Questo è un libro
coraggioso. Racconta quello che succede dentro di noi quando muore
una persona alla quale vogliamo molto bene.
Un brutto giorno, il padre di Valentina non tornerà più
a casa. E così i piccoli lettori, in punta di piedi e con il
cuore che batte, vivono una girandola di emozioni: lo stupore, poi
la disperazione e infine la rabbia e l’ira; soffriranno per
e assieme a Valentina, chiusa nel silenzio desolato del suo giardino.
Poi, quando ormai tutto sembra perduto, qualcosa succede allo steccato
che circonda il giardino, invalicabile simbolo della chiusura dal
mondo: come per magia diventa metafora del tempo che passa, che guarisce
le ferite, che dona speranza.
Un libro dolce,
evocativo, pieno di nuvole paffute, pesciolini rossi e di emozioni.
Tavole incantevoli e parole semplici e piane. Un libro che tocca nel
profondo, un libro che dà speranza.

Un momento della presentazione del libro
Ecco alcuni commenti
Antonella:
"Ho letto il Giardino, l'ho letto con avidità, rapita dall'intenso
rapporto del papà con la sua bimba, in punta di piedi mi è
sembrato di cogliere il mistero di un grande amore e di una grande sofferenza......
è immensa la disperazione di chi perde un papà, di chi
perde la persona cara che ti scalda, che ti rallegra, che ti abbraccia
ed ama...così come sei....ogni giorno...
Ho da poco perso un amico e...il Giardino un po' mi ha aiutato, forse
a capire anche una rabbia, che inesplosa è forse più dirompente
dentro, quella rabbia che si nutre di interrogativi, ma proprio lui,
qui, ora, ...PERCHE'....????
E poi la vita, di due piccoli pesci, un laghetto vuoto che si anima
ancora....una famiglia diversa che ricomincia a camminare...
uno steccato oltre il quale si intravedono giardini profumati di mille
colori, una vita che dal cuore morbido e pulsante di Valentina, riprende
a battere sempre più forte...
Grazie...
quando i libri sono così intensi, aiutano a vivere un po' meglio...
Bellissimi anche i disegni, complimenti alla illustratrice, che ha colorato
egregiamente le piccola stella danzante di Valentina..."
Maria Cristina:"
Questa sera ho riletto "Il giardino" ai miei bimbi. Lo avevo
fatto la prima volta otto mesi fa, poche settimane dopo che avevano
perso il loro amatissimo papà. Allora, confusi e storditi, pensarono
che si trattasse di una storia come un'altra.
Questa sera, invece, mi hanno fatto delle domande. Non erano riusciti
a capire, da soli, che il papà di Valentina fosse morto. Non
hanno neppure capito perchè lei abbia distrutto il giardino e
ammazzato i pesci. Loro non hanno fatto niente di tutto questo: hanno
pianto poco e hanno continuato a disegnare la nostra famiglia come prima,
solo che il loro papà è sempre più pallido di noi
e ha l'aria triste. In realtà il loro giardino distrutto se lo
portano dentro, dietro la tristezza che ha spento la luce nei loro occhi
blu, dietro le piccole allegrie che fanno così tanta fatica a
ritrovare, dietro i loro discorsi improvvisamente così maturi.
Eppure, anche se non lo sanno, i loro nasini, come quello di Valentina,
stanno arrivando al limite dello steccato: si sono avvicinati, incuriositi,
ad altri bimbi che hanno perso i loro papà e li hanno fatti sentire
così un po' meno diversi. Pietro, che ha sette anni, sta preparando
a scuola una cravatta per la festa del papà e mi ha chiesto di
portarla al cimitero dopodomani: fino ad ora non ci siamo mai andati.
Loro non sanno di cosa sia capace il tempo, ma almeno con loro fa davvero
miracoli: li ha fatti crescere sulle loro gambette e sta guidando i
loro occhi verso l'orizzonte che c'è al di là del loro
dolore. Non importa se per il momento vedono nuovi papà dappertutto,
invece che altri giardini pieni di fiori: del resto è normale,
dato che quello era il fiore più importante per loro. Ma sono
rimasti molto colpiti dai due pesciolini che ritornano a nuotare nella
vasca quando Valentina ritorna alla vita: e che siano questi segnali
a richiamare la loro attenzione mi fa sperare che siano pronti ad alzare
gli occhi e a lasciarseli riempire di nuovo di luce."
Carla,
Paolo e Anna Viberti :
"A fine settembre io ed i miei due bambini, siamo stati a Racconigi
alla festa dei lettori, questa è la terza volta che vi partecipiamo,
ma quest'anno è stato ancora più speciale. A rendere ancora
più bella questa esperienza, manco a dirlo è stato un
libro di Georg Maag "Il giardino", scelto fra moltissimi altri
libri da Paolo. Quando mio figlio sceglie un libro, non so spiegare
con quale criterio lo faccia, ma ha una dote misteriosa, quasi magica
nel farlo, e questa volta più delle altre. Nei bellissimi giardini
del Parco di Racconigi, abbiamo letto questo libro, lasciandoci emozionare
e coinvolgere dalla sua bellissima storia.
Grazie Georg per questo studendo regalo."
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