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 Pensare un mondo 4C VITTORINO DA FELTRE To 2003/04
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paola
Georg


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Inserito il - 14/12/2003 :  07:18:03  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Ciao a tutti,
siamo sempre noi i bambini della 4 C, tra noi è arrivata Federica, una bambina meravigliosa che arricchisce la nostra classe allegra e vivace.
Anche lei è elettrizzata dalla nuova esperienza che abbiamo iniziato questa'anno con un nuovo amico, Dario e un "vecchio" Georg. Dato che Federica non c'era durante il primo incontro, ne approfittiamo per raccontare a voi e a lei come è andata.
Tutto è iniziato tre settimane fa quando hanno bussato alla nostra porta, noi eravamo emozionatissimi!!
Sapevamo che volevano farci conoscere cose nuove ed eravamo curiosi.
Dopo i saluti, le domande al nuovo arrivato, il filosofo Dario, abbiamo iniziato un altro viaggio questa volta indietro nel tempo.
Georg e Dario hanno abbassato le luci e grazie ad un'atmosfera tra suoni della giungla, fischi di scimmie e altro, Georg e Dario, hanno ci hanno proposto di immaginare de essere bambini primitivi.Ognuno di noi stava andando andando a caccia con il suo papaà quando...
Adesso basta altrimenti vi raccontiamo tutto. Dovete provare anche voi, invitateli e scoprirete avventure interessanti.
Dopo il viaggio nel tempo abbiamo incominciato a ragionare insieme. Siamo arrivati a farci tante domande. Perchè dopo perchè i nostri amici ci hanno letto un bellissimo mito, dopo ci hanno lanciato una sfida: costruire un mito tutto nostro.
Quindi ci hanno lasciato proponendoci, durante il secondo incontro, di continuare l'avventura
Noi ci abbiamo provato abbiamo riletto alcuni miti li abbiamo confrontati, non è stato molto semplice,e dopo abbiamo provato a realizzare i nostri.
Vogliamo farvi leggere alcuni dei nostri lavori sperando che vi piacciano
Ciao e... alla prossima puntata !!
4C

Modificato da - paola in Data 17/02/2004 10:41:32

paola
Georg


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Inserito il - 14/12/2003 :  12:20:50  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Come nacquero le stagioni
Molto tempo fa, quando l’uomo non era ancora stato creato, sulla terra non esistevano le stagioni
Faceva sempre caldo e vi erano grandi piogge.
Gli animali si rinfrescavano tuffandosi nei bacini che si formavano durante i violenti acquazzoni.
Le piante e gli alberi erano sempre verdi e le foglie si riproducevano al tal punto che gli uccellini non riuscivano più a volare da un ramo all'altro .
Un giorno, Triki un audace uccellino, si fece coraggio e, insieme ad alcuni suoi compagni, decise di chiedere aiuto al dio della natura, Cretus.
Qualcosa doveva cambiare!
Il dio li ascoltò, quindi pensò di dividere l'anno in quattro periodi.
Un periodo molto caldo, in cui maturavano i frutti e le foglie erano di un verde intenso.
Dopo tanto caldo, arrivava un periodo in cui le foglie cominciavano a diventare di varie sfumature dal giallo oro al rosso e incominciavano ad abbandonare i rami, ondeggiando come piume colorate.
Triki e gli altri uccellini avevano tanto spazio per volare, ma incominciava a fare freddo ed alcuni di loro sentivano il bisogno di spostarsi verso zone più calde.
Successivamente arrivava un terzo periodo veramente freddo.
Tutti gli alberi spogli si ricoprivano di neve, sembravano dormire, ma in realtà si riposavano solo per affrontare una nuova stagione. Solo alcuni alberi mantenevano delle sottilissime foglie verdi a forma di aghi.
Questo era il periodo più gelido di tutto l’anno. Tanti animali andavano in letargo aspettando un periodo più caldo.
Gli uccellini più resistenti si divertivano a svolazzare tra un ramo e l’altro
Infine l’ultimo periodo in cui gli alberi incominciavano a svegliarsi. Le foglie ricrescevano tenere, si abbellivano di tanti colori grazie ai fiori
Inoltre, ritornavano gli uccelli che erano andati via nel periodo freddo e alcuni animali si risvegliavano dal loro sonno.
Era una festa per tutti!!!
Cretus decise che i periodi si sarebbero ripetetuti nello stesso modo ciclicamente: erano nate le stagioni.
Alessio.
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paola
Georg


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Inserito il - 14/12/2003 :  15:41:05  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Come nacquero il giorno, la notte e gli oceani
Tanto, ma tanto tempo fa, quando il mondo era appena stato creato, regnavano nel cielo due potenti divinità:il Sole e la Luna.
Erano una coppia felice ed innamorata.
I due trascorrevano il loro tempo a giocare.
Si rincorrevano. Giravano intorno alla terra. Si rotolavano sulla terra lasciando enormi crateri…
Dalla loro unione nacque una figlia, Nuvola.
Erano entusiasti della lo creatura. Nuvola era piena di vita, non stava mai ferma ed era anche un po’ capricciosa.
Era la gioia di Sole e Luna che erano contenti, ma sfiniti.
I genitori decisero di far dei turni per accudirla e per riposare.
Mentre Sole si occupava della figlia giocando con lei, Luna dormiva,e viceversa.
Accadde, però, una cosa strana: quando c’era Sole la terra era illuminata.
Quando c’era Luna la terra era buia.
Un giorno, Nuvola si era innervosita a tal punto che si mise a piangere, piangere, piangere….
Nuvola sembrava non smetterla più!!!
Le sue lacrime caddero sulla terra sotto forma di un diluvio.
Gli enormi crateri lasciati dai Sole e Luna si riempirono delle lacrime di Nuvola formando un unico grande Oceano in cui sembrava emergere un’unica immensa terra asciutta.
Così da quel momento Sole e Terra continuavano a fare i turni.
Intanto la famiglia si era allargata. Nuvola aveva delle sorelline con cui giocare.
La terra aveva l’ Oceano con cui dissetarsi.
Andrea
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paola
Georg


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Inserito il - 14/12/2003 :  16:10:02  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Il colore della pelle
Tanto tempo, gli uomini vivevano in gruppi separati l’uno dall’altro a seconda del colore della pelle.
Le varie tribù non si conoscevano tra loro .
Un giorno, il dio della Terra decise che gli uomini si sarebbero dovuti incontrare.
Inviò un aquila come segno della sua presenza.
L’uccello girò nel cielo, sulla tribù dei Gialli, attirando l’attenzione di alcuni bambini che si allontanarono per seguire il volo dell’aquila.
Fu vista anche da un bimbo della tribù dei Bianchi che pescava in un laghetto.
L’aquila fu avvistata da una bambina dalla tribù dei Rossi, intenta a seguire una farfalla.
Infine, un bambino della tribù dei Neri, intento a trascinare un carretto, si accorse dell’aquila e incominciò a inseguirla.
Preoccupati, gli uomini delle varie tribù, erano andati alla ricerca dei loro bambini.
E... si ritrovarono tutti insieme in un prato enorme.
Ogni uomo scoprì la bellezza dei diversi colori della pelle degli altri gruppi.
E,insieme, cominciarono a fare una grande festa!!
Blanca

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paola
Georg


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Inserito il - 14/12/2003 :  16:45:26  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Perchè è nata la musica?
All'inizio dei tempi gli uomini non conoscevano la musica.
In mezzo al bosco, in un luogo sperduto, viveva con la sua famiglia Obibi.Il bambino amava ascoltare la voce della natura nelle diverse stagioni.
Al mattino, in primavera, girava tra gli alberi, ascoltava gli uccellini cinguettare, mentre dalle foglie la rugiada scivolava, picchiettando sulla terra.
In estate, sentiva, seduto sull'argine del fiume, lo scorrere dell'acqua, osservando il guizzare dei pesci che sembravano danzare nell'acqua.
In autunno, osservava il lento cadere delle foglie. Le orecchie del bimbo percepivano appena quel leggero tonfo. Quando camminava, si accorgeva dello scricchiolio delle foglie secche sotto i suoi piedi.
Infine, in inverno, udiva il sussurrio della neve che cadeva mentre il vento sibilava.
Una strana notte, mentre ascolatava le voci del bosco, si sentì stanco, si sedette sotto un albero e si addormentò.
In sogno, gli apparve il dio della Natura.Lui si era accorto di quanto il bimbo amasse i suoni delle stagioni.
Per ricompensarlo, gli indicò il luogo in cui era custodito uno strumento che racchiudeva tutti i suoni.
Obibi si risvegliò, seguì le indicazioni del dio.
Trovò lo strumento e cominciò a suonare come se non avesse fatto altro in tutta la sua vita.
Gli era stata donata la musica e nel mondo incominciarono a diffondersi note, note...
Alina
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paola
Georg


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Inserito il - 11/01/2004 :  12:06:14  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Come nacquero Giorno, Sole e Stelle
Tanto, ma tanto tempo fa, quando il mondo era giovane, nel cielo non esisteva la luce.
Non esisteva l' alternanza tra il dì e la notte.
Il mondo era formato solo da Terra e Acqua.
Andavano d’accordo anche se il clima sempre glaciale e il buio perenne
rendeva la vita molto difficile sia ad Acqua che a Terra.
Un giorno, Acqua, che bagnava Terra con le sue onde, incominciò ad annoiarsi.
Era sempre sola, così per passare il tempo iniziò, a sputare spruzzi verso Terra.
Terra era molto permalosa e si offese immediatamente.
Incominciarono a litigare.
Si stuzzicavano a vicenda, Acqua gettava le sue onde fredde con violenza sul terreno, Terra lanciava il suo fango verso Acqua, sporcandola tutta.
Il litigio si trasformò in una battaglia furibonda.
La Terra, agitata, si infuriò Fece uscire tutta la rabbia che aveva dentro, sotto forma di fuoco.
Il magma cominciò a prorompere in maniera violenta con lapilli e gas incandescente.
Dopo un fragoroso boato, un esplosione lanciò schizzi di lava ovunque, sfere di fuoco venivano gettate lontano, raggiungendo il cielo.
All’improvviso il buio si riempì di luce.
Una grossa palla di fuoco venne scagliata verso il cielo e lì rimase, per sempre.
Era nato Sole.
Terra si sentì tutta riscaldata, il clima incominciò a cambiare.
Col trascorrere del tempo, Acqua e Terra fecero pace, mentre Sole le illuminava.
Quando Sole era stanco, andava a dormire
Il buio ritornava.
Quando il sole, riposato, si risvegliava ecco di nuovo la luce: di’ e notte si alternavano a vicenda regolarmente.
Era nato Giorno.
Nel cielo intanto brillavano i lapilli lanciati in aria.
Insieme e Giorno, Sole erano nate anche Stelle.

Federica, Melisa


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Georg Maag
Georg


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Inserito il - 13/01/2004 :  07:31:51  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Carissimi bambini,
grazie mille per le storie che avete mandato sui miti. Sono una più bella dell'altra, sul serio! Si vede che ormai avete imparato un sacco di trucchi su come si scrive e su come si imposta una storia, perché tutte quelle finora pubblicate sono veramente belle. Bravi! Non vedo l'ora di leggere anche le storie che mancano ancora. A che punto siete?

Dario voleva già da qualche giorno mandare un suo commento, ma è presissimo tra l'ultimo esame (geografia, poverino!) da dare all'Università ed è alle prese con una brutta influenza. Quando ci siamo visti l'ultima volta non ha quasi mangiato e mentre noi mangiavamo e giocavamo, lui si è addormentato sul divano, pensate un po'!
Un filosofo che non mangia e che si addormenta sui divani altrui! Potresti scrivere anche il "suo" mito, quello del filosofo stanco, troppo stanco per mangiare.
Ciao a tutti, e poi ci mettiamo d'accordo sulla nostra prossima visita.
Georg
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paola
Georg


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Inserito il - 21/01/2004 :  14:11:40  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Caro Dario, caro Georg,
stiamo ancora lavorando alla stesura dei miti. Abbiamo concluso quasi tutti il mito personale e speriamo di inserirli nel forum per fine gennaio.
Un abbraccio forte da tutti i bambini dellla 4 C
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paola
Georg


111 Messaggi

Inserito il - 21/01/2004 :  14:28:59  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Come sono nati i capelli
Tanto ma tanto tempo, in un villaggio sperduto tra le montagne etiopi, viveva una tribù.
Tutti gli abitanti erano senza capelli, completamente pelati.
La loro testa era lucida come un sasso levigato dallo scorrere di un fiume.
Un giorno il dio Amag, potente dio del Sapere, tramite lo stregone, comunicò agli uomini di salvare il raccolto perché ci sarebbe stata una terribile alluvione.
Gli abitanti non badarono a ciò che il dio aveva loro annunciato.
E continuarono la loro vita.
Nei giorni seguenti il cielo incominciò ad annuvolarsi.
Nuvole nere si addensarono sempre più velocemente formando un tetto fosco e caddero le prime grosse gocce
Solo allora gli uomini capirono che il dio Amag non aveva parlato invano.
Ci fu un’alluvione. Gli uomini, per ripararsi, si rifugiarono in grotte poste sul versante dalla montagna sacra al dio Amag.
L’alluvione non durò a lungo.
Al termine uscì l’arcobaleno, segno del perdono del dio Amag.
Gli uomini uscirono dalle grotte buie e alla luce del sole si guardarono a vicenda. Si misero a ridere l’uno dell’ altro toccandosi la testa.
Gli uomini si erano accorti che sul loro cranio pelato vi erano dei fili, come quelli del loro raccolto perduto, e crescevano, crescevano…
Gli uomini supplicarono il dio di far rallentare la crescita così rapida dei fili.
Il dio li accontentò nuovamente.
I capelli sarebbero cresciuti lentamente ma glieli avrebbe lasciati in ricordo della loro disobbedienza.
Gli abitanti avevano imparato la lezione.
E da quel giorno ebbero “vita” i capelli.
Cecilia
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paola
Georg


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Inserito il - 21/01/2004 :  15:07:28  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Come nacque il Nilo
Des ed Heret, due giovani amici, vivevano in un accampamento nomade, nel deserto africano.
Si spostavano, senza alcun problema, nell'immensa distesa sabbiosa, tra le dune dorate, sferzati dalle raffiche del vento caldo.
Durante una tempesta di sabbia, i due caddero a terra.
Videro qualcosa luccicare in mezzo alla polvere.
Si sfregarono gli occhi, pensavano fosse un miraggio.
Era, in realtà,un medaglione d'oro.
Lo portarono da Abul, vecchio stregone e guaritore della tribù.
Gli occhi ormai stanchi di Abul si illuminarono alla vista dell'oggetto.
Si aprirono dallo stupore: si trattava del medaglione di " Ra" il dio del sole, rubato da predoni e perso nel deserto.
Insieme allo stregone, decisero di riportarlo al tempio in cui era custodita la statua di "Ra.
Il dio li ricompensò.
Arrivati al loro accampamento, scoprirono che parte della sabbia si era pietrificata, formando montagne altissime.
Da alcune fessure, sgorgavano piccole fontanelle d'acqua che scivolando lungo le pareti delle montagne si riunivano tutte insieme.
Formavano un fiume sempre più grande che correva verso il mare.
Era nato il Nilo
I nomadi, con il tempo, scoprirono che il fiume, inondando la Terra rossa,lasciava una terra nera fertile.
Impararono a coltivarla e divennero sedentari.
E i due ragazzi? Ancora adesso i popoli che vivono lungo il Nilo pensano che in realtà, i giovani fossero stati inviati dal dio Ra per regalare agli uomini l'acqua.
In loro ricordo, chiamano Desheret la vasta distesa di terra rossa, resa, in parte, fertile dal fiume Nilo.

Giulia

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Georg Maag
Georg


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Inserito il - 23/01/2004 :  08:44:02  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Ragazzi, siete proprio bravi. Leggere le vostre storie è sempre un piacere; si capisce che pensate a quello che volete scrivere, che non vi perdete, e le vostre idee spesso sono belle e limpide come quelle di un vero scrittore!
Non saprei quale altro complimento farvi. Basta così?
Se volete divertirvi a leggere qualcosa di mio... ho appena istituito un nuovo forum, dove troverete il primo capitolo del mio prossimo romanzo che si svolge a Torino.
Se avete voglia, ve lo leggete e poi mi mettete in fondo i vostri giudizi, ma anche critiche e suggerimenti. Ci tengo!
(Il forum si chiama "Il prossimo romanzo di Georg Maag", e lo troverete cliccando su "tutti i forum".
Ciao
Georg

Modificato da - Georg Maag in data 23/01/2004 08:51:29
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paola
Georg


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Inserito il - 26/01/2004 :  14:07:29  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Caro Georg,
oggi in sala computer abbiamo letto il tuo messaggio, siamo andati a cercare l'inizio del tuo libro e lo leggeremo sicuramente.
Intanto,come promesso, ti inviamo gli altri miti.
Ciao
4 C

Come nacquero gli acquazzoni.
Tanto tempo fa sulla terra, non era mai caduta una goccia d’acqua.
C’era solo Terra e Sole, Sole e Terra.
Sole ardeva sempre,tutto era secco.
Un giorno, Sole, decise di riposarsi e incominciò a cercare un letto caldo e soffice.
Poiché non trovava nulla, per la prima volta sbuffò facendo uscire del gas.
Questo gas, allontanandosi da Sole si addensava e diventava simile a batuffoli bianchi.
Erano nate le Nuvole.
Sole le vide, si avvicinò, pensò di potersi riposare su di loro, come fossero un vero letto perché sembravano morbide e soffici.
Le chiamò una per una, per provarle.
Una era troppo dura, l’altra troppo morbida e così via, l’astro era incontentabile!
Ma, ogni volta che Sole provava una nuvola, la scottava.
Ad ogni Nuvola scottata succedeva una cosa strana.
La ferita si rimarginava e all’interno rimanevano delle bolle piene di un liquido limpido, trasparente come fosse un ricordo del dolore provato.
Nonostante questo,le nuvole erano sempre allegre, si mettevano a giocare, si rincorrevano, si spingevano
A forza di scontrarsi, tuttavia, le bollicine nascoste nelle nuvole scoppiarono.
L’urlo di dolore trattenuto dalle bolle risuonò fortissimo.
Era nato Tuono.
Dallo spavento, le nuvole si scontrarono tra di loro, lanciando scintille sulla terra .
Erano nati Fulmini.
Le Nuvole, per far passare il dolore, lasciarono cadere tutto il liquido trasparente sottoforma di gocce sempre più grosse.
Erano nati gli Acquazzoni.
Ancora oggi, quando Sole tenta di trovare un letto che gli piaccia, si verificano gli acquazzoni.
Giovanni
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paola
Georg


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Inserito il - 27/01/2004 :  15:37:20  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Come sono nati i terremoti
All’inizio dei tempi esisteva solo Terra e Cielo.
Terra nascondeva al suo interno un segreto: grotte enormi. In una di queste, abitava Masso, un enorme sasso che amava rotolarsi sul terreno.
Trascorreva il suo tempo tra le pareti rocciose della grotta.
Quando era molto felice faceva dei lunghi balzi, ma si sentiva terribilmente solo.
Un bel giorno, mentre ruzzolava afflitto dalla solitudine, sbattendo da una parete all’altra, sentì dei rumori provenire dal fondo della grotta.
Incuriosito, Masso cominciò ad agitarsi per la contentezza, girando su se stesso, percorse un lungo tratto in direzione dei rumori.
Finalmente, raggiunse la fonte del frastuono e…rimase di sasso!! Aveva raggiunto un burrone e sotto di lui vide dei macigni giganteschi che si divertivano a rotolare.
Felice della scoperta, si lanciò in una discesa vorticosa, trascinando con sé i sassolini che trovava sulla strada.
Finalmente aveva trovato degli amici!!
Tutti eccitati i sassi, le rocce fecero una grande festa provocando un boato a cui seguì una vibrazione.
Per festeggiare quel momento i sassi decisero, che ogni tanto, avrebbero danzato e saltato tutti insieme.Sulla superficie della Terra si sentivano solo vibrazioni
Erano nati i terremoti.
Sharon
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paola
Georg


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Inserito il - 10/02/2004 :  16:27:08  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Come è nata la fame?Un tempo, gli uomini annusavano i cibi per sfamarsi
In un villaggio africano Tiritera, viveva Torito,un piccolo uomo.
La sua gente lo prendeva in giro perché era troppo basso.
Per nutrirsi i suoi genitori lo avevano tenuto in braccio per poter annusare meglio. Così senza, saperlo, gli avevano impedito di crescere.
Un giorno, preso dai suoi tristi pensieri,si allontanò dalla sua capanna e, si incamminò, senza una meta.
Senza accorgersene si addentrò nel bosco sacro del Dio Toritoro.
Gli alberi e tutto ciò che stava lì attorno erano di un verde favoloso, dalle sfumature indescrivibili
Torito si strofinò gli occhi ed entrò.
Trovò una conchiglia verde,la sfregò per pulirla e… si materializzò
il dio Toritoro, colui che tutto sapeva e tutto vedeva.
Il dio era a conoscenza della sventura dell’uomo e così parlò:
- So che sei sempre buono e generoso, ti donerò qualcosa per farti
crescere.
Questo dono ti permetterà di assaporare,verdure e carni invece di annusarle
Allora, Torito corse al villaggio, da sua sorella Tarita
Le raccontò tutto e provò a mangiare.
Quello era il momento più bello della sua vita. Assaporò il gusto dei cibi cucinati, avevano un sapore delizioso.
La gente del villaggio incominciò ad rivolgersi a lui senza giudicare il suo aspetto fisico, ma ascoltando le sue parole
Era nata la fame
Valentina
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paola
Georg


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Inserito il - 15/02/2004 :  17:46:45  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Tanto tempo fa, quando il mondo era già stato creato, nella savana africana, il dio della natura era molto soddisatto del suo lavoro
Vivevano molti animali, tutti belli e dalle forme svariate.
Uno in particolare, era magnifico, bianco, con le zampe affusolate, il corpo snello bianco e la criniera folta,
Assomigliava ad un cavallo, ma era più piccolo e tutti gli animali di quella specie erano bianchi.
Il loro colore non si adattava molto bene alla vita della savana, tutti i predatori li vedevano immediatamente e li catturavano velocemente.
Il loro numero stava calando rapidamente.Il dio ne era preoccupato.
Un giorno, una zebra, oramai stanca di essere rincorsa dal leone Noele, si fermò. Era esausta, stava per morireed al termine della gravidanza.
Prima di morire, partorì un cucciolo.Chiese al leone che l’ aveva inseguita di farle una promessa.
Il leone, animale d’onore, promise di non mangiare il piccolo, ma di aiutarlo a crescere.
Il leone chiese aiuto alla compagna Nala per accudire il cucciolo,
La Zebrina cresceva bene.
Un giorno cadde in una pozza di fango nero e appiccicoso. Si era salvata dal passaggio di una mandria di gnu. Le erano rimaste. però, delle strane strisce che non andavano più via. Era sempre bellissima, aveva delle strisce nere che la mimetizzavano tra gli arbusti della savana.
Era giunto il momento di lasciare il cucciolo alla sua vita.
Noele la invitò ad affrontare la savana e mentre lei si allontanava il leone si accorse di una cosa curiosa.
La zebra stava scomparendo nella savana mimetizzandosi. In cuor suo ne fu contento, sarebbe stato più difficile catturarla.
La zebra aveva le strisce ed ancora oggi le ha ancora.
Katrin
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paola
Georg


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Inserito il - 15/02/2004 :  18:06:49  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Come è nata la balena
All’inizio dei tempi esisteva solo la terra e il mare.
Ogni tanto, il Dio del Mare usciva dalle profondità marine, popolate da pesci.
Sembrava cercare qualcosa di molto speciale per il suo regno.
Si mise a nuotare in lungo e in largo per tutti i mari della terra.
Finalmente arrivò in un mare dalle acque calde, il clima mite, si affacciò sulla terra
Vagò per e giorni fino a quando trovò quello che stava cercando.
Era un animale strano, enorme con delle zampe piccole ai lati del suo corpo grande.
Sembrava che sulla terra ferma non si trovasse a suo agio.
Si avvicinò a lui, lo guardò, quindi gli propose di venire con lui, nel mare.
Lì, si sarebbe trovato al largo, avrebbe potuto essere l’animale più rispettato del mare.
Lo strano animale, stufo di faticare per mangiare, per spostarsi, per far tutto, accettò.
Entrò nell’acqua e…che trasformazione!
Le zampe diventarono lunghe e forti pinne, la bocca diventò grande per catturare tanto cibo e si poteva muovere liberamente.
Finalmente era felice.Ogni tanto ritornava in superficie sputando acqua dalla testa come se volesse ricordarsi che era venuto dalla terra, ma che non intendeva più tornarci!!
Era nata la balena!
Emanuele
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Georg Maag
Georg


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Inserito il - 17/02/2004 :  07:23:10  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Cari ragazzi,

ho letto con interesse i vostri ultimi racconti. Bravi, si capisce che avete faticati non poco per spiegare la zebra e la balena. Anch'io, ammetto, avrei qualche problemino inventarmi il mito della zebra, e da "grande" scrittore (nel senso di altezza fisica, non notorietà!) avrei probabilmente optato per una spiegazione buffa, qualcosa che ha a che fare con pennelli e colore nero o bianco. Ma sarebbe stato poco mitologica, e dunque la vostra idea è più vicina al compito.
La balena, invece, è un problema di fisica. Ma lo sapete che è talmente grossa e pesante che non potrebbe vivere al di fuori dell'acqua?! Si schiaccerebbe "da sola", la povera. Solo nell'acqua, che ci spinge in alto, sta nel suo elemento.
Tra l'altro è uscito un film con le balene protagoniste, ma purtroppo l'ho perso al cinema. Si chiama "la ragazza e la balena", e dev'essere molto bello. Immaginatevi una ragazza che scavalca una balena!
Ci vediamo oggi, assieme a Dario. Siamo curiosi da matti vedere cosa avete ancora fatto nel frattempo.
A tra poche ore,
ciao
Georg
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paola
Georg


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Inserito il - 20/02/2004 :  18:31:36  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Caro Georg,caro Dario
a proposito di miti, ti vogliamo far saper che per noi è terminata un'esperienza che ha toccato questo tipo di racconto e che si può inserire nel nostro lavoro con voi.
Per il terzo anno consecutivo, llenia Speranza ci ha accompagnato in un percorso di lettura, tenuto presso la Biblioteca di quartiere della Circoscrizione 9
Quest'anno il tema era " Volare" inteso come crescere, lasciare il nido, almeno così lo abbiamo recepito noi.
Ilenia ci ha letto alcuni brani del libro “La gabbianella e il gatto che le insegnò a volare” di Sepulveda e il mito del volo di Icaro.
Come al solito, siamo rimasti a bocca aperta. Ci siamo emozionati, alcune lacrimucce sono persino scappate qua e là.
Al termine dei tre incontri, Ilenia ci ha proposto di scrivere in maniera anonima cosa vuol dire volare per noi, dopo ha raccolti i fogli con i nostri pensieri e li ridistribuiti a caso
Ognuno di noi ha letto il pensiero di un altro un compagno.
Alla fine li ha trascritti e li ha inviati alla maestra ed ecco cosa ne è venuto fuori sistemandoli tutti insieme togliendo l’inizio “secondo me volare significa”

Volere volare

Volare vuol dire…
sentire
l’aria
toccarmi,
sbattermi contro,
imbattermi contro.
Vedere gli uccelli volare con me,e,
lasciandomi trascinare dalla brezza,
lasciare la terra …
alzarmi nell’atmosfera
dove nessuno può arrivare.

Volare è…
emozionarmi,
viaggiare
con la mente,
con il cuore;
chiudere gli occhi…
ascoltare la musica,
ballare
vuol dire volare!

Volare è…
andare su uno scivolo
mentre l’aria mi attraversa il corpo,
andare in altalena
sentire
l’aria tra i capelli,
in faccia,
tra le dita delle mani.
Sentire
una sensazione d’ aria.



Come avere le ali,
osservare
tutto il mondo, dall’alto?
Io ho provato.

Da bimba
salita sul tavolo
mi sono buttata
volevo provare
l’emozione,
la sensazione
di volare.
Passato il dolore,
è rimasta la voglia
di volare,
come Icaro,
verso il sole
Ciao al più presto ti inviamo alcune impressioni sulla vostro terzo intervento.
Ciao 4C



Modificato da - paola in data 20/03/2004 15:07:55
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Georg Maag
Georg


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Inserito il - 20/02/2004 :  19:04:22  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Cari ragazzi,
vi rispondo a caldo a questa vostra poesia del volare, e devo ammettere: anche a me, per poco, non scappa una lacrima di emozione forte forte!
Ho subito amato (e un brivido mi ha percorso le braccia):

Da bimba
salita sul tavolo
mi sono buttata
volevo provare
l’emozione,
la sensazione
di volare.


Qui, forse non vi rendete conto (ma spero di sì): l'inizio, le prime tre righe, sono semplicemente bellissime. Mi hanno tolto il fiato. E poi mi hanno evocato ricordi di mia figlia, quando era piccola piccola, non camminava nemmeno, quando eravamo in Bretagna in tenda, che la facevo volare in tondo mentre giravo assieme a lei, e lei rideva assieme ai gabbiani. O un'altra volta, quando lei aveva sì e no tre anni, ed eravamo ai bordi di una grande piscina. Quando per un attimo non l'ho guardata, lei era corsa sul trampolino, mi ha salutato e si è tuffata così, senza saper nuotare e senza la minima paura.

Ecco, spero tanto che ognuno di voi, e non una sola volta, possa assaporare quello che avete scritto, che possa volare senza paura, che possa amare, fidarsi, ridere, tentare, che possa provare l'emozione della libertà e la bellezza smisurata della vita proprio così. Solo questo è la vita, nient'altro.
Che tristezza per chi non ci riuscirà mai!

Volate, ragazzi. Una classe IV che scrive queste rime, ce la può fare.
Un abbraccio a tutti (anche ai puzzoni, ma cerrrrto!)
Georg
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paola
Georg


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Inserito il - 03/03/2004 :  09:02:40  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Cari Georg e Dario,
dopo il terzo incontro, tenuto da voi a scuola, abbiamo iniziato a lavorare sui pregiudizi. Ti invieremo al più presto le nostre riflessioni.

P.S. per Georg,
Abbiamo inserito alcuni commenti sul tuo nuovo libro, aspettiamo con ansia il tuo giudizio

Modificato da - paola in data 20/03/2004 15:04:57
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Georg Maag
Georg


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Inserito il - 03/03/2004 :  21:51:13  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Sono molto curioso sapere cosa uscirà dalle vostre testoline in merito ai pregiudizi. Con voi non ne ho, di pregiudizi, so che riuscirete a stupirmi!
Ho lasciato una risposta nella discussione del nuovo romanzo. Grazie.
Ciao
Georg
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paola
Georg


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Inserito il - 08/03/2004 :  12:37:17  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Dalle nostre testoline,incominciano a uscire molti pensieri.Alcuni osservazioni le abbiamo inserite nella nuova discusione che abbiamo aperto come commento al tuo nuovo romanzo
Ciao
4C
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paola
Georg


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Inserito il - 30/03/2004 :  10:08:25  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Ciao a tutti ,
dopo il primo incontro intitolato da noi "Viaggio nel tempo", il secondo intitolato "le Fonti" è arrivato il momento di presentarvi il terzo incontro intitolato "Domande, sempre domande".
Lo abbiamo scritto come una specie di cronaca sperando che vi piaccia.

Cronaca di un incontro
Terzo incontro corso Filosofia con Dario e Georg
L’intervento di questo terzo incontro si è basato sull’analisi di alcuni concetti.
PRIMO CONCETTO
Le cose cambiano
Cambiano velocemente/lentamente
Esempi:
Unità di tempo, mesi….
Abbiamo stabilito che sono convenzioni, modalità stabilite dagli uomini e riconosciute come valide da un buon numero di persone
Domanda
Cosa a che fare questo con la con la filosofia?
Alexandru, interviene dicendo che ha che fare con l’origine del mondo, fa porre dei perché.
Ma chiedersi il perché è il primo passo del filosofo? Ci viene domandato da Dario
E’ vero, allora siamo sulla strada giusta.
Ragioniamo su questo concetto e cominciano uscire alcune considerazioni dalle nostre testoline.
Se le cose cambiano e noi ci chiediamo il perché, ci poniamo delle domande, anche i pensieri possono cambiare così comeil modo di vedere le cose.
Si possono affrontare argomenti secondo diversi punti di vista ed ecco che si fa strada il
SECONDO CONCETTO
• La gente da per scontato i punti di vista altrui .
Infatti si tende a ritenere valido il nostro punto di vista e non si prende in considerazione l'esistenza di un’altra ipotesi valida. Quindi, noi pensiamo che ci necessario stbilire delle regole
Dario ci chiede perchè sono o stabilite delle regole come ad esempio”.on si deve uccidere”
Domande, domande , sempre domande, ci stanno per uscire i fumi dalla testa quando, sempre Alexandru, (ha molte idee luminose in quest’occasione ) ci spiega che è una regola è quasi come una legge
Siamo contenti di avere trovato la soluzione, ed ecco che Dario ci chiede , ma cosa è una legge?
Ancora domande.
Secondo noi e, con l’aiuto degli esperti, arriviamo a pensare che una legge sia una
• Convenzione per garantirsi la sopravvivenza pacifciai, regolata da norme.
Tanto per complicarci la vita, alcuni di noi, osservano che ci sono anche delle regole, non scritte che tuttavia, vengono riconosciute come verità relative ad un popolo in un determinato periodo :
Proviamo a ricordarcene qualcuno

Ride bene, chi ride ultimo
Chi la fa l’aspetti.
Il secondo proverbio ci fa capire che ci può esserci la possibilità di rifarsi di un’ingiustizia,in realtà non è quasi mai così.
Alle volte, chi combina qualche bricconata non viene riconosciuto colpevole e chi la subisce rimane preso in giro
Sui detti non siamo d’accordo, forse alcuni, nascondono un

Pregiudizio, bella parola ma cosa vuol dire? (altra domanda)
Pre -giudizio= prima del giudizio
Pregiudizio = luogo comune
Pregiudizio//diverso da bugiardo
A questo punto ci viene consigliato di svolgere il gioco del pregiudizio presente nel testo.
Adesso basta , i nostri cervelli fumano, chiediamo di rimandare il lavoro in un momento successivo.

Saluti
4C
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Georg Maag
Georg


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Inserito il - 30/03/2004 :  20:36:36  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Ragazzi!
Proprio sul più bello, quando affrontavate il tema "pregiudizio", chiudete il collegamento, cliccate su "invia", staccate il computer dalla linea, arrotolate il filo, vi mangiate una merendina e ve ne andate a casa tutti contenti...!
Mannaggia la miseria!
Ero pronto a leggere le vostre fatiche sul tema pregiudizio, mi ero portato una birra alla scrivania, mi ero messo comodo, avevo staccato il telefono e pensavo di godermi le vostre testimonianze...
Be', fino a qui mi è piaciuto molto quello che avete scritto. Un bel ripasso delle nostre lezioni, dei nostri giochi, delle discussioni. Bravi, bravissimi, come sempre.
Ora mi finisco la birra e stacco anch'io, tanto non c'è altro di vostro da leggere. Ma spero di trovare il seguito in poco tempo qui, nella vostra discussione.
Un abbraccio da
Georg e Dario
(anche alla maestra!)
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paola
Georg


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Inserito il - 01/04/2004 :  18:58:37  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Ciao Dario e Georg,
vi ricordate? I cervelli in fumo, i pensieri sconvolti, siamo noi, dell 4C.
Ebbene eccoci giunti alla seconda puntata:
"Alla ricerca dei pregiudizi nascosti"
Dunque, vi avevamo lasciato mentre il nostro cervello stava fumando.
Il giorno successivo all’incontro, abbiamo ricominciato a pensare, a mente fresca.

Primo passo
Il nostro percorso è incominciato dai proverbi.
La maestra ci aveva presentato un bel foglio su cui erano scritti una ventina di proverbi.
Ma, non si sa bene per quale mistero, la parte iniziale del proverbio non corrispondeva alla parte finale
Erano tutti in disordine.
Indovinate a chi toccava risolvere il mistero?
Già, proprio a noi!!
È stata faticoso, ma ce l’abbiamo fatta.
Abbiamo scoperto proverbi che ancora non conoscevamo,
Non solo, abbiamo anche scoperto che, in ogni paese ci sono dei proverbi simili.
Appena possibile, trascriveremo proverbi russi, rumeni, filippini albanesi, ecuadoregni, almeno uno per ogni nazione rappresentata nella nostra classe.

Secondo passo.
Abbiamo preso in considerazione un proverbio italiano abbastanza conosciuto:

Chi fa da sè fa per tre.
Volevamo capire il significato fuor di metafora, abbiamo provato a tradurlo a parole nostre.
Chi fa qualcosa da solo è più veloce perché non si perde in chiacchiere o non sai distrae.

E’ vero?
Non del tutto, perché lavorare insieme, a volte può essere più produttivo che lavorare da soli.
Noi, abbiamo svolto dei lavori di gruppo veramente originali, se avessimo svolto il lavoro da soli, non avremmo avuto gli stessi risultati.
Non sempre i proverbi indicano la verità.
Sono un po’come dei pregiudizi espressi dalle persone nei confronti con gli altri.
Anche noi, alcune volte, esprimiamo CONSIDERAZIONI sugli altri basandoci sull’apparenza, esprimiamo, cioè, dei pregiudizi.


Terzo passo
Era giunta l’ora di affrontare il gioco proposto da Georg e Dario, prima abbiamo letto il libro a pagina 105-106.
Ci è stato utile perché ci ha spiegato meglio il significato della parola: due sono le cose che abbiamo ritenuto importante ricordare.

  • "Il pregiudizio è un giudizio dato su una cosa che non si conosce o si conosce in maniera del tutto insufficiente. E’ una scusa per non pensare e per non indagare. A volte, quindi, è comodo. Ci permette di risparmiare tempo e meningi e di andare avanti sulla nostra strada senza tanti problemi. …"
  • "...La maggior parte dei pregiudizi si radica proprio in quelle persone che non hanno la più pallida idea di quello di cui si parla"

    Finalmente è giunta l’ora del gioco

    Al termine è successa una cosa strana
    Alcuni di noi non avevano pregiudizi

    Allora, siamo partiti da coloro che ne avevano.

    Alcuni pregiudizi riguardano il valore che si attribuisce ad una persona soffermandosi solo sul suo aspetto esteriore.
    Eccoli
    - Considerò una persona antipatica guardandoa in faccia, senza conoscerla a fondo.
    - Penso che una persona straniera possa non piacerm,,i a prima vista.
    - Esprimo giudizi affrettati su una persona senza conoscere i fatti nei particolari
    ( ad es. sull’arbitro di calcio).

    Altri pregiudizi riguardano il valore che si attribuisce ad una atteggiamento che si mette in atto e crea un pregiudizio
    Eccoli
    - Certe volte, quando i compagni mi danno fastidio, faccio finta che non ci siano.
    - Quando alcuni compagni mi danno fastidio, non li affronto ma parlo con i loro genitori.
    - Giudico sempre positive le azioni di una amica che mi è simpatica
    - Insulto una persona se non mi impresta le cose.
    A questo punto il cervello stava, nuovamente, dando segnali di fumo, era ora di smettere.
    Ciao!!
    Alla prossima puntata
    4C


  • Modificato da - paola in data 02/04/2004 15:30:26
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    paola
    Georg


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    Inserito il - 02/04/2004 :  15:14:37  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
    Riciao a tutti!

    la ricerca dei pregiudizi è stata continuata il giorno dopo:
    Ed ecco gli ultimi risultati dell'ultima puntata.

    -Il primo giorno, ascuola credevo che la mia maestra di Italiano fosse cattiva, invece non lo era.
    -Quando è arrivata la mia cagnolina pensavo mordesse sempre, invece ho imparato a fare amicizia , ho preso un po’ di confidenza.
    Ora mi fa sempre la feste e giochiamo insieme.
    -Quando ero piccola, non mi interesava di saper leggere e scrivere, adesso sì.
    -Quando mamma mi compra un indumento,senza il mio parere non ne voglioo sapere, per partito preso .
    Appena lo indosso, la ringrazio infinitamente.
    Non sappiamo bene se questi siano pregiudizi oppure no, ma abbiamo ritenuto giusto farveli conoscere.

    Il passo successivo è stato verificare se chi era esente da pregiudizi lo fosse veramente.
    I compagni senza pregiudizi hanno accettato volentieri di sottoporsi all'esame di alcuni di noi e simpaticamnete abbiano tirato fuori anche i loro preeiudizi
    Il lavoro non è terminato, il libro non è proprio una passaggiata , piano piano lo stiamo leggendo cercando gli argomenti più vicini a noi.
    Può darsi che nel corso dell'anno qualcosa cambi, si modifichi.
    Vi terremo informati se siete d'accordo.
    Un' ultima cosa a proposito di pregiudizi.
    Abbiamo visitato il Museo del Risorgimento a Torino, ci ha lasciato senza parole la teca che conteneva le divise degli internati ebrei italiani nei campi di concentramento.
    Un esempio di PREGIUDIZIO, di paura dell'altro ritenuto diverso, non dimenticheremo mai!!!
    Ciao e ai prossimi aggiornamenti
    Con Affetto
    4C
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    Georg Maag
    Georg


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    Inserito il - 02/04/2004 :  19:39:44  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
    Cari ragazzi dei cervelli fumanti!
    Grazie per le vostre ultime notizie dal ponte di comando della vostra scuola. Certo che avete intrapreso una strada di pensiero niente affatto male per una classe IV! Complimenti a voi, e complimenti a chi sta al timone. (Immagino non sempre sarà facile tenervi sulla rotta, conoscendovi! )
    Oggi ho anch'io il cervello che fuma, e sono così stanco da essere poco filosofo, niente critico, nemmeno cuoco. Infatti, tra poco esco, perché sono invitato a mangiare da amici...
    Ma volevo solo lasciarvi una prima testimonianza. Siete bravi a "mettervi in gioco", e so che vi state divertendo, e immagino che vi sarà successo svariate volte a pensare: "oplà! Che sto facendo?! Non sto dicendo il contrario di quello che pensavo prima?! Ma come mai ora vedo questa cosa così diversamente?!"
    Be', se vi può calmare, succede anche a me, alla mia età. Chi si mete in gioco, sa (se è fortunato) da dove parte, ma non sa bene dove arriverà. Di certo si arriva più in alto da dove si è partiti, si capiscono meccanismi che guidano la nostra vita, i nostri affetti, le nostre rabbie, e che altrimenti non avremo mai capiti, o molto più tardi.
    Anche questo, credo, fa parte della filosofia. Avete fatto una bella lista di cose che vedete come pregiudizi, ma che forse, sotto sotto, sono solo alcuni esempi di comportamento. Dario ed io crediamo che di pregiudizi ci siano di ben peggiori, per esempio del genere che avete notato nel museo.
    Se li avrete capiti alla vostra età, mi sento più tranquillo. Forse posso invecchiare senza paura.
    Ma questa è un'altra storia, e ne parleremo più avanti.
    Per ora vi saluto e vi ringrazio,
    tenetemi al corrente degli sviluppi!
    Ciao e grazie
    georg
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    Tradotto Da: Vincenzo Daniele & Luciano Boccellino- www.targatona.it Distribuito Da: Massimo Farieri - www.superdeejay.net Powered By: Snitz Forums 2000 Version 3.4.03