sono segregati e uccisi psicologicamente, gli stupidi si moltiplicheranno come i topi, come i conigli. Genereranno bambini che la natura potrà anche aver dotato di capacità creative, ma diventeranno stupidi perché educati alla stupidità.
(...)
L'intelligenza è una possibilità della biologia, non un imperativo, non una necessità. L'educazione sopprime ogni potenzialità e così crescono piccoli idioti che poi diventano grandi e ancora più idioti. I bambini più intelligenti muoiono perché appaiono, nel migliore dei casi, folli. Una società di idioti genera idioti che genereranno idioti.
Persino gli strumenti tecnologici ne vengono colpiti: basti guardare la televisione, il cinematografo, i videogiochi. Oggetti stupidi a immagine e somiglianza di un uomo cr*** che deve stare in video a mostrare il proprio mostruoso pene, l'unico organo vivente. Sul teleschermo si muovono tanti peni incravattati, rivestiti di griffe prestigiose. Una società di idioti non può che avere una televisione idiota che li rassicuri, che permetta di identificarsi continuamente, di percepirsi come grandi.
(...)
Se il fine dell'umanità è la felicità, allora questo tempo è in perfetta sintonia con l'evoluzione. Aumentando il sapere, aumenta il dolore: l'idiota non sa nulla ed è felice."

Non so come dargli torto. E trovo che entri a pieni doveri nella nostra discussione. Sicuramente la dice lunga sulla battaglia che i genitori intelligenti di oggi devono combattere.

Modificato da - Georg Maag in data 24/05/2005 08:54:14
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Georg Maag
Georg


1479 Messaggi

Inserito il - 24/05/2005 :  08:37:55  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
GERMANIA:
IN 20 MILA MUOIONO OGNI ANNO PER TROPPA TV
.
Ventimila tedeschi muoiono ogni anno per problemi collegati all’eccessivo tempo trascorso davanti al televisore. A sostenerlo è il quotidiano Bild, citando la tesi del professor Manfred Spitzer, ricercatore e specialista di neurologia all’università di Ulm. Secondo il professore dosi eccessive di tv provocano so-vrappeso, pressione alta e diabete. I bambini che stanno troppo a lungo davanti al televisore consumano snack poco sani, condizionati dalla pubblicità televisiva, e hanno meno tempo per fare sport.

Da: Rai sotto esame
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Georg Maag
Georg


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Inserito il - 24/05/2005 :  09:00:39  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
... io gioco con una bambolina. È molto preziosa, e ho sempre paura che si rompa. Me l'aveva regalata mio nonno. È la mia migliore amica, e quando sono triste piango accanto a lei e mi sento sollevata, anche se non può fare un solo gesto. Io vorrei tanto una volta giocare con i miei genitori...

... e ben vengano gli intervalli! Quello del mattino è troppo breve: dobbiamo lavarci le mani, far merenda e ci rimane solo un quarto d'ora per giocare. A volte penso che dovremmo protestare e sogno che, in delegazione, andiamo nell'ufficio della direttrice e portiamo le nostre ragioni: ”Otto ore a scuola sono lunghe, senza contare che qualche bambino ne fa dieci col pre e il post-scuola! In tutte queste ore ogni nostra attività è controllata, come nei viaggi organizzati! Abbiamo bisogno di più momenti in cui sentirci liberi di scegliere cosa fare e con chi stare."...


Dallo spettacolo:
"I bambini di oggi incontrano i bambini di ieri"
1 giugno 2005, ore 17.00,
tensostruttura del Parco della Tesoriera
con tre classi IV della scuola Dewey di Torino e le loro maestre
Ideazione e stesura copione: Georg Maag
Sul palco: 50 bambini, 15 "nonni" e 3 maestre
ingresso gratis
Finanziamento parziale da parte della Circoscrizione IV di Torino


Lo spettacolo sarà un confronto tra i bambini delle quarte Elementari e un gruppo di 10 - 12 dei loro nonni (volontari ed entusiasti), una sorta di scambio di "cartoline dal mondo di un bambino che aveva nove anni cinquant'anni fa" contro le "cartoline dal mondo di un bambino che oggi ha nove anni ".

Durante tutto l'anno scolastico si ha lavorato duramente sull'espressione scritta, andando a finire in una inchiesta tra tutti i bambini su nove temi-chiave (felicità / paure / rapporto con gli adulti / cibo / libertà / amicizia / scuola / pubblicità / cosa farò da grande).
Le testimonianze raccolte sono frasi o passaggi topici estrapolati da una moltitudine di temi scritti nelle tre classi, rimaste anonime per non impaurire i bambini e per permettere loro di esprimersi liberamente.
In seguito è nato un "gruppo spontaneo" di nonni e nonne degli stessi bambini, tutti ovviamente volontari ed entusiasti di poter testimoniare le loro esperienze del passato per metterle a confronto con quelle dei loro nipotini.

Qualche idea sulla forma dello spettacolo si può vedere qui sul sito nel forum dei bambini, discussione "Teatro Dewey classi IV 2004-5" o passando direttamente alla discussione: http://www.piccoliscrittori.it/forumita/topic.asp?TOPIC_ID=215

So che è un "non-evento". Ma lo è soltanto in quanto non si tratta di un "vero" spettacolo, con biglietti a pagamento. Nè ci saranno veline semi-nude o ricchi premi in palio. Di nudo ci sarà un palco con sopra 50 bambini e 15 nonni, e basta.
In verità potrebbe essere un'occasione unica in una città come Torino per scoprire qualcosa di prima persona (e senza filtri politici o istituzionali) sulla realtà dei bambini di oggi, spesso disperatamente soli con i loro problemi e con le loro ansie, ma allo stesso tempo incredibilmente maturi se si tratta di affrontare temi difficili o spinosi.
Sarà uno spettacolo bellissimo (sicuramente per i bambini e per i nonni, forse di meno per qualche genitore... in parte non vogliono far venire nemmeno i bambini per poter partire subito in macchina o camper per il ponte alle 17.00, a scuola appena chiusa! Una sera con i nonni le tre maestre ne parlavano ed erano incredule per il totale disinteresse dimostrato da alcuni genitori nel confronto dei propri figli) e importante per i bambini, protagonisti ma allo stesso tempo ascoltatori increduli di fronte alle differenze e alle similitudini nei sentimenti con la generazione dei nonni, molto più vicina a loro degli stessi genitori. Ci sono testimonianze meravigliose, semplici e piane.
Ma lo spettacolo è di più: inconsciamente diventa una valvola di sfogo, un "j'accuse" che parlerà di tremende solitudini a casa, di divieti, di televisori perennemente accesi nella cameretta piena di giocattoli e senza un solo gioco, di parole dolci non dette, di disattenzione e di menefregismo.

Mi piacerebbe interessare qualcuno di "esterno" per farlo venire allo spettacolo alla tesoriera. Già solo per onorare il gran lavoro dei bambini durante tutto un anno scolastico.
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Capo tra i piccoliscrittori


954 Messaggi

Inserito il - 27/06/2005 :  16:08:16  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Una volta tanto svègliati dall'apatia e imponiti un sussulto di dignità.
Scrollati di dosso la scimmia dell'indifferenza.
Liberati dalle frivolezze della televisione.
Vai oltre il provincialismo della grande stampa.
Dai un calcio alla retorica del nazionalismo, del patriottismo, del militarismo e altri rigurgiti fascisti. Torna a pensare con la tua testa e guarda il mondo in faccia in tutta la sua realtà.
Allora scoprirai che l'umanità sta vivendo il più grande scandalo della sua storia.
Mai ha prodotto tanta richezza, mai ha creato tanta povertà.


Queste parole ricordano come molti, troppi, non siano più in grado di far funzionare la propia testa senza dover prima guardare da che parte si sta accalcando tutta la massa, per paura di fare qualcosa che venga disprezzato dai più, una sorta di passo falso.
A volte non capisco proprio questo bisogno irrevocabile di sentirsi accettati. Se ci pensiamo un attimo ci accorgiamo che un'infinità di persone sono diventate una sorta di camaleonte, cambiano a seconda di quello che gli sta attorno, e finiscono per perdere di vista la propria individualità. E' questo che sta spingendo il mondo a velocità impressionante verso un baratro dal quale sarà difficile, se non impossibile, rialzarsi.
Così alcuni non riescono a fare a meno di quel nuovissimo oggetto descritto dai media come fantastico, irripetibile, insuperabile, che in una botta compare nelle case di tutti. Avendo l'ultimo modello di PlayStation attaccato alla TV uno si sente al livello di tutti gli altri e quindi il suo stile di vita, se così vogliamo definirlo, è approvato. Se non ce l'hai sei uno s***to. Poi, come diceva giustamente Bianca, dopo un certo periodo di tempo cade nell'oblio più totale, però c'è. Quando era il momento giusto, quell'oggetto sembra aver salvato la vita a chi lo possedeva, facendo sì potesse integrarsi nella collettività.
Ecco, è questa sorta di globalizzazione che sta rovinando tutto, perché gioca sul "o sei dentro o sei fuori", mira a muovere tutti in una sola direzione, una passo alla volta, così sono più facilmente controllabili.
Tutti questi sono soldi miseramente sprecati. La classica frase "C'è gente che muore di fame" è più vera di quanto si pensi, anche se ogni volta che la si sente, molti alzano gli occhi al cielo e fanno finta di non sentire.
E c'è gente che muore di fame perché noi approfittiamo dei soldi che abbiamo per scialacquarli in cose totalmente inutili, ma che tutti hanno, mentre invece potremmo pensare di fare l'enorme sacrificio di rinunciare al nuovo cellulare che fa anche il caffé con la panna e fermarci a pensare che a molta gente nel Terzo Mondo non importa un fico secco del nostro cellulare, loro chiedono soltanto da mangiare e acqua potabile, e magari qualche servizio ospedaliero, e noi grazie alla nostra visione egoistica delle cose non siamo disposti a sganciare neanche una lira!
Per il semplice motivo che i molti di cui sopra, pensano soltanto a loro stessi, senza sapere che è l'esistenza più vuota che possono condurre.
Se, anche per quel poco che ho fatto, potessi far sapere a tutti quanto è dannatamente bello ed appagante poter aiutare chi non necessita d'altro che di un sorriso o una carezza, o di qualcuno che lo ascolti, se potessi far sapere a tutti la scena idilliaca che si può vivere standosene seduti in un prato, la sera, attorno al fuoco e canticchiare al suono di una chitarra invece di starsene a casa attaccati a un telefilm in tivù, se potessi giuro che sarei tremendamente felice. Peccato che tanti non siano disposti ad ascoltare una sola parola di quello che ha da dire una come me... perché è sotto al naso di tutti che non sono come gli altri, basta solo vedere la gente che si volta schifata a guardare mentre con il mio gruppo di amici ce ne andiamo per le strade, gli facciamo schifo già solo perché non siamo vestiti perfettamente alla moda... Una volta ho anche rischiato di prenderle perché non apparivo, e non ero, come tutti gli altri. Pensate a dove stiamo andando a finire...
Quindi dato che probabilmente nessuno ci starà a sentire, non resta che tentare da soli, chissà che qualcuno si accorga di andare dalla parte sbagliata. E tutti quelli che si girano dall'altra parte facendo finta di non vedere dovranno ammettere di non aver conosciuto che un teatro di squallidi e tristi burattini che mimavano di essere felici...
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