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 Piccoliscrittori a scuola
 Scuola Element. BUOZZI- Brandizzo (TO) 2004
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Georg Maag
Georg


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Inserito il - 01/03/2004 :  18:12:01  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Qui dovete inserire tutti i commenti dei bambini sul corso, le loro critiche, le lodi, le reazioni, gli incipit e tutto quello che loro producono nell'ambito del corso di scrittura creativa. (Se andate a vedere alcune discussioni di altre scuole in questo forum, vedrete quante belle cose si possono pubblicare! Bambini, preparate le cerbottane!)
Spero di vedere presto i primi commenti e le testimonianze delle vostre idee.
Georg

Ins.classeV
piccolissimo scrittore


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Inserito il - 09/03/2004 :  17:01:46  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
citazione:
Messaggio inserito da Ins.classeV Bruno Buozzi
Alessandra e Stella


Ecco i vincitori degli incipit:

1° posto (32 preferenze)
Elena
“La piramide” Ismal Kadarè

Quando una mattina di fine autunno il nuovo faraone Cheope, asceso al trono da pochi mesi soltanto, lascio’ intendere che forse avrebbe rinunciato a farsi costruire una piramide,coloro che l’ascoltavano,l’astrologo di palazzo, a cui fra i ministri piu’ affezionato, il vecchio consigliere Userkaf e il grande sacerdote Hemiuno, che assolveva anche la funzione di capoarchietto dell’ Egitto, si rabbuiarono come avessero appena sentito una catastrofe.”

2° posto (25 preferenze)
Rubina
“La sirena nella piscina” Douglas Wallop

Frank Coleman incontrò Mona il 28 luglio, pochi minuti prima di mezzanotte.
Alle 11.30 di quella sera, Frank se ne stava seduto nel cortile sul retro, vicino alla nuova piscina, ragionando da ubriaco sulla sua vita, un’occupazione che lo impegnava abbastanza sovente, specialmente di notte.
Con addosso un paio di calzoncini da bagno umido, era sprofondato nella sedia a sdraio, con una bottiglia di scotch accanto al piede sinistro.

3° posto (14 preferenze)
Stefano
“Un passo per volta” Sandra Brown

Il telegiornale della sera non parlò d’altro.
L’incidente si era verificato sulle alpi italiane. Non si trattava di un picco maestoso, ma era bastato. Era sufficientemente alto e scosceso da conquistare perfino il rispetto degli alpinisti più esperti.

Adesso continuiamo a lavorare...............
A presto.
P.S. scusa per gli errori, ma abbiamo fatto tutto di corsa e ci è sfuggito qualcosa.


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admin
Forum Admin


846 Messaggi

Inserito il - 10/03/2004 :  07:44:56  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Carissimi,
chi si vede?!!! Siete vivi! Che bello ricevere un vostro segnale di vita sul sito.
Così avete scelto i vincitori tra i "gran ricercatori degli incipit". Bene, bravi. Avete scelto due brani abbastanza simili, il secondo ed il terzo arrivati, e sono classici incipit da romanzi d'azione, che invogliano a continuare a leggere.
Il primo arrivato, invece, apre una finestra su mondi antichi e lontani. Infatti, mi avete fatto venire in mente "Federica e la magia del'antico Egitto", e tutti i libri sulla storia di questo meraviglioso popolo che avevo dovuto leggere e studiare prima di scrivere il romanzo.
Sono curioso vedere come andrete avanti. Sicuramente sarà più facile continuare con il secondo ed il terzo, perché sono scrittiin una lingua piana e senza grosse pretese, mentre il primo arrivato ha uno stile "alto", e vi darà filo da torcere. Vedremo!
Non avete messo, però, la votazione. Vorrei tanto sapere come erano i voti (magari dite alla maestra di ritornare sul vostro commento - con "modifica messaggio" - e di aggiungere i voti, e magari anche di mettere gli "a capo" mancanti tra titolo, autore e incipit).
Poi mi piacerebbe avere anche il nome della maestra e di quale classe V siete, così capisco meglio.
Comunque complimenti per il lavoro svolto, e forzzzza per il seguito!
A presto,
Georg

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admin
Forum Admin


846 Messaggi

Inserito il - 10/03/2004 :  07:45:42  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
inserito nel forum delle maestre e spostato nel forum dei bambini dall'amministratore.



Le attività procedono con entusiasmo. I bambini hanno creato incipit divertenti, misteriosi, originali,... Mi domandavo: credi sia possibile creare le varie storie partendo dai loro incipit o dobbiamo farlo sui tre inizi scelti in biblioteca? Inserisco i tre incipit realizzati da loro che han riscosso maggior successo:

“Il libro magico”
Quando aprii il libro per fare i compiti notai che le pagine erano bianche, senza scritte. Preso dal panico lo dissi alla mamma che non mi credette.
Il giorno dopo,in classe, quando aprii il libro per far vedere i compiti alla maestra...
era tutto ricomparso! Incredibile! Ma tanto i compiti non li avevo fatti. Raccontai alla maestra quello che era successo,ma non mi credette e mi mise la nota sul diario.

(Elena)


Il mistero del tesoro scomparso
Quando ero sulla spiaggia mi chiesi dov’era il tesoro scomparso: eppure l’indicazione della mappa era più che giusta! Ormai sconvolto mi tirai i capelli per quel patto che avevo fatto: un gioiello per un tesoro che non esiste, un brutto affare!

(Paolo)


Un falso assassino
Quando vidi l’ uomo, che avevo sempre temuto, uscire dalla cantina con le mani sporche di rosso e con un sacco nero molto grande, pensai che avesse ucciso qualcuno, ma non era così… lo capii quando vidi una ruota spuntare dal sacco.

(Rubina)


Stella
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Georg Maag
Georg


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Inserito il - 10/03/2004 :  08:17:27  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Ciao a tutti!
Ho letto con grande interesse i tre incipit. Ma andiamo per gradi:

"Il libro magico!": Ottima idea, quella del libro dove le lettere scompaiono e ricompaiono. Mi è piaciuto soprattutto il fatto che nessuno degli adulti ci crede. Così il racconto diventa molto più "credibile", e noi facciamo il tifo per l'autore, desideriamo che riesca a dimostrare agli altri di non essersi inventato questa storia inspiegabile.

"Il mistero del tesoro scomparso": Anche questa è una bella idea, e mi piace molto come è scritto, tranne la prima frase, che zoppica un po': Quando ero sulla spiaggia mi chiesi dov’era il tesoro scomparso. Qui avrei lavorato di più sulla descrizione, tipo: "Quando alle prime luci dell'alba finalmente arrivai sulla spiaggia, cominciai subito a scavare nel punto segnato sulla cartina, ma non ci fu traccia del tesoro scomparso, per quanto mi diedi da fare scavando come un ossesso..." o qualcosa del genere.

"Un falso assassino": Qui la nostra autrice non ha lavorato abbstanza, anche se l'idea è molto bella. Avrei messo più cura e più sostanza nella frase, tipo: "Tutto d'un tratto, mentre stavo scendendo gli ultimi gradini delle scale per uscire di casa, quell'uomo terribile spalancò la porta della cantina. Feci un gran salto dallo spavento, nascondendomi dietro all'angolo dell'ascensore. L'uomo uscì dal portone di casa, e lo guardai allontanarsi a passi lenti: aveva le mani sporche di rosso, e portava un grande sacco nero sulle spalle..."
Ecco, qualcosa del genere. Bisogna creare la tensione con parole ben calibrate. Tu avevi messa una bellissima idea un po' buttata lì, senza impegnarti a fondo. Se ti è piaciuta la mia versione del tuo incipit, leggi di nuovo il tuo, e poi discuti con i compagni per scoprire come ho fatto a cambiare tutta la scena, e con quali trucchi. Dovreste riuscire abbastanza facilmente a capirlo.

Certo che è possibile creare le storie partendo dal loro incipit. Anzi, dovrebbero tutti, alla fine, aver scritto una storia partendo da un proprio incipit. Ma per domande di didattica, vi prego di scrivermi sul forum delle maestre, mentre sul forum dei bambini c'è spazio per tutte le loro pubblicazioni: incipit, domande, impressioni, dubbi. Così non devo spostare ogni pubblicazione nel forum giusto. Grazie!
Buon lavoro a tutti, e... buon divertimento!
Georg
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admin
Forum Admin


846 Messaggi

Inserito il - 11/03/2004 :  18:27:42  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
spostato dall'amministratore (con il sudore della fronte) da una discussione sbagliata nella discussione della Buozzi



Caro Georg Maag,
siamo la quarta A della scuola elementare "B. Buozzi"; volevamo comunicarle l'esito delle votazioni per il migliore "inizio", cercato in biblioteca.
Con punti 19 ha ottenuto il primo posto: "La dea bendata" di J. T. Lescroart, trovata da Marco Defilippi .
Il secondo posto, con punti 13, lo ha ottenuto Luca Merlo con "Bar sport" di Stefano Benni.
Il posto con punti 12 lo ha ottenuto Debora Navicella con "Essere senza destino" di Impre Kertesz.
Qui di seguito le alleghiamo i tre inizi:


1. John T. Lescroart
"La dea bendata"


Erano le otto e dieci di un insolitamente caldo e afoso lunedì sera, un paio di settimane prima della festa del 4 Luglio.
Michael Mullen un ragioniere bianco di trentanove anni con moglie e tre figli piccoli, si era appena fermato con la sua nuova Honda Prelude all' angolo tra la diciannovesima e la Dolores nel quartiere della Noe Valley, della periferia di San Francisco.

2. Stefano Benni
"Bar sport"


L' uomo primitivo non conosceva il bar.
Quando la mattina si alzava, nella sua caverna, egli avvertiva subito un forte desiderio di caffè.
Ma il caffè non era ancora stato inventato e l' uomo primitivo aggrottava la fronte, assumento la caratteristica espressione scimmiesca.

3. Impre Kertesz
"Essere senza destino"


Oggi non sono andato a scuola.
O meglio, ci sono andato, ma solo per farmi esonerare dal nostro professore. Gli ho portato la lettera di mio padre, in cui richiedere il mio esonero per "motivi familiari". Il professore ha chiesto quali fossero questi motivi familiari...



Procederemo nella stesura di racconti, partendo da questi punti.
Volevamo farle sapere che stiamo leggendo "Matilde"; il libro che lei ci ha consigliato.
Lo troviamo estremamente divertente e i personaggi qui presentati sono descritti in modo vivo ed efficace.
In particolare la signorina Spezzindue suscita in noi da un lato un certo timore, perchè odia i bambini ed ha un aspetto sgradevole, ma contemporaneamente risulta essere anche un personaggio grottesco, infelice e patetico.
Ci sentiremo presto per sottoporle i nostri racconti.

La quarta A
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Georg Maag
Georg


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Inserito il - 11/03/2004 :  18:39:03  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Cari ragazzi della IV A,
grazie per avermi mandato i vostri incipit vincitori.
Cosa ne penso? Facile:
Avete fatto un bel lavoro, direi. La "Dea bendata" ha, a quanto pare, stravinto. Si vede che a voi piacciono i gialli, o i libri di azione. Sono in effetti libri "facili", ma spesso anche belli e coinvolgenti. Qualcuno arriccerà il naso, sentendo parlare di gialli, ma ce ne sono alcuni di grandissima qualità.
Poi avete nel mezzo dei premiati anche Stafano Benni, uno dei primi autori che ho letto con piacere in italiano, e Bar Sport è sicuramente tra i suoi migliori.
Bravi, avete fatto un grande lavoro, e anche un bel lavoro. Un gran bel lavoro...
Che stiate leggendo anche Matilde mi fa piacere. In effetti è un bellissimo libro, senza età. Ho amato moltissimo l'inizio, quando parla male dei bambini (dell'ice-berg, della farfalle, ecc.), lo trovo veramente buffissimo!
Bene, tutto qui. Mi piacerebbe sapere se qualcuno di voi, ora che abbiamo lavorato sugli incipit e abbiamo giocato in biblioteca e in classe, abbia più voglia di leggere di prima? Sarebbe una bella inchiesta da fare in classe, con tanto di classifica: molto di più; un po' di più; uguale a prima; meno di prima; molto meno di prima...
Ma avete già abbastanza da fare così.
Un caro saluto,
Georg

Dite alla maestre di mettere gentilmente anche il suo nome, la prossima volta che mi scrive, e anche di mettere i vostri lavori in QUESTA discussione del forum dei bambini, non nel forum in generale. Come fare? Basta aprire questa discussione (se la state leggendo, vuol dire che è aperta), andare in basso, fino in fondo, e sotto all'ultima riga, già su fondo giallo, c'è "rispondi". Quello dovete cliccare!
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Ins.classeV
piccolissimo scrittore


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Inserito il - 16/03/2004 :  17:05:16  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Ciao sono Stella,il lavoro prosegue.T'invio le storie + carine che hanno realizzato individualmente partendo dai loro incipit (quelli che hai visto e commentato l'ultima volta).
P.S.Sicuramente troverai degli errori ortografici: non ho avuto tempo di correggere i testi ricopiati al PC.

Elena
IL LIBRO MAGICO

Quando aprii il libro per fare i compiti notai che le pagine erano bianche, senza scritte. Preso dal panico lo dissi alla mamma che non mi credette. Il giorno dopo, in classe, quando aprii il libro per far vedere i compiti alla maestra…. Era tutto ricomparso! Incredibile! Ma tanto i compiti non li avevo fatti.
Raccontai alla maestra quello che era successo, ma non mi credette e mi mise la nota sul diario.

Tornando a casa mi accorsi che il libro in cartella non c’era. Come, ero sicuro di averlo messo!
A casa notai che il libro era sulla mia scrivania , eppure stamattina lo avevo portato a scuola , anche se non avevo fatto i compiti.
Stufo di questa storia, decisi di raccontarla al mio migliore amico, che mi disse: <Vai a casa e riposati, che non mi sembri molto in forma >.
Decisi di scoprire cosa stava accadendo, così , una notte , rimasi sveglio a fissare il libro. Ad un certo punto il libro si alzò dalla scrivania, le pagine incominciarono a girarsi velocemente e … il libro mi parlò! Pensavo di sognare così andai in bagno a lavarmi
La faccia e capii che non era un sogno! Quel libro parlava !
< Ehi, ciao! > continuava a dirmi. Così anch’ io decisi di parlargli :
<Grazie, sei stato bravo a farmi prendere la nota sul diario e molte sculacciate dalla mamma ! >. < Oh, davvero, scusami, non volevo farlo! > mi rispose <Volevo vendicarmi per quando mi metti
in cartella a testa in giù e i miei poveri piedini in alto ! > < Scusa ,
in che anno siamo? > mi chiese. < Nel 2004 ! > gli risposi.
<Alla faccia, sono già passati 3000 anni ! > . < Come ? > gli chiesi;
<Non ti ho ancora detto che tanto tempo fa ‘ io ero un bambino come te ?! Poi una brutta strega mi trasformò in un libro ma mi diede la possibilità di parlare. > rispose.
< Però non era il caso di svegliarmi! Stavo sognando le Haway ! >
< Ah, ricordati di dire a quello, che tu chiami” migliore amico”,
che non sei pazzo! Ma guarda come si comporta la gente al giorno d’oggi! > mi disse .<Voglio farti tornare normale, come faccio? >
chiesi al libro. < Devi portarmi dove sono stato trasformato ! Davanti al ciliegio! >. < Ma di ciliegi in città ce ne sono tanti !> gli dissi.< Per me la soluzione è andarlo a cercare! > ribattè lui.
Così alle prime luci dell’ alba ci incamminammo verso la città per cercare il ciliegio.
<No , non è questo > ripetevaa il libro. Dopo quattro o cinque ore
passammo davanti alla casa del signor Dino Sauro : < E’ quello ! Sì, sì , è quello ! > urlò . < Non possiamo entrare lì dentro ! Sai, non dirlo a nessuno, ma ho l’impressione che il padrone di casa mangi i bambini ! > risposi tremante. <Ma io sono un libro , so solo di carta ! > ribattè . < Tu no ma io sì ! > dissi. < Sei un fifone ! Sei un fifone ! > disse il libro . < Non è vero, e te lo dimostro ! Entriamo>
Aprimmo il portone faticosamente che si chiuse dietro di me con un rumore metallico che mi fece venire un brivido sulla schiena.
Ci avviammo al ciliegio e notammo che ai suoi piedi c’ era una botola dalla quale partiva una lunga scala.
Al fondo della scala c’era il signor Dino Sauro. Mi guardò con diffidenza e mi chiese : <Cosa ci fai qui , marmocchio , con quel libro in mano ? > . < No , no, signore , la prego, non mi mangi, non mi uccida ! > gridai, < Echi ti ha detto che ti voglio mangiare? > mi chiese. < Vedi , te l’avevo detto che non mangiava i bambini > disse il libro.
< Ma tu parli ? > chiese il signor Dino Sauro , < Certo > rispose il libro e così gli raccontammo tutta la storia.
< Venite con me > disse il signore e ci portò in una stanza piena di
cianfrusaglie : cerchioni di bicicletta, sedie rotte e molte altre cose . Al fondo di questa stanza , su un grosso tavolo , c’era un computer collegato ad uno strano apparecchio , simile ad una lavastoviglie. < Questo è il mio computer costruito con delle cianfrusaglie > spiegò . < E quello che cos’è ? > chiesi , indicando con l’ indice quella specie di lavastoviglie . < Quello è il mio scanner > rispose lui. Prese il libro e lo mise nello scanner .
< Cosa fai, lasciami ! > gridava il libro magico.
Il signor Dino Sauro accese il computer , schiacciò un po’ di tasti e ……una luce mi obbligò a chiudere gli occhi. Quando li riaprii il libro non c’era più , al suo posto c’ era …… un bambino come me !
Così io e Luca ( cioè il libro ) diventammo amici per sempre ! .

Federica G.

UN FALSO ASSASSINO

Tutto d’un tratto, mentre stavo scendendo gli ultimi gradini delle scale per uscire di casa, quell’uomo terribile comparve all’improvviso: lo avevo sempre temuto, si raccontavano terribili storie sul suo conto.
Feci un gran salto dallo spavento, nascondendomi dietro all’ascensore. L’uomo uscì dal portone di casa, e lo guardai allontanarsi a passi lenti: aveva le mani sporche di rosso, e portava un grande sacco nero sulle spalle.

Non avrei mai pensato che l’uomo, che mi faceva rimanere sveglia notti intere quando ero piccola, abitasse nella casa a fianco alla mia. Tutte le volte che passavo davanti alla sua casa mi sembrava strana, mi sembrava avesse qualche cosa di misterioso o di pauroso: ora lo avevo capito, vi abitava Charlie il terribile pirata.
Per quanto riguarda il sacco nero e le mani sporche di rosso, temevo avesse ucciso qualcuno, ma non era così.
Avevo visto, con la coda dell’occhio che aveva depositato il sacco davanti alla casa di Polly Smith, una ragazza che frequentava il mio stesso liceo.
Mi avvicinai al sacco e, facendomi coraggio, lo aprii: all’interno c’era una lettera che diceva:
“Cara Polly,
non potevo venire a casa tua altrimenti avrebbero pensato male anche di te.
Dentro questo sacco ci sono cose che, prima o poi, potrebbero esserti utili: le ho trovate mentre dipingevo di rosso la mia stanza.
Charlie”
Da quel momento mi resi conto che Charlie non mi faceva più paura, anzi, avremmo potuto diventare grandi amici.

Gabriele
“ IL LIBRO MAGICO “

Quando aprii il libro per fare i compiti notai che le pagine erano bianche, senza scritte .
Preso dal panico lo dissi alla mamma che non mi credette . Il giorno dopo, in classe, quando aprii il libro per far vedere i compiti alla maestra … era tutto ricomparso! Incredibile!
Ma tanto i compiti non li avevo fatti. Raccontai tutto alla maestra quello che era successo, ma non mi credette e mi mise la nota sul diario.

Arrivato a casa cercai di capire cos’era successo ;incominciai subito a fare i compiti, avevo da fare il riassunto di pg. 14. Il brano parlava di un libro magico appartenuto alla principessa Clotilde.
La principessa era molto brava a scuola, ma non aveva voglia di fare i compiti perché quando arrivava a casa era molto stanca.
Chiese aiuto alla fata sua madrina che cercò fra le formule magiche di sua conoscenza, la più adatta.
La fata spiegò alla principessa che quando aveva voglia di fare i compiti poteva vedere le scritte del suo libro, mentre quando non aveva voglia, le scritte scomparivano.
Allora capii cos’era successo: quel giorno che non avevo visto le parole sul libro, era perché non avevo voglia di fare i compiti.





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Ins.classeV
piccolissimo scrittore


12 Messaggi

Inserito il - 16/03/2004 :  17:28:54  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Eccomi nuovamente! Ora t'invio una delle storie su Duvall che i ragazzi, in gruppo, hanno realizzato.
Stella

Federica G., Enri, Leo G., Claudia

Duvall

Era il 1985 quando Robert Douvall venne mandato, dagli studiosi americani, sul pianeta di Roccia Dura, per vedere se c’era vita.
Dalla partenza passarono 3 lunghi mesi stremanti. Ogni giorno l’astronauta consultava una speciale cartina che gli permetteva di localizzare i pianeti nello spazio.
Robert, senza rendersene conto, atterrò nel momento in cui avveniva un particolare fenomeno: nel punto dell’orbita chiamato Luceviva c’era un varco nell’atmosfera che permetteva alle astronavi di atterrare sul pianeta.
Quando Robert vi atterrò era ormai notte fonda, allora si fermò a dormire nell’astronave.
La mattina seguente uscì dall’astronave per esplorare il pianeta: non vide nient’altro che rocce.
Dopo qualche minuto di cammino, vide che qualcosa gli si stava avvicinava sempre più.
Robert si avvicinò per vedere meglio la strana creatura.
Il mostro aveva tre occhi grandi, una spaventosa bocca e tutto il resto del corpo era colossale; aveva anche la “R” moscia ed un accento francese.
Dopo un po’ di tempo Robert fece amicizia con il mostro. Quando per Robert giunse l’ora di ritornare a casa scoppiarono tutti e due a piangere, ma si promisero di rincontrarsi presto.
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Georg Maag
Georg


1479 Messaggi

Inserito il - 17/03/2004 :  09:24:44  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Cara Stella,
grazie per avermi mandato le tre storie. Per ora mi sono preso il tempo per leggere con attenzione la prima storia, quella di Elena, "Il Libro Magico".

Cara Elena, devo farti i complimenti. Sei una piccola-grande scrittrice. Hai saputo inventare una storia, partendo da un'idea magari non enorme (ci sono idee facili da sviluppare, altre di meno, ma ormai sai che non dipende da noi, ma da loro. Noi possiamo solo tentare di capirle bene per spiegarle e metterele in una forma carina).
Ecco, hai saputo sviluppare la tua storia molto, molto bene. In alcuni passaggi sei stata addirittura bravissima, perché hai trovato il numero giusto di parole, non troppo poche (allora ci sarebbe uno strappo nel racconto), non troppe (allora sarebbe un passaggio noioso). Ti faccio un esempio:
Quando vanna alla ricerca del ciliego, la tua storia è perfetta. Dovevi dirci che ci sono tantissimi ciliegi in città, e dnque hai giustamente descritto la ricerca dell'albero. Se non mettevi quelle frasi, il racconto non funzionava. Brava.
Un piccolo appunto te lo faccio, ma è piccolissimo: all'inizio, quando la mamma non ci crede, dovevi allungare di una o due frasi, tipo che la mamma non aveva tempo di andare in camera a vedere, o che quando portavi il libro dala mamma, era tornato normale. Così sarebbe più logico. Se mia figlia venisse da me a dirmi che un libro ha perso le lettere, io verrei in cameretta a vedere, anche se fossi in mezzo al lavoro più terribile.
Per il resto è molto bello. Brava! Complimenti!
A presto
Georg
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Georg Maag
Georg


1479 Messaggi

Inserito il - 17/03/2004 :  09:35:10  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Parlerò della storia di Federica G.: UN FALSO ASSASSINO

Cara Federica,
mi ha fatto piacere leggere la tua storia. Hai uno stile molto personale di raccontare (certe cose non si imparano; si hanno o non si hanno, è questione di fortuna...), le tue frasi scorrono bene.
Ma ovviamente nessuno nasce perfetto, e le storie devono essere elaborate, girata, rigirate, rimesse in piedi e qualche volta a testa in giu...
Ecco, la tua storia la metterei a testa in giu.
Cosa voglio dire?
Che parli di un terribile uomo, un pirata cattivo. Nella prima frase già lo incontriamo, ecco che arriva con le mani insanguinate!
Ma con questa forma non ci hai preparato ad avere paura del pirata. Non lo consciamo ancora abbastanza da temerlo.
Come potevi fare: Inizi il racconto con un capoverso ben studiato sul pirata. Ci parli di lui, della paura che fa, delle cose che si raccontano sul suo conto, che le mamme tirano via i bambini della strada quando lui si avvicina, che si sono sentiti terribile cose su quello che fa ai bambini, o che mangia gatti vivi, o qualcosa che ti devi inventare tu.
Poi, un secondo capoverso, dove ci introduci a te, alla persona che parla in prima persona nel racconto. Quelo che puoi fare e dipingerti come persona che ha facilmente paura, ch non osa guardare sotto al proprio letto, ecc. Insomma, dovresti creare i due personaggi molto diversi, uno dall'altro, così crei tensione.
Poi, ora, nel terzo capoverso, ci sarà finalmente l'incontro dei due! Ora sì che sappiamo tutto del pirata, e abbiamo una fifa nera di lui, e capiamo la tua paura, e ti stimiamo quando oserai guardare dentro al sacco!
Chiaro?
Il resto del racconto va benissimo. Brava! Complimenti!

Dite però alla maestra che non deve pubblicare i vostri racconti finali. Questi raconti qui, spero, vi servono per imparare, per crescere come piccoli scrittori, per farvi la mano, per così dire. I veri racconti dovranno essere segreti fino alla data delle votazioni, quando andranno in un'altra classe dove i bambini voteranno i migliori.
Chiaro? Però rimane il fatto che i primi due racconti mi sono proprio piaciuti, sul serio!
Ciao a tutti, e appena ho tempo, vi riscrivo
Georg
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Georg Maag
Georg


1479 Messaggi

Inserito il - 17/03/2004 :  09:42:43  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Commento sulla storia di Gabriele: “IL LIBRO MAGICO
(ragazzi, ho FINALMENTE capito che mi state mandando storie di allenamento, partendo da pochi inizi scelti. Scusatemi, non avevo letto tutti i racconti, e andavo per ordine. )

Dunque, partendo dallo stesso inizio del primo racconto, anche questo mi piace moltissimo. Qui Gabriele ci porta in un mondo completamente diverso da quello di Elena (vedete quante scelte ci sono per scrivere una storia!!!). Ci rapisce con una storia un po' speciale, che funziona per similitudine (un trucco che qualche scrittore usa, ogni tanto), e che funziona anche abbastanza bene.
Avrei solo messo un po' più di voglia e di parole. Non molto, giusto quel poco per darci maggiore piacere nel leggere la storia. Noi lettori siamo cannibali delle parole: le vogliamo come piaciono a noi, nel giusto peso, non troppo, non troppo poco.
Comunque complimenti per l'idea, niente male!
Ciao
Georg
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Ins.classeV
piccolissimo scrittore


12 Messaggi

Inserito il - 18/03/2004 :  17:07:17  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Caro Georg Maag,
siamo i bambini della 3^ B della Scuola Elementare “Bruno Buozzi” di Brandizzo.
Le inviamo l’esito della votazione degli incipit scelti durante l’attività svolta nella biblioteca civica.
1° classificato (medaglia d’oro): ALESSANDRO F.
2° classificato (medaglia d’argento): RICCARDO P.
3° classificato (medaglia di bronzo): BOGDAN DANIEL.
La maestra Cornelia ha assegnato ai vincitori le medaglie che noi abbiamo incollato sul quadernone che utilizziamo regolarmente per raccogliere i testi e le osservazioni che emergono quando cerchiamo di mettere in pratica i suggerimenti contenuti nel suo libro.
Desideriamo mostrarle i nostri lavori il 29 marzo in occasione della sua prossima visita.
Cogliamo l’occasione per trascrivere la continuazione di alcune storie e alcuni inizi inventati da noi bambini.
Ci scusiamo per l’imperdonabile ritardo dovuto ad una errata navigazione causata da una non buona conoscenza del “vento maestrale”.
Con affetto e simpatia le porgiamo distinti saluti.
Maestre Carmela, Cornelia, Lidia e i bambini della 3^ B.



LA VOLPE ROSSA
Anthony Hide
Arnoldo Mondadori.
Incipit
Dovevo imparare che tutti i veri segreti sono sepolti e che soltanto i fantasmi dicono la verità.
Era quindi appropriato che per me tutto fosse cominciato in un cimitero, tra misteri, reminiscenze e menzogne.
(Continuazione) Autrice: Giulia
Ero proprio davanti alla tomba di mia mamma e di mio papà quando mi ricordai della mia infanzia passata con loro.
Il frate che mi aveva accompagnato nel cimitero mi disse che mia madre e mio padre erano delle brave persone, peccato che se ne fossero andati, però era certo che mi volessero tanto bene. Io risposi che lo sapevo.
Ritornai a casa, accesi un fuoco nel camino che mi scaldava dolcemente, intanto, pensavo come potessero essere morti i miei genitori, beh…, nessuna idea naturalmente, però di una cosa ero certo, prima o poi sarei venuto a capo di questo mistero.


IL GATTO IN MARE
Richard Adams
Incipit
Lasciala stare, sai , Richard! Non toccarla…sennò lo dico alla tua mamma, che ti sgrida. Su da bravo, vieni via di lì. E’ una medusa, quella. Non toccarla, altrimenti ti punge! E dopo senti!
(Continuazione) Autore: Alessandro F.
Attento! Attento! Perché non mi ascolti …ecco hai visto ti ha punto? Adesso dobbiamo andare dal veterinario!
Perché non entri? Non avrai mica paura! Il dottore ti vuole solo curare!
Hai visto che il dottore non ti fa male? Tra poco ti sarà passato il dolore e potremo di nuovo andare a giocare in riva al mare.
Com’è bello correre sul bagnasciuga; attento però che lì c’è un’altra medusa! Ah, vedo che hai imparato la lezione!

A MILLE MIGLIA DA KENSINGTON
Muriel Spark
Adelphi edizioni
Incipit
Durante la giornata il rumore era così forte che di notte, a letto, me ne stavo ad ascoltare il silenzio e poi mi addormentavo contenta, paga di quella quiete. Finchè rimanevo sveglia, però, mi godevo l’oscurità, i pensieri, i ricordi e i castelli in aria. Lo sentivo, il silenzio. E’ stato allora, al principio degli anni cinquanta,che mi sono abituata all’insonnia.
(Continuazione) Autore: Bogdan Daniel
Fra tre mesi compirò cinquantuno anni e questa età mi ha aiutato a convivere con la mia malattia.
L’insonnia mi ha permesso di dedicare del tempo a scrivere il romanzo della mia vita, una vita trascorsa in solitudine nella mia casa di campagna con gli animali da accudire.


NASO DI CANE
Attilio Veraldi
Arnoldo Mondadori
Incipit
Si chiamava Wienerwald addirittura sghemba e verde contornata di rosso,la scritta era imponente; illuminava da sola tutto lo slargo.
(Continuazione) Autore: Riccardo P.
Dentro il posto era invece uno schifo. Quando entrò nell’hotel, sul divano sotto le coperte spuntò il naso di Dick che stava ad aspettarlo. Mentre si rotolava sulle coperte, ad un tratto sentì bussare alla porta. Il cane era terrorizzato e si infilò sotto il letto. Egli aprì la porta, per fortuna era il cameriere. Da mangiare c’era pollo con polenta. Quando il cane sentì il profumo del cibo servito sul vassoio, in un attimo divorò tutto il pollo e la polenta perché il suo padrone aveva rinunciato al pasto. Pensarono di uscire a fare una passeggiata e fu in un vicolo buio e solitario che incontrarono Lussie. Era una cagnolina di pochi mesi di vita.


INIZIO DI STORIE INVENTATE DA NOI BAMBINI DELLA CLASSE 3^B.
Quando il sole tramontò, io vidi un cielo rosa con le nuvole sfumate di arancione che ricamavano nella volta celeste animali fantastici. Mi vennero in mente le letture sulla mitologia greca che mi avevano accompagnato durante l’infanzia.(Riccardo P.)

Quando arrivò la notte nel cimitero dei bambini si alzò un grande vento. Una donna tremante e piena di paura non sapeva dove andare. (Maurizio R.)

Quando mi girai vidi uno strano animale dal muso allungato ricoperto da una folta pelliccia che girovagava nel giardino di casa mia. Stava lì immobile, forse spaventato come me. Osservandolo con attenzione notai un collare su cui c’era scritto “Mister Freddi”. Allora lo chiamai e… (Andrea S.)

Quando sembrava che la primavera fosse alle porte, l’inverno ci fece ancora uno scherzo. Per più di due giorni, il cielo ci coprì di migliaia di fiocchi di neve, senza un attimo di sosta. (Riccardo M.)

Quando mio fratello mi chiamò disse che in camera sua c’erano degli strani rumori. Sentii degli scricchiolii e pensai al peggio. (Francesca)

Quando il mio amico Robert mi fece conoscere Camilla, io ero molto felice. Aveva poco più di quattro mesi, i suoi occhi brillavano di un azzurro intenso e la sua vivacità ci rallegrava. Emanava simpatia e dolcezza e il suo miagolìo delicato riempiva le nostre giornate. (Daniela)

Quando scesi dal pullman mi guardai intorno, ma siccome ero distratta andai a sbattere contro uno strano muro che non avevo mai visto prima. Mi voltai per chiedere spiegazioni ai passeggeri che erano con me, ma mi trovai completamente sola. Provai a fare qualche passo per raggiungere la mia abitazione e quel fastidioso muro era sempre dietro di me. (Ilaria)

Quando mia mamma mi comprò il “Canta tu” io ero molto felice: così, dopo averlo collegato al televisore, presi in mano il microfono per incominciare a cantare, ma questo impazzì, sollevandosi in aria come se fosse un serpente che danza seguendo il ritmo della musica indiana che fuoriusciva dalla cassa acustica. (Roxana)

Quando il topolino con la coda tremolante e i baffi che si muovevano seguendo il ritmo dei suoi denti, uscì dalla tana, vide un enorme gatto con il pelo arruffato che, con aria minacciosa, lo costrinse a rifugiarsi in un angolo. Il topo aveva il cuore che batteva forte e si sentiva in trappola. L’esercito di Topolandia stava marciando a suon di tamburo. Nell’aria echeggiava il suono dei passi e una sottile speranza…(Stefano)

Quando stavo salendo gli scalini, sentii un tremendo frastuono che proveniva dalla mia cameretta. (Alessandro F.)

Quando Aleksandar chiese alla maestra di andare in bagno, i suoi compagni decisero di fargli uno scherzo: andarono di corsa, senza far rumore, in palestra. Ritornato in classe, rimase sbalordito. L’aula era completamente vuota, erano rimasti solo i banchi colmi di matite colorate sparse dappertutto e i quaderni aperti con i fogli stropicciati. Sulle pareti facevano mostra i cartelloni e le cartine geografiche. Un rumore metallico catturò la sua attenzione: il piano della lavagna oscillava senza che nessuno lo stesse muovendo. Il volto di Aleksandar divenne paonazzo per la paura. (Bogdan Daniel)

Quando mi trovai davanti all’uomo che avevo inseguito per tanto tempo,capii che era proprio lui quello della fotografia. (Alberto)


Quando il ladro rubò il diamante, durante la fuga, gli scivolò dalle mani e............(Aleksandar)


Quando portammo la nostra gatta Camilla a fare una passeggiata, le mettemmo il guinzaglio perchè avevamo paura di perderla; lei, non essendo abituata non voleva camminare e ci fece fare un sacco di risate. (Melissa)


Quando andai da mio nonno, trovai un mazzo di carte nascosto nel suo comodino e incominciai a giocare, ma qualcosa di strano colpì la mia attenzione: ogni volta che giravo le carte, i segni cambiavano colore, forma e posizione. (Alessandro M.)


Quando il sole calò e giunse la notte, io sentii dei rumori avvicinarsi lentamente nel giardino della villa in cui soggiornavo.
Le fronde delle piante oscillavano sospinte da un vento leggero e lo zampillo delle fontane tintinnava.
Le statue dalle forme più svariate, che ornavano le stradine ghiaiose sembravano che parlassero; i loro volti sembravano assumere espressioni diverse e mi incitavano a trovare rifugio nella villa, ma..............(Simone)


Quando stavo giocando a pallone mi accorsi che una strana luce stava provenendo dal cielo.(Carlo Alberto)

Quando Stefano riuscì, finalmente, a trovare le caramelle che gli aveva comprato sua mamma trovò nell’involucro un biglietto con su scritto “Sei in ritardo”. (Sharon)

Quando finalmente riuscimmo a trovare il tesoro con l’occhio di smeraldo, scoprimmo che era sorvegliato da un serpente marino che era pronto a mangiare chiunque avesse tentato di avvicinarsi...(Giulia)

Quando una mattina di primavera Paolino si alzò dal letto, si guardò intorno stupito, perché si era accorto che non era la sua stanza. Si vestì in tutta fretta, scese le scale per capire dove si trovava; sbarrò gli occhi nel vedere che si trovava a casa di Lorenzo, un bambino che frequentava la sua stessa classe, la terza B.
Paolino si sentì fortemente a disagio nel guardarsi, perché non aveva mai considerato Lorenzo come un amico e un compagno di classe, ma un bambino da schernire e mettere sempre a disagio.
Quella mattina Lorenza considerò Paolino un amico con cui giocare e poter andare a scuola insieme. Cosa stava succedendo?
Era il forte desiderio di Lorenzo di sentirsi considerato e trattato come un bambino normale.(Veronica)

Quando Marrone andò in biblioteca, convinto di poter prelevare il dizionario di Francese sugli scaffali non trovò nessun libro. Subito si spaventò e corse immediatamente in classe urlando:
“Sono scomparsi tutti i nostri libri”. Ci precipitammo nell’aula e ogni cosa era al suo posto. Tutti guardammo Alessandro con stupore e ….(Denise)




Caro Georg Maag,
siamo i bambini della 3^ A della Scuola Elementare “Bruno Buozzi” di Brandito.
Volevamo informarla del lavoro che abbiamo realizzato per concretizzare che cosa intendiamo noi per “IDEA”.Ci impegneremo a comunicare in seguito alcune delle nostre osservazioni.
Nel frattempo le inviamo la classifica dei TRE GRANDI RICERCATORI UFFICIALI delle prime tre frasi con un pari merito.
1° classificato: Federica
Autore: Luigi Cantucci
Titolo: “Il cuore dell’inverno”
Ho sempre contato largamente sul mio angelo custode. Mio Dio, che cosa sarebbe stata la mia vita senza di Lui!Ben presto avrei perduto la fede, il buon umore e pertanto il potere d’incantare le donne.
2° classificato: Giulia
Autore: Paolo Volpini
Titolo: “Il pianeta irritabile”
Piove a dirotto da sempre, senza interruzioni né rallentamenti. Nemmeno se una collina frana o se una foresta entra nell’acqua che sale in fondo, qualche cosa muta dentro la pioggia.
Solo i giorni e le stagioni girano toccando la luce; e questo è l’unico segno che il tempo ancora esiste.

2° classificato: Marco
Autore: Antonio Campobasso
Titolo: “Nero di Puglia”
Era una monaca barbuta, piena di denti cavallini, bassa e tozza, forse una contadina strappata dalle sue campagne. Voce stridente, occhipungitopo che lenti spesse un dito facevano svanire in una luce gelata, dominava questa classe dell’orfanotrofio di Giovinazzo.

3° classificato: Andrea
Autore: Virginia Galante Garrone
Titolo: “Se mai torni”
Mi affaccio sul passato: e sento lo stesso smarrimento di quando guardo la stellata volta del cielo.
E’ come vedere tutto, in un solo battito di ciglia e di cuore.
La luce delle stelle viaggia da millenni per venire a noi quando anche le stelle sono già spente; così i volti, le voci, i sorrisi, le lacrime della mia gente perduta sono stati risucchiati nel gorgo delle cose che non sono più: e pure illusoriamente, sono ancora qui.

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Inserito il - 23/03/2004 :  17:43:18  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
inserito nel forum dei bambini, ma non nella discussione della Buozzi, e dunque spostato col sudore della fronte nella discussione giusta dall'amministratore



Caro Georg,
siamo i ragazzi di 4^A della “B. Buozzi”, come avrà notato ci siamo confusi, ma l’importante è rimediare!
Abbiamo ricevuto la sua risposta e dobbiamo dirle che il nostro desiderio di leggere è cresciuto molto.
Siamo noi stessi, a chiedere alla maestra Marina, di leggere e di farci leggere “Matilde”.
Adoriamo questo personaggio e pensiamo di fare anche un cartellone con i disegni dei personaggi del libro; tutto ciò al termine della lettura.
Poiché stiamo facendo un lavoro piuttosto impegnativo sul modo di descrivere le persone, la lettura di “Matilde” ci serve molto, perché qui, i personaggi sono presentati in maniera veramente efficace.
Qui di seguito le proponiamo i tre racconti vincenti, quelli partiti appunto dagl’ incipit vincitori.
I bambini che hanno ottenuto più voti sono stati nell’ordine: Debora Navicella, Marco Defilippi, Marco Bello.
Continuiamo anche consultare il suo libro e presto proporremo altri racconti parlando del “se”.

1° Racconto: “Bar sport” di Debora Navicella

L’uomo primitivo non conosceva il bar.
Quando la mattina si alzava, nella sua caverna, egli avvertiva subito un forte desiderio di caffè.
Ma il caffè non era ancora stato inventato e l’uomo primitivo aggrottava la fronte, assumendo la caratteristica espressione scimmiesca.
Ma questo suo desiderio era talmente forte che il nostro eroe, volle capire cos’ era questa cosa, di cui sentiva il forte bisogno, ma che ancora non aveva scoperto.
Quante domande nella sua testa!!
Domande perfette per il Primity Holms, il primo inventore con clava, lente di pietra e ossa di dinosauro per ritrovare la strada della sua caverna, visto che per pranzo Madama Holms faceva bistecche di brontosauro. E cerca, che ti ricerca e, lascia un osso dopo l’ altro, alla fine sbattè contro una pianta con degli strani frutti pelosi. Annusandoli con il suo fiuto scimmiesco, disse a Canwatson suo fido aiutante: “L’ aroma c’è, questo è il caffè”.
Rimaneva comunque a Primity Holms un grave dilemma: “E mò, come lo cucina ?” Canwatson allora pensò : “Questo più che Primity Holms mi sembra Primity Tort”. “Nessun problema, però” disse a Holms “lo so io!”. Allora prese del fuoco, una ciotola di pietra, a cui dentro mise i chicchi della pianta, dopo averli pestati col mortaio, riempì la ciotola d’ acqua, e mentre bolliva, Canwtason disse: “Questo è il momento giusto”. Primity Holms, guardando quella strana poltiglia dall’ odore però stuzzicante: “Se c è molta più crema che gusto, questo è proprio il momento giusto!”. Dopo questa scoperta i nostri amici aprirono il “Primitivo Bar Sport” per tutti gli amanti del caffè.

2° Racconto: “Tra gli alieni” di Marco Defilippi


Oggi non sono andato a scuola o meglio ci sono andato, ma solo per farmi esonerare dal nostro professore, gli ho portato la lettera di mio padre in cui richiedeva il mio esonero per motivi famigliari, il professore mi ha chiesto quali fossero.
Gli diedi la lettera ed egli la lesse, sembrava scritta su un giornale vecchio pieno di polvere, era una lettera di aiuto c’ erano scritte queste parole: “Sono papà, questa notte un disco volante, così sembra, ha scoperchiato la casa e mi hanno rapito, adesso mi stanno facendo degli esperimenti insieme ad altre persone”. Per il professor Robert.
Il professore stupito chiese dove l’avesse trovato. Lui rispose che era appena tornato da casa di un suo amico e che aveva passato lì la notte. Quando trovai il messaggio per terra, c’era un altro foglio con scritto 2-29. Appena le lezioni furono finite, scoprì che era un indizio, una specie di indovinello, poi mi ricordai che il numero della mia casa era 29 e coincideva. Però non riusciva a capire che cosa c’entrasse il 2. Poi vidi una con scritta : “DUE ISOLATI DA QUI MAGAZZINI”, riuscì a capire che anche il 2 coincideva. Allora mi misi a correre, dopo pochi minuti arrivai e vidi un immensa astronave stracolma di tesserini verdi non più grandi di una noce. Essi si adunarono nei magazzini abbandonati lasciando incustodita l’astronave. Io facendo attenzione entrai, vidi subito mio padre legato e lo slegai, insieme a tutti gli altri.
Usciti dall’astronave chiudemmo a chiave le porte del magazzino e piazzammo delle bombe sul tetto. Ci nascondemmo dietro una pietra e li facemmo esplodere, il tetto crollò gli alieni morirono e mio padre tornò a casa.

3° Racconto : “Un padre pacifista” di Marco Bello

Oggi non sono andato a scuola o meglio ci sono andato, ma solo per farmi esonerare dal nostro professore, gli ho portato la lettera di mio padre in cui richiedeva il mio esonero per motivi famigliari, il professore mi ha chiesto quali fossero.
Così ho chiesto al direttore di poter organizzare un incontro con i compagni e gli insegnanti nella palestra scolastica dove ho raccontato cosa mi stava accadendo. Io avevo il cuore diviso in due, un po’ spaventato e un po’ felice, ma mi sono armato di orgoglio e ho provato a riassumere il perché della richiesta di esonero. Mio padre, un fiero pacifista, ha chiesto e ottenuto di entrare a far parte delle Forze di Pace Mondiali con sede a Gerusalemme, in Israele. Lì dovrà occuparsi di fare da mediatore tra i governi dei più grandi Stati e i paesi ancora devastati da guerre, malattie e fame. Sarà un enorme e attivo impegno nei luoghi più diversi dei continenti, per almeno dieci anni. Così ha deciso di far trasferire l’intero nucleo famigliare. Per i primi tre anni si andrà in Africa orientale con sede in Asmara in Eritrea, per occuparsi di dare ad ogni famiglia povera, cibo e medicinali. Contemporaneamente si muoverà per bloccare definitivamente la produzione e vendita di armi, droghe e la distruzione di quelle in circolazione. Si uniranno a questo immenso progetto anche i capi di tutte le religioni e noi tutti abitanti del pianeta saremo coinvolti per contribuire in ogni modo al suo realizzo. Io anche se lascerò con dispiacere casa, amici e parenti, ho tanta fede in Dio e negli uomini come mio padre che si muovono per l’unità mondiale. Anche se con occhi di bambino desidero vedere presto un futuro migliore.
Ho terminato la spiegazione gridato con tutta la mia voce: “amiamoci e uniamoci”. Dopo un attimo di silenzio ho sentito intorno a me solo applausi e abbracci.
Ora sono più sereno e contento e convinto dico: “Sì, il mondo può cambiare, vivremo tutti meglio e ci sarà per sempre solo PACE”.

Un saluto dalla 4^A
e dalla maestra Marina
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Georg Maag
Georg


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Inserito il - 23/03/2004 :  18:56:51  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Cari ragazzi della III B,
grazie mille per avermi mandato i vostri "lavori". Mi sono molto piaciuti. Alcuni sono veramente bellissimi!
Vorrei solo dirvi due o tre "dritte" da vero autore (e so che non ve la prenderete per questo) su qualche passaggio da migliorare. Ok?
Bene, pronti, via:
LA VOLPE ROSSA
Ero proprio davanti alla tomba di mia mamma e di mio papà quando mi ricordai della mia infanzia passata con loro.
Il frate che mi aveva accompagnato nel cimitero mi disse che mia madre e mio padre erano delle brave persone, peccato che se ne fossero andati, però era certo che mi volessero tanto bene. Io risposi che lo sapevo.

Tutto bene. Non mi piace il "proprio" ed il "quando". Ovvio che in quella situazione si pensi ai genitori, e altrettanto ovvio che ti tornino i ricordi. Dunque, proviamo: "Come accadeva ogni volta che ci tornavo, davanti alla tomba (...) i ricordi della mia infanzia mi avvolgevano/popolavano la mia mente/ecc."
Il discorso tra il frate e te zoppica un po'. Magari fagli dire le sue frasi dopo qualche minuto di silenzio, e non fargli dire le cose troppo ovvie. O, se proprio voi fargli dire che fosse certo che ti volessero bene, aggiungi "Magari Le dirò una cosa che sa già, ma i Suoi genitori..." Ma credimi, sono finezze, niente di veramente fuori luogo.

IL GATTO IN MARE
Strana continuazione, Alessandro F. Inizialmente non mi piaceva, perché manca di ogni "commento esterno" alla storia. Non ci dici "una volta corsi dal medico" (non veterinario, o si tratta di un animale? Se si trattasse di un animale, tipo cane, non diresti mai: "altrimenti lo dico alla mamma!") e poi continui nel discorso diretto, oppure "tornati in spiaggia" e poi continui. Lasci tutto senza spiegazione. E' un discorso diretto unico, ma poi ne nasce persino qualcosa di tuo personale, una certa attrazione nel lettore per il tuo modo veramente personale di raccontare una storia senza commenti e senza aiuti al lettore. Dunque ammetto che mi hai insegnato una lezione. Come "piccoloscrittore" ti dirò di non esagerare con questa tecnica, non credo che reggerebbe per molte pagine, ma per la continuazione hai fatto benisimo!

A MILLE MIGLIA DI KENSINGTON
E bravissimo Daniel Bogdan! Hai scritto poco, pochissimo, ma hai azzeccato perfettamente lo stile e l'aria un po' sognatore e vagamente triste della storia, e l'hai usata a tuo favore. Bravo!

NASO DI CANE
Bravo Riccardo, hai avuto ottime idee, e quasi sempre funzionano. Starai attento, per esempio con i nomi e i pronomi personali. Nella storia c'è un cane e un ragazzo/uomo. Tutti e due sono "lui" o "egli", e se non stai attento, il lettore si confonde tra i due. Piuttosto che rischiare ripeti il nome, ok? Altrimenti carina, la tua storia, in linea con l'incipit pazzesco. (Domanda: nell'incipit non c'era qualche virgola o qualche punto che vi siete "mangiati" nella trascrizione? Così, in ogni caso, ho l'idea che manchi qualcosa...) Ancora un trucco: Scrivi "Egli aprì la porta, per fortuna era il cameriere." Fai un bel punto, invece della virgola. Chiedi alla maestra la differenza tra i due. Ma è abbstanza intuitivo, il problema. Il punto chiude totalmente, la virgola lascia aperta una porta alla frase, che rimane collegata. Dunque sopra avrei assolutamente fatto due frasi staccate. Che dici?

Gli inizi delle storie
Sono quasi tutti molto molto belli. Solo in qualcuna si nota qualche debolezza (facilmente da togliere, tra l'altro). Volete un esempio? Ecco: "Quando mi girai vidi uno strano animale dal muso allungato ricoperto da una folta pelliccia che girovagava nel giardino di casa mia. Stava lì immobile, forse spaventato come me. Osservandolo con attenzione notai un collare su cui c’era scritto “Mister Freddi”. Allora lo chiamai e..."
Come fai ad osservare l'animale da lontano E leggere quello che c'è scritto sul collare? Dovresti avere gli occhi di superman! Dunque metti una frase in più, per spiegare come tu ti avvicini all'animale, o fai arrivare l'animale da te. Ok? Il resto è perfetto.
Ma sono solo finezze.
Nell'inizio di Ilaria c'è qualche problema: "Provai a fare qualche passo per raggiungere la mia abitazione e quel fastidioso muro era sempre dietro di me". Allora il muro cammina?! Si muove? Se fosse così, sarebbe pazzesco, e dovresti "sprecare" almeno due o tre frasi su questo stranissimo fenomeno! Non puoi cavartela con una sola frase, senza stupore, senza paura. Chiaro?
Qualcuno, come Aleksandar, potrebbe avere grossi guai a trovare un seguito al proprio inizio. Se dovesse succedere, non perdetevi d'animo. Cambiate semplicemente incipit! Sì, proprio così!
Ma non è poi così terribile, vero? Ormai sapete come cavare le idee dai buchi.
Bene, ragazzi, mi sono divertito un mondo con i vostri lavori. Grazie mille. Se volete "provare" se l'incipit "regge", fate delle prove, leggendoli ad alta voce in classe e discutetene. Magari lavorando assieme vi vengono idee su come migliorare, o vi renderete conto che bisognerà cambiare, tagliare, allungare. Non fa male a nessuno, sapete!
Oggi ho letto una pagina in Inglese di Hemingway, sulla sua vita a Parigi negli anni 20. Diceva che scrivesse mai più di un paragrafo al giorno, e scriveva paragrafi brevi e lavorava tante ore, di norma nei bar o nei caffé. E se lo dice Hemingway, può andare bene anche a voi.
Un abbraccio
georg

Modificato da - Georg Maag in data 23/03/2004 18:58:53
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Georg Maag
Georg


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Inserito il - 24/03/2004 :  17:02:15  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Cari ragazzi della IV A,
grazie mille per la lunga lettera che mi avete scritto. Mi ha fatto sapere come vanno le cose, cosa combinate e - cosa importantissima! - che vi divertiate! Senza divertimento, la vita sarebbe triste. Tutto sarebbe triste, persino un croissant caldo con la marmellata preferita portata al nostro letto al mattino non riuscirebbe a piacerci come un pezzo di pane mangiato con gusto in compagnia di un buon amico, tra una risata e l'altra!
Sono anche contento che stiate leggendo Matilde. Lo so, è un grande libro, scritto perfettamente, gustoso in ogni pagina, e avete ragione se lodate la sua caratterizzazione: perfetta. Io adoro l'inizio, quando vorrebbe dire le cose brutte dei bambini ai rispettivi genitori e come lo fa. Lo trovo semplicemente fantastico.
Ma veniamo al sodo (basta che non sia un uovo!):
Grande, la storia del Bar Sport. Bravi. Bravissimi! Mi sono divertito un mondo leggere, anche perché avete un bel senso dell'umorismo, sapete prendere in giro senza troppo ferire e senza troppo spiegare. Questo rende prezioso l'umorismo. Non c'è niente di così triste che un racconto umoristico scritto male, e voi avete evitato questa trappola tenendovi brevi e corto. Bravi.
Una sola nota: State attenti alle virgole. NON sono come il prezzemolo, e non vanno in tutte le pietanze. Non si divide MAI il soggetto dal verbo, se non vado errato. E una virgola divide comunque, dunque state attenti a non dividere quello che dovrebbe rimanere attaccato. Per fare una prova del nove, leggete la vostra frase facendo una pausa per ogni virgola. Provate, e vedrete che spesso la virgola che avete messa potrebbe benissimo sparire nella pattumiera delle virgole svirgole.
Poi c'è ancora un piccolo appunto. Scrivete: "a cui dentro mise i chicchi"... ! "A cui dentro"??? Forse vi è scivolata! Controllate con la maestra, non può essere un errore, dev'essere una svista.

Tra gli alieni, di Marco:
Qui ci sono ancora dei problemi, e non pochi. La storia non è affatto male, e hai fatto bene ad iniziare il racconto con l'andare a scuola. Poi, però, ti perdi un po'. Se il papà ha lasciato una lettera al nostro eroe, devi dire dove ha trovata la lettera, e in quale strana situazione. Voglio dire: se gli alieni hanno scoperchiata la casa, lui, andando a casa, non si è accorto di niente? Io credo che avrebbe fatto caso se non ci fosse stato più il tetto! Se ho ragione, devi cambiare l'inizio, dicendo che arriva di corsa dal professore, con gli occhi fuori dalle orbite, in preda al panico, gli fa leggere il biglietto e sa già che è successo qualcosa di drammatico. Ecco come dovresti riaprire e cambiare la storia, epoi vai avanti sempre con il senso per la logica. Se gli esserini sono alti una noce, come diavolo hanno legato il papà? Mi pare difficile, e se vuoi farcelo credere, devi sudare, spiegando la scena, trovando un trucco con cui gli alieni sono riusciti a sopraffare un uomo cento volte più alto di loro (Vedi: i viaggi di Gulliver" per credere che si possa fare). Ultimo appunto: come fanno i due, papà e figlio, ad avere delle bombe? Tu vai in giro con una bomba in tasca? Se vuoi che usino delle bombe, ce li devi mettere nella storia in modo che noi lettori ci crediamo. Fateci caso, anche nei film, se prima o poi servirà un ageggio nella trama, lo hanno già introdotto in una scena prima!
Ma se ti dai da fare non ne uscirà una brutta storia. Magari cambia alcune scene e idee, e non ti abbattere...

Un padre pacifista, di Marco:
Posso dirti poco sulla tua storia, perché più che una storia inventata, con inizio, svolgimento e finale, è un tema sulla pace e sull'aiuto umanitario ai popoli che ne hanno tanto bisogno. Dunque vorrei essere molto chiaro: non ce l'ho con il contenuto della tua storia, che ha pure alcune frasi molto ben pensate e scritte. E' solo che non entra nel "racconto fantastico", che ha altri scopi, mentre tu ci spieghi una cosa seria e che esiste e di cui, giustamente, dovreste parlare a scuola e anche i politici nel Parlamento.
Non saprei cosa dirti d'altro. Se te la senti, inventati una storia un po' folle, senza contenuto troppo spiccatamente morale. Basta partire da poco, pochissimo: la rana col singhiozzo, la zebra che perse le strisce, la giraffa con il torcicollo, la notte quando le scarpe scapparono dalle case, una scatola magica piena di...
Vedi quante cosette si possono prendere come spunto.
L'importante che tu capisca che non giudico male la tua storia, ok? Promessa da gran scrittore?
Bene, siamo a cavallo
vi auguro un gran divertimento, e non smettete mai di pensare a nuove storie, a scenette gustose, a finali strani. Chissà, magari vi verrà in mente una storia perfetta.
A presto, e grazie
Georg
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Georg Maag
Georg


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Inserito il - 01/04/2004 :  18:53:48  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Cari ragazzi della Buozzi,
l'altro ieri sono stato da voi, ahimé per l'ultima volta nei panni dello "scrittore-insegnante"...
La prossima volta che ci rivedremo sarà invece un incontro tutt'altro che "scolastico"! Faremo la grande festa finale, e leggeremo le storie che risulteranno vincitrici per ogni classe.
Un po' mi dispiace che sia finita. Avrei voluto vedervi ancora due volte, darvi ancora delle dritte, discutere le vostre storie nei dettagli, aiutarvi nello sviluppo delle idee!
Pazienza. E' stato un bel periodo per me, ho avuto modo di conoscervi, di conoscere le vostre maestre, e mi sembra di aver fatto un gran numero di nuove amicizie.
Volevo anche dirvi che finirà il corso, quello sì!!!, ma non finirà la vostra creatività, il flusso delle vostre idee, e nemmeno la voglia di esprimervi attraverso le parole.
Come dicevo, il fatto di scrivere le parole, e dunque di poter fissare sulla carte storie, vicissitudini ed esperienze, è l'unica vera differenza tra noi e gli animali. Sono le lettere, e con esse le parole infinite che possono formare, a renderci capaci a scrivere, ricordare, inventare, fissare.
Dunque continuate a leggere e a scrivere. Leggete più che potete, godetevi le avventure che grandi scrittori hanno inventato o raccontaro per voi, vivete assieme a loro le sensazioni, le paure e le gioie. Ogni libro che leggerete sarà una possibilità di scelta che avrete in più nella vostra vita. Vi ricordate quello che vi ho deto in biblioteca? Bene, è proprio questo il messaggio più bello del nostro per-corso.
Ora aspetto con ansia le vostre storie. Non abbiate paura, nessuna sarà troppo brutta o troppo breve per me. Se ognuno di voi dà il massimo che sa dare, siamo a cavallo. Sarà soddisfatto, e voi ancora prima di me. Se poi non vincerete il primo premio, pazienza! Avrete avuto comunque il piacere di assaporare quello che solo i veri scrittori possono vivere: la scrittura delle idee che vi passano per la testa.
Ecco tutto.
Grazie di cuore per tutta la vostra fantasia, per la vostra voglia, per l'impegno.
Ci vedremo verso la fine di maggio, o inizio giugno, e sarà una gran bela festa.
Se avete ancora domande, sono qui per voi.
Ciao a tutti
Georg
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Inserito il - 03/05/2004 :  14:42:36  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
inserito nella discussione sbagliata e spostata dall'amministratore



Caro Maag,
siamo i ragazzi della 4^ A della "B. Buozzi".
E' da un pò di tempo che non ci sentiamo, ma abbiamo lavorato molto con le nostre storie, che ora verranno inviate alla "Don Milani" affinchè i nostri compagni possano procedere con le votazioni.
Abbiamo anche preparato un cartellone per raccogliere i disegni dei nostri racconti e che esporremo il giorno della premiazione.
E' proprio carino!
Volevamo, inoltre, dirle che in questi ultimi tempi, nella nostra classe, una nuova parola ha fatto il suo ingresso: "filosofia".
Alcuni di noi, già l'avevano sentita pronunciare dai fratelli o dalla televisione, ora anche noi incomincieremo ad avere con essa "rapporti più stretti".
La maestra Marina infatti ci ha presentato il libro che lei, Maag, ci ha gentilmente lasciato e abbiamo iniziato a porci tanti "perchè".
Veramente interessante e per nulla .... noioso ....
Anzi, spesso chiediamo alla nostra maestra di continuare il lavoro anche per giorni.
A presto la 4^A.
Un saluto dalla maestra Marina.
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Georg Maag
Georg


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Inserito il - 03/05/2004 :  14:51:08  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Cari ragazzi della 4° A,
grazie mille per la vostra simpatica lettera. Sono contento che avete lavorato sodo, e ora non mi rimane che fare il tifo per voi e le vostre storie che andranno a viaggare nell'altra scuola per essere scelte. Buona fortuna!
Mi fa anche piacere sentire che cominciate ad occuparvi di filosofia. E' un tema affascinante, e scoprirete che usavate la filosofia in tantissimi aspetti della vostra vita--- senza saperlo! Dunque sono certo che acquisire una consapevolezza delle vostre opinioni, delle vostre forze e delle debolezze non può che farvi un gran bene. Ma soprattutto divertitevi!
Un abbraccio a tutti (ovviamente il più grosso alla maestra Marina, se non altro perché è la più alta!)
e ci vediamo alla festa finale. Portate patatine, la voglia di divertirvi e il sorriso dei giorni più belli.
Ciao
Georg
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