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 FORUM PER INSEGNANTI E MAESTRE
 ESERCIZIO SI' O ESERCIZIO NO?
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fralegia
Piccoloscrittore appena arrivato


6 Messaggi

Inserito il - 06/11/2005 :  11:25:43  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Ciao a tutti, sono un'insegnante di scuola primaria, ho una classe terza e insegno italiano dopo ben 10 anni di matematica!
Ultimamente ho una " crisi esistenziale" circa l'utilità o meno e la giusta quantità degli esercizi e delle regole grammaticali, sintatiche e ortografiche... Il tutto nasce dal confronto con la collega di classe, donna eruidita , di ventennale esperienza e con un metodo alternativo, innovativo basato sull'apprendimento ludico, sull'imparare facendo, sulla locica, sul ragionamento.
Lei è contro la didattica tradizionale e critica aspramente chi la pratica. Ritiene inutile e deleteria qualunque forma di esercio e bandisce la grammatica! Per lei non serve a nulla, come sostenuto ad esempio da Pontecorvo (mi pare...). Secondo il suo punto di vista (e anche il mio) i bambini apprendono se stimolati, se emotivamente coinvolti in un lavoro, apprendono sperimentando, ragionando riflettendo sulla lingua!
Le regole devono essere estrapolare dagli esempi e non imparate a memoria, fine a se stesse!

Personalmente condivido gran parte di questo suo pensiero e mi sto muovendo abbastanza su quella linea! Sto dando largo spazio alla produzione , prima collettiva, poi individuale. Dedico anche tempo alle difficoltà ortografiche e alla gramamtica ma non dò la regola preconfezionata, bensì li faccio partire da situzioni concrete, li faccio argionare e tirare fuori la regola. Esercizi non ne dò quasi mai e quando capita, di solito, sono inseriti in un contesto preciso, ad esempio, quando ho spiegato l'uso di e ed è ho dato una filastrocca di Rodari da completare inserendo e o é al posto giusto rispettando la logica del testo....

Ultimamenmte, però, mi è capitato di confrontarmi con persone che hanno una visione opposta e sostengono che La riflessione sulla lingua, sul perchè funzioni in un certo modo, non è efficace prima dei 10-11 anni, prima di allora buona parte della grammatica va spiegata sì, ma poi imparata a memoria esattamente come le tabelline.
Colleghe che sostengono di aver paura delle insegnanti che in nome dell'innovazione e del gioco non insegnano bene e non gettano le basi x un futuro fatto di sicurezze grammaticali e matematiche.

Secondo voi chi ha ragione?
E se davvero è necessario dare più spazio alle regole e agli esercizi che alla composizione, qual è il metodod migliore per rendere questo procediomento interessante ma sopattutto efficace?

Ho provato ad aprire qualche testo operativo ma gli esercizi proposti sono quanto di più barboso possa esserci...

admin
Forum Admin


846 Messaggi

Inserito il - 06/11/2005 :  16:27:06  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Ottima domanda, direi.
Spero che qualche altra insegnante possa rispondere, così col tempo nasce una discussione di scambi di opinione.

Anch'io insegno (tedesco) e non potrei immaginarmi un insegnamento della mia lingua senza la grammatica. Ancora ancora l'inglese lo posso capire, perché ne possiede poca (almeno fanno finta che sia così), mentre lingue come l'italiano o il tedesco non possono essere imparate senza una "coscenza", una base solida della grammatica, senza avere l'analisi grammaticale nel sangue.
Infatti, all'Università capisco subito chi, tra le matricole, ha ancora fatto bene l'italiano alle Elementari e chi no. Chi non l'ha fatta è nei guai. Con il latino, il greco, il tedesco (E anche con altre materie, secondo me, perché gli è mancato un metodo, una metodologia quando era piccolo).
E fidatevi, la facilità di apprendimento di chi sa l'analisi grammaticale/logica è stupefacente se confrontato alle difficoltà che incontra chi non l'ha mai fatta.

Che molti esercizi dei libri siano barbosi è fuori dubbio.

Ma passo la parola a chi vuole dire la sua.
Georg
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Beaye
Gran Capo tra i piccoliscrittori


1795 Messaggi

Inserito il - 06/11/2005 :  19:34:53  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
La mia prof. di inglese ci fa imparare a memoria la grammatica, e ci fa fare 100.000.000 di esercizi al giorno!!!!!!!!!!!!NOn la sopporto più, poi mi annoio da morire...............non so se c'entra qualcosa il mio parere, ma con una prof. così, credo che sia meglio fare meno esercizi e spiegare più cose!
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admin
Forum Admin


846 Messaggi

Inserito il - 06/11/2005 :  21:46:38  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Beaye, stai mettendo il naso nel forum delle maestre...
Non penso siano interessate a sapere cosa pensano i ragazzi dei compiti. Lo sapranno già, fidati.

Non immischiatevi nel forum delle maestre se non in casi in cui lo reputate importante o grave, ok?
Di norma "da questa parte" del forum ci sono poi dei temi un po' noiosi, immagino.
Grazie
Georg
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Matt 75
Gran Capo tra i piccoliscrittori


2198 Messaggi

Inserito il - 07/11/2005 :  15:35:57  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Secondo me la Grammatica è molto importante così come lo sono gli esercizi: Se una persona spiega sempre ma non fa mai fare esercitazioni, è probabile che le cose vengano dimenticate più facilmente. Riguardo le regole grammaticali, penso che siano la cosa più importante da imparare, altrimenti... Spero di non aver scritto una cosa inutile georg!
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admin
Forum Admin


846 Messaggi

Inserito il - 07/11/2005 :  17:08:34  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
No, Matt, inutile no! Ma vorrei che qui rispondono soprattutto le maestre e le insegnanti. Il forum qui è loro...
Georg
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Matt 75
Gran Capo tra i piccoliscrittori


2198 Messaggi

Inserito il - 07/11/2005 :  21:11:43  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Messaggio ricevuto!! Tenterò di tenere la mia passione di ficcare il naso!!
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fralegia
Piccoloscrittore appena arrivato


6 Messaggi

Inserito il - 07/11/2005 :  23:57:55  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
citazione:
Messaggio inserito da admin

Ottima domanda, direi.
Infatti, all'Università capisco subito chi, tra le matricole, ha ancora fatto bene l'italiano alle Elementari e chi no. Chi non l'ha fatta è nei guai. Georg



Pare che l'apprendimento della grammatica sia come l'apprendimento del linmguaggio, ossia che debba essere interiorizzata entro una certa età (pare intorno ai 8/9 anni) oltre la quale certe lacune rimangono a vita o, comunque sono difficili da sanare.

Eppure ci sono bambini che nonostante la moltitudine di esercizi proposti e le regole studiate e ragionate, non riescono a superare certe difficoltà, quindi mi chiedo dove si debba cercare la causa, è forse a livello cerebrale (una predisposizione genetica all'apprendimento o meno della grammatica) o è da ricercarsi in un'errata impostazione del processo di insegnamento /apprendimento?
Chissà se qualcuno è in grado di dare un risposta a questo quesito cruciale?
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fralegia
Piccoloscrittore appena arrivato


6 Messaggi

Inserito il - 08/11/2005 :  00:04:02  Mostra Profilo  Rispondi Quotando


Beaye, stai mettendo il naso nel forum delle maestre...
Non penso siano interessate a sapere cosa pensano i ragazzi dei compiti. Lo sapranno già, fidati.

Georg

Sbagli (scusa se mi permetto!) ! Credo che il parere dei ragazzi sia fondamentale!
Magari io propongo una serie di esercizi sulla base di 1000 teorie scritte dai soliti Pincopallino credendo che piacciano, che siano interessanti ed efficaci...invece poi scopro che mi sono sbagliata, che gli esercizi annoiano pertanto le teorie applicate non sono adatrte al gruippo di ragazzi a cui le sto porponendo ...
Penso che al discussiione coi nostri allievi anche su queste cose sia findamentale per capire a che livello è il loro interesse e per correggere il tiro. Il feedback è fondamentale! Allo stesso modo io posos far capire loro che gli esercizi sono necessari del perchè e del per come...alla fine si può giungere a un compromesso proficuo per tutti

Però....mi piacerebbe sentire anche il parere dei colleghi, soprattutto la loro esperienza

Modificato da - fralegia in data 08/11/2005 00:07:10
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paola
Georg


111 Messaggi

Inserito il - 08/11/2005 :  08:16:46  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Buongiorno Fralegia,

sono un'insegnante di scuola elementare, anche io dopo 10 anni trascorsi ad insegnare matematica, ho cambiato ed ora da 10 dieci anni insegno nell'area linguistica.

La discussione e che hai acceso è veramente interessante e anche a me interesserebbe ascoltare i pareri di altri colleghi.
Posso, per ora, brevemente dare un mio veloce contributo che, in seguito, vorrei approfondire.

La grammatica come l'ortografia, la sintassi hanno una loro struttura precisa con regole ben definite consolidate da uno studio teorico che trova le basi nella linguistica e che tiene anche presente l'evoluzione della lingua stessa nel corso del tempo.

Ma a noi insegnanti interessa la didattica, anche se è necessario conoscere le indicazioni teoriche.
Un fattore non trascurabile è l'età dei nostri allievi e qui per comprendere cosa e come insegnare o meno della grammatica, dell'ortografia,o della sintassi.... dobbiamo avere presente le fasi piagetiane che collocano i nostri allievi in determinati momenti in cui l'apprendimento va assolutamente collocato in un contesto operativo, concreto.

Partire da un testo e ricavare le regole grammaticali, come dici tu Cara Fralegia, è ottimo lavoro.
L'intervento dei ragazzi è utile e produttivo, ma forse in questo caso è un po' semplicistico
I loro consigli partono da considerazioni viziate da esperienze positive o negative che hanno vissuto. Sono ragazzi stupendi e creativi, se hai letto i vari lavori nel forum dei ragazzi te ne accorgerai.
Forse qui a loro non interessano le nostre disquisizioni su didattica applicata (che basa forse la sua essenza sulla linguistica applicata e sulla glottodidattica) e che servono a noi per capire come intervenire e per avere un luogo di confronto tra noi.
Almeno così io intendo l'opportunità offertaci dal fourm.

Come ti ripeto, appena possibile voglio approfondire questo argomento perchè è veramente stuzzicante.
Grazie

Paola

Modificato da - paola in data 08/11/2005 08:28:16
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admin
Forum Admin


846 Messaggi

Inserito il - 08/11/2005 :  15:17:00  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Va be', mi state tirando nella discussione per il naso...

Insegno anch'io alle Elementari, sempre e solo nell'ambito dei corsi di scrittura creativa (e qualche volta di filosofia), ma mi sembra di avere capito un fattore determinante per chi vuole "tramettere" un pensiero, una struttura, un pensiero compiuto:
o è interessante, oppure non arriva.

Credo che un insegnante delle Primarie percorra un filo sottilissimo, un po' come un funambolo sulla corda appesa sopra il Gran Canyon. Deve trasmettere, traspondere nel senso di portare da una sponda all'altro del fiume (qui mi aiuta l'etimologia dal tedesco!) un concetto senza essere noioso, ripetitivo, scontato.
Si tratta di un'interazione tra la classe e l'insegnante. Il libro più noioso può essere un metodo valido, a patto che si dica ai ragazzi: il libro è noioso, ma ci serve per partire da lì come esempio e poi andremo a fare noi gli esempi, inventandoli a mano a mano.
Così si mantiene vivo l'interesse, si stuzzica la voglia di inventare, che a sua volta crea interesse (laterale alla materia, ma estremamente utile) verso la materia. Creando interesse questa energia positiva si trasmette per capacità transitiva ai ragazzi.
Così l'esercizio può diventare "creativo", si possono fare frasi sulla tematica "strampalate" ma che fanno ridere, o che stuzzicano l'interesse anche di chi normalmente dorme nell'ultimo banco.
Non è che sia la soluzione di tutti i problemi, ma serve a mantenere sveglio l'interesse, e fa passare l'esercizio come qualcosa di positivo, dove si può inventare, non dove si subisce.
Ok, va bene, facciamo pure interventire i ragazzi, se hanno qualcosa da dire sul tema!
Georg
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paola
Georg


111 Messaggi

Inserito il - 08/11/2005 :  18:31:58  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Spero che la discussione possa ampliarsi ulteriormente, perchè tocca veramente molti aspetti cruciali del nostro lavoro.
Penso che nella scuola primaria si debba parlare di riflessione sulla lingua e non specificatamente di grammatica proprio perchè ai nostri alunni non è richiesto un'analisi specifica delle funzioni grammaticali, sintattiche proprie, forse, di un periodo successivo dove le capacità di astrazione e categorizzazione sono più sviluppate.
Quindi mi sembra opinabile definire come dato assoluto l'età di 8/9 anni, come periodo in cui possa essere interiorizzata, non ne avrebbero le capacità.
Alcuni apprendimenti si acquisiscono e si interiorizzano nel corso dello sviluppo individuale e il tipo di insegnamento ricevuto, che a volte, se mal indirizzato, può persino creare un blocco nell'apprendimento

Quando tu Frelegia scrivi:

"Eppure ci sono bambini che nonostante la moltitudine di esercizi proposti e le regole studiate e ragionate, non riescono a superare certe difficoltà, quindi mi chiedo dove si debba cercare la causa, è forse a livello cerebrale (una predisposizione genetica all'apprendimento o meno della grammatica) o è da ricercarsi in un'errata impostazione del processo di insegnamento /apprendimento?
Chissà se qualcuno è in grado di dare un risposta a questo quesito cruciale


cosa intendi per grammatica ?

Se si intende l'elencazione delle varie parti del discorso allora, posso pensare a quegli alunni con disturbi specifici dell'apprendimento DSA che hanno difficoltà nel memorizzare e a trattenere alcuni caratteristiche delle discipline, come la memorizzazione stessa delle tabelline, l'ordine temporale dell stagioni o dei giorni stessi della settimana, la classificazione bieca delle varie funzioni grammaticali.
In questo caso non serve assolutamente nulla la ripetizione della regola e tantomeno l'elencazione delle categorie, è un lavoro inutile,.
I bambini con questo disturbo (presente nella lingua come della matematica e ancor più nell'acquisizione della lingua straniera, soprattutto l'inglese) non hanno alcuna difficoltà nel capire.
E' necessario utilizzare strumenti compensativi che permettano loro di baipassare la "tecnica".

In altri casi forse è necessario aspettare che gli alunni della scuola primaria raggiungano la necessaria maturità per capire l'utilizzo delle funzioni grammaticali.

Sono convinta che, a noi insegnanti della scuola primaria sia richiesto un approfondito lavoro di riflessione che parte proprio dall'analisi del contesto e poi analizzare, ricercare, lavorare sul ragionamento
Si può partire partire da ciò che i bambini "portano a scuola" dai loro vissuti per potere lavorare sulla riflessione della lingua.
Quando si lavora, ad esempio, su una frase o su breve testo si possono isolare elementi grammaticali, arrivando ad estrapolare la regola e così, secondo me, si è gia operata una forma di esercitazione, oltre ad essersi aperta la via per potere affrontare innuverevole altre considerazioni che toccano vari ambiti disciplinari.
Se poi si riesce a lavorare in sinergia con la collega, secondo me realizza un clima ottimale di insegnamento/ appprendimeto.
La sistematicità di un tale stile di insegnameto dovrebbe riuscire a fugare ogni "crisi esistenziale".
E, secondo me il metodo più, produttivo che alla lunga, nella scuola primaria paga del lavoro fatto.
E non si può relegare il discorso alla grammatica ma lo si amplia anche alla struttura del testo e da qui si possono spiegare anche discpline come la filosofia, che i bambini riescono ad affrontare se proposti con la stessa metodologia dell'imparare divertendosi.
E, nella mia esperienza, ho potuto ottenere risultati apprezzabili in questo modo.

Ritengo che lavorando con questo approccio si arrivi svolgere una quantità di esercizi notevoli basati sull'abitudine al ragionamento e si arrivi anche conoscere anche la "grammatica" ed ad impararla.

Grazie per avere iniziato questa discussione che spero diventi sempre più interessante!

Paola
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fralegia
Piccoloscrittore appena arrivato


6 Messaggi

Inserito il - 13/11/2005 :  21:31:13  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Quello che avete scritto è molto interessante e rassicurante visto che rispecchia il mio metodo!

Uno dei miei obiettivi (anzi, credo sia comune a tutti) è quello di permettere ai miei alunni di andare alle medie senze lacune ortografiche....secondo voi è possibile? E se sì, come?

Dopo che abbiamo riflettuto sulla lingua e sull'ortografia cerco sempre di fornire ai mie bimbi "degli strumenti utili", che chiamo "trucchetti" che servono nell'immediato. Ad esempio, un bimbo che commette sempre l'errore con E Ed E' quando deve produrre o scrivere sotto dettatura, difficilmente riesce a ricordare e applicare la regola, allora ho insegnato di leggere la E' come "ERA" se la frase continua ad avere senso quella E vuole l'accento altrimenti no! Ho notato che questi "trucchetti" li aiutano a ridurre la quantità di "orrori" ...

Cosa ne pensate?
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paola
Georg


111 Messaggi

Inserito il - 21/11/2005 :  11:24:03  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Cara Fralegia,

il trucchetto che tu utilizzi mi ha ricordato la mia maestra.
Anche lei ce lo aveva proposto ed io, a mia volta, lo propongo.
E intuitivo, i bambini ci arrivano facilmente.

Uno dei miei obiettivi (anzi, credo sia comune a tutti) è quello di permettere ai miei alunni di andare alle medie senze lacune ortografiche....secondo voi è possibile? E se sì, come?


Sarebbe notevole riuscire a far raggiungere la correttezza ortografica già agli inizi delle medie, diciamo che ci proviamo.
Tuttavia, in prima media, il lavoro di analisi delle strutture morfosintattiche viene sistematizzato e consolidato.
I ragazzini se lo digeriscono nuovamente in modo piu teorico e specifico forti del fatto che entrano nel cosidetto periodo delle operazioni logico-formali (vedi Piaget, nostra guida) che permettono di compiere astrazioni...

Secondo me, nella scuola primaria ed in terza soprattutto, non bisogna concentrarsi sullo studio specifico della grammatica, dell'otrografia, ma spostare l'attenzione verso ciò che i bambini riescono ad elaborare praticamente e lavorare sul testo e sulla lettura!!!(molto dell'insegnante e loro)

Nel ciclo scorso, in terza, ho seguito il corso di scrittura creativa con l'autore G. Maag e abbiamo lavorato sul testo:
"Se all'improvviso la luna e le stelle".
Il corso mi ha permesso di lavorare
- sulla comprensione del testo;
- sulla riflessione delle strutture morfosintattiche;
- sulla lettura personale e collettiva;
- sul lavoro di gruppo(cooperative-learning).
Di lavoro ne è stato fatto veramente molto, ma ci siamo anche divertiti parecchio..
Il lavoro svolto durante questo corso è stato frutto di un'esperienza unica, abbiamo lavorato divertendoci e sviluppato il pensiero divergente.
(
Purtroppo, il corso è stato un po' compresso a causa di problemi burocratici, che non ci hanno certo fermati però, anzi!!).
Ho letto sul forum dei bambini che alcune terze stanno lavorando in questo modo, prova a dare uno sguardo, non insegni in una classe terza anche tu?
Ti offrirà, senza dubbio, degli spunti
.

L'unico strumento che utilizzo (poichè, sinceramente, non riesco più a lavorare con testi operativi e guide) è:
Dislessia
Strumenti compensativi
a cura dlell'Associazione Italiana Dislessia
libriliberi


E' un libretto agevole, propone schemi, mappe, formule, tavole, una serie di strumenti compensativi da ritagliare che aiutano tutti, proprio tutti non solo i dislessici.

Ti saluto e speriamo che altri possano partecipare a questa discussione.

Buon lavoro
Paola
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fralegia
Piccoloscrittore appena arrivato


6 Messaggi

Inserito il - 01/12/2005 :  11:24:38  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
cara Paola,
mi hai dato degli ottimi spunti, vedrò di procurarmi il libro.
In quanto al corso di scrittura creativa ho provato a proporlo ai colleghi ma l'hanno snobbato un po'....e senza soldi non si va da nessuna parte....

personalmente ho deciso di proporre ugualmente un percorso ai miei alunni seguendo sia questo forum che il libro "se all'improvviso la luna e le stelle.."
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paola
Georg


111 Messaggi

Inserito il - 01/12/2005 :  16:57:38  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Sono contenta di averti dato delle indicazioni utili.

Purtroppo alcune volte si snobba anche per scarsa conoscenza o presunzione di sapere, questo in generale, in tutti i campi.

Spero che vi divertiate a lavorare come è capitato a noi in terza.
Anche ora, che ho una classe prima, ho riletto una delle storie del libro intitolata Sibissibis.
Ai bimbi è piaciuto molto.
Tra le innumerevoli scoperte che hanno fatto, mi hanno sorpreso quando hanno trovato che Sibissibis è palindromo.
Da lì siamo partiti per fare innumerevoli giochi linguistici utilissimi in una classe prima, ma non solo.

Nel momento in cui ogni tuo alunno avrà la possibilità di sfogliare il libro avrà già fatto un pezzo di cammino.
Lo vedo con i miei piccoli alunni, quando hanno in mano un libro, di qualunque tipo sia.
Ne sono felici, lo toccano, lo sfogliano, lo annusano.
Ho capito che libro deve essere un "regalo", mai imposto, sempre desiderato altrimenti, si perde il desiderio di scoprire la lettura, se sono in prima, o il desiderio di scoprire le emozioni che un libro può trasmettere, quando sono più grandini.
L'ho capito col tempo, meglio tardi che mai

Ti auguro buon lavoro, ma soprattutto buon divertimento e mi auguro sempre che altri insegnanti possano partecipare a questa discussione che tu ha iniziato.

Ciao

Paola
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Tradotto Da: Vincenzo Daniele & Luciano Boccellino- www.targatona.it Distribuito Da: Massimo Farieri - www.superdeejay.net Powered By: Snitz Forums 2000 Version 3.4.03