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 HO LETTO QUESTO LIBRO E...
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microanonimo
piccolissimo scrittore


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Inserito il - 31/01/2010 :  12:50:23  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Non lasciarmi di Ishiguro ... Da brivido!
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microanonimo
piccolissimo scrittore


44 Messaggi

Inserito il - 25/02/2010 :  11:34:08  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Ho appena letto cent'anni di solitudine di Marquez...
Secondo me riesce a creare immagini fortissime, date qasi per scontato, ma di una forza quasi commovente
In un mondo incantato, in un villaggio sperduto in mezzo alle paludi, troviamo Jose Arcadio Buendìa legato costantemente al castagno,parlando in latino a figure del passato; troviamo Remendios la bella che fa morire di amore le persone mentre ancora disegna con la cacca sul muro; troviamo Amaranta, consumata da rancori passati e da passioni incestuose che sfociano in amori al limite della pedofilia , tessere il suo infinito sudario.
Tutto a Macondo, staccata dal mondo, con una propria morale, che perdona ateismo, superstizione, incesto, truffe; man uccide per un'insinuazione sui rapporti sessuali con la propria moglie durante un combattimento tra galli;dove è una grande scoperta la lampadina, ma è normale volare su tappeti volanti o ascendere al cielo...
Che dire... Bello, bello e ancora bello.

Ultimamente ho provato Cronache Marziane, ma devo dire che non mi è piaciuto molto ( non l'ho neanche finito).

Per la tesina dell' esame pensavo di portare "I fiori del male", ma (dopo aver letto qualche poesia) ho capito che Baudelaire non mi piace per niente. Già non amo la poesia (trovo molto più poetica la prosa) in più non amo il suo stile

Già che se ne parlava prima, un pò di tempo fa ho letto Narciso e Boccadoro di Hesse. Mi è piaciuto molto, anche se penso che sia più bello Siddharta.

Qualcuno di voi ha per caso letto la serie di "Guida Galattica per Autostoppisti" di Adams? Fa spanciare

"Tuttavia, prima di arrivare al verso finale, aveva già compreso che non sarebbe maipiù uscito da quella stanza, perchè era previsto che la città degli specchi ( o degli specchietti) sarebbe stata spianata dal vento e bandita dalla memoria degli uomini nell' istante in cui Aureliano Babilonia avesse terminato di decifrare le pergamene, e che tutto quello che vi era scritto era irripetibile da sempre e per sempre, perchè le stirpi condannate a cent'anni di solitudine non avevano una seconda possibilità sulla terra." Gabriel Garcìa Màrquez, Cent'anni di solitudine.
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Georg Maag
Georg


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Inserito il - 25/02/2010 :  18:31:33  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Sì, Adams è piacevole e matto. Ho preferito i primi due libri, erano più strani e liberi, ma comunque una bellissima idea di base!
G
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Kagome97
piccolissimo scrittore


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Inserito il - 26/02/2010 :  17:01:16  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
io sto finendo di leggere " NINA LA BABINA DELLA SESTA LUNA" secondo me è un buon libro è adatto a me perchè a me piace il genere fantasy. Si parla di magia maghi altre dimensioni e soprattutto di Xorax... stupendo pianeta che vive solo grazie ai pensieri belli che fanno i bambini ed è per questo che mi ha molto attratta . La casa editrice è " Gunti Junior ".

Modificato da - Kagome97 in data 26/02/2010 17:02:40
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adele
Gran Capo tra i piccoliscrittori


1350 Messaggi

Inserito il - 28/02/2010 :  13:13:52  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
per microanonimo:
nooo così mi fai venire voglia di Marquez però :P comunque Baudelaire a me piace moltissimo ma se vuoi posso suggerirti un autore che scrive le poesie mooolto libere (sembrano quasi piccole prose) è Bukowski... l'unica raccolta che ho letto è "il grande" ma ce ne sono molte... semmai sfoglialo in libreria e vedi... c'è qualcosa di carino anche di Kerouac, però è un pò più forte quindi forse non è proprio adatto per un esame xD
Siddharta non l'ho mai letto, ma conto di farlo, ovviamente...

per Kagome: se ne parla un pò più indietro, della saga... sono d'accordo con te, è ben fatta... quando la lessi mi piacque moltissimo, adesso ovviamente non la rileggerei, non è più il mio genere, però la ricordo con piacere, non è affatto banale ed è scritta anche abbastanza bene :)
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Kagome97
piccolissimo scrittore


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Inserito il - 13/03/2010 :  14:16:31  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Ma...ma ma smile98 mi aveva detto che tu odiavi " Nina", forse la odiavi in passato?
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smile98
Capo tra i piccoliscrittori


756 Messaggi

Inserito il - 13/03/2010 :  18:01:15  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Non ti ho detto che l'odiava u.U
Ti ho detto che lei preferisce generi TOTALMENTE diversi...
Quello è un po' infantile...

(Voglio comprare un libro: "Come uccidere il flood control"... Esiste? *_*)
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Kagome97
piccolissimo scrittore


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Inserito il - 14/03/2010 :  18:43:26  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Io vorrei comprare un libro :- Come far tornare la memoria a Smile98-. Ti dimentichi sempre tutto! !!!! Comunque credo proprio di non riuscire a leggere tutto il libro entro l'8 aprile
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adele
Gran Capo tra i piccoliscrittori


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Inserito il - 14/03/2010 :  19:40:14  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
ahah no vabbè non è che la odi... mi era piaciuto ai tempi, non lo rileggo per non guastarne il ricordo perché sicuramente non mi piacerebbe xD
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Kagome97
piccolissimo scrittore


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Inserito il - 16/03/2010 :  19:05:40  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Io non ci posso fare niente ma a me i libri tipo come "Il profumo" e tutta roba del genere... non mi vanno proprio a genio. Lo so possono essere belli quanto vogliono ma io anche se lo rileggo 50.000 volte ...non riuscirei a capirlo.


PS= Smile98 so che tu adori " Il profumo" ...ma questa è la verità amica mia !
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Georg Maag
Georg


1479 Messaggi

Inserito il - 17/03/2010 :  07:43:24  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Il bello della letteratura è che ciascuno di noi troverà sempre qualcosa che gli piace o gli va a genio.
Poi subentra anche l'età: in certi momenti della nostra vita alcuni libri ci colpiscono più che in altri.
Insomma, come diceva già Goethe: "Sui gusti non si può litigare!"
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Kagome97
piccolissimo scrittore


16 Messaggi

Inserito il - 17/03/2010 :  18:20:03  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Hai proprio ragione Georg, su questo sono d'accordo con te.In questo periodo mi sto appassionando molto al genere fantasy, ma anche a quello horror. Saluti ciaooo!
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Matt 75
Gran Capo tra i piccoliscrittori


2198 Messaggi

Inserito il - 04/01/2011 :  13:07:51  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Ho letto molto recentemente "I pilastri della terra" di Ken Follett. Un libro davvero molto interessante, più di 1000 pagine che però scorrono piuttosto bene, anche perché il libro si apre con un inquietante prologo di cui si parlerà soltanto a pezzi durante la vicenda narrata, motivo che sicuramente invoglia il lettore a continuare.
Poco tempo prima, inoltre, ho completato la trilogia di Calvino leggendomi Il visconte dimezzato e Il barone rampante ("Il cavaliere inesistente" lo avevo già letto tempo fa) e devo dire che mi sono piaciuti abbastanza entrambi. Calvino ha uno stile di scrittura piuttosto particolare, il linguaggio è sempre piuttosto moderno, ma sa essere piuttosto criptico quando si tratta di voler esprimere dei messaggi che, a dire il vero, sembrano piuttosto chiari.
Voglio dire: i libri sono di facile lettura, e ad inizio ti sembra di capire perfettamente tutto quello che l'autore vuole dirci, ma poi ti rendi conto che forse dietro c'è qualcosa di più profondo e più complesso, concetti che, te ne accorgerai dopo, sono però perfettamente espressi dai personaggi dei suoi racconti. Sicuramente un autore interessante, e interessante la sua trilogia.
Da leggere!
Matt
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Georg Maag
Georg


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Inserito il - 04/01/2011 :  15:18:45  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Avevo letto "I pilastri della terra" con piacere, effettivamente un bel libro che racconta la revoluzione nella costruzione gotica delle cattedrali. Vale decisamente la pena!
Sto leggendo (guardando) da qualche anno l'opera omnia di Charles Schulz, ossia dei Peanuts. Non sarà lettura "vera", ma è comunque un grandissimo del fumetto, e se avete anche solo una conoscienza base dellìInglese, varrebbe la pena leggerle in lingua originale.
Un saluto
Georg
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Matt 75
Gran Capo tra i piccoliscrittori


2198 Messaggi

Inserito il - 10/01/2011 :  12:24:44  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Proprio ieri sera ho finto di leggere "Il nome della rosa" di Umberto Eco. Che dire? Un capolavoro. Lo stile di Eco è molto particolare, tutto il libro è pieno zeppo di citazioni verso altri autori ("E caddi come cade un corpo morto", ad esempio, ripreso dal canto V della Divina Commedia), tra cui anche la scrittura del libro stesso, che egli dice essere stata ispirata da un vecchio manoscritto ritrovato anni prima (come faceva il buon vecchio Don Lisander). Citazioni a parte, il libro è unico nel suo genere: si può definire una sorta di giallo, perché alla fine quello che si aspetta di scoprire per tutto il libro è la mente dietro a tutti gli omicidi che avvengono nell'abbazia (questo ve lo anticipo, tanto lo scoprireste quasi subito, dato che è il motivo stesso per cui comincia la storia dei due protagonisti).
In un contesto come quello del Medioevo in cui la religione è nel suo periodo peggiore in quanto a scismi e divisioni varie, in un'epoca in cui anche lo stato non sembra più avere nessuna influenza, la storia di Guglielmo e Adso ci fa immergere in un'epoca che, viste le date, ci appare tremendamente lontana ma che, in fin dei conti, è molto simile alla nostra.
Non vi dico altro, a parte un invito a leggerlo, perché ne vale veramente la pena.
Matt
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miticalilly96
piccoloscrittore già più grande


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Inserito il - 12/01/2011 :  18:19:20  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Per la gara di lettura della scuola ho letto tre libri: il Mastino di Baskerville, di sir Arthur Conan Doyle, il Sergente nella neve, di Mario Rigoni Stern ed infine Bianca come il latte, rossa come il sangue di D'avenia.
Sono libri completamente diversi tra di loro e devo dire che quello che mi è piaciuto di più è quello su Sherlock Holmes :D
Ho già letto diversi libri di Sherlock Holmes, più una raccolta di racconti di poesie del suo autore, e li ho trovati tutti molto interessanti. La trama di questo in particolare è molto avvincente, anche se ho notato che la spiegazione di Holmes per la risoluzione del caso non è proprio soddisfacente...
Comunque resta una piacevole lettura, ha un linguaggio scorrevole nonostante sia stato scritto più di un secolo fa e una storia appassionante. D'altronde, è stato un libro commerciale al suo tempo (è stato scritto proprio perchè Doyle, sotto pressione, ha accettato di resuscitare il celebre investigatore che aveva fatto "morire" nel libro precendente) quindi non è stata una lettura difficile :)
Il sergente nella neve è sicuramente è un libro che fa riflettere. Autobiografico, narra della disastrosa ritirata di Russia delle truppe italiane al tempo della seconda guerra mondiale. E' forte, è vero, e quando ho chiuso il libro ho ringraziato Dio per tutto quello che ho (incluso il riscaldamento a casa mia!). Vi consiglio vivamente di leggerlo; io non sono un'appassionata del romanzo storico (il mio genere preferito è il fantasy di Lewis e di Tolkien)però sicuramente mi ha impressionato.
Infine veniamo a "Bianca come il latte, rossa come il sangue". Su quest'ultimo libro non ho un'idea precisa. Sì, è scorrevole ed è una piacevole lettura...sarà che io di filosofia non capisco niente, ma mi è sembrato un'accozzaglia di frasi filosofiche gettate più o meno casualmente su un libro per ragazzi O_O
Sinceramente non so cosa pensare, dalle recensioni sembra che questo libro abbia un chissà quale significato...
Aspetto i vostri commenti.
ps) Scusate l'italiano non proprio corretto, è probabile che abbia fatto qualche errore o abbia dimenticato qualche parola...vado di fretta XD
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Matt 75
Gran Capo tra i piccoliscrittori


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Inserito il - 21/01/2011 :  14:49:17  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Da qualche giorno ho finito di leggere "Il signore delle mosche" di William Golding, romanzo che racconta la storia di un gruppo di bambini sopravvissuti ad un incidente aereo precipitato in un'isola deserta. I bambini, capendo che devono farsi venire a salvare, cominciano ad organizzare tutte le parti della ro vita quotidiana: c'è chi fa il cacciatore, chi si occupa dei rifugi... Per una vita civile.
Un libro che all'inizio non si capisce, e che diventa davvero interessante man mano che si prosegue con la lettura. Lento e inesorabile, le cui 230 pagine circa sembrano non finire mai, e che conducono la narrazione verso un finale a dir poco scioccante.
Da leggere!
Matt
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Georg Maag
Georg


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Inserito il - 22/01/2011 :  17:50:06  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Grande libro, ma anche estremamente triste! Se siete abbastanza bravi con l'Inglese potrebbe essere un tentativo!
Georg
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Matt 75
Gran Capo tra i piccoliscrittori


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Inserito il - 02/02/2011 :  12:29:00  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Ho da poco finito di leggere 1984 di George Orwell... Non penso di aver letto un libro più scioccante di questo. Ambientato in un "prossimo" 1984 (Orwell scrisse il libro nel '48), in cui il mondo è diviso in tre superstati, Oceania, Eurasia e Estasia, il protagonista del libro è un certo Winston Smith, che vive a Londra (in Oceania) sotto il controllo quotidiano del Grande Fratello, figura che nessuno ha mai visto e che si conosce solo attraverso i manifesti che lo ritraggono coi suoi grandi baffi neri e con quell'aura di sicurezza che emana anche solo col suo sguardo. In teoria non ci sono leggi, ma in pratica la vita è conrollata in tutti i suoi aspetti dai mille occhi del Grande Fratello, che sono i "teelschermi" ma anche ogni singolo individuo della sua società.
Non so veramente cosa altro dirvi di questo libro, è praticamente impossibile farne una trama. Dico solo che è estremamente interessantissimo perché descrive una realtà che ci appare terribile, distopica, ma che in fondo non è poi tanto lontana dalla nostra.
Davvero, non riesco a parlarne, mi ha sconvolto troppo
Matt
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Georg Maag
Georg


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Inserito il - 11/06/2012 :  13:17:32  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Magari racconti qualcosa di più del libro? Ti va?
Potrebbe interessare altri visitatori!
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Matt 75
Gran Capo tra i piccoliscrittori


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Inserito il - 14/06/2012 :  09:30:20  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
L'ultimo libro che ho letto è "La locandiera" di Goldoni. E' un'opera teatrale del '700 che abbiamo studiato a scuola, e che narra la storia di Mirandolina, una locandiera, appunto, che oltre a svolgere la sua normale professione non perde mai l'occasione di divertirsi civettando un po' con certi suoi clienti. L'opera, infatti, si basa appunto su questo: ci sono 3-4 personaggi fondamentali, tutti uomini che, per un motivo o per l'altro, hanno un legame con questa affascinante locandiera che fa del nuovo arrivato, il signor Cavaliere, il suo prossimo obiettivo di conquiste.
E' un'opera teatrale, quindi in sostanza quello che circola in vendita è il libretto teatrale su cui tutti gli attori che vogliono rappresentarla si basano; è quindi piuttosto breve e di facile lettura, ma comunque di grande importanza per il mondo del teatro e, perché no, anche con un bel messaggio al suo interno. Con una letta all'introduzione e una vaga idea sul contesto storico non si può non apprezzare la compagnia di questo libricino di certo non da considerarsi tra i massimi capolavori della letteratura italiana, ma comunque degno di essere letto
Matt
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Georg Maag
Georg


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Inserito il - 18/06/2012 :  18:41:43  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Matt, hai mai letto Jerome Jerome? Tre uomini in barca?
Una lettura prefetta per distendersi dallo studio...
Un saluto
Georg
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Matt 75
Gran Capo tra i piccoliscrittori


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Inserito il - 19/06/2012 :  13:27:38  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Caro buon vecchio Georg, no, francamente non ho letto nessuono dei due libri da te citati... Ultimamente, o meglio, durante quest'anno in generale mi sono fatto prendere parecchio dai programmi di letteratura fatti a scuola, per questo sono spesso "caduto" sui grandi classici: roba da intellettuali Purtroppo però durante l'anno scolastico non si ha tantissimo tempo per immergersi nella lettura, speriamo adesso che l'estate, con tutto il tempo libero che mi aspetta, mi dia la possibilità di recuperare diversi testi che ho lasciato un po' da parte.
Tra l'altro, prima o poi mi rimetto anche a scrivere qualcosa di serio: sarei proprio curioso di fartelo leggere per dirmi cosa ne pensi! D'altronde tu hai conosciuto gli albori della mia carriera come scrittore, immagino che sia un po' che non leggi qualcosa di mio
Prima o poi, comunque, finisco anche sui titoli da te proposti!
Matt
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Georg Maag
Georg


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Inserito il - 21/06/2012 :  15:14:24  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
I classici non sono poi sempre così male. Insomma, dipende.

Un caro saluto,
Georg
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Matt 75
Gran Capo tra i piccoliscrittori


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Inserito il - 13/07/2012 :  15:11:12  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Ho da poco finito "Ultime lettere di Jacopo Ortis" di Foscolo. Che dire, anche qui si tratta di un libro un po' datato e che viene generalmente studiato a scuola... In effetti lo stile di Foscolo non è sicuramente tra i più abbordabili in circolazione, oltre al fatto che una buona conoscenza del contesto storico e dell'intento del libro sono indispensabili per una buona comprensione del libro.
Romanzo epistolare, l'opera di Foscolo è raccontata da Jacopo Ortis, giovane studente che soffre sulla propria pelle le conseguenze del trattato di Campoformio, con il quale Napoleone cede parte dell'Italia del nord all'Austria, gesto considerato dal ventenne Jacopo come un vero e proprio tradimento a quella patria Italia che, comunque, era allora solo una reminiscenza, un ricordo, un nome collegato a quella tanto amata classicità romana da cui tutti i poeti del tempo prendevano spunto. Il romanzo percorre quindi la storia del giovane attraverso le lettere che egli stesso scrive al suo amico e confidente Lorenzo Alderani, che rimane però anonimo per quasi tutto il racconto salvo poi intervenire nell'ultima parte del romanzo.
Oltre ad essere importante perché considerato il primo vero esempio di romanzo in Italia (seppur non ancora con gli standard che in seguito verranno posti dai Promessi Sposi), la storia di Jacopo Ortis è un continuo riferimento ad avvenimenti e idee che lo stesso Foscolo sosteneva. Il libro è sicuramente abbastanza pesante da leggere sia per lo stile dell'autore, sia per i temi trattati; per questo, di certo non è consigliato ad un pubblico che lo prende "tanto per".
E' comunque un libro che risulta essere molto coinvolgente, poiché la scrittura di Foscolo, seppur sicuramente artificiosa e spesso piena di costruzioni un po' complicate, esprime alla perfezione lo stato d'animo del giovane protagonista che tanto si duole sia per i suoi dolori di "uomo mortale" (quale l'amore per Teresa, giovane donna promessa sposa ad un altro di ben più ricca famiglia) quanto per le sofferenze da poeta, da uomo elevato al di sopra delle masse, sofferente per quella patria Italia che tuttora è, come avrebbe detto il caro, Dante, "Non donna di provincie, ma bordello!"
Vi lascio qui sotto parte della prima lettera del libro (e una delle più famose) che secondo me esprime al meglio tutti quanti i concetti da me espressi.


Da' Colli Euganei, 11 ottobre 1797

Il sacrificio della patria nostra è consumato: tutto è perduto; e la vita, seppur ne verrà concessa, non ci resterà che per piangere le nostre sciagure, e la nostra infamia. Il mio nome è nella lista di proscrizione, lo so: ma vuoi tu ch'io per salvarmi da chi m'opprime mi commetta a chi mi ha tradito? Consola mia madre: vinto dalle sue lagrime le ho ubbidito, e ho lasciato Venezia per evitare le prime persecuzioni, e le più feroci. [...]
Tu mi fai raccapricciare, L>orenzo: quanti sono dunque gli sventurati? E noi, pur troppo, noi stessi italiani ci laviamo le mani nel sangue degli'italiani. Per me segua che può. Poiché ho disperato e della mia patria e di me, aspetto tranquillamente la prigione e la morte. Il mio cadavere almeno non cadrà fra le braccia straniere; il mio nome sarà sommessamente compianto da' pochi uomini buoni, compagni delle nostre miserie; e le mie ossa poseranno su la terra de' miei padri.


Matt
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Georg Maag
Georg


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Inserito il - 16/07/2012 :  11:39:24  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Ciao Matt, e grazie per la bella recensione. Mi piace veramente, perché dai un'idea generale del libro e spieghi perché ti sembra utile, dove sono le difficoltà ecc. Questo è il vero scopo di una recensione: aiutare il lettore a scegliere se leggere o no un libro che non conosce.
Poi è anche un ottimo esercizio per chi la scrive!
Ciao, e grazie
Georg
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Georg Maag
Georg


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Inserito il - 20/07/2012 :  11:05:06  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Perfetto, non c'è fretta.
Ciao
Georg
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Matt 75
Gran Capo tra i piccoliscrittori


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Inserito il - 06/08/2012 :  13:31:45  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Ho da poco letto Siddharta di Herman Hesse. E' difficile definire il genere del libro, poiché esso potrebbe essere catalogato effettivamente come un romanzo di ambientazione indiana: abbiamo, in effetti, un protagonista, che è Siddharta, e tanti, tantissimi altri personaggi secondari con una trama di fondo che, però, di fatto è definita solo a grandi linee. Quale, dunque, il tema? Semplicemente quello della ricerca dell'Io, quello del continuo viaggio che ogni essere umano dovrebbe compiere per comprendere la propria anima, la propria essenza e che, ovviamente, va eseguito anche praticamente. Di fatto questa è la trama di "Siddharta": il protagonista, di buona famiglia e dal futuro come figura spirituale preminente del proprio villaggio, sente fin da giovane un qualche moto dentro di sé che lo spinge a lasciare le sicurezze pratiche della propria vita per quello che è un viaggio senza meta, un continuo passaggio da un posto all'altro, da una convinzione all'altra, una continua evoluzione che altro non è che il meraviglioso viaggio della vita e, appunto, l'insanabile sete di conoscenza. "Siddharta" è un libro che si snoda attraverso tante ambientazioni diverse, mostrandoci una minima parte di quella che è la varietà del mondo, passando attraverso osservazioni diverse a seconda del momento della narrazione, ma rendendo comunque l'idea dell'infinita ricchezza del mondo. L'ambizione di Siddharta è questa: conoscere quanto più del mondo sia possibile concepire per intendere quel grande mistero che è la nostra anima, il nostro Io.
Libro abbastanza corto (poco meno di 200 pagine), "Siddharta" ha dalla sua una chiarezza e semplicità di linguaggio che è difficile trovare in testi che si avventurano su temi tanto profondi. Hesse ha la capacità di far trapelare grandi questioni che ogni uomo si pone nel corso della propria vita tramite una storia molto semplice da seguire, senza particolari intrecci narrativi, anzi, notevoli per la loro precisa consequenzialità che rende la comprensione del testo molto agevole. Inutile soffermarsi ulteriormente, poi, sul messaggio: il testo ha il pregio di essere un ritratto squisitamente veritiero di quella sete di conoscenza che è comune ad ogni uomo, proponendocene, tra l'altro, una soluzione, una possibilità di risposta. Tuttavia, essa risulta tanto meravigliosa quanto precaria, così come precarie appaiono anche tutti gli altri tentativi di soddisfacimento individuale descritti nel libri. E altrettanto precarie, questo è implicito, sono anche tutte le altre vie che l'uomo prende durante il suo cammino, che è la vita, che è precaria anch'essa. Una espressa constatazione che la vita e ogni sua sfumatura non sono altro che un misero scorrere di secondi, talvolta lenti e inesorabili, talvolta rapidi e pieni di gioia: ma un altrettanto invito a coglierli, questi secondi, e a viverli uno ad uno, che essi siano portatori di dolore o di allegria, poiché se non facessimo così... Che senso avrebbe, dunque, tutto questo?
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Georg Maag
Georg


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Inserito il - 06/08/2012 :  21:00:46  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Bravo Matt, bellissima descrizione/recensione di Hesse.
Mi piaceva molto quando ero giovane, e forse è uno di quei scrittori proprio adatti per lettori affamati di messaggi profondi ma senza pesantezza esagerata del trattato di filosofia. Chissà?
Bravissimo
ciao
Georg
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Tradotto Da: Vincenzo Daniele & Luciano Boccellino- www.targatona.it Distribuito Da: Massimo Farieri - www.superdeejay.net Powered By: Snitz Forums 2000 Version 3.4.03