il sito della Scrittura Creativa e della filosofia per bambini.
il sito della Scrittura Creativa e della filosofia per bambini.
Home | Profilo | Registrati | Discussioni Attive | Utenti | Cerca | FAQ
Nome Utente:
Password:
Salva Password
Password Dimenticata?

 Tutti i Forum
 Forum dei bambini
 Piccoliscrittori a scuola
 DON MILANI - Brandizzo (TO) 2004
 Nuova Discussione  Rispondi
 Versione Stampabile
Autore Discussione Precedente Discussione Discussione Successiva  

Don Milani
piccolissimo scrittore


21 Messaggi

Inserito il - 20/01/2004 :  17:59:56  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
DIARIO

Ciao Georg,

siamo gli alunni della classe 4^b della scuola Don Milani di Brandizzo.
Ci siamo incontrati martedì 13 gennaio, ti ricordi di noi?
Ma sì certo!
Devi sapere che noi siamo soliti tenere un diario di classe sul quale riportiamo gli eventi più importanti che coinvolgono
la nostra classe, la nostra scuola, il nostro paese oppure annotiamo informazioni circa le ultime novità letterarie pubblicate da autori a noi noti. Ora tra questi ci sei anche tu!
Ti inviamo la pagina del nostro diario che abbiamo scritto in gruppo riferita al nostro incontro.
Ti aspettiamo!!!


Mercoledì 14 gennaio 2004

L’ incontro con Georg Maag


Caro diario,
ieri è stato un giorno indimenticabile!
Finalmente abbiamo incontrato lo scrittore Georg Maag.
“ Lo immaginavo più brutto!” ha detto Sara.
“ Io lo immaginavo più cicciottello!” ha continuato Giulia.
“Pensavo fosse più vecchio” ha affermato Sebastian.
Insomma, tutti noi lo immaginavamo in modo diverso.
Georg era molto alto, snello; i suoi capelli erano di un
biondo scuro, gli occhi azzurri spiccavano sul suo
viso sorridente. “Immaginavo che fosse vestito
elegantemente, in giacca e cravatta e che portasse con sè
una valigetta” ha detto Alessia. Alberto se l’ era immaginato
con un completo a quadrettini.
Lo scrittore si è presentato in tutt’ altro modo: pantaloni tipo jeans ed una felpa di colore grigio con una scritta che diceva: ” Bisogna avere un caos dentro di sé per generare una stella danzante”. Abbiamo pensato che un tipo così è tutto da scoprire. Georg portava con sé una valigia molto capiente nella quale c’erano diverse copie del libro “ Se all’ improvviso la luna e le stelle…”. Questo libro contiene sei brevi storie intervallate da capitoli in cui ci sono spiegazioni, esempi, metafore, esercizi utili per migliorare il nostro modo di scrivere . L’autore ci ha fatto riflettere sui diversi tipi di idee, da quella più geniale ( uccello multicolore) a quella che ognuno di noi può avere ( pietra) . Ciò che lo scrittore ci ha spiegato è scritto nel primo capitolo del libro intitolato “ Le idee”.
Durante il suo intervento Georg ha confrontato le storie scritte sui libri, con quelle rappresentate in televisione: leggendo il libro, siamo noi con la nostra fantasia ad immaginare tutte le vicende. Guardando la tv, le immagini ci vengono proposte secondo i gusti degli autori. In questo secondo caso se abbiamo letto il libro prima, possiamo rimanere delusi (come è successo a noi dopo aver letto “Matilde” di Roald Dahl).
L’incontro si è concluso quando lo scrittore ci ha distribuito i libri scrivendo a ciascuno di noi una dedica personalizzata.

Siamo curiosi ed ansiosi di proseguire questa avventura!!!

Georg Maag
Georg


1479 Messaggi

Inserito il - 23/01/2004 :  09:06:20  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Cari bambini,
grazie mille per la vostra descrizione e per il diario che avete pubblicato qui sopra. Devo dirvi che mi è piaciuto moltissimo! Certo che non pensavo che mi avreste osservato così bene da vicino. Meno male che non sono come alcuni di voi avevano immaginati...!

Volevo drivi ancora due cose.
Mi dispiace che non posso imparare tutti i vostri nomi a memoria, quando vengo da voi in classe. Ma è semplicemente impossibile. Pensate che in questo periodo ho 26 classi in varie scuole, che in tutto fa più di 500 bambini. Semplicemente non ce la posso fare a imparare tutti i nomi! Sono troppi. Non arrabbiatevi con me; è che anche il cervello di uno scrittore ha un limite!
Ma quando ritornerò da voi in classe, vi riconosco tutti lo stesso, perché già durante il primo incontro ci siamo ben guardati in faccia per tre ore, e tra poco ci vedremo per altre 3 ore mentre facciamo il gioco in biblioteca. Dunque conoscervi, vi conosco. Mi mancheranno solo i nomi...
Siete pronti a giocare con le idee? Sono certo che vi divertirete un mondo! Io comunque mi diverto tantissimo a giocare con voi.

L'altra cosa magari vi interessa: ho aperto una nuova discussione. Si chiama "Il prossimo romanzo di Georg Maag", e lì troverete proprio questo: per ora c'è il primo capitolo di "Teo corre veloce". Ho pensato che magari vi interessa leggere qualche capitolo del nuovo libro, visto che si svolge proprio a Torino ed è pieno di mistero e magia...
Se lo leggete e se avete suggerimenti o critiche, scrivetemi, cliccando direttamente su "rispondi" sotto il testo del romanzo. Così le vostre lettere verranno pubblicate nello stesso forum.
Grazie mille. Ci tengo a sapere le vostre opinioni!
E per il resto non c'è altro che augurarvi buon divertimento con "Se all'improvviso la luna e le stelle..."
A presto,
Georg

Modificato da - Georg Maag in data 23/01/2004 09:10:35
Torna all'inizio della Pagina

Georg Maag
Georg


1479 Messaggi

Inserito il - 08/02/2004 :  17:29:47  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Spero che presto qui ci saranno altri interventi. Perciò, ragazzi, "spingete" le vostre maestre a pubblicare le vostre impressioni, e dopo che ci siamo visti in biblioteca, anche a pubblicare qui i vincitori tra gli inizi che avete trovato. Ci tengo! Pubblicare i vostri interventi è importante, ditelo alle maestre, altrimenti si dimenticano.
Ci vedremo presto,e... mi raccomando: usate la testa, catturate le vostre idee, non abbiate paura: non costa niente e fa molto bene!
ciao
Georg

Modificato da - Georg Maag in data 08/02/2004 17:30:51
Torna all'inizio della Pagina

Georg Maag
Georg


1479 Messaggi

Inserito il - 23/02/2004 :  14:25:44  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Cari ragazzi,
oggi è il mio compleanno, e mi sono detto: vai a vedere che oggi le maestre della Buozzi/Don Milani si sono dati una scrollata e hanno pubblicato qualcosa di vostro, o delle testimonianze, o dei suggerimenti, o anche i primi vincitori della gara degli incipit.
E invece niente. Nulla. Nulla di nulla. Avete una discussione così vuota che il mio computer, quando la apro, sbadiglia e vorrebe spegnersi da solo. Ha i brividi, il mio computer!
Non è possibile! Prendete voi la situazione in mano. Dite alle vostre maestre:

"Forza! Spicciatevi (come Sibissibis)! Lo scrittore è venuto fino ad oggi ben 17 volte nel buio della nebbia del mattino a Brandizzo, e voi non avete avuto nemmeno il tempo di pubblicare i nostri primi lavori sul sito! Ma lo sapete che noi moriamo dalla voglia di vedere pubblicato quello che facciamo! Vogliamo imparare tutti i trucchi, e voi non ci aiutate! E non c'è nemmeno una di voi (su 8) che abbia aperto la discussione delle maestre nel forum apposito! Buuuuuuu!"



Ecco, provate così. Magari serve. Voi provate a dirlo così, altrimenti armatevi di cerbottane, fionde, piselli e ceci secchi, scrivete cartelli di protesta che alzerete all'ingresso in classe della maestra, fate aeroplani di carta con i fogli delle vostre storie e fateli volare dalle finestre! Inventate una poesia di protesta che pubblicherete sul sito.
Per il resto spero che siate pronti per i prossimi incontri, e che stiate scrivendo già qualcosa di vostro. Sono certo che siete pieni di buone idee, pieni di storie, e pieni di voglia di far vedere ai grandi quanto valete.
Vincerete voi!
Un grande abbraccio a tutti,
Georg

Modificato da - Georg Maag in data 23/02/2004 14:29:29
Torna all'inizio della Pagina

velabianca
piccolissimo scrittore


28 Messaggi

Inserito il - 25/02/2004 :  06:44:37  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
AUGURIVANNO SEMPRE BENE
Torna all'inizio della Pagina

admin
Forum Admin


846 Messaggi

Inserito il - 01/03/2004 :  17:45:42  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
inserito da Mariagemma in una discussione sbagliata e spostato dall'amministratore nella discussione Don Milani



Ciao Georg
sono Mariagemma (meglio tardi che mai!).
Ti invio gli AUGURIda parte mia e di tutti i bambini. Stiamo lavorando sugli incipit e gli alunni sono entusiasti; i risultati sono interessanti. In particolare io ho loro richiesto di scrivere alcuni incipit per testi "di paura" e per testi umoristici (sono le tipologie testuali da me trattate di recente). Successivamente ho detto ai bambini di scegliere uno degli incipit e di svilupparne il contenuto. Ti invio i risultati degli incipit vincitori (dei testi visionati in biblioteca).
N.B. Non li ho ancora avuti tutti dalle colleghe


Classe 4B Don Milani (Mariagemma)

1° classificato: Henri Frederic Blanc "Tiro al bersaglio" (Alessia)
2° classificato: L. Tolstoj "I racconti di Sebastopoli" (Federica P.)
3° classificato: Irme Kertesz "Essere senza destino" (Carlo)



Classe 5A Don Milani (maestra Monica)

1° classificato: C. Andersen "La sirenetta ed altri racconti" (Claudia)
2° classificato: L. Sciascia "La scomparsa di Mayorana" (Jacopo)
3° classificato: J. Higgins "Il nido del falco" (Stefano)


La classe 5A sta lavorando sugli incipit vincitori


Classe 3A Don Milani (maestra Carla)

1° classificato: E. Hazelhoff "Soldato d'Orange"
2° classificato: Danila Rotta "Nausica si innamora di Ulisse"
3° classificato: M. Twain "Le avventure di Tom Sawyer"
Torna all'inizio della Pagina

Georg Maag
Georg


1479 Messaggi

Inserito il - 01/03/2004 :  18:17:43  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Cara Mariagemma,
grazie mille per gli auguri ma soprattutto per aver inserito i vincitori nella discussione. Tutto benissimo - e ho visto anche con piacere alcuni tra i grandissimi della letteratura mondiale! - tranne che...
... i vicitori, con quanti punti hanno portato a casa il panettone? E come sono gli incipit? Parole, non titoli!
Mi piacerebbe leggere gli incipit. Così tutti quelli che visiteranno questa discussione sapranno di più, e si possono fare un'idea sui gusti dei bambini di Brandizzo (che presto saranno anche autori!).
Poi, in linea di massima, vorrei comunque più interventi anche e soprattutto nel forum delle maestre. Se andate a leggere le discussioni relativa ad altre scuole, vedrete quante cose si posono fare, discutere, inventare, e anche se ci sono problemi.
Grazie, e, spero, a tra pochissimo (visto che oggi è stata l'ultima mia visita a Brandizzo in biblioteca). Da adesso comincia la parte veramente gustosa del corso: creare una storia. Comincia anche la parte che sicuramente potrà creare problemi alle maestre, e mi piacerebbe stare vicino a tutti, poter aiutare, dare consigli, ecc.
Ciao e un grande saluto a tutti!
Georg

Modificato da - Georg Maag in data 01/03/2004 18:24:01
Torna all'inizio della Pagina

admin
Forum Admin


846 Messaggi

Inserito il - 02/03/2004 :  15:05:24  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Messaggio inserito in una discussione sbagliata e trasferita dall'amministratore nella discussione della Don Milani



Lavoro svolto dalla classe 5°A del Plesso Don Milani di Brandizzo prima dell’incontro del 23/2/2004.
Insegnante: Monica Del Zoppo

Caro Georg,
siamo gli alunni della classe 5^A della scuola Don Milani di Brandizzo.
Ti inviamo i lavori svolti con il personaggio: pescatore/pesciolino:
Tra tutti i personaggi abbiamo scelto il “pesciolino” poiché era più stimolante per iniziare delle storie.
Ti inviamo i lavori della classe e quelli dei primi tre vincitori .

Ecco, cosa sono per noi alunni della 5^A le idee.

Le idee sono: sogno, pensiero veloce, desiderio da realizzare, pallino, qualcosa che viene in mente all’improvviso, lampadina che si accende nel cervello, creare qualcosa, proposta divertente, flusso di pensieri, nuova invenzione, pensiero semplice o da sviluppare, modo semplice di fare le cose, fantasia.

La mia idea veramente bella ( Jacopo):
Un giorno, dello scorso anno, Rikj ed io abbiamo avuto l’idea di fare un canale e poi abbiamo inventato il gioco dei medici in seconda linea facendo le pozioni.

L’idea che mi è piaciuta di più è la “d”, perché da un semplice oggetto può nascere una storia e perché si ha tempo di pensarci su.

Inizio di partenza con soggetto: il pescatore( Jacopo):
Il pescatore e il pesciolino
In un paese in riva ad un lago vasto e sempre calmo, viveva un vecchio pescatore.
Era un uomo alto, con i capelli bianchi, la barba lunga e la pelle raggrinzita dal sole e dagli anni.
Quella mattina uscì di casa con tutta la sua attrezzatura, convinto che avrebbe pescato un bel pesce, che sarebbe andato ad arricchire il suo acquario...


Inizio storia con il pesciolino ( classe )
CARATTERISTICHE:
• trasparente
• colorato
• arcobaleno
• pavido
• coraggioso
• pauroso
• piccolo
• argentato
• a palla
• intraprendente
• sinuoso
• elegante
• schizzato
• curioso
• vivace
• tranquillo
AZIONI:
• guizza
• nuota
• dorme
• mangia
• salta
• boccheggia

Jacopo primo vincitore dell’inizio storia con pesciolino:
In un grande lago vasto e sempre calmo, circondato da colline, viveva una famiglia di pesciolini colorati.
Erano tanti, di tutti i colori e quando nuotavano creavano nell’acqua un meraviglioso arcobaleno.
L’ultimo nato, che era anche il più magro, era coraggioso, intraprendente e curioso. Infatti saltava sempre fuori dall’acqua per vedere il paesaggio lacustre, che conosceva molto bene.
Il lago non aveva segreti per lui, che guizzava tutto il giorno giocando a nascondino tra le alghe e i relitti, con i suoi fratelli.
Un giorno mentre spiccava un salto per sbirciare il panorama, incrociò il retino di un pescatore e...


Inizio di partenza con soggetto: il pescatore ( Sonia )
C’era una volta un pescatore, che viveva in una piccola casa di legno, vicino ad un lago.
Era una persona molto particolare perché era sempre allegro e contento di buon mattino e scherzava con tutti ma, soprattutto aveva la passione per i pesci tropicali. La gente lo chiamava Tropical Simpatia.
Naturalmente in un lago di montagna non c’erano i pesci che piacevano a lui, quindi decise di partire per il Mar Rosso.


Storia partendo dal pesciolino (Sonia seconda vincitrice):Nelle acque di un mare calmo e azzurro abitava il re dei pesci:il pesce arcobaleno con tutti i suoi sudditi.
I pesci arcobaleno avevano le pinne color rosa fosforescente, le squame sul dorso argentato e la coda d’oro.
Tutti i pescatori desideravano prenderli, ma era molto difficile, perché i pesci arcobaleno erano piccolissimi e si vedevano a mala pena a occhio nudo, figuriamoci riuscire a pescarli…
Un giorno d’estate, mentre il mare era una tavola d’olio, un pesce arcobaleno affiorò alla superficie e vide...



Inizio di partenza con soggetto: il pescatore (Eleonora):Un giorno un signore decise di andare a pescare per fare una collezione di pesci da tenere in vasche.
Era un signore lungo con occhiali e con baffi.
Ad ogni passo gli cadevano gli occhiali sul naso e inciampava perché non ci vedeva.
Andò a sistemarsi su una pietra vicino al lago e tirò fuori la canna da pesca, l’amo e l’esca...


Storia partendo dal pesciolino (Eleonora terza vincitrice):
Un giorno un pesciolino molto tranquillo, elegante e trasparente, stava nuotando nel mare quando vide una figura avvicinarsi.
Poiché era molto curioso sbucò fuori con la testa e vide un lungo signore con in mano un vasetto pieno di vermetti.
Capì che quel signore voleva pescare ed allora si andò a nascondere, ma…..


Volevamo spedirli prima ma... non ci siamo riusciti.
Cosa ne pensi?
Oggi, 26/2/2004 abbiamo visto l’incipit e il Grande Ricercatore Ufficiale delle prime tre frasi.
Ciaooooo!!!!!!
Torna all'inizio della Pagina

Georg Maag
Georg


1479 Messaggi

Inserito il - 02/03/2004 :  15:45:36  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Cari bambini della 5A della Don Milani,

che piacere leggere notizie anche da parte vostra. Non credevo di sentirvi più. Già pensavo che il corso non vi piacesse, che fosste insoddisfatti, abbattuti... e invece...
... invece avete fatto un gran lavoro. Anche un gran bel lavoro. Avete già fatto un bel passo in avanti, perché lavorare con gli incipit è sempre un divertimento, uno strano gioco che a mano a mano che si va avanti piace sempre di più. All'inizio, probabilmente, non vi siete accorti, ma alla fine - e qui mi gioco i miei calzini sporchi! - sono certo che vi siete divertiti un mondo e mezzo.
Vero?
Be', dai risultati almeno si direbbe che è stato proprio così. Avete scritto dei bellissimi seguiti, e avete rispettato molto bene lo stile e l'atmosfera dell'inizio. Questo è molto importante. Non solo per copiare i grandi scrittori, ma anche perché, una volta che avrete trovato un bel inizio, dovrete copiare voi stessi, fare lo stesso lavoro con voi.
Strano? Non affatto. Ogni storia che uno scrittore scrive ha comunque un suo personalissimo stile. Anche lo stesso scrittore, in base all'incipit, spesso cambierà stile. E certi incipit si tirano dietro uno stile; lo impongono, per così dire.
Dunque avete lavorato, avrete sudato, ma vi siete divertiti e avete raggiunto un primo gradino verso la scrittura. Bravi. Complimenti anche alla maestra!
Dite alla maestra di voler pubblicare i prossimi vostri interventi (ci tengo vedere prestissimo altro materiale, e anche i i vostri commenti sul corso, su cosa pensate di me e della scrittura!) in fondo a questa stessa discussione. Basta andare fino in fondo alla pagina e cliccare su "rispondi", in basso. E dite anche alla maestra di scrivermi le sue opinioni e suggerimenti sulla didattica nel forum delle maestre (per voi sarebbe noioso, non andateci!). Anche lì c'è una discussione apposita per la vostra scuola.
Dato che ci siamo già visti la seconda volta in biblioteca, dovresti essere in piena produzione! Non vedo l'ora di leggere cosa state combinando.
A presto, continuate così,
Georg
Torna all'inizio della Pagina

admin
Forum Admin


846 Messaggi

Inserito il - 02/03/2004 :  20:34:23  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
messaggio inserito nella discussione sbagliata (!) e spostato col sudore della fronte nella discussione della DON MILANI. Per tutti i prossimi messaggi: per cortesia cliccare in fondo alla discussione "DON MILANI - Brandizzo (TO) 2004, sotto all'ultima riga dell'ultima pagina, su "rispondi". Grazie.



Scuola elementare Don Milani di Brandizzo
Classe 5^A


Gentilissimo Georg
Questa mattina, 2/3/2004, abbiamo scritto gli incipit dai brani scelti dai bambini.
Le votazioni sono state così ripartite:

Stefano: “Il nido del falco” di Jack Higgins
Punti 11 su 21
Jacopo: “La scomparsa di Majorana” di L: Sciascia
Punti 14 su 21
Claudia: “La sirenetta e altri racconti” di C: Anderson
Punti 15 su 21

Gran vincitore ufficiale delle prime tre fasi risulta Claudia con 15 punti.

LA SIRENETTA E ALTRI RACCONTI di Hans-Cristian Andersen
In alto mare l’acqua è azzurra come i fiordalisi e trasparente come il diamante, ma in certi punti è tanto profonda che nessun scandaglio arriva sino in fondo che la si volesse misurare, bisognerebbe accumulare l’uno sull’altro chissà mai quanti campanili in quelle profondità vivono gli abitanti del mare.

LA SCOMPARSA DI MAJORANA di Leonardo Sciascia
Roma, 16/4/1938
Cara Eccellenza Vi prego di ricevere e ascoltare il dottor Majorana, che ha bisogno di conferire con voi pel caso disgraziato del fratello, il professore è scomparso. Da una nuova traccia parebbe che una nuova indagine sia necessaria, nei conventi di Napoli e dintorni, forse per tutta l'Italia meridionale e centrale…

IL NIDO DEL FALCO di Jack Higgins
La luna illumina i corpi sparsi un po’ ovunque. Alcuni avevano ancora indosso il giubbotto di salvataggio. In lontananza, il mare era in fiamme a causa del petrolio fuori uscito e mentre cercava di mantenersi a galla fra le onde, Martin Hare vide ciò che rimaneva con la prua coperta dall’acqua.


Come insegnante vorrei sapere se le storie che dovranno produrre potranno essere inventate con altri incipit scelti dai bambini diversi da quelli ricavati con te in biblioteca.
Salutoni
Torna all'inizio della Pagina

Georg Maag
Georg


1479 Messaggi

Inserito il - 02/03/2004 :  20:47:18  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Cari ragazzi,
grazie per la classifica. Be', cosa dirvi? Che con H.C. Andersen non ha vinto un "signor nessuno", ma un signor scrittore. (Se mai vi venise voglia di leggere le favole di Andersen, le troverete sicuramente nella biblioteca. Altrimenti ci sono bellissime (sul serio!) edizioni di tutte le sue fiabe nelle librerie. (Faccio la punta da almeno 5 anni, perché vorrei comprarle io, ma costano care, almeno 50 Euro!) Potrebbe essere un ottimo regalone di Natale.
Anche Sciascia non scherza, in quanto bravura. Jack Higgins, invece, non sarà un grandissimo autore (nel senso di letteratura "seria" - ma questo è un tema da adulti), ma da questo libro hanno tratto un bel film, famoso in tutto il mondo.
Dunque bravi, bravissimi.
Sul lavoro da fare in classe (Maestra! Per queste domande ci sarebbe la discussione vostra personale nel forum delle maestre) potete anche scegliere liberamente. Potreste anche dividervi o scambiarvi gli incipit. Se ci fose uno molto brutto, sarebbe un guiaio, dunque forse meglio dare i migliori incipit a tutti...
Fatevi sentire presto, fatemi sapere come vanno le cose. E se andate a fare un giro nel sito a leggere le storie di altri bambini in questo forum, potete anche lasciare un vostro commento in fondo alla pagina dove appare la storia. Ce ne sono di bellissime! Ogni vostro commento sarà gradito!
Un abbraccio, e forzzzzza ragazzi!
Ciao
Georg
Torna all'inizio della Pagina

Don Milani
piccolissimo scrittore


21 Messaggi

Inserito il - 08/03/2004 :  12:32:08  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Ciao Georg,
da Mariagemma;
faccio da ambasciatore per la collega Giovanna della classe 4A che ha fatto inventare alcuni incipit ai suoi alunni. Al più presto ti invierò altri lavori che riguardano la mia classe.

IL COMPUTER


Tanto tempo fa, nella cantina della scuola Don Milani, c'era un computer.
Un giorno, una bidella di nome Nadia, andò a prendere il computer, lo pulì, lo spolverò e lo portò nella classe quarta A. I bambini appena lo videro ne furono felici e, a 2, a 3 o a 4 lo usarono.
Era quasi la fine dell'anno scolastico e i bambini dopo pochi giorni se ne andarono in vacanza.
Per mesi e mesi il computer rimase in classe da solo ; si sentiva triste ,abbandonato ,arrabbiato, allora si mise a girare per la classe ;di colpo si accorse che la porta dell'aula era socchiusa.
Cautamente l'aprì,sbirciò nell' atrio , non c'era nessuno, un silenzio tombale incombeva in tutta la scuola e allora .......

IL CAVALIERE SENZA CAVALLO
Tempo fa , nel Medioevo c’erano guerre e duelli. In quell’epoca della storia viveva un cavaliere di nome Elton .Era un ragazzo dolce, e amava la guerra.
Vestiva con un’armatura luccicante, uno scudo d’oro ,una lancia d’argento ,ma ahimè senza cavallo!
Elton era un cavaliere fortunato nei duelli pur essendo senza cavallo era più agile dei suoi avversari ,quindi non veniva mai colpito.
Amava esercitarsi con pazienza , ma quando andava dal comandante ,per mostrare la sua abilità ,gli diceva “Sei molto bravo, ma non hai il cavallo e quindi in guerra non ti manderò”

IL PHONE
Una sera ,dopo essere andato per molto tempo sulle giostre,Marco Visca tornò a casa e si fece la doccia.Il phone, riposto sulla mensola del bagno, si sollevò verso le mani di Marco, sembrava che desiderasse essere acceso, lo prese per asciugarsi i capelli, lo mise in "moto" e iniziò ad asciugarsi : non aveva fatto caso all'accaduto poichè pensava ancora alla serata trascorsa al luna park.
Ad un tratto il calore prodotto dal phone iniziò ad aumentare, sembrava che il cervello di Marco si stesse sciogliendo talmente era potente.
Cerco’ disperatamente di spegnerlo, ma non ci fu verso perchè, in compenso, iniziò a produrre un'aria fresca e rilasante che pian piano si trasformò in un'aria gelida, fastidiosa e irritante.
Marco pensò che il phone si stesse rompendo, ma all'improvviso.....


IL CRIMINALE DEL TEXAS
Era una calda giornata primaverile del 1878 quando Kit Doberado, criminale del Texas, arrivò alle
porte di Culver City, con l’intendo di derubare la banca.
Entrò in città sul suo cavallo nero Saetta, vestito da normale cittadino, per non essere riconosciuto.
Girò per il paese finchè non raggiunse il saloon; vi entrò e si sedette a un tavolo. Dopo un po' arrivò un cameriere e gli chiese:
"Che cosa desidera?"
"Un bicchiere di birra; grazie!" rispose lui.
Il cameriere portò a Kit quello che aveva ordinato, ma .....





Torna all'inizio della Pagina

Georg Maag
Georg


1479 Messaggi

Inserito il - 08/03/2004 :  13:40:30  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Cari ragazzi della Don Milani,
grazie mille per avermi mandato i vostri incipit. Devo dire che si capisce chiaramente che avete cominciato a lavorare sul serio, ad inventare, a creare, a tessere i fili delle vostre storie e della logica.
Mi è piaciuto più di tutti quello del computer, perché è una storia dei nostri giorni, e si capisce che ci siete dentro anche voi, da qualche parte. Avrei, ma proprio per mettere il becco, aggiunto qualche dettaglio sul computer quando comincia a muoversi. Dato che non succede spesso, avrei messo tipo un fremito, una vibrazione, un ronzio strano, prima che si muovesse. Ma è solo una finezza, e va benissimo così.
Anche gli altri sono belli! Non credevo che fosste così bravi a inventare storie! Complimenti!
Ho tuttavia un paio di appunti da fare (niente di grave, non spaventatevi! Ma sarà l'insegnante che è in me ad essere così "rompi"):
L'interpunzione: Mettete sempre lo spazio DOPO i punti, le virgole, i doppi punti, mai PRIMA.
Questa frase: Entrò in città sul suo cavallo nero Saetta, vestito da normale cittadino, per non essere riconosciuto
ha un diffetto di forma. Dato che l'ultimo sostantivo della prima parte della frase è Saetta, sembra che il cavallo sia vestito da normale cittadino e non vuole essere riconosciuto!
Niente di grave. Bastava mettere: Entrò in città sul suo cavallo nero Saetta, e lui era vestito da normale cittadino, per non essere riconosciuto...
Per il resto tutto benissimo. Bravi!
Se avete altre domande, sono qui per voi. A quanto pare, vi divertite, e questo mi fa piacere!
A presto, e continuate così,
Georg
Torna all'inizio della Pagina

admin
Forum Admin


846 Messaggi

Inserito il - 08/03/2004 :  13:52:32  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
inserito nel forum sbagliato e spostato dall'amministratore nella discussione della DON MILANI . Per inserire le vostre risposte, siete pregati di cliccare su "rispondi" in fondo alla discussione, dopo la fine dell'ultimo commento...



Brandizzo 05 marzo 2004

Don Milani.Classe 5^ A.

Caro Georg,
ieri abbiamo lavorato sulla domanda di pagina 54 (n.31) invenzione di un animale che parli in modo buffo. Te ne cito solo alcuni :
Koala verso sca sca ola
Balegambero che balbetta e parla al contrario con la lettera B
Puzzola che parla con P e fa puzz puzz
Fantopo che fa Isquick
L’asican che fa I bau ecc..

I ragazzi si sono divertiti molto, la maestra anche e siamo rimasti tutti soddisfatti.

Adesso ti invio alcuni incipit elaborati solo per metà.

Titolo : Il nido del falco
Autore : Jack Higgins
Protagonista : Martin Hare
Antagonista : fantasmi


La luna illuminava i corpi sparsi un po’ ovunque.
Alcuni avevano ancora indosso il giubbotto di salvataggio. In lontananza, il mare era in fiamme a causa del petrolio fuoriuscito e mentre cercava di mantenersi a galla fra le onde, Martin Hare vide ciò che rimaneva con la prua coperta dall’acqua. (incipit del libro della biblioteca)


stesso incipit
Autrice : Virginia

(continuazione): si avvicinò a lui un gommone, era quasi vuoto, Martin fu pescato dall’acqua e tratto in salvo. Egli chiuse gli occhi, era stanco e non capiva dove si trovasse. Quando, il giorno dopo lo svegliarono voci strane, si trovò in un magazzino. E vide sagome bianche che andavano verso di lui… erano fantasmi.

Stesso incipit
Autore : Marco

(continuazione): egli era disperato perché i soccorsi non arrivavano, si trovava ancora in acqua ma cominciava a sentire molto freddo e gli mancavano le forze. In più aveva una folle paura che qualche squalo lo potesse attaccare. Ad un certo punto, quando pensava di essere perduto e non avere salvezza, Martin vide oltre le fiamme, un’isola… riunì le sue forze e cercò di raggiungerla….

Stesso incipit
Autore : Alessia

(continuazione): Martin pensava al suo passato, aveva sempre desiderato tanto navigare su immensi mari cristallini; mari solcati da navi enormi, ma in quel momento si rese conto, che quello sarebbe stato il suo ultimo viaggio se nessuno fosse venuto a salvarlo, vedendo le lingue di fuoco sul mare. Capì che il naufragio era successo a causa dell’ingordigia e della sete di soldi che qualche uomo senza scrupolo aveva attraversato questo mare, con una nave non idonea a questo lungo viaggio, mettendo a repentaglio la vita degli uomini...

Titolo : La scomparsa di Majorana
Autore : L. Sciascia
Protagonista : Professore scomparso
Antagonista : rapitori


Roma, 16.04.1938

Cara eccellenza,
Vi prego di ricevere e ascoltare il dottor Majorana che ha bisogno di conferire con Voi pel caso disgraziato del fratello, il professore scomparso. Da una nuova traccia, parrebbe che una nuova indagine sia necessaria nei conventi di Napoli e dintorni , forse per tutta l’Italia merdionale e centrale…
Autrice (Eleonora)” L’abbiamo cercato nel suo ufficio, ma abbiamo trovato solo una valigia piena di fogli e minacce che vi ho portato”. Disse il dottor Majorana e li mostrò all’eccellenza che rispose di cercare altri indizi. Misero sottosopra di nuovo il suo ufficio e trovarano un messaggio : “Mi sono recato alla stazione per consegnare le formule di un esperimento molto importate ad un signore losco e pericoloso. Cercate di aiutarmi, altrimenti mi uccideranno”...


Stesso incipit
Autrice : Giada

(continuazione): L’eccellenza, ascoltato il dottore, non era molto convinto della storia anzi era diffidente, perché credeva che fosse uno dei soliti scherzi che abitualmente facevano alcune persone per attirare l’attenzione della stampa. Poi guardò meglio negli occhi di Jack, e vide soltanto disperazione e tristezza e pensò che fosse davvero sincero e promise di aiutarlo.
Mandò a cercare lo scomparso nei conventi, sguinzagliò le guardie ovunque ma di Majorana nessuna traccia. Jack pensò di cercarlo da solo e si preparò per un lungo viaggio...

Titolo : La sirenetta e altri racconti
Autore : H.-C. Andersen


In alto mare l’acqua è azzurra come i fiordalisi e trasparente come il diamante, ma in certi punti è tanto profonda che nessun scandaglio arriva fino in fondo e, se la si volesse misurare, bisognerebbe accumulare l’uno sull’altro chissà mai quanti campanili.

Protagonista : il popolo marino
Antagonista : l’uomo pesce
Autrice : Veronica
(continuazione): in quelle profondità vivevano gli abitanti del mare; erano i discendenti del popolo di Atlantide ma erano diventati delle sirenette e dei piccoli dei. A loro non servivano soldi o altro per vivere come sulla terra, giacchè la natura marina dava loro tutto ciò di cui avevano bisogno senza chiedere nulla in cambio. Loro possedevano molte ricchezze inimmaginabili : galeoni colmi d’oro forzieri pieni di collane di perle, bracciali, pietre preziose con le quali le belle sirene si adornavano. Purtroppo tra gli scogli sconosciuti del mare viveva una persona che lasciava credere falsamente di essere amico del re degli abissi e del suo popolo ma in realtà mirava solo alle sue ricchezze…..

Stesso incipit
Autrice : (Greta) In quelle profondità vivevano gli abitanti del mare: pesci buffissimi a forma di attrezzi geometrici, sempre pronti a misurare la superficie del mare, oppure la lunghezza. Anche alghe, coralli anemoni di mare erano bravi geometri, purtroppo però a causa della loro forma appuntita, si ferivano, e si ritrovavano sempre in infermeria fasciati dalla testa alle pinne.
Si doveva naturalmente trovare qualche soluzione a questo inconveniente. Il re degli abissi era molto preoccupato e continuava a camminare avanti ed indietro per le stanze del castello e pensava e pensava. Intanto, Gaia la sua figlioletta che non ubbidiva mai alle regole decise di nuotare in superficie per vedere i grandi battelli che navigavano. Un giorno mentre con Mister Righello osservava il mare, vide che i suoi capelli color oro incominciavano a schiarirsi fino a diventare bianchi, invece al suo amico incominciavano a sparire i numeri...

Stesso incipit
Autore : Alessio
(continuazione): In quelle profondità c’erano varie specie di esseri viventi : stelle marine, alghe, coralli dai molti colori, squali e delfini; tutti erano amici e si volevano moto bene, alla sera questi abitanti del mare facevano festa ballando e giocando. Un brutto giorno, da molto lontano arrivò una piovra dai mille tentacoli, con la testa rotonda e gli occhi da felino. La piovra non era mai felice perché gli altri pesci non le parlavano mai, poiché era antipatica, cattiva e si dava arie, perciò si ritrovava sempre sola. Era felice solo quando giocava a calcio con i sassi.
L’indomani la piovra, fece strage di pesci e riuscì a diventare capo degli abissi marini...

Stesso incipit
Autrice : Denise
(continuazione): Negli abissi marini viveva una giovane sirenetta di nome Linda. Ella sapeva tutto del mondo marino, conosceva ogni cosa e sapeva muoversi agilmente tra le acque. Un giorno, mentre il mare si presentava mosso e agitato, volle a tutti i costi uscire dal suo palazzo, per divertirsi tra le onde con la sua migliore amica: la stella marina, tutta rossa, di nome Sidda. Questa stella marina possedeva un potere magico : per difendersi dai suoi nemici, li carbonizzava trasformandosi in una potente fiammata. Durante il loro viaggio verso la superficie marina, incontrarono pesce gigante, variopinto: tutto curvo, con le pinne viola, il pancione giallo e la testa triangolare, esso aveva un brutto difetto, era molto ma molto dispettoso…..

Stesso incipit
Autore : Riccardo
(Continuazione): In quelle profondità vivono dei pesci con delle forme stranissime, ma uno fra tutti era particolare, un pesce di nome Micael. Esso era di enormi proporzioni con bellissimi colori, solo che essendo troppo voluminoso tutte le volte che si muoveva, faceva succedere un maremoto, e tutti gli abitanti del paese marino venivano catapultati fuori dall’acqua e alcuni morivano anche, perché si sa i pesci non possono vivere nell’aria. Poi, se voleva giocare con qualcuno, non poteva perché con le sue pinnate li feriva, era proprio un macello. Un giorno arrivò un’aragosta gigante dal color rosso fuoco che voleva distruggere il pesce gigante e iniziò a litigare e a lottare...

Autrice : Alice
(continuazione): Un giorno, negli abissi marini, mentre gli abitanti nuotavano tranquilli, si videro all’improvviso arrivare uno strano essere, di colore verdastro, mai visto prima. I pesci si spaventarono e scapparono. L’animale non era altro che… una rana!! Si trovava lì perché aveva smarrito la strada dello stagno. La poverina, decise di chiedere aiuto al re dei pesci marini, poiché la sua pelle incominciava a squamarsi a causa della salsedine, voleva ritornare nel suo habitat. Il re decise che l’avrebbe aiutata a patto che...

Caro Georg, cosa ne pensi? Per il 31 marzo quando verrai da noi in classe, vedrai altri lavori. Io desidererei sapere, se i bambini devono, per creare delle storie nuove usare gli stessi incipit o trovarne altri. Ed inoltre se possono lavorare in coppia o singolarmente.

I bambini ti trovano molto simpatico e sono molto contenti di aver imparato con te la tecnica ed alcuni trucchi del tuo mestiere, infatti, prima non amavano scrivere, adesso si sentono più stimolati e pieni di fantasia .. mi auguro che continuino. Io personalmente sono soddisfatta del laboratorio di scrittura e mi ha dato un aiuto nel far si che i bambini riuscissero a tirare fuori quello che effettivamente hanno dentro e spero mi sia utile negli anni a venire.
Monica Del Zoppo (attendo tue risposte) Ciao.
Torna all'inizio della Pagina

Georg Maag
Georg


1479 Messaggi

Inserito il - 08/03/2004 :  14:07:57  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Cari ragazzi della 5 A
grazie mille per il gran bel lavoro che avete svolto e pubblicato sul sito. Ho letto le vostre continuazioni con grande interesse, e devo dire che...
... le trovo tutte bellissime! Proprio tutte!
Avete sicuramente una grande capacità di adeguarvi allo stile dell'autore, e avete anche trovato degli incipit che invogliano a questo tipo di lavoro. Ho sofferto assieme a al pesce grande, alla rana e a tutte le creature che avete inventato. Complimenti!
Sono contento pure delle vostre elaborazioni sull'esercizio del libro. Siete i primi a pubblicare il lavoro, e mi avete fatto ridere alquanto. Chissà l'asican! E il koala buffo! Sono tutte soluzioni buffe e carine, e mi immagino quanto avete riso in classe. Bravi.

D'ora in avanti (per tornare alla domanda della maestra) vi conviene lavorare ciascuno sul proprio incipit e sulla propria storia. Questo non vieta di leggere i vostri lavori adalta voce e di aiutarvi a vicenda. Ricordatevi anche che non tutte le idee poi portano ad una storia fattibile. Come le ciambelle: non tutte escono con il buco! Dunque mettete in conto anche che può succedere di non trovare soluzioni per un inizio. Vorrà dire cambiare, trovare nuove strade da fare percorrere alla storia, o cominciare da capo. Almeno non costa, e succede a tutti, fidatevi, anche ai grandi scrittori.
Grazie ancora.
Ciao
Georg
(Alla maestra rispondo nel forum delle maestre)
Torna all'inizio della Pagina

Don Milani
piccolissimo scrittore


21 Messaggi

Inserito il - 17/03/2004 :  12:27:40  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Forse ce l'abbiamo fatta anche noi piccoli! Siamo i bambini della 3^ A della Don Milani e volevamo inviarti i nostri incipit ma fino ad ora la maestra non era riuscita a portarci al computer: speriamo che non sia troppo tardi. Alcuni dei nostri incipit sono inizi di storie da ridere , altri sono l'inizio di storie di paura, uno è l'inizio di una fiaba che abbiamo completato collettivamente.. A presto.

In un paese lontano, c'era un pagliaccio che doveva fare un numero da circo: doveva riuscire a camminare su un pallone portando in testa una biglia colorata! Il pagliaccio provava e riprovava, ma ... (Lorenzo)

Serena, una bambina molto birichina, mangiava sempre cioccolata: due cioccolatini a colazione, una barretta alle dieci a scuola, una pizza al cioccolato ed una torta per pranzo e, alla sera, latte, cioccolato e cereali. Una mattina si vide allo specchio e disse .... (Martina)

Re Hamenophi III ha chiesto ai suoi artigiani di costruire per lui una piramide vicino al Nilo. Scavando le fondamenta, Giga l'artigiano, trova un papiro con un grande disegno di un viso di profilo, strano e sorridente, allora si precipita dal re e.... (Salvatore)

Nel paese di Frizzipazzi, viveva un bambino che doveva imparare ad andare sullo skate - board, ma ogni volta che saliva sulla tavola a rotelle cadeva e sbatteva la testa e .... (Lorenzo)

C'era una volta un gatto che mentre girovagava per le strade deserte di un paesino della Toscana, ad un tratto vide un paio di stivali e ne fu attratto, perchè sentì che emanavano un odore delizioso di pesce fresco con contorno di carne in insalata (Luca)


Rex è un cavallo alto, maturo e bello; corre ad una velocità pazzesca e vince sempre le gare a cui partecipa, ma nessuno sa che lui mangia solo cibo per gatti. Un giorno, mentre si preparava per la finale, gli venne una gran fame, allora mangiò una manciata del suo cibo per gatti. Sfortunatamente ..... (Davide)

Uno scienziato pazzo, che abitava in via Cucciolì, inventò una macchina del tempo che chiamò "Scorri e vai". La provò su un cane che si trasformò in una specie di cane extraterrestre che combinava un sacco di guai. Era un "cane" con le orecchie a punta, la coda corta e gli occhi vivaci che....(Gianluca)

C'era una volta Mr. Potato, un giocattolo a forma di patata che mangiava solo patate. Un giorno andò in un patatoio e .... (Luca)

Un giorno, tre amici, si videro al parco giochi per giocare ai pirati di Capitan Sorres. (Selene)

La fiaba che abbiamo inventato, è partita dalla scelta dei personaggi e delle loro caratteristiche.

Gli occhiali dell'amore
C'era una volta una bambina di nome Eleonora. Viveva in un paesino di campagna dal nome strano, Noncepiù. Era orfana e siccome i parenti non la volevano, abitava in una capanna di legno posta al limite di un bosco. La gente del paese, quando la vedeva passare, si soffermava a guardarla; Eleonora era magra, magra, bassina ma.....
Torna all'inizio della Pagina

admin
Forum Admin


846 Messaggi

Inserito il - 19/03/2004 :  18:59:02  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
pubblicato in una discussione sbagliata e spostata dall'amministratore con fatica nella discussione della Don Milani



Caro Georg ti invio le prime storie individuali degli alunni della classe 5^A Don Milani di Brandizzo.

L’autrice di questa storia è Giada Lovato
Nina e il folletto custode

Nina si sentì ribollire dentro, questa volta si sarebbe ribellata, ancora una volta. Il padre le aveva proibito di uscire a giocare con i suoi amici al parco, perché aveva una terribile paura che si potesse far male o potesse essere rapita.
Il padre era una persona molto apprensiva e paurosa e vedeva il male ovunque. Nina aveva l’impulso sano di divertirsi e voleva essere libera, era giovane, ma il padre la teneva sempre rinchiusa e per questo era triste e malinconica.
Un giorno, stava osservando dalla finestra gli amici che si avviavano verso il parco, quando vide uscire dal muro un folletto buono, “magico”. Teneva con sé una bacchetta magica, proprio come quella che si vede nei cartoni animati. Nina era sbalordita, la prima cosa che gli chiese era : “Chi sei, da dove vieni?” Lui rispose che era il suo “folletto custode” e che tutti ne avevano uno. Si misero a parlare tra loro e Nina scoprì che conosceva bene tutti i suoi stati d’animo; sino ad oggi non si era mai rivelato perché aspettava il suo risveglio alla vita e alla libertà.
I due fecero amicizia, ma Nina non gli aveva ancora chiesto a che cosa servisse la bacchetta. Così fece, glielo domandò e il folletto custode le rispose che era una bacchetta magica e che aveva il potere di farla viaggiare per il mondo. Nina lo desiderava tanto,ma non osava chiederglielo. Il folletto sapeva leggere nella mente e accolse il desiderio. Le chiese dove volesse andare e la bambina rispose che le sarebbe piaciuto visitare la Spagna o il Portogallo o la Germania oppure…..In quel momento il folletto la interruppe, aveva capito che voleva girare tutto il mondo. Nina arrossì,era felice, però aveva paura che fosse un sogno, allora si diede tre pizzicotti e si convinse. Le venne un dubbio :”il padre”. Come avrebbe fatto se in quel momento il padre fosse entrato? Il folletto la aiutò,non doveva avere paura, perché gli aveva già dato un tocco di sonno che sarebbe durato una settimana. Nina, a questo punto andò a cercare il planisfero nel suo armadio, per tuffarsi in una meravigliosa avventura nel mondo, con il suo amico folletto. La trovarono, erano entusiasti, la bambina che non era mai uscita dal parco, adesso avrebbe girato il mondo. Per prima cosa i due amici dovevano pensare intensamente al posto dove volevano andare e poi toccarlo con la bacchetta magica. Avevano deciso di andare prima in Francia e poi avrebbero attraversato l’Oceano Atlantico per arrivare in Islanda. Dato che il viaggio era lungo, il folletto tirò fuori dalla sua grande tasca verde dei pantaloni, il “ fazzoletto del tempo “. Era un fazzoletto magico che poteva allungare ed accorciare il tempo, così sarebbero arrivati a casa in fretta. E così fu ’, erano appena arrivati a Parigi, si soffermarono a vedere la famosa Torre, poi si spostarono in Provenza, in Alsazia e a Strasburgo per vedere il Parlamento Europeo. Tutti questi spostamenti in una sola mezz’ora, un record mondiale!!! Volarono per arrivare in Islanda e contemplare tutto il suo splendore. Nina si aspettava un mare pulito, limpido e poi coste stupende e persino i fiorellini sulle rocce. Invece… c’era un’immensa distesa di …ghiaccio !!! Nina era rimasta senza fiato, non capiva, lei sulle cartine vedeva rappresentate colline e non ghiaccio. Il paesaggio, comunque, era bello lo stesso. Con il tempo rimasto decisero di recarsi nella penisola Scandinava, utilizzando il fazzoletto del tempo e in un secondo erano già là. Il folletto aveva deciso di portarla a visitare i “ fiordi”. Ormai il tempo era volato, Nina doveva tornare a casa, si sarebbero visti nei giorni successivo per nuove avventure nei Paesi Bassi, nella Penisola Iberica e poi continuando nel continente Africano.
I giorni trascorrevano velocemente e il folletto doveva ripartire. Nina era dispiaciuta perché non avrebbe più rivisto il suo amico, ma era molto felice perché aveva avuto la possibilità di visitare il mondo.
I due amici si salutarono emozionati e promisero di ritrovarsi nel mondo dei sogni.
Il padre si svegliò dal lungo sonno e per magia era diventato meno apprensivo, perché nei sogni che aveva fatto, aveva capito che era ingiusto privare della libertà la propria figlia.



Anche la storia che segue è partita da un incipit personale.

Autrice : Elisa Valenza.
Il fioraio del paese della F

Per una strada di un paese chiamato EFFE,c’erano sempre tante bancarelle di fiori variopinti con petali vellutati e soffici i migliori in tutta la zona della Toscana . I venditori avevano tutti un nome che iniziava con la F,perché parlavano sempre usando la letterina F in ogni inizio frase, così pure i cittadini e addirittura il sindaco avevano questo difetto.
Fiorenzo aveva la bancarella vicino alla F chiesa , Francesco stava all’angolo della panetteria, scusate….della panetteria; Fiorello sulla piazza del municipio,Ferdinando vendeva i suoi fiori davanti al caffè della Fenice.
Erano molto amici fra loro e quando discutevano o semplicemente chiacchieravano del più e del meno le F fffff….. salivano fino al cielo tanto che anche gli uccellini cinguettavano emettendo le f f f:
I turisti di tutta Italia,venivano in questo pittoresco paese abbarbicato su un ripida altura dalla quale però si vedeva uno splendido panorama e lo sguardo poteva estendersi fino all’orizzonte sul mare. Potevano inoltre acquistare i magnifici fiori di Effe. Un giorno un turista maleducato, prese in giro tutti i fiorai del posto per via della loro pronuncia.
Fiorello, Fiorenzo, Francesco e Ferdinando ritirarono i fiori delle bancarelle dove stavano appoggiati e si riunirono per vendicarsi del turista. Il giorno dopo i quattro fiorai si misero d’accordo per fare uno scherzo a quel signore. Misero una corda attaccata tra le bancarelle con appesi dei sonagli e un cesto con dentro le mele, Fiorello tirò la corda e quando passò il signore gli arrivarono le mele in testa; turisti e fiorai si misero a ridere. Da quel giorno il signore non passò più di là , non prese più in giro i fiorai e neppure comprò più fiori alla moglie che lo cacciò di casa:
Dopo quello scherzo, turisti e fiorai erano contenti e felici e andarono a visitare quel posto molte più persone perché il paese divenne famoso.
Dopo quell’ avvenimento il paese non si chiamò più il pese della “F”, ma il paese dei “Finocchi”, che nel linguaggio dei fiorai significa il paese degli scherzi.

TI SONO PIACIUTE LE NOSTRE STORIE?
COSA NE PENSI?
Torna all'inizio della Pagina

Georg Maag
Georg


1479 Messaggi

Inserito il - 19/03/2004 :  19:08:07  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Cara Maestra,
prima ancora che cominci a lodare o a criticare le due storie pubblicate, vorrei sottolineare un punto importante:
Le storie finite e definitive dei bambini non devono essere pubblicati in questa discussione PRIMA chesiano stati votati i vincitori per ogni classe!
Prima dovete aver finito tutte le storie, e poi verranno inviate tramite floppy ad un'altra classe, dove i bambini esprimeranno il loro giudizio tramite il voto, e POI verranno pubblicate tutte assieme su questa discussione, in gruppi per classe.
Se alcune storie cominciano ad essere pubblicate, gli altri conoscono gli autori, e non vorrei che venissero votate delle storie in base al nome.
Dunque, se volete, posso togliere queste due storie. Fatemi sapere non appena leggete questa mail, ok?
Grazie e a presto. Se avete domande da farmi sulla didattica e sulla scrittura, usate la VOSTRA discussione nel forum delle maestre.
Ciao a tutti,
Georg
Torna all'inizio della Pagina

Don Milani
piccolissimo scrittore


21 Messaggi

Inserito il - 22/03/2004 :  15:42:50  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Ciao Georg,
siamo Gabriele e Alberto della classe 4B.
Ti volevamo informare sui lavori che stiamo svolgendo e su cosa ne pensiamo.
Stiamo leggendo con molto interesse il tuo libro e stiamo completando gli esercizi relativi ai concetti da te presentati.
Alcuni di essi non sono stati compresi subito.
Per quanto riguarda la "consequenzialità" è stato difficile capire subito che cosa intendessi.
Dalla spiegazione della maestra e dagli esempi, siamo riusciti ad avere le idee più chiare.
Il bello è stato quando lei ci ha proposto di scrivere la definizione della parola...
Farlo è stato complicato anche se l'avevamo capito!!!
Questi lavori ci interessano e ci stimolano a scrivere in modo più corretto, logico e intrigante.
Ti salutiamo
e passiamo la parola ad altri nostri compagni.
Torna all'inizio della Pagina

Don Milani
piccolissimo scrittore


21 Messaggi

Inserito il - 22/03/2004 :  16:18:19  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Ciao Georg,
siamo SEBASTIAN e FEDERICO della classe 4B.
Per noi la pagina bianca non è più un ostacolo, ma una piacevole e
faticosa sfida.
Prima io avevo delle difficoltà a scrivere e non accettavo volentieri i consigli della maestra, mi arrabbiavo e non concludevo niente!!!Ora, grazie ai tuoi consigli, i risultati sono diversi: ho capito che irritarmi non serve; ho messo in pratica i suggerimenti tuoi e della mia maestra e sono più soddisfatto (Sebastian).

Anche per me i tuoi consigli sono stati utili. Ho capito bene dai tuoi esempi come migliorare i miei testi; mi è piaciuto l'esempio degli inizi a pag. 23 (hai fatto capire che è necessario che in un testo ci siano delle emozioni, delle descrizioni e bisogna creare un'atmosfera che catturi il lettore)(Federico). Dobbiamo purtroppo salutarti perchè sta per suonare la campanella... che peccato!!
Ciao da Sebastian e Federico
Torna all'inizio della Pagina

admin
Forum Admin


846 Messaggi

Inserito il - 23/03/2004 :  17:18:03  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Cari ragazzi,
vi rispondo velocemente (e con il nome di amministratore, dato che con questo nome posso spostare le lettere messe nei forum sbagliati dalle maestre. Non tutte sono proprio tecnologiche, ma pazienza!) alle vostre impressioni sul corso.
All'inizio avevo paura di leggere un mucchio di critiche, di "uffa!" e di "non ne posso più!", e invece ho capito che il giudizio va da "abbstanza soddisfatto" fino a "soddisfattissimo" , evitando occhi neri, s*****ttate e capelli dell'autore strappati. (mi sono appena rapato quasi a zero, proprio per evitare questo!)
Scherzi a parte:
Quello che scrivete tutti quanti mi mette di buon umore, perchè si capisce che siete soddisfatti. Se avete problemi, be', chi non li avrebbe, al vostro posto?! Sfido tantissimi adulti a fare quello che state facendo voi con tanto lavoro e con divertimento, e non credo che molti arriverebbero ai vostri livelli, raggiungerebero i vostri risultati.
Certo, scrivere veramente qualcosa è un mestiere, e può essere duro e pesante, a volte. Ma scrivere alla vostra età, con tutte le idee che avete, una volta liberate, potete divertirvi un mondo. Una maestra della vostra scuola mi ha scritto a parte ammettendo che si fa delle risate pazzesche con i propri allievi, e mi ha ringraziato. Dunque siamo tutti nella stessa bellisima barca!
Bravi
un abbraccio,
e puzzone chi molla!
georg
Torna all'inizio della Pagina

admin
Forum Admin


846 Messaggi

Inserito il - 23/03/2004 :  17:20:45  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
pubblicato nel forum sbagliato (nella discussione azzeccata, però, quella della Don Milani!) e spostato dall'amministratore nel forum dei bambini, discussione Don Milani



Classe 5^B Scuola Don Milani

Ciao, Georg,

abbiamo lavorato con molta concentrazione alla scelta degli INCIPIT ed i primi tre classificati sono stati premiati con le medaglie preparate da una nostra compagna-artista e con dei cori tipo “premiazione Olimpiadi“.

Ecco gli INCIPIT scelti:

Michail Aleksandrovic Scilochov
Terre dissodate


Verso la fine di gennaio, al primo soffio del disgelo, i ciliegi profumano nei giardini.
A mezzogiorno, negli angoli quieti, quando il sole è caldo, si leva l’odore amaro, appena percettibile, della scorza di ciliegio, insieme all’acre umidità della neve disciolta e all’odore possente e antico della terra, che già affiora sotto la neve e le foglie morte.
Il profumo sottile, fatto di mille essenze, fluttua nei giardini finchè discendono le azzurre ombre crepuscolari, finchè tra i rami nudi scivola la verde falce della luna e le lepri, nei loro giochi notturni, non scavano nella neve orme vellutate.


Heimito Von Doderer
L’occasione di uccidere


Ognuno si ritrova la propria infanzia calcata in testa come un secchio e solo dopo appare quel che c’era dentro.
Ma il contenuto ci gocciola addosso per tutta la vita, e allora a uno può anche venire in mente di cambiarsi d’abito o, se è di scena, di costume, come preferisce.



Simone De Beauvoir
I mandarini


Henri gettò un ultimo sguardo al cielo : un cristallo nero.
Mille aerei a saccheggiare questo silenzio, erano difficili a immaginarsi; ma le parole continuavano a urtarsi nella sua testa con un rumore allegro: offensiva arrestata, disfatta tedesca, presto me ne potrò andare.
Voltò l’angolo del lungofiume.



Questo lavoro ci è piaciuto molto e in questi giorni stiamo lavorando alla continuazione delle storie.
Arrivederci alla prossima lezione !

Gli alunni della 5^ B (maestra Daniela)
Torna all'inizio della Pagina

Don Milani
piccolissimo scrittore


21 Messaggi

Inserito il - 29/03/2004 :  12:33:36  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Ciao Georg,
sono Sara della classe 4B.
Tempo fa, la maestra Mariagemma ti ha inviato i titoli degli incipit vincitori, ma tu avevi richiesto anche le frasi iniziali. Ora te li scriverò, così finalmente potrai darci la tua opinione.

1° classificato
Henri-Frederic Blanc "Tiro al bersaglio"


E' stato durante la lezione di francese del martedì pomeriggio che le cose hanno iniziato a mettersi male. Lezioni di francese per apprendisti meccanici può sembrare un pò strano, ma è la legge che lo esige...

2° classificato
Tolstoj "I racconti di Sebastopoli"


L'aurora comincia appena a colorare il cielo sopra l'orizzonte di monte Sapùn, la superficie blu scuro del mare si è già scrollata di dosso il buio della notte e aspetta il primo raggio per far scintillare i suoi allegri luccichii...

3° classificato
Imre Kertesz "Essere senza destino"


Oggi non sono andato a scuola o meglio ci sono andato ma solo per farmi esonerare dal nostro proffessore...


Fatto questo, volevo esprimerti la mia opinione sul lavoro che stiamo svolgendo e sul tuo libro "Se all'improvviso la luna e le stelle".
Dopo aver ascoltato ciò che tu ci hai spiegato, ho potuto riflettere sui miei errori ed ora, quando scrivo, cerco di evitare di cadere in errori o di scrivere cose senza logica. Mi pesa meno scrivere anzi, comincio a divertirmi...
Il tuo libro è abbastanza semplice e ricco di suggerimenti utili.
Ciao, ci vediamo domani!!!
Sara




Torna all'inizio della Pagina

Georg Maag
Georg


1479 Messaggi

Inserito il - 29/03/2004 :  21:16:14  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Cara Sara,
grazie per le frasi degli incipit. Così è mille volte meglio, e si capisce cosa avete scelto e il perché. Infatti, sono tre inizi diversi tra di loro, ma tutti e tre molto belli. Preferisco anch'io il primo: ha qualcosa di strano, di magico, di accattivante, mentre Tolstoj è ricco, scelto, pieno, strabordante di immagini e di parole perfette.
Bravi comunque, e grazie per il giudizio. Meno male che è servito a qualcosa, venire da voi! Sono contentissimo!
Un abbraccio e a presto
georg
Torna all'inizio della Pagina

Georg Maag
Georg


1479 Messaggi

Inserito il - 01/04/2004 :  18:56:14  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Cari ragazzi della Buozzi,
l'altro ieri sono stato da voi, ahimé per l'ultima volta nei panni dello "scrittore-insegnante"...
La prossima volta che ci rivedremo sarà invece un incontro tutt'altro che "scolastico"! Faremo la grande festa finale, e leggeremo le storie che risulteranno vincitrici per ogni classe.
Un po' mi dispiace che sia finita. Avrei voluto vedervi ancora due volte, darvi ancora delle dritte, discutere le vostre storie nei dettagli, aiutarvi nello sviluppo delle idee!
Pazienza. E' stato un bel periodo per me, ho avuto modo di conoscervi, di conoscere le vostre maestre, e mi sembra di aver fatto un gran numero di nuove amicizie.
Volevo anche dirvi che finirà il corso, quello sì!!!, ma non finirà la vostra creatività, il flusso delle vostre idee, e nemmeno la voglia di esprimervi attraverso le parole.
Come dicevo, il fatto di scrivere le parole, e dunque di poter fissare sulla carte storie, vicissitudini ed esperienze, è l'unica vera differenza tra noi e gli animali. Sono le lettere, e con esse le parole infinite che possono formare, a renderci capaci a scrivere, ricordare, inventare, fissare.
Dunque continuate a leggere e a scrivere. Leggete più che potete, godetevi le avventure che grandi scrittori hanno inventato o raccontaro per voi, vivete assieme a loro le sensazioni, le paure e le gioie. Ogni libro che leggerete sarà una possibilità di scelta che avrete in più nella vostra vita. Vi ricordate quello che vi ho deto in biblioteca? Bene, è proprio questo il messaggio più bello del nostro per-corso.
Ora aspetto con ansia le vostre storie. Non abbiate paura, nessuna sarà troppo brutta o troppo breve per me. Se ognuno di voi dà il massimo che sa dare, siamo a cavallo. Sarà soddisfatto, e voi ancora prima di me. Se poi non vincerete il primo premio, pazienza! Avrete avuto comunque il piacere di assaporare quello che solo i veri scrittori possono vivere: la scrittura delle idee che vi passano per la testa.
Ecco tutto.
Grazie di cuore per tutta la vostra fantasia, per la vostra voglia, per l'impegno.
Ci vedremo verso la fine di maggio, o inizio giugno, e sarà una gran bela festa.
Se avete ancora domande, sono qui per voi.
Ciao a tutti
Georg
Torna all'inizio della Pagina

Don Milani
piccolissimo scrittore


21 Messaggi

Inserito il - 20/05/2004 :  13:40:22  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Caro Georg,
volevo informarti a nome di tutte le classi partecipanti al progetto "Creo storie" della scuola Don Milani, che siamo ansiosi di festeggiare insieme a te la conclusione del lavoro svolto. Stiamo votando i testi della scuola Bruno Buozzi e non appena avremo finito,da ti manderemo i risultati.Ciao da Gabriele e Mariagemma.
Torna all'inizio della Pagina

Georg Maag
Georg


1479 Messaggi

Inserito il - 20/05/2004 :  17:27:08  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Bene, benissimo!
Non vedo l'ora di vedere che di voi ha vinto.
Mandatemi appena possibile i vincitori. Così ci possiamo preparare alla lettura delle storie durante la festa.
Ma si mangia? Si beve? Si sta fuori? Si sta dentro? C'è la banda che suona? Qualcuno ballerà? Le maestre? I bambini? Le bidelle?
Come vedete, ho mille e una domanda...
A presto, dunque!
Ciao
georg
Torna all'inizio della Pagina

Don Milani
piccolissimo scrittore


21 Messaggi

Inserito il - 05/10/2004 :  12:47:49  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Caro Georg,
inizio ad inviarti le storie vincitrici (1°- 2° - 3° classificati)che si riferiscono ai lavori svolti lo scorso anno nel Progetto "Creo storie". Ciao Mariagemma

CLASSE 5A (maestra Stella)

I MOBILI MAGICI(1° classificato)
Ero triste e preoccupato perché avevo preso un brutto voto, un insufficiente.
Mi sdraiai sul mio comodo letto, quando all'improvviso la mia
scrivania, con la "R" un po' moscia, cominciò a parlare: -
Bonjour mademoiselle, secondo me non dovresti dire niente a
tua mamma!-
Il vecchio saggio orologio ribattè: - Secondo me, invece,
dovresti dirle la verità -.
L'armadio affermò: - Sì è vero. E’ meglio che sia tu a dire la
verità e non che lo scopra lei -.
La porta mi disse: - Sì ma, secondo me, se lo scopre va nei
pasticci -.
Ero molto confuso circa le idee che mi erano piovute addosso,
ma anche incantato all'idea di avere dei mobili parlanti.
Mia mamma mi comunicò che doveva andare a comprare il
pane, allora io ne approfittai per parlare con i miei mobili.
Incuriosita chiesi al vecchio saggio orologio: - Come mai
parlate?-
L orologio incominciò a raccontarmi una lunga storia:
- Tanto tempo fa noi eravamo depositati nella stanza di una
strega, che un giorno decise di preparare una pozione magica
con l'intenzione di animare alcuni oggetti.
Stava preparando la pozione quando si accorse che mancava un
ingrediente, la saliva di un ranocchio. Andò a prenderlo. Nel
frattempo un topolino pestifero prese la pozione e la sparse
su tutti i mobili della stanza. La strega si infuriò, non volle
avere dei mobili parlanti e li buttò per strada.
Un robivecchi li raccolse e li accantonò nella sua cantina.



Dopo tanti anni un negoziante li acquistò e li mise nella sua
vetrina a basso costo, finché un giorno tua mamma e tuo papa
ci hanno comprato -.
A quelle parole mi sentii in dovere di domandargli: - Io, che
potrei fare? -
La scrivania mi rispose: - Devi prendere gli ingredienti per fare
una pozione: 220gr. di coda di drago
175gr, di occhio di pipistrello
1 dente di vampiro -.
- Ma questi ingredienti non ci sono in commercio al giorno
d'oggi! -: reclamai.
L'orologio tirò fuori una bussola che mi portò all'epoca in cui i
mobili erano ancora nella stanza della strega.
Mi resi conto che da solo non potevo farcela, vidi un pulsante
dove c'era scritto "rinforzare lo pigiai. Uscirono Adim e Idim.
Insieme sconfiggemmo il drago, acchiappammo il pipistrello e
facemmo da dentista al vampiro. Dopo aver preso gli
ingredienti, pigiai il pulsante per tornare al presente, ma non
funzionò.
Adim disse che in fondo al bosco c'era un anziano signore, di
nome Gaspare in grado di aggiustare la macchina del tempo.
Attraversammo il bosco e raggiungemmo la casa del vecchio
meccanico che ripristinò la macchina in un attimo.
Pigiai il pulsante e tornai a casa. Appena giunta versai la
pozione sui mobili. Andai dalla mamma e le rivelai del brutto
voto che avevo preso.
Per fortuna mi perdonò.
Ero molto contento e soddisfatto per aver ascoltato i consigli
che mi avevano dato i miei vecchi amici mobili.





IL MISTERO DI TENTACOLIX (2° classificato)

Quando, per la prima volta, vidi quell’essere strano e curioso, mi avvicinai cautamente per vederlo meglio.
Era rosso, con nove tentacoli; aveva due occhi viola e due ali. Possedeva anche una strana peluria grigia sulla testa.
Si chiamava Tentacolix.
Era al museo di scienze naturali. Non so perché, ma mi incuriosiva molto: i suoi occhi sembravano fatti per ipnotizzarmi.
Non riuscivo più a distogliere lo sguardo da questo essere: avevo una stranissima sensazione e, ad un certo punto... PUFF!!
Ero stata catapultata in un’altra era, un altro tempo.
Vicino a me, quella cosa. Tutto lo sfondo era blu, mi sembrava di volare, ma non ne ero sicura. Ad un certo punto avevo come l’impressione che qualcuno mi stesse chiamando: era la mamma.
Sentivo un forte dolore alla spalla.
Quando, finalmente, tornai alla realtà mi sentii felice.
Ma chi era Tentacolix? Lo dovevo ancora scoprire.
Dopo pochi giorni, chiesi alla mamma di riaccompagnarmi al museo: l’incontro, durante la visita precedente, mi aveva lasciata con la voglia di approfondire alcune conoscenze.
Tornata di fronte a Tentacolix lo fissai negli occhi: ad un tratto tutto intorno a me divenne di un colore blu scuro con, al centro, una specie di stella gialla che girava su se stessa. Una forza straordinaria mi fece passare dall’altra parte.
Una stranissima sensazione: più mi avvicinavo alla stella, più il vento si faceva forte fino a quando la stella smise di ruotare. Notai che su questa c’erano delle scritte illeggibili, accanto a queste una porta. Non sapendo che cosa fare mi guardai intorno cercando di distinguere qualche oggetto ma, oltre a me, a Tentacolix ed alla stella, più niente era riconoscibile.
Allora entrai all’interno della stella e mi trovai di fronte ad uno spettacolo strabiliante: un mucchio di lettere colorate si mescolavano tra di loro formando molte scritte:

“TENTACOLIX SUPREMO”
“TENTACOLIX DIVINITA’ EGIZIA”

Mi voltai per guardare Tentacolix, ma questo era sparito: al suo posto tre faraoni che lo lodavano con canti e preghiere. Immediatamente tornai alla realtà.
Finita la visita al museo tornai a casa, presi un’enciclopedia e cercai sotto la voce TENTACOLIX, ma le uniche informazioni furono che era un dio della cultura dell’antico Egitto. Guardai su un’altra enciclopedia: diceva le stesse cose.
Nessuno sapeva ciò che sapevo io: Tentacolix era il dio dei sogni e dell’ipnosi.

Federica G




UGO, IL FANTASMA DISPETTOSO (3° CLASSIFICATO)

Erano le sei di mattina, quando Francesca disse ai muratori, che le stavano ristrutturando la casa, di rompere il muro del salotto in modo tale da potervi inserire la sua nuova libreria.
Non immaginava certo cosa l’aspettava al di là del muro!
Oltre la parete, infatti, da 129 anni, viveva un fantasma, un po’ biricchino, di nome Ugo.
Quella sera Francesca aveva appena chiuso la porta della sua stanza, quando, ad un tratto, sentì uno spaventoso rumore provenire dal salotto.
Si precipitò... tutti i suoi preziosi libri erano riversati a terra!
Mentre, piangente, raccoglieva i suoi libri, scorse un’ ombra dietro di se... spaventata si voltò, ma non vide nulla.
Seppur esausta, prima di andare a dormire, riordinò tutti i suoi libri.
La mattina seguente Francesca entrò nella stanza per prendere un libro e ritrovò tutto in disordine. Si domandò come fosse accaduto, ma non trovò la risposta. Nuovamente si mise subito a rimettere in ordine la stanza.
Per tutto il giorno pensò a chi poteva essere stato a fargli quel gran brutto dispetto.
Alla fine della giornata trovò una soluzione: mettere una telecamera in salotto nascosta per filmare il malfattore.
Il giorno dopo Francesca vide il filmato e scoprì chi era stato: un fantasma.
Non credeva ai suoi occhi. La sera seguente ordinò al fantasma di uscire fuori dal suo nascondiglio.
Il fantasma obbedì. A quel punto la giovane scrittrice volle delle spiegazioni riguardo l’accaduto .
Ugo le disse: “Ti ho fatto i dispetti perché una volta ero io lo scrittore di questa stanza.
Mi licenziarono perché non riuscivo più a scrivere. Ora ho grandi idee”.
Il fantasma convinse Francesca e si rese disponibile ad aiutarla per scrivere il suo nuovo libro.
Dopo due mesi il libro era concluso. Venne poi pubblicato e venduto.
Francesca e il suo amico fantasma erano soddisfatti del loro lavoro, così decisero di scriverne un altro.

Davide B
Torna all'inizio della Pagina

Don Milani
piccolissimo scrittore


21 Messaggi

Inserito il - 26/01/2005 :  13:55:51  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Caro Georg,
dopo la chiusura dei lavori per "Piccoli autori"
eccomi finalmente ad inviarti gli altri testi vincitori di "Creo storie" 2004.
Ci vediamo presto, spero tu abbia ricevuto il calendario degli incontri 2005.
Ciaoooooooooo!!!
Mariagemma



Classe 3A Scuola Don Milani
Maestre Carla e Patrizia

1° classificato

IL DIARIO MAGICO
Quando Cristina incrociò gli occhi della maestra, diventò tutta rossa: era la decima volta quel giorno che la maestra la coglieva in fallo; aveva detto di nuovo qualcosa di troppo.
In realtà lei era una bambina educata, gentile e studiosa ma a volte non riusciva proprio a stare zitta. Le paroline le salivano su e premevano sulla bocca con tutta la forza che avevano perché volevano uscire. E allora lei apriva la bocca e….
Intanto la maestra le stava chiedendo il diario.
Piena di vergogna e tutta rossa si alzò e si avviò verso la cattedra. Una lacrima voleva uscire, ma lei si sforzò di non piangere: era giusto che venisse punita!
Una scritta rossa apparve sul diario.
Mamma mia!! Chissà la mamma come sarebbe stata dispiaciuta!
Non avrebbe mai più dato un dispiacere del genere né alla maestra, né ai genitori.
Lo giurò solennemente. Prese il diario e ritornò al suo posto.
La giornata passò in un baleno. Cristina non aveva ancora deciso se far firmare la nota prima o dopo la merenda.
Arrivò a casa, era taciturna e la mamma si accorse che c'era qualcosa che non andava, ma tacque e aspettò.
Dopo cena, infatti, Cristina a testa bassa, prese il diario e lo porse alla mamma.
La mamma lesse: "Cristina chiacchiera troppo!"
Ma dopo la nota c'era scritto, con lettere grandi, ordinate e colorate, un'altra frase che diceva: "Però è veramente dispiaciuta e ha promesso di non chiacchierare più durante la lezione".
Per quella volta, grazie alla frase colorata, Cristina non fu punita!
Ma la sorpresa più grande fu quella di scoprire, il giorno seguente, che la seconda frase non era stata scritta da nessuno, tantomeno dalla maestra!
Allora chi l'aveva scritta? Il diario sicuramente!
Non era forse l'amico silenzioso di Cristina, che l'aveva voluta proteggere?
E non era forse un diario magico?

Cristina







2° classificato


I GIOCHI MAGICI

Quando Camilla, come al solito, fece i capricci per andare a letto, si sentirono nella stanza delle vocine sottili, che bisbigliavano “E ti pareva!”, ma le urla della bambina e la voce alta, severa e arrabbiata della mamma, fecero sì che quelle parole non si sentissero. Camilla era una bambina simpatica e carina, ma capricciosa e disordinata. Voleva essere lei a comandare e, quando qualcosa non andava per il suo verso, si chiudeva in camera e se la prendeva con i suoi giochi: i puzzle venivano lanciati per aria, le bambole picchiate e rovinate, i palloni presi a calci e i giochi di società accatastati in malo modo sotto il letto, insomma in quella stanza avveniva un vero terremoto! I giochi erano stufi di questo trattamento e rimpiangevano il tempo in cui, Camilla essendo troppo piccola, venivano raccolti con grazia e messi al loro posto dalla mamma. Quelli sì che erano bei tempi! Ora, nessuno di essi, aveva uno spazio proprio, erano tutti lì, alla rinfusa, quando andava bene, perché quando “marcava” male, venivano sbattuti di qua e di là, se non ammucchiati, stretti stretti, nel buoi di un armadio. Quella sera, dunque, temevano qualcosa di brutto e speravano ardentemente che la “peste” si addormentasse in fretta. Avevano preso l’abitudine, di notte, di ritrovarsi tutti insieme a chiacchierare, a spettegolare e, perché no, a sfogarsi. Quando finalmente ci fu silenzio, essi si radunarono per prendere una grave decisione: volevano scappare da quella casa e da quella bambina sgarbata, disordinata e prepotente. L’occasione si presentò dopo qualche tempo. Arrivò il giorno del compleanno, e Camilla con i nonni, zie e cugini, si recarono al ristorante, per festeggiare i suoi nove anni. La casa era deserta e silenziosa e i giocattoli ne approfittarono per scappare. Era uno spettacolo, comico e triste insieme, a vederlo, in fila indiana, scendere le scale: una bambola saltellava su una gamba sola, un’altra rabbrividiva dal freddo perché era nuda, un pallone non riusciva a saltare perché era sgonfio, e i vari pezzi del puzzle stavano vicini, vicini per non perdersi. Persino una sveglia colorata andava via piangendo perché aveva solo più una lancetta! Usciti fuori si nascosero dietro ad un cespuglio e aspettarono. Dopo mezzanotte la famiglia arrivò, ma Camilla aveva un aspetto diverso: sembrava tranquilla, più grande e più matura… Forse che la torta dei nove anni avesse compiuto un miracolo? Boh! La luce si accese in camera, ma stranamente non si sentirono urla! I giochi decisero di arrampicarsi sull’albero e guardare dentro la cameretta… Sorpresa! Camilla piangeva in silenzio, accarezzando un coniglietto di peluches che, per paura, non aveva partecipato alla fuga. I giocattoli capirono che il compleanno aveva reso Camilla “più grande” e che non sarebbero più stati maltrattati, ma coccolati ed accarezzati come il loro amico coniglio e, ritornati in fila indiana, rientrarono zitti, zitti nella loro stanza.

Lucia





3° classificato


IL TELEFONO IN PENSIONE

Quando quella sera il telefono squillò la prima volta, nessuno rispose, perché l’ufficio era deserto.
Un solo squillo, poi tacque. Era un telefono un po’ anzianotto, spesso ricoperto di polvere, perché le donne delle pulizie si dimenticavano spesso di lui.
Stava su quella scrivania da più di vent’anni ed ora cominciava a stancarsi di svolgere sempre lo stesso lavoro, di vedere sempre le stesse facce, ma era stanco soprattutto di sentire sempre parlare.
Nel corso della sua esistenza aveva sentito centinaia di voci: alcune gradevoli, altre gentili, altre arrabbiate e altre gracchianti ed ora desiderava solo andarsene in pensione e godersi il silenzio.
Per quella notte, nessun’ altra telefonata disturbò il sonno del telefono e quindi dalla cornetta non si sentiva “pip – pip” ma “Ronf – ronf”
Arrivò presto il mattino e il telefono si preparò con tanta pazienza a trascorrere un’altra giornata caotica; chissà se avrebbe riudito quella voce antipatica che chiamava mille volte al giorno e non lo lasciava mai in pace e che puntualmente diceva “Pronto? Pronto! Ma cos’ha questo telefono? Cambiatelo! Come? Non sento niente!”.
Era sempre la stessa storia e anche se ormai erano passati molti anni, quella voce aveva ancora il potere di irritarlo e di offenderlo.
Driin – driin. “Ci risiamo!” pensò stancamente il telefono e, come la cornetta fu alzata, ecco la voce “Ma possibile? Siamo nel duemila! Ancora questo telefono antiquato! Pronto….Pronto! Non si sente”.
Ora il telefono ne aveva proprio le tasche piene!! Non riteneva giusto che qualcuno lo mortificasse, non a quell’età e dopo una vita di onorato lavoro!
Decise quindi di fare l’offeso e, quando ci fu una nuova chiamata, il telefono ancora sdegnato, rimase muto e muto restò per l’intera giornata.
Il mattino seguente arrivarono i tecnici e, dopo averlo “visitato”, dissero che non si poteva più aggiustare e che era giunto il momento per il capufficio di comprare un telefono più moderno.
E fu così che il vecchio telefono nero venne buttato in magazzino e nessuno si meravigliava se, entrando, si sentiva un “ronf – ronf”

Gianluca






Classe 4B Don Milani (maestra Mariagemma)



IL VIDEOGIOCO STRAMBO (1° classificato)

Era il giorno del mio compleanno; compivo nove anni. Ah! Dimenticavo, il mio nome è Vincent. “Chissà cosa mi avranno regalato?” ho pensato.
La festa infatti era finita.
Alle sette di sera, aprii i regali e trovai: le carte di Yu- gi- o, un kit completo di scacchi, il Game Boy Advance e una cassetta di Super Mario del Game Boy. Pensai: “Che fortunato che sono, ho sempre desiderato un Game Boy”. Decisi di non togliere i regali dalla loro confezione.
Il giorno dopo era sabato e quindi non si andava a scuola. Scesi dal letto e mi recai in cucina, era già pronta la colazione.

Dopo aver bevuto e mangiato, mi vennero subito in mente i regali.


Aprii subito il Game boy e Super Mario, lo accesi. All’inizio era facile, ma poi c’era una porta , io feci entrare Mario, il protagonista del gioco.
Ad un tratto dal Game boy uscì una luce accecante e di fianco a me c’era super Mario in carne ed ossa. Io gli chiesi: “Come hai fatto a venir qui?” Mario rispose: “Perché tu sei andato nella porta “ANIMA PERSONAGGI”. Io domandai ancora: “Ti piace questo mondo ?” egli rispose di no; non poteva vivere in questo mondo. “E come farai?” gli chiesi. “Devi battere il drago rosa ed io potrò rientrare” mi rispose. “Ci proverò” dissi io.

Ripresi a giocare: nella partita successiva c’era un sostituto di Mario di nome Luigi. Io continuai il mio percorso e dopo un certo tempo trovai un'altra porta con scritto sopra “CAMERA DRAGO ROSA”.
Io entrai e trovai un draghetto. Dopo tre secondi l’ANIMALETTO sparò uova a raffica. Se le uova mi toccavano, perdevo. Mi accorsi che se mi spostavo in alto, le uova non mi colpivano.
Salii in alto e schiacciai un pulsante a caso. Presi in mano l’uovo, chissà come avevo fatto…
Lanciai contro al drago l’uovo che avevo preso ed egli sparì.
Evviva!!! L’avevo battuto. Mario mi ringraziò e ritornò dentro al gioco.

Alessandro




UNA PARTITA IMPORTANTE (2° classificato)

Simone abitava vicino a un campo da calcio.
Lui desiderava tanto giocare una partita, ma suo padre insisteva con la pallacanestro che a Simone non piaceva affatto.
Quando suo padre non era presente, Simone prendeva la sua palla di cuoio regalatagli dal nonno per il suo compleanno, palleggia e tirava.
Simone aveva provato più volte a convincerlo, ma suo padre non voleva che praticasse quello sport.

Un giorno Simone andò a suola. Entrò in classe il professore di educazione fisica e comunicò che era stato organizzato un torneo di calcio a scuola.
Lesse l’elenco delle persone che dovevano far parte della squadra.

Simone, convinto che il professore non lo chiamasse, perse le speranze; ma fu sorpreso quando sentì pronunciare il suo nome, era felice; stupito chiese al professore il perché e l’uomo rispose che sapeva quanto tenesse al calcio. Da quel momento si allenò tutti i giorni; dopo le lezioni tornava a casa affaticato e stanco.

Finalmente arrivò il gran giorno e Simone era molto emozionato.
Il professore comunicò la formazione, Simone partiva come titolare. Iniziò la partita, ma Simone era un po’ disorientato. Nel secondo tempo egli riuscì a segnare due goal. Mentre giocava si capiva che lui era portato per quello sport : i suoi piedi riuscivano a palleggiare, tirare e a fare passaggi precisi e forti, così la squadra riuscì ad accedere alla finale.
Il giorno prima dell’ evento, Simone cercò di convincere il padre ad andare a vedere la partita. Dopo una lunga discussione il papà rispose di sì. Simone era felicissimo. Il giorno della finale decise di dare il meglio di sé. Scese in campo e incominciò a giocare.
Appena gli arrivò la palla, lui corse lungo la fascia e crossò; un suo compagno saltò e riuscì a segnare.

Nel secondo tempo Simone scartò tre avversari, tirò e segnò all’ angolino, l’arbitro fischiò la fine della partita.
Simone esultò con i suoi compagni.
Suo padre decise di iscriverlo a calcio; finalmente aveva capito qual era la passione di suo figlio.

Federico



LE SCARPE RIVALI (3° classificato)

In un grande negozio, nel centro della città, le scarpe esposte in vetrina erano le bellissime “Puma”. Sistemate in un cestone c’ erano le scarpe in offerta, tra le quali un paio in tela. Le scarpe Puma insistevano sulle loro buone qualità: robustezza, pelle pregiata e flessibilità.
Un giorno Tommaso, un ragazzo con aria da gran signore, vide le scarpe Puma in vetrina e se le comprò.
Le scarpe Puma vennero sistemate nella
scatola con molta cura dalla cassiera. Ella disse: “Le darò queste in vetrina, sono le ultime rimaste”. Il ragazzo spavaldo salì in macchina: una FERRARI decappottabile.

Tutte le scarpe del cestone tirarono un sospiro di sollievo.
Le scarpe in tela pensarono: “In questa città nessuno comprerà delle brutte scarpe in tela”.
Le scarpe persero le speranze di poter trovare qualcuno che le acquistasse.
Poco tempo dopo un ragazzino di nome Luca, che girava con dei sandali vecchissimi ai piedi, entrò nel negozio e si avvicinò al cestone delle scarpe in offerta. Fortunatamente per le scarpe in tela, il ragazzo, dopo aver guardato le diverse paia, acquistò proprio quelle.
Attraversò la strada e camminò fino ad arrivare a una piazza vicino alla quale c’era il suo piccolo appartamento. Intanto le scarpe Puma erano calzate dai piedi di Tommy.
Il padre di Tommaso era il fondatore dell’ azienda “Capelli sani, capelli belli”, quel giorno era stata organizzata una festa per i dipendenti e le loro famiglie.
Le scarpe di tela notarono l’eleganza della famiglia di Luca: erano stati invitati alla festa nella villa di Tommaso. Con il loro vecchio veicolo si recarono alla stupenda casa del ragazzo. Il maggiordomo condusse gli invitati al parcheggio e poi fece strada per l’ ingresso. Luca entrò nel salone immenso e incontrò subito Tommaso, i due parlarono poi uscirono e si recarono al campo da calcio privato dietro alla villa.

Le scarpe Puma, con la loro intelligenza riconobbero le scarpe in tela e cominciarono a prenderle in giro. Le scarpe in tela fecero finta di niente. Intanto la palla rotolò verso Tommaso, i due ragazzi avevano deciso di fare qualche tiro. Le scarpe Puma sembravano allergiche al pallone non si volevano sporcare. La partita iniziò, Luca non ci mise niente a portarsi in vantaggio, le scarpe di Tommy non ne volevano sapere, quelle di Luca tiravano, affondavano nella terra, ce la mettevano tutta.
Le Puma invece erano incollate al terreno. Il povero Tommy non se lo spiegava.
La determinazione delle scarpe in tela era molta.
La partita finì, il distacco di Luca era enorme, le scarpe Puma si vergognavano, si sentivano umiliate. “Non capisco che cos’ abbiano le mie scarpe, sono nuove di zecca ma non riesco a muovere i miei piedi come vorrei …..” disse Tommaso. Luca sorrise.
I due ragazzi si salutarono: era nata una grande amicizia. Le scarpe di Tommaso da quel giorno non si vantarono più, le scarpe di Luca ebbero una grande soddisfazione.

Sebastian





Classe 4A Don Milani (maestra Giovanna)

KIT DOBERADO, CRIMINALE DEL TEXAS (1° classificato)


Era una calda giornata primaverile del 1785 quando Kit Doberado, il criminale più ricercato del Texas, arrivò alle porte di Culver City, con l’intenzione di derubare la banca.
In groppa a Saetta, il suo agile e giovane destriero, entrò in città vestito normalmente per non essere riconosciuto.
Girò per il paese per studiare le abitudini della gente del luogo, poi raggiunse il saloon, vi entrò, si sedette a un tavolo e attese l’arrivo del cameriere.
<<Che cosa prendi, straniero?>>
<<Birra; grazie!>> rispose lui.
Di lì a poco, il cameriere portò a Kit quello che aveva ordinato: un grosso boccale spumeggiante di birra, ma che non lo dissetò.
<<Portamene un altro!>> ordinò.
Il cameriere tornò indietro, riempì un secondo boccale e lo portò a Doberado, che chiese il conto.
<<Cinque $!>> disse il cameriere.
Doberado pagò il conto e uscì dal saloon dirigendosi, ben dissetato e riposato, verso la banca.
Giunto all’entrata dell’edificio, corse un grave pericolo: si scontrò faccia a faccia con lo sceriffo Carson, che stava uscendo dallo stesso istituto.
Doberado aspetto’ che Carson si allontanasse, poi si guardò a destra, a sinistra, controllò in giro che nessuno potesse piu’ostacolarlo, alzò il bavero lasciando scoperti gli occhi ed entrò..... Fissò lo sguardo negli occhi del cassiere, lentamente posò la mano sul calcio della pistola, cominciò ad estrarla dalla fondina, quando…..PATAPUMMMMM....., un mattone lo colpì in testa e BUMMM….., il colpo secco stese Doberado a terra come uno stoccafisso.
Il mattone era sfuggito di mano ad un operaio che stava lavorando alla ristrutturazione del piano superiore. Nel buio profondo le stelle roteavano, roteavano, roteavano e.....
<<Fabio, Fabio! Svegliati, se non fai in fretta perderemo l’aereo per il Texas!>> disse mia madre scrollandomi per un braccio.
Mia madre!?!
Come? Era stato tutto solo un sogno? E che sogno.....!
<<Mi alzo subito>> risposi.

Fabio


IL CAVALIERE TOLRAN (2° classificato)

Tempo fa, nell’epoca dei castelli, viveva Tolran il cavaliere più valoroso del regno di Valerius.
Tolran non portava armature e lance, ma solo uno scudo appartenuto a suo zio e una spada lunga 80 cm e larga 34mm.
Ogni giorno Tolran si allenava costantemente ma, quando andava dal capitano per mostrare la sua for-
za, perdeva sempre e il capitano diceva: << Non sei
in grado di superare la prova n.1 !!!>>.
Tolran, da tempo, cercava la spada magica che si trovava nella “Miniera della morte” nel Nord del re-
gno di Valerius; con quella spada avrebbe potuto vincere qualunque avversario, senza sprecare alcuna energia poiche’, bastava impugnarla e la spada combatteva automaticamente.
Un giorno Tolran, prese il suo cavallo Fulmine e an-
do’ a trovare un suo vecchio amico di nome Merlino,
che abitava nel “Covo di Valerius”, pensando di chiedergli di aiutarlo a trovare e recuperare la spada magica.
Dopo alcune ore di viaggio, Tolran, ormai esausto, arrivo’ da Merlino con il suo cavallo Fulmine.
Tolran saluto’ l’amico: <<Merlino, mio vec-
chio amico, come va?>>
Merlino: << Non molto bene, ora ho cento anni !>> rispose tossendo.
Tolran: <<Come faccio ad entrare nella “Miniera della Morte” e a superarne i pericoli ?>>
Merlino rispose: <<Mi dispiace, non me lo ricordo, a causa dell’eta’ sto perdendo la memoria!>>
Tolran allora saluto’ Merlino e ando’ via.
Si diresse alla “Miniera della morte”, deciso a prendere la spada.
Tolran entro’ nella miniera e incontro’ dei mostriciattoli, guardiani della spada magica, che cercavano di impedirgli di andare oltre. Lo assalirono colpendolo violentemente e svenne.
Quando si riprese, si trovo’ rinchiuso nelle segrete della miniera; subito comincio’ a cercare un passaggio, noto’ un masso instabile, lo sposto’ e, davanti ai suoi occhi, apparve un cunicolo, unica via di fuga. Imbocco’ il cunicolo e, di li’ a poco,
un mostriciattolo tento’ di fermarlo; Torlan raccolse un sasso staccatosi dalla roccia, glielo lancio’ in testa e lo colpi’.
Il mostriciattolo rimase stordito, ma qualche secondo dopo si riprese, corse in un angolo preciso del cunicolo, scavo’ con le mani e tiro’ fuori da un fodero impolverato una spada.
Corse verso Tolran deciso a colpirlo ed esclamo’: <<E’ la spada magica. Non hai scampo!>>
La spada, che era piu’ alta del mostriciattolo, ad un certo punto, gli scivolo’ dalle mani; Tolran velocemente l’afferro’ e sconfisse l’avversario.
Cautamente ma velocemente percorse tutto il cunicolo e si trovo’ fuori dalla “Miniera della Morte”; cavalco’ Fulmine e corse veloce verso Valerius.
Dopo un lungo e ininterrotto viaggio, arrivo’ a Valerius, con la spada magica mostro’ al comandante il suo valore e, da quel giorno, fu ricoperto di grandi onori.

Alberto



LA MACCHINA DEL TEMPO (3° classificato)

Un ragazzo di nome Fabio incontrò, un giorno, uno scienziato di nome Emmett Brown, soprannominato Doc.
Fabio e Doc si frequentarono per molti anni; Doc continuava nei suoi esperimenti e Fabio ad andare a scuola.
Un giorno Doc inventò la macchina del tempo, a forma di automobile: la macchina aveva il motore posteriore e solo due sedili anteriori. Vicino ai due sedili, c’era una scatola di vetro con dentro uno strano oggetto luminoso a forma di Y. Soddisfatto della sua invenzione, Doc mostrò a Fabio la macchina del tempo da lui inventata.
<<Che cosa diavolo e’ quella Y ?>> chiese Fabio a Doc.
<<Scusa Fabio, se non te l’ho detto prima: e’ il flusso canalizzatore che contiene 1,21 Gb, sono essenziali per il viaggio nel tempo. Bene Fabio! Vuoi provare la macchina del tempo con me?>>disse Doc.
<<Ma, ma...... sì!>> rispose Fabio.
<<Ora ti spiego come funziona la macchina: prima di tutto accendi i circuiti temporali, poi metti la data, esempio
31-04-2154.....>>, ma non aveva finito di parlare che si cominciarono a sentire botti e, di colpo, il panorama cambio’.
I palazzi erano più grandi delle torri gemelle di New York, macchine strane volavano per il cielo, non tutte pero’. <<D.....Doc, qu.....questo e’ un s.....sogno v.....vero?>> disse Fabio tutto tremante.
<<No>> rispose Doc <<siamo gia’ nel futuro! Dobbiamo andare nella fabbrica per macchine volanti e far volare anche la nostra!>>
Andarono alla fabbrica per macchine volanti e Fabio noto’ che sul tetto della fabbrica c’era scritto “TEXACO”.
Arrivo’ un robot, mise un macchinario sul flusso canalizzatore e Doc spiego’ a Fabio che quello era un circuito aerovolante e che sarebbe servito a far volare la loro macchina.
Con la macchina del tempo diventata volante, Fabio e Doc andarono a visitare i negozi futuristici di quella citta’.
Erano simili a quelli di oggi ma al posto dei commessi c’erano i robot.
Girarono per tutta la citta’ e, a sera, decisero di tornare a casa.
Doc accese il flusso canalizzatore, i circuiti temporali e aerovolanti, imposto’ la data 31/03/04 e ....., dopo nuovi botti, la macchina prese quota e tutto il paesaggio cambio’.
Erano ritornati ai giorni d’oggi.

Fabio T.



Classe 5A Don Milani (maestra Monica)

Epidemia degli uguali (1° classificato)
Incipit: Jean Manuz Martin, “Fra Pierino e il suo ciuchino”

C’erano venti frati che vivevano in un convento.
Avevano tutti la testa pelata,avevano tutti una barba bianchissima,vestivano tutti un saio rappezzato e andavano tutti in fila,l’uno dietro l’altro,lungo gli immensi porticati del chiostro. Se uno si fermava, si fermavano tutti, se uno si inciampava, inciampavano tutti e cadevano uno sopra l’altro. Se uno si alzava, si volevano alzare tutti, ma la cosa non era possibile, perché formavano il monte Frate, dal quale non riuscivano a sgarbugliarsi e tutti insieme si davano calci ed urlavano nello stesso momento; finchè il Padre Superiore Fra Ciccia, per la sua mole, li prendeva uno per uno, li schiaffeggiava per rianimarli e li rimetteva in piedi pregando: “amatevi fratelli, state attenti, non ammucchiatevi”. Tutti i frati assieme andavano a medicarsi e uscivano dall’infermeria bendati ed incerottati.
Questo fatto succedeva frequentemente e bisognava trovare una soluzione, ma quale? Tutti i frati, sempre tutti insieme, si grattavano la barbetta, socchiudevano gli occhi e meditavano : “Ommmm”.
Ma non servì a niente perché non trovarono la soluzione, continuarono così la vita di sempre. Chicchirichì, cantava il gallo : tutti i frati si svegliavano, si stiracchiavano un po’ e scendevano a pregare, dan dan Fra Giordano suonava la campana, i frati correvano a mangiare, a cantare o a lavorare. Pregavano insieme, studiavano insieme, aprivano e chiudevano la bocca tutti insieme.
Fra Ciccia, annoiato di vedere i suoi fratelli così ripetitivi nei movimenti e senza un briciolo di allegria, scrisse al Vescovo di Roma affinchè intervenisse per risolvere il problema.
Il Vescovo, ricevuta la missiva, partì per il Colle degli Uguali. Egli arrivò proprio mentre i frati tutti in fila stavano andando in bagno. Poiché il bagno del Convento aveva poche docce, e l’acqua scarseggiava, i frati dovevano insaponarsi in fretta e sciacquarsi velocemente, altrimenti sarebbero rimasti appiccicaticci e sporchi.
Mentre si stavano lavando, Fra Pappone chiamato così perché era un ingordo, ad occhi chiusi, non trovava la spugna sul davanzalino e prese per sbaglio il parrucchino…del Frate superiore che lo aveva dimenticato lì sulla mensolina, giacchè lo utilizzava solo quando arrivavano ospiti. Fra Pappone incominciò a insaponarsi con quello che lui credeva fosse una spugna quando si sentì un urlo spaventoso : “ Ahhhh”. Il frate scaraventò il parrucchino in aria e tutti urlarono insieme; successe un parapiglia e caddero formando di nuovo il Monte Frate. Accorsero subito Fra Ciccia ed il Vescovo per vedere cosa fosse successo.
Il frate Superiore usò il solito metodo per rimetterli in piedi, ma questa volta i frati erano nudi come vermi… davanti al Vescovo. Essi arrossirono come pomodori e diventarono muti per la vergogna e si coprivano con le mani. Sua Santità rimase allibito. Intanto Fra Ciccia ritrovò il suo parrucchino bagnato e insaponato e fu assalito da una rabbia tremenda, con la voglia di punire tutti i frati. Fra Ciccia ordinò ai suoi fratelli di ritornare nelle loro celle a ricomporsi. Il Vescovo pensò che l’unica soluzione per risolvere il problema era quello di benedire i frati ed il Convento. Con tante preghiere ed acqua santa, i fraticelli guarirono ed imparano a comportarsi e a fare le cose con la propria testa e non più tutti insieme, ed il colle non si chiamò più degli Uguali, ma ebbe un altro nome : il Colle dei Diversi.

Cristina



La rana (2° classificato)

Un giorno d’estate, negli abissi marini, mentre gli abitanti nuotavano tranquilli e giocavano a nascondersi tra i coralli e gli anfratti di rocce, si videro arrivare all’improvviso uno strano essere di colore verdastro, con gli occhi sporgenti e che emetteva un verso fastidioso : cra cra ! I pesci non l’avevano mai visto prima. Tutti gli abitanti del mare scappavano spaventati. L’animale in questione non era altro che … una rana!!! Essa, aveva smarrito la strada per lo stagno ed era finita nel fiume e trasportata dalla corrente velocemente era arrivata nel mare. L’animale gracidava disperatamente e i pesci non la sopportavano e volevano ucciderla. La rana decise di chiedere udienza al re degli abissi, anche perché la sua pelle cominciava a squamarsi per la salsedine e soffriva molto. Essa voleva tornare nel suo habitat, ma non conosceva la strada del ritorno. Il re acconsentì alla sua richiesta, a patto che smettesse di gracidare, perché disturbava il silenzio del mare. La poverina, smise di gracidare e incominciò faticosamente a boccheggiare come i pesci, ma le mancava l’aria e si sentiva soffocare.
Il re dei pesci il Delfino Bianco, convocò i suoi ministri per salvarla. Questo compito così delicato fu affidato al salmone Arancino, perché era pratico nel risalire i fiumi.
Poiché la rana stava molto male, intervenne il dott. Squalo che gli mise una mascherina attaccata alla bombola d’ossigeno e la depositarono su una conchiglia gigante, come fosse un letto.
Quattro salmoni sollevarono la conchiglia e seguirono Arancino che li pilotava verso la superficie del mare, per risalire il fiume.
Il viaggio si presentava lungo e faticoso e non privo di insidie, infatti esistevano in alcuni punti del fiume i piranha che divoravano le loro prede in un battibaleno.
Purtroppo i piranha si fecero vivi e attaccarono i salmoni divorandoli tutti, ma la rana si salvò perchè aveva un gusto terribilmente sgradevole che non piaceva ai predatori. La conchiglia galleggiando, arrivò in superficie, ma non riuscì a risalire il fiume e quindi la rana morì.
Il Gazzettino Ranoso diffuse la notizia della morte della rana e il Sindaco del regno dello stagno, proclamò un lutto cittadino ed eressero una statua alla sua memoria.

Alice


I fiorai del paese delle “F” (3° classificato)

Per una strada di un paese chiamato EFFE, c’erano sempre tante bancarelle di fiori variopinti con petali vellutati e soffici, i migliori in tutta la zona della Toscana. I venditori avevano tutti il nome che iniziava con la F, perché parlavano sempre usando la letterina F in ogni inizio frase, così pure i cittadini e addirittura il Sindaco avevano questo difetto. Fiorenzo aveva la bancarella vicino alla Fchiesa Francesco stava all’angolo della Fpanetteria, scusate… della panetteria; Ferdinando sulla piazza del Fmunicipio, Fiorello vendeva i suoi fiori al Fcaffè della Fenice. Erano molto amici fra loro e quando discutevano o semplicemente chiacchieravano del più e del meno le Fffff…. Salivano fino al cielo tanto che, anche gli uccellini cinguettavano emettendo le fff.
I turisti di tutta Italia venivano in questo pittoresco paese abbarbicato su una ripida altura, dalla quale però, si vedeva uno splendido panorama e lo sguardo poteva estendersi fino all’orizzonte sul mare.
Potevano, inoltre acquistare i magnifici fiori di Effe. Un giorno un turista maleducato prese in giro tutti i fiorai del posto per via della loro pronuncia.
Fiorello, Fiorenzo, Francesco e Ferdinando ritirarono i fiori dalle bancarelle dove stavano appoggiati e si riunirono per vendicarsi del turista.
Il giorno dopo, i quattro fiorai si accordarono per fare uno scherzo a quel signore. Misero una corda attaccata tra le bancarelle, con appesi dei sonagli e un cesto con dentro delle mele. Fiorello tirò la corda e quando passò il signore, gli arrivarono le mele in testa; turisti e fiorai si misero a ridere. Da quel giorno il signore non passò più di là, non prese più in giro i fiorai e neppure comprò più fiori alla moglie che lo cacciò di casa.
Dopo quello scherzo, turisti e fiorai erano contenti e felici e andarono a visitare quel posto molte più persone, perché il paese divenne più famoso. A seguito di quell’avvenimento, il paese non si chiamò più il paese delle “Effe”, ma il paese dei Felici, che nel linguaggio dei fiorai significa “il paese degli scherzi”.

Elisa





Classe 5B Don milani (maestra Daniela)


DIARIO DI VIAGGIO(1° classificato)

23 marzo 2001 Angola

Quando accettai l’incarico della ricerca per il geologo Martin De Tabs, non pensavo che avrei avuto a che fare con maledizioni e templi maledetti!

Quando iniziai il viaggio, ero solo una ragazza ancora giovane, che cercava un lavoro per studiare all’università e il lavoro che mi aveva proposto il prof. De Tabs, mi andava proprio bene, così accettai di andare nella foresta nera, per fare delle ricerche sui suoi animali.
Ma la mia giovinezza passò molto in fretta e adesso vivo in uno sperduto paese dell’Angola e per questo vi voglio raccontare la mia storia, scritta nel mio diario di viaggio.

2 agosto 1930
Sono appena arrivata a Muripai, una città dell’Angola: qui le persone sono molto cordiali!
Domani, insieme ad una guida del luogo di nome Kirikò, partirò per il mio viaggio nella foresta; la guida mi lascerà in mezzo alla foresta, ma la gente del luogo è molto superstiziosa e crede nelle leggende.
Infatti c’è una leggenda africana che narra che in mezzo all’Africa nera, precisamente in questa foresta, c’è un tempio di sacrifici maledetto dagli Dei, ma io non ho paura.

2 settembre 1930
E’ passato un mese da quando sono arrivata qui nella foresta; sono stata molto impegnata a scattare foto e a scrivere relazioni.
Qui è tutto magico: la vegetazione, gli animali… Per fortuna, almeno adesso, non ho visto nessun tempio, anche se sono tranquilla, perché Kamigi, lo stregone del villaggio, mi ha regalato un amuleto, ma… aspetta…quello è un tempio…
Adesso devo chiudere il diario!

5 settembre 1930
Mi sono spinta troppo avanti!
Ormai per me è la fine!
Mi hanno rapito degli uomini con delle maschere, credo che siano i servi degli Dei! Maledetti!
Mi hanno tolto tutti gli oggetti, mi hanno lasciato solo questo quadernetto e questa penna:scriverò sempre, per non farmi andare alla disperazione!
Sento che, a mano a mano che sto qui, invecchio: è la maledizione!


9 settembre 1930
Ho trovato nella parete un buco abbastanza grande per scappare: ho dovuto scavare un po’ nella terra ,ma alla fine sono riuscita ad allargarlo abbastanza per passarci.
Sono giunta in uno stretto passaggio pieno di ragni che continuavano a salirmi sul collo:mi hanno lasciato… sono tesa, ma per me l’importante è arrivare fino in fondo a questo passaggio.

10 settembre 1930
Sono arrivata davanti ad una vasca piena di serpenti velenosi:cercherò di saltare nell’altra sponda, ma non credo che ci riuscirò e allora… cadrò in mezzo a tutti quei serpenti!
Quando sono saltata, mi sono accorta di un miracolo: toccando i serpenti con l’amuleto donatomi dallo stregone Kamigi, si pietrificavano!
Aiuto! Un serpente mi ha morso!…

20 gennaio 1931
Mi sono appena svegliata: quando sono svenuta, sono caduta in una galleria sotterranea, dove mi hanno trovato dei bambini di un villaggio sperduto nella foresta. Mi hanno portata dallo stregone, che, con delle erbe naturali, mi ha curato il morso , guarendomi.
Le mie speranze di ritornare in Inghilterra ormai sono svanite e adesso chiudo il mio diario e lo poso nel mio baule.
Ho deciso di vivere qui, tanto non ritroverei più la strada per la città di Muripai.

24 marzo 2001
Adesso sono diventata la stregona del villaggio.
Mi piace vivere qui; questo diario verrà tramandato per secoli, ai capi villaggio e per quanto riguarda l’Europa… è soltanto un passato lontano!


RACCONTO FANTASTICO (2° classificato)


In Indocina, nel 1963, un padre italiano cercava un animaletto da regalare a suo figlio per il suo decimo compleanno. Questo animaletto doveva essere tutto peloso, morbido e con dei grandi occhi castani, ma, caratteristica più importante, era che non combinasse guai in casa. Visitò molti negozi, finché un venditore orientale gli mostrò, in una gabbietta di bambù, uno strano animaletto che aveva queste caratteristiche: era di razza Batuffolo, della famiglia dei marsupiali; un parente dei koala, per intenderci. Era piccolo, tanto da stare in un palmo di mano, più peloso di un collie, con degli occhi grandi, dolci e marroni come la torta al cioccolato: sembrava perfetto. Quel signore, però, non sapeva nulla del comportamento dello strano animaletto, perciò lo avvolse nella carta da regalo e lo portò a Massimiliano, il suo bambino. Il viaggio di ritorno fu lungo e faticoso, ma il problema si presentò in Italia, dove era primavera inoltrata; il cucciolo perse tutto il pelo, ma, in men che non si dica, gli crebbe di nuovo, più folto e più lungo di prima: al posto di un pelo gliene crebbero due e così Jugi – jee, così si chiamava l’animale, diventò tondo come una palla di pelo. Il padre non vedeva l’ora di mostrare il regalo al figlioletto: appena scartato, Massimiliano si trovò tra le mani un batuffolo morbidissimo, così come lo aveva sempre desiderato. Passati i primi momenti di timidezza, Jugi – jee cominciò a scalmanarsi, a correre dappertutto, ad infilarsi nei posti più strani e a perdere ancora pelo. Massimiliano trascorreva tutto il suo tempo libero con lo scalmanato pallino di pelo e si divertiva molto: per riprenderlo quando si allontanava troppo, gli lanciava un fischio e l’animaletto correva da lui. Un giorno, stavano divertendosi al parco giochi, quando, da dietro un albero, spuntò il venditore orientale, che rapì l’animaletto per venderlo ad un laboratorio scientifico che studiava rimedi contro la calvizie. Gli studiosi fecero molti esperimenti sul pelo di Jugi – jee, ma non riuscivano a trovare il segreto della sua crescita miracolosa. Massimiliano, intanto, era disperato e si era rivolto alla polizia, ma nessuno voleva perdere tempo a cercare un animale. All’improvviso a Massimiliano venne in mente che Jugi – jee era uno scalmanato, che non amava stare rinchiuso per molto tempo e iniziò ad andare in giro per la città fischiando a più non posso. Jugi –jee sentì il richiamo e cominciò a saltare e a correre dappertutto, rompendo molte fialette, che, combinandosi tra loro, crearono la medicina contro la caduta di capelli più potente del mondo. Correndo a destra e sinistra, l’animale trovò una finestra appena, appena aperta e vi si infilò come un razzo: era al secondo piano di un palazzo, ma rimbalzò sul suo pelo e corse in braccio a Massimiliano che, felicissimo, tornò a casa con il suo piccolo, peloso amico.



RACCONTO FANTASCIENTIFICO (3° classificato)

In un piccolo pianeta sconosciuto,molti anni avanti a noi,viveva uno strano extraterrestre volante,di colore verde,con due antennine simili a degli aghi, senza mani e senza piedi; i suoi erano due occhioni azzurri come il mare,talmente teneri che facevano impazzire tutti.
Ma purtroppo, un giorno, caddero dal cielo delle palle di fuoco che fecero morire i suoi bravi genitori.
Da quel giorno i teneri occhioni di Max diventarono tristi come il cielo d’inverno.
Max venne adottato da una famiglia che lo trattava come uno schiavo anche se…aveva solo quattro anni.
Un giorno,Max ebbe il permesso di uscire fuori a giocare e conobbe una bambina di nome Stella, che dopo un po’ di tempo (naturalmente dopo aver conosciuto i genitori adottivi di Max)gli chiese di entrare a far parte della sua famiglia,perché aveva capito che con loro non si trovava bene.
Max era molto contento, ma non sapeva se i genitori sarebbero stati d’accordo;essi accettarono, perché dopo tutto,per loro, Max era solo una palla al piede.
Gli occhioni tristi di Max ridiventarono teneri:da quel giorno,ebbe una nuova e vera famiglia e non fu più costretto a fare ciò che un piccolo extraterrestre non dovrebbe mai fare!

































































































































































































Torna all'inizio della Pagina
  Discussione Precedente Discussione Discussione Successiva  
 Nuova Discussione  Rispondi
 Versione Stampabile
Vai a:
il sito della Scrittura Creativa e della filosofia per bambini. © 2003 Georg Maag Torna all'inizio della Pagina
Tradotto Da: Vincenzo Daniele & Luciano Boccellino- www.targatona.it Distribuito Da: Massimo Farieri - www.superdeejay.net Powered By: Snitz Forums 2000 Version 3.4.03