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 Piccoliscrittori: i nostri racconti
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adele
Gran Capo tra i piccoliscrittori


1350 Messaggi

Inserito il - 27/10/2008 :  19:43:47  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Se non sbaglio (non l'ho letto per cui...) dovrebbe essere un libro in cui una setta di uomini di cultura difende gli ultimi libri rimasti sulla terra dopo che chissà chi li ha fatti distruggere... non ricordo bene...
Penso che sia un incrocio fra Asimov e Georg Orwell, almeno così mi pare di ricordare...
Non mi ha mai attirato molto sinceramente, al contrario di ciò che dici tu... Poi potrò anche sbagliarmi... per ora mi sto sparaflashando di letteratura latino-americana... per cui non credo avrò tempo di leggere altro oltre al mio meraviglioso e impareggiabile Màrquez... madonna mia io AMO quell'uomo...
Lo amo, sul serio

MESSAGGIO PER GABRIEL GàRCIA MàRQUEZ:

MI VUOI SPOSARE?? PLEASE!! SE RISPONDI DI SI CHIEDO IL DIVORZIO DA MATT75 E VENGO A VIVERE CON TE... SAREMO DUE CERVELLI E UNA CAPANNA MON AMOUR...

Adele
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Georg Maag
Georg


1479 Messaggi

Inserito il - 28/10/2008 :  07:07:46  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
E beh, ragazzi, mi tirate per i capelli se scrivete di Ray Bradbury! Non resisto, lo adoro!
Allora, tenterò di essere breve (difficilissimo per uno scrittore, come avrete notati):

«Riempiti gli occhi di meraviglie, vivi come se dovessi cadere morto fra dieci secondi! Guarda il mondo: è più fantastico di qualunque sogno studiato e prodotto dalle più grandi fabbriche»

(Fahrenheit 451)


Ray Bradbury è da trent'anni tra i miei autori favoriti. E' uno scrittore del tutto atipico, perché si muove tra la fantascienza, il giallo e l'onirico, mescolando gli ingredienti con saggezza a tal punto da aver inventato uno stile tutto suo. Tra l'altro credo sia ancora vivente, deve avere 90 anni o giù di lì. Pochi anni fa era collegato via internet ad una discussione filosofica sul futuro del mondo all'università di Torino e sembrava vispo come mai.
Possiede una mente talmente fervida che non mi ricordo di aver letto, tra le più di 100 "short stories" che conosco, nemmeno una che non mi sia piaciuta per l'idea di partenza e per il taglio che sa dare alla scrittura.
"Fahrenheit 451" è il romanzo che lo ha fatto "esplodere" a livello mondiale per il grande pubblico. Il romanzo infatti nasce da una delle short stories di Bradbury, "The fireman" (il pompiere) del 1951 e diventa, più tardi, piéce teatrale (sceneggiatura dello stesso Bradbury) e un film per il grande schermo di Francois Truffaut (che non mi ha mai veramente entusiasmato).
Se volete sapere di più sul libro, andate su Wikipedia: http://it.wikipedia.org/wiki/Fahrenheit_451 romanzo (non riesco ad incollare l'url esatto, non so perché, ma basta cliccare poi su "il romanzo" e vi si apre la pagina giusta).
Secondo la mia personalissima opinione, Fahrenheit è un bel libro per la feroce critica che esprime contro un sistema politico totalitario (in questo assomiglia come tematica a Huxley e Orwell), ma non è sicuramente tra i miei preferiti di Bradbury.
Solo il finale mi fa veramente impazzire: è di una struggente bellezza, l'idea è talmente bella da farti venire la pelle d'oca.

L'opera di Bradbury è stata tradotta in italiano solo in (buona) parte (preferisco leggerlo in Inglese, possiede una tale padronanza della lingua che è un piacere gustarselo) e non sempre nell'ordine in cui le storie erano raggruppate nei libri originali. Non ho mai capito il perché.
Direi che sicuramente vale la pena leggere Fahrenheit. Già solo per il finale incredibile (che non vado a svelare, ci mancherebbe ancora! ) dovete leggerlo voi stessi; in quanto piccoliscrittori vi piacerà di sicuro!
Ma oltre al romanzo direi che "Le cronache marziane" sono assolutamente da non perdere. Si tratta di una raccolta di short stories che compongono nel loro assieme la situazione su Marte.
Wikipedia dice: La pubblicazione originale dell'intera collezione di racconti più o meno brevi, risale al 1950, che conferisce a Bradbury fama internazionale. E sono in molti a riconoscere proprio nelle Cronache marziane il suo indiscusso capolavoro, ancor più del romanzo Fahrenheit 451 scritto in seguito.

Nel 1950 raccoglie in un unico volume le sue Cronache marziane, che ottengono così un vasto successo internazionale, ancora oggi a distanza di anni, nonostante ormai queste storie siano datate, nel senso che la data in cui i vari avvenimenti sono stati sistemati è stata superata: questo fatto, però, ha scarsa importanza, non togliendo nulla al valore dell'opera in sé.


E poi, per finire, mi raccomando di gustare già solo i titoli che Bradbury ha saputo dare a moltissimi dei suoi racconti brevi.
Cito soltanto alcuni:
- Il meraviglioso abito color gelato alla panna
- Le macchine della felicità
- La fine del principio
- La follia è una bara di cristallo
- Io Canto Il Corpo Elettrico!
- La grande partita bianca e nera
- Il grande mondo laggiù
- Una medicina per la malinconia
- Profumo di salsapariglia
- L'estate di Picasso (meraviglioso!)
- Il pappagallo che conobbe papà
- Il giorno in cui piovve sempre

Potrei andare avanti così, ce ne sono a centinaia e vi garantisco che in Inglese sono quasi sempre molto più belli. Purtroppo risultano spesso difficili da tradurre in italiano. Ci sono gruppi musicali che hanno preso titoli di Bradbury per le loro canzoni, ci sono film con i nomi dei suoi racconti, c'è di tutto e di più.
Insomma, non posso dire altro che andare in biblioteca e cercarvi un libro che contenga i racconti di Bradbury. Metteteci il naso, e se vi piace, prendetelo e portatelo a casa.
Georg
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miticalilly96
piccoloscrittore già più grande


276 Messaggi

Inserito il - 28/10/2008 :  11:30:00  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Uhm...quando avrò tempo mi leggerò la trama...

Per Adele: anche mio papà è un fan di Marquez...solo che lui i libri li legge direttamente in spagnolo perchè...taratara...è sudamericano!
Cioè, mio nonno e mia nonna (da parte di mio padre, italiani) sono andati negli Stati Uniti per un lavoro e poi si sono trasferiti in Argentina, dove è nato mio papà e le mie due zie. Beh, dopo hanno fatto su e giù dall'Argentina all'Italia finchè mio papà ha incontrato mia mamma (italiana) e ha deciso di stabilirsi qua...e così anche mia zia...l'altra zia è voluta rimanere in Argentina, così mio padre la va spesso a trovare e si compra i libri di Marquez in spagnolo...e tattatarata: ha l'autografo!
Comunque, dopo questa piccola parantesi sulla mia famiglia, ecco la scheda dell'ultimo libro che (finalmente!) ho letto...

Titolo: Le guerre del Mondo Emerso - La setta degli Assassini
Autore: Licia Troisi
Casa Editrice: Mondadori
Costo: 17 €
Trama: Sono passati 40 anni dalla grande guerra che ha messo fine alla sete di conquista di Aster il Tiranno, ma ancora il mondo Emerso non ha trovato pace. Dohor, cavaliere di drago diventato re della Terra del Sole, sta lentamente stendendo la sua influenza sul resto delle Terre Emerse, vincendo la resistenza dei pochi che ancora gli si oppongono. Tra questi il Consiglio delle Acque, che sembrà però perdere terreno di giorno in giorno, e il fronte guidato dallo gnomo Ido, che combatte da più di cento anni ed è sempre il migliore.
Eppure Dohor non è l'unico a tramare per il potere. La misteriosa Gilda degli Assassini, i cui membri sono votati all'omicidio in tutte le sue forme, ha riportato in vita il culto sanguinario e terribile di Aster il Tiranno. Per compiere i propri oscuri piani, la Gilda ricerca ovunque soldati e guerrieri assassini come Dubhe, che, a diciasette anni, è la ladra più abile della Terra del Sole, capace di entrare come un'ombra nelle case più protette e sottrarvi quanto di più prezioso. Dubhe, secondo la Gilda, è una Bambina della Morte, un essere con il dono oscuro di uccidere, anche se la ragazza ha giurato che non avrebbe mai tolto la vita a un umano dopo il terribile incidente che l'ha resa orfana e senza patria. La Gilda, però, ha molti mezzi per convincere chiunque. Come un sortilegio, che dovrebbe trasformare Dubhe in una schiava pronta ad uccidere a comando...
Punti buoni: S-T-U-P-E-N-D-O!!! La Troisi ancora una volta non mi ha deluso!
Punti critici: Ecco, io avrei tolto un po' di particine sanguinarie della Gilda, perchè alcune fanno un po' "schifio"...
Note: Come eroina, preferisco Nihal (protagonista delle " Cronache del Mondo emerso", perchè Dubhe pensa solo a salvarsi la pelle e non al destino del Mondo Emerso...però la trama è ben fatta!
Ah, altra cosa...non so se lo sapete, ma la Troisi ha fatto uscire da poco un nuovo libro, "La ragazza Drago"...la trama non è male, ma lo stile è un fantasy troppo semplice per i miei gusti, nel senso che ha un linguaggio semplicissimo...Poi non mi piace molto Sofia, è troppo fifona...Per questo considero "La ragazza drago" un po' scadente verso gli altri libri...staremo a vedere il seguito!

Oooooooooh...finito di scrivere! Besos
By una Lilly ancora a casa e malata

Modificato da - miticalilly96 in data 28/10/2008 11:31:30
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Goblin Delirante
piccolissimo scrittore


48 Messaggi

Inserito il - 28/10/2008 :  21:15:24  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Ho letto le tre Cronache del mondo emerso varie volte e ho anche letto la trilogia delle Guerre.
A mio parere, non c'è paragone, le Cronache sono infinitamente più belle ...
Penso che togliere le parti un po' cruente abbasserebbe i livello del libro, soprattutto del primo, perchè la cosa secondo me più importante è la situazione di Dhube e dei suoi sentimenti in questa.
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adele
Gran Capo tra i piccoliscrittori


1350 Messaggi

Inserito il - 28/10/2008 :  21:20:34  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Per Georg: Come ti dissi una volta, esistessero persone con la METà della tua voglia di spiegare, di insegnare o di prendersi tempo per dire quello che si pensa, e il mondo sarebbe centomila volte migliore. Mi hai fatto venire voglia di leggerlo, sto Bradbury!! (Ora non esageriamo... solo mi hai incuriosito un pò di più...)

Per Lilly: 1. mi disp che sei ammalata...
2. TUO PADRE HA L'AUTOGRAFO DI MARQUEZ??????? ooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooo!! IO PURE LO VOGLIOOOOOOOOOOOO!! SIGH SOB!! ANZI, PEGGIO, CIOè MEGLIO, TUO PADRE è SUDAMERICANO??????????????? QUINDI TU SEI SUDAMERICANA PER METààààààà???? MA IO PUUUUUUUUUUUUUUUUUUUREEEEE LO VOGLIO ESSEREEEEEEEEEEE!! UFFA UFFA UFFAAAAAAAAAAAAAAAA!!!

PER ENTRAMBI: Piacerebbe TANTISSIMO anche a me leggere i libri in lingua originale (non so se sapete che uno dei miei grandi sogni sarebbe fare come Tomasi di Lampedusa, il quale studiava una lingua finchè non la sapeva come la sua solo per leggersi i romanzi in lingua originale... tipo si studiava il latino per leggersi Apuleio senza la traduzione, o il greco per leggere Omero, etc etc... Solo che il caro Tomasi di Lampedusa non doveva cummattere con centinaia di compiti, feste, amici che ti tradiscono, e tutte le varie rogne della vita odierna, lui. Poteva permettersi di starsene stravaccato in poltrona quanto cavolo gli pareva e piaceva, lui. Quindi non è tanto la stessa cosa... comunque...). Dicevo, mi piacerebbe. Ma ovviamente ci vuole più tempo. E l'unica cosa che mi manca è il tempo. Già ho poco tempo per leggere in generale (CITAZIONE MOMENT: "Oh, ma ci sono così tante cose da fare. Fumare, fare sesso, dondolarsi sui dondoli. Avrò più tempo per leggere quando sarò una vecchia carampana" da "Cercando Alaska" di John Green), pensa per leggere in lingua originale, col dizionario accanto e la matita per gli appunti dietro l'orecchio...
Mi piacerebbe davvero. Ma ovviamente potrei farlo solo con a)francese b)inglese c) (fra qualche mese, forse, si spera) latino e greco.
E restano così tante lingue fuori... fra cui lo spagnolo del mio amato Garcia Marquez...
Quindi, per l'ingordigia di buona letteratura (seppur con traduzione altrui) leggo ciò che mi capita sottomano in italiano.
Uno dei miei libri preferiti, Twilight, l'ho letto anche in francese (che fra l'altro non è manco la lingua originale, ma l'ho preso in Francia in superofferta per cui...) , ma ci sono stata tipo tre mesi, e nel frattempo leggevo anche altro perchè spesso non m'andava di applicarmi così tanto... E quello era un caso facile perchè già conosevo la trama... il che basta a darvi un'idea...
Ho letto anche il mio eterno amore, Baudelaire, in francese (che sarebbe la lingua originale, in questo caso xD), ma erano poesie, niente di più.

Aspetto con ansia la pensione per leggere i capolavori in lingua originale xD

P.S. Georg, ma quante caspita di lingue sai?? Finora ho numerato: inglese, tedesco, italiano e...?? suppongo la scuola fosse già bilignue ai tempi tuoi... quindi... francese?? spagnolo??

Adele

P.P.S. Madonna ho scritto troppo...
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adele
Gran Capo tra i piccoliscrittori


1350 Messaggi

Inserito il - 28/10/2008 :  21:47:48  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
In caso nel post precedente non avessi scritto abbastanza (xD) volevo comunicare che oggi ho letto un libro (tutto intero, ovvio, è uno di quei libri "acqua") che ho trovato in giro per casa, appartenente a mia sorella.
(ah, fra parentesi, sono riuscita a "svezzarla" appena in tempo da quell'annacquatore di cervelli di nome Geronimo Stilton... O_O)


SI CHIAMA "10 COSE DA FARE PRIMA DEI SEDICI ANNI"

A dispetto del genere (che credo dal titolo si sia ampiamente intuito xD) e dallo stile di scrittura (così fluido e così veloce che mi sembrava un tubetto di latte condensato e non un romanzo...) mi è piaciuto. Era carino, fresco, scorrevole. ben fatto. Insomma, è un libro in cui l'autrice sembra dire "Okay, gente, calmiamoci, le robe impegnate le so scrivere e li so usare tutti gli stili complicati, però questo libro mi girava di farlo leggero e quindi l'ho fatto così, ma se mi chiedete qualcosa di impegnato ve la so fare pure, no problem", non so se capite che intendo.
Insomma, un libro stupido e leggero, ma molto ben fatto.
Lo consiglio (e mai avrei pensato di farlo... questo è lo stress... sisi...) per quando vi va di farvi quattro risate e di leggere senza impegnarvi troppo, tanto per passare due orette davanti a qualcosa di stupido che non sia il tubo catodico della TV...

Besito! Adele

P.S. certo che passare da "l'amore ai tempi del colera" a "10 cose da fare prima dei sedici anni" è veramente un delitto... mi vergogno di me stessa xD

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Georg Maag
Georg


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Inserito il - 29/10/2008 :  09:27:41  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Grazie, Adele.
Potresti provare a leggere in spagnolo. Non è affatto difficile per noi, a parte qualche "falso amico" (mi pare si chiamino così), ossia parole uguali nelle due lingue ma con significati diversi. Avendo poi la traduzione italiana sotto mano, potrebbe funzionare.
Più invecchio, più mi viene da pensare che non bisognerebbe tradurre i libri. Una traduzione è come un filtro: passa qualcosa, ma non passa tutto. Quello che resta indietro è quasi sempre lo stile, il suono, la fluidità originale.
Il traduttore (se è bravo, e non succede sempre) ci metterà il suo stile, il suo suono e la sua fluidità. Ma non è la stessa cosa. Leggere un libro tradotto è un po' come sentirsi spiegare da qualcuno cosa è un bacio. Leggerlo in lingua originale è come baciare in prima persona.
Mi sembra un buon esempio.
P.S.: leggo Tommaso di Lampedusa, il Gattopardo...
Georg
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miticalilly96
piccoloscrittore già più grande


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Inserito il - 29/10/2008 :  19:11:10  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Adele, ti assicuro, è anche bello essere sudamericana ed avere antenati di varie origini...i due svantaggi?
a) Chiamarsi di secondo nome "Ayelen"...quando sei con una prof nuova devi spiegarle mezz'ora come si legge, che non è il tuo primo nome, che non lo usi mai, che è solo per l'anagrafe...
b)Avere un papà che vuole come minimo 8 in spagnolo. E noi non lo parliamo in casa...

Avevo adocchiato quel libro in libreria, Adele...presto sarà tra le mie mani...

Georg, dì a mia madre che il Gattopardo va letto e non lasciato a marcire sul comodino! Lei dice sempre di essere troppo occupata...ma allora perchè continua a comprarsi i libri se non li legge? Mah! Mistero!

Ehi...dopo la recensione luuunghiiisiimaaa che vi ho fatto, a nessuno è venuta voglia di leggere Le guerre del mondo Emerso ?
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adele
Gran Capo tra i piccoliscrittori


1350 Messaggi

Inserito il - 06/11/2008 :  22:00:46  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Ayelen?? KE BILLUUUUUUUUUUU!! *_* io puuuuure!! uffi uffi uffi. Per lo spagnolo... beh... me l'accollerei anche, sai! xD
(Felice di averti dato un consiglio per quanto riguarda quel libro lì xD)
Dì a tua madre che sono un'alleata nonchè membra onoraria del club "compriamo libri anche se non abbiamo tempo per leggerli." Quando vedo un libro che mi interessa non riesco a trattenermi. Mi piace avere la stanza in disordine, con libri che spuntano anche da sotto i materassi (è successo, e non vi dico il casino di mia madre xD) mi piace anche solo sapere di avere dei libri.

CITAZIONE MOMENT:

"- Fin da quando ero piccola, ogni estate vado alle bancarelle dell'usato e compro tutti i libri dall'aria interessante. Così ho sempre qualcosa da leggere."

[Cercando Alaska - John Green] (l'avevate intuito?? xD)

Quello è il concetto xD

Personalmente, Georg, mi trovo in disaccordo. Quello che dici tu è vero, ma io non credo che sia un male che i traduttori ci mettano del loro. Certo, non arrivare a cambiare intrecci, nomi etc... però credo che faccia parte del gioco della narrazione. Cioè, a me come AUTRICE piacerebbe sapere che qualcuno dall'altra parte dell'oceano può leggere le mie opere nella sua lingua (quindi non gli serve un'istruzione per la quale...) grazie all'opera di qualcuno che si è messo lì a cercare di capire cosa volevo dire e a cercare di trasportarlo al meglio in quell'altra lingua. Mi piace anche l'idea che il traduttore abbia messo un tocco personale, in modo che due persone che si confrontano su un mio libro non saranno mai completamente daccordo, perchè per ogni paese e per ogni lingua del pianeta, (e addirittura per le diverse edizioni e ri edizioni) c'è qualcosa di diverso, di più o di meno, di giusto o di sbagliato. Una sottile differenza che non si coglie subito, e forse non si coglie mai.
No, su questo non mi trovi d'accordo. Certo, mi trovi d'accordo sul fatto che leggere in lingua originale sia un piacere immenso... però... ecco... arrivare a "non tradurre" è una cosa che mi fa un pò spavento ad essere sinceri!

OOOOh! Finito ciò, torniamo al motivo per cui sono qui.
Alluuura. Oggi abbiamo fatto il compito in classe di italiano (una cavolata orba, comprensione del testo... xD) e come testo c'era un racconto di Dino Buzzati, "Il Colombre"
Appena ho letto l'autore ho cominciato a ruotare gli occhi e a sbuffare. Motivo? ODIO il neorealismo. NOn lo mando giù. Per me Pavese è UNA PALLA ASSURDA. E chi lo definisce un genio mi sembra ancora più palloso.
PERò... Però ho letto quel racconto di Buzzati.
E porca paletta se era bello! Era S-T-U-P-E-N-D-O! Da tempo non mi capitava di leggere un capolavoro simile! Mi ha fatto mettere in discussione la maggior parte delle mie idee sul neorealismo. Mi sa proprio che fra qualche giorno andrò a prendermi qualcosa di suo (magari comincio da una raccolta di racconti, visto che mi è piaciuto quel genere...).
Insomma, detto questo, ve lo posto qui di seguito.

DINO BUZZATI
da : Il colombre
(Oscar Mondadori, Milano, 1992)

Il colombre

Quando Stefano Roí compí i dodici anni, chiese in regalo a suo padre, capitano di mare
e padrone di un bel veliero, che lo portasse con sé a bordo.
«Quando sarò grande» disse «voglio andar per mare come te. E comanderò delle navi
ancora pi'u' belle e grandi della tua. »
« Che Dio ti benedica, figliolo » rispose il padre. E siccome proprio quel giorno il suo
bastimento doveva partire, portò il ragazzo con sé.
Era una giornata splendida di sole; e il mare tranquillo. Stefano, che non era mai stato
sulla nave, girava felice in coperta, ammirando le complicate manovre delle vele. E
chiedeva di questo e di quello ai marinai che, sorridendo, gli davano tutte le spiegazioni.
Come fu giunto a poppa, il ragazzo si fermò, incuriosito, a osservare una cosa che
spuntava a intermittenza in superficie, a distanza di due-trecento metri, in
corrispondenza della scia della nave.
Benché il bastimento già volasse, portato da un magnifico vento al giardinetto, quella
cosa manteneva sempre la distanza. E, sebbene egli non ne comprendesse la natura,
aveva qualcosa di indefinibile, che lo attraeva intensamente.
Il padre, non vedendo Stefano piú in giro, dopo averlo chiamato a gran voce invano,
scese dalla plancia e andò a cercarlo.
« Stefano, che cosa fai lí impalato? » gli chiese scorgendolo infine a poppa, in piedi,
che fissava le onde.
« Papà, vieni qui a vedere. »
Il padre venne e guardò anche lui, nella direzione indicata dal ragazzo, ma non riuscí a
vedere niente.
« C'è una cosa scura che spunta ogni tanto dalla scia » disse « e che ci viene dietro. »
« Nonostante i miei quarant'anni » disse il padre « credo di avere ancora una vista
buona. Ma non vedo assolutamente niente. »
Poiché il figlio insisteva, andò a prendere il cannocchiale e scrutò la superficie del mare,
in corrispondenza della scia. Stefano lo vide impallidire.
« Cos'è? Perché fai quella faccia? »
« Oh, non ti avessi ascoltato » esclamò il capitano. « Io adesso temo per te. Quella
cosa che tu vedi spuntare dalle acque e che ci segue, non è una cosa. Quello è un
colombre. E’ il pesce che i marinai sopra tutti temono, in ogni mare del mondo. E’ uno
squalo tremendo e misterioso, piú astuto dell'uomo. Per motivi che forse nessuno
saprà mai, sceglie la sua vittima, e quando l'ha scelta la insegue per anni e anni, per
una intera vita, finché è riuscito a divorarla. E lo strano è questo: che nessuno riesce a
scorgerlo se non la vittima stessa e le persone del suo stesso sangue. »« Non è una
favola? »
«No. Io non l'avevo mai visto. Ma dalle descrizioni che ho sentito fare tante volte, l'ho
subito riconosciuto. Quel muso da bisonte, quella bocca che continuamente si apre e
chiude, quei denti terribili. Stefano, non c'è dubbio, purtroppo, il colombre ha scelto te e
finché tu andrai per mare non ti darà pace. Ascoltami: ora noi torniamo subito a terra,
tu sbarcherai e non ti staccherai mai piú dalla riva, per nessuna ragione al mondo. Me
lo devi promettere. Il mestiere del mare non è per te, figliolo. Devi rassegnarti. Del
resto, anche a terra potrai fare fortuna.» Ciò detto, fece immediatamente invertire la
rotta, rientrò in porto e, coi pretesto di un improvviso malessere, sbarcò il figliolo.
Quindi ripartí senza di lui.
Profondamente turbato, il ragazzo restò sulla riva finché l'ultimo picco dell'alberatura
sprofondò dietro l'orizzonte. Di là dal molo che chiudeva il porto, il mare restò
completamente deserto. Ma, aguzzando gli sguardi, Stefano riuscí a scorgere un
puntino nero che affiorava a intermittenza dalle acque: il "suo" colombre, che incrociava
lentamente su e giú, ostinato ad aspettarlo.
Da allora il ragazzo con ogni espediente fu distolto dal desiderio del mare. Il padre lo
mandò a studiare in una città dell'interno, lontana centinaia di chilometri. E per qualche
tempo, distratto dal nuovo ambiente, Stefano non pensò piú al mostro marino. Tuttavia,
per le vacanze estive, tornò a casa e per prima cosa. appena ebbe un minuto libero, si
affrettò a raggiungere l'estremità del molo, per una specie di controllo, benché in fondo
lo ritenesse superfluo. Dopo tanto tempo, il colombre, ammesso anche che tutta la
storia narratagli dal padre fosse vera, aveva certo rinunciato all'assedio.
Ma Stefano rimase là, attonito, col cuore che gli batteva. A distanza di due-trecento
metri dal molo, nell'aperto mare, il sinistro pesce andava su e giú, lentamente, ogni
tanto sollevando il muso dall'acqua e volgendolo a terra, quasi con ansia guardasse se
Stefano Roi finalmente veniva.
Cosí, l'idea di quella creatura nemica che lo aspettava giorno e notte divenne per
Stefano una segreta ossessione. E anche nella lontana città gli capitava di svegliarsi in
piena notte con inquietudine. Egli era al sicuro, sí, centinaia di chilometri lo separavano
dal colombre. Eppure egli sapeva che, di là dalle montagne, di là dai boschi, di là dalle
pianure, lo squalo era ad aspettarlo. E, si fosse egli trasferito pure nel piú remoto
continente, ancora il colombre si sarebbe appostato nello specchio di mare piú vicino,
con l'inesorabile ostinazione che hanno gli strumenti del fato.
Stefano, ch'era un ragazzo serio e volonteroso, continuò con profitto gli studi e, appena
fu uomo, trovò un impiego dignitoso e rimunerativo in un emporio di quella città. Intanto
il padre venne a morire per malattia, il suo magnifico veliero fu dalla vedova venduto e il
figlio si trovò ad essere erede di una discreta fortuna. Il lavoro, le amicizie, gli svaghi, i
primi amori: Stefano si era ormai fatto la sua vita, ciononostante il pensiero del
colombre lo assillava come un funesto e insieme affascinante miraggio; e, passando i
giorni, anziché svanire, sembrava farsi piú insistente.
Grandi sono le soddisfazioni di una vita laboriosa, agiata e tranquilla, ma ancora piú
grande è l'attrazione dell'abisso. Aveva appena ventidue anni Stefano, quando, salutati
gli amici della città e licenziatosi dall'impiego, tornò alla città natale e comunicò alla
mamma la ferma intenzione di seguire il mestiere paterno. La donna, a cui Stefano non
aveva mai fatto parola del misterioso squalo, accolse con gioia la sua decisione.
L'avere il figlio abbandonato il mare per la città le era sempre sembrato, in cuor suo, un
tradimento alle tradizioni di famiglia.
E Stefano cominciò a navigare, dando prova di qualità marinare, di resistenza alle
fatiche, di animo intrepido. Navigava, navigava, e sulla scia del suo bastimento, di
giorno e di notte, con la bonaccia e con la tempesta, arrancava il colombre. Egli sapeva
che quella era la sua maledizione e la sua condanna, ma proprio per questo, forse, non
trovava la forza di staccarsene. E nessuno a bordo scorgeva il mostro, tranne lui.
« Non vedete niente da quella parte? » chiedeva di quando in quando ai compagni,
indicando la scia. « No, noi non vediamo proprio niente. Perché? » « Non so. Mi
pareva... »
« Non avrai mica visto per caso un colombre » facevano quelli, ridendo e toccando
ferro.
« Perché ridete? Perché toccate ferro? »
« Perché il colombre è una bestia che non perdona. E se si mettesse a seguire questa
nave, vorrebbe dire che uno di noi è perduto. »
Ma Stefano non mollava. La ininterrotta minaccia che lo incalzava pareva anzi
moltiplicare la sua volontà, la sua passione per il mare, il suo ardimento nelle ore di lotta
e di pericolo.
Con la piccola sostanza lasciatagli dal padre, come egli si sentí padrone del mestiere,
acquistò con un socio un piccolo piroscafo da carico, quindi ne divenne il solo
proprietario e, grazie a una serie di fortunate spedizioni, poté in seguito acquistare un
mercantile sul serio, avviandosi a traguardi sempre piú ambiziosi. Ma i successi, e i
milioni, non servivano a togliergli dall'animo quel continuo assillo; né mai, d'altra parte,
egli fu tentato di vendere la nave e di ritirarsi a terra per intraprendere diverse imprese.
Navigare, navigare, era il suo unico pensiero. Non appena, dopo lunghi tragitti, metteva
piede a terra in qualche porto, subito lo pungeva l'impazienza di ripartire. Sapeva che
fuori c'era il colombre ad aspettarlo, e che il colombre era sinonimo di rovina. Niente.
Un indomabile impulso lo traeva senza requie, da un oceano all'altro.
Finché, all'improvviso, Stefano un giorno si accorse di essere diventato vecchio,
vecchissimo; e nessuno intorno a lui sapeva spiegarsi perché, ricco com’era, non
lasciasse finalmente la dannata vita del mare. Vecchio, e amaramente infelice, perché
l’intera esistenza sua era stata spesa in quella specie di pazzesca fuga attraverso i
mari, per sfuggire al nemico. Ma piú grande che le gioie di una vita agiata e tranquilla
era stata per lui sempre la tentazione dell'abisso.
E una sera, mentre la sua magnifica nave era ancorata al largo dei porto dove era nato,
si sentì prossimo a morire. Allora chiamò il secondo ufficiale, di cui aveva grande
fiducia, e gli ingiunse di non opporsi a ciò che egli stava per fare. L'altro, sull'onore,
promise.
Avuta questa assicurazione, Stefano, al secondo ufficiale che lo ascoltava sgomento,
rivelò la storia del colombre, che aveva continuato a inseguirlo per quasi cinquant'anni,
inutilmente.
« Mi ha scortato da un capo all'altro del mondo » disse « con una fedeltà che neppure il
piú nobile amico avrebbe potuto dimostrare. Adesso io sto per morire. Anche lui,
ormai, sarà terribilmente vecchio e stanco. Non posso tradirlo. »
Ciò detto, prese commiato, fece calare in mare un barchino e vi sali, dopo essersi fatto
dare un arpione. « Ora gli vado incontro » annunciò. « E’ giusto che non lo deluda. Ma
lotterò, con le mie ultime forze. » A stanchi colpi di remi, si allontanò da bordo. Ufficiali
e marinai lo videro scomparire laggiú, sul placido mare, avvolto dalle ombre della notte.
C'era in cielo una falce di luna.
Non dovette faticare molto. All'im'provviso il muso orribile del colombre emerse di
fianco alla barca.
« Eccomi a te, finalmente » disse Stefano. « Adesso, a noi due! » E, raccogliendo le
superstiti energie, alzò l'arpione per colpire.
« Uh » mugolò con voce supplichevole il colombre « che lunga strada per trovarti.
Anch'io sono distrutto dalla fatica. Quanto mi hai fatto nuotare. E tu fuggivi, fuggivi. E
non hai mai capito niente. » « Perché? » fece Stefano, punto sul vivo. « Perché non ti
ho inseguito attraverso il mondo per divorarti, come pensavi. Dal re del mare avevo
avuto soltanto l'incarico di consegnarti questo. » E lo squalo trasse fuori la lingua,
porgendo al vecchio capitano una piccola sfera fosforescente.
Stefano la prese fra le dita e guardò. Era una perla di grandezza spropositata. E lui
riconobbe la famosa Perla del Mare che dà, a chi la possiede, fortuna, potenza, amore,
e pace dell'animo. Ma era ormai troppo tardi.
« Ahimè! » disse scuotendo tristemente il capo.
«Come è tutto sbagliato. Io sono riuscito a dannare la mia esistenza: e ho rovinato la
tua.»
« Addio, pover'uomo » rispose il colombre. E sprofondò nelle acque nere per sempre.
Due mesi dopo, spinto dalla risacca, un barchino approdò a una dirupata scogliera. Fu
avvistato da alcuni pescatori che, incuriositi, si avvicinarono. Sul barchino, ancora
seduto, stava un bianco scheletro: e fra le ossicine delle dita stringeva un piccolo sasso
rotondo.
Il colombre è un pesce di grandi dimensioni, spaventoso a vedersi, estremamente raro.
A seconda dei mari, e delle genti che ne abitano le rive, viene anche chiamato
kolomber, kahloubrha, kalonga, kalu-balu, chalung-gra. I naturalisti stranamente lo
ignorano. Qualcuno perfino sostiene che non esiste.




P.S. Ho appena scoperto che è il racconto che dà il titolo ad una raccolta di racconti "Il colombre" appunto... ihih... sarà mioooo!!

Adele
da ora fan di Dino Buzzati
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Georg Maag
Georg


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Inserito il - 07/11/2008 :  09:40:50  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Buzzati è di gran lunga il mio autore italiano preferito (ammetto che il Gattopardo mi sta prendendo molto bene...).
Se vuoi, c'è "il meglio dei racconti", uscito nella Mondadori.



Ma non posso e ne voglio dimenticare "Il deserto dei tartari", un vero capolavoro della lingua italiana.
Grandissimo! Enorme!
Quando 4 anni fa ho tenuto un corso in una scuola a Belluno, sono passato vicino a casa sua solo per vedere come era.

Georg

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adele
Gran Capo tra i piccoliscrittori


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Inserito il - 07/11/2008 :  14:37:39  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Uuuuuu... che bello... consigliato anche da Georg! xD

Insomma... beh... Quel racconto (il Colombre) è veramente pazzesco... se un solo racconto (anche cortino per la verità) è riuscito a farmi mettere in discussione tutti gli archetipi mentali e le convinzioni che precedentemente mi ero fatta sul neorealismo... beh, l'autore qualcosa deve pur capirne... XD

Besitos

Adele
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Matt 75
Gran Capo tra i piccoliscrittori


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Inserito il - 07/11/2008 :  16:13:53  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Sono curioso di leggere "Guerra e pace" di Lev Tolstoj... E' un libro che da quanto dice il mio prof di italiano è molto lungo e pesante, ma che è veramente bello.
Sono proprio confuso da quale cominciare, e soprattutto, se dovessi comprare un mostro quale "Guerra e pace" dovrei cercare di trovare il tempo Ma lo troverò
Vi farò sapere
Matt
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Georg Maag
Georg


1479 Messaggi

Inserito il - 07/11/2008 :  16:28:04  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Sia nel libro di raccolta "Il Colombre", sia ne "Il meglio dei racconti" della Mondadori troverai il racconto "Le gobbe nel giardino", per me uno dei capolavori della letteratura in assoluto! Un'ide assolutamente fantastica, scritta in modo impeccabile. Dimmi poi cosa ne pensi, ok?
Non perderti "Il deserto dei tartari"! Tra l'altro è il primo libro che ho letto in italiano, e fino ad oggi, dopo 32 anni, è sempre tra i miei favoriti.
C'è qualcosa che collega Buzzati con Bradbury: un'atmosfera strana, quasi surreale, leggermente sinistra. E' inqiete, ti dà da pensare, non sai mai dove andrà a finire e, quando finisce, non ti delude. Per me questo è uno dei presupposti della grande letteratura: prendere il lettore per mano e, allo stesso tempo, essere imprevedibile.
Con l'età trovo sempre più disturbante la prevedibilità. Ecco una ragione per cui non sopporto più tanto i film americani: sono tutti belli e fatti bene, e - se va bene - ti catturano per mezz'ora, tre quarti d'ora. Poi capisco già come andrà a finire e mi annoio tremendamente.
Ovviamente ci sono eccezioni, questo va detto. (Fight club, per esempio)

Faccio un indovinello letterario: In quale libro si trova la frase "Verso l'alba, però, la Principessa ebbe occasione di farsi il segno della croce"?

Georg
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adele
Gran Capo tra i piccoliscrittori


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Inserito il - 07/11/2008 :  16:54:51  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Ci sono MILIARDI di libri al mondo e tu credi che io sapia dove si trova?? O_o Anche se l'avesi letto non me lo ricorderei... O_o

Per Matt: Guerra e Pace l'ho letto quando ero più piccola, avevo dieci anni se non sbaglio, e mi era presa la follia per i libri lunghi... Ricordo che mi piacque da morire, e avevo dieci anni... quindi deve essere veramente bello. Ammetto che sia un mattone, ma se ti piace il tempo lo troverai. Se non ti piace il tempo farai di tutto per fartelo assorbire da altro (vedi me con "Notre-Dame de Paris" di Hugo, che non ho finito perchè è ORRENDO)...

Besitos

Adele
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Georg Maag
Georg


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Inserito il - 08/11/2008 :  08:48:17  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Per Adele,
mannaggia, ero certo che avresti ricordato il passaggio! Se non altro il nome "Principessa" (in maiuscolo)...

Georg
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adele
Gran Capo tra i piccoliscrittori


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Inserito il - 08/11/2008 :  15:29:09  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Uffiiiiiiiiiii!!
Me la dai la rispuuuuusta??

Adele
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smile98
Capo tra i piccoliscrittori


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Inserito il - 08/11/2008 :  15:38:30  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Non l'ho mai letto, ma a seconda di come tu e Adele continuamente ne parlate...
è tratto dal libro "Il Profumo"?

Uffy, dannato floddy... cavolo gli ho dato anche un soprannome! ^^
Noooooooooooooooooooooooooo mi sono affezzionata! Ma ciò non mi impedirà di ucciderlo!!
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adele
Gran Capo tra i piccoliscrittori


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Inserito il - 08/11/2008 :  15:44:33  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Mmm... non credo... non mi pare che possa esserci un passaggio del genere in quel libro...
Porca mucca, se Georg mi ha detto così sicuramente è un libro che ho letto... Mmmmmm... capace che è Guerra e Pace xD

Adele
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Georg Maag
Georg


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Inserito il - 08/11/2008 :  16:56:29  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Nessuno dei due...

Georg
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adele
Gran Capo tra i piccoliscrittori


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Inserito il - 08/11/2008 :  20:57:06  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Uffa... ma l'ho letto?? Ke pallette pallettine...

Potrei azzardare qualche titolo...
Mmm...
Il mondo di Sofia (dubito, visto che odi Gaarder)
Qualche libro di Bukowski?? Mi pare improbabile...
Se ti riferisci a NOtre Dame sai bene che non l'ho finito per evitare un sicuro tentativo di suicidio (ODIO HUGO ODIO HUGO OSIO HUGO)
Ma almeno ne abiamo mai parlato io e te??

Adele

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Matt 75
Gran Capo tra i piccoliscrittori


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Inserito il - 08/11/2008 :  22:17:05  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Ma non è sempre del Gattopardo di Buzzati? O sono io che vaneggio?
Matt
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Georg Maag
Georg


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Inserito il - 09/11/2008 :  09:08:20  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Sì, è del "Gattopardo".
Ma non è di Buzzati, piccolo lapsus...
(la mia siciliana, dove eri con la testa?)
Georg
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smile98
Capo tra i piccoliscrittori


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Inserito il - 09/11/2008 :  09:32:43  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
E' di TOMMASO DI LAMPEDUSA!
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Matt 75
Gran Capo tra i piccoliscrittori


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Inserito il - 09/11/2008 :  10:52:51  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Oh signore, il Gattopardo di Buzzati XD
Eh ragazzi, sto iniziando a diventare vecchio anche io, il tempo passa anche per me Il 5 gennaio 15 anni, l'età inizia a farsi sentire, la mia memoria non è più quella di una volta
Matt
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adele
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Inserito il - 09/11/2008 :  16:33:21  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Non è nemmeno di TOMMASO di Lampedusa (xD) (Buzzati?? ma da dove ti è uscito maritino mio??)

TANTO PER EVITARE OGNI RAGIONEVOLE DUBBIO, LO DICO IO CHE SONO SICULA (ma che il libro non l'ho letto, NON POTEVO saperlo Prrr!!):

Il Gattopardo è di Giuseppe Tomasi di Lampedusa!!

Sono andata anche a visitare la sua casa a Gibellina... porca miseria se ne aveva di soldi...

Besitos

Adele
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miticalilly96
piccoloscrittore già più grande


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Inserito il - 12/11/2008 :  16:27:21  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Credevate di esservi scordati di me...ma sono tornata! Concordo con adele per quanto riguarda il gattopardo...Adelina mi fai il riassunto di tutti questi post? Di cosa stavate parlando?
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adele
Gran Capo tra i piccoliscrittori


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Inserito il - 12/11/2008 :  20:14:58  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Niente... Georg ha fatto un indovinello con una frase di un libro che dovevamo indovinare a quale libro apparteneva e alla fine salta fuori che era il Gattopardo ;P

Ad ogni modo, tornando a parlare di libri.

Ho dovuto leggere per la scuola "L'amico ritrovato" di Fred Uhlman, che avevo già letto un (bel) pò di tempo fa. Che dire, personalmente trovo che sia un libro bellissimo, che è sempre un piacere riprendere in mano. E' conciso, essenziale. E di solito a me questo non piace nella letteratura. La letteratura di quel genere la trovo troppo scarna per poter essere chiamata "letteratura" (Georg non aggredirmi pleaze... ihih).
Però quel libro... caspita... Si direbbe che è riuscito a capire esattamente QUALI cose della storia andassero scritte e quali invece NO. Ed è così bello... Anche quella fine, senza enfasi e senza ridondanze, semplice, asciutta, pulita. Palesemente, ti risuona dentro più di qualunque frase ad effetto. Insomma, un vero piacere.

MA

Continuo ad ODIARE il fatto che sia CONSENTITO E LECITO assegnare dei libri da leggere. io ODIO questo genere di cose.
Qualcuno mi risponderà "Eh, ma tu leggi! Ci sono ragazzi che non leggono!"
Innanzi tutto non ricordo chi disse "Il verbo LEGGERE non sopporta l'IMPERATIVO". Ma volendo dire che serve per avviare dei ragazzi alla lettura... porca miseria non bisogna TARTASSARE DI LIBRI!! Il metodo migliore, a mio parere, sarebbe di far stendere ai ragazzi che leggono una lista dei libri che consigliano, darne una copia a tutti i ragazzi e dire "Bene, leggete quello che volete, basta che ne leggete uno ogni tre mesi e due durante l'estate." QUESTO è ragionevole.
Perchè il risultato è che dei miei compagni che non leggevano (alcuni, lo ammetto, hanno cominciato ad interessarsi alla lettura), continuano a non leggere, magari lo iniziano, arrivano a metà se tutto va bene,. poi si scaricano la trama da internet e si fanno dire qualche particolare dai compagni. E invece ragazzi che come me leggono non possono leggersi in santa pace quello che gli pare!! (Il mio Marquez è sempre fermo...) E' anche vero che nella mia classe stiamo scegliendo libri di comune accordo, cioè, a tema "ADOLESCENZA" ma non imposti dall'insegnante, ma scelti di comune accordo anche fra noi. Però porca miseria... dai...
Non concordo, per niente.

Voi che ne pensate?

Adele
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Matt 75
Gran Capo tra i piccoliscrittori


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Inserito il - 13/11/2008 :  17:44:17  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Sto leggendo "I fiori del male" di Charles Baudelaire, e che dire... Sto adorando questo libro, mi soffermo su ogni singola poesia, la leggo e rileggo più volte, cerco di capire ogni piccolo verso, e quando ci riesco rileggo la poesia un'altra volta e, ad ogni poesia, il mio pensiero è: "Dio che bella..."
Veramente, sto adorando questo libro, mi ci vorrà per leggerlo perché le poesie le voglio CAPIRE tutte...
CORRISPONDENZE
E' la Natura un tempio dove a volte viventi
colonne oscuri murmuri si lasciano sfuggire:
tu, smarrito entro selve di simboli, seguire
da mille familiari segreti occhi ti senti.

Come echi lontani e lunghi, che un profondo
e misterioso accordo all'unisono induce,
coro grandioso come la tenebra e la luce,
suoni, colori e odori l'un l'altro si rispondono.

Conosco odori freschi come parvole gote,
teneri come òboi, verdi come giardini;
altri, corrotti e ricchi, attingono remote

espansioni, al di là degli umani confini...
E sono il belzoino, l'ambra, il muschio, l'incenso,
che cantano le estasi dell'anima e del senso.


Matt

Modificato da - Matt 75 in data 13/11/2008 17:56:16
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adele
Gran Capo tra i piccoliscrittori


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Inserito il - 13/11/2008 :  20:57:05  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Che cosa dire di Baudelaire? Io... io non.. veramente, non trovo una parola giusta se non ESTASI. In tutti i suoi sensi.
Estasi da droga, estasi da alcohol, estasi da erotismo, estasi da stanchezza, estasi da possessione, estasi d'amore, estasi da sensazione di potenza... ESTASI solo ESTASI...

Adele
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miticalilly96
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Inserito il - 14/11/2008 :  19:50:33  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Alloraaaaaaa...ho appena finito >Lola Rose...ok, voi leggerete tutti quei mattoni...ma io ho 12 anni e leggo un capitolo a sera! Ho bisogno di letture semplici! Allora...come dicevo ho finito Lola Rose...bel libro. Jaqueline Wilson sa affrontare temi complicati e donare alle sue protagoniste uno spirito intraprendente e capace di affrontare tutti i piccoli, grandi problemi della vita...davvero bello, semplice e affascinante...prende davvero molto!
Ho iniziato l'Enigma del Conte bianco...ehm...altro libro dai 12 anni in su (^^')...pardon ma ho bisogno di rilassarsi..lette le prime 75 pagine ieri...libro come tanti altri...non vale la pena descriverlo...

Per Adele: Da noi le prof ci danno da leggere circa un libro al mese a partire da questo mese...so i tuoi punti di vista...da noi il libro è a piacere, a patto che sia della Biblioteca della Scuola...che non è proprio ben fornita... Ho scelto un libricino da neanche 200 pagine, "CIao, Valentina!"...ho preso il primo che mi capitava e piccolo perchè tra poco mi dedicherò alle mie adorate Guerre del Mondo Emerso...e non ho proprio tempo di leggere altro!
Sai, Adele, la mia miglior amica fa 4 ore in media di danza al giorno...e be..lei proprio non ne ha di tempo per leggere! E che facevo io? Le passavo i libri che io avevo letto...così facevo la scheda al suo posto.eheh...ma lei incambio mi aiutava con quelle espressioni di matematicaa! Cosa si fa tra amiche...e pensare che lei è la 2° della classe (alt! Il posto spetta a me...ho preso un bel 10 nell'ultimo tema e mi voglio gongolareeeeeeeeeee!)
Scappo inizia il mondoo di patty <3
ki$$!
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adele
Gran Capo tra i piccoliscrittori


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Inserito il - 14/11/2008 :  22:28:16  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Jaqueline Wilson??
Come dice Georg, "mi tiri per i capelli" se parli di Jaqueline Wilson!
Io la ADORO.
E non ho letto mai niente di suo. Cioè, ho letto un libro a metà, perchè era di una mia amica e lo leggevo per spacinnamento (noia in siciliano) durante le lezioni di una piovosa giornata di febbraio l'anno scorso. E me ne sono INNAMORATA. Io ADORO quella donna. Adoro come riesce a far sembrare un libro fondamentalmente BANALE qualcosa di unico che SOLO LEI avrebbe potuto inventare. Non so cosa abbia di particolare. Ma ha un tocco, un qualcosa di magico. Ho letto qualche sua intervista, e posso confermare che mi piace molto anche come persona, è intelligente e brillante, spumeggiante ma non banale, che è consapevole di scrivere libri non impegnati e che lo fa con immenso piacere.
Insomma, è una delle scrittrici che preferisco in questo momento. E, attenzione, ancora non ho letto praticamente nulla scritto di suo pugno. Voglio cominciare (come faccio sempre quando voglio capire un autore e non un libro in particolare), e comincerò a breve, spero, in ordine cronologico. Mi scarico la bibliografia e me li compro in blocco, e me li leggo nell'ordine in cui li ha scritti.
Si, approvo assolutamente la scelta. Se non l'unico è uno dei pochi casi in cui mi sento veramente di dire che libri non impegnati e non particolarmente profondi sono VERA LETTERATURA. Assolutamente meravigliosa.
Non so se dal punto di vista stilistico etc sia poi questa gran meraviglia, ma che posso farci...? Io ne sono rimasta affascinata già dal primo capitolo di quel libro che ho letto fugacemente. E' stato amore a prima vista, e forse è solo un'esagerazione del momento, ma non posso fare a meno di pensarlo.
Non so se in seguito mi ricrederò...

Comunque, esperienza di oggi.
Avete mai provato a camminare sotto la pioggia fine fine e leggerissima, con un cappuccio calcato sulla testa, le mani in tasca, nelle orecchie "Disenchanted" dei My Chemical Romance, sul viso il freddo sferzante di una bufera proveniente dal mare grigio piombo, vedere tutti che corrono dalla parte opposta mentre tu con un sorriso vai incontro al nubifragio, e la consapevolezza di avere "L'amore ai tempi del colera" con duecento pagine ancora da leggere infilato dentro una vecchia tracolla?
Sapete che significa? E' PARADISO puro...
Tornando all'argomento puramente libristico, ho letto cento di quelle duecento pagine di cui sopra... Che dire... sto ADORANDO questo libro nonostante il destino stia cercando di rovinarmelo in tutti i modi... Penso che prima o poi lo rileggerò tutto d'un fiato, come mi piace leggere i libri sudamericani... Perchè così non ci ho provato piacere più di tanto... ma in ogni caso è sempre un libro stupendo...
Dio mio... mi sembra di essere lì, nei Caraibi dove nonostante El Libertador si continueranno ad avere sempre le stesse credenze tribali della colonia, dove gli amori proibiti e i brillanti opachi delle matrone decadute sono impregnati dagli effluvi di vaniglia e cocco e di altre piante impronunciabili, dove i gridi degli uccelli e i canti dei violini degli innamorati si perdono nell'aria brillante, sempre troppo calda e troppo asciutta, dove le mulatte di Riohaca sono protagoniste di amori proibiti e contrastati, dove il piacere si consuma in pochi attimi dietro una pianta di banano più grande del normale e la siesta non è solo un'abitudine... è una religione.
Mi sembra di essere lì, nelle case decrepite, decadute, solcate come vecchie signore dalle rughe dei casati potenti di cui si sono di generazione in generazione perse le ricchezze, e delle quali restano solo i nomi pomposi che non servono più a nulla, dove le campane suonano per giorni interi quando muoiono le persone importanti, e il loro rintocco "di gioia inspiegabile, quasi di soddisfazione" richeggia nelle stanze ariose e piene di luce dove le signorine perbene imparano a dipingere, proprio accanto alle baracche degli schiavi, che con occhi da pazzi e coltellacci sporchi credono di guarire le persone dal colera con salassi quasi mortali e con collane di cipolle.
Sono lì, sulle terrazze dalle quali "sembra di dominare tutti i golfi e le insenature che Dio ha creato", dove donne forti, dalla pelle dura e i lunghi capelli, con passi da cerva e alterigia che nulla ha della diffidenza, girano tranquille, nude come mamma le ha fatte, davanti a uomini in finanziera scura che fumano sigarette di tabacco nero.

Ecco.
Ecco cosa è Marquez, per me.

Adele
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Georg Maag
Georg


1479 Messaggi

Inserito il - 15/11/2008 :  13:19:00  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Mannaggia, mi fai venire voglia!

Georg
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adele
Gran Capo tra i piccoliscrittori


1350 Messaggi

Inserito il - 15/11/2008 :  13:50:16  Mostra Profilo  Rispondi Quotando


Io lo AMO

Adele
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miticalilly96
piccoloscrittore già più grande


276 Messaggi

Inserito il - 15/11/2008 :  14:58:08  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Contentissima che vi sia piaciuta Jacqueline Wilson!!!



Oggi ho ripreso in mano (ho rileto due paginette) del mio amato Harry Potteruciio <3...a parte questo...con quello stupido libro del conte bianco sono sempre allo stesso punto...ve lo immaginate? Oggi sarà uno dei più brutti sabati della mia vita...perchè TUTTI, i miei amici, mia cugina e company vanno a vedere "la fidanzata di papà" al cinema...grr che rabbia...ODIO quel genere di film...
E mi toccherà passare così il sabato...studiando! Uff...mi sa che ripiego per un po' di shopping...a presto!
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Saretta98
piccolissimo scrittore


22 Messaggi

Inserito il - 07/04/2009 :  22:35:07  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Io ho letto molti libri: Nina la bambina della sesta luna gian burrasca SUPER AMICHE DEL CUORE ecc ecc. Poi ho letto un bellissimo libro di Geronimo Stilton . Che si intitola è NATALE STILTON. (che è inutile dirlo non è l'unico libro a piacermi). L'autore se ho guardato bene non c' è. La più bella frase che ho letto è ERA LA VIGILIA DI NATALE. QUELLA MATTINA APPENA ALZATOCORSI A GUARDARE FUORI DALLA FINESTRA. PER MILLE MOZZARELLE NEVICAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
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Georg Maag
Georg


1479 Messaggi

Inserito il - 08/04/2009 :  08:10:56  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Ciao Saretta,
e benvenuta sul sito!
No, sulla copertina dei libri di Stilton non troverai mai un nome di autore. In verità sono tanti autori che lavorano assieme, ciascuno è responsabile per uno dei personaggi, poi un altro controlla che non ci siano passaggi o frasi che vanno contro la morale... insomma, non lo considero un "vero" libro, è piuttosto una macchina per fare soldi. Infatti non amo Stilton.
Poi, per carità, se uno ne legge un libro o due e poi passa ad autori più seri, va benissimo!

Georg
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Saretta98
piccolissimo scrittore


22 Messaggi

Inserito il - 09/04/2009 :  15:45:03  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Allora ho visto bene!!!!!!!!!
GRAZIE PER AVERMI RISPOSTO Georg
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Saretta98
piccolissimo scrittore


22 Messaggi

Inserito il - 09/04/2009 :  16:05:39  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Rieccomi!!!!!!
SONO qui per parlarvi di "NINA LA BAMBINA DELLA SESTA LUNA".
L'autore se non sbaglio si chiama MOONY WITCHER,gia dal inizio mi è sembrato interessante perchè nella prima pagina c' è scritto:
UNA BAMBINA DALL' ASPETTO FRAGILE
E DALLA MENTE ACUTA
COGLIE DI SLANCIO L'ETERNA SFIDA TRA IL BENE E IL MALE:
IL SUO GRANDE AMORE PER LA VITA
E UNA CURIOSITà SENZA LIMITI
SONO LEARMI PER COMPRENDERE
E POI SCONFIGGERE IL MONDO BUIO
PER DARE SPAZIO
AL MONDO DELLA LUCE.
DOVE LA FANTASIA E LA MAGIA, NIENT' ALTRO,
POSSONO CREARE LA REALTà...
IO NON HO NESSUNA CRITICA PER QUESTO BELLISSIMO LIBRO.
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Georg Maag
Georg


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Inserito il - 09/04/2009 :  18:44:33  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Sì, d'accordo, però dovresti spremerti un po' di più e dire perché ti piace, cosa ti piace, come mai? Spiegare perché ti emoziona, o ti cattura.
Insomma, leggi qualche post più completo di questa discussione, così capisci cosa voglio dire, ok?
Ciao
Georg
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Saretta98
piccolissimo scrittore


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Inserito il - 09/04/2009 :  19:20:24  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
va bene .
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Georg Maag
Georg


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Inserito il - 10/04/2009 :  09:16:36  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Tra l'altro: Moony Witcher ed io siamo amici, mi aveva invitata al Fantasio Festival di Perugia due anni fa...
Georg
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Matt 75
Gran Capo tra i piccoliscrittori


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Inserito il - 10/04/2009 :  10:45:15  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Volevo fare una domanda un po' a tutti (e in modo particolare a Georg): qualcuno tra di voi ha letto "I dolori del giovane Werther" di Johann Wolfgang Goethe? L'ho scoperto per caso, facendo un test dal titolo "Che libro ti rappresenta maggiormente?" e, scoprendo che in effetti la descrizione mi rappresenta molto, e leggendo di qua e di là le caratteristiche del libro (il modo in cui è scritto ecc.ecc.) credo proprio che mi possa piacere... Qualcuno di voi lo conosce?
Matt
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Georg Maag
Georg


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Inserito il - 10/04/2009 :  17:54:50  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
E' uno dei testi - se non IL testo - che bisogna leggere alle Superiori in Germania. Diciamo che è, più o meno credo, come i Promessi sposi in Italia.
Detto questo è tra i libri sicuramente migliori di Goethe, è quello che lo ha fatto diventare una star tra gli autori del suo tempo.
Poi, per carita, difficile discutere sui gusti. Ho un piccolo problema mio con Goethe, preferisco sempre Schiller, ma è un'opinione personale.
Prova a leggere le prime 50 pagine, e poi mi dirai!
Georg
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Matt 75
Gran Capo tra i piccoliscrittori


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Inserito il - 10/04/2009 :  20:23:08  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Wow, sono sulla buona strada per diventare un bibliofilo (ma anche no).
Mi sa proprio che me lo comprerò a breve, mi incuriosisce molto! Ho letto che vi sono alcune parti scritte col flusso di coscienza, che a me, per quel poco che conosco al riguardo, piace abbastanza.
Visto che siamo in tema di libri "difficili" e visto che questa è la discussione dei libri, volevo rendervi noto (ok, non importa a nessuno ma fingiamo che vi importi) che mi piacerebbe avvicinarmi anche a quel tale che si chiamava Sigmund Freud...
**Disperato** C'è qualcuno tra di voi particolarmente colto (ok, risponderanno o Georg o Adele) che ha letto qualcosa del sopracitato Freud e che magari può consigliarmi un libro di particolarmente bello? Grazie e arrivederci alla prossima puntata!
Matt

Modificato da - Matt 75 in data 10/04/2009 20:24:50
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adele
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Inserito il - 10/04/2009 :  23:51:14  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Ammmmore miiiiooo mmmy llllooovve....
Il giovane come-si-chiama non l'ho mai letto perchè di Goethe voglio leggere tutta la bibliografia (per cui devo cominciare dall'inizio) e di Freud ho letto solo qualcosa di qui e di là, qualche fotocopia da internet o qualche frasuccia smozzicata... Non mi piace chi cerca di fare dei sogni altrui un business... Per cui penso che non lo leggerò mai XD
In questo momento starei leggendo (MOLTO a rilento) "Vivere per raccontarla" di Marquez che (sebbene sia un pò confusionario) mi sta piacendo moltissimo perchè mi sta facendo scoprire aspetti del mio scrittore preferito che me lo rendono ancora più curioso e affascinante =) Ve lo consiglio vivamente, anche se è un libro che richiederebbe molto più impegno mentale di quello che gli dedico io... E va beeeh...
"Ah, beh, ma ci sono così tante cose da fare: fumare, fare sesso, dondolarsi sui dondoli... Avrò più tempo per leggere quando sarò una vecchia carampana!" [John Green - Cercando Alaska]
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Georg Maag
Georg


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Inserito il - 11/04/2009 :  10:57:12  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
"Ah, beh, ma ci sono così tante cose da fare: fumare, fare sesso, dondolarsi sui dondoli... Avrò più tempo per leggere quando sarò una vecchia carampana!" [John Green - Cercando Alaska]

Bellissimo!


Su Freud aspetterei magari qualche annetto. Alla fine riconduce tutte le cose belle della vita con il nostro tntativo di ritornare nel grembo della mamma, e non sempre è una visione piacevole...
Leggere tutto Goethe???!!!
Adele, hai di meglio da fare, te lo garantisco. E' un vecchio bacchettone che solo a 42 anni suonati, andando a fare il viaggio in Italia, ha conosciuto una donna!
Dopo Napoli, infatti, è migliorato molto!
Georg
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adele
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Inserito il - 11/04/2009 :  21:07:14  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Vabbèèèèèè XD Ma è uno di quelli che "va" letto! XD
Poi proprio per questo mi affascina... è diverso dagli scrittori che mi piacciono di solito ^^
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annylaury
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Inserito il - 13/04/2009 :  09:55:05  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
allora ragazzi.
Adesso sto leggendo "L'amico ritrovato", un libro ambientato nella seconda guerra mondiale. Stupendo.
Sono alla ricerca di libri sul fascio e il nazismo.
Ho visto tanti film riguardo a questo argomento, ora voglio leggere un po' di libri.
Per cui se avete dei titoli scrivetemeli, please!!
Anny.

P.S.= sono proprio masochista! Per una che si commuove così facilmente non è tanto un bene leggere queste cose. Però d0altronde secondo me è doverso ed inevitabile guardare in faccia la realtà, anche se questa può essere triste.
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Georg Maag
Georg


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Inserito il - 14/04/2009 :  08:52:13  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Ferdinando Camon: "Mai visti sole e luna"
triste ma meraviglioso!
Georg
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annylaury
Gran Capo tra i piccoliscrittori


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Inserito il - 14/04/2009 :  13:56:50  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Grazie mille!!
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adele
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Inserito il - 15/04/2009 :  15:07:34  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Ricordo che si parlava di libri su questo argomento nelle prima pagine di questa discussione... puoi buttarci un occhio...
Comunque io ti consiglio
"Ho sognato la cioccolata per anni" di Trudy non so come
"Il diario di Anna Frank" (che te lo dico a fare XD)
"Il bambino col pigiama a righe" (che a me personalmente non è piaciuto per niente ma a tutto il resto della mia classe è parso una specie di capolavoro... bah)
e soprattutto
"L'isola in via degli Uccelli" di Uri Orlev.
Questo lo rileggo spessissimo... E' scorrevolissimo ma molto molto molto intenso... è anche "ingegnoso" sia come storia che come costruzioni sintattiche... Non è tanto lungo (quindi non palloso) e costa anche poco (mi pare otto euro nell'edizione mondadori). Questo te lo consiglio molto molto caldamente =)

Beh, per quel che riguarda me sto ancora (e ne avrò per un bel pò) leggendo "Vivere per Raccontarla" del mio STRAGENIO, il mitico Gabo *_*
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Georg Maag
Georg


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Inserito il - 16/04/2009 :  07:51:23  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Grazie per il servizio bibliotecario d'emergenza...

Georg
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adele
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Inserito il - 19/04/2009 :  15:52:43  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
*Assaggi letterari da "Vivere per raccontarla" di Gabriel Garcia Marquez* (<3 <3 <3)

(parlando degli scrittori): "Chi glielo disse l'avvertì: <<Ci stia attenta perché sono dei pazzi scatenati>>."

"Avevo abbandonato l'università l'anno prima, con l'illusione temeraria di vivere di giornalismo e letteratura senza bisogno d'impararli, [...] Non mi ero sentito di discuterne con nessuno, perchè capivo, senza poterlo spiegare, che le mie ragioni potevano essere valide solo per me stesso."

"Il dottore, al contrario, la ritenne una prova splendida di una vocazione travolgente: l'unica forza capace di contendere i suoi diritti all'amore. E in particolare la vocazione artistica, la più misteriosa di tutte, alla quale si consacra la vita intera senza aspettarsene nulla.
<<E' una cosa che si ha dentro fin dalla nascita e contrariarla è la cosa peggiore per la salute.>> disse lui. E terminò con un affascinante sorriso da massone irredimibile: <<Proprio come la vocazione del prete>>."

"Invece, la donna che davvero mi tolse l'innocenza non se l'era proposto nè lo seppe mai. Si chiamava Trinidad, era figlia di qualcuno che lavorava nella casa, e cominciava appena a fiorire in una primavera mortale. Era sui tredici anni, ma portava ancora i vestiti di quando ne aveva nove, e le stavano così stretti sul corpo che sembrava più nuda che senza abiti. Una sera in cui eravamo soli nel cortile fece improvvisa irruzione una musica di banda dalla casa vicina e Trinidad si mise a farmi ballare con un braccio tanto stretto che mi lasciò senza respiro. Non so cosa ne fu di lei, ma ancora oggi mi sveglio nel mezzo della notte turbato dalla commozione, e so che potrei riconoscerla nel buio dal tatto di ogni centimetro della sua pelle e dal suo odore animale. In un istante presi consapevolezza del mio corpo con una chiaroveggenza degli istinti che non risentii mai più, e che mi azzardo a ricordare come una morte squisita. Fin da allora seppi in qualche modo confuso e irreale che c'era un mistero insondabile che io non conoscevo, ma che mi turbava come se l'avessi saputo. Al contrario, le donne della famiglia mi guidarono sempre sulla rotta arida della castità"

(parlando di donne): "Sempre di lì può venire la mia convinzione che sono loro a reggere il mondo, mentre noi uomini lo disordiniamo con la nostra brutalità storica"

"<<A cosa pensi?>>
<<Sto scrivendo>> le risposi. E mi affrettai a essere più gentile: <<O meglio, sto pensando a quello che scriverò quando sarò arrivato in ufficio>>.
<<Non hai paura che tuo papà muoia dal dolore?>>
Mi sottrassi con una mossa abile.
<<Ha avuto così tanti motivi per morire, che questo sarà il meno mortale.>>
Non era il periodo più propizio per avventurarmi in un secondo romanzo mentre ero impantanato nel primo e avevo tentato con o senza fortuna altre forme di finzione, ma quella sera io stesso me lo imposi come un impegno di guerra: scriverlo o morire. O come Rilke aveva detto: <<Se crede di essere capace di vivere senza scrivere, non scriva.>>"

*_____*
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smile98
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Inserito il - 23/04/2009 :  13:58:21  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
L'anno scorso lessi un bel libro, "Una barca nel bosco", di Paola Mastrocola. Bellino, davvero!!

Parla di un ragazzo, Gaspare Torrente, che da un isola del Sud, arriva a Torino con la madre per studiare nel miglior liceo scientifico della città, lasciando il padre sull'isola. VA ad abitare dalla sua grassa e misteriosa zia, Elsa, silenziosa e sempre vestita di nero. Deve abituarsi al gergo, alla moda e ai comportamenti dei ragazzi torinesi, e cerca in tutti i modi di conquistare un po' di popolarità e di essere accettato.
Scopre professori di latino che pretendono programmi di studio "agili-flessibili", insegnanti di francese che usano solo cassette e direttrici fin troppo gentili.
Conclude il suo viaggio al liceo, e capisce che la scuola è inadeguata ad accettare veri talenti, che la società è arretrata, in un certo senso. All'università, finisce per non fare davvero ciò che voleva. Ma l'improvviso aiuto di un vecchio amico e la riscoperta di vecchi ricordi, lo aiuta a cambiare totalmente la sua vita.

E' un libro dai 15 anni in su, molto profondo. Paola Mastrocola fa notare al lettore gli sbagli della società, immedesimata nella voce di un ragazzo che, fra vicende humor e drammatiche, si sfoga contro il Mondo.
Divertente e profondo, si! Da leggere!
Smile98

Modificato da - smile98 in data 23/04/2009 13:59:21
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Superpeppe
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Inserito il - 23/04/2009 :  18:08:26  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Anche io l'ho letto quest'anno! In alcuni tratti é divertente, ma alla fine è abbastanza commovente. Solo il quarto blocco mi ha annoiato leggermente, ma nel compresso è un buon libro, lo consiglio. Anche sotto i 15 anni. Da leggere in 2 giorni, come me.
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adele
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Inserito il - 23/04/2009 :  21:29:04  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Io l'ho riletto tre volte. E dopo aver letto anche altra roba della Mastrocola posso sinceramente dire che secondo me è il suo capolavoro.
Mi è piaciuto da morire e mi ci sono rispecchiata veramente tantissimo. Ho anche portato un pezzo di questo libro come monologo per una lezione di dizione, una volta :P
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smile98
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Inserito il - 27/01/2010 :  22:51:59  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Elenco libri che sto per inizare:

Dago Red- John Fante (definito da Bukowski "il narratore più maledetto d'America);
Narciso e Boccadoro- Hermann Hesse;
Dell'amore e di altri demoni- Gabriel Garcìa Màrquez;
Il grande Boh!- Jovanotti.

CIO' CHE VOGLIO LEGGERE A TUTTI I COSTI:
-IL profumo- Patrick Suskind
-Cercando Alaska- John Green? Non mi ricordo l'autore XD
-Qualcos'altro di Màrquez (tipo "L'amore ai tempi del colera")-
-David Copperfield- Dickens
-Qualsiasi cosa di Shakespeare-
-Ivanhoe- Walter Scott
-Oliver Twist- Dickens
-Orgoglio e pregiudizio- Jane Austen
-Cime tempestose- Emily Bronte
-Fahrenheit 451- Ray Bradbury

Allora? Cosa ne pensate? Mi sconsigliate qualcosa?
Conoscete qualcos'altro?

Modificato da - smile98 in data 27/01/2010 22:53:29
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Georg Maag
Georg


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Inserito il - 29/01/2010 :  10:00:14  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Ma, solo due annotazioni...
Di Fante ho letto "La confraternita del Chianti" e devo dire che mi ha colpito moltissimo, un grandissimo libro, secondo me. E poi "Wait until spring, Bandini", non male, ma meno coinvolgente. "Dago Red" non l'ho mai letto, ma credo che Fante sia una sicurezza.
Siccome hai messo due titoli di Dickens... "David Copperfield" è molto bello, soprattutto i primi due terzi. Il modo in cui Dickens tratta il tempo e il ricordo è magistrale, da brividi.
Avrei qualche dubbio sul secondo titolo. "Oliver Twist" per carità,n è sempre un bel libro, ma Dickens ha scritto di migliori, forse meno sdolcinati: "Dombey e figlio", per esempio, è un grandissimo libro. Conta che a mano a mano che scriveva Dickens i suoi libri diventano sempre più profondi, più cupi. Per me rimane tra i miei scrittori preferiti di tutti i tempi.
Su Bradbury: "Fahrenheit" è per qualche ragione tra i suoi romanzi più osannati, più famosi. Non è affatto male, per carità, ma se trovassi per esempio le "Cronache mariziane" (credo Mondadori, forse in questa discussione ne avevo già parlato) o un libro con le sue short-stories, forse ti diverti di più. E' lì che ha avuto la sua massima creatività, riesce a crearti un mondo intero in due pagine o tre e riesce sempre a stupirti, e non è poco!

Sul libro della Mastrocola: mi avete fatto venire voglia di leggerlo!
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adele
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Inserito il - 29/01/2010 :  18:02:19  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
x Smile: allora di quelli che citi ho letto:

Narciso e Boccadoro- Hermann Hesse (stupendo, quando lo finisci ti lascia dentro qualcosa di così grande che stenti a definirlo)
Dell'amore e di altri demoni- Gabriel Garcìa Màrquez (BELLISSIMO. Finora è il migliore che io abbia letto di Marquez dopo "il generale nel suo labirinto" che a proposito ti consiglio MOLTO vivamente, ma ti suggerisco di leggere dopo Cercando Alaska, poi capirai perché :P)
-IL profumo- Patrick Suskind (stupendo, la scrittura più raffinata che io abbia mai visto *.* dopo averlo letto, per carità, NON guardare il film. Ti dissacra un mito, è fatto malissimo)
-Cercando Alaska- John Green(si, è suo :P bellissimo, uno dei libri che mi ha aiutato a crescere)
- "L'amore ai tempi del colera" (molto bello, anche gli adattamenti cinematografici di solito sono fatti bene)
-Oliver Twist- Dickens (non mi è PER NIENTE piaciuto. L'ho finito, ma perché me lo sono imposta come libro che DOVEVO leggere, e basta. Non mi è piaciuto, dubito che mi piacerà mai.)
-Cime tempestose- Emily Bronte (prima leggilo, poi dimmi. La prima volta non ti piacerà, ci scommetto. La seconda ti sembrerà un capolavoro. Devi iniziare a leggerlo con la consapevolezza che non è una storia d'amore, ma una storia di odio e di orgoglio ferito. Se inizi con questa consapevolezza, te lo godi molto di più, fidati.
-David Copperfield - Dickens (ho iniziato a leggerlo svariate volte, e arrivata a metà lo lanciavo sempre in un angolo remoto incazzata nera per quanto poco mi piacesse e per quanto in realtà DOVEVO finirlo perché è un libro che VA LETTO. Non ci posso fare niente, credo che Dickens mi sia totalmente ostico!)

Gli altri mi piacerebbe leggerli, soprattutto Ivanohe, e comunque ti faccio i complimenti per le scelte (a parte quello di Jovanotti T.T ma daaaai xD), ottime letture :)
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smile98
Capo tra i piccoliscrittori


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Inserito il - 30/01/2010 :  13:56:20  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Piccola parentesi: Jovanotti è una lettura leggera per quando non voglio (o non posso) impegnarmi U_U Non pretendo lezioni di vita da un genere di libro come quello, semplicemente è... tanto per leggere... Insomma... è per quando mi sento... così:
"Ah, beh, ma ci sono così tante cose da fare: fumare, fare sesso, dondolarsi sui dondoli... Avrò più tempo per leggere quando sarò una vecchia carampana!" - cit. di Adele che ha citato da "Cercando Alaska" XD

Cooomunque ho finito "Dell'Amore e Altri Demoni"...
SEMPLICEMENTE STUPENDO!
Si, Adele, me lo sposo pure io Màrquez... ci accuseranno di poligamia... ma pace U_U

<< Siamo cosi lontani! >> sospirò.
<< Da cosa? >>.
<< Da noi stessi... >>.

*_________________*
CIOE'!
E poi mi piace tantissimo lo stile latinoamericano... e la caratterizzazione dei personaggi.
Lo adoro.
Ora, prendo prima quelli di Màrquez che ho in biblioteca e poi mi dedicherò agli altri... al momento ho "cent'anni di solitudine" e "l'amore ai tempi del colera".
Gabo *-*
Ok basta -.-

Su Oliver Twist mi avete fatto venire taaanti dubbi, penso che abbandonerò l'idea. Ma Copperfield voglio almeno vedere com'è, il titolo mi incuriosisce o.o


Devo scappare, poi continuo dopo...
Smile
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